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COMUNE DI TORINO Vice Direzione Generale Servizi Tecnici- Settore Edilizia Scolastica Manutenzioni PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO Decreti Legislativi 494/96 e 528/99-DPR 222/03 OGGETTO: Manutenzione Straordinaria edificio scolastico sede della scuola elementare "Don Murialdo"-Circoscrizione 5. Data, Il Coordinatore per la Sicurezza Arch.G.Alberti EVENTUALI REVISIONI N. REVISIONE DATA DI REVISIONE RESPONSABILE REVISIONE -1- APPROVAZIONE LAVORO CARATTERISTICHE GENERALI DELL'OPERA: Natura dell'Opera: OGGETTO: Opera edile Manutenzione straordinaria edificio scolastico sede della scuola elementare "Don Murialdo" Indirizzo del CANTIERE: Località: Città: via Casteldelfino, 30 Torino Concessione Edilizia: Importo presunto dei Lavori: Numero imprese in cantiere: Numero di lavoratori autonomi: Numero massimo di lavoratori: Entità presunta del lavoro: n. delibera del 362.500,00 euro 1 (previsto) 2 (previsto) 6 (massimo presunto) 527 uomini/giorno Durata in giorni (presunta): 290 -2- COMMITTENTI DATI COMMITTENTE: Ragione sociale: Indirizzo: Città: Telefono / Fax: Settore Edilizia Scolastica Manutenzioni via Bazzi, 4 Torino (TO) 011-4426167 011-4426177 nella Persona di: Nome e Cognome: Qualifica: Indirizzo: Città: Telefono / Fax: Pierluigi PONCINI Ingegnere via Bazzi, 4 Torino (To) 011-4426167 -3- RESPONSABILI Progettista: Nome e Cognome: Qualifica: Indirizzo: Città: Telefono / Fax: Giulio Alberti Architetto via Bazzi, 4 Torino (TO) 011-4426116 011-4426177 Direttore dei Lavori: Nome e Cognome: xxxx xxxx Responsabili dei Lavori: Nome e Cognome: Qualifica: Indirizzo: Città: Telefono / Fax: Pierluigi PONCINI Ingegnere via Bazzi, 4 Torino (TO) 011-4426167 Coordinatore Sicurezza in fase di progettazione: Nome e Cognome: Giulio Alberti Qualifica: Architetto Indirizzo: via Bazzi, 4 Città: Torino (TO) Telefono / Fax: 011-4426116 Coordinatore Sicurezza in fase di esecuzione: Nome e Cognome: xxxx xxxx Direttore Tecnico Cantiere: Nome e Cognome: xxxx xxxx Assistente di Cantiere: Nome e Cognome: xxxx xxxx Capocantiere: Nome e Cognome: xxxx xxxx Rappresentante Lavoratori per la sicurezza: Nome e Cognome: xxxx xxxx -4- Responsabile servizio PP: Nome e Cognome: xxxx xxxx Componente Servizio Prevenzione e Protezione: Nome e Cognome: xxxx xxxx Lavoratore incaricato gestione Emergenze: Nome e Cognome: xxxx xxxx Medico competente: Nome e Cognome: xxxx xxxx -5- IMPRESE DATI IMPRESA: Impresa: Ragione sociale: Località: Appaltatrice xxxxx xxxxx -6- DOCUMENTAZIONE Telefoni ed Indirizzi Utili Carabinieri Polizia Vigili del fuoco Vigili Urbani Pronto soccorso Asl 1 Spresal Italgas Aem Smat Protezione Civile tel. 112 tel. 113 tel. 115 tel. 011-4426060 tel. 118 tel. 011-5661566 tel. 011-5663800 tel. 800-900777 tel. 800-979797 tel. 800-239111 tel. 800-444004 Certificati Imprese A scopo preventivo e per le esigenze normative le imprese che operano in cantiere dovranno mettere a disposizione del committente e custodire presso gli uffici di cantiere la seguente documentazione: · copia iscrizione alla C.C.I.A.A.; · certificati regolarità contributiva INPS; · certificati iscrizione Cassa Edile; · copia del registro infortuni; · copia del libro matricola dei dipendenti; · piano di sicurezza corredato dagli eventuali aggiornamenti. Inoltre, dovrà essere conservata negli uffici del cantiere anche la seguente documentazione: · libretti di omologazione degli apparecchi di sollevamento ad azione non manuale di portata superiore a 200 kg.; · copia di denuncia di installazione per gli apparecchi di sollevamento non manuali di portata superiore a 200 kg.; · verifica trimestrale delle funi e delle catene riportata sul libretto di omologazione degli apparecchi di sollevamento; · verifica annuale degli apparecchi di sollevamento non manuali di portata superiore a 200 kg.; · dichiarazione di stabilità degli impianti di betonaggio; · copia di autorizzazione ministeriale e relazione tecnica per i ponteggi metallici fissi; · disegno esecutivo del ponteggio firmato dal responsabile di cantiere per ponteggi montati secondo schemi tipo; · progetto del ponteggio ad opera di ingegnere o architetto abilitato per ponteggi difformi da schemi tipo o per altezze superiori a 20 m; · dichiarazione di conformità Legge 46/90 per impianto elettrico di cantiere; · segnalazione all'esercente l'energia elettrica per lavori effettuati a meno di 5 metri dalle linee elettriche stesse; · scheda di denuncia (Modello A) degli impianti di protezione inoltrata all'ISPELS competente per territorio; · scheda di denuncia (Modello B) degli impianti di messa a terra inoltrata all'ISPELS competente per territorio; Certificati Lavoratori A scopo preventivo e per le esigenze normative va tenuta presso gli uffici del cantiere la seguente documentazione: · registro delle visite mediche periodiche; · certificati di idoneità per lavoratori minorenni; · tesserini di vaccinazione antitetanica. -7- SITUAZIONI AMBIENTALI LAVORI COMPORTANTI RISCHI PARTICOLARI (ALL.II Dlgs 494/96) Esistenza di lavori che espongono i lavoratori a rischi di seppellimento o sprofondamento a profondità superiore a 1,5 metri, particolarmente aggravati dalle condizioni ambientali del posto di lavoro No Esistenza di lavori che espongono i lavoratori a rischi di caduta dall'alto da altezza superiore a 2.00 mt. Particolarmente aggravati dalle condizioni ambientali. Si Esistenza di lavori che espongono i lavoratori a sostanze chimiche o biologiche che presentano rischi particolari per la sicurezza e la salute dei lavoratori oppure comportano un'esigenza legale di sorveglianza sanitaria. Si Esistenza di lavori con radiazioni ionizzanti che esigono la designazione di zone controllate o sorvegliate, quali definite dalla vigente normativa in matria di protezione dei lavoratori dalle radiazioni ionizzanti. No Esistenza di lavori in prossimità di linee eletriche in tensione No Esistenza di lavori che espongono ad un rischio di annegamento No Esistenza di lavori in pozzi, sterri sotterranei e gallerie No Esistenza di lavori subacquei con respiratori No Esistenza di lavori in cassoni ad aria compressa No Esistenza di lavori comportanti l'impiego di esplosivi No Esistenza di lavori di montaggio e smontaggio di prefabbricati pesanti No · Il cantiere si svolge presso la scuola elementare Don Murialdo , via Casteldelfino,30- Torino.Per la sua natura il cantiere e soggetto a presenza di attività a rischio passivo, in quanto i lavori si svolgono in presenza di attività scolastiche che non potranno essere sospese, quindi si presenterà la coompresenza delle attività di cantiere e delle attività scolastiche.Per evitare cause a rischio passivo e situazioni di pericolo per l'utenza della scuola bisognerà segnalare adeguatamente il cantiere con la segnaletica specifica, separare adeguatamente l'area del cantiere da quella delle attività scolastiche, impedire l'accesso a tali aree da parte degli utenti della scuola, interrompere se necessario temporaneamente le attività che per periodi limitati potrebbero interagire con talune attività specifiche di cantiere (rifacimento della pavimentazione cortile ), per il tempo sufficiente a completare le lavorazioni. · Le stesse precauzioni dovranno essere adottate per evitare pericoli per l'utenza nelle fasi di approvigionamento dei materiali al cantiere e di smistamento ed allontanamento dei detriti.Il cantiere e l'area di stoccaggio dovrà essere delimitato da recinzione con accesso carrabile,e particolare attenzione si dovrà porre nei riguardi di accessi pedonali e carrabili, i mezzi si sposteranno all'interno della zona di intervento con particolare cautela e con segnalazioni manuali di persone a terra. -8- ALBERO RIASSUNTIVO ELEMENTI GENERALI PIANO SICUREZZA PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO - [F.1] ALLESTIMENTO E SMOBILIZZO DEL CANTIERE - [F.1.1] Realizzazione della recinzione e degli accessi del cantiere - [F.1.2] Realizzazione della viabilità del cantiere - [F.1.3] Realizzazione dell'impianto di messa a terra del cantiere - [F.1.4] Realizzazione dell'impianto di protezione da scariche atmosferiche del cantiere - [F.1.5] Installazione nel cantiere di presidi igienico-sanitari - [F.1.6] Installazione e smontaggio ponteggio metallico fisso - [F.1.7] Montaggio e smontaggio della gru a torre - [F.1.8] Smobilizzo del cantiere - [F.2] DEMOLIZIONI PARZIALI,RIMOZIONI - [F.2.1] Disfacimento di manto di copertura - [F.2.2] Rimozione di cls ammalorato di aggetti orizzontali (balconi, cornicioni, ecc.) - [F.2.3] Rimozione di intonaci e/o rivestimenti esterni - [F.2.4] Rimozione di scossaline, canali di gronda, pluviali - [F.2.5] Demolizione di tompagnature - [F.3] COPERTURE - [F.3.1] Realizzazione di opere di lattoneria - [F.3.2] Realizzazione di copertura continua - [F.4] OPERE EDILI GENERICHE - [F.4.1] Esecuzione di murature esterne - [F.4.2] Ripristino cls di frontalini ed intradossi di balconi, cornicioni, ecc. - [F.4.3] Preparazione malta - [F.4.4] Movimentazione di materiali in cantiere - [F.4.5] Posa tradizionale di intonaci esterni - [F.4.6] Rimozione di pavimento vinilico - [F.4.7] Posa di pavimento in linoleum - [F.5] OPERE ESTERNE - [F.5.1] Asportazione strato d'usura e/o collegamento - [F.5.2] Formazione di sottofondo stradale - [F.5.3] Formazione di manto stradale - [F.5.4] Posa in opera di cancelli e cancellate -9- SEGNALETICA Vietano un comportamento dal quale potrebbe risultare un pericolo. Vietato fumare. Vietato ai pedoni. Divieto di spegnere con acqua. Vietato fumare o usare fiamme libere. Non toccare. Vietato ai carrelli di movimentazione. Acqua non potabile. Divieto di accesso alle persone non autorizzate. - 10 - Trasmettono ulteriori informazioni sulla natura del pericolo. Materiale infiammabile o alta temperatura (in assenza di un controllo specifico per alta temperatura). Materiale esplosivo. Sostanze velenose. Sostanze corrosive. Materiali radioattivi. Carichi sospesi. Carrelli di movimentazione. Raggi laser. Pericolo generico. Radiazioni non ionizzanti. - 11 - Tensione elettrica pericolosa. Caduta con dislivello. Materiale comburente. Campo magnetico intenso. Rischio biologico. Sostanze nocive o irritanti. Bassa temperatura. Pericolo di inciampo. Obbligano ad indossare un DPI e a tenere un comportamento di sicurezza. Protezione obbligatoria per gli occhi. - 12 - Casco di protezione obbligatoria. Protezione obbligatoria dell'udito. Protezione obbligatoria delle vie respiratorie. Calzature di sicurezza obbligatorie. Guanti di protezione obbligatoria. Obbligo generico (con eventuale cartello supplementare) Protezione individuale obbligatoria contro le cadute. Protezione obbligatoria del corpo. Protezione obbligatoria del viso. - 13 - Passaggio obbligatorio per i pedoni. Indicano le attrezzature antincendio. Lancia antincendio. Scala. Estintore. Telefono per gli interventi antincendio. Direzione da seguire (cartello da aggiungere a quelli che precedono). Direzione da seguire (cartello da aggiungere a quelli che precedono). Direzione da seguire (cartello da aggiungere a quelli che precedono). Direzione da seguire (cartello da aggiungere a quelli che precedono). - 14 - Comunicazioni verbali e segnali gestuali. Comando: Attenzione inizio operazioni Verbale: VIA Gestuale: Le due braccia sono aperte in senso orizzontale, le palme delle mani rivolte in avanti. Comando: Alt interruzione fine del movimento Verbale: ALT Gestuale: Il braccio destro è teso verso l'alto, con la palma della mano destra rivolta in avanti. Comando: Fine delle operazioni Verbale: FERMA Gestuale: Le due mani sono giunte all'altezza del petto. Comando: Sollevare Verbale: SOLLEVA Gestuale: Il braccio destro, teso verso l'alto, con la palma della mano destra rivolta in avanti, descrive lentamente un cerchio. Comando: Abbassare Verbale: ABBASSA Gestuale: Il braccio destro teso verso il basso, con la palma della mano destra rivolta verso il corpo, descrive lentamente un cerchio. Comando: Distanza verticale Verbale: MISURA DELLA DISTANZA Gestuale: Le mani indicano la distanza. Comando: Avanzare Verbale: AVANTI Gestuale: Entrambe le braccia sono ripiegate, le palme delle mani rivolte all'indietro; gli avanbracci compiono mivimenti lenti in direzione del corpo Comando: Retrocedere Verbale: INDIETRO Gestuale: Entrambe le braccia piegate, le palme delle mani rivolte in avanti; gli avambracci compiono movimenti lenti che si allontanano dal corpo. Comando: A destra Verbale: A DESTRA Gestuale: Il braccio destro, teso più o meno lungo l'orizzontale, con la palma della mano destra rivolta verso il - 15 - basso, compie piccoli movimenti lenti nella direzione. Comando: A sinistra Verbale: A SINISTRA Gestuale: Il braccio sinistro, teso più o meno in orizzontale, con la palma della mano sinistra rivolta verso il basso, compie piccoli movimenti lenti nella direzione. Comando: Pericolo alt o arresto di emergenza Verbale: ATTENZIONE Gestuale: Entrambe le braccia tese verso l'alto; le palme delle mani rivolte in avanti. Comando: Movimento rapido Verbale: PRESTO Gestuale: I gesti convenzionali utilizzati per indicare i movimenti sono effettuati con maggiore rapidità. Comando: Movimento lento Verbale: PIANO Gestuale: I gesti convenzionali utilizzati per indicare i movimenti sono effettuati molto lentamente. Comando: Distanza orizzontale Verbale: MISURA DELLA DISTANZA Gestuale: Le mani indicano la distanza. Danno indicazioni per l'operazione di salvataggio. Percorso/Uscita emergenza. Percorso/Uscita emergenza. Percorso/Uscita emergenza. Percorso/Uscita emergenza. Percorso/Uscita emergenza. - 16 - Telefono per salvataggio pronto soccorso. Percorso da seguire (segnali di informazione addizionale ai pannelli che seguono). Percorso da seguire (segnali di informazione addizionale ai pannelli che seguono). Percorso da seguire (segnali di informazione addizionale ai pannelli che seguono). Percorso da seguire (segnali di informazione addizionale ai pannelli che seguono). Pronto soccorso. Barella. Doccia di sicurezza. Lavaggio degli occhi. - 17 - - 18 - PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO FASI DI LAVORO DESCRIZIONE DEL PROGETTO Oggetto del presente Piano di sicurezza e coordinamento, sono l'attuazione delle misure tecniche ed organizzative imposte dalle norme di legge ovvere suggerite da quelle di buona tecnica o dalla valutazione dei rischi finalizzati a ridurre le situazioni di rischio e la probabilità del verificarsi dell'infortunio, relative alle opere di manutenzione straordinaria da realizzarsi alla scuola elementare "Don Murialdo" di via Casteldelfino n. 30 Torino, che comprendono il rifacimento del tetto in lamiera zincata verniciata, il ripristino dei cornicioni di gronda, la sostituzione della muratura deteriorata in paramano, il ripristino delle fasce marcapiano,la sistemazione del cortile, con il rifacimento del manto in cls bituminoso, la provvista e posa di cancelli carrai, la riparazione e revisione della cancellata,la sostituzione del pavimento palestra . DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI L'intervento consiste nell'esecuzione delle seguenti opere: A) Coperture - rimozione vecchio manto di copertura in tegole piane - rimozione di parte in cls ammalorato cornicioni - ripristino intradosso cornicioni di gronda in cls - posa di copertura in lastre di lamiera verniciate B) Opere in facciata - spicconatura di intonaco di cemento fasce marcapiano - rimozione di muratura esterna in mattoni a faccia vista deteriorati - ripristino muratura - ripristino intonaco fasce marcapiano C) Sistemazioni aree esterne (cortile) - asportazione strato d'usura e/o di collegamento - formazione di sottofondo stradale - getto di cls per lavori stradali - formazione di manto stradale - fornitura e posa di cancelli - riparazione e revisione cancellata esterna D) Palestra - rimozione pavimento in linoleum - lisciatura piano di posa - provvista e posa di pavimento in linoleum Modalità da seguire per la realizzazione della recinzione del cantiere, degli accessi e delle segnalazioni Poiché alcune lavorazioni verranno eseguite durante l'attività scolastica dovranno prendersi tutte le precauzioni necessarie al fine di garantire un buon isolamento acustico ed una efficace barriera contro le polveri. L'area interessata dai lavori dovrà essere delimitata con una recinzione, di altezza non minore a quella richiesta dal locale regolamento edilizio, realizzata con idonea rete plastica o metallica, adeguatamente sostenute da paletti metallici o in legno infissi nel terreno o con apposito basamento. Gli angoli sporgenti della recinzione, o di altre strutture di cantiere, dovranno essere dipinti per tutta la loro altezza a strisce bianche e rosse trasversali. Non dovranno essere presenti spigoli vivi o sporgenti. Le vie di accesso pedonali al cantiere dovranno essere differenziate da quelle carrabili, allo scopo di ridurre i rischi derivanti dalla sovrapposizione delle due differenti viabilità, proprio in una zona a particolare pericolosità, qual'è quella di accesso al cantiere. Servizi igienico - assistenziali - 19 - Verranno utilizzati i servizi igienico-assistenziali già presenti all'interno dell'edificio scolastico, previo accordo con la direzione didattica, nel quale le maestranze potranno usufruire di refettori, dormitori, locali per riposare, per lavarsi, per ricambio vestiti. I lavoratori dovranno trovare, poi, i servizi igienici e le docce, i locali per il riposo durante le pause di lavoro e, se necessari, i locali destinati a dormitorio. I servizi sanitari sono definiti dalle attrezzature e dai locali necessari all'attività di pronto soccorso in cantiere: cassetta di pronto soccorso, pacchetto di medicazione, camera di medicazione. La presenza di attrezzature, di locali e di personale sanitario nel cantiere sono indispensabili per prestare le prime immediate cure ai lavoratori feriti o colpiti da malore improvviso. Protezioni o misure di sicurezza connesse alla presenza nell'area del cantiere di linee aeree e condutture sotterranee Preliminarmente all'installazione del cantiere, occorrerà acquisire tutte le informazioni (dagli Enti Pubblici, dai gestori dei servizi di acquedotto, fognatura, telefono, energia elettrica, ecc.) circa l'esatta posizione dei sottoservizi eventualmente presenti. In ogni caso sarà opportuno effettuare delle verifiche, anche mediante l'esecuzione di sondaggi pilota. Per quanto riguarda l'eventuale presenza di linee elettriche aeree, dovranno evitarsi lavorazioni a distanza inferiore a m 5 e, qualora non evitabili, si dovrà provvedere ad una adeguata protezione atta ad evitare accidentali contatti o pericolosi avvicinamenti ai conduttori delle linee stesse, previa segnalazione all'esercente le linee elettriche. Per quanto riguarda, inoltre, la presenza nell'area del cantiere di condutture e sottoservizi, dovranno opportunamente prevedersi la viabilità sia pedonale che carrabile o provvedersi, previo accordo con l'ente gestore, alla relativa delocalizzazione. Viabilità principale di cantiere Al termine della recinzione del cantiere dovrà provvedersi alla definizione dei percorsi carrabili e pedonali, limitando, per quanto consentito dalle specifiche lavorazioni da eseguire, il numero di intersezioni tra i due livelli di viabilità. Nel tracciamento dei percorsi carrabili, si dovrà considerare una larghezza tale da consentire un franco non minore di 70 centimetri almeno da un lato, oltre la sagoma di ingombro del veicolo; qualora il franco venga limitato ad un solo lato per tratti lunghi, devono essere realizzate piazzole o nicchie di rifugio ad intervalli non superiori a m 20 lungo l'altro lato. Inoltre dovranno tenersi presenti tutti i vincoli derivanti dalla presenza di condutture e/o di linee aeree presenti nell'area di cantiere. Impianti di alimentazione e reti principali di elettricità, acqua, gas ed energia di qualsiasi tipo Nel cantiere sarà necessaria la presenza di alcuni tipi di impianti, essenziali per il funzionamento del cantiere stesso. A tal riguardo andranno eseguiti secondo la corretta regola dell'arte e nel rispetto delle leggi vigenti Tutti i componenti dell'impianto elettrico del cantiere (macchinari, attrezzature, cavi, quadri elettrici, ecc.) dovranno essere stati costruiti a regola d'arte e, pertanto, dovranno recare i marchi dei relativi Enti Certificatori. Inoltre l'assemblaggio di tali componenti dovrà essere anch'esso realizzato secondo la corretta regola dell'arte: le installazioni e gli impianti elettrici ed elettronici realizzati secondo le norme del Comitato Elettrotecnico Italiano si considerano costruiti a regola d'arte. In particolare, il grado di protezione contro la penetrazione di corpi solidi e liquidi di tutte le apparecchiature e componenti elettrici presenti sul cantiere, dovrà essere: non inferiore a IP 44, se l'utilizzazione avviene in ambiente chiuso (CEI 70.1 e art.267 D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.168); non inferiore a IP 55, ogni qual volta l'utilizzazione avviene all'aperto con la possibilità di investimenti da parte di getti d'acqua. Inoltre, tutte le prese a spina presenti sul cantiere dovranno essere conformi alle specifiche CEE Euronorm (CEI 23-12), con il seguente grado di protezione minimo: IP 44, contro la penetrazione di corpi solidi e liquidi, IP 67, quando vengono utilizzate all'esterno. Impianti di terra e di protezione contro le scariche atmosferiche Appena ultimati i lavori di movimento terra, dovrà iniziarsi la realizzazione dell'impianto di messa a terra per il cantiere, che dovrà essere unico. L'impianto di terra dovrà essere realizzato in modo da garantire la protezione contro i contatti indiretti: a tale scopo si costruirà l'impianto coordinandolo con le protezioni attive presenti (interruttori e/o dispositivi differenziali) realizzando, in questo modo, il sistema in grado di offrire il maggior grado di sicurezza possibile. L'impianto di messa a terra, inoltre, dovrà essere realizzato ad anello chiuso, per conservare l'equipotenzialità delle masse, anche in caso di taglio accidentale di un conduttore di terra. Qualora sul cantiere si renda necessario la presenza anche di un impianto di protezione dalle scariche atmosferiche, allora l'impianto di messa a terra dovrà, oltre ad essere unico per l'intero cantiere, anche essere collegato al dispersore delle scariche atmosferiche. Nel distinguere quelle che sono le strutture metalliche del cantiere che necessitano di essere collegate all'impianto di protezione dalle scariche atmosferiche da quelle cosiddette autoprotette, ci si dovrà riferire ad un apposito calcolo di verifica, eseguito secondo la norma CEI 81-1 III Edizione. Misure generali di protezione contro il rischio di seppellimento da adottare negli scavi In ogni attività di scavo da eseguirsi nel cantiere (a sezione obbligata, di sbancamento, manuali) dovranno rispettarsi le seguenti indicazioni generali: a) profilare le pareti dello scavo secondo l'angolo di natural declivio; b) evitare tassativamente di costituire depositi sul ciglio degli scavi; c) qualora ciò si rivelasse indispensabile, provvedere a puntellare adeguatamente il fronte dello scavo; - 20 - d) per scavi a sezione obbligata di profondità superiore a 1,5 m., posizionare adeguate sbadacchiature, sporgenti almeno 30 cm. al di sopra il ciglio dello scavo. Misure generali da adottare contro il rischio di annegamento Quando in prossimità della zona dello scavo, siano stati accertati forti accumuli di acqua con possibilità di irruzioni violente nel sotterraneo, oppure detti accumuli siano da presumere in base ai preventivi rilievi geologici o alla vicinanza e ubicazione di corsi o bacini d'acqua o di vecchi lavori sotterranei abbandonati oppure in base ad indizi manifestatisi durante la esecuzione dei lavori, si dovranno adottare le seguenti misure: a) esecuzione di trivellazioni preventive di spia, la cui direzione, disposizione, profondità e numero devono essere stabiliti dal dirigente dei lavori in relazione alle circostanze contingenti; b) sospensione del lavoro in caso di pericolo nei luoghi del sotterraneo sprovvisti di vie di scampo, sino a quando non si sia provveduto a garantire le condizioni di sicurezza; c) limitazione al minimo del numero delle mine per volata; brillamento elettrico delle mine tra un turno e l'altro; uscita all'esterno o ricovero in luogo sicuro dei lavoratori prima del brillamento; d) impiego di mezzi di illuminazione elettrica di sicurezza; e) tenuta sul posto del materiale necessario per chiudere immediatamente i fori di spia e di mina in caso di bisogno. Misure generali di protezione da adottare contro il rischio di caduta dall'alto Per le lavorazioni che verranno eseguite ad altezze superiori a m 2 e che comportino la possibilità di cadute dall'alto, dovranno essere introdotte adeguate protezioni collettive, in primo luogo i parapetti. Il parapetto, realizzato a norma, dovrà avere le seguenti caratteristiche a) il materiale con cui sarà realizzato dovrà essere rigido, resistente ed in buono stato di conservazione; b) la sua altezza utile dovrà essere di almeno un metro; c) dovrà essere realizzato con almeno due correnti, di cui quello intermedio posto a circa metà distanza fra quello superiore ed il calpestio; d) dovrà essere dotato di "tavola fermapiede", vale a dire di una fascia continua poggiata sul calpestio e di altezza pari almeno a 20 cm; e) dovrà essere costruito e fissato in modo da poter resistere, nell'insieme ed in ogni sua parte, al massimo sforzo cui può essere assoggettato, tenuto conto delle condizioni ambientali e della sua specifica funzione. Quando non sia possibile realizzare forme di protezione collettiva, dovranno obbligatoriamente utilizzarsi cinture di sicurezza. Misure di sicurezza contro i possibili rischi di incendio o esplosione connessi con lavorazioni e materiali pericolosi utilizzati in cantiere Nelle aziende o lavorazioni in cui esistano pericoli specifici di incendio: a) è vietato fumare; b) è vietato usare apparecchi a fiamma libera e manipolare materiali incandescenti, a meno che non siano adottate idonee misure di sicurezza; c) devono essere predisposti mezzi di estinzione idonei in rapporto alle particolari condizioni in cui possono essere usati, in essi compresi gli apparecchi estintori portatili di primo intervento; detti mezzi devono essere mantenuti in efficienza e controllati almeno una volta ogni sei mesi da personale esperto; d) deve essere assicurato, in caso di necessità, l'agevole e rapido allontanamento dei lavoratori dai luoghi pericolosi. Disposizioni relative alla consultazione dei rappresentanti per la sicurezza Prima dell'accettazione del piano di sicurezza e coordinamento e/o di eventuali significative modifiche apportate, il datore di lavoro di ciascuna impresa esecutrice dovrà consultare il rappresentante per la sicurezza per fornirgli gli eventuali chiarimenti sul contenuto del piano e raccogliere le eventuali proposte che il rappresentante per la sicurezza potrà formulare. Disposizioni per il coordinamento dei Piani Operativi con il Piano di Sicurezza Il coordinatore dovrà valutare l'idoneità dei Piani Operativi disponendo, se lo riterrà necessario, che essi vengano resi coerenti al Piano di Sicurezza e Coordinamento; ove i suggerimenti dei datori di lavoro garantiscano una migliore sicurezza del cantiere, potrà, altresì, decidere di adottarli modificando il Piano di Sicurezza e di Coordinamento. - 21 - FASI DI LAVORO LEGENDA La relazione che segue riporta la valutazione dei rischi e le misure preventive connesse. Per una maggiore semplicità di lettura e consultazione, i testi estesi di Rischi e Prevenzioni sono riportati nelle relative 'Appendici'. Il corpo relazione contiene le descrizioni sintetiche dei rischi e delle misure preventive, con i riferimenti alle relative 'Appendici'. I riferimenti sono strutturati nella seguente maniera: [Rxxx] dove R individua l'appendice Rischi e xxx il suo numero progressivo; [Pxxx] dove P individua l'appendice Prevenzione e xxx il suo numero progressivo. [scheda: Axxx] dove A individua le schede degli Attrezzi e xxx il suo numero progressivo. [scheda: Mxxx] dove M individua le schede delle Macchine e xxx il suo numero progressivo. [F.1] Ubicazione area di cantiere ed accessi area di cantiere Poiché sono presenti tere accessi carrai ed uno pedonale, si evidenziano per le varie fasi gli accessi da riservare ai mezzi d'opera ed ai lavoratori, in modo da garantire agli alunni ed al personale scolastico un ingresso sicuro. Area 1) Area stoccaggio materiali e baracca cantiere ACCESSO DA VIA CASTELDELFINO N. 32 Area 2) Sostituzione copertura aule ,uffici, palestra ACCESSO DA VIA CASTELDELFINO N. 32 Area 3) rifacimento pavimentazione bituminosa cortile, suddivisa in due interventi, preferibilmente durante la sospensione delle Attività didattiche ACCESSO DA VIA BREGLIO Area 4) Sostituzione cancello e revisione cancellata lato via Casteldelfino ACCESSO DA VIA CASTELDELFINO N. 32 Area 5) Sostituzione cancello lato via Breglio e posa cancellata zona campo calcetto ACCESSO DA VIA BREGLIO Area 6) Sostituzione pavimento palestra ACCESSO DA VIA CASTELDELFINO N. 32 [F.1.1] FASE: Realizzazione della recinzione L'area interessata dai lavori dovrà essere delimitata con una recinzione, di altezza non minore a quella richiesta dal vigente regolamento edilizio, realizzata con lamiere grecate, reti o altro efficace sistema di confinamento, adeguatamente sostenute da paletti in legno, metallo, ecc. infissi nel terreno. [P1] Recinzione del cantiere: accessi pedonali e carrabili. [P2] Recinzione del cantiere: evidenziazione dell'ingombro. [scheda: M1] Dumper Lavoratore: Addetto alla recinzione del cantiere Addetto alla realizzazione della recinzione del cantiere. [P3] DPI: Addetto alla realizzazione della recinzione del cantiere. [R1] Rumore: dBA 85 / 90. [P4] Protezione da rumore: dBA 85 / 90. [scheda: A1] Attrezzi manuali [scheda: A2] Carriola [scheda: A3] Compressore con motore endotermico [scheda: A4] Decespugliatore a motore [scheda: A5] Martello demolitore pneumatico [scheda: A6] Scala doppia [P1] Recinzione del cantiere: accessi pedonali e carrabili. [F.1.2] FASE: Realizzazione della viabilità del cantiere Durante i lavori deve essere assicurata nei cantieri la viabilità alle persone ed ai veicoli. A questo scopo, all'interno del cantiere dovranno essere approntate adeguate vie di circolazione carrabile e pedonale, corredate di appropriata segnaletica. [P5] Realizzazione della viabilita di cantiere: indicazioni generali. [scheda: M2] Autocarro [scheda: M3] Pala meccanica Lavoratore: Addetto alla realizzazione della viabilità del cantiere - 22 - Addetto alla realizzazione della viabilità del cantiere e di tutte le opere ad essa connesse. [P6] DPI: Addetto alla realizzazione della viabilita del cantiere. [R2] Elettrocuzione. [P7] Disposizioni comuni a tutti i lavoratori. [R1] Rumore: dBA 85 / 90. [P4] Protezione da rumore: dBA 85 / 90. [scheda: A1] Attrezzi manuali [scheda: A2] Carriola [scheda: A3] Compressore con motore endotermico [scheda: A4] Decespugliatore a motore [scheda: A5] Martello demolitore pneumatico [F.1.3] FASE: Realizzazione dell'impianto di messa a terra del cantiere L'impianto di messa a terra è composto, essenzialmente, dai dispersori (puntazze), dai conduttori di terra e dai conduttori di protezione. A questi si aggiungono i conduttori equipotenziali destinati alla messa a terra delle masse e delle eventuali masse estranee. [P8] Disposizioni per l'impianto di messa a terra. Lavoratore: Elettricista - esecuzione impianto di messa a terra del cantiere Elettricista addetto alla realizzazione dell'impianto di messa a terra del cantiere ed all'individuazione e collegamento ad esso di tutte le masse metalliche che ne necessitano. [P9] DPI: Elettricista per impianti di terra del cantiere. [R2] Elettrocuzione. [P7] Disposizioni comuni a tutti i lavoratori. [P10] Disposizioni per i lavoratori che utilizzano apparecchi elettrici. [R3] Rumore: dBA < 80. [P11] Protezione da rumore: dBA < 80. [scheda: A7] Andatoie e Passerelle [scheda: A1] Attrezzi manuali [scheda: A8] Ponteggio mobile o trabattello [scheda: A6] Scala doppia [F.1.4] FASE: Realizzazione dell'impianto di protezione da scariche atmosferiche del cantiere Le strutture metalliche degli edifici e delle opere provvisionali, i recipienti e gli apparecchi metallici, di notevoli dimensioni, situati all'aperto, devono essere collegati elettricamente a terra, oppure deve essere redatta una dichiarazione di autoprotezione da parte di tecnico abilitato secondo quanto prescritto dalle norme CEI 81-1 e legge 46/90. Per masse di notevoli dimensioni devono considerarsi quelle che risultino tali a seguito del calcolo probabilistico contenuto nella norma CEI 81-8 che corrisponde alla determinazione di un numero probabile di fulmini annuale che si scarichino sulla massa in questione che deve risultare maggiore o uguale al limite di eventi ritenuti pericolosi. NOTA Il collegamento incondizionato delle masse metalliche di grosse dimensioni senza verifica attraverso il calcolo di fulminazione costituisce situazione peggiorativa in quanto aumenta il rischio di accadimento. [P12] Disposizioni per l'impianto di protezione dalle scariche atmosferiche. Lavoratore: Elettricista - esecuzione impianti di cantiere contro le scariche atmosferiche Elettricista addetto alla realizzazione dell'impianto di protezione contro le scariche atmosferiche. [P13] DPI: Elettricista per impianti di cantiere contro le scariche atmosferiche. [R2] Elettrocuzione. [P7] Disposizioni comuni a tutti i lavoratori. [P10] Disposizioni per i lavoratori che utilizzano apparecchi elettrici. [R3] Rumore: dBA < 80. [P11] Protezione da rumore: dBA < 80. [scheda: A7] Andatoie e Passerelle [scheda: A1] Attrezzi manuali [scheda: A8] Ponteggio mobile o trabattello [scheda: A6] Scala doppia [F.1.5] FASE: Installazione nel cantiere di presidi igienico-sanitari I servizi igienico-sanitari sono costituiti da locali, direttamente ricavati nell'edificio oggetto dell'intervento, in edifici attigui, o in strutture prefabbricate appositamente approntate, nei quali le maestranze possono usufruire di refettori, dormitori, servizi igienici, locali per riposare, per lavarsi, per il ricambio dei vestiti. I servizi igienico-sanitari devono fornire ai lavoratori ciò che serve ad una normale vita sociale al di là della giornata lavorativa, ed in particolare un refettorio nel quale essi possano trovare anche un angolo cottura se il cibo non viene fornito dall'esterno. I lavoratori trovano poi i servizi igienici e le docce, locali per il riposo durante le pause di lavoro e, se necessari, locali destinati a dormitorio. I servizi sanitari sono definiti dalle attrezzature e dai locali necessari all'attività di pronto soccorso in cantiere: cassetta di pronto soccorso, pacchetto di medicazione, camera di medicazione. La presenza di attrezzature, di locali e di personale sanitario nel cantiere sono indispensabili per prestare le prime immediate cure ai lavoratori feriti o colpiti da malore improvviso. [P14] Installazione del cantiere: requisiti comuni. [P15] Installazione del cantiere: requisiti dei baraccamenti. [P16] Installazione del cantiere: presidi sanitari. [scheda: M2] Autocarro - 23 - [scheda: M4] Autogrù Lavoratore: Addetto all'imbracatura [Apparecchi di sollevamento] Addetto all'imbracatura, all'avviamento ed alla ricezione del carico, e alle segnalazioni con l'operatore dell'apparecchio di sollevamento. [P17] DPI: Addetto all'imbracatura [Apparecchi di sollevamento]. [R4] Caduta dall'alto. [P18] Ponteggi: ricezione del carico. [R5] Caduta di materiale dall'alto o a livello. [P19] Addetto all'imbracatura [App. di sollevamento]: prevenzioni a "Caduta di materiale dall'alto". [R2] Elettrocuzione. [P7] Disposizioni comuni a tutti i lavoratori. [R3] Rumore: dBA < 80. [P11] Protezione da rumore: dBA < 80. [scheda: A1] Attrezzi manuali Lavoratore: Addetto all'installazione di box prefabbricati Addetto all'installazione, montaggio e messa in esercizio di box prefabbricati nel cantiere. [P20] DPI: Addetto all'installazione di box prefabbricati. [R6] Rumore: dBA 80 / 85. [P21] Protezione da rumore: dBA 80 / 85. [scheda: A1] Attrezzi manuali [scheda: A9] Avvitatore elettrico [scheda: A8] Ponteggio mobile o trabattello [scheda: A10] Saldatrice elettrica [scheda: A6] Scala doppia [scheda: A11] Smerigliatrice angolare (flessibile) [scheda: A12] Trapano elettrico [F.1.6] FASE: Installazione e smontaggio ponteggio metallico fisso Montaggio e smontaggio del ponteggio metallico fisso ad elementi prefabbricati o ad H. [scheda: M5] Gru a torre Lavoratore: Addetto al montaggio e smontaggio del ponteggio metallico fisso Addetto al montaggio e smontaggio del ponteggio metallico fisso ad elementi prefabbricati (ad H, ecc) o a tubi e giunti. [P22] DPI: Addetto al montaggio e smontaggio di ponteggi fissi. [P23] Addetti al montaggio e smontaggio dei ponteggi: requisiti. [R2] Elettrocuzione. [P7] Disposizioni comuni a tutti i lavoratori. [R3] Rumore: dBA < 80. [P11] Protezione da rumore: dBA < 80. [scheda: A7] Andatoie e Passerelle [scheda: A13] Argano a bandiera [scheda: A1] Attrezzi manuali [scheda: A9] Avvitatore elettrico [scheda: A14] Ponteggio metallico fisso [scheda: A15] Scala semplice Lavoratore: Addetto all'imbracatura [Apparecchi di sollevamento] Addetto all'imbracatura, all'avviamento ed alla ricezione del carico, e alle segnalazioni con l'operatore dell'apparecchio di sollevamento. [P17] DPI: Addetto all'imbracatura [Apparecchi di sollevamento]. [R4] Caduta dall'alto. [P18] Ponteggi: ricezione del carico. [R5] Caduta di materiale dall'alto o a livello. [P19] Addetto all'imbracatura [App. di sollevamento]: prevenzioni a "Caduta di materiale dall'alto". [R2] Elettrocuzione. [P7] Disposizioni comuni a tutti i lavoratori. [R3] Rumore: dBA < 80. [P11] Protezione da rumore: dBA < 80. [scheda: A1] Attrezzi manuali [F.1.7] FASE: Montaggio e smontaggio della gru a torre Operazioni connesse al montaggio, manutenzione, smontaggio della gru a torre, con l'utilizzazione di autogrù per il sollevamento delle varie parti della gru stessa. [scheda: M2] Autocarro [scheda: M4] Autogrù [scheda: M5] Gru a torre Lavoratore: Addetto all'imbracatura [Apparecchi di sollevamento] Addetto all'imbracatura, all'avviamento ed alla ricezione del carico, e alle segnalazioni con l'operatore dell'apparecchio di sollevamento. [P17] DPI: Addetto all'imbracatura [Apparecchi di sollevamento]. [R4] Caduta dall'alto. [P18] Ponteggi: ricezione del carico. - 24 - [R5] Caduta di materiale dall'alto o a livello. [P19] Addetto all'imbracatura [App. di sollevamento]: prevenzioni a "Caduta di materiale dall'alto". [R2] Elettrocuzione. [P7] Disposizioni comuni a tutti i lavoratori. [R3] Rumore: dBA < 80. [P11] Protezione da rumore: dBA < 80. [scheda: A1] Attrezzi manuali Lavoratore: Addetto al montaggio e manutenzione della gru Addetto al montaggio, smontaggio e manutenzione della gru. [P24] DPI: Addetto al montaggio e manutenzione della gru. [R4] Caduta dall'alto. [P25] Addetto alla manutenzione e montaggio della gru: cinture di sicurezza. [R3] Rumore: dBA < 80. [P11] Protezione da rumore: dBA < 80. [scheda: A1] Attrezzi manuali [scheda: A9] Avvitatore elettrico [F.1.8] FASE: Smobilizzo del cantiere Rimozione del cantiere realizzata attraverso lo smontaggio delle postazioni di lavoro fisse (banco del ferraiolo, betoniera, molazza, ecc.), di tutti gli impianti di cantiere (elettrico, idrico, ecc.), delle opere provvisionali e di protezione, della recinzione posta in opera all'insediamento del cantiere stesso ed il caricamento di tutte le attrezzature, macchine e materiali eventualmente presenti, su autocarri per l'allontanamento. [scheda: M2] Autocarro [scheda: M4] Autogrù [scheda: M6] Carrello elevatore Lavoratore: Addetto allo smobilizzo del cantiere Addetto alla rimozione del cantiere realizzata attraverso lo smontaggio delle postazioni di lavoro fisse (banco del ferraiolo, betoniera, molazza, ecc.), di tutti gli impianti di cantiere (elettrico, idrico, ecc.), delle opere provvisionali e di protezione, della recinzione posta in opera all'insediamento del cantiere stesso ed al caricamento di tutte le attrezzature, macchine e materiali eventualmente presenti, su autocarri per l'allontanamento. [P26] DPI: Addetto allo smobilizzo del cantiere. [R2] Elettrocuzione. [P7] Disposizioni comuni a tutti i lavoratori. [R7] Movimentazione manuale dei carichi. [P27] Movimentazione manuale dei carichi: disposizioni preventive. [P28] Movimentazione manuale dei carichi: modalità di stoccaggio. [R6] Rumore: dBA 80 / 85. [P21] Protezione da rumore: dBA 80 / 85. [scheda: A7] Andatoie e Passerelle [scheda: A13] Argano a bandiera [scheda: A1] Attrezzi manuali [scheda: A2] Carriola [scheda: A14] Ponteggio metallico fisso [scheda: A8] Ponteggio mobile o trabattello [scheda: A15] Scala semplice [F.2.1] FASE: Disfacimento di manto di copertura Disfacimento di manto di copertura comunque realizzato, su struttura piana o inclinata. [scheda: M2] Autocarro Lavoratore: Addetto al disfacimento del manto di copertura Disfacimento di manto di copertura comunque realizzato, su struttura piana o inclinata. [P29] DPI: Addetto al disfacimento del manto di copertura. [P30] Demolizioni: convogliamento del materiale di demolizione. [R4] Caduta dall'alto. [P31] Protezione da caduta dall'alto [Addetto al disfacimento del manto di copertura]. [R8] Inalazione polveri, fibre, gas, vapori. [P32] Demolizioni: prevenzioni a "Inalazione polveri, ecc.". [R1] Rumore: dBA 85 / 90. [P4] Protezione da rumore: dBA 85 / 90. [scheda: A16] Argano a cavalletto [scheda: A1] Attrezzi manuali [scheda: A17] Martello demolitore elettrico [scheda: A14] Ponteggio metallico fisso [scheda: A11] Smerigliatrice angolare (flessibile) [F.2.2] FASE: Rimozione di cls ammalorato di aggetti orizzontali (balconi, cornicioni, ecc.) Rimozione del calcestruzzo ammalorato dei balconi, cornicioni, marcapiani, ecc., fino allo scoprimento dei ferri di armatura e loro pulizia da ossidi, eseguita con l'ausilio di attrezzi manuali, martello demolitore elettrico, idropulitrice e sabbiatrice. [scheda: M2] Autocarro Lavoratore: Addetto alla rimozione di cls ammalorato di aggetti orizzontali Addetto alla rimozione di calcestruzzo ammalorato dei balconi, cornicioni, marcapiani, ecc., fino allo scoprimento dei ferri di armatura e - 25 - loro pulizia da ossidi, eseguita con l'ausilio di attrezzi manuali, martello demolitore elettrico, idropulitrice e sabbiatrice. [P33] DPI: Addetto alla rimozione di cls ammalorato di aggetti orizzontali. [R1] Rumore: dBA 85 / 90. [P4] Protezione da rumore: dBA 85 / 90. [scheda: A1] Attrezzi manuali [scheda: A18] Idropulitrice [scheda: A17] Martello demolitore elettrico [scheda: A14] Ponteggio metallico fisso [scheda: A19] Sabbiatrice [scheda: A15] Scala semplice [F.2.3] FASE: Rimozione di intonaci e/o rivestimenti esterni Demolizione di intonaci esterni, rimozione lastoni in pietra di rivestimento, di copertine, di soglie e davanzali, di rivestimenti in genere, eseguita mediante l'ausilio di attrezzi manuali e meccanici. [scheda: M2] Autocarro Lavoratore: Addetto alla rimozione di intonaci e/o rivestimenti esterni Addetto alla demolizione di intonaci esterni, rimozione di lastroni in pietra di rivestimento, di copertine, di soglie e davanzali, di rivestimenti in genere, eseguita mediante l'ausilio di attrezzi manuali e meccanici. [P34] DPI: Addetto alla rimozione di intonaci e/o rivestimenti esterni. [P30] Demolizioni: convogliamento del materiale di demolizione. [R8] Inalazione polveri, fibre, gas, vapori. [P32] Demolizioni: prevenzioni a "Inalazione polveri, ecc.". [R1] Rumore: dBA 85 / 90. [P4] Protezione da rumore: dBA 85 / 90. [scheda: A20] Argano a cavalletto [scheda: A1] Attrezzi manuali [scheda: A17] Martello demolitore elettrico [scheda: A14] Ponteggio metallico fisso [scheda: A11] Smerigliatrice angolare (flessibile) [F.2.4] FASE: Rimozione di faldalerie Rimozione di faldalerie, ecc. [scheda: M2] Autocarro Lavoratore: Addetto alla rimozione di scossaline, canali di gronda, pluviali Addetto alla rimozione di scossaline, faldalerie, ecc. [P35] DPI: Addetto alla rimozione di scossalinee faldalerie. [R4] Caduta dall'alto. [P36] Protezione da caduta dall'alto [Addetto alla rimozione di scossaline, faldalerie]. [R6] Rumore: dBA 80 / 85. [P21] Protezione da rumore: dBA 80 / 85. [scheda: A7] Andatoie e Passerelle [scheda: A20] Argano a cavalletto [scheda: A1] Attrezzi manuali [scheda: A21] Cesoie elettriche [scheda: A14] Ponteggio metallico fisso [scheda: A11] Smerigliatrice angolare (flessibile) [scheda: A22] Troncatrice [F.2.5] FASE: Demolizione di tompagnature Demolizione di murature realizzate in laterizio (mattoni pieni, forati, muratura armata, ecc.). [scheda: M2] Autocarro Lavoratore: Addetto alla demolizione di tompagnature Addetto alla demolizione di murature realizzate in pietra naturale (calcarea, vulcanica, ecc.) o laterizio (mattoni pieni, forati, muratura armata, ecc.). [P37] DPI: Addetto alla demolizione di tompagnature. [P30] Demolizioni: convogliamento del materiale di demolizione. [R6] Rumore: dBA 80 / 85. [P21] Protezione da rumore: dBA 80 / 85. [scheda: A7] Andatoie e Passerelle [scheda: A1] Attrezzi manuali [scheda: A2] Carriola [scheda: A21] Cesoie elettriche [scheda: A3] Compressore con motore endotermico [scheda: A5] Martello demolitore pneumatico [scheda: A14] Ponteggio metallico fisso [scheda: A8] Ponteggio mobile o trabattello [scheda: A15] Scala semplice [scheda: A22] Troncatrice - 26 - [F.3.1] FASE: Realizzazione di opere di lattoneria Posa in opera di scossaline e faldalerie, ecc. Lavoratore: Addetto alla realizzazione di opere di lattoneria Addetto alla posa in opera di scossaline, faldalerie, ecc. [P38] DPI: Addetto alla realizzazione di opere di lattoneria. [R4] Caduta dall'alto. [P39] Parapetti. [P40] Lavori su coperture. [R6] Rumore: dBA 80 / 85. [P21] Protezione da rumore: dBA 80 / 85. [scheda: A7] Andatoie e Passerelle [scheda: A20] Argano a cavalletto [scheda: A1] Attrezzi manuali [scheda: A9] Avvitatore elettrico [scheda: A23] Cannello per saldatura ossiacetilenica [scheda: A21] Cesoie elettriche [scheda: A14] Ponteggio metallico fisso [scheda: A11] Smerigliatrice angolare (flessibile) [scheda: A12] Trapano elettrico [F.3.2] FASE: Realizzazione di copertura continua Posa in opera di copertura continua e/o di suoi elementi. Lavoratore: Addetto alla posa in opera di copertura continua Addetto alla posa in opera di copertura continua e/o di suoi elementi. [P1] DPI: Addetto alla posa in opera di copertura continua. [R1] Caduta dall'alto. [P2] Parapetti. [P3] Lavori su coperture. [R2] Rumore: dBA 80 / 85. [P4] Protezione da rumore: dBA 80 / 85. [scheda: A1] Andatoie e Passerelle [scheda: A2] Argano a cavalletto [scheda: A3] Attrezzi manuali [scheda: A4] Avvitatore elettrico [scheda: A5] Cannello per saldatura ossiacetilenica [scheda: A6] Cesoie elettriche [scheda: A7] Pistola sparachiodi [scheda: A8] Ponteggio metallico fisso [scheda: A9] Smerigliatrice angolare (flessibile) [scheda: A10] Trapano elettrico [F.4.1] FASE: Esecuzione di murature esterne Esecuzione di murature esterne in mattoni di laterizio, pieni o forati, o in tufo, ecc. e malta cementizia. [scheda: M5] Gru a torre Lavoratore: Addetto all'imbracatura [Apparecchi di sollevamento] Addetto all'imbracatura, all'avviamento ed alla ricezione del carico, e alle segnalazioni con l'operatore dell'apparecchio di sollevamento. [P17] DPI: Addetto all'imbracatura [Apparecchi di sollevamento]. [R4] Caduta dall'alto. [P18] Ponteggi: ricezione del carico. [R5] Caduta di materiale dall'alto o a livello. [P19] Addetto all'imbracatura [App. di sollevamento]: prevenzioni a "Caduta di materiale dall'alto". [R2] Elettrocuzione. [P7] Disposizioni comuni a tutti i lavoratori. [R3] Rumore: dBA < 80. [P11] Protezione da rumore: dBA < 80. [scheda: A1] Attrezzi manuali Lavoratore: Addetto all'esecuzione di murature esterne Addetto all'esecuzione di murature esterne in mattoni di laterizio, pieni o forati, o in tufo, ecc. e malta cementizia. [P41] DPI: Addetto all'esecuzione di murature esterne. [R6] Rumore: dBA 80 / 85. [P21] Protezione da rumore: dBA 80 / 85. [scheda: A7] Andatoie e Passerelle [scheda: A1] Attrezzi manuali [scheda: A2] Carriola [scheda: A24] Ponte su cavalletti [scheda: A14] Ponteggio metallico fisso [scheda: A8] Ponteggio mobile o trabattello [scheda: A6] Scala doppia - 27 - [scheda: A15] Scala semplice [scheda: A11] Smerigliatrice angolare (flessibile) [scheda: A25] Taglierina elettrica [F.4.2] FASE: Ripristino cls di frontalini ed intradossi di balconi, cornicioni, ecc. Ripristino del calcestruzzo di frontalini ed intradossi di balconi, cornicioni, marcapiani, ecc., eseguito dopo aver preventivamente posato a pennello sui ferri delle armature prodotti anticorrosivi. Lavoratore: Addetto al confezionamento malte per il ripristino di cls Addetto alla preparazione di malta per il ripristino di cls. [P42] DPI: Addetto al confezionamento malte per il ripristino di cls. [R1] Rumore: dBA 85 / 90. [P4] Protezione da rumore: dBA 85 / 90. [scheda: A1] Attrezzi manuali [scheda: A26] Betoniera a bicchiere [scheda: A2] Carriola [scheda: A27] Impastatrice [scheda: A28] Molazza Lavoratore: Addetto al ripristino del cls di frontalini ed intradossi di balconi, marcapiani, ecc. Addetto al ripristino del cls di frontalini ed intradossi di balconi, marcapiani, ecc., da eseguirsi a mano o a mezzo di intonacatrice. [P43] DPI: Addetto al ripristino del cls di frontalini ed intradossi di balconi, cornicioni, ecc.. [R3] Rumore: dBA < 80. [P11] Protezione da rumore: dBA < 80. [scheda: A7] Andatoie e Passerelle [scheda: A13] Argano a bandiera [scheda: A1] Attrezzi manuali [scheda: A2] Carriola [scheda: A29] Intonacatrice [scheda: A14] Ponteggio metallico fisso [scheda: A15] Scala semplice [F.4.3] FASE: Preparazione malta Preparazione di malta cementizia per murature, intonaci, ecc.. Lavoratore: Addetto al confezionamento malte Addetto alla preparazione di malta cementizia per murature, intonaci, ecc.. [P44] DPI: Addetto al confezionamento della malta. [R1] Rumore: dBA 85 / 90. [P4] Protezione da rumore: dBA 85 / 90. [R9] Ustioni. [P45] Fosse della calce. [scheda: A1] Attrezzi manuali [scheda: A26] Betoniera a bicchiere [scheda: A2] Carriola [scheda: A28] Molazza [F.4.4] FASE: Movimentazione di materiali in cantiere Movimentazione e stoccaggio di materiali nel cantiere eseguita manualmente o con l'ausilio di mezzi meccanici. [scheda: M2] Autocarro [scheda: M6] Carrello elevatore [scheda: M1] Dumper [scheda: M5] Gru a torre Lavoratore: Addetto alla movimentazione manuale dei carichi Addetto alla movimentazione manuale dei carichi in cantiere. [P46] DPI: Addetto alla movimentazione manuale dei carichi. [R7] Movimentazione manuale dei carichi. [P47] Protezione da movimentazione manuale dei carichi [Addetto alla movimentazione manuale dei carichi]. [R3] Rumore: dBA < 80. [P11] Protezione da rumore: dBA < 80. [R10] Scivolamenti e cadute. [P48] Pulizia della postazione di lavoro. [R11] Seppellimenti e sprofondamenti. [P28] Movimentazione manuale dei carichi: modalità di stoccaggio. [scheda: A7] Andatoie e Passerelle [scheda: A1] Attrezzi manuali [scheda: A2] Carriola [F.4.5] FASE: Posa tradizionale intonaci esterni - 28 - Posa di intonaci esterni eseguita a mano. Lavoratore: Addetto alla posa tradizionale di intonaci esterni Addetto alla posa a mano di intonaci esterni. [P5] DPI: Addetto alla posa tradizionale di intonaci esterni. [R3] Rumore: dBA < 80. [P6] Protezione da rumore: dBA < 80. [scheda: A1] Andatoie e Passerelle [scheda: A11] Argano a bandiera [scheda: A3] Attrezzi manuali [scheda: A8] Ponteggio metallico fisso [scheda: A12] Scala semplice [F.4.6] FASE: Rimozione di pavimenti interni Rimozione di pavimenti interni con l'ausilio di attrezzi manuali e/o di martello elettrico. [scheda: M2] Autocarro Lavoratore: Addetto alla rimozione di pavimenti interni Addetto alla rimozione di pavimenti interni con l'ausilio di attrezzi manuali e/o di martello elettrico. [P35] DPI: Addetto alla rimozione di pavimenti interni. [P28] Demolizioni: convogliamento del materiale di demolizione. [R8] Inalazione polveri, fibre, gas, vapori. [P32] Difesa dalle polveri: lavorazioni in ambienti confinati. [R1] Rumore: dBA 85 / 90. [P4] Protezione da rumore: dBA 85 / 90. [scheda: A20] Argano a cavalletto [scheda: A1] Attrezzi manuali [scheda: A2] Carriola [scheda: A17] Martello demolitore elettrico [scheda: A10] Smerigliatrice angolare (flessibile) [F.4.7] FASE: Posa in opera di pavimenti interni Posa in opera di pavimenti interni realizzati con piastrelle di gres, cotto, clinker, ceramiche in genere. Lavoratore: Addetto alla posa di pavimenti interni Addetto alla posa in opera di pavimenti interni realizzati con piastrelle di gres, cotto, clinker, ceramiche in genere. [P46] DPI: Addetto alla posa di pavimenti interni. [R8] Inalazione polveri, fibre, gas, vapori. [P39] Inalazioni di sostanze nocive: prescrizioni generali. [R6] Rumore: dBA 80 / 85. [P14] Protezione da rumore: dBA 80 / 85. [scheda: A12] Andatoie e Passerelle [scheda: A20] Argano a cavalletto [scheda: A1] Attrezzi manuali [scheda: A2] Carriola [scheda: A24] Levigatrice elettrica [scheda: A19] Ponte su cavalletti [scheda: A25] Taglierina elettrica [F.5.1] FASE: Asportazione strato d'usura e/o collegamento Asportazione dello strato d'usura e/o collegamento mediante mezzi meccanici ed allontanamento dei materiali di risulta. Il cantiere sarà suddiviso in due zone, realizzate in due fasi successive per permettere all'utenza di accedere ai fabbricati e ,preferibilmente durante il periodo in cui sono sospese le attività didattiche. [scheda: M2] Autocarro [scheda: M7] Scarificatrice Lavoratore: Addetto a terra alla scarificatrice Coadiuvatore a terra alle operazioni di scarificazione operate a macchina. [P50] DPI: Addetto a terra alla scarificatrice. [R12] Cesoiamenti, stritolamenti, impatti, lacerazioni. [P51] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [R8] Inalazione polveri, fibre, gas, vapori. [P52] Inumidimento del materiale. [P53] Dispositivi di protezione dalle polveri: condizioni di utilizzo. [R13] Investimento e ribaltamento. [P54] Addetto a terra della scarificatrice: deviazione del traffico stradale. [R14] Rumore: dBA > 90. [P55] Protezione da rumore: dBA > 90. [scheda: A1] Attrezzi manuali - 29 - [F.5.2] FASE: Formazione di sottofondo stradale Realizzazione di fondazione stradale con pietrame calcareo informe e massicciata di pietrisco. [scheda: M2] Autocarro [scheda: M8] Grader [scheda: M3] Pala meccanica [scheda: M9] Rullo compressore Lavoratore: Addetto alla formazione del sottofondo stradale Collaboratore a terra alle operazioni di realizzazione di fondazione stradale con pietrame calcareo informe e massicciata di pietrisco. [P56] DPI: Addetto alla formazione del sottofondo stradale. [R8] Inalazione polveri, fibre, gas, vapori. [P52] Inumidimento del materiale. [P57] Inalazioni di sostanze nocive: prescrizioni generali. [P53] Dispositivi di protezione dalle polveri: condizioni di utilizzo. [R13] Investimento e ribaltamento. [P58] Addetto alla formazione del sottofondo stradale: prevenzioni a "Investimenti, ecc.". [R6] Rumore: dBA 80 / 85. [P21] Protezione da rumore: dBA 80 / 85. [scheda: A1] Attrezzi manuali [scheda: A2] Carriola [scheda: A30] Compattatore a piatto vibrante [F.5.3] FASE: Formazione di manto stradale Realizzazione di manto stradale, mediante esecuzione di strato/i di collegamento, strato di usura, ecc. L'area di cantiere sarà suddivisa in due zone, da realizzare in due tempi come descritto precedentemente. [scheda: M2] Autocarro [scheda: M10] Finitrice [scheda: M9] Rullo compressore Lavoratore: Addetto a terra alla finitrice Collaboratore a terra alle operazioni di posa di tappetini bituminosi a mezzo finitrice. [P59] DPI: Addetto a terra alla finitrice. [R12] Cesoiamenti, stritolamenti, impatti, lacerazioni. [P60] Addetto a terra della finitrice: distanze di sicurezza. [P61] Finitrice: vano coclea. [P51] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [R15] Getti o schizzi. [P62] Interventi sull'impianto oleodinamico. [R8] Inalazione polveri, fibre, gas, vapori. [P57] Inalazioni di sostanze nocive: prescrizioni generali. [P53] Dispositivi di protezione dalle polveri: condizioni di utilizzo. [R13] Investimento e ribaltamento. [P63] Addetto a terra della finitrice: deviazione del traffico stradale. [R6] Rumore: dBA 80 / 85. [P21] Protezione da rumore: dBA 80 / 85. [R9] Ustioni. [P64] Addetto a terra della finitrice: bruciatori. [scheda: A1] Attrezzi manuali Lavoratore: Addetto alla centrale confezionamento bitumati Addetto all'impianto per la preparazione, miscelazione e confezionamento di bitumati. [P65] DPI: Addetto alla centrale confezionamento bitumati. [R1] Rumore: dBA 85 / 90. [P4] Protezione da rumore: dBA 85 / 90. [scheda: A1] Attrezzi manuali [scheda: A31] Centrale confezione bitumati [F.5.4] FASE: Posa in opera di cancelli e cancellate Posa in opera di cancelli e cancellate, previo scarico, accatastamento in cantiere . Lavoratore: Addetto alla posa in opera di ringhiere Posa in opera di ringhiere, previo scarico e accatastamento in cantiere . [P66] DPI: Addetto alla posa in opera di ringhiere. [R6] Rumore: dBA 80 / 85. [P21] Protezione da rumore: dBA 80 / 85. [scheda: A13] Argano a bandiera [scheda: A1] Attrezzi manuali [scheda: A23] Cannello per saldatura ossiacetilenica [scheda: A32] Pistola per verniciatura a spruzzo [scheda: A14] Ponteggio metallico fisso [scheda: A11] Smerigliatrice angolare (flessibile) - 30 - Schede MACCHINE [scheda: M1] Dumper Macchina: Dumper Il dumper è una macchina utilizzata esclusivamente per il trasporto e lo scarico del materiale, costituita da un corpo semovente su ruote, munito di un cassone. Lo scarico del materiale può avvenire posteriormente o lateralmente mediante appositi dispositivi oppure semplicemente a gravità. Il telaio della macchina può essere rigido o articolato intorno ad un asse verticale. In alcuni tipi di dumper, al fine di facilitare la manovra di scarico o distribuzione del materiale, il posto di guida ed i relativi comandi possono essere reversibili. [P67] Requisiti generali comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P68] Efficienza della macchina e dispositivi di segnalazione. [P69] Cabina di guida: requisiti. [P70] DPI: operatore dumper. [R4] Caduta dall'alto. [P71] Piattaforma della macchina. [R5] Caduta di materiale dall'alto o a livello. [P72] Prevenzioni a "Caduta di materiale dall'alto" comuni ai mezzi d'opera. [P73] Dumper: prevenzioni a "Caduta di materiale dall'alto". [R12] Cesoiamenti, stritolamenti, impatti, lacerazioni. [P51] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P74] Sponde degli automezzi. [P75] Posizione di guida del conducente. [P76] Raggio d'azione dei mezzi d'opera. [R2] Elettrocuzione. [P7] Disposizioni comuni a tutti i lavoratori. [R15] Getti o schizzi. [P77] Prevenzioni a "Getti, ecc." comuni ai mezzi d'opera. [R8] Inalazione polveri, fibre, gas, vapori. [P52] Inumidimento del materiale. [P78] Ambienti confinati: macchine con motore endotermico. [R16] Incendi o esplosioni. [P79] Condutture interrate nel cantiere. [R13] Investimento e ribaltamento. [P80] Prevenzioni a "Investimenti, ecc." comuni ai mezzi d'opera. [P81] Percorsi carrabili: azionamento del ribaltabile. [R6] Rumore: dBA 80 / 85. [P21] Protezione da rumore: dBA 80 / 85. [R10] Scivolamenti e cadute. [P82] Salita sulla macchina: prevenzioni a "Scivolamenti, ecc.". [P83] Trasporto persone sulla macchina. [scheda: M2] Autocarro Macchina: Autocarro L'autocarro è una macchina utilizzata per il trasporto di mezzi, materiali da costruzione e/o di risulta da demolizioni o scavi, ecc., costituita essenzialmente da una cabina, destinata ad accogliere il conducente, ed un cassone generalmente ribaltabile, a mezzo di un sistema oleodinamico. [P67] Requisiti generali comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P68] Efficienza della macchina e dispositivi di segnalazione. [P69] Cabina di guida: requisiti. [P84] DPI: operatore autocarro. [R4] Caduta dall'alto. [P71] Piattaforma della macchina. [R5] Caduta di materiale dall'alto o a livello. [P72] Prevenzioni a "Caduta di materiale dall'alto" comuni ai mezzi d'opera. [P85] Autocarro: prevenzioni a "Caduta di materiale dall'alto". [R12] Cesoiamenti, stritolamenti, impatti, lacerazioni. [P51] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P74] Sponde degli automezzi. [P75] Posizione di guida del conducente. [P76] Raggio d'azione dei mezzi d'opera. [R2] Elettrocuzione. [P7] Disposizioni comuni a tutti i lavoratori. [R15] Getti o schizzi. [P77] Prevenzioni a "Getti, ecc." comuni ai mezzi d'opera. [R8] Inalazione polveri, fibre, gas, vapori. [P52] Inumidimento del materiale. [P78] Ambienti confinati: macchine con motore endotermico. [P53] Dispositivi di protezione dalle polveri: condizioni di utilizzo. [R16] Incendi o esplosioni. [P79] Condutture interrate nel cantiere. [R13] Investimento e ribaltamento. [P80] Prevenzioni a "Investimenti, ecc." comuni ai mezzi d'opera. [P81] Percorsi carrabili: azionamento del ribaltabile. [R6] Rumore: dBA 80 / 85. [P21] Protezione da rumore: dBA 80 / 85. [R10] Scivolamenti e cadute. [P82] Salita sulla macchina: prevenzioni a "Scivolamenti, ecc.". [P83] Trasporto persone sulla macchina. [scheda: M3] Pala meccanica Macchina: Pala meccanica La pala meccanica è una macchina utilizzata per lo scavo, carico, sollevamento, trasporto e scarico del materiale. La macchina è costituita da un corpo semovente, su cingoli o su ruote, munita di una benna, nella quale, mediante la spinta della macchina, avviene il caricamento del terreno. Lo scarico può avvenire mediante il rovesciamento della benna, frontalmente, lateralmente o posteriormente. I caricatori su ruote possono essere a telaio rigido o articolato intorno ad un asse verticale. Per particolari lavorazioni la macchina può essere equipaggiata anteriormente con benne speciali e, posteriormente, con attrezzi trainati o portati quali scarificatori, verricelli, ecc. [P67] Requisiti generali comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P69] Cabina di guida: requisiti. [P68] Efficienza della macchina e dispositivi di segnalazione. [P86] DPI: operatore pala meccanica. [R4] Caduta dall'alto. [P87] Benna. [R5] Caduta di materiale dall'alto o a livello. [P72] Prevenzioni a "Caduta di materiale dall'alto" comuni ai mezzi d'opera. [P88] Movimentazione carichi. [R12] Cesoiamenti, stritolamenti, impatti, lacerazioni. [P51] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P75] Posizione di guida del conducente. [P76] Raggio d'azione dei mezzi d'opera. [R2] Elettrocuzione. [P7] Disposizioni comuni a tutti i lavoratori. [R15] Getti o schizzi. [P77] Prevenzioni a "Getti, ecc." comuni ai mezzi d'opera. [P89] Sostituzione dei denti delle benne. - 31 - [R8] Inalazione polveri, fibre, gas, vapori. [P78] Ambienti confinati: macchine con motore endotermico. [P52] Inumidimento del materiale. [P53] Dispositivi di protezione dalle polveri: condizioni di utilizzo. [R16] Incendi o esplosioni. [P90] Prevenzioni generali a "Incendi o Espl.", comuni a attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P79] Condutture interrate nel cantiere. [R13] Investimento e ribaltamento. [P80] Prevenzioni a "Investimenti, ecc." comuni ai mezzi d'opera. [P91] Abbassamento dell'attrezzatura di lavoro. [P92] Posizione dell'attrezzatura di lavoro. [R1] Rumore: dBA 85 / 90. [P4] Protezione da rumore: dBA 85 / 90. [R10] Scivolamenti e cadute. [P82] Salita sulla macchina: prevenzioni a "Scivolamenti, ecc.". [P83] Trasporto persone sulla macchina. [R17] Vibrazioni. [P93] Prevenzioni generali a "Vibrazioni", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P94] Cabina di guida: posto del conducente. [scheda: M4] Autogrù Macchina: Autogrù L'autogrù è un mezzo d'opera su gomma, costituito essenzialmente da una cabina, destinata ad accogliere il conducente, ed un apparecchio di sollevamento azionato direttamente dalla suddetta cabina o da apposita postazione. Il suo impiego in cantiere può essere il più disparato, data la versatilità del mezzo e le differenti potenzialità dei tipi in commercio, e può andare dal sollevamento (e posizionamento) dei componenti della gru, a quello di macchine o dei semplici materiali da costruzione, ecc. [P67] Requisiti generali comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P95] Apparecchi di sollevamento: requisiti generali. [P69] Cabina di guida: requisiti. [P68] Efficienza della macchina e dispositivi di segnalazione. [P96] Autogrù: requisiti generali. [P97] DPI: operatore autogrù. [R4] Caduta dall'alto. [P98] Autogrù: sollevamento e trasporto di persone. [R5] Caduta di materiale dall'alto o a livello. [P99] Apparecchi di sollevamento: prevenzioni a "Caduta di materiale dall'alto". [P100] Autogrù: prevenzioni a "Caduta di materiale dall'alto". [R12] Cesoiamenti, stritolamenti, impatti, lacerazioni. [P51] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P75] Posizione di guida del conducente. [P76] Raggio d'azione dei mezzi d'opera. [R2] Elettrocuzione. [P7] Disposizioni comuni a tutti i lavoratori. [R15] Getti o schizzi. [P77] Prevenzioni a "Getti, ecc." comuni ai mezzi d'opera. [R16] Incendi o esplosioni. [P79] Condutture interrate nel cantiere. [R13] Investimento e ribaltamento. [P80] Prevenzioni a "Investimenti, ecc." comuni ai mezzi d'opera. [P101] Autogrù: prevenzione a "Investimento, ecc.". [R3] Rumore: dBA < 80. [P11] Protezione da rumore: dBA < 80. [R10] Scivolamenti e cadute. [P82] Salita sulla macchina: prevenzioni a "Scivolamenti, ecc.". [scheda: M5] Gru a torre Macchina: Gru a torre La gru a torre è il principale mezzo di sollevamento e movimentazione dei carichi in cantiere. E' azionata da un proprio motore ed è costituita, essenzialmente, dalle seguenti parti: la struttura, composta da profilati e tubolari metallici saldati ed imbullonati in modo da realizzare un traliccio; il sistema stabilizzante, costituito dalla zavorra di base e, per le gru con rotazione in alto, da quella di controfreccia posta sulla parte rotante, mentre per quelle con rotazione in basso, la zavorra di controfreccia viene sostituita dall'azione di un tirante collegato a quella di base; gli organi di movimento, composti dai motori, generalmente elettrici, e dai meccanismi che servono per manovrare la gru; i dispositivi di sicurezza, i cui principali sono di carattere elettrico. Esistono in commercio numerosi tipi di gru, che si differenziano principalmente per le dimensioni e quindi per le portate sollevabili. Le gru possono essere dotate di basamenti fissi o su rotaie, per consentire un più agevole utilizzo durante lo sviluppo del cantiere senza dover essere costretti a smontarla e montarla ripetutamente. [P95] Apparecchi di sollevamento: requisiti generali. [P102] Gru: requisiti comuni. [P103] Gru a torre: requisiti generali. [P104] DPI: operatore della gru. [R4] Caduta dall'alto. [P105] Apparecchi di sollevamento: impiego corretto. [P106] Gru: prevenzioni a "Caduta dall'alto". [P107] Gru: prescrizioni per gru interferenti. [R5] Caduta di materiale dall'alto o a livello. [P99] Apparecchi di sollevamento: prevenzioni a "Caduta di materiale dall'alto". [P108] Gru: prevenzioni a "Caduta di materiale dall'alto". [P109] Gru a torre: termine del turno di lavoro. [R2] Elettrocuzione. [P7] Disposizioni comuni a tutti i lavoratori. [P110] Apparecchi di sollevamento: alimentazione elettrica. [P111] Gru: prevenzioni a "Elettrocuzione". [P112] Apparecchiature elettriche di classe I: messa a terra. [R3] Rumore: dBA < 80. [P11] Protezione da rumore: dBA < 80. [scheda: M6] Carrello elevatore Macchina: Carrello elevatore Il carrello elevatore è una macchina su gomma utilizzata per il trasporto di materiali e costituita da una cabina, destinata ad accogliere il conducente, ed un attrezzo (forche) per il sollevamento e trasporto materiali. [P67] Requisiti generali comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P69] Cabina di guida: requisiti. [P68] Efficienza della macchina e dispositivi di segnalazione. [P113] DPI: operatore carrello elevatore. [R5] Caduta di materiale dall'alto o a livello. [P72] Prevenzioni a "Caduta di materiale dall'alto" comuni ai mezzi d'opera. [P114] Carrello elevatore: posizione del carico. [R12] Cesoiamenti, stritolamenti, impatti, lacerazioni. [P51] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P75] Posizione di guida del conducente. [P76] Raggio d'azione dei mezzi d'opera. [R2] Elettrocuzione. [P7] Disposizioni comuni a tutti i lavoratori. - 32 - [R16] Incendi o esplosioni. [P79] Condutture interrate nel cantiere. [P90] Prevenzioni generali a "Incendi o Espl.", comuni a attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [R13] Investimento e ribaltamento. [P80] Prevenzioni a "Investimenti, ecc." comuni ai mezzi d'opera. [P115] Carrello elevatore: prevenzione a "Investimenti, ecc.". [R6] Rumore: dBA 80 / 85. [P21] Protezione da rumore: dBA 80 / 85. [R10] Scivolamenti e cadute. [P82] Salita sulla macchina: prevenzioni a "Scivolamenti, ecc.". [P83] Trasporto persone sulla macchina. [R11] Seppellimenti e sprofondamenti. [P116] Carrello elevatore: scarico materiale. [scheda: M7] Scarificatrice Macchina: Scarificatrice La scarificatrice è una macchina utilizzata per la rimozione di manti stradali esistenti, i cui principali organi lavoratori sono una fresa rotante ed un nastro trasportatore. [P67] Requisiti generali comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P69] Cabina di guida: requisiti. [P68] Efficienza della macchina e dispositivi di segnalazione. [P117] DPI: operatore scarificatrice. [R12] Cesoiamenti, stritolamenti, impatti, lacerazioni. [P51] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P76] Raggio d'azione dei mezzi d'opera. [P118] Scarificatrice: carter. [R2] Elettrocuzione. [P7] Disposizioni comuni a tutti i lavoratori. [R8] Inalazione polveri, fibre, gas, vapori. [P53] Dispositivi di protezione dalle polveri: condizioni di utilizzo. [P52] Inumidimento del materiale. [R16] Incendi o esplosioni. [P90] Prevenzioni generali a "Incendi o Espl.", comuni a attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [R13] Investimento e ribaltamento. [P80] Prevenzioni a "Investimenti, ecc." comuni ai mezzi d'opera. [P119] Scarificatrice: area di lavoro. [R14] Rumore: dBA > 90. [P55] Protezione da rumore: dBA > 90. [R10] Scivolamenti e cadute. [P82] Salita sulla macchina: prevenzioni a "Scivolamenti, ecc.". [R17] Vibrazioni. [P93] Prevenzioni generali a "Vibrazioni", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P94] Cabina di guida: posto del conducente. [scheda: M8] Grader Macchina: Grader Il grader è una macchina utilizzata per eseguire livellamenti del terreno, per sagomare il profilo di tracciati stradali, per eseguire cunette, per distribuire e muovere materiale vario per pavimentazioni stradali. La macchina è costituita da un corpo semovente su ruote (le anteriori inclinabili), munita di una lama, orientabile, posizionata tra l'asse anteriore e l'asse, o gli assi, posteriore. La lama può compiere una serie di movimenti, comandati mediante appositi dispositivi, che le consentono lo spostamento laterale, il sollevamento e l'abbassamento, la rotazione sul piano verticale e orizzontale. [P67] Requisiti generali comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P69] Cabina di guida: requisiti. [P68] Efficienza della macchina e dispositivi di segnalazione. [P120] DPI: operatore grader. [R12] Cesoiamenti, stritolamenti, impatti, lacerazioni. [P51] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P75] Posizione di guida del conducente. [P76] Raggio d'azione dei mezzi d'opera. [R2] Elettrocuzione. [P7] Disposizioni comuni a tutti i lavoratori. [R15] Getti o schizzi. [P77] Prevenzioni a "Getti, ecc." comuni ai mezzi d'opera. [R8] Inalazione polveri, fibre, gas, vapori. [P53] Dispositivi di protezione dalle polveri: condizioni di utilizzo. [P52] Inumidimento del materiale. [R16] Incendi o esplosioni. [P90] Prevenzioni generali a "Incendi o Espl.", comuni a attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P79] Condutture interrate nel cantiere. [R13] Investimento e ribaltamento. [P80] Prevenzioni a "Investimenti, ecc." comuni ai mezzi d'opera. [R1] Rumore: dBA 85 / 90. [P4] Protezione da rumore: dBA 85 / 90. [R10] Scivolamenti e cadute. [P82] Salita sulla macchina: prevenzioni a "Scivolamenti, ecc.". [P83] Trasporto persone sulla macchina. [R17] Vibrazioni. [P93] Prevenzioni generali a "Vibrazioni", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P94] Cabina di guida: posto del conducente. [scheda: M9] Rullo compressore Macchina: Rullo compressore Il rullo compressore è una macchina, utilizzata prevalentemente nei lavori stradali, costituita da un corpo semovente, la cui traslazione e contemporanea compattazione del terreno o del manto bituminoso, avviene mediante due o tre grandi cilindri metallici (la cui rotazione permette l'avanzamento della macchina) adeguatamente pesanti, lisci o, eventualmente (solo per compattazione di terreno), dotati di punte per un'azione a maggior profondità. [P67] Requisiti generali comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P121] Rullo compressore: requisiti generali. [P69] Cabina di guida: requisiti. [P68] Efficienza della macchina e dispositivi di segnalazione. [P122] DPI: operatore rullo compressore. [R12] Cesoiamenti, stritolamenti, impatti, lacerazioni. [P51] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P76] Raggio d'azione dei mezzi d'opera. [P75] Posizione di guida del conducente. [R2] Elettrocuzione. [P7] Disposizioni comuni a tutti i lavoratori. [R8] Inalazione polveri, fibre, gas, vapori. [P53] Dispositivi di protezione dalle polveri: condizioni di utilizzo. [P57] Inalazioni di sostanze nocive: prescrizioni generali. [R16] Incendi o esplosioni. [P90] Prevenzioni generali a "Incendi o Espl.", comuni a attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P79] Condutture interrate nel cantiere. [R13] Investimento e ribaltamento. [P80] Prevenzioni a "Investimenti, ecc." comuni ai mezzi d'opera. [P123] Rullo compressore: - 33 - prevenzioni a "Investimenti, ecc.". [R6] Rumore: dBA 80 / 85. [P21] Protezione da rumore: dBA 80 / 85. [R10] Scivolamenti e cadute. [P82] Salita sulla macchina: prevenzioni a "Scivolamenti, ecc.". [P83] Trasporto persone sulla macchina. [scheda: M10] Finitrice Macchina: Finitrice La finitrice è una macchina utilizzata nella realizzazione del manto stradale in conglomerato bituminoso e nella posa in opera del tappetino di usura. [P67] Requisiti generali comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P69] Cabina di guida: requisiti. [P68] Efficienza della macchina e dispositivi di segnalazione. [P124] DPI: operatore finitrice. [R12] Cesoiamenti, stritolamenti, impatti, lacerazioni. [P51] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P76] Raggio d'azione dei mezzi d'opera. [P61] Finitrice: vano coclea. [R2] Elettrocuzione. [P7] Disposizioni comuni a tutti i lavoratori. [R8] Inalazione polveri, fibre, gas, vapori. [P57] Inalazioni di sostanze nocive: prescrizioni generali. [P53] Dispositivi di protezione dalle polveri: condizioni di utilizzo. [R16] Incendi o esplosioni. [P90] Prevenzioni generali a "Incendi o Espl.", comuni a attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P79] Condutture interrate nel cantiere. [R13] Investimento e ribaltamento. [P80] Prevenzioni a "Investimenti, ecc." comuni ai mezzi d'opera. [P125] Finitrice: area di lavoro. [R1] Rumore: dBA 85 / 90. [P4] Protezione da rumore: dBA 85 / 90. [R10] Scivolamenti e cadute. [P82] Salita sulla macchina: prevenzioni a "Scivolamenti, ecc.". [R18] Scoppio. [P126] Finitrice: connessioni e impianti. - 34 - Schede ATTREZZI [scheda: A1] Attrezzi manuali Attrezzo: Attrezzi manuali Gli attrezzi manuali (picconi, badili, martelli, tenaglie, cazzuole, frattazzi, chiavi, scalpelli, ecc.), presenti in tutte le fasi lavorative, sono sostanzialmente costituiti da una parte destinata all'impugnatura, in legno o in acciaio, ed un'altra, variamente conformata, alla specifica funzione svolta. Rischi: le possibili cause di infortunio sono conseguenti al contatto traumatico con la parte lavorativa dell'utensile, sia di chi lo adopera che di terzi, o al cattivo stato dell'impugnatura. Prevenzioni: dovranno utilizzarsi utensili in buono stato ed adeguati alla lavorazione che si sta eseguendo, avendo cura di distanziare adeguatamente terzi presenti, e riponendoli, soprattutto nei lavori in quota, negli appositi contenitori, quando non utilizzati. [R5] Caduta di materiale dall'alto o a livello. [P127] Attrezzi manuali: prevenzioni a "Caduta di materiale dall'alto ecc.". [R19] Colpi, tagli, punture, abrasioni. [P128] Prevenzioni generali a "Colpi, Tagli, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari. [P129] Attrezzi manuali: fine del turno di lavoro. [scheda: A2] Carriola Attrezzo: Carriola Attrezzatura di cantiere per la movimentazione manuale di materiali. [R19] Colpi, tagli, punture, abrasioni. [P130] Carriola: prevenzioni a "Colpi, ecc.". [scheda: A3] Compressore con motore endotermico Attrezzo: Compressore con motore endotermico I compressori sono macchine destinate alla produzione di aria compressa, che viene impiegata per alimentare macchine apposite, come i martelli pneumatici, vibratori, avvitatori, intonacatrici, pistole a spruzzo, ecc.. Sono costituite essenzialmente da due parti: un gruppo motore, endotermico o elettrico, ed un gruppo compressore che aspira l'aria dall'ambiente e la comprime. I compressori possono essere distinti in mini o maxi compressori: i primi sono destinati ad utenze singole (basse potenzialità) sono montati su telai leggeri dotati di ruote e possono essere facilmente trasportati, mentre i secondi, molto più ingombranti e pesanti, sono finalizzati anche all'alimentazione contemporanea di più utenze. [P67] Requisiti generali comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P131] Requisiti generali comuni a utensili, attr. a motore o macchinari. [P132] Requisiti generali comuni a attr. a motore o macchinari a postazione fissa. [P133] Compressore: requisiti generali. [R12] Cesoiamenti, stritolamenti, impatti, lacerazioni. [P51] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P134] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari. [P135] Compressore: prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.". [P136] Compressore a motore: avviamento. [R8] Inalazione polveri, fibre, gas, vapori. [P78] Ambienti confinati: macchine con motore endotermico. [R16] Incendi o esplosioni. [P90] Prevenzioni generali a "Incendi o Espl.", comuni a attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P137] Condizioni ambientali: divieto di utilizzare aria compressa. [R13] Investimento e ribaltamento. [P138] Compressore: prevenzioni generali a "Investimento, ecc.". [R18] Scoppio. [P139] Compressore: prevenzioni generali a "Scoppio". [R17] Vibrazioni. [P93] Prevenzioni generali a "Vibrazioni", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [scheda: A4] Decespugliatore a motore Attrezzo: Decespugliatore a motore Attrezzatura a motore per operazioni di pulizia di aree incolte (insediamento di cantiere, pulizia di declivi, pulizia di cunette o scarpa di rilevati stradali, ecc.). [P67] Requisiti generali comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P131] Requisiti generali comuni a utensili, attr. a motore o macchinari. [R12] Cesoiamenti, stritolamenti, impatti, lacerazioni. [P51] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P134] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari. [P140] Decespugliatore a motore: prevenzioni a "Cesoiamenti, ecc.". [R9] Ustioni. [P141] Pulizia con detergenti. [P142] Raffreddamento di macchine e materiali. [R17] Vibrazioni. [P93] Prevenzioni generali a "Vibrazioni", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [scheda: A5] Martello demolitore pneumatico Attrezzo: Martello demolitore pneumatico Il martello demolitore è un utensile la cui utilizzazione risulta necessaria ogni qualvolta si presenti l'esigenza di un elevato numero di colpi ed una battuta potente. Vengono prodotti tre tipi di martello, in funzione della potenza richiesta: un primo, detto anche scalpellatore o piccolo scrostatore, la cui funzione è la scrostatura di intonaci o la demolizione di pavimenti e rivestimenti, un secondo, detto martello picconatore, il cui utilizzo può essere sostanzialmente ricondotto a quello del primo tipo ma con una potenza e frequenza maggiori che ne permettono l'utilizzazione anche su materiali sensibilmente più duri, ed infine i martelli demolitori veri e propri, che vengono utilizzati per l'abbattimento delle strutture murarie, opere in calcestruzzo, frantumazione di manti stradali, ecc.. Una ulteriore distinzione deve essere fatta in funzione del differente tipo di alimentazione: elettrico o pneumatico. [P67] Requisiti generali comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P131] Requisiti generali comuni a utensili, attr. a - 35 - motore o macchinari. [P143] Attrezzature ad alimentazione pneumatica: requisiti. [P144] Custodia degli utensili del martello demolitore. [P145] Martello pneumatico: dispositivi antirumore. [R12] Cesoiamenti, stritolamenti, impatti, lacerazioni. [P51] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P134] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari. [P146] Attrezzature ad alimentazione pneumatica: prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.". [P147] Martello demolitore: prevenzioni a "Cesoiamenti, ecc.". [R19] Colpi, tagli, punture, abrasioni. [P148] Prevenzioni generali a "Colpi, Tagli, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari. [P149] Usi vietati per l'aria compressa. [R8] Inalazione polveri, fibre, gas, vapori. [P53] Dispositivi di protezione dalle polveri: condizioni di utilizzo. [P52] Inumidimento del materiale. [R16] Incendi o esplosioni. [P137] Condizioni ambientali: divieto di utilizzare aria compressa. [R10] Scivolamenti e cadute. [P150] Martello demolitore: posizione del lavoratore. [R18] Scoppio. [P151] Attrezzature ad alimentazione pneumatica: prevenzioni generali a "Scoppio". [R17] Vibrazioni. [P93] Prevenzioni generali a "Vibrazioni", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [scheda: A6] Scala doppia Attrezzo: Scala doppia La scala doppia deriva dall'unione di due scale semplici incernierate tra loro alla sommità e dotate di un limitatore di apertura. Viene adoperata per superare dislivelli o effettuare operazioni di carattere temporaneo a quote non altrimenti raggiungibili: discesa in scavi o pozzi, opere di finitura ed impiantistiche, ecc.. [P152] Scale: requisiti. [R4] Caduta dall'alto. [P153] Scale: prevenzioni a "Caduta dall'alto". [P154] Scala doppia: prevenzioni a "Caduta dall'alto". [R2] Elettrocuzione. [P155] Scala: divieti per il tipo metallico. [scheda: A7] Andatoie e Passerelle Attrezzo: Andatoie e Passerelle Le andatoie e le passerelle sono delle opere provvisionali che vengono predisposte per consentire il collegamento di posti di lavoro collocati a quote differenti o separati da vuoti, come nel caso di scavi in trincea o ponteggi. [P156] Andatoie e passerelle: requisiti generali. [R4] Caduta dall'alto. [P157] Andatoie e passerelle: verifiche. [P39] Parapetti. [R5] Caduta di materiale dall'alto o a livello. [P158] Andatoie e passerelle: parasassi. [scheda: A8] Ponteggio mobile o trabattello Attrezzo: Ponteggio mobile o trabattello Il ponte su ruote o trabattello è una piccola impalcatura che può essere facilmente spostata durante il lavoro consentendo rapidità di intervento. È costituita da una struttura metallica detta castello che può raggiungere anche i 15 metri di altezza. All'interno del castello possono trovare alloggio a quote differenti diversi impalcati. L'accesso al piano di lavoro avviene all'interno del castello tramite scale a mano che collegano i diversi impalcati. Trova impiego principalmente per lavori di finitura e di manutenzione, ma che non comportino grande impegno temporale. [R4] Caduta dall'alto. [P159] Ponteggio mobile: prevenzioni a "Caduta dall'alto". [P39] Parapetti. [P160] Ponteggio: cintura di sicurezza. [P161] Ponteggi: ricezione del carico. [R5] Caduta di materiale dall'alto o a livello. [P162] Ponteggi mobili: prevenzioni a "Caduta di materiale dall'alto ecc.". [scheda: A9] Avvitatore elettrico Attrezzo: Avvitatore elettrico L'avvitatore elettrico è un utensile elettrico di uso comune nel cantiere edile, commercializzato in tipi alimentati sia in bassa che in bassissima tensione. [P67] Requisiti generali comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P131] Requisiti generali comuni a utensili, attr. a motore o macchinari. [P163] Requisiti generali comuni agli utensili. [R12] Cesoiamenti, stritolamenti, impatti, lacerazioni. [P51] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P134] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari. [P164] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni agli utensili. [R2] Elettrocuzione. [P10] Disposizioni per i lavoratori che utilizzano apparecchi elettrici. [P165] Disposizioni ulteriori per i lavoratori che utilizzano utensili elettrici. [P166] Requisiti generali delle apparecchiature elettriche. [P167] Requisiti specifici degli utensili elettrici. [P168] Prevenzioni generali a "Elettrocuzione", comuni agli utensili. [scheda: A10] Saldatrice elettrica Attrezzo: Saldatrice elettrica La saldatrice elettrica è un utensile di uso comune alimentato a bassa tensione con isolamento di classe II. [R20] Disturbi alla vista. [P169] Saldatrice elettrica: dispositivi di protezione degli occhi. [R2] Elettrocuzione. [P10] Disposizioni per i lavoratori che utilizzano apparecchi elettrici. [P165] Disposizioni ulteriori per i lavoratori che utilizzano utensili elettrici. [P166] Requisiti generali delle apparecchiature elettriche. [P167] Requisiti specifici degli utensili elettrici. [P170] Saldatrice elettrica: prevenzioni a "Elettrocuzione". [P168] Prevenzioni generali a "Elettrocuzione", comuni agli utensili. [R8] Inalazione polveri, fibre, gas, vapori. [P171] Saldatrice elettrica: prevenzioni a "Inalazione polveri, ecc.". - 36 - [R16] Incendi o esplosioni. [P172] Saldatrice elettrica: prevenzioni a "Incendi o Esplosioni". [R9] Ustioni. [P173] Saldatrice elettrica: prevenzioni a "Ustioni". [scheda: A11] Smerigliatrice angolare (flessibile) Attrezzo: Smerigliatrice angolare (flessibile) La smerigliatrice angolare a disco o a squadra, più conosciuta come mola a disco o flessibile o flex, è un utensile portatile che reca un disco ruotante la cui funzione è, a seconda del tipo di disco (abrasivo o diamantato), quella di tagliare, smussare, lisciare superfici anche estese. Dal punto di vista tipologico le smerigliatrici si differenziano per alimentazione (elettrica o pneumatica), e funzionamento (le mini smerigliatrici hanno potenza limitata, alto numero di giri e dischi di diametro che va da i 115 mm ai 125 mm mentre le smerigliatrici hanno potenza maggiore, velocità minore ma montano dischi di diametro da 180 mm a 230 mm). [P67] Requisiti generali comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P131] Requisiti generali comuni a utensili, attr. a motore o macchinari. [P163] Requisiti generali comuni agli utensili. [R12] Cesoiamenti, stritolamenti, impatti, lacerazioni. [P51] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P134] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari. [P164] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni agli utensili. [P174] Smerigliatrice: prevenzioni a "Cesoiamenti, ecc.". [R2] Elettrocuzione. [P10] Disposizioni per i lavoratori che utilizzano apparecchi elettrici. [P165] Disposizioni ulteriori per i lavoratori che utilizzano utensili elettrici. [P166] Requisiti generali delle apparecchiature elettriche. [P167] Requisiti specifici degli utensili elettrici. [P168] Prevenzioni generali a "Elettrocuzione", comuni agli utensili. [R8] Inalazione polveri, fibre, gas, vapori. [P175] Difesa contro le polveri: obblighi del datore di lavoro. [P176] Difesa dalle polveri: lavorazioni in ambienti confinati. [R9] Ustioni. [P142] Raffreddamento di macchine e materiali. [P177] Feritoie di raffreddamento. [scheda: A12] Trapano elettrico Attrezzo: Trapano elettrico Il trapano è un utensile di uso comune, adoperato per praticare fori sia in strutture murarie che in qualsiasi materiale (legno, metallo, calcestruzzo, ecc.), ad alimentazione prevalentemente elettrica. Esso è costituito essenzialmente da un motore elettrico, da un giunto meccanico (mandrino) che, accoppiato ad un variatore, produce un moto di rotazione e percussione, e dalla punta vera e propria. Il moto di percussione può mancare nelle versioni più semplici dell'utensile, così come quelle più sofisticate possono essere corredate da un dispositivo che permette di invertire il moto della punta. [P67] Requisiti generali comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P131] Requisiti generali comuni a utensili, attr. a motore o macchinari. [P163] Requisiti generali comuni agli utensili. [R5] Caduta di materiale dall'alto o a livello. [P178] Prevenzioni generali a "Caduta di mat. dall'alto", comuni agli utensili. [R12] Cesoiamenti, stritolamenti, impatti, lacerazioni. [P51] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P134] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari. [P164] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni agli utensili. [P179] Trapano: prevenzioni a "Cesoiamenti, ecc.". [R2] Elettrocuzione. [P10] Disposizioni per i lavoratori che utilizzano apparecchi elettrici. [P165] Disposizioni ulteriori per i lavoratori che utilizzano utensili elettrici. [P166] Requisiti generali delle apparecchiature elettriche. [P167] Requisiti specifici degli utensili elettrici. [P168] Prevenzioni generali a "Elettrocuzione", comuni agli utensili. [R8] Inalazione polveri, fibre, gas, vapori. [P176] Difesa dalle polveri: lavorazioni in ambienti confinati. [R9] Ustioni. [P142] Raffreddamento di macchine e materiali. [P177] Feritoie di raffreddamento. [scheda: A13] Argano a bandiera Attrezzo: Argano a bandiera L'argano è un apparecchio di sollevamento costituito essenzialmente da un elevatore e dalla relativa struttura di supporto. Questo tipo di apparecchio di sollevamento viene generalmente preferito quando ci si trova in ambienti limitati con carichi non eccessivamente pesanti ed ingombranti, per cui non risulta conveniente l'utilizzazione della gru a torre. Due sono i tipi presenti in commercio: l'argano a cavalletto e l'argano a bandiera, caratterizzati, principalmente, dal differente tipo di supporto. L'argano a bandiera utilizza un supporto snodato, in maniera tale da consentire la rotazione dell'elevatore e viene utilizzato principalmente in ambienti ristretti e per sollevare carichi di modeste entità. [P95] Apparecchi di sollevamento: requisiti generali. [P180] Argani: requisiti generali. [P181] Ancoraggio dell'argano a bandiera. [R4] Caduta dall'alto. [P105] Apparecchi di sollevamento: impiego corretto. [R5] Caduta di materiale dall'alto o a livello. [P99] Apparecchi di sollevamento: prevenzioni a "Caduta di materiale dall'alto". [P182] Argani: prevenzioni a "Caduta di materiale dall'alto". [P183] Argano a bandiera: termine del turno di lavoro. [R2] Elettrocuzione. [P110] Apparecchi di sollevamento: alimentazione elettrica. [P10] Disposizioni per i lavoratori che utilizzano apparecchi elettrici. [P166] Requisiti generali delle apparecchiature elettriche. [P112] Apparecchiature elettriche di classe I: messa a terra. [scheda: A14] Ponteggio metallico fisso Attrezzo: Ponteggio metallico fisso Il ponteggio fisso è un opera provvisionale che viene realizzata per eseguire lavori di ingegneria civile, quali nuove costruzioni o ristrutturazioni e manutenzioni, ad altezze superiori ai 2 metri. Essenzialmente si tratta di una struttura reticolare realizzata con elementi metallici. Dal punto di vista morfologico le varie tipologie esistenti in commercio sono sostanzialmente riconducibili a due: quella a tubi e giunti e quella a telai prefabbricati. - 37 - La prima si compone di tubi (correnti, montanti e diagonali) collegati tra loro mediante appositi giunti, la seconda di telai fissi, cioè di forma e dimensioni predefinite, posti uno sull'altro a costituire la stilata, collegata alla stilata attigua tramite correnti o diagonali. [P184] Ponteggio metallico fisso: requisiti generali. [R4] Caduta dall'alto. [P185] Ponteggio metallico fisso: prevenzioni a "Caduta dall'alto". [P39] Parapetti. [P160] Ponteggio: cintura di sicurezza. [P161] Ponteggi: ricezione del carico. [R5] Caduta di materiale dall'alto o a livello. [P186] Ponteggio metallico fisso: prescrizioni a "Caduta materiale dall'alto ecc.". [scheda: A15] Scala semplice Attrezzo: Scala semplice La scala semplice è un'attrezzatura di lavoro costituita da due montanti paralleli, collegati tra loro da una serie di pioli trasversali incastrati e distanziati in egual misura. Viene adoperata per superare dislivelli o effettuare operazioni di carattere temporaneo a quote non altrimenti raggiungibili: discesa in scavi o pozzi, salita su opere provvisionali, opere di finitura ed impiantistiche. [P152] Scale: requisiti. [R4] Caduta dall'alto. [P153] Scale: prevenzioni a "Caduta dall'alto". [P187] Scale semplici: prevenzioni a "Caduta dall'alto". [P188] Scale fisse a pioli: gabbia di protezione. [R2] Elettrocuzione. [P155] Scala: divieti per il tipo metallico. [scheda: A16] Argano a cavalletto Attrezzo: Argano a cavalletto L'argano è un apparecchio di sollevamento costituito essenzialmente da un elevatore e dalla relativa struttura di supporto. Questo tipo di apparecchio di sollevamento viene generalmente preferito quando ci si trova in ambienti limitati con carichi non eccessivamente pesanti ed ingombranti, per cui non risulta conveniente l'utilizzazione della gru a torre. Due sono i tipi presenti in commercio: l'argano a cavalletto e l'argano a bandiera, caratterizzati, principalmente, dal differente tipo di supporto. L'argano a cavalletto è sostenuto da due cavalletti, uno anteriore provvisto di due staffoni per permettere all'operatore di afferrarsi durante la ricezione del carico, ed uno posteriore, che reca fissati i due cassoni di zavorra provvisti di lucchetti. L'elevatore scorre su una rotaia, fissata ai cavalletti suddetti e provvista di fine corsa ammortizzati, per permette lo spostamento del materiale fuori dal piano di sostegno della macchina. [P189] Prescrizioni generali (Argano a cavalletto). [R4] Caduta dall'alto. [P190] Argano a cavalletto: difesa delle aperture per il passaggio dei carichi. [R5] Caduta di materiale dall'alto o a livello. [P191] Argano a cavalletto: procedure di imbracature e tiro dei carichi. [R2] Elettrocuzione. [P192] Protezione da elettrocuzione (Argano a cavalletto). [scheda: A17] Martello demolitore elettrico Attrezzo: Martello demolitore elettrico Il martello demolitore è un utensile la cui utilizzazione risulta necessaria ogni qualvolta si presenti l'esigenza di un elevato numero di colpi ed una battuta potente. Vengono prodotti tre tipi di martello, in funzione della potenza richiesta: un primo, detto anche scalpellatore o piccolo scrostatore, la cui funzione è la scrostatura di intonaci o la demolizione di pavimenti e rivestimenti, un secondo, detto martello picconatore, il cui utilizzo può essere sostanzialmente ricondotto a quello del primo tipo ma con una potenza e frequenza maggiori che ne permettono l'utilizzazione anche su materiali sensibilmente più duri, ed infine i martelli demolitori veri e propri, che vengono utilizzati per l'abbattimento delle strutture murarie, opere in calcestruzzo, frantumazione di manti stradali, ecc.. Una ulteriore distinzione deve essere fatta in funzione del differente tipo di alimentazione: elettrico o pneumatico. [P67] Requisiti generali comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P131] Requisiti generali comuni a utensili, attr. a motore o macchinari. [P163] Requisiti generali comuni agli utensili. [P144] Custodia degli utensili del martello demolitore. [R5] Caduta di materiale dall'alto o a livello. [P178] Prevenzioni generali a "Caduta di mat. dall'alto", comuni agli utensili. [R12] Cesoiamenti, stritolamenti, impatti, lacerazioni. [P51] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P134] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari. [P164] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni agli utensili. [P193] Blocco del martello demolitore. [P194] Sostituzione degli utensili del martello demolitore. [R19] Colpi, tagli, punture, abrasioni. [P148] Prevenzioni generali a "Colpi, Tagli, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari. [R2] Elettrocuzione. [P10] Disposizioni per i lavoratori che utilizzano apparecchi elettrici. [P165] Disposizioni ulteriori per i lavoratori che utilizzano utensili elettrici. [P166] Requisiti generali delle apparecchiature elettriche. [P167] Requisiti specifici degli utensili elettrici. [P168] Prevenzioni generali a "Elettrocuzione", comuni agli utensili. [R8] Inalazione polveri, fibre, gas, vapori. [P53] Dispositivi di protezione dalle polveri: condizioni di utilizzo. [P176] Difesa dalle polveri: lavorazioni in ambienti confinati. [R17] Vibrazioni. [P93] Prevenzioni generali a "Vibrazioni", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [scheda: A18] Idropulitrice Attrezzo: Idropulitrice L'idropulitrice è una macchina destinata alla pulitura di getti e pareti o di pezzi metallici e non, mediante proiezione violenta di getti di acqua contro le suddette superfici. [P67] Requisiti generali comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P131] Requisiti generali comuni a utensili, attr. a motore o macchinari. [R2] Elettrocuzione. [P195] Idropulitrice: sequenza collegamenti. [P10] Disposizioni per i lavoratori che utilizzano apparecchi elettrici. [P166] Requisiti generali delle apparecchiature elettriche. [P112] Apparecchiature elettriche di classe I: messa a terra. - 38 - [R15] Getti o schizzi. [P196] Idropulitrice: prevenzioni a "Getti, ecc.". [R8] Inalazione polveri, fibre, gas, vapori. [P53] Dispositivi di protezione dalle polveri: condizioni di utilizzo. [P176] Difesa dalle polveri: lavorazioni in ambienti confinati. [R10] Scivolamenti e cadute. [P197] Idropulitrice: posizione del lavoratore. [R18] Scoppio. [P198] [SP Idropulitrice: ugello e tubazioni. [R17] Vibrazioni. [P93] Prevenzioni generali a "Vibrazioni", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [scheda: A19] Sabbiatrice Attrezzo: Sabbiatrice La sabbiatrice è una macchina destinata alla pulitura di getti o di pezzi metallici e non, mediante proiezione violenta di sabbia quarzosa o graniglia metallica contro le suddette superfici. [R2] Elettrocuzione. [P10] Disposizioni per i lavoratori che utilizzano apparecchi elettrici. [P166] Requisiti generali delle apparecchiature elettriche. [R15] Getti o schizzi. [P199] Sabbiatrice: direzione del getto. [R8] Inalazione polveri, fibre, gas, vapori. [P53] Dispositivi di protezione dalle polveri: condizioni di utilizzo. [R10] Scivolamenti e cadute. [P200] Sabbiatrice: posizione del lavoratore. [R18] Scoppio. [P201] Sabbiatrice: ugello e tubazioni. [R17] Vibrazioni. [P93] Prevenzioni generali a "Vibrazioni", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [scheda: A20] Argano a cavalletto Attrezzo: Argano a cavalletto L'argano è un apparecchio di sollevamento costituito essenzialmente da un elevatore e dalla relativa struttura di supporto. Questo tipo di apparecchio di sollevamento viene generalmente preferito quando ci si trova in ambienti limitati con carichi non eccessivamente pesanti ed ingombranti, per cui non risulta conveniente l'utilizzazione della gru a torre. Due sono i tipi presenti in commercio: l'argano a cavalletto e l'argano a bandiera, caratterizzati, principalmente, dal differente tipo di supporto. L'argano a cavalletto è sostenuto da due cavalletti, uno anteriore provvisto di due staffoni per permettere all'operatore di afferrarsi durante la ricezione del carico, ed uno posteriore, che reca fissati i due cassoni di zavorra provvisti di lucchetti. L'elevatore scorre su una rotaia, fissata ai cavalletti suddetti e provvista di fine corsa ammortizzati, per permettere lo spostamento del materiale fuori dal piano di sostegno della macchina. [P95] Apparecchi di sollevamento: requisiti generali. [P180] Argani: requisiti generali. [P202] Ancoraggio dell'argano a cavalletto. [R4] Caduta dall'alto. [P105] Apparecchi di sollevamento: impiego corretto. [P203] Argano a cavalletto: varco per il passaggio del carico. [R5] Caduta di materiale dall'alto o a livello. [P99] Apparecchi di sollevamento: prevenzioni a "Caduta di materiale dall'alto". [P182] Argani: prevenzioni a "Caduta di materiale dall'alto". [P204] Argano a cavalletto: termine del turno di lavoro. [R2] Elettrocuzione. [P110] Apparecchi di sollevamento: alimentazione elettrica. [scheda: A21] Cesoie elettriche Attrezzo: Cesoie elettriche Attrezzo elettrico per il taglio di lamiere, tondini di ferro, ecc. [R12] Cesoiamenti, stritolamenti, impatti, lacerazioni. [P51] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P134] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari. [P164] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni agli utensili. [P205] Cesoie: divieto. [R2] Elettrocuzione. [P10] Disposizioni per i lavoratori che utilizzano apparecchi elettrici. [P165] Disposizioni ulteriori per i lavoratori che utilizzano utensili elettrici. [P166] Requisiti generali delle apparecchiature elettriche. [P167] Requisiti specifici degli utensili elettrici. [P168] Prevenzioni generali a "Elettrocuzione", comuni agli utensili. [scheda: A22] Troncatrice Attrezzo: Troncatrice Troncatrice a motore di elevata potenza, per il taglio di qualsiasi tipo di materiale da costruzione, dal calcestruzzo ai tondini d'acciaio per armatura, ecc. [P67] Requisiti generali comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P131] Requisiti generali comuni a utensili, attr. a motore o macchinari. [R12] Cesoiamenti, stritolamenti, impatti, lacerazioni. [P51] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P134] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari. [P164] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni agli utensili. [P206] Troncatrice: prescrizioni a "Cesoiamenti, ecc.". [R8] Inalazione polveri, fibre, gas, vapori. [P53] Dispositivi di protezione dalle polveri: condizioni di utilizzo. [P78] Ambienti confinati: macchine con motore endotermico. [R9] Ustioni. [P142] Raffreddamento di macchine e materiali. [P177] Feritoie di raffreddamento. [R17] Vibrazioni. [P93] Prevenzioni generali a "Vibrazioni", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [scheda: A23] Cannello per saldatura ossiacetilenica Attrezzo: Cannello per saldatura ossiacetilenica Usato essenzialmente per operazioni di saldatura o taglio ossiacetilenico di parti metalliche. [R8] Inalazione polveri, fibre, gas, vapori. [P207] Cannello: ventilazione. [R16] Incendi o esplosioni. [P208] Cannello: prevenzioni a "Incendi o Esplosioni". [P209] Cannello acetilenico: prevenzioni a "Incendi - 39 - o Esplosioni". [R9] Ustioni. [P210] Uso appropriato del cannello. [P211] Cannello acetilenico: pezzi lavorati. [scheda: A24] Ponte su cavalletti Attrezzo: Ponte su cavalletti Il ponte su cavalletti è costituito da un impalcato di assi in legno di dimensioni adeguate, sostenuto da cavalletti solitamente metallici, poste a distanze prefissate. La sua utilizzazione riguarda, solitamente, lavori all'interno di edifici, dove a causa delle ridotte altezze e della brevità dei lavori da eseguire, non è consigliabile il montaggio di un ponteggio metallico fisso. [R4] Caduta dall'alto. [P212] Ponte su cavalletti: prevenzioni a "Caduta dall'alto". [P39] Parapetti. [scheda: A25] Taglierina elettrica Attrezzo: Taglierina elettrica Attrezzatura elettrica da cantiere per il taglio di laterizi o piastrelle di ceramica. [P67] Requisiti generali comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P131] Requisiti generali comuni a utensili, attr. a motore o macchinari. [P163] Requisiti generali comuni agli utensili. [P132] Requisiti generali comuni a attr. a motore o macchinari a postazione fissa. [P213] Banco di lavoro. [R12] Cesoiamenti, stritolamenti, impatti, lacerazioni. [P51] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P134] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari. [P164] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni agli utensili. [P214] Taglierina elettrica: carrello porta pezzi. [P215] Allontanamento temporaneo del lavoratore. [R2] Elettrocuzione. [P10] Disposizioni per i lavoratori che utilizzano apparecchi elettrici. [P165] Disposizioni ulteriori per i lavoratori che utilizzano utensili elettrici. [P166] Requisiti generali delle apparecchiature elettriche. [P167] Requisiti specifici degli utensili elettrici. [R8] Inalazione polveri, fibre, gas, vapori. [P176] Difesa dalle polveri: lavorazioni in ambienti confinati. [P216] Taglierina elettrica: vaschetta per l'acqua. [R9] Ustioni. [P142] Raffreddamento di macchine e materiali. [scheda: A26] Betoniera a bicchiere Attrezzo: Betoniera a bicchiere Destinate alla produzione di malte e calcestruzzi, le betoniere sono macchine composte essenzialmente da una tazza che accoglie al suo interno i vari componenti dell'impasto e fornita di specifici raggi per la miscelazione. L'operazione di impasto avviene per rotazione della macchina o per rotazione dei raggi, in movimento rispetto alla macchina. I vari sistemi di betonaggio, che si distinguono per la complessità dell'apparato, per le quantità di impasto prodotto all'ora e per i sistemi di caricamento e dosaggio dei componenti, possono ridursi a tre differenti tipi: betoniera a bicchiere, betoniera ad inversione di marcia e centrale di betonaggio. La betoniera a bicchiere è una macchina di dimensioni contenute, costituita da una vasca di capacità solitamente di 300-500 litri, montata su di un asse a due ruote per facilitarne il trasporto. Un armadio metallico laterale contiene il motore, che può essere elettrico o a scoppio e gli organi di trasmissione che, attraverso il contatto del pignone con la corona dentata, determinano il movimento rotatorio del paniere. L'inclinazione del bicchiere e il rovesciamento dello stesso per far fuoriuscire l'impasto è comandato da un volante laterale. Durante il normale funzionamento il volante è bloccato, per eseguire la manovra di rovesciamento occorre sbloccare il volante tramite l'apposito pedale. L'operazione di carico e scarico della macchina è manuale. Solitamente questo tipo di macchina viene utilizzato per il confezionamento di malta per murature ed intonaci. [P67] Requisiti generali comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P131] Requisiti generali comuni a utensili, attr. a motore o macchinari. [P132] Requisiti generali comuni a attr. a motore o macchinari a postazione fissa. [P217] Betoniera: requisiti generali. [P218] Betoniera a bicchiere: dispositivi di protezione. [R5] Caduta di materiale dall'alto o a livello. [P219] Protezione delle postazioni di lavoro. [R12] Cesoiamenti, stritolamenti, impatti, lacerazioni. [P51] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P134] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari. [P215] Allontanamento temporaneo del lavoratore. [P220] Prescrizioni generali per l'uso della betoniera. [R2] Elettrocuzione. [P10] Disposizioni per i lavoratori che utilizzano apparecchi elettrici. [P166] Requisiti generali delle apparecchiature elettriche. [P112] Apparecchiature elettriche di classe I: messa a terra. [P221] Betoniera: prevenzioni generali a "Elettrocuzione". [R8] Inalazione polveri, fibre, gas, vapori. [P176] Difesa dalle polveri: lavorazioni in ambienti confinati. [P53] Dispositivi di protezione dalle polveri: condizioni di utilizzo. [P52] Inumidimento del materiale. [R13] Investimento e ribaltamento. [P222] Betoniera: prevenzioni generali a "Investimento, ecc.". [scheda: A27] Impastatrice Attrezzo: Impastatrice L'impastatrice è una macchina da cantiere destinata alla preparazione a ciclo continuo di malta. [P67] Requisiti generali comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P131] Requisiti generali comuni a utensili, attr. a motore o macchinari. [P132] Requisiti generali comuni a attr. a motore o macchinari a postazione fissa. [R5] Caduta di materiale dall'alto o a livello. [P219] Protezione delle postazioni di lavoro. [R12] Cesoiamenti, stritolamenti, impatti, lacerazioni. [P51] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P134] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari. [P215] Allontanamento temporaneo del lavoratore. [P223] Impastatrice: protezioni. - 40 - [R2] Elettrocuzione. [P10] Disposizioni per i lavoratori che utilizzano apparecchi elettrici. [P166] Requisiti generali delle apparecchiature elettriche. [P112] Apparecchiature elettriche di classe I: messa a terra. [R8] Inalazione polveri, fibre, gas, vapori. [P53] Dispositivi di protezione dalle polveri: condizioni di utilizzo. [P176] Difesa dalle polveri: lavorazioni in ambienti confinati. [scheda: A28] Molazza Attrezzo: Molazza La molazza è una macchina da cantiere destinata alla preparazione della malta. [P67] Requisiti generali comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P131] Requisiti generali comuni a utensili, attr. a motore o macchinari. [P132] Requisiti generali comuni a attr. a motore o macchinari a postazione fissa. [R5] Caduta di materiale dall'alto o a livello. [P219] Protezione delle postazioni di lavoro. [R12] Cesoiamenti, stritolamenti, impatti, lacerazioni. [P51] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P134] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari. [P224] Molazza: prevenzioni a "Cesoiamenti, ecc". [R2] Elettrocuzione. [P10] Disposizioni per i lavoratori che utilizzano apparecchi elettrici. [P166] Requisiti generali delle apparecchiature elettriche. [P112] Apparecchiature elettriche di classe I: messa a terra. [R8] Inalazione polveri, fibre, gas, vapori. [P53] Dispositivi di protezione dalle polveri: condizioni di utilizzo. [P176] Difesa dalle polveri: lavorazioni in ambienti confinati. [scheda: A29] Intonacatrice Attrezzo: Intonacatrice L'intonacatrice è una macchina che serve a proiettare malta fluida di cemento sotto pressione per formare intonaci, getti per rivestimento di pareti, ecc. La macchina è essenzialmente costituita da una camera di lavorazione dove vengono introdotti i materiali asciutti premiscelati (cemento e sabbia), un condotto di espulsione terminante in un ugello miscelatore (pistola). [P67] Requisiti generali comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [P131] Requisiti generali comuni a utensili, attr. a motore o macchinari. [R2] Elettrocuzione. [P10] Disposizioni per i lavoratori che utilizzano apparecchi elettrici. [P166] Requisiti generali delle apparecchiature elettriche. [P112] Apparecchiature elettriche di classe I: messa a terra. [R15] Getti o schizzi. [P225] Intonacatrice: prevenzioni a "Getti, ecc.". [R8] Inalazione polveri, fibre, gas, vapori. [P175] Difesa contro le polveri: obblighi del datore di lavoro. [P53] Dispositivi di protezione dalle polveri: condizioni di utilizzo. [R18] Scoppio. [P226] Intonacatrice: ugello e tubazioni. [R17] Vibrazioni. [P93] Prevenzioni generali a "Vibrazioni", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [scheda: A30] Compattatore a piatto vibrante Attrezzo: Compattatore a piatto vibrante Il compattatore a piatto vibrante è una macchina destinata al costipamento di rinterri di non eccessiva entità, come quelli eseguiti successivamente a scavi per posa di sottoservizi, ecc. [P67] Requisiti generali comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [R12] Cesoiamenti, stritolamenti, impatti, lacerazioni. [P51] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [R8] Inalazione polveri, fibre, gas, vapori. [P78] Ambienti confinati: macchine con motore endotermico. [R16] Incendi o esplosioni. [P227] Compattatore a piatto vibrante: sospensione del lavoro. [R7] Movimentazione manuale dei carichi. [P228] Compattatore a piatto vibrante: posizionamento. [R10] Scivolamenti e cadute. [P229] Compattatore a piatto vibrante: terreno. [R17] Vibrazioni. [P93] Prevenzioni generali a "Vibrazioni", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [scheda: A31] Centrale confezione bitumati Attrezzo: Centrale confezione bitumati Impianto per la preparazione, miscelazione e confezionamento di bitumati. [P67] Requisiti generali comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [R5] Caduta di materiale dall'alto o a livello. [P219] Protezione delle postazioni di lavoro. [R12] Cesoiamenti, stritolamenti, impatti, lacerazioni. [P230] Centrale bitumati: prevenzioni a "Cesoiamenti, ecc.". [P51] Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [R19] Colpi, tagli, punture, abrasioni. [P128] Prevenzioni generali a "Colpi, Tagli, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari. [R2] Elettrocuzione. [P10] Disposizioni per i lavoratori che utilizzano apparecchi elettrici. [P166] Requisiti generali delle apparecchiature elettriche. [P231] Centrale bitumati: interruzione alimentazione elettrica. [R8] Inalazione polveri, fibre, gas, vapori. [P57] Inalazioni di sostanze nocive: prescrizioni generali. [P53] Dispositivi di protezione dalle polveri: condizioni di utilizzo. [P232] Centrale bitumati: combustione. [R16] Incendi o esplosioni. [P233] Centrale bitumati: prevenzioni a "Incendi, ecc.". [R17] Vibrazioni. [P93] Prevenzioni generali a "Vibrazioni", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera. [scheda: A32] Pistola per verniciatura a spruzzo Attrezzo: Pistola per verniciatura a spruzzo Attrezzo per la verniciatura a spruzzo di superfici verticali od orizzontali. - 41 - [R15] Getti o schizzi. [P234] Pistola per verniciatura: prevenzioni specifiche a "Getti, ecc.". [R8] Inalazione polveri, fibre, gas, vapori. [P175] Difesa contro le polveri: obblighi del datore di lavoro. [P57] Inalazioni di sostanze nocive: prescrizioni generali. - 42 - Appendice RISCHI [R1] Rischio: Rumore dBA 85 / 90 Danni all'apparato uditivo, causata da prolungata esposizione al rumore prodotto da lavorazioni o attrezzature: esposizione compresa tra 85 e 90 dBA. [R2] Rischio: Elettrocuzione Elettrocuzione per contatto diretto o indiretto con parti dell'impianto elettrico in tensione. Folgorazione dovuta a caduta di fulmini in prossimità del lavoratore. [R3] Rischio: Rumore dBA < 80 Il lavoratore è addetto ad attività comportanti valore di esposizione quotidiana personale non superiore a 80 dBA: per tali lavoratori, il decreto 277/91 non impone alcun obbligo. [R4] Rischio: Caduta dall'alto Caduta di persone dall'alto, in seguito alla perdita di equilibrio del lavoratore e/o all'assenza di adeguate protezioni (collettive od individuali), da opere provvisionali, gru od autogrù, fori nei solai o balconate o rampe di scale o scavi, o da mezzi per scavo o trasporto, o da qualsiasi altra postazione di lavoro sopraelevata. [R5] Rischio: Caduta di materiale dall'alto o a livello Lesioni (schiacciamenti, cesoiamenti, colpi, impatti, tagli) causate dall'investimento di masse cadute dall'alto o a livello: materiali caduti durante il trasporto con gru, argani ecc., o da autocarri, dumper, carrelli elevatori ecc., o da opere provvisionali, o per ribaltamento delle stesse, di mezzi di sollevamento, di attrezzature, ecc.; materiali frantumati proiettati a distanza al seguito di demolizioni effettuate mediante esplosivo o a spinta. [R6] Rischio: Rumore dBA 80 / 85 Danni all'apparato uditivo, causata da prolungata esposizione al rumore prodotto da lavorazioni o attrezzature: esposizione compresa tra 80 e 85 dBA. [R7] Rischio: Movimentazione manuale dei carichi Lesioni relative all'apparato scheletrico e/o muscolare durante la movimentazione manuale dei carichi, per il loro eccessivo peso o ingombro o per la scorretta posizione assunta dal lavoratore durante la movimentazione. [R8] Rischio: Inalazione polveri, fibre, gas, vapori Danni all'apparato respiratorio ed in generale alla salute del lavoratore, derivanti dall'esposizione a materiali in grana minuta, o rilascianti fibre minute, o che possono dar luogo a sviluppo di polveri, gas, vapori, nebbie, aerosol. Intossicazione causata dall'inalazione dei gas di scarico di motori a combustione o di fumi o di ossidi (ossidi di zinco, di carbonio, di azoto, di piombo, ecc.) tossici originati durante la combustione o la saldatura o il taglio termico di materiali di varia natura. [R9] Rischio: Ustioni Ustioni conseguenti al contatto con materiali ad elevata temperatura (posa in opera di asfalti e manti bituminosi, calce in spegnimento, ecc.) o organi lavoratori di macchine ed attrezzi (saldatrice, cannello a gas, sega, flessibile, ecc.), o motori, o sostanze chimiche aggressive. [R10] Rischio: Scivolamenti e cadute Scivolamenti e cadute sul piano di lavoro, provocati da presenza di grasso o sporco sui punti di appiglio (nel caso di salita su mezzi o macchine), o da cattive condizioni del posto di lavoro (come ad esempio disordine per presenza di residui sparsi delle lavorazioni), o da cattive condizioni della viabilità pedonale. [R11] Rischio: Seppellimenti e sprofondamenti Seppellimenti e sprofondamenti in scavi all'aperto od in sotterraneo o durante opere di demolizione o durante le operazioni di manutenzione all'interno di silos, serbatoi, depositi, o durante il disarmo di puntellie/o casseforme, ecc. Seppellimenti causati da frana di materiali stoccati senza le opportune precauzioni o da crollo di manufatti edili prossimi alle postazioni di lavoro. [R12] Rischio: Cesoiamenti, stritolamenti, impatti, lacerazioni Ferite e lesioni (cesoiamenti, stritolamenti, impatti, lacerazioni) causate da contatti accidentali con organi mobili di macchine o mezzi, o per collisioni con ostacoli o altri mezzi presenti nell'area del cantiere. [R13] Rischio: Investimento e ribaltamento Lesioni (schiacciamenti, cesoiamenti, stritolamenti, impatti, tagli) causate dall'investimento ad opera di macchine operatrici o conseguenti al ribaltamento delle stesse. [R14] Rischio: Rumore dBA > 90 Danni all'apparato uditivo, causata da prolungata esposizione al rumore prodotto da lavorazioni o attrezzature: esposizione superiore a 90 dBA. - 43 - [R15] Rischio: Getti o schizzi Lesioni riguardanti qualsiasi parte del corpo durante i lavori, a freddo o a caldo, eseguiti a mano o con utensili, con materiali, sostanze, prodotti, attrezzature che possono dare luogo a getti e/o schizzi pericolosi per la salute. Lesioni riguardanti qualsiasi parte del corpo conseguenti alla proiezione di schegge durante lavorazioni eseguite direttamente o in postazioni di lavoro limitrofe. [R16] Rischio: Incendi o esplosioni Lesioni provocate da incendi e/o esplosioni conseguenti allo schiacciamento di tubazioni del gas in esercizio, alla combustione di recipienti o serbatoi contenenti carburanti o sostanze chimiche altamente deflagranti, al brillamento di esplosivo per demolizioni o di ordigni bellici interrati, ecc.. [R17] Rischio: Vibrazioni Danni all'apparato scheletrico e muscolare causate dalle vibrazioni trasmesse al lavoratore da macchine o parti di esse. [R18] Rischio: Scoppio Lesioni conseguenti allo scoppio di silos, serbatoi, recipienti, tubazioni, macchine o utensili alimentati ad aria compressa o destinate alla sua produzione, ecc. per sovrapressioni causate da carico superiore ai limiti consentiti, malfunzionamento delle tubazioni di sfiato, danneggiamenti subiti, ecc. [R19] Rischio: Colpi, tagli, punture, abrasioni Colpi, tagli, punture, abrasioni alle mani; contusioni e traumi a tutto il corpo senza una localizzazione specifica, per contatto con l'attrezzo adoperato o conseguenti ad urti con oggetti di qualsiasi tipo presenti in cantiere. Dolori muscolari relativi ad errate posizioni assunte durante l'uso dell'attrezzatura di lavoro. [R20] Rischio: Disturbi alla vista Danni agli occhi per proiezione di schegge scintille o trucioli, aria compressa o urti accidentali. (danni meccanici). Danni agli occhi per irradiazione ultravioletta, luce intensa, raggi laser (danni ottici). Danni agli occhi dovuti a liquidi caldi, corpi estranei caldi (ustioni). - 44 - Appendice PREVENZIONI [P1] Prevenzione: Recinzione del cantiere: accessi pedonali e carrabili Prescrizioni Organizzative: Le vie di accesso pedonali al cantiere saranno differenziate da quelle carrabili, allo scopo di ridurre i rischi derivanti dalla sovrapposizione delle due differenti viabilità, proprio in una zona a particolare pericolosità, qual è quella di accesso al cantiere. In particolare, una zona dell'area occupata dal cantiere, antistante l'ingresso pedonale, sarà destinata a parcheggio per i soli lavoratori del cantiere. [P2] Prevenzione: Recinzione del cantiere: evidenziazione dell'ingombro Prescrizioni Organizzative: Gli angoli sporgenti della recinzione o di altre strutture di cantiere dovranno essere adeguatamente evidenziati, ad esempio, a mezzo a strisce bianche e rosse trasversali dipinte a tutt'altezza. Nelle ore notturne l'ingombro della recinzione sarà evidenziato apposite luci di colore rosso, alimentate in bassa tensione. [P3] Prevenzione: DPI: Addetto alla realizzazione della recinzione del cantiere Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti ai lavoratori adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) occhiali a tenuta; d) mascherina antipolvere; e) calzature di sicurezza con suola imperforabile. Prescrizioni Esecutive: Durante le lavorazioni, devono essere utilizzati i seguenti dispositivi di prevenzione individuale: a) casco; b) guanti; c) occhiali a tenuta; d) mascherina antipolvere; e) calzature di sicurezza con suola imperforabile. [P4] Prevenzione: Protezione da rumore: dBA 85 / 90 Prescrizioni Organizzative: Controllo sanitario: esposizioni >85 dBA. I lavoratori la cui esposizione quotidiana personale al rumore supera 85 dBA, indipendentemente dall'uso di mezzi individuali di protezione, devono essere sottoposti a controllo sanitario. Detto controllo comprende: a) una visita medica preventiva, integrata da un esame della funzione uditiva eseguita nell'osservanza dei criteri riportati nell'allegato VII del DPR 277/91, per accertare l'assenza di controindicazioni al lavoro specifico ai fini della valutazione dell'idoneità dei lavoratori; b) visite mediche periodiche, integrate dall'esame della funzione uditiva, per controllare lo stato di salute dei lavoratori ed esprimere il giudizio di idoneità. Esse devono tenere conto, oltre che dell'esposizione, anche della sensibilità acustica individuale. La prima di tali visite è effettuata non oltre un anno dopo la visita preventiva. La frequenza delle visite successive è stabilita dal medico competente. Gli intervalli non possono essere comunque superiori a due anni per lavoratori la cui esposizione quotidiana personale non supera 90 dBA e ad un anno nei casi di esposizione quotidiana personale superiore a 90 dBA. Il datore di lavoro, in conformità al parere del medico competente, adotta misure preventive e protettive per singoli lavoratori, al fine di favorire il recupero audiologico. Tali misure possono comprendere la riduzione dell'esposizione quotidiana personale del lavoratore, conseguita mediante opportune misure organizzative. Esposizione tra 85 e 90 dBA: adempimenti. Il datore di lavoro fornisce i mezzi individuali di protezione dell'udito a tutti i lavoratori la cui esposizione quotidiana personale può verosimilmente superare 85 dBA. I mezzi individuali di protezione dell'udito sono adattati al singolo lavoratore ed alle sue condizioni di lavoro, tenendo conto della sicurezza e della salute. - 45 - I lavoratori ovvero i loro rappresentanti sono consultati per la scelta dei modelli dei mezzi di protezione individuale dell'udito. Informazione e formazione: esposizione >85 dBA. Nelle attività che comportano un valore dell'esposizione quotidiana personale di un lavoratore al rumore superiore a 85 dBA, il datore di lavoro provvede a che i lavoratori ovvero i loro rappresentanti vengano informati su: a) i rischi derivanti all'udito dall'esposizione al rumore; b) le misure adottate; c) le misure di protezione cui i lavoratori debbono conformarsi; d) la funzione dei mezzi individuali di protezione, le circostanze in cui ne è previsto l'uso e le corrette modalità di uso; e) il significato ed il ruolo del controllo sanitario per mezzo del medico competente; f) i risultati ed il significato della valutazione del rumore durante il lavoro. g) l'uso corretto, ai fini della riduzione al minimo dei rischi per l'udito, degli utensili, macchine, apparecchiature che, utilizzati in modo continuativo, producono un'esposizione quotidiana personale di un lavoratore al rumore pari o superiore a 85 dBA. Obblighi del datore di lavoro: misure organizzative. Il datore di lavoro riduce al minimo, in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico, i rischi derivanti dall'esposizione al rumore mediante misure tecniche, organizzative e procedurali, concretamente attuabili, privilegiando gli interventi alla fonte. Obblighi del datore di lavoro: acquisto di nuove macchine. Il datore di lavoro privilegia, all'atto dell'acquisto di nuovi utensili, macchine, apparecchiature, quelli che producono, nelle normali condizioni di funzionamento, il più basso livello di rumore. Prescrizioni Esecutive: Mezzi di protezione individuali dell'udito adeguati. I mezzi individuali di protezione dell'udito sono considerati adeguati se, correttamente usati, mantengono un livello di rischio uguale od inferiore a quello derivante da un'esposizione quotidiana personale di 90 dBA. Riferimenti Normativi: D.L. 15/8/1991 n.277 art.41. D.L. 15/8/1991 n.277 art.42. D.L. 15/8/1991 n.277 art.43. D.L. 15/8/1991 n.277 art.46. [P5] Prevenzione: Realizzazione della viabilita di cantiere: indicazioni generali Prescrizioni Organizzative: Percorsi carrabili: caratteristiche e condizioni. Nella definizione dei percorsi carrabili, verificare: - la capacità del terreno del cantiere a sopportare il carico della macchina: definire l'eventuale carico limite; - la condizione manutentiva di eventuali opere di sostegno presenti, in particolare se a valle della zona di lavoro, onde evitarne il cedimento per il sovrappeso della macchina, con il conseguente ribaltamento della macchina stessa; - la pendenza longitudinale e trasversale, che dovrà risultare contenuta ed adeguata ai mezzi d'opera che saranno utilizzati nel cantiere. Percorsi carrabili: velocità dei mezzi d'opera. Stabilire la velocità massima (15 km/h max) da tenere in cantiere per i mezzi d'opera, ed apporre idonea segnaletica. Percorsi carrabili: segnaletica. Predisporre adeguati percorsi di circolazione per i mezzi con relativa segnaletica. Percorsi carrabili: aree di sosta. Predisporre adeguate aree per la sosta dei mezzi d'opera e delle macchine operative. Tali aree devono avere almeno i seguenti requisiti: - dovranno consentire la normale circolazione nel cantiere; - il terreno dovrà avere abbia adeguata capacità portante e non presentare pendenze proibitive. Percorsi carrabili: rampe accesso scavi. Le rampe di accesso allo scavo devono avere: - pendenza adeguata alla possibilità della macchina; - larghezza tale da consentire un franco non minore di 70 centimetri almeno da un lato, oltre la sagoma di ingombro del veicolo; qualora detto franco venga limitato ad un solo lato per tratti lunghi, devono essere realizzate piazzole o nicchie di rifugio ad intervalli non superiori a m 20 lungo l'altro lato. Percorsi pedonali nel cantiere. Predisporre nel cantiere adeguati percorsi pedonali con relativa segnaletica. Percorsi pedonali nel cantiere: parapetti. I viottoli e le scale con gradini ricavati nel terreno devono essere provvisti di parapetto nei tratti prospicienti il vuoto quando il dislivello superi i due metri. Le alzate dei gradini ricavati nel terreno friabile devono essere sostenute, ove occorra, con tavole e paletti robusti. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.8. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.215. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.4. [P6] Prevenzione: DPI: Addetto alla realizzazione della viabilita del cantiere Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) occhiali a tenuta; d) mascherina antipolvere; e) calzature di sicurezza. Prescrizioni Esecutive: Durante le lavorazioni, devono essere utilizzati i seguenti dispositivi di prevenzione individuale: a) casco; b) guanti; c) occhiali a tenuta; d) mascherina antipolvere; e) calzature di sicurezza. [P7] Prevenzione: Disposizioni comuni a tutti i lavoratori Prescrizioni Organizzative: Lavori in prossimità di linee elettriche. Non possono essere eseguiti lavori in prossimità di linee elettriche aeree a distanza minore di m 5 a meno che, previa segnalazione all'esercente le linee elettriche, non si provveda ad una adeguata protezione atta ad evitare accidentali contatti o pericolosi avvicinamenti ai conduttori delle linee stesse. Lampade portatili. Le lampade portatili devono essere: a) costruite con doppio isolamento; b) alimentate con bassissima tensione di sicurezza (24 V forniti mediante trasformatore di sicurezza) ovvero mediante separazione elettrica singola (220 V forniti mediante trasformatore di isolamento); c) provviste di idoneo involucro di vetro ed avere il portalampada e l'impugnatura costituita di materiale isolante non igroscopico; d) devono essere protette contro i danni accidentali tramite una griglia di protezione; e) provviste di cavo di alimentazione di tipo H07RN-F con una sezione minima dei conduttori di 1 mm2. Le lampadine usate non dovranno essere di elevata potenza per evitare possibili incendi e cedimento dell'isolamento per il calore prodotto. Prescrizioni Esecutive: Impianto elettrico: disposizioni generali di comportamento. Particolare cura, volta a salvaguardarne lo stato manutentivo, deve essere tenuta da parte dei lavoratori nei confronti dell'impianto elettrico di cantiere (in particolare nei confronti dei cavi, dei contatti, degli interruttori, delle prese di corrente, delle custodie di tutti gli elementi in tensione), data la sua pericolosità e la - 46 - rapida usura cui sono soggette tutte le attrezzature presenti sul cantiere. Impianto elettrico: obblighi dei lavoratori. Ciascun lavoratore è tenuto a segnalare immediatamente al proprio superiore la presenza di qualsiasi anomalia dell'impianto elettrico, come ad esempio: apparecchiature elettriche aperte (batterie, interruttori, scatole, ecc.); materiali e apparecchiature con involucri protettivi danneggiati o che presentino segni di bruciature; cavi elettrici nudi o con isolamento rotto. Manovre: condizioni di pericolo. E' assolutamente vietato toccare interruttori o pulsanti con le mani bagnate o stando sul bagnato, anche se il grado di protezione delle apparecchiature lo consente. I fili di apparecchi elettrici non devono mai essere toccati con oggetti metallici (tubi e profilati), getti d'acqua, getti di estintori idrici o a schiuma: ove questo risultasse necessario occorre togliere preventivamente tensione al circuito. Non spostare macchine o quadri elettrici inidonei se non dopo aver disinserito l'alimentazione. E' tassativamente vietato utilizzare scale metalliche a contatto con apparecchiature e linee elettriche. Lavori in prossimità di linee elettriche. Assicurarsi che nella zona di lavoro, le eventuali linee elettriche aeree, rimangano sempre ad una distanza non inferiore ai cinque metri. Quadri elettrici: posizione ed uso degli interruttori d'emergenza. Tutti quelli che operano in cantiere devono conoscere l'esatta posizione e le corrette modalità d'uso degli interruttori di emergenza posizionati sui quadri elettrici presenti nel cantiere. Lampade portatili. L'eventuale sostituzione della lampadina di una lampada portatile, dovrà essere seguita solo dopo aver disinserito la spina dalla presa. Usare solo lampade portatili a norma e mai di fattura artigianale. Riferimenti Normativi: D.L. 19/9/1994 n.626 art.39. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.11. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.317. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.318. CEI 34-34. [P8] Prevenzione: Disposizioni per l'impianto di messa a terra Prescrizioni Organizzative: Impianto di terra: inizio lavori. Appena ultimati i lavori di movimento terra, deve iniziarsi la realizzazione dell'impianto di messa a terra per il cantiere. Impianto di messa a terra: generalità. L'impianto di terra deve essere realizzato in modo da garantire la protezione contro i contatti indiretti: a tale scopo la forma di protezione che offre il maggior grado di sicurezza, è il coordinamento fra l'impianto di terra stesso e le protezioni attive (interruttori o dispositivi differenziali). La sicurezza verrà garantita se la resistenza di terra (RT) del dispersore e la corrente nominale (I∆n) differenziale del dispositivo di protezione saranno coordinate secondo la relazione RT x I∆n ≤ 25 V, nel caso di corrente alternata. Nel caso di corrente continua il valore della tensione di contatto non dovrà essere superiore a 60 V. Impianto di terra: componenti. L'impianto di messa a terra è composto dagli elementi di dispersione, dai conduttori di terra, dai conduttori di protezione e dai conduttori equipotenziali, destinati, questi ultimi, alla messa a terra delle masse e delle eventuali masse estranee. Impianto di terra: unicità impianto. L'impianto di messa a terra dovrà essere unico per l'intero cantiere e dovrà essere collegato al dispersore delle cariche atmosferiche se esiste. Impianto di terra: realizzazione ad anello. L'impianto di messa a terra dovrà essere realizzato ad anello chiuso, per conservare - 47 - l'equipotenzialità delle masse, anche in caso di taglio accidentale di un conduttore di terra. Impianto di terra: caratteristiche e dimensioni degli elementi dispersori. Il dispersore per la presa di terra deve essere, per materiale di costruzione, forma, dimensione e collocazione, appropriato alla natura ed alle condizioni del terreno, in modo da garantire, per il complesso delle derivazioni a terra, una resistenza non superiore a 20 Ohm per gli impianti utilizzatori a tensione sino a 1000 Volt. Per tensioni superiori e per le cabine ed officine elettriche il dispersore deve presentare quella minor resistenza di sicurezza adeguata alle caratteristiche e alle particolarità degli impianti. Gli elementi dispersori intenzionali interrati, dovranno essere realizzati con materiale il più possibile resistente alla corrosione (rame o ferro zincato) ed andranno posizionati ad una profondità maggiore di 70 cm, profondità alla quale non risentiranno dei fenomeni di essiccamento o congelamento del terreno. E' vietato utilizzare come dispersore per le prese di terra le tubazioni di gas, di aria compressa e simili. I ferri di armatura del calcestruzzo interrato devono essere considerati ottimi elementi di dispersione, in quanto la loro velocità di corrosione è notevolmente inferiore a quella che si avrebbe sullo stesso materiale se fosse direttamente a contatto con il terreno. Il calcestruzzo, inoltre, grazie alla sua composizione alcalina ed alla sua natura fortemente igroscopica è un buon conduttore di corrente, e tende a drenare ed a trattenere l'umidità del terreno, mantenendo la sua conducibilità anche in zone molto asciutte. Le norme CEI 11-8 forniscono le dimensioni minime dei conduttori utilizzabili come dispersori, in funzione della loro morfologia e del materiale con cui sono realizzati: - per la tipologia a piastra, la dimensione minima consentita è di 3 mm, sia se si realizzi in acciaio zincato che in rame; - per la tipologia a nastro la dimensione e la sezione minima devono essere rispettivamente di 3 mm e 100 mm2, se realizzato in acciaio zincato, e di 3 mm e 50 mm2 se in rame. - se si utilizza un tondino o conduttore massicci, la sezione minima consentita sarà di 50 mm2, se realizzato in acciaio zincato, o di 35 mm2 se in rame. - se si utilizza un conduttore cordato, il diametro dei fili dovrà risultare non minore di 1.8 mm, sia che sia realizzato in acciaio zincato che in rame, ma la sua sezione dovrà essere non inferiore a 50 mm2 nel primo caso, o a 35 mm2 nel secondo; - qualora si adoperi un picchetto a tubo, il suo diametro esterno ed il suo spessore dovrà essere di 40 mm e 2 mm2, se costituito di acciaio zincato, oppure di 30 mm e 3 mm2 se costituito in rame; - se si utilizza un picchetto massiccio, il diametro esterno dovrà essere non inferiore a 20 mm, se realizzato in acciaio zincato, o 15 mm se in rame; - infine, se si decide di utilizzare un picchetto in profilato, lo spessore ed il diametro trasversale dovranno risultare, rispettivamente, di 5 mm e 50 mm , sia se costituito di acciaio zincato che in rame. In tutti i casi suddetti, può utilizzarsi anche acciaio privo di rivestimento protettivo, purché con spessore aumentato del 50 % e con sezione minima 100 mm2. Impianto di terra: conduttori. Il nodo principale dell'impianto di messa a terra dovrà essere realizzato mediante un morsetto od una sbarra, cui andranno collegati i conduttori di terra, quelli equipotenziali e quelli di protezione, che uniscono all'impianto di terra le masse dei quadri e degli utilizzatori elettrici. Gli alveoli di terra delle prese, così come le masse dei quadri metallici, andranno collegati al nodo principale per mezzo di un conduttore 2 2 di protezione di sezione pari a quello del conduttore di fase, con un minimo di 2,5 mm (oppure 4 mm nel caso non fosse prevista alcuna protezione meccanica del conduttore). Le strutture metalliche quali ponteggi, cancellate, travature, canali, ecc. e tutte quelle interessate dal passaggio di cavi elettrici, dovranno essere dotate di messa a terra mediante conduttori equipotenziali di sezione non inferiore a metà di quella del conduttore principale dell'impianto, con un minimo di 6 mm2 al fine di garantire alla connessione una sufficiente tenuta alle sollecitazioni meccaniche. Se il conduttore equipotenziale è in rame la sua sezione può essere anche inferiore a 25 mm2. I conduttori elettrici dell'impianto di messa a terra devono rispettare la codifica dei colori (giallo-verde per i conduttori di terra, di protezione e equipotenziali, mentre nel caso che il cavo sia nudo deve portare fascette giallo verdi con il simbolo della terra). I morsetti destinati al collegamento di conduttori di terra, equipotenziali e di protezione, devono essere contraddistinti con lo stesso segno grafico. Le connessioni tra le varie parti dell'impianto e tra queste e i dispersori devono essere realizzate in modo idoneo (art.325/547). I conduttori di protezione e di terra collegati ai picchetti devono esser di sezioni adeguate e comunque non inferiore a quelle di seguito riportate: - per conduttori di fase dell'impianto di sezione S ≤ 16 mm2, la sezione del conduttore di protezione dovrà essere Sp = S; - per conduttori di fase dell'impianto di sezione S compresa tra 16 e 35 mm2, la sezione del conduttore di protezione dovrà essere Sp = 16 mm2; 2 2 - per conduttori di fase dell'impianto di sezione S ≥ 35 mm , la sezione del conduttore di protezione dovrà essere Sp = S/2 mm . Impianto di terra: verifiche periodiche. Gli impianti di messa a terra devono essere verificati periodicamente ad intervalli non superiori a due anni, allo scopo di accertarne lo stato di efficienza, da parte dell'ASL competente per territorio. I relativi verbali, rilasciati dai tecnici dell'ASL, dovranno essere tenuti sul cantiere a disposizione degli organi di vigilanza. Impianto di terra: collegamenti a macchine e apparecchiature. Tutte le apparecchiature elettriche di classe I e le grandi masse metalliche devono essere collegate all'impianto di terra: questi collegamenti dovranno essere effettuati in corrispondenza delle masse elettriche, cioè di quelle parti che possono andare in tensione per cedimento dell'isolamento funzionale. Il cavo di protezione delle utenze elettriche deve essere compreso nel cavo di alimentazione: si evita, in questo modo, l'alimentazione di utenze non collegate a terra. Le apparecchiature di classe II non vanno collegate a terra. Impianto di terra: denuncia ISPESL. Entro 30 giorni dalla data di inizio dei lavori deve essere presentata la denuncia (in duplice copia) dell'impianto di messa a terra al Dipartimento ISPESL competente per territorio. A tale denuncia, effettuata utilizzando il Modello B predisposto dall'Ente, andrà allegata la seguente documentazione: - planimetria del cantiere e dell'impianto di terra; - schema elettrico unifilare; - copia della dichiarazione di conformità rilasciata dalla ditta installatrice dell'impianto, comprendente la relazione contenente la tipologia dei materiali impiegati; tale dichiarazione di conformità assorbe la prima verifica dell'utente e diviene pertanto attestato per - 48 - l'inizio dell'attività lavorativa. Questi documenti devono essere completati in ogni loro parte e firmati dal datore di lavoro. E' possibile utilizzare modelli anche diversi da quelli prestampati dall'ISPESL purché risultino a questi conformi. La copia restituita dall'ISPESL, dovrà essere conservata in cantiere ed essere esibita agli ispettori degli organi di vigilanza preposti ai controlli in cantiere; unitamente a tale dichiarazione, deve essere conservata anche la dichiarazione di conformità completa di tutti gli allegati nonché tutte le documentazioni tecniche richieste. Una volta esaminata tutta la documentazione, l'ISPESL invierà un tecnico per verificare la rispondenza dell'impianto alla documentazione. Le verifiche periodiche successive saranno compiute biennalmente a cura dei tecnici dell'ASL (ex PMP) competenti per territorio. I verbali di verifica dovranno essere sempre conservati in cantiere. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.271. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.326. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.328. D.M. 12/9/1959. D.I. 15/10/1993 n.519. CEI 11-8. CEI 64-8. [P9] Prevenzione: DPI: Elettricista per impianti di terra del cantiere Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti dielettrici; c) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) cinture di sicurezza. Prescrizioni Esecutive: Durante la lavorazione, devono essere utilizzati i seguenti dispositivi di prevenzione individuale: a) casco; b) guanti dielettrici; c) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) cinture di sicurezza. [P10] Prevenzione: Disposizioni per i lavoratori che utilizzano apparecchi elettrici Prescrizioni Esecutive: Cavi di alimentazione: prolunghe. Per portare l'alimentazione nei luoghi dove non è presente un quadro elettrico, occorreranno prolunghe la cui sezione deve essere adeguatamente dimensionata in funzione della potenza richiesta. E' vietato approntare artigianalmente le prolunghe: andranno utilizzate, pertanto, solo quelle in commercio realizzate secondo le norme di sicurezza. Il cavo da utilizzare è quello per posa mobile. Cavi di alimentazione: disposizione. I cavi di alimentazione devono essere disposti in maniera tale da non intralciare i posti di lavoro o passaggi, e non diventare oggetto di danneggiamenti: a questo scopo è necessario che venga ridotto al minimo lo sviluppo libero del cavo mediante l'uso di tenditori, tamburi avvolgicavo con prese incorporate o altri strumenti equivalenti; in nessun caso, comunque, è consentito depositare bidoni, attrezzi o carichi in genere allo scopo di tenderne la parte in esubero. In particolare, per quanto possibile, i cavi dovranno essere disposti parallelamente alle vie di transito. Inoltre, i cavi di alimentazione non devono essere sollecitati a piegamenti di piccolo raggio né sottoposti a torsione, né agganciati su spigoli vivi o su materiali caldi o lasciati su pavimenti sporchi di cemento, oli o grassi. Cavi di alimentazione: utilizzazione. Prima di utilizzare un'apparecchiatura elettrica, bisognerà controllare che i cavi di alimentazione della stessa e quelli usati per derivazioni provvisorie non presentino parti logore nell'isolamento. Qualora il cavo apparisse deteriorato, esso non deve essere riparato con nastri isolanti adesivi, ma va subito sostituito con uno di caratteristiche identiche ad opera di personale specializzato. L'uso dei cavi deteriorati è tassativamente vietato. Il cavo elettrico, i suoi attacchi e l'interruttore devono essere protetti adeguatamente e si dovrà sempre evitare di toccarli con le mani bagnate o stando con i piedi sul bagnato. Dopo l'utilizzazione i cavi di alimentazione (dell'apparecchiatura e/o quelli usati per le derivazioni provvisorie) devono essere accuratamente ripuliti e riposti, in quanto gli isolamenti in plastica ed in gomma si deteriorano rapidamente a contatto con oli e grassi. Collegamenti volanti. I collegamenti volanti devono essere evitati, per quanto possibile. Ove indispensabili, i collegamenti a presa e spina dovranno essere realizzati con prese e spine aventi almeno protezione IP 67 e dovranno essere posizionati fuori dai tratti interrati. Cavi di alimentazione: temperature di esposizione. La temperatura sulla superficie esterna della guaina dei cavi non deve superare la temperatura di 50°C per cavi flessibili in posa mobile e di 70 °C per quelli flessibili in posa fissa, né scendere al di sotto dei -25 °C. Pressacavo. Il pressacavo svolge la duplice funzione di protezione contro la penetrazione, all'interno del corpo della spina e della presa (fissa o mobile), di polvere e liquidi e contro la eventuale sconnessione tra i cavi ed i morsetti degli spinotti causata da una tensione eccessiva accidentalmente esercitata sul cavo. Deve, pertanto, essere prestata la massima attenzione allo stato dei pressacavi presenti sia sulle spine che sulle prese. Quadri elettrici: arresto automatico. Qualora un dispositivo di protezione (interruttore) sia intervenuto aprendo il circuito, prima di ridare tensione all'impianto occorrerà individuare e riparare il guasto che lo ha provocato e mai dare di nuovo tensione escludendo dal circuito l'interruttore che ne impedisce la chiusura. E' assolutamente vietato mettere fuori uso i dispositivi di sicurezza, togliendo, bloccando, sostituendo valvole, interruttori automatici, molle, ecc. con altri di diversa taratura o peggio ancora utilizzando sistemi di fortuna. Manutenzione di prese e spine: verifiche e controlli. Gli spinotti delle spine, così come gli alveoli delle prese, vanno tenuti puliti e asciutti: prima di eseguire i controlli e la eventuale manutenzione, provvedere a togliere la tensione all'impianto. Le prese e le spine che avessero subito forti urti, andranno accuratamente controllate, anche se non presentano danni apparenti: tutte quelle che mostreranno segni anche lievi di bruciature o danneggiamenti, dovranno essere sostituite facendo ricorso a personale qualificato. Allaccio apparecchiature elettriche. Non devono mai essere inserite o disinserite macchine o utensili su prese in tensione. In particolare, prima di effettuare un allacciamento, si dovrà accertare che: l'interruttore di avvio della macchina o utensile sia "aperto" (motore elettrico fermo); l'interruttore posto a monte della presa sia "aperto" (assenza di tensione alla presa). Alimentazione elettrica: sospensione temporanea delle lavorazioni. Durante le interruzioni di lavoro deve essere tolta l'alimentazione all'apparecchiatura elettrica. Come collegare e disinnestare una spina. Per disconnettere una spina da una presa di corrente si deve sempre evitare di tendere il cavo; occorre, invece, disconnettere la spina mediante l'impugnatura della spina stessa. Per eseguire una connessione, non si devono mai collegare direttamente i cavi agli spinotti e dovranno usarsi, invece, sempre spine e prese normalizzate. Dispositivi di sicurezza: by-pass. Evitare di by-passare i dispositivi di sicurezza se non espressamente autorizzati dal superiore preposto, esperto di sicurezza elettrica. Apparecchiature elettriche: verifiche prima dell'uso. Prima di mettere in funzione qualsiasi macchina o apparecchiatura elettrica, devono essere controllate tutte le parti elettriche visibili, in particolare: il punto dove il cavo di alimentazione si collega alla macchina (in quanto in questa zona il conduttore è soggetto ad usura e a sollecitazioni meccaniche con possibilità di rottura dell'isolamento); - 49 - la perfetta connessione della macchina ai conduttori di protezione ed il collegamento di questo all'impianto di terra. Verificare visivamente, inoltre, l'integrità dell'isolamento della carcassa. Impianto elettrico: chiusura giornaliera dell'impianto. Al termine della giornata di lavoro occorre disinserire tutti gli interruttori e chiudere i quadri elettrici a chiave. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.267. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.283. [P11] Prevenzione: Protezione da rumore: dBA < 80 Prescrizioni Organizzative: Obblighi del datore di lavoro: acquisto di nuove macchine. Il datore di lavoro privilegia, all'atto dell'acquisto di nuovi utensili, macchine, apparecchiature, quelli che producono, nelle normali condizioni di funzionamento, il più basso livello di rumore. Obblighi del datore di lavoro: misure organizzative. Il datore di lavoro riduce al minimo, in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico, i rischi derivanti dall'esposizione al rumore mediante misure tecniche, organizzative e procedurali, concretamente attuabili, privilegiando gli interventi alla fonte. Riferimenti Normativi: D.L. 15/8/1991 n.277 art.41. D.L. 15/8/1991 n.277 art.46. [P12] Prevenzione: Disposizioni per l'impianto di protezione dalle scariche atmosferiche Prescrizioni Organizzative: Impianto di protezione contro le scariche atmosferiche: conduttori. Dovranno utilizzarsi conduttori di sezione opportuna, adeguata al tipo di materiale impiegato: per conduttori in rame la sezione non dovrà essere inferiore a 35 mm2. Impianto di protezione contro le scariche atmosferiche: interconnessione con l'impianto di terra. L'impianto deve essere interconnesso con quello generale di terra al fine di garantire un sistema unico equipotenziale. Le connessioni tra le varie parti dell'impianto e tra queste e i dispersori devono essere realizzate in modo idoneo. Impianto di protezione contro le scariche atmosferiche: denuncia ISPESL. Entro 30 giorni dalla data di inizio dei lavori deve essere presentata la denuncia (in duplice copia) dell'impianto di protezione contro le scariche atmosferiche al Dipartimento ISPESL competente per territorio. A tale denuncia, effettuata utilizzando il Modello A predisposto dall'Ente, andrà allegata la seguente documentazione (vedi Allegato E CEI 81-1 / 1995): - schema dell'impianto; - relazione tecnica, a firma di un professionista secondo la norma CEI 81-1 III Edizione, per le strutture metalliche autoprotette e che non si collegheranno all'impianto contro le scariche atmosferiche (calcolo di autoprotezione della struttura); - copia della dichiarazione di conformità rilasciata dalla ditta installatrice dell'impianto, comprendente la relazione contenente la tipologia dei materiali impiegati; tale dichiarazione di conformità, non obbligatoria, se presentata assorbe la prima verifica dell'utente e diviene pertanto attestato per l'inizio dell'attività lavorativa. Questi documenti devono essere completati in ogni loro parte e firmati dal datore di lavoro. E' possibile utilizzare modelli anche diversi da quelli prestampati dall'ISPESL purché risultino a questi conformi. La copia restituita dall'ISPESL, dovrà essere conservata in cantiere ed essere esibita agli ispettori degli organi di vigilanza preposti ai controlli in cantiere; unitamente a tale dichiarazione, deve essere conservata anche la dichiarazione di conformità completa di tutti gli allegati nonché tutte le documentazioni tecniche richieste (calcolo di autoprotezione della struttura). Una volta esaminata tutta la documentazione, l'ISPESL invierà un tecnico per verificare la rispondenza dell'impianto alla documentazione. Le verifiche periodiche successive saranno compiute biennalmente a cura dei tecnici dell'ASL (ex PMP) competenti per territorio. I verbali di verifica dovranno essere sempre conservati in cantiere. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.286. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.325. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.328. D.M. 12/9/1959 art.2. D.I. 15/10/1993 n.519. CEI 81-1 III Edizione (1995). [P13] Prevenzione: DPI: Elettricista per impianti di cantiere contro le scariche atmosferiche Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti dielettrici; c) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) cinture di sicurezza. Prescrizioni Esecutive: Durante la lavorazione, devono essere utilizzati i seguenti dispositivi di prevenzione individuale: a) casco; b) guanti dielettrici; c) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) cinture di sicurezza. [P14] Prevenzione: Installazione del cantiere: requisiti comuni Prescrizioni Organizzative: Servizi igienico-assistenziali: acqua. Sui luoghi di lavoro o nelle loro immediate vicinanze deve essere messa a disposizione dei lavoratori acqua in quantità sufficiente, tanto per uso potabile quanto per lavarsi: per l'approvvigionamento, la conservazione e la distribuzione dell'acqua dovranno osservarsi norme igieniche adeguate ad evitarne l'inquinamento e ad impedire la diffusione delle malattie. In particolare in ogni punto di approvvigionamento dovrà essere predisposta una opportuna segnaletica per distinguere l'eventuale presenza sia di acqua potabile che non potabile. Servizi igienico-assistenziali: gabinetti e lavabi. I lavoratori devono disporre, in prossimità dei loro posti di lavoro, dei locali di riposo, degli spogliatoi e delle docce, di gabinetti e di lavabi con acqua corrente calda, se necessario, e dotati di mezzi detergenti e per asciugarsi (per i gabinetti almeno uno ogni quaranta lavoratori e per i lavabi uno ogni cinque lavoratori o, se collettivi, devono disporre di uno spazio di almeno 60 cm per ogni posto). Per uomini e donne devono essere previsti gabinetti separati; quando ciò non sia possibile a causa di vincoli urbanistici o architettonici e nelle aziende che occupano lavoratori di sesso diverso in numero non superiore a 10, è ammessa un'utilizzazione separata degli stessi. I locali dei gabinetti non devono comunicare direttamente con i locali di lavoro; ci deve essere quindi un antibagno, le pareti divisorie e le porte delle latrine devono essere di altezza sufficiente a salvaguardare la decenza. Servizi igienico-assistenziali: locali di riposo. Quando la sicurezza e la salute dei lavoratori, segnatamente a causa del tipo di attività, lo richiedono, i lavoratori devono poter disporre di un locale di riposo facilmente accessibile. I locali di riposo devono avere dimensioni sufficienti ed essere dotati di un numero di tavoli e sedili con schienale adeguato al numero di lavoratori. Quando il tempo di lavoro è interrotto regolarmente e frequentemente e non esistono locali di riposo, devono essere messi a disposizione del personale altri locali affinché questi possa soggiornarvi durante l'interruzione del lavoro nel caso in cui la sicurezza o la salute dei lavoratori lo esiga. In detti locali, come specifici locali di riposo, è opportuno prevedere misure adeguate per la protezione dei non fumatori contro gli inconvenienti del fumo. Servizi igienico-assistenziali: refettorio. Nei cantieri con più di 30 lavoratori che restano sul luogo di lavoro, durante l'intervallo per il pasto, devono essere presenti uno o più ambienti destinati a refettorio, muniti di sedie e tavoli in numero sufficiente ed in buone - 50 - condizioni. I refettori devono essere ben illuminati, aerati e riscaldati nella stagione fredda; il pavimento deve essere facilmente lavabile e con pareti piastrellate o tinteggiate con pittura lavabile fino ad un'altezza di 2 metri. Qualora in cantiere vengono svolte lavorazioni particolarmente insudicianti o polverose, o con sviluppo di fumi, è vietato consumare i pasti nei locali di lavoro; tale comportamento è bene sia adottato comunque e quindi per ogni lavorazione da tutto ciò consegue che si dovranno evitare i tavoli improvvisati negli scantinati o nella baracca attrezzi. Ai lavoratori deve essere dato il mezzo di conservare in ambienti adatti le loro vivande, di riscaldarle con scaldavivande e di lavare i relativi recipienti in lavelli con acqua corrente, qualora non siano idonei allo scopo i lavandini per lavarsi. In particolare se si tratta di lavori in sotterraneo o in galleria che impegnano più di 50 lavoratori, dei quali almeno 10 facciano richiesta, l'imprenditore deve istituire un servizio di mensa e deve fornire a suo carico il personale e l'attrezzatura necessari per la preparazione dei pasti caldi. Servizi igienico-assistenziali: spogliatoi. Locali appositamente destinati a spogliatoi devono essere messi a disposizione dei lavoratori quando questi devono indossare indumenti di lavoro specifici, e quando per ragioni di salute o decenza non si possa chiedere loro di cambiarsi in altri locali; tali locali dovranno essere distinti fra i due sessi e convenientemente arredati. I locali destinati a spogliatoio devono avere una capacità sufficiente, essere possibilmente vicini ai locali di lavoro, aerati, illuminati, ben difesi dalle intemperie, riscaldati durante la stagione fredda e muniti di sedili e di attrezzature che consentano a ciascun lavoratore di chiudere a chiave i propri indumenti durante il tempo di lavoro. Qualora i lavoratori svolgano attività insudicianti, polverose, con sviluppo di fumi o vapori contenenti in sospensione sostanze untuose, gli armadi per gli indumenti da lavoro devono essere separati da quelli per gli indumenti privati. Servizi igienico-assistenziali: docce. Docce sufficienti ed appropriate devono essere messe a disposizione dei lavoratori quando il tipo di attività o la salubrità lo esigono. Devono essere previsti locali per docce separati per uomini e donne o un'utilizzazione separata degli stessi. Le docce e gli spogliatoi devono comunque facilmente comunicare tra loro. I locali delle docce devono avere dimensioni sufficienti per permettere a ciascun lavoratore di rivestirsi senza impacci e in appropriate condizioni di igiene. Le docce devono essere dotate di acqua corrente calda e fredda e di mezzi detergenti e per asciugarsi. Riferimenti Normativi: D.P.R. 19/3/1956 n.303 art.36. D.P.R. 19/3/1956 n.303 art.37. D.P.R. 19/3/1956 n.303 art.39. D.P.R. 19/3/1956 n.303 art.41. D.P.R. 19/3/1956 n.303 art.42. D.P.R. 20/3/1956 n.320 art.91. [P15] Prevenzione: Installazione del cantiere: requisiti dei baraccamenti Prescrizioni Organizzative: Installazione del cantiere: posizionamento prefabbricati. Il posizionamento dei box prefabbricati deve avvenire in modo da mantenere il pavimento dello stesso sopraelevato di almeno 30 cm. rispetto al terreno, mediante intercapedini, vespai ed altri mezzi atti ad impedire la trasmissione dell'umidità dal suolo. Il terreno attorno al box, almeno per un raggio di 10 m., dovrà essere conformato in modo da non permettere la penetrazione dell'acqua nelle costruzioni, né il ristagno di essa. I box dovranno avere aperture sufficienti per ottenere un'attiva ventilazione dell'ambiente. La loro ubicazione dovrà essere tale da ridurre al minimo le interferenze reciproche tra persone, mezzi ed impianti. Installazione del cantiere: pulizia dei locali di servizio. Le installazioni e gli arredi destinati ai refettori, agli spogliatoi, ai gabinetti, alle docce, ai dormitori ed in genere ai servizi di igiene e di benessere ai lavoratori, devono essere mantenuti in stato di scrupolosa pulizia a cura del datore di lavoro. Installazione del cantiere: riscaldamento nei locali di servizio. La temperatura dei locali di riposo, dei locali per il personale di sorveglianza, dei servizi igienici, delle mense e dei locali pronto soccorso deve essere conforme alla destinazione specifica di questi locali. Quando non sia conveniente modificare la temperatura di tutto l'ambiente, si deve provvedere alla difesa dei lavoratori contro le temperature troppo alte o troppo basse mediante le misure tecniche localizzate o mezzi personali di protezione. Gli apparecchi a fuoco diretto destinati al riscaldamento nell'ambiente nei locali chiusi devono essere muniti di condotti del fumo più valvole regolatrici ed avere tiraggio sufficiente per evitare l'inquinamento dell'aria con i prodotti della combustione, ad eccezione dei casi in cui, per l'ampiezza del locale (e dietro consiglio di un tecnico esperto) tale impianto non sia necessario. Riferimenti Normativi: D.P.R. 19/3/1956 n.303 art.12. D.P.R. 19/3/1956 n.303 art.47. [P16] Prevenzione: Installazione del cantiere: presidi sanitari Prescrizioni Organizzative: Servizi sanitari: obblighi. Nelle aziende industriali, e in quelle commerciali che occupano più di 25 dipendenti, il datore di lavoro deve tenere i presidi sanitari indispensabili per prestare le prime immediate cure ai lavoratori feriti o colpiti da malore improvviso. Detti presidi devono essere contenuti in un pacchetto di medicazione o in una cassetta di pronto soccorso o in una camera di medicazione. Servizi sanitari: camera di medicazione. Sono obbligate a tenere la camera di medicazione le aziende industriali che occupano più di 5 dipendenti quando siano ubicate lontano dai posti pubblici permanenti di pronto soccorso e le attività che in esse si svolgono presentino rischi di scoppio, di infezione, di asfissia o di avvelenamento. A giudizio dell'ispettorato del lavoro, quando ricorrano particolari condizioni di rischio e di ubicazione, le aziende obbligate a tenere la cassetta di pronto soccorso, in luogo di essa sono obbligate ad allestire la camera di medicazione. Sono obbligate a tenere la camera di medicazione anche le aziende industriali che occupano più di 50 dipendenti soggetti all'obbligo delle visite mediche preventive e periodiche. La camera di medicazione deve essere convenientemente aerata ed illuminata, riscaldata nella stagione fredda e fornita di un lettino con cuscino e due coperte di lana; di acqua per bere e per lavarsi; di sapone e asciugamani. La camera di medicazione, deve essere fornita almeno di: l) una bottiglia da gr. 1000 di alcool denaturato; 2) una boccetta da gr. 50 di tintura di iodio; 3) una bottiglia da gr. 200 di acqua ossigenata, ovvero ,10 dosi di sostanze per la preparazione estemporanea, con ciascuna dose di gr. 20 di acqua ossigenata a 12 volumi; 4) una bottiglia da gr. 250 di miscela di etere etilico e benzina rettificata; 5) 10 dosi per un litro ciascuna di ipoclorito di calcio stabilizzato per la preparazione di liquidi Carrel-Dakin; 6) un astuccio contenente gr. 30 di preparato antibiotico-sulfamidico stabilizzato in polvere; 7) un preparato antiustione; 8) tre fialette da cc. 2 di ammoniaca; 9) una boccetta contagocce da gr. 10 di laudano liquido; 10) una boccetta con contagocce di analettico-cardiotonico liquido; 11) una boccetta con contagocce di collirio alla cocaina; 12) 10 dosi di preparato antinevralgico in compresse o cachet; - 51 - 13) 4 fiale di canfora, due di sparteina, quattro di caffeina, due di lobelina, due di novocatanico; 14) fiale di preparato emostatico; 15) due fiale di siero antitetanico; 16) quattro rotoli di cerotto adesivo da m. 5 x cm. 5; 17) sei bende di garza idrofila da m. 5 x cm 5, sei da m. 5 x cm. 10, quattro da m.5 x cm.l5; 18) due bende di cotone Cambric da m. 5 x cm. 10; 19) 10 buste da 25 compresse di garza idrofila sterilizzata da cm. 10 X cm. 10, 10 buste da 5 compresse da cm. 18 x cm. 40; 20) 10 pacchetti da gr. 50 e due da gr. 250 di cotone idrofilo 21) 4 tele di garza idrofila da m. l x m. l; 22) 4 triangoli di tela; 23) 10 spille di sicurezza; 24) un paio di forbici, due pinze di medicazione, una pinza Kocker, una pinza Pean, un bisturi retto, uno specillo, una sonda scanalata, una pinza portaghi con quattro aghi assortiti per sutura, 10 bustine di filo di seta e catgut sterilizzati di numerazione diversa, un apribocca, un abbassalingua, una pinza tiralingua; 25) un rasoio; 26) due paia di guanti di gomma; 27) due lacci emostatici di gomma; 28) quattro siringhe per iniezioni, due da cc. 2, una da cc. 5 ed una da cc. 10 con dodici aghi di numerazioni diverse; 29) un termometro clinico; 30) un apparecchio per sterilizzare mediante l'ebollizione i ferri, le siringhe ed atri presidi chirurgici; 31) un fornellino ad alcool; 32) quattro cateteri Nèlaton di diverso calibro, contenuti in astuccio; 33) una sonda esofagea, contenuta in astuccio: 34) due catinelle e due bacinelle (di cui una reniforme) disinfettabili; 35) un irrigatore vetro con tubo di gomma; 36) quattro paia di stecche, di diversa forma e lunghezza per fratture; 37) una tavola porta-medicazione; 38) un cestello ed un portacestello per materiale sterile; 39) una apparecchiatura per ipodermoclisi e per trasfusioni, con almeno un flacone da cc. 250 di succedaneo del plasma sanguigno 40) una bombola di ossigeno per inalazione, con relative apparecchiature d'uso 41) un lettino di medicazione rivestito di tela impermeabile; 42) una barella. Servizi sanitari: cassetta di pronto soccorso. Sono obbligate a tenere una cassetta di pronto soccorso: a) le aziende industriali, che occupano fino a 5 dipendenti, quando siano ubicate lontano dai centri abitati provvisti di posto pubblico permanente di pronto soccorso e le attività che in esse si svolgono presentino rischi di scoppio, di asfissia, di infezione o di avvelenamento; b) le aziende industriali, che occupano fino a 50 dipendenti, quando siano ubicate in località di difficile accesso o lontane da posti pubblici permanenti di pronto soccorso e le attività che in esse si svolgono non presentino i rischi considerati alla lettera a); c) le aziende industriali, che occupano oltre 5 dipendenti, quando siano ubicate nei centri abitati provvisti di posto pubblico permanente di pronto soccorso e le attività che in esse si svolgono presentino rischi di scoppio, di asfissia, di avvelenamento o di infezione; d) le aziende industriali, che occupano oltre 50 dipendenti, ovunque ubicate che non presentano i rischi particolari sopra indicati. La cassetta di pronto soccorso, deve contenere almeno: 1) un tubetto di sapone in polvere; 2) una bottiglia da gr. 500 di alcool denaturato 3) una boccetta da gr. 25 di tintura di iodio; 4) una bottiglia da gr. 100 di acqua ossigenata ovvero 5 dosi di sostanze per la preparazione estemporanea, con ciascuna dose, di gr. 20 di acqua ossigenata a 12 volumi; 5) 5 dosi, per un litro ciascuna, di ipoclorito di calcio stabilizzato per la preparazione di liquido Carrel-Dakin; 6) un astuccio contenente gr. 15 di preparato antibiotico-sulfamidico stabilizzato in polvere; 7) un preparato antiustione; 8) due fialette da cc. 2 di ammoniaca; 9) due fialette di canfora, due di sparteina, due di caffeina, due di adrenalina; 10) tre fialette d preparato emostatico; 11) due rotoli di cerotto adesivo da m. l x cm. 5; 12) 4 bende di garza idrofila da m. 5 x cm. 5, due da m. 5 x cm. 7 e due da m.5 X cm.l2; 13) 5 buste da 25 compresse e 10 buste da 5 compresse di garza idrofila sterilizzata da cm. 10 X 10; 14) 5 pacchetti da gr. 50 di cotone idrofilo 15) 4 tele di garza idrofila da m. l x l; 16) 6 spille di sicurezza 17) un paio di forbici rette, due pinze da medicazione, un bisturi retto; 18) un laccio emostatico di gomma; 19) due siringhe per iniezioni da cc. 2 e da cc. LO con 10 aghi di numerazione diversa 20) un ebollitore per sterilizzare i ferri e le siringhe e gli altri presidi chirurgici; 21) un fornellino od una lampada ad alcool; 22) una bacinella di metallo smaltato o di materia plastica disinfettabile; 23) due paia di diversa forma e lunghezza di stecche, per fratture; 24) istruzioni sul modo di usare i presidi suddetti e di prestare i primi soccorsi in attesa del medico. Servizi sanitari: pacchetto di medicazione. Nei luoghi di lavoro, esclusi quelli in cui è prevista la presenza della "Cassetta di pronto soccorso" o "Camera di medicazione" è obbligatorio disporre almeno del "Pacchetto di medicazione". Il pacchetto di medicazione, deve contenere almeno: - 52 - 1) un tubetto di sapone in polvere; 2) una bottiglia da gr. 250 di alcool denaturato; 3) tre fialette da cc. 2 di alcool iodato all'l %; 4) due fialette da cc. 2 di ammoniaca 5) un preparato antiustione; 6) un rotolo di cerotto adesivo da m. 1 x cm. 2 7) due bende di garza idrofila da m. 5 x cm. 5 ed una da m. 5 x cm. 7; 8) dieci buste da 5 compresse di garza idrofila sterilizzata da cm.10 x 10; 9) tre pacchetti da gr. 20 di cotone idrofilo; 10) tre spille di sicurezza; 11) un paio di forbici; 12) istruzioni sul modo di usare i presidi suddetti e di prestare i primi soccorsi in attesa del medico. Riferimenti Normativi: D.P.R. 19/3/1956 n.303 art.27. D.P.R. 19/3/1956 n.303 art.28. D.P.R. 19/3/1956 n.303 art.29. D.P.R. 19/3/1956 n.303 art.30. [P17] Prevenzione: DPI: Addetto all'imbracatura [Apparecchi di sollevamento] Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) scarpe di sicurezza con suola antiscivolo e imperforabile. Prescrizioni Esecutive: Durante la lavorazione, devono essere utilizzati i seguenti dispositivi di prevenzione individuale: a) casco; b) guanti; c) scarpe di sicurezza con suola antiscivolo e imperforabile. [P18] Prevenzione: Ponteggi: ricezione del carico Prescrizioni Esecutive: Nelle operazioni di ricezione del carico su ponteggi o castelli, utilizzare bastoni muniti di uncini, evitando accurartamente di sporgersi oltre le protezioni. [P19] Prevenzione: Addetto all'imbracatura [App. di sollevamento]: prevenzioni a "Caduta di materiale dall'alto" Prescrizioni Esecutive: Addetti all'imbracatura: verifica imbraco. Gli addetti, prima di consentire l'inizio della manovra di sollevamento devono verificare che il carico sia stato imbracato correttamente. Addetti all'imbracatura: manovre di sollevamento del carico. Durante il sollevamento del carico, gli addetti devono accompagnarlo fuori dalla zona di interferenza con attrezzature, ostacoli o materiali eventualmente presenti, solo per lo stretto necessario. Addetti all'imbracatura: allontanamento. Gli addetti all'imbracatura ed aggancio del carico, devono allontanarsi al più presto dalla sua traiettoria durante la fase di sollevamento. Addetti all'imbracatura: attesa del carico. E' vietato sostare in attesa sotto la traiettoria del carico. Addetti all'imbracatura: conduzione del carico in arrivo. E' consentito avvicinarsi al carico in arrivo, per pilotarlo fuori dalla zona di interferenza con eventuali ostacoli presenti, solo quando questo è giunto quasi al suo piano di destinazione. Addetti all'imbracatura: sgancio del carico. Prima di sganciare il carico dall'apparecchio di sollevamento, bisognerà accertarsi preventivamente della stabilità del carico stesso. Addetti all'imbracatura: rilascio del gancio. Dopo aver comandato la manovra di richiamo del gancio da parte dell'apparecchio di sollevamento, esso non va semplicemente rilasciato, ma accompagnato fuori dalla zona impegnata da attrezzature o materiali, per evitare agganci accidentali. [P20] Prevenzione: DPI: Addetto all'installazione di box prefabbricati Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) occhiali di sicurezza. Prescrizioni Esecutive: Durante la lavorazione, devono essere utilizzati i seguenti dispositivi di prevenzione individuale: a) casco; b) guanti; c) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) occhiali di sicurezza. [P21] Prevenzione: Protezione da rumore: dBA 80 / 85 Prescrizioni Organizzative: Controllo sanitario: esposizioni tra 80 e 85 dBA. Il controllo sanitario è esteso ai lavoratori la cui esposizione quotidiana personale sia compresa tra 80 dBA e 85 dBA qualora i lavoratori interessati ne facciano richiesta e il medico competente ne confermi l'opportunità, anche al fine di individuare eventuali effetti extrauditivi. Detto controllo comprende: a) una visita medica preventiva, integrata da un esame della funzione uditiva eseguita nell'osservanza dei criteri riportati nell'allegato VII, per accertare l'assenza di controindicazioni al lavoro specifico ai fini della valutazione dell'idoneità dei lavoratori; b) visite mediche periodiche, integrate dall'esame della funzione uditiva, per controllare lo stato di salute dei lavoratori ed esprimere il giudizio di idoneità. Esse devono tenere conto, oltre che dell'esposizione, anche della sensibilità acustica individuale. La prima di tali visite è effettuata non oltre un anno dopo la visita preventiva. La frequenza delle visite successive è stabilita dal medico competente. Il datore di lavoro, in conformità al parere del medico competente, adotta misure preventive e protettive per singoli lavoratori, al fine di favorire il recupero audiologico. Tali misure possono comprendere la riduzione dell'esposizione quotidiana personale del lavoratore, conseguita mediante opportune misure organizzative. Informazione e formazione: esposizione tra 80 e 85 dBA. Nelle attività che comportano un valore dell'esposizione quotidiana personale di un lavoratore al rumore superiore a 80 dBA, il datore di lavoro provvede a che i lavoratori ovvero i loro rappresentanti vengano informati su: a) i rischi derivanti all'udito dall'esposizione al rumore; b) le misure adottate; c) le misure di protezione cui i lavoratori debbono conformarsi; d) la funzione dei mezzi individuali di protezione, le circostanze in cui ne è previsto l'uso e le modalità di uso; e) il significato ed il ruolo del controllo sanitario per mezzo del medico competente; - 53 - f) i risultati ed il significato della valutazione del rumore durante il lavoro. Obblighi del datore di lavoro: misure organizzative. Il datore di lavoro riduce al minimo, in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico, i rischi derivanti dall'esposizione al rumore mediante misure tecniche, organizzative e procedurali, concretamente attuabili, privilegiando gli interventi alla fonte. Obblighi del datore di lavoro: acquisto di nuove macchine. Il datore di lavoro privilegia, all'atto dell'acquisto di nuovi utensili, macchine, apparecchiature, quelli che producono, nelle normali condizioni di funzionamento, il più basso livello di rumore. Prescrizioni Esecutive: Mezzi di protezione individuali dell'udito adeguati. I mezzi individuali di protezione dell'udito sono considerati adeguati se, correttamente usati, mantengono un livello di rischio uguale od inferiore a quello derivante da un'esposizione quotidiana personale di 90 dBA. Riferimenti Normativi: D.L. 15/8/1991 n.277 art.41. D.L. 15/8/1991 n.277 art.42. D.L. 15/8/1991 n.277 art.43. D.L. 15/8/1991 n.277 art.46. [P22] Prevenzione: DPI: Addetto al montaggio e smontaggio di ponteggi fissi Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) elmetto (sia per gli addetti al montaggio che per quanti partecipano al lavoro da terra; tali elmetti devono essere corredati da cinghia sottogola, indispensabile soprattutto per chi, lavorando in elevazione, è impossibilitato a recuperare facilmente il casco eventualmente perduto); b) guanti; c) cintura di sicurezza a dissipazione di energia; d) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile. Prescrizioni Esecutive: Durante la lavorazione, devono essere utilizzati i seguenti dispositivi di prevenzione individuale:a) elmetto (sia per gli addetti al montaggio che per quanti partecipano al lavoro da terra; tali elmetti devono essere corredati da cinghia sottogola, indispensabile soprattutto per chi, lavorando in elevazione, è impossibilitato a recuperare facilmente il casco eventualmente perduto); b) guanti; c) cintura di sicurezza a dissipazione di energia; d) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile. [P23] Prevenzione: Addetti al montaggio e smontaggio dei ponteggi: requisiti Prescrizioni Organizzative: Al montaggio ed allo smontaggio dei ponteggi metallici deve essere adibito personale pratico, fornito di attrezzi appropriati ed in buono stato di manutenzione. [P24] Prevenzione: DPI: Addetto al montaggio e manutenzione della gru Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti all'operatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti; b) elmetto (sia per gli addetti al montaggio che per quanti partecipano al lavoro da terra; tali elmetti devono essere corredati da cinghia sottogola, indispensabile soprattutto per chi, lavorando in elevazione, è impossibilitato a recuperare facilmente il casco eventualmente perduto); c) cintura di sicurezza a dissipazione di energia; d) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile. Prescrizioni Esecutive: Durante le lavorazioni, devono essere utilizzati i seguenti dispositivi di prevenzione individuale: a) guanti; b) elmetto (sia per gli addetti al montaggio che per quanti partecipano al lavoro da terra; tali elmetti devono essere corredati da cinghia sottogola, indispensabile soprattutto per chi, lavorando in elevazione, è impossibilitato a recuperare facilmente il casco eventualmente perduto); c) cintura di sicurezza a dissipazione di energia; d) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile. [P25] Prevenzione: Addetto alla manutenzione e montaggio della gru: cinture di sicurezza Prescrizioni Organizzative: Il personale addetto al montaggio ed alla manutenzione della gru, dovrà indossare le cinture di sicurezza con bretelle, cosciali e doppia fune di trattenuta, la cui lunghezza non deve superare 1,5 m, nei lavori lungo il traliccio ed il braccio della gru, quando si operi al di fuori delle protezioni fisse. [P26] Prevenzione: DPI: Addetto allo smobilizzo del cantiere Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti, al lavoratore, adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) cintura di sicurezza. Prescrizioni Esecutive: Durante la lavorazione, devono essere utilizzati i seguenti dispositivi di prevenzione individuale: a) casco; b) guanti; c) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) cintura di sicurezza. [P27] Prevenzione: Movimentazione manuale dei carichi: disposizioni preventive Prescrizioni Organizzative: Movimentazione manuale dei carichi: informazione. Il datore di lavoro fornisce ai lavoratori informazioni, in particolare per quanto riguarda: a) il peso di un carico; b) il centro di gravità o il lato più pesante nel caso in cui il contenuto di un imballaggio abbia una collocazione eccentrica; c) la movimentazione corretta dei carichi e i rischi che i lavoratori corrono se queste attività non vengono eseguite in maniera corretta. Movimentazione manuale dei carichi: obblighi del datore di lavoro. Il datore di lavoro adotta le misure organizzative necessarie o ricorre ai mezzi appropriati, in particolare attrezzature meccaniche, per evitare la necessità di una movimentazione manuale dei carichi da parte dei lavoratori. Movimentazione manuale dei carichi: organizzazione del lavoro. Qualora non sia possibile evitare la movimentazione manuale dei carichi ad opera dei lavoratori, il datore di lavoro adotta le misure organizzative necessarie, ricorre ai mezzi appropriati o fornisce ai lavoratori stessi i mezzi adeguati, allo scopo di ridurre il rischio che comporta la movimentazione manuale di detti carichi. Nel caso in cui la necessità di una movimentazione manuale di un carico ad opera del lavoratore non può essere evitata, il datore di lavoro organizza i posti di lavoro in modo che detta movimentazione sia quanto più possibile sana e sicura. Movimentazione manuale dei carichi: rischi dorso-lombari. La movimentazione manuale di un carico può costituire un rischio tra l'altro dorso-lombare nei casi seguenti: - il carico è troppo pesante (kg 30); - è ingombrante o difficile da afferrare; - è in equilibrio instabile o il suo contenuto rischia di spostarsi; - è collocato in una posizione tale per cui deve essere tenuto o maneggiato ad una certa distanza dal tronco o con una torsione o inclinazione del tronco; - può, a motivo della struttura esterna e/o della consistenza, comportare lesioni per il lavoratore, in particolare in caso di urto. - 54 - Lo sforzo fisico può presentare un rischio tra l'altro dorso-lombare nei seguenti casi: - è eccessivo; - può essere effettuato soltanto con un movimento di torsione del tronco; - può comportare un movimento brusco del carico; - è compiuto con il corpo in posizione instabile. Movimentazione manuale dei carichi: sorveglianza sanitaria. Il datore di lavoro sottopone a sorveglianza sanitaria gli addetti alla movimentazione manuale dei carichi. Riferimenti Normativi: D.L. 19/9/1994 n.626 art.16. D.L. 19/9/1994 n.626 art.48. D.L. 19/9/1994 n.626 art.49. D.L. 19/9/1994 Allegato VI. [P28] Prevenzione: Movimentazione manuale dei carichi: modalità di stoccaggio Prescrizioni Esecutive: Le modalità di stoccaggio del materiale movimentato devono essere tali da garantire la stabilità al ribaltamento, tenute presenti le eventuali azioni di agenti atmosferici o azioni esterne meccaniche. Verificare la compattezza del terreno prima di iniziare lo stoccaggio. [P29] Prevenzione: DPI: Addetto al disfacimento del manto di copertura Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) occhiali protettivi; d) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; e)mascherina antipolvere; f) cintura di sicurezza; g) otoprotettori. Prescrizioni Esecutive: Durante la lavorazione, devono essere utilizzati i seguenti dispositivi di prevenzione individuale: a) casco; b) guanti; c) occhiali protettivi; d) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; e)mascherina antipolvere; f) cintura di sicurezza; g) otoprotettori. [P30] Prevenzione: Demolizioni: convogliamento del materiale di demolizione Prescrizioni Organizzative: Il materiale di demolizione non deve essere gettato dall'alto, ma deve essere trasportato oppure convogliato in appositi canali, il cui estremo inferiore non deve risultare ad altezza maggiore di m 2 dal livello del piano di raccolta. I canali suddetti devono essere costruiti in modo che ogni tronco imbocchi nel tronco successivo; gli eventuali raccordi devono essere adeguatamente rinforzati. L'imboccatura superiore del canale deve essere sistemata in modo che non possano cadervi accidentalmente persone. Ove sia costituito da elementi pesanti od ingombranti, il materiale di demolizione deve essere calato a terra con mezzi idonei. Riferimenti Normativi: D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.74. [P31] Prevenzione: Protezione da caduta dall'alto [Addetto al disfacimento del manto di copertura] Prescrizioni Organizzative: Parapetti. I parapetti sono opere che devono realizzarsi per impedire cadute nel vuoto ogni qualvolta si manifesti tale rischio: sui ponteggi, sui bordi delle rampe di scale o dei pianerottoli o dei balconi non ancora corredati delle apposite ringhiere, sui bordi di fori praticati nei solai (ad es. vano ascensore), di impalcati disposti ad altezze superiori ai 2 m, di scavi o pozzi o fosse per lo spegnimento della calce, sui muri in cui sono state praticate aperture (ad es. vani finestra), ecc. Prescrizioni Esecutive: Parapetti. I parapetti devono essere allestiti a regola d'arte, utilizzando buon materiale, risultare idonei allo scopo ed essere conservati in efficienza per l'intera durata del lavoro. Possono essere realizzati nei seguenti modi: -mediante un corrente posto ad un'altezza minima di 1 m dal piano di calpestio, e da una tavola fermapiede, aderente al piano di camminamento, di altezza variabile ma tale da non lasciare uno spazio vuoto tra se ed il corrente suddetto, maggiore di 60 cm; -mediante un corrente superiore con le caratteriche anzidette, una tavola fermapiede, aderente al piano di camminamento, alta non meno di 20 cm ed un corrente intermedio che non lasci tra se e gli elementi citati, spazi vuoti di altezza maggiore di 60 cm. I correnti e le tavole fermapiede devono essere poste nella parte interna dei montanti. I ponteggi devono avere il parapetto completo anche sulle loro testate. Lavori su coperture. Prima di procedere alla esecuzione di lavori su tetti, lucernari, coperture simili, deve essere accertato che questi abbiano resistenza sufficiente per sostenere il peso degli operai e dei materiali di impiego. Nel caso in cui sia dubbia tale resistenza, devono essere adottati i necessari apprestamenti atti a garantire la incolumità delle persone addette, disponendo a seconda dei casi, tavole sopra le orditure, sottopalchi e facendo uso di cinture di sicurezza. Riferimenti Normativi: D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.16. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.24. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.70. [P32] Prevenzione: Demolizioni: prevenzioni a "Inalazione polveri, ecc." Prescrizioni Organizzative: Demolizioni: inumidimento materiali. Durante i lavori di demolizione si deve provvedere a ridurre il - 55 - sollevamento della polvere, irrorando con acqua le murature ed i materiali di risulta. Demolizioni: materiali contenenti amianto. Prima di procedere alla demolizione del manufatto accertarsi che lo stesso non presenti materiali contenenti amianto, ed eventualmente procedere alla loro eliminazione preventiva in conformità a quanto disposto dal D.M. Sanità del 6.09.1994. Demolizioni: stoccaggio ed evacuazione detriti. Curare che lo stoccaggio e l'evacuazione dei detriti e delle macerie avvengano correttamente. Riferimenti Normativi: D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.74. D.L. n.494 Bis art.9. [P33] Prevenzione: DPI: Addetto alla rimozione di cls ammalorato di aggetti orizzontali Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti, al lavoratore, adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) occhiali protettivi; d) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; e) mascherina antipolvere; f) cintura di sicurezza; g) otoprotettori. Prescrizioni Esecutive: Durante la lavorazione, devono essere utilizzati i seguenti dispositivi di prevenzione individuale: a) casco; b) guanti; c) occhiali protettivi; d) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; e) mascherina antipolvere; f) cintura di sicurezza; g) otoprotettori. [P34] Prevenzione: DPI: Addetto alla rimozione di intonaci e/o rivestimenti esterni Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) occhiali protettivi; d) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; e) mascherina antipolvere; f) cintura di sicurezza; g) otoprotettori. Prescrizioni Esecutive: Durante la lavorazione, devono essere utilizzati i seguenti dispositivi di prevenzione individuale: a) casco; b) guanti; c) occhiali protettivi; d) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; e) mascherina antipolvere; f) cintura di sicurezza; g) otoprotettori. [P35] Prevenzione: DPI: Addetto alla rimozione di scossaline, canali di gronda, pluviali Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) mascherina con filtro antipolvere; e) indumenti protettivi (tute); f) cintura di sicurezza. Prescrizioni Esecutive: Durante la lavorazione, devono essere utilizzati i seguenti dispositivi di prevenzione individuale: a) casco; b) guanti; c) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) mascherina con filtro antipolvere; e) indumenti protettivi (tute); f) cintura di sicurezza. [P36] Prevenzione: Protezione da caduta dall'alto [Addetto alla rimozione di scossaline, canali di gronda, pluviali] Prescrizioni Organizzative: Parapetti. I parapetti sono opere che devono realizzarsi per impedire cadute nel vuoto ogni qualvolta si manifesti tale rischio: sui ponteggi, sui bordi delle rampe di scale o dei pianerottoli o dei balconi non ancora corredati delle apposite ringhiere, sui bordi di fori praticati nei solai (ad es. vano ascensore), di impalcati disposti ad altezze superiori ai 2 m, di scavi o pozzi o fosse per lo spegnimento della calce, sui muri in cui sono state praticate aperture (ad es. vani finestra), ecc. Prescrizioni Esecutive: Lavori su coperture. Prima di procedere alla esecuzione di lavori su tetti, lucernari, coperture simili, deve essere accertato che questi abbiano resistenza sufficiente per sostenere il peso degli operai e dei materiali di impiego. Nel caso in cui sia dubbia tale resistenza, devono essere adottati i necessari apprestamenti atti a garantire la incolumità delle persone addette, disponendo a seconda dei casi, tavole sopra le orditure, sottopalchi e facendo uso di cinture di sicurezza. Parapetti. I parapetti devono essere allestiti a regola d'arte, utilizzando buon materiale, risultare idonei allo scopo ed essere conservati in efficienza per l'intera durata del lavoro. Possono essere realizzati nei seguenti modi: -mediante un corrente posto ad un'altezza minima di 1 m dal piano di calpestio, e da una tavola fermapiede, aderente al piano di camminamento, di altezza variabile ma tale da non lasciare uno spazio vuoto tra se ed il corrente suddetto, maggiore di 60 cm; -mediante un corrente superiore con le caratteriche anzidette, una tavola fermapiede, aderente al piano di camminamento, alta non meno di 20 cm ed un corrente intermedio che non lasci tra se e gli elementi citati, spazi vuoti di altezza maggiore di 60 cm. I correnti e le tavole fermapiede devono essere poste nella parte interna dei montanti. I ponteggi devono avere il parapetto completo anche sulle loro testate. Riferimenti Normativi: D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.16. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.24. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.70. [P37] Prevenzione: DPI: Addetto alla demolizione di tompagnature - 56 - Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti; b) casco; c) calzature di sicurezza con suola antiscivolo ed imperforabile; d) occhiali; e) otoprotettori. Prescrizioni Esecutive: Durante le lavorazioni, devono essere utilizzati i seguenti dispositivi di prevenzione individuale: a) guanti; b) casco; c) calzature di sicurezza con suola antiscivolo ed imperforabile; d) occhiali; e) otoprotettori. [P38] Prevenzione: DPI: Addetto alla realizzazione di opere di lattoneria Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) mascherina con filtro antipolvere; e) indumenti protettivi (tute); f) cintura di sicurezza. Prescrizioni Esecutive: Durante la lavorazione, devono essere utilizzati i seguenti dispositivi di prevenzione individuale: a) casco; b) guanti; c) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) mascherina con filtro antipolvere; e) indumenti protettivi (tute); f) cintura di sicurezza. [P39] Prevenzione: Parapetti Prescrizioni Organizzative: I parapetti sono opere che devono realizzarsi per impedire cadute nel vuoto ogni qualvolta si manifesti tale rischio: sui ponteggi, sui bordi delle rampe di scale o dei pianerottoli o dei balconi non ancora corredati delle apposite ringhiere, sui bordi di fori praticati nei solai (ad es. vano ascensore), di impalcati disposti ad altezze superiori ai 2 m, di scavi o pozzi o fosse per lo spegnimento della calce, sui muri in cui sono state praticate aperture (ad es. vani finestra), ecc. Prescrizioni Esecutive: I parapetti devono essere allestiti a regola d'arte, utilizzando buon materiale, risultare idonei allo scopo ed essere conservati in efficienza per l'intera durata del lavoro. Possono essere realizzati nei seguenti modi: - mediante un corrente posto ad un'altezza minima di 1 m dal piano di calpestio, e da una tavola fermapiede, aderente al piano di camminamento, di altezza variabile ma tale da non lasciare uno spazio vuoto tra se ed il corrente suddetto, maggiore di 60 cm; - mediante un corrente superiore con le caratteristiche anzidette, una tavola fermapiede, aderente al piano di camminamento, alta non meno di 20 cm ed un corrente intermedio che non lasci tra se e gli elementi citati, spazi vuoti di altezza maggiore di 60 cm. I correnti e le tavole fermapiede devono essere poste nella parte interna dei montanti. I ponteggi devono avere il parapetto completo anche sulle loro testate. Riferimenti Normativi: D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.16. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.24. [P40] Prevenzione: Lavori su coperture Prescrizioni Esecutive: Prima di procedere alla esecuzione di lavori su tetti, lucernari, coperture simili, deve essere accertato che questi abbiano resistenza sufficiente per sostenere il peso degli operai e dei materiali di impiego. Nel caso in cui sia dubbia tale resistenza, devono essere adottati i necessari apprestamenti atti a garantire la incolumità delle persone addette, disponendo a seconda dei casi, tavole sopra le orditure, sottopalchi e facendo uso di cinture di sicurezza. Riferimenti Normativi: D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.70. [P41] Prevenzione: DPI: Addetto all'esecuzione di murature esterne Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti; b) casco; c) calzature di sicurezza con suola antiscivolo ed imperforabile; d) occhiali; e) otoprotettori. Prescrizioni Esecutive: Durante le lavorazioni, devono essere utilizzati i seguenti dispositivi di prevenzione individuale: a) guanti; b) casco; c) calzature di sicurezza con suola antiscivolo ed imperforabile; d) occhiali; e) otoprotettori. [P42] Prevenzione: DPI: Addetto al confezionamento malte per il ripristino di cls Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) maschera respiratoria a filtri; e) occhiali. Prescrizioni Esecutive: Durante la lavorazione, devono essere utilizzati i seguenti dispositivi di prevenzione individuale:a) casco; b) guanti; c) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) maschera respiratoria a filtri; e) occhiali. [P43] Prevenzione: DPI: Addetto al ripristino del cls di frontalini ed intradossi di balconi, cornicioni, ecc. Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) maschera respiratoria a filtri; e) occhiali. Prescrizioni Esecutive: Durante la lavorazione, devono essere utilizzati i seguenti dispositivi di prevenzione individuale: a) casco; b) guanti; c) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) maschera respiratoria a filtri; e) occhiali. - 57 - [P44] Prevenzione: DPI: Addetto al confezionamento della malta Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) maschera respiratoria a filtri; e) occhiali. Prescrizioni Esecutive: Durante la lavorazione, devono essere utilizzati i seguenti dispositivi di prevenzione individuale:a) casco; b) guanti; c) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) maschera respiratoria a filtri; e) occhiali. [P45] Prevenzione: Fosse della calce Prescrizioni Organizzative: Le fosse della calce devono essere allestite in zona appartata del cantiere ed essere munite su tutti i lati di solido parapetto con arresto al piede. Nei casi in cui per l'ampiezza della fossa si debba ricorrere all'uso di passerelle, queste devono essere munite di solidi parapetti con arresto al piede e costruite in modo da offrire le necessarie garanzie di solidità e robustezza. Riferimenti Normativi: D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.6. [P46] Prevenzione: DPI: Addetto alla movimentazione manuale dei carichi Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti; b) casco; c) calzature di sicurezza con suola antiscivolo ed imperforabile. Prescrizioni Esecutive: Durante le lavorazioni, devono essere utilizzati i seguenti dispositivi di prevenzione individuale: a) guanti; b) casco; c) calzature di sicurezza con suola antiscivolo ed imperforabile. [P47] Prevenzione: Protezione da movimentazione manuale dei carichi [Addetto alla movimentazione manuale dei carichi] Prescrizioni Organizzative: Movimentazione manuale dei carichi: sorveglianza sanitaria. Il datore di lavoro sottopone a sorveglianza sanitaria gli addetti alla movimentazione manuale dei carichi. Movimentazione manuale dei carichi: obblighi del datore di lavoro. Il datore di lavoro adotta le misure organizzative necessarie o ricorre ai mezzi appropriati, in particolare attrezzature meccaniche, per evitare la necessità di una movimentazione manuale dei carichi da parte dei lavoratori. Movimentazione manuale dei carichi: rischi dorso-lombari. La movimentazione manuale di un carico può costituire un rischio tra l'altro dorso-lombare nei casi seguenti: - il carico è troppo pesante (kg 30); - è ingombrante o difficile da afferrare; - è in equilibrio instabile o il suo contenuto rischia di spostarsi; - è collocato in una posizione tale per cui deve essere tenuto o maneggiato ad una certa distanza dal tronco o con una torsione o inclinazione del tronco; - può, a motivo della struttura esterna e/o della consistenza, comportare lesioni per il lavoratore, in particolare in caso di urto. Lo sforzo fisico può presentare un rischio tra l'altro dorso-lombare nei seguenti casi: - è eccessivo; - può essere effettuato soltanto con un movimento di torsione del tronco; - può comportare un movimento brusco del carico; - è compiuto con il corpo in posizione instabile. Movimentazione manuale dei carichi: organizzazione del lavoro. Qualora non sia possibile evitare la movimentazione manuale dei carichi ad opera dei lavoratori, il datore di lavoro adotta le misure organizzative necessarie, ricorre ai mezzi appropriati o fornisce ai lavoratori stessi i mezzi adeguati, allo scopo di ridurre il rischio che comporta la movimentazione manuale di detti carichi. Nel caso in cui la necessità di una movimentazione manuale di un carico ad opera del lavoratore non può essere evitata, il datore di lavoro organizza i posti di lavoro in modo che detta movimentazione sia quanto più possibile sana e sicura. Movimentazione manuale dei carichi: informazione. Il datore di lavoro fornisce ai lavoratori informazioni, in particolare per quanto riguarda: a) il peso di un carico; b) il centro di gravità o il lato più pesante nel caso in cui il contenuto di un imballaggio abbia una collocazione eccentrica; c) la movimentazione corretta dei carichi e i rischi che i lavoratori corrono se queste attività non vengono eseguite in maniera corretta. Riferimenti Normativi: D.L. 19/9/1994 n.626 art.16. D.L. 19/9/1994 n.626 art.48. D.L. 19/9/1994 n.626 art.49. D.L. 19/9/1994 n. 626 Allegato VI. [P48] Prevenzione: Pulizia della postazione di lavoro Prescrizioni Esecutive: L'area circostante il posto di lavoro dovrà essere sempre mantenuta in condizioni di ordine e pulizia ad evitare ogni rischio di inciampi o cadute. [P49] Prevenzione: DPI: Addetto alla posa tradizionale di intonaci esterni Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) maschera respiratoria a filtri; e) occhiali. Prescrizioni Esecutive: Durante la lavorazione, devono essere utilizzati i seguenti dispositivi di prevenzione individuale: a) casco; b) guanti; c) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) maschera respiratoria a filtri; e) occhiali. [P50] Prevenzione: DPI: Addetto a terra alla scarificatrice Prescrizioni Organizzative: Fornire al lavoratore adeguati dispositivi di prevenzione individuale: a) guanti contro le aggressioni meccaniche (perforazioni, tagli, vibrazioni, ecc.); b) indumenti di lavoro di sicurezza (tute); c) scarpe di tipo antinfortunistico (suola imperforabile, slacciamento rapido, punta rinforzata contro lo schiacciamento ); d) elmetto; e) occhiali. Prescrizioni Esecutive: Utilizzare i diositivi di prevenzione individuale forniti dal datore di lavoro: a) guanti contro le aggressioni meccaniche (perforazioni, tagli, vibrazioni, ecc.); b) indumenti di lavoro di sicurezza (tute); c) scarpe di tipo antinfortunistico (suola imperforabile, slacciamento rapido, punta rinforzata contro lo schiacciamento ); d) elmetto; e) occhiali. - 58 - [P51] Prevenzione: Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera Prescrizioni Esecutive: Rimozione delle protezioni e dei dispositivi di sicurezza. Le protezioni ed i dispositivi di sicurezza di attrezzature, macchinari e mezzi d'opera non devono essere rimossi se non nei casi di assoluta necessità o per operazioni di manutenzione espressamente previste nelle istruzioni fornite dal produttore. Qualora debba provvedersi alla loro rimozione (previo permesso preventivo del preposto o del datore di lavoro), dovranno adottarsi contemporaneamente misure atte a mettere in evidenza e a ridurre al limite minimo possibile il pericolo che ne deriva. Il ricollocamento nella sede originaria delle protezioni o dei dispositivi di sicurezza rimossi, dovrà avvenire non appena siano cessate le ragioni che ne hanno reso necessaria la loro temporanea rimozione. Manutenzione: divieto con la macchina in funzione. Non è consentito pulire, oliare o ingrassare gli organi mobili, né eseguire qualsiasi operazioni di registrazione o di riparazione di attrezzature, macchinari o mezzi d'opera qualora siano in funzione, salvo non risulti espressamente indicato (con le relative procedure esecutive) nelle istruzioni di manutenzione. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.6. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.47. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.48. D.L. 19/9/1994 n.626 art.5. D.L. 19/9/1994 n.626 art.39. [P52] Prevenzione: Inumidimento del materiale Prescrizioni Esecutive: Quando non sono attuabili le misure tecniche di prevenzione e la natura del materiale polveroso lo consenta, si deve provvedere all'inumidimento del materiale stesso. Riferimenti Normativi: D.P.R. 19/3/1956 n.303 art.21. [P53] Prevenzione: Dispositivi di protezione dalle polveri: condizioni di utilizzo Prescrizioni Organizzative: I lavoratori esposti a specifici rischi di inalazioni pericolose di gas, polveri o fumi nocivi devono avere a disposizione maschere respiratorie o altri dispositivi idonei, da conservarsi in luogo adatto facilmente accessibile e noto al personale. Prescrizioni Esecutive: Qualora per difficoltà di ordine ambientale od altre cause tecnicamente giustificate sia ridotta l'efficacia dei mezzi generali di prevenzione delle polveri, i lavoratori devono essere muniti e fare uso di idonee maschere antipolvere. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.387. [P54] Prevenzione: Addetto a terra della scarificatrice: deviazione del traffico stradale Prescrizioni Esecutive: L'addetto a terra della scarificatrice, dovrà opportunamente segnalare l'area di lavoro della macchina e provvedere adeguatamente a deviare il traffico stradale. [P55] Prevenzione: Protezione da rumore: dBA > 90 Prescrizioni Organizzative: Controllo sanitario: esposizioni >85 dBA. I lavoratori la cui esposizione quotidiana personale al rumore supera 85 dBA, indipendentemente dall'uso di mezzi individuali di protezione, devono essere sottoposti a controllo sanitario. Detto controllo comprende: a) una visita medica preventiva, integrata da un esame della funzione uditiva eseguita nell'osservanza dei criteri riportati nell'allegato VII del DPR 277/91, per accertare l'assenza di controindicazioni al lavoro specifico ai fini della valutazione dell'idoneità dei lavoratori; b) visite mediche periodiche, integrate dall'esame della funzione uditiva, per controllare lo stato di salute dei lavoratori ed esprimere il giudizio di idoneità. Esse devono tenere conto, oltre che dell'esposizione, anche della sensibilità acustica individuale. La prima di tali visite è effettuata non oltre un anno dopo la visita preventiva. La frequenza delle visite successive è stabilita dal medico competente. Gli intervalli non possono essere comunque superiori a due anni per lavoratori la cui esposizione quotidiana personale non supera 90 dBA e ad un anno nei casi di esposizione quotidiana personale superiore a 90 dBA. Il datore di lavoro, in conformità al parere del medico competente, adotta misure preventive e protettive per singoli lavoratori, al fine di favorire il recupero audiologico. Tali misure possono comprendere la riduzione dell'esposizione quotidiana personale del lavoratore, conseguita mediante opportune misure organizzative. Informazione e formazione: esposizione >85 dBA. Nelle attività che comportano un valore dell'esposizione quotidiana personale di un lavoratore al rumore superiore a 85 dBA, il datore di lavoro provvede a che i lavoratori ovvero i loro rappresentanti vengano informati su: a) i rischi derivanti all'udito dall'esposizione al rumore; b) le misure adottate; c) le misure di protezione cui i lavoratori debbono conformarsi; d) la funzione dei mezzi individuali di protezione, le circostanze in cui ne è previsto l'uso e le corrette modalità di uso; e) il significato ed il ruolo del controllo sanitario per mezzo del medico competente; f) i risultati ed il significato della valutazione del rumore durante il lavoro. g) l'uso corretto, ai fini della riduzione al minimo dei rischi per l'udito, degli utensili, macchine, apparecchiature che, utilizzati in modo continuativo, producono un'esposizione quotidiana personale di un lavoratore al rumore pari o superiore a 85 dBA. Obblighi del datore di lavoro: misure organizzative. Il datore di lavoro riduce al minimo, in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico, i rischi derivanti dall'esposizione al rumore mediante misure tecniche, organizzative e procedurali, concretamente attuabili, privilegiando gli interventi alla fonte. Obblighi del datore di lavoro: acquisto di nuove macchine. Il datore di lavoro privilegia, all'atto dell'acquisto di nuovi utensili, macchine, apparecchiature, quelli che producono, nelle normali condizioni di funzionamento, il più basso livello di rumore. Registrazione dell'esposizione al rumore dei lavoratori. I lavoratori che svolgono le attività che comportino un'esposizione quotidiana personale superiore a 90 dBA oppure un valore della pressione acustica istantanea non ponderata superiore a 140 dB (200 Pa), sono iscritti in appositi registri. Il registro di cui sopra è istituito ed aggiornato dal datore di lavoro che ne cura la tenuta. Il datore di lavoro: a) consegna copia del registro di cui al comma 1 all'ISPESL e alla USL competente per territorio, cui comunica, ogni tre anni e comunque ogni qualvolta l'ISPESL medesimo ne faccia richiesta, le variazioni intervenute; b) consegna, a richiesta, all'organo di vigilanza ed all'Istituto superiore di Sanità copia del predetto registro; - 59 - c) comunica all'ISPESL e alla USL competente per territorio la cessazione del rapporto di lavoro, con le variazioni sopravvenute dall'ultima comunicazione; d) consegna all'ISPESL e alla USL competente per territorio, in caso di cessazione di attività dell'impresa, il registro di cui al comma 1; e) richiede all'ISPESL e alla USL competente per territorio copia delle annotazioni individuali in caso di assunzione di lavoratori che abbiano in precedenza esercitato attività che comportano le condizioni di esposizione di cui all'art. 41; f) comunica ai lavoratori interessati tramite il medico competente le relative annotazioni individuali contenute nel registro e nella cartella sanitaria e di rischio di cui all'art. 4, comma 1, lettera q). I dati relativi a ciascun singolo lavoratore sono riservati. Segnalazione e delimitazione zone ad elevata rumorosità. Nei luoghi di lavoro che possono comportare, per un lavoratore che vi svolga la propria mansione per l'intera giornata lavorativa, un'esposizione quotidiana personale superiore a 90 dBA oppure un valore della pressione acustica istantanea non ponderata superiore a 140 dB (200 Pa) è esposta una segnaletica appropriata. Tali luoghi sono inoltre perimetrati e soggetti ad una limitazione di accesso qualora il rischio di esposizione lo giustifichi e tali provvedimenti siano possibili. Superamento dei valori limite di esposizione. Se nonostante l'applicazione di misure tecniche ed organizzative, l'esposizione quotidiana personale di un lavoratore al rumore risulta superiore a 90 dBA od il valore della pressione acustica istantanea non ponderata risulta superiore a 140 dB (200 Pa), il datore di lavoro comunica all'organo di vigilanza, entro trenta giorni dall'accertamento del superamento, le misure tecniche ed organizzative applicate, informando i lavoratori ovvero i loro rappresentanti. Prescrizioni Esecutive: Esposizione >90 dBA: adempimenti. I lavoratori la cui esposizione quotidiana personale supera 90 dBA devono utilizzare i mezzi individuali di protezione dell'udito fornitigli dal datore di lavoro. Se l'applicazione delle misure di cui al comma 4 comporta rischio di incidente, a questo deve ovviarsi con mezzi appropriati. I lavoratori ovvero i loro rappresentanti sono consultati per la scelta dei modelli dei mezzi di protezione individuale dell'udito. Mezzi di protezione individuali dell'udito adeguati. I mezzi individuali di protezione dell'udito sono considerati adeguati se, correttamente usati, mantengono un livello di rischio uguale od inferiore a quello derivante da un'esposizione quotidiana personale di 90 dBA. Riferimenti Normativi: D.L. 15/8/1991 n.277 art.41. D.L. 15/8/1991 n.277 art.42. D.L. 15/8/1991 n.277 art.43. D.L. 15/8/1991 n.277 art.45. D.L. 15/8/1991 n.277 art.46. D.L. 15/8/1991 n.277 art.49. [P56] Prevenzione: DPI: Addetto alla formazione del sottofondo stradale Prescrizioni Organizzative: Fornire al lavoratore adeguati dispositivi di prevenzione individuale: a) guanti; b) indumenti di lavoro di sicurezza (tute); c) scarpe antinfortunistiche con suola imperforabile e punta rinforzata contro lo schiacciamento); d) casco; e) occhiali di protezione. Prescrizioni Esecutive: Utilizzare i diositivi di prevenzione individuale forniti dal datore di lavoro: a) guanti; b) indumenti di lavoro di sicurezza (tute); c) scarpe antinfortunistiche con suola imperforabile e punta rinforzata contro lo schiacciamento); d) casco; e) occhiali di protezione. [P57] Prevenzione: Inalazioni di sostanze nocive: prescrizioni generali Prescrizioni Organizzative: Schede tossicologiche. E' necessario il preventivo esame della scheda tossicologica delle sostanze utilizzate per l'adozione delle specifiche misure di sicurezza. Sostanze tossiche o nocive: recipienti. Le materie prime non in corso di lavorazione, i prodotti ed i rifiuti, che abbiano proprietà tossiche o caustiche, specialmente se sono allo stato liquido o se sono facilmente solubili o volatili, devono essere custoditi in recipienti a tenuta e muniti di buona chiusura. Tali recipienti devono portare una scritta che ne indichi il contenuto ed avere le indicazioni e i contrassegni di cui all'art.355 del decreto del Presidente della Repubblica 27 Aprile 1955, n. 547. Le materie in corso di lavorazione che siano fermentescibili o possano essere nocive alla salute o svolgere emanazioni sgradevoli, non devono essere accumulate nei locali di lavoro in quantità superiore a quella strettamente necessaria per la lavorazione. Gli apparecchi e i recipienti che servono alla lavorazione oppure al trasporto dei materiali putrescibili o suscettibili di dare emanazioni sgradevoli, devono essere lavati frequentemente e, ove occorra, disinfettati. Inalazioni di sostanze nocive:visite mediche. I lavoratori esposti a specifici rischi di inalazioni pericolose di sostanze o agenti nocivi (gas, polveri o fumi) devono avere a disposizione idonei mezzi di protezione personale (maschere respiratorie, ecc.), ed essere sottoposti a visita medica periodica secondo le tabelle ministeriali del D.P.R. 19/3/1956 n.303 art.33-allegato. Prescrizioni Esecutive: Inalazioni di sostanze nocive: visite mediche. I lavoratori esposti a specifici rischi di inalazioni pericolose di sostanze o agenti nocivi (gas, polveri o fumi) devono utilizzare i mezzi di protezione personale (maschere respiratorie, ecc.) messi a loro disposizione dal datore di lavoro, e farsi sottoporre a visita medica periodica secondo le tabelle ministeriali del D.P.R. 19/3/1956 n.303 art.33-allegato. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.387. D.P.R. 19/3/1956 n.303 art.18. D.P.R. 19/3/1956 n.303 art.33. D.L. 15/8/1991 n.277. [P58] Prevenzione: Addetto alla formazione del sottofondo stradale: prevenzioni a "Investimenti, ecc." Prescrizioni Esecutive: Nei lavori di formazione del sottofondo stradale con mezzi meccanici deve essere vietata la presenza degli operai nel campo di azione delle stesse. Riferimenti Normativi: D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.12. [P59] Prevenzione: DPI: Addetto a terra alla finitrice Prescrizioni Organizzative: Fornire al lavoratore adeguati dispositivi di prevenzione individuale: a) guanti contro le aggressioni meccaniche (perforazioni, tagli, vibrazioni, ecc.); b) indumenti di lavoro di sicurezza (tute); c) scarpe di tipo antinfortunistico (suola imperforabile, slacciamento rapido, punta rinforzata contro lo schiacciamento); d) elmetto; e) occhiali. Prescrizioni Esecutive: Utilizzare i diositivi di prevenzione individuale forniti dal datore di lavoro: a) guanti contro le aggressioni meccaniche (perforazioni, tagli, vibrazioni, ecc.); b) indumenti di lavoro di sicurezza (tute); c) scarpe di tipo antinfortunistico (suola - 60 - imperforabile, slacciamento rapido, punta rinforzata contro lo schiacciamento); d) elmetto; e) occhiali. [P60] Prevenzione: Addetto a terra della finitrice: distanze di sicurezza Prescrizioni Esecutive: L'addetto a terra della finitrice dovrà tenersi a distanza di sicurezza dai fianchi di contenimento della finitrice durante il suo funzionamento. [P61] Prevenzione: Finitrice: vano coclea Prescrizioni Esecutive: In nessun caso possono introdursi attrezzi nel vano coclea durante il funzionamento della finitrice. [P62] Prevenzione: Interventi sull'impianto oleodinamico Prescrizioni Esecutive: Qualora fosse necessario intervenire su parti dell'impianto oleodinamico della macchina, bisognerà accertarsi preventivamente che la pressione sia nulla. La ricerca di un eventuale foro su un flessibile della macchina, dovrà eseguirsi sempre con molta cautela, e preventivamente muniti di occhiali di protezione. [P63] Prevenzione: Addetto a terra della finitrice: deviazione del traffico stradale Prescrizioni Esecutive: L'addetto a terra della finitrice, dovrà opportunamente segnalare l'area di lavoro della macchina e provvedere adeguatamente a deviare il traffico stradale. [P64] Prevenzione: Addetto a terra della finitrice: bruciatori Prescrizioni Esecutive: L'addetto a terra della finitrice dovrà tenersi a distanza di sicurezza dai bruciatori. [P65] Prevenzione: DPI: Addetto alla centrale confezionamento bitumati Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) maschera per la protezione delle vie respiratorie; d) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; e) otoprotettori. Prescrizioni Esecutive: Durante la lavorazione, devono essere utilizzati i seguenti dispositivi di prevenzione individuale: a) casco; b) guanti; c) maschera per la protezione delle vie respiratorie; d) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; e) otoprotettori. [P66] Prevenzione: DPI: Addetto alla posa in opera di ringhiere Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti; b) casco; c) calzature di sicurezza con suola antiscivolo ed imperforabile; d) occhiali; e) otoprotettori. Prescrizioni Esecutive: Durante le lavorazioni, devono essere utilizzati i seguenti dispositivi di prevenzione individuale: a) guanti; b) casco; c) calzature di sicurezza con suola antiscivolo ed imperforabile; d) occhiali; e) otoprotettori. [P67] Prevenzione: Requisiti generali comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera Prescrizioni Organizzative: Documentazione allegata. L'attrezzatura a motore, il macchinario o il mezzo d'opera in oggetto, deve essere accompagnato, oltre che dalle normali informazioni di carattere strettamente tecnico, dal libretto di garanzia e dalle istruzioni d'uso e manutenzione, con le indicazioni necessarie per eseguire, senza alcun rischio, la messa in funzione e l'utilizzazione, il trasporto, l'eventuale installazione e/o montaggio (smontaggio), la regolazione, la manutenzione e le riparazioni. Tale documentazione deve, inoltre, fornire tutte le informazioni sull'emissione di potenza sonora e sulle vibrazioni prodotte. Vendita o noleggio: disposizioni. Sono vietati la fabbricazione, la vendita, il noleggio e la concessione in uso di attrezzatura a motore, macchinari, mezzi d'opera e di impianti non rispondenti alle disposizioni legislative e regolamentari vigenti in materia di sicurezza. Chiunque concede in locazione finanziaria beni assoggettati a forme di certificazione o di omologazione obbligatoria è tenuto a che i medesimi siano accompagnati dalle previste certificazioni o dagli altri documenti previsti dalla legge. Protezione e sicurezza delle macchine. Le parti di macchine, macchinari o attrezzi che costituiscano un pericolo, dovranno essere protetti o segregati o provvisti di dispositivi di sicurezza. Manutenzione: norme generali. Tutti gli organi mobili dovranno essere lubrificati, se previsto dal libretto di manutenzione, avendo cura di ripristinare tutte le protezioni asportate, manomesse o danneggiate (schermi di protezione per ingranaggi, carter, ecc.). Deve essere evidenziata la presenza di punti di ossidazione che possa compromettere la funzionalità della macchina e, se necessario bisognerà provvedere alla relativa rimozione e verniciatura. Manutenzione: verifiche periodiche. Prima dell'introduzione in cantiere di utensili, attrezzature a motore, macchinari e mezzi d'opera, e periodicamente durante le lavorazioni, dovranno essere eseguite accurate verifiche sullo stato manutentivo ad opera di personale qualificato in grado di procedere alle eventuali necessarie riparazioni. Operazioni di regolazione e/o riparazione. Qualora vengano compiute operazioni di regolazione, riparazione o sostituzione di parti della macchina, bisognerà: utilizzare solo ricambi ed accessori originali, come previsto nel libretto di manutenzione; non modificare alcuna parte della macchina. Ultimata la manutenzione e prima di rimettere in funzione la macchina, accertarsi di aver riposto tutti gli attrezzi utilizzati. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.41. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.374. Circolare n.103/80. [P68] Prevenzione: Efficienza della macchina e dispositivi di segnalazione Prescrizioni Organizzative: La macchina deve essere dotata di appropriati dispositivi acustici e luminosi di segnalazione e di avvertimento, nonché di illuminazione del campo di manovra. Prescrizioni Esecutive: Controllare l'efficienza dei freni, delle luci, dei dispositivi acustici e luminosi e di tutti i comandi e circuiti di manovra. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.175. [P69] Prevenzione: Cabina di guida: requisiti - 61 - Prescrizioni Organizzative: Cabina di guida: protezioni. La macchina deve essere dotata di cabina di protezione per i casi di rovesciamento e caduta di oggetti dall'alto. (ROPS e FOPS) Prescrizioni Esecutive: Cabina di guida: ordine. Mantenere il posto guida libero da oggetti, attrezzi, ecc., soprattutto se non fissati adeguatamente. Cabina di guida: regolazione del sedile. Prima di iniziare la lavorazione, regolare e bloccare il sedile di guida. Cabina di guida: trasporto persone. Non trasportare persone se non all'interno della cabina di guida, sempre che questa sia idonea allo scopo e gli eventuali trasportati non costituiscano intralcio alle manovre. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.182. D.M. 28/11/1987 n.593. D.M. 28/11/1987 n.594. [P70] Prevenzione: DPI: operatore dumper Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti; b) casco; c) calzature di sicurezza; d) indumenti protettivi (tute). Prescrizioni Esecutive: Durante le lavorazioni, devono essere utilizzati i seguenti dispositivi di prevenzione individuale: a) guanti; b) casco; c) calzature di sicurezza; d) indumenti protettivi (tute). [P71] Prevenzione: Piattaforma della macchina Prescrizioni Esecutive: Non utilizzare la macchina come piattaforma per lavori in elevazione. [P72] Prevenzione: Prevenzioni a "Caduta di materiale dall'alto" comuni ai mezzi d'opera Prescrizioni Esecutive: Trasporto dei carichi. Evitare di effettuare brusche manovre di avvio o di arresto, in particolare a macchina carica. Sistemazione del carico sulla macchina. Assicurarsi che il carico da trasportare sia sempre ben sistemato. [P73] Prevenzione: Dumper: prevenzioni a "Caduta di materiale dall'alto" Prescrizioni Esecutive: Sistemazione di materiale sfuso sulla macchina. Non caricare materiale sfuso oltre l'altezza delle sponde. Sistemazione di oggetti sulla macchina. E' vietato usare la macchina per trasportare oggetti che non siano stati adeguatamente fissati ad appositi supporti o opportunamente imbracati. Teli per la copertura del carico. Non caricare la macchina oltre i limiti indicati dal costruttore e utilizzare idonei teli (o simili) per la copertura del carico. [P74] Prevenzione: Sponde degli automezzi Prescrizioni Esecutive: Assicurarsi sempre della corretta chiusura delle sponde. [P75] Prevenzione: Posizione di guida del conducente Prescrizioni Esecutive: Mantenere sempre la testa, il corpo e gli arti, dentro la cabina di guida, in modo da non esporsi ad eventuali rischi all'esterno (ostacoli fissi, rami, altri automezzi, caduta gravi, ecc.). [P76] Prevenzione: Raggio d'azione dei mezzi d'opera Prescrizioni Organizzative: Predisporre sbarramenti e segnaletica di sicurezza intorno all'area di azione dei mezzi d'opera Prescrizioni Esecutive: Controllare, prima di iniziare la lavorazione, che le eventuali persone stazionanti in prossimità della macchina, siano al di fuori del raggio di azione della stessa. [P77] Prevenzione: Prevenzioni a "Getti, ecc." comuni ai mezzi d'opera Prescrizioni Esecutive: Impianto oleodinamico: verifiche durante il lavoro. Durante la lavorazione, devono essere frequentemente verificati i tubi e gli attacchi degli impianti oleodinamici. Impianto oleodinamico: verifiche preventive. All'inizio di ciascun turno di lavoro va accuratamente verificata l'integrità dei tubi flessibili e dell'impianto oleodinamico in genere. Interventi sull'impianto oleodinamico. Qualora fosse necessario intervenire su parti dell'impianto oleodinamico della macchina, bisognerà accertarsi preventivamente che la pressione sia nulla. La ricerca di un eventuale foro su un flessibile della macchina, dovrà eseguirsi sempre con molta cautela, e preventivamente muniti di occhiali di protezione. [P78] Prevenzione: Ambienti confinati: macchine con motore endotermico Prescrizioni Organizzative: L'uso di macchine con motore endotermico in ambienti confinati è consentito solo in presenza di ventilazione sufficiente a smaltire i gas di scarico o, nel caso di ventilazione insufficiente, alla predisposizione di adeguati sistemi di aspirazione e/o scarico od alla presenza di un depuratore, ad acqua o catalitico, per i gas combusti. Prescrizioni Esecutive: Prima e durante le lavorazioni è necessario verificare lo stato degli attacchi degli organi di scarico e che tali organi non interferiscano con prese d'aria di condizionatori o di altre macchine. [P79] Prevenzione: Condutture interrate nel cantiere Prescrizioni Esecutive: Assicurarsi che nella zona di lavoro non vi siano cavi, tubazioni, ecc. interrate interessate dal passaggio di corrente elettrica, gas, acqua, ecc. [P80] Prevenzione: Prevenzioni a "Investimenti, ecc." comuni ai mezzi d'opera Prescrizioni Organizzative: Manovra di retromarcia o con scarsa visibilità. Predisporre personale a terra per coadiuvare il pilota della macchina nelle operazioni di retromarcia, o in condizioni di scarsa visibilità. Prescrizioni Esecutive: Norme generali di guida nel cantiere. Tenersi a distanza di sicurezza dai mezzi operativi in movimento. Prestare attenzione alle segnalazioni acustiche e/o luminose ed alla segnaletica di sicurezza. Fermo meccanico. Predisporre idoneo "fermo meccanico", qualora si stazioni in prossimità di scarpate. - 62 - Girofaro. Segnalare l'operatività del mezzo nell'area di cantiere con l'azionamento del girofaro. Lavori notturni. In caso di lavori notturni, verificare, preventivamente ed attentamente, la zona di lavoro; utilizzare comunque, tutte le luci disponibili sulla macchina. Manovra di retromarcia o con scarsa visibilità. Prima di iniziare il movimento della macchina in retromarcia, il conduttore dovrà accertarsi che la zona sia libera da ostacoli e da eventuale personale: a questo scopo verrà assistito da personale a terra. Percorsi carrabili: ostacoli. Prima di utilizzare la macchina accertarsi dell'esistenza di eventuali vincoli derivanti da: ostacoli (in altezza ed in larghezza), limiti d'ingombro, ecc.. Percorsi carrabili: scarpate. Quando possibile, evitare di far funzionare la macchina nelle immediate vicinanze di scarpate, sia che si trovino a valle che a monte della macchina. Percorsi carrabili: vincoli geomorfologici. Prima di movimentare la macchina accertarsi dell'esistenza di eventuali vincoli derivanti da: - limitazioni di carico (terreno, pavimentazioni, rampe, opere di sostegno); - pendenza del terreno. Percorsi carrabili e pedonali del cantiere. Rispettare scrupolosamente la viabilità predisposta, senza invadere i percorsi pedonali. Portata della macchina. Non deve essere mai superata la portata massima consentita per la macchina; ugualmente non è consentito superare l'ingombro massimo. Sradicamento di alberi. Durante l'operazione di abbattimento di alberi, accertarsi di non aver posizionato la macchina, o parte di essa, dove potrebbero trovarsi le radici, per evitare che esse, sollevandosi, possano far ribaltare la macchina. Prima di utilizzare la macchina per tale operazione, accertarsi che la stessa sia munita di cabina capace di resistere alla eventuale caduta di rami, anche di grosse dimensioni. Percorsi carrabili: sosta dei mezzi d'opera. Si dovrà provvedere, tutte le volte che un mezzo d'opera interrompe le lavorazioni, a spegnere il motore, posizionare i comandi in folle ed inserire il freno di stazionamento. Per far sostare il mezzo, bisognerà scegliere una zona dove non operino altre macchine e priva di traffico veicolare; ove ciò non fosse possibile, segnalare adeguatamente la presenza del mezzo in sosta. Bisognerà, inoltre, scegliere con attenzione il piano di stazionamento, assicurandosi, anzitutto, che il terreno abbia adeguata capacità portante; in particolare, nel caso di sosta su piano in pendenza, dovrà posizionarsi il mezzo d'opera trasversalmente alla pendenza, verificando l'assenza del pericolo di scivolamento e ribaltamento. Limiti di velocità nel cantiere. Adeguare la velocità ai limiti stabiliti nel cantiere e comunque a valori tali da poterne mantenere costantemente il controllo. Al di fuori dei percorsi stabiliti ed in prossimità dei posti di lavoro si deve transitare a passo d'uomo. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.182. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.215. [P81] Prevenzione: Percorsi carrabili: azionamento del ribaltabile Prescrizioni Esecutive: In nessun caso deve essere azionato il ribaltabile con il mezzo in posizione inclinata. [P82] Prevenzione: Salita sulla macchina: prevenzioni a "Scivolamenti, ecc." Prescrizioni Esecutive: Salita sulla macchina: appigli vietati. Nel salire sulla macchina è assolutamente vietato utilizzare come appigli le tubazioni flessibili o le leve dei comandi. Salita sulla macchina: condizioni degli appigli. Eliminare la eventuale presenza di grasso sugli scalini d'accesso, le maniglie e gli appigli, al fine di evitare scivolamenti con pericolose cadute. Salita sulla macchina: condizioni del terreno. Prestare attenzione alle condizioni del terreno immediatamente attiguo alla macchina, onde evitare scivolamenti o cadute sul luogo di lavoro. Salita sulla macchina: divieto. Non salire o scendere mai dalla macchina quando questa è in movimento. [P83] Prevenzione: Trasporto persone sulla macchina Prescrizioni Esecutive: Non trasportare persone sulla macchina, a meno che non siano stati predisposti idonei dispositivi atti ad evitare le cadute. [P84] Prevenzione: DPI: operatore autocarro Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti; b) casco; c) calzature di sicurezza; d) indumenti protettivi (tute). Prescrizioni Esecutive: Durante le lavorazioni, devono essere utilizzati i seguenti dispositivi di prevenzione individuale: a) guanti; b) casco; c) calzature di sicurezza; d) indumenti protettivi (tute). [P85] Prevenzione: Autocarro: prevenzioni a "Caduta di materiale dall'alto" Prescrizioni Esecutive: Sistemazione di materiale sfuso sulla macchina. Non caricare materiale sfuso oltre l'altezza delle sponde. Sistemazione di oggetti sulla macchina. E' vietato usare la macchina per trasportare oggetti che non siano stati adeguatamente fissati ad appositi supporti o opportunamente imbracati. Teli per la copertura del carico. Non caricare la macchina oltre i limiti indicati dal costruttore e utilizzare idonei teli (o simili) per la copertura del carico. [P86] Prevenzione: DPI: operatore pala meccanica Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti; b) casco; c) calzature di sicurezza; d) otoprotettori; e) mascherina antipolvere; f) indumenti protettivi (tute). Prescrizioni Esecutive: Durante le lavorazioni, devono essere utilizzati i seguenti dispositivi di prevenzione individuale: a) guanti; b) casco; c) calzature di sicurezza; d) otoprotettori; e) mascherina antipolvere; f) indumenti protettivi (tute). [P87] Prevenzione: Benna Prescrizioni Esecutive: Non utilizzare la benna per trasportare o sollevare persone. [P88] Prevenzione: Movimentazione carichi - 63 - Prescrizioni Esecutive: Non alzare e traslare i carichi al di sopra delle zone dove lavorano o sostano persone. [P89] Prevenzione: Sostituzione dei denti delle benne Prescrizioni Esecutive: La sostituzione dei denti delle benne deve essere eseguita sempre utilizzando occhiali protettivi, al fine di evitare che le schegge, proiettate dai colpi di martello necessari per la sostituzione dei denti stessi, possano ledere gli occhi dell'operaio impegnato nell'operazione. [P90] Prevenzione: Prevenzioni generali a "Incendi o Espl.", comuni a attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera Prescrizioni Organizzative: Avviamento con spray. Se per l'avviamento del motore deve essere utilizzato lo speciale spray, devono essere seguite scrupolosamente tutte le istruzioni d'uso. Posizionamento della macchina. La macchina deve essere posizionata lontano da materiali infiammabili. Prescrizioni Esecutive: Rifornimento di carburante. Il carburante dovrà essere trasportato in recipienti adeguati, dotati delle prescritte etichettature. Durante il rifornimento di carburante o la ricarica delle batterie, evitare accuratamente la presenza di fiamme libere o la produzione di scintille. Tipo di carburante. Non deve essere utilizzato in alcun caso un combustibile diverso da quello indicato dal costruttore. Perdite di carburante. Prima e durante le lavorazioni deve verificarsi che non vi siano perdite di carburante. [P91] Prevenzione: Abbassamento dell'attrezzatura di lavoro Prescrizioni Esecutive: Ogni qualvolta si abbandoni il posto di guida, si dovrà preventivamente provvedere ad abbassare le attrezzature di lavoro (scavo, trasporto, scarico, ecc.) appoggiandole sul terreno: tale manovra dovrà essere preceduta da adeguata segnalazione acustica e verifica della presenza di persone intorno alla macchina (in questo caso provvedere all'allontanamento) e dovrà essere eseguita lentamente e solo dalla posizione di guida. [P92] Prevenzione: Posizione dell'attrezzatura di lavoro Prescrizioni Esecutive: Durante gli spostamenti tenere l'attrezzatura di lavoro ad una altezza dal terreno tale da assicurare una buona visibilità e stabilità. [P93] Prevenzione: Prevenzioni generali a "Vibrazioni", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari, mezzi d'opera Prescrizioni Organizzative: Vibrazioni: turni di lavoro. Ove il tipo di lavorazione o la macchina impiegata sottopongano il lavoratore a vibrazioni intense e prolungate, dovranno essere evitati turni di lavoro lunghi e continui. Prescrizioni Esecutive: Dispositivi antivibrazioni. Prima di iniziare la lavorazione, devono essere controllati tutti i dispositivi atti a ridurre le vibrazioni prodotte dalla macchina. [P94] Prevenzione: Cabina di guida: posto del conducente Prescrizioni Organizzative: Il posto di guida dovrà essere del tipo antivibrante. [P95] Prevenzione: Apparecchi di sollevamento: requisiti generali Prescrizioni Organizzative: Apparecchi di sollevamento: omologazione. Tutti gli apparecchi di sollevamento non manuale di portata superiore a 200 kg sono soggetti ad omologazione ISPESL, sia se dotati di dichiarazione di conformità (omologazione di tipo), sia in sua assenza. All'atto dell'omologazione, l'ISPESL rilascia una targhetta di immatricolazione, che deve essere apposta sulla macchina in posizione ben visibile, ed il libretto di omologazione. Ogni qualvolta vengano eseguite riparazioni e/o sostituzioni che comportino modifiche sostanziali, va richiesta nuova omologazione. Verifica di installazione degli apparecchi di sollevamento. Ogni qualvolta viene montata in cantiere una macchina di sollevamento (gru, argani, ecc.), già dotata di libretto di omologazione, deve eseguirsi la verifica di installazione ad opera dell'ASL-PMP, che ne rilascerà certificazione. Apparecchi di sollevamento: organi di avvolgimento. Gli apparecchi e gli impianti di sollevamento e di trasporto per trazione, provvisti di tamburi di avvolgimento e di pulegge di frizione, come pure di apparecchi di sollevamento a vite, devono essere muniti di dispositivi che impediscano: a) l'avvolgimento e lo svolgimento delle funi o catene o la rotazione della vite, oltre le posizioni limite prestabilite ai fini della sicurezza in relazione al tipo o alle condizioni d'uso dell'apparecchio (dispositivo di arresto automatico di fine corsa); b) la fuoriuscita delle funi o catene dalle sedi dei tamburi e delle pulegge durante il normale funzionamento. I tamburi e le pulegge di tali apparecchi ed impianti devono avere le sedi delle funi e delle catene atte, per dimensioni e profilo, a permettere il libero e normale avvolgimento delle stesse funi o catene in modo da evitare accavallamenti o sollecitazioni anormali. Tali tamburi e le pulegge, sui quali si avvolgono funi metalliche, salvo quanto previsto da disposizioni speciali, devono avere un diametro non inferiore a 25 volte il diametro delle funi ed a 300 volte il diametro dei fili elementari di queste. Per le pulegge di rinvio il diametro non deve essere inferiore rispettivamente a 20 e a 250 volte. Apparecchi di sollevamento: funi e catene. Le funi e le catene impiegate dovranno essere contrassegnate dal fabbricante e dovranno essere corredate, al momento dell'acquisto, di una sua regolare dichiarazione con tutte le indicazioni ed i certificati previsti dal D.P.R. 21/7/1982 e/o dalla Direttiva CEE 91/368. Apparecchi di sollevamento: coeff. di sicurezza di funi e catene. Le funi e le catene degli impianti e degli apparecchi di sollevamento e di trazione, salvo quanto previsto al riguardo dai regolamenti speciali, devono avere, in rapporto alla portata e allo sforzo massimo ammissibile, un coefficiente di sicurezza di almeno 6 per le funi metalliche, 10 per le funi composte di fibre e 5 per le catene. Apparecchi di sollevamento: fili delle funi. L'estremità delle funi deve essere provvista di impiombatura, legatura o morsettatura, allo scopo di impedire lo scioglimento dei trefoli e dei fili elementari. Apparecchi di sollevamento: ganci. I ganci utilizzati dovranno recare, inciso od in sovrimpressione, il marchio di conformità alle norme e il carico massimo ammissibile. Tali ganci, inoltre, dovranno essere conformati in maniera tale da impedire la fuoriuscita delle funi e/o delle catene o devono essere dotati all'imbocco di dispositivo di chiusura funzionante. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.172. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.176. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.177. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.178. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.179. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.180. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.43. D.P.R. - 64 - 21/7/1982 n.673 art.1. [P96] Prevenzione: Autogrù: requisiti generali Prescrizioni Organizzative: Autogrù: posto di manovra dell'apparecchio di sollevamento. Il posto di manovra dell'apparecchio di sollevamento deve poter essere raggiunto senza pericolo, deve essere costruito e difeso in maniera da consentire l'esecuzione delle manovre, i movimenti e la sosta, in condizioni di sicurezza e deve permettere la perfetta visibilità di tutta la zona d'azione del mezzo. Dispositivi di sicurezza dell'apparecchiatura di sollevamento dell'autogrù. I mezzi di sollevamento devono essere provvisti di dispositivi di frenatura atti ad assicurare il pronto arresto e la posizione di fermo carico e del mezzo e, quando è necessario ai fini della sicurezza, a consentire la gradualità dell'arresto. Nei casi in cui l'assenza di forza motrice può comportare pericoli per le persone, i mezzi di sollevamento devono essere provvisti di dispositivi che provochino l'arresto automatico (graduale) sia del mezzo che del carico. Tali prescrizioni si attuano dotando i mezzi di freni ad intervento automatico in assenza di forza motrice, i quali devono essere periodicamente registrati in relazione alla utilizzazione dell'apparecchio e secondo le istruzioni riportate sul manuale delle istruzioni della casa costruttrice. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.182. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.173. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.174. [P97] Prevenzione: DPI: operatore autogrù Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti; b) casco; c) calzature di sicurezza; d) indumenti protettivi (tute). Prescrizioni Esecutive: Durante le lavorazioni, devono essere utilizzati i seguenti dispositivi di prevenzione individuale: a) guanti; b) casco; c) calzature di sicurezza; d) indumenti protettivi (tute). [P98] Prevenzione: Autogrù: sollevamento e trasporto di persone Prescrizioni Esecutive: E' consentito il sollevamento ed il trasporto di persone solo se il mezzo di sollevamento è provvisto di efficaci dispositivi di sicurezza o, qualora questi non siano applicabili, previa adozione di idonee misure precauzionali. I cestelli semplicemente sospesi al gancio della gru sono considerati irregolari. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.184. Circolare 24 /05/ 1973. [P99] Prevenzione: Apparecchi di sollevamento: prevenzioni a "Caduta di materiale dall'alto" Prescrizioni Organizzative: Verifica trimestrale degli apparecchi di sollevamento. Sono affidate ai datori di lavoro, che le esercitano a mezzo di personale specializzato dipendente o da essi scelto, le verifiche trimestrali delle funi e catene degli impianti ed apparecchi di sollevamento. I risultati di tale verifica verranno annotati sul libretto di omologazione. Verifica annuale degli apparecchi di sollevamento. Le gru e gli altri apparecchi di sollevamento di portata superiore a 200 chilogrammi, esclusi quelli azionati a mano e quelli già soggetti a speciali disposizioni di legge, devono essere sottoposti a verifica, una volta all'anno (a cura dell'ASL-PMP competente per zona), per accertarne lo stato di funzionamento e di conservazione ai fini della sicurezza dei lavoratori. Prescrizioni Esecutive: Apparecchi di sollevamento: verifiche periodiche. Periodicamente andranno eseguiti controlli sullo stato delle funi, delle catene e dei ganci, sostituendo quelli in cattivo stato, con nuovi pezzi di equivalenti caratteristiche; inoltre andrà verificato il serraggio dei bulloni ed il regolare rifornimento di lubrificante agli ingrassatori. Apparecchi di sollevamento: tiranti. Le funi e le catene devono essere protette dal contatto contro gli spigoli vivi del materiale da sollevare mediante angolari e paraspigoli metallici. I tiranti dell'imbracatura non devono formare un angolo al vertice superiore a 60°, per evitare eccessive sollecitazione negli stessi (infatti a parità di carico la sollecitazione delle funi cresce con l'aumentare dell'angolo al vertice). Apparecchi di sollevamento: inizio del turno di lavoro. All'inizio di ogni turno di lavoro, si dovrà provvedere alla verifica del corretto funzionamento dei freni, dei limitatori di corsa, degli altri dispositivi di sicurezza e segnalazione e dei dispositivi di chiusura dei ganci. Apparecchi di sollevamento: imbracatura dei carichi. Dovranno essere sollevati solo carichi ben imbracati ed equilibrati: per accertare il soddisfacimento delle condizioni suddette, basterà sollevare il carico di pochi centimetri ed osservare, per alcuni istanti, il suo comportamento. Devono essere utilizzati solo dispositivi e contenitori adatti allo specifico materiale da utilizzare: è consigliabile utilizzare imbrachi predisposti da ditte che garantiscono la portata indicata. In particolare: - la forca potrà essere utilizzata solo per operazioni di scarico degli automezzi, e comunque senza mai superare, con il carico, altezze da terra superiori a 2 m; - i cassoni metallici (o dispositivi analoghi in grado di impedire il disperdimento del carico, come, ad esempio, benne o ceste) dovranno essere utilizzati per il sollevamento ed il trasporto di materiali minuti. Prima del sollevamento verificare la perfetta chiusura dei dispositivi del gancio. Apparecchi di sollevamento: segnale dagli addetti all'imbracatura. Sollevare i carichi solo dopo aver ricevuto il segnale prestabilito dal personale incaricato all'imbracatura. Apparecchi di sollevamento: sgombero area di manovra. Le manovre di sollevamento possono aver inizio solo dopo che le persone non autorizzate si siano allontanate dal raggio di azione dell'apparecchio di sollevamento. Apparecchi di sollevamento: visibilità. Il manovratore potrà iniziare le manovre di sollevamento solo se ha la perfetta visibilità della zona delle operazioni o se è coadiuvato a terra da lavoratori incaricati esperti. Apparecchi di sollevamento: gradualità del tiro. Le manovre di partenza e di arresto devono effettuarsi con gradualità in modo da evitare bruschi strappi e ondeggiamenti del carico. Apparecchi di sollevamento: sospensione delle manovre. Le manovre eseguite da un apparecchio di sollevamento, dovranno essere immediatamente sospese nei seguenti casi: in presenza di nebbia o di scarsa illuminazione; in presenza di vento forte; nel caso in cui le persone esposte al rischio di caduta dei carichi, non si spostino dalla traiettoria di passaggio. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.8. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.169. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.172. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.173. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.174. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.175. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.182. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.194. D.M. 12/9/1959 art.5. D.M. 12/9/1959 art.11. - 65 - [P100] Prevenzione: Autogrù: prevenzioni a "Caduta di materiale dall'alto" Prescrizioni Esecutive: Autogrù: sospensione del lavoro. Durante le pause o al termine del turno di lavoro, non devono mai essere lasciati carichi sospesi. Il braccio telescopico deve essere ritirato e deve essere azionato il freno di stazionamento. Autogrù: verifiche di manovrabilità. Prima di effettuare qualsiasi movimento verificare che il carico o il braccio non possano urtare contro strutture fisse o si possa avvicinare pericolosamente a linee elettriche. [P101] Prevenzione: Autogrù: prevenzione a "Investimento, ecc." Prescrizioni Esecutive: Autogrù: posizionamento. Nell'esercizio dei mezzi di sollevamento e di trasporto si devono adottare le necessarie misure per assicurare la stabilità del mezzo e del suo carico: - se su gomme la stabilità è garantita dal buono stato dei pneumatici e dal corretto valore della pressione di gonfiaggio; - se su martinetti stabilizzatori, che devono essere completamente estesi e bloccati prima dell'inizio del lavoro, la stabilità dipende dalla resistenza del terreno in funzione della quale sarà ampliato il piatto dello stabilizzatore. In ogni caso, prima di iniziare il sollevamento, devono essere inseriti i freni di stazionamento dell'automezzo. Autogrù: spostamento del carico. Durante le operazioni di spostamento con il carico sospeso è necessario mantenere lo stesso il più vicino possibile al terreno; su percorso in discesa bisogna disporre il carico verso le ruote a quota maggiore. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.169. [P102] Prevenzione: Gru: requisiti comuni Prescrizioni Organizzative: Verifiche sull'area di ubicazione della gru. Le verifiche preventive da eseguire sull'area dove si andrà a montare la gru, sono: verifica della stabilità (non dovranno manifestarsi cedimenti sotto i carichi trasmessi dalla gru attraverso gli appoggi); verifica del drenaggio (non dovranno constatarsi ristagni di acqua alla base della macchina). Qualora fossero presenti, o venissero aperti in un momento successivo, scavi in prossimità della gru, si dovrà provvedere ad una loro adeguata armatura. Struttura portante della gru. Prima dell'installazione della gru nel cantiere, bisogna verificare che la stessa non presenti aste deformate o ossidate in maniera tale da comprometterne la stabilità. Ove necessario, occorrerà procedere alla sostituzione delle aste compromesse o alla verniciatura di quelle che lo richiedano. Stabilità e ancoraggio delle gru. La stabilità e l'ancoraggio delle gru a torre, a portale e simili situate all'aperto devono essere assicurate con mezzi adeguati, tenendo conto sia delle sollecitazioni derivanti dalle manovre dei carichi che da quelle derivanti dalla massima presumibile azione del vento. Zavorre e contrappesi della gru. Le zavorre ed i contrappesi devono essere poste in opera secondo le quantità prescritte dalle specifiche tecniche del costruttore. Tali zavorre dovranno essere realizzate in materiale omogeneo e di peso specifico noto. Cabina di manovra della gru. Nelle gru provviste di cabina di manovra, la scala di accesso deve essere contornata da gabbia metallica di sicurezza a partire da 2 m di altezza da terra e deve presentare un ballatoio ogni 8 metri. Tale cabina dovrà, inoltre, essere dotata di: idonee protezioni contro l'irraggiamento solare; riscaldamento alimentato elettricamente mediante trasformatore di isolamento; istruzioni, esposte in modo chiaro e visibile, necessarie per il corretto utilizzo della gru. Cartelli sul braccio della gru. Lungo il braccio della gru, devono essere posizionati dei cartelli indicanti la portata massima ammissibile nelle varie posizioni: tali cartelli devono risultare perfettamente visibili sia dal manovratore, che dal personale preposto all'imbracatura dei carichi. Radiocomando della gru. Il radiocomando della gru dovrà essere conforme al D.M. 10/05/1988 n. 347. Esso dovrà essere omologato dall'ISPESL, provvisto di targhetta, riportante il numero, e libretto di istruzione da tenere in cantiere. Livello sonoro della gru: pressione e potenza. Le gru a torre immesse sul mercato dopo l'entrata in vigore del DM 588/87 e D.L. 137/92 devono essere corredate da certificato di conformità delle prestazioni acustiche. Gli apparecchi di sollevamento dovranno essere corredati da due targhette metalliche esagonali delle quali una indicante il Livello di Potenza Sonora massimo e l'altra il Livello di Pressione Sonora massimo emessi. Cartelli alla base della gru. Sul basamento della gru o in posizione limitrofa, andrà posizionato il cartello con le segnalazioni per comunicare con il manovratore e quelli con segnalazioni di sicurezza (attenzione ai carichi sospesi, vietato sostare, ecc.). Viabilità pedonale intorno alla gru. Il posizionamento della gru dovrà essere effettuato in modo tale che fino ad un'altezza di 2,5 m. la distanza tra qualsiasi ostacolo fisso e la gru risulti maggiore di 70 cm.; ove ciò non risultasse possibile occorrerà, prima della messa in opera della macchina, interdire il passaggio con opportune barriere. Prescrizioni Esecutive: Fine corsa del carrello della gru. Prima della messa in funzione della macchina occorre predisporre i fine corsa del carrello per impedire, durante la rotazione, il contatto tra il carico e gli ostacoli fissi. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.11. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.41. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.169. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.171. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.185. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.189. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.190. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.4. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.12. [P103] Prevenzione: Gru a torre: requisiti generali Prescrizioni Organizzative: Dispositivi di sicurezza della gru a torre rotante. La gru deve essere dotata dei seguenti dispositivi di sicurezza, il cui funzionamento andrà verificato al termine delle operazioni di montaggio: fine corsa di discesa e salita del gancio; fine corsa di traslazione del carrello; arresto automatico della gru e del carico in caso di interruzione dell'energia elettrica, anche su una sola fase; dispositivo di frenatura per il pronto arresto e la posizione di fermo del carico e del mezzo; dispositivi acustici di segnalazione del moto e di illuminazione del campo di manovra; limitatori di carico e di momento; funzionamento del motore innestato anche durante la discesa del carico. Fondazioni in c.a. per la gru. Gli stabilizzatori della gru andranno appoggiati su adeguate fondazioni in cemento armato. - 66 - Prescrizioni Esecutive: Recinzione alla base della gru a torre rotante. Durante l'uso della gru a torre, viene impedito l'accesso nello spazio di rotazione con parapetti normali alti 1 m. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.41. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.169. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.172. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.173. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.174. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.175. [P104] Prevenzione: DPI: operatore della gru Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti; b) casco; c) occhiali; d) calzature di sicurezza; e) cinture di sicurezza con doppia fune di trattenuta per gli eventuali interventi di manutenzione al di fuori delle protezioni fisse. Prescrizioni Esecutive: Durante le lavorazioni, devono essere utilizzati i seguenti dispositivi di prevenzione individuale: a) guanti; b) casco; c) occhiali; d) calzature di sicurezza; e) cinture di sicurezza con doppia fune di trattenuta per gli eventuali interventi di manutenzione al di fuori delle protezioni fisse. [P105] Prevenzione: Apparecchi di sollevamento: impiego corretto Prescrizioni Esecutive: Le lavorazioni in cui può essere impiegato l'apparecchio di sollevamento sono solo quelle di sollevamento e di trasporto materiali in tiri verticali. E' assolutamente vietato utilizzare la macchina nei casi seguenti: con portate superiori a quelle previste sul libretto di omologazione; per sradicare alberi, pali, massi e qualunque cosa si trovi interrata; per strappare casseformi di ragguardevole entità; per il trasporto, anche breve, di persone. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.168. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.184. [P106] Prevenzione: Gru: prevenzioni a "Caduta dall'alto" Prescrizioni Organizzative: Manovre della gru: eventi ambientali rilevanti. Il riutilizzo della gru, a seguito di eventi meteorologici o sismici rilevanti, deve essere sempre preceduto da una accurata verifica della sua stabilità. Prescrizioni Esecutive: Manovre della gru: presenza di vento. In presenza di vento forte, dovranno sospendersi le operazioni, provvedere ad un ancoraggio supplementare della gru ed a sboccare il suo braccio, lasciandolo libero di ruotare. Il gancio dovrà essere rialzato ed avvicinato alla torre della gru. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.189. [P107] Prevenzione: Gru: prescrizioni per gru interferenti Prescrizioni Organizzative: Gru interferenti: dispositivi di limitazione del carrello. Compatibilmente con le esigenze del cantiere, bisognerà installare dei limitatori alla traslazione del carrello di una o più gru. Gru interferenti: indicazioni generali. Qualora in uno stesso cantiere e/o in cantieri limitrofi fosse necessario montare due o più gru, dovranno posizionarsi in maniera tale da evitare possibili collisioni. Quando non fosse possibile eliminare tale rischio, dovranno essere soddisfatte almeno le seguenti prescrizioni: - i bracci delle gru dovranno essere sfalsati, in maniera tale da evitare collisioni tra elementi strutturali, tenendo conto anche delle massime oscillazioni; - le gru andranno montate ad una distanza reciproca superiore alla somma tra il braccio di quella più alta e la controfreccia di quella più bassa, in modo da impedire il contatto tra il braccio, le funi o il carico di una e la controfreccia dell'altra. Gru interferenti: istruzioni ai manovratori. I manovratori dovranno essere istruiti sui pericoli derivanti dall'interferenza tra le macchine, sulle modalità di comunicazione, sulle segnalazioni da adottarsi prima e durante le manovre, sulle precedenze e sul posizionamento della macchina e dei suoi dispositivi al termine del turno di lavoro. Tali istruzioni dovranno essere fornite per iscritto ai manovratori. Gru interferenti: responsabile manovre. Ogni qualvolta vi sia la possibilità di contatto tra gru (sia nello stesso cantiere che in cantieri limitrofi), andrà designato un responsabile unico delle manovre, che dovrà fornire istruzioni, dirigere e vigilare sulle operazioni contemporanee. [P108] Prevenzione: Gru: prevenzioni a "Caduta di materiale dall'alto" Prescrizioni Organizzative: Sostituzione delle funi della gru. Deve essere effettuata la sostituzione delle funi, con altre dello stesso diametro e carico di rottura, ogni qualvolta si riscontri la rottura di un trefolo o di una quantità di fili valutabile intorno al 10'% della sezione metallica o sono presenti ammaccature, asole e nodi di torsione. Prescrizioni Esecutive: Portata massima sollevabile dalla gru. Devono essere sollevati solo carichi di peso inferiore alla portata massima della gru, indicata dagli appositi cartelli disposti lungo il braccio della gru (che forniscono la portata massima nelle relative posizioni) o dal diagramma delle portate. Prima di iniziare le manovre di sollevamento deve essere verificata l'effettiva portata dei ganci: ove tale portata massima risultasse inferiore a quella della gru, dovrà assumersi come la massima portata sollevabile. Apparecchi di sollevamento: segnalazioni acustiche. Il manovratore dovrà evitare di passare con i carichi sospesi al di sopra delle postazioni di lavoro, su aree pubbliche o comunque impegnate dalla presenza di persone: ove ciò non risultasse realizzabile, le manovre dovranno essere sempre preannunciate con apposite segnalazioni acustiche. Apparecchi di sollevamento: altezza del carico. Durante l'esecuzione delle manovre di sollevamento e trasporto la parte inferiore del carico si deve sempre trovare ad almeno due metri dal suolo per evitare contatti accidentali con persone che eventualmente si trovino sulla traiettoria di passaggio del carico. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.168. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.171. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.186. [P109] Prevenzione: Gru a torre: termine del turno di lavoro Prescrizioni Esecutive: Al termine del turno di lavoro, bisognerà provvedere ad assicurare tutti gli apparecchi scorrevoli ai loro binari mediante tenaglie o simili. In particolare, si dovrà: liberare il gancio da qualsiasi tipo di carico; - 67 - rialzare il gancio, portandolo in prossimità della torre; aprire tutti gli interruttori; consentire al braccio di ruotare liberamente. [P110] Prevenzione: Apparecchi di sollevamento: alimentazione elettrica Prescrizioni Organizzative: L'alimentazione elettrica dell'apparecchio di sollevamento dovrà avvenire mediante cavo di alimentazione flessibile multipolare. L'apparecchio di sollevamento dovrà, inoltre, essere dotato di interruttore generale e differenziale ubicati sul quadro elettrico. Riferimenti Normativi: D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.288. [P111] Prevenzione: Gru: prevenzioni a "Elettrocuzione" Prescrizioni Organizzative: Gru: protezione contro le scariche atmosferiche. Qualora risulti necessario, secondo la norma CEI 81-1, la gru andrà protetta contro le scariche atmosferiche. Posizionamento della gru: distanza da linee elettriche aeree. In prossimità di linee elettriche aeree e/o elettrodotti è d'obbligo rispettare la distanza di sicurezza min. di m. 5,00 dalle parti più sporgenti della gru (considerare il massimo ingombro del carico comprensivo della possibile oscillazione). E' opportuno, comunque, interpellare l'ente erogatore dell'energia per tenere conto dell'eventuale campo magnetico. Prescrizioni Esecutive: Pausa del lavoro della gru: sconnessione dall'impianto elettrico. Durante le pause o al termine del turno di lavoro, scollegare elettricamente la macchina. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.320. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.11. [P112] Prevenzione: Apparecchiature elettriche di classe I: messa a terra Prescrizioni Organizzative: Tutte le macchine di classe I, quali ad esempio betoniera, argani, gru, ecc., devono essere collegate all'impianto di terra. Il collegamento all'impianto di terra deve avvenire tramite un conduttore di protezione di colore giallo-verde, avente la stessa sezione dei conduttori di fase, e comunque non minore di 35 mm2. [P113] Prevenzione: DPI: operatore carrello elevatore Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti; b) casco; c) calzature di sicurezza; d) indumenti protettivi (tute). Prescrizioni Esecutive: Durante le lavorazioni, devono essere utilizzati i seguenti dispositivi di prevenzione individuale: a) guanti; b) casco; c) calzature di sicurezza; d) indumenti protettivi (tute). [P114] Prevenzione: Carrello elevatore: posizione del carico Prescrizioni Esecutive: Posizionare correttamente il carico sulle forche e modificarne l'assetto in funzione delle condizioni del percorso. [P115] Prevenzione: Carrello elevatore: prevenzione a "Investimenti, ecc." Prescrizioni Esecutive: Carrello elevatore: sospensione del lavoro. Al termine del turno di lavoro, o durante un sosta temporanea, posizionare in ogni caso le forche a terra, evitando di lasciare carichi in posizione sopraelevata. Carrello elevatore: posizione delle forche. Durante gli spostamenti le forche devono essere mantenute costantemente basse. [P116] Prevenzione: Carrello elevatore: scarico materiale Prescrizioni Esecutive: Disporre ordinatamente il materiale da scaricare, verificandone la stabilità. [P117] Prevenzione: DPI: operatore scarificatrice - 68 - Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti; b) casco; c) calzature di sicurezza; d) otoprotettori; e) mascherina antipolvere; f) indumenti protettivi (tute). Prescrizioni Esecutive: Durante le lavorazioni, devono essere utilizzati i seguenti dispositivi di prevenzione individuale: a) guanti; b) casco; c) calzature di sicurezza; d) otoprotettori; e) mascherina antipolvere; f) indumenti protettivi (tute). [P118] Prevenzione: Scarificatrice: carter Prescrizioni Esecutive: All'inizio di ciascun turno di lavoro, verificare l'efficienza del carter del rotore fresante e del nastro trasportatore. [P119] Prevenzione: Scarificatrice: area di lavoro Prescrizioni Organizzative: La zona impegnata dalla rifinitrice durante il suo lavoro, deve essere mantenuta libera dalla presenza di qualsiasi lavoratore. In particolare deve essere ripetutamente ricordato alle maestranze il divieto anche solo di attraversare la suddetta area di lavoro. Prescrizioni Esecutive: E' tassativamente vietato a tutti i lavoratori attraversare la zona di lavoro della scarificatrice. [P120] Prevenzione: DPI: operatore grader Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti; b) casco; c) calzature di sicurezza; d) otoprotettori; e) mascherina antipolvere; f) indumenti protettivi (tute). Prescrizioni Esecutive: Durante le lavorazioni, devono essere utilizzati i seguenti dispositivi di prevenzione individuale: a) guanti; b) casco; c) calzature di sicurezza; d) otoprotettori; e) mascherina antipolvere; f) indumenti protettivi (tute). [P121] Prevenzione: Rullo compressore: requisiti generali Prescrizioni Organizzative: Rullo compressore: dispositivi di comando. I dispositivi di comando del rullo compressore devono essere contrassegnati da chiare indicazioni che definiscano le manovre cui sono preposti. Rullo compressore: dispositivo di avvio. Il rullo compressore deve essere corredato di un dispositivo che ne impedisce l'avvio qualora il motore non si trovi in folle. [P122] Prevenzione: DPI: operatore rullo compressore Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti ai lavoratori adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti; b) casco; c) calzature di sicurezza; d) otoprotettori; e) mascherina antipolvere; f) indumenti protettivi (tute). Prescrizioni Esecutive: Durante le lavorazioni, devono essere utilizzati i seguenti dispositivi di prevenzione individuale: a) guanti; b) casco; c) calzature di sicurezza; d) otoprotettori; e) mascherina antipolvere; f) indumenti protettivi (tute). [P123] Prevenzione: Rullo compressore: prevenzioni a "Investimenti, ecc." Prescrizioni Organizzative: Rullo compressore: area di lavoro. La zona impegnata dal rullo compressore durante il suo lavoro, deve essere mantenuta libera dalla presenza di qualsiasi lavoratore. In particolare deve essere ripetutamente ricordato alle maestranze il divieto anche solo di attraversare la suddetta area di lavoro. Prescrizioni Esecutive: Rullo compressore: area di lavoro. E' tassativamente vietato a tutti i lavoratori attraversare la zona di lavoro del rullo compressore. Rullo compressore: velocità. Durante la lavorazione, il pilota dovrà condurre il rullo compressore alla minima velocità possibile, compatibilmente con il lavoro da eseguire. [P124] Prevenzione: DPI: operatore finitrice Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti; b) casco; c) calzature di sicurezza; d) otoprotettori; e) mascherina antipolvere; f) indumenti protettivi (tute). Prescrizioni Esecutive: Durante le lavorazioni, devono essere utilizzati i seguenti dispositivi di prevenzione individuale: a) guanti; b) casco; c) calzature di sicurezza; d) otoprotettori; e) mascherina antipolvere; f) indumenti protettivi (tute). [P125] Prevenzione: Finitrice: area di lavoro Prescrizioni Organizzative: La zona impegnata dalla finitrice durante il suo lavoro, deve essere mantenuta libera dalla presenza di qualsiasi lavoratore. In particolare deve essere ripetutamente ricordato alle maestranze il divieto anche solo di attraversare la suddetta area di lavoro. Prescrizioni Esecutive: E' tassativamente vietato a tutti i lavoratori attraversare la zona di lavoro della finitrice. [P126] Prevenzione: Finitrice: connessioni e impianti Prescrizioni Esecutive: All'inizio di ciascun turno di lavoro, va verificata l'efficienza del riduttore di pressione, del manometro e di tutte le connessioni tra tubazioni, bruciatori e bombole. [P127] Prevenzione: Attrezzi manuali: prevenzioni a "Caduta di materiale dall'alto ecc." Prescrizioni Organizzative: Contenitore per utensili. Fornire ai lavoratori adeguati contenitori per riporre gli utensili di piccola taglia. Prescrizioni Esecutive: Attrezzi non utilizzati. Non abbandonare gli utensili nei passaggi ed assicurarli da una eventuale caduta dall'alto. Contenitore per utensili. Utilizzare gli appositi contenitori per riporre gli utensili di piccola taglia. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.24. [P128] Prevenzione: Prevenzioni generali a "Colpi, Tagli, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari Prescrizioni Esecutive: Protezione dalle proiezioni di schegge e materiali. Nei lavori che possono dar luogo alla proiezione pericolosa di schegge o di materiali, come spaccatura o scalpellatura di blocchi o simili, taglio di chiodi e in genere nei lavori eseguiti mediante utensili a mano o a motore, devono essere predisposti efficaci mezzi di protezione a difesa sia delle persone direttamente addette a tali lavori, sia di coloro che sostano o transitano in vicinanza. - 69 - Distanza tra lavoratori. Distanziare adeguatamente gli altri lavoratori durante l'uso di utensili, attrezzature a motore o macchinari. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.12. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.9. [P129] Prevenzione: Attrezzi manuali: fine del turno di lavoro Prescrizioni Organizzative: Scelta dell'utensile adeguato. Fornire ai lavoratori utensili adeguati all'impiego cui sono destinati. Stato manutentivo degli attrezzi. Fornire ai lavoratori utensili in buone condizioni: verificare il corretto fissaggio del manico, sostituire i manici che presentino incrinature o scheggiature, per punte e scalpelli fornire idonei paracolpi ed eliminare le sbavature dalle impugnature. Prescrizioni Esecutive: Attrezzi manuali: fine del turno di lavoro. Al termine del turno di lavoro controllare lo stato di usura degli utensili utilizzati, quindi pulirli e riporli ordinatamente. Scelta dell'utensile adeguato. Selezionare il tipo di utensile adeguato al lavoro da eseguirsi. Stato manutentivo degli attrezzi. Controllare che l'utensile non sia deteriorato: verificare il corretto fissaggio del manico, per punte e scalpelli utilizzare idonei paracolpi. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.374 art.24. D.L.19/9/1994 n.626 art.35. [P130] Prevenzione: Carriola: prevenzioni a "Colpi, ecc." Prescrizioni Organizzative: Carriola: manopole. I manici della carriola devono essere dotati, alle estremità, di manopole antiscivolo. Carriola: ruota. La ruota della carriola deve essere mantenuta gonfia a sufficienza. Prescrizioni Esecutive: Carriola: modalità di impiego. I lavoratori che usano la carriola dovranno utilizzala solo spingendo, evitando di trascinarla. Carriola: ruota. Ai lavoratori è vietato usare la carriola con la ruota sgonfia e priva delle manopole. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.4. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.374. [P131] Prevenzione: Requisiti generali comuni a utensili, attr. a motore o macchinari Prescrizioni Organizzative: Organi rotanti: verifiche. Bisogna far eseguire da personale specializzato, periodicamente ed ogni qualvolta se ne evidenzi la necessità, verifiche sugli accoppiamenti degli organi rotanti per valutarne lo stato di usura. Prescrizioni Esecutive: Cuscinetti: verifiche. Deve costantemente essere verificato lo stato di usura e la funzionalità dei cuscinetti per valutare la opportunità della loro lubrificazione o sostituzione. [P132] Prevenzione: Requisiti generali comuni a attr. a motore o macchinari a postazione fissa Prescrizioni Organizzative: Cartelli con norme d'uso. In prossimità della macchina devono essere esposti cartelli con l'indicazione delle principali norme d'uso e di sicurezza. Comandi della macchina: arresto di emergenza. Sulla macchina, in posizione facilmente raggiungibile e ben riconoscibile, deve essere collocato un interruttore per l'arresto immediato di emergenza. Comandi della macchina: posizione e caratteristiche. Ogni macchina deve avere gli organi di comando per la messa in moto e l'arresto ben riconoscibili e a facile portata del lavoratore; inoltre devono essere collocati in modo da evitare avviamenti o innesti accidentali o essere provvisti di dispositivi atti a conseguire lo stesso scopo. Prescrizioni Esecutive: Comandi della macchina: arresto di emergenza. Il lavoratore deve, prima di iniziare le lavorazioni, prendere visione della posizione del comando per l'arresto immediato di emergenza segnalando al preposto o al datore di lavoro, se tale posizione non dovesse essere facilmente ragguiungibile. Condizioni di posizionamento ed utilizzo: indicazioni del costruttore. La macchina dovrà sempre essere posizionata ed utilizzata seguendo le indicazioni del libretto d'uso e manutenzione fornito dal costruttore. Verifiche sull'area di ubicazione della macchina. Le verifiche preventive da eseguire sul terreno dove si dovrà installare la macchina sono: verifica della stabilità (non dovranno manifestarsi cedimenti sotto i carichi trasmessi dalla macchina); verifica del drenaggio (non dovranno constatarsi ristagni di acqua piovana alla base della macchina). Per assicurare la stabilità della macchina si dovranno utilizzare gli appositi regolatori di altezza, se presenti o, in alternativa, assi di legno, evitando l'uso di mattoni e pietre. Qualora venissero aperti scavi in prossimità della macchina, si dovrà provvedere ad una loro adeguata armatura. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.52. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.76. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.77. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.12. D.L.19/9/1994 n.626 art.35. [P133] Prevenzione: Compressore: requisiti generali Prescrizioni Organizzative: Compressore: targa del costruttore. Sulla macchina deve essere applicata, ad opera del costruttore, una targhetta indicante: il nome del costruttore, l'anno di costruzione ed il luogo, la temperatura e pressione di progetto, il numero di matricola dell'apparecchio, la data della prova più recente cui è stata sottoposta la macchina, il marchio dell'ISPESL. Compressore: libretto matricolare. Il compressore deve essere corredato, oltre che della normale documentazione (libretto di garanzia e manutenzione), del libretto matricolare da cui è possibile desumere a quale classe di tipologia di recipienti in pressione appartiene e, conseguentemente, le competenze in merito ai controlli periodici. Compressore: valvola di sicurezza. I compressori devono essere provvisti di una valvola di sicurezza tarata per la pressione massima di esercizio e di dispositivo che arresti automaticamente il lavoro di compressione al raggiungimento della pressione massima d'esercizio. Compressore: rivestimenti fonoassorbenti. Prima e durante le lavorazioni, deve essere verificata l'integrità del rivestimento fonoassorbente e/o di tutti i dispositivi preposti alla riduzione del rumore prodotto ai valori di norma. Organi del compressore: protezioni. Il compressore deve essere dotato di adeguate protezioni (carter, ecc.) dal contatto con organi mobili - 70 - (cinghie, volani, pulegge, ecc.) e con parti ad elevata temperatura: tali protezioni dovranno essere realizzate con griglie a maglia fitta o con lamiera continua. Gli organi mobili di cui sopra dovranno essere protetti, inoltre, dalle polveri inevitabilmente presenti in cantiere. Organizzazione dell'area intorno al compressore. Il compressore deve essere installato in un area avente estensione sufficiente a garantire adeguati spazi di servizio. Prescrizioni Esecutive: Compressore: manometri e termometri. Prima e durante le lavorazioni deve essere verificata la regolarità di funzionamento dei manometri e termometri, di cui il compressore deve essere obbligatoriamente dotato. Tali strumenti vanno manutenuti in maniera tale che le loro indicazioni risultino chiaramente visibili da chiunque. Compressore: dispositivo di arresto automatico. Prima e durante le lavorazioni deve essere verificata l'efficienza del dispositivo automatico di arresto del motore, obbligatoriamente presente sul compressore, e la cui funzione è intervenire al raggiungimento della pressione massima di esercizio. Operazioni all'avviamento del compressore. All'inizio delle lavorazioni, e prima dell'avviamento del compressore, deve essere aperto il rubinetto dell'aria fino al raggiungimento dello stato di regime del motore. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.234. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.167. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.167. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.41. [P134] Prevenzione: Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari Prescrizioni Esecutive: Misurazioni di pezzi in lavorazione. Un pezzo in lavorazione deve essere misurato soltanto con la macchina ferma. Verifiche delle protezioni prima della lavorazione. Ogni qualvolta il lavoratore si accinga ad iniziare una lavorazione, dovrà preventivamente accertarsi del corretto posizionamento dei carter e di tutte le protezioni da organi mobili. [P135] Prevenzione: Compressore: prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc." Prescrizioni Esecutive: Compressore: interruzioni del lavoro. La valvola di intercettazione dell'aria compressa deve essere chiusa ad ogni interruzione del lavoro. Compressore: termine delle lavorazioni. Al termine delle lavorazioni bisognerà spegnere il motore e scaricare il serbatoio dell'aria. [P136] Prevenzione: Compressore a motore: avviamento Prescrizioni Esecutive: Nell'avviamento del motore del compressore, il lavoratore non dovrà mai arrotolare alla mano o alle dita l'eventuale cordicella della messa in moto. [P137] Prevenzione: Condizioni ambientali: divieto di utilizzare aria compressa Prescrizioni Esecutive: Quando nell'ambiente di lavoro sono presenti polveri di natura infiammabile o esplosiva come zucchero, amido, alluminio, magnesio e leghe di questi ultimi materiali, non si devono utilizzare getti di aria compressa, a meno che non si sia provveduto ad umidificare l'aria dell'ambiente portandola ad una umidità relativa di almeno il 70%. [P138] Prevenzione: Compressore: prevenzioni generali a "Investimento, ecc." Prescrizioni Esecutive: Compressori su gomme: controllo ruote. Se il compressore è dotato di ruote pneumatiche per il traino, occorre controllarne lo stato manutentivo e la pressione di gonfiaggio, che i bulloni siano perfettamente serrati e che le guarnizioni siano in buono stato. Compressori su gomme: stabilità. La stabilità dei compressori su ruote gommate deve essere garantita mediante l'utilizzo degli appositi freni e/o di cunei in legno. E' tassativamente vietato asportare le ruote del compressore prima del suo utilizzo, in quanto modificando la configurazione della macchina rispetto a quella prevista dal costruttore, se ne pregiudica la stabilità. [P139] Prevenzione: Compressore: prevenzioni generali a "Scoppio" Prescrizioni Esecutive: Compressore: filtro aspirazione. Prima e durante le lavorazioni, deve essere controllata l'efficienza del filtro posto sul condotto di aspirazione dell'aria esterna per trattenerne le polveri: un suo cattivo stato di funzionamento potrebbe comportare l'intasamento dei condotti e/o l'immissione di gas e vapori provenienti dall'esterno con conseguente pericolo di esplosione. Compressore: filtro mandata. Prima e durante le lavorazioni deve essere controllata l'efficienza del filtro di trattenuta per acqua e particelle d'olio. [P140] Prevenzione: Decespugliatore a motore: prevenzioni a "Cesoiamenti, ecc." Prescrizioni Esecutive: Decespugliatore a motore: posizione del lavoratore. Eseguire il lavoro in condizioni di adeguata stabilità. Decespugliatore a motore: verifiche degli organi lavoratori. All'inizio di ciascun turno di lavoro, e periodicamente durante le lavorazioni, controllare l'integrità della lama o del rocchetto portafilo. [P141] Prevenzione: Pulizia con detergenti Prescrizioni Esecutive: Nella pulizia dei pezzi meccanici non vanno mai utilizzati liquidi infiammabili come benzina, gasolio, ecc. ma gli appositi liquidi detergenti ininfiammabili e non tossici. [P142] Prevenzione: Raffreddamento di macchine e materiali Prescrizioni Esecutive: Durante la lavorazione, ed al suo termine, si deve evitare, in ogni caso, di toccare a mani nude gli organi lavoratori di utensili o macchinari e i materiali lavorati, in quanto surriscaldati. [P143] Prevenzione: Attrezzature ad alimentazione pneumatica: requisiti Prescrizioni Organizzative: Attrezzi ad alimentazione pneumatica: targhetta. Il valore della velocità nominale massima di rotazione (giri/min.) e/o quello della pressione di alimentazione deve essere riportato sulla targhetta apposita posizionata sull'attrezzo. Tubazioni adduttrici aria compressa: caratteristiche. La tipologia di tubazione dovrà essere non eccessivamente rigida (per non ostacolare - 71 - o affaticare il lavoratore), preferibilmente con anima in tessuto resistente. Prescrizioni Esecutive: Alimentazione pneumatica: collegamento utensili. Prima di eseguire il collegamento di una macchina pneumatica alla rete di distribuzione, bisogna verificare che: le pressioni di esercizio della macchina siano compatibili con quelle erogate dal compressore di alimentazione; le manichette siano integre e di tipo adeguato alla pressione di alimentazione; l'aria che giunge all'utensile sia esente da polveri e da vapori d'olio; sia presente, all'inizio della derivazione, una valvola di scarico per l'eliminazione dell'acqua di condensazione che potrebbe formarsi nella rete di distribuzione. Tubazioni adduttrici aria compressa: caratteristiche. La tipologia di tubazione dovrà essere non eccessivamente rigida (per non ostacolare o affaticare il lavoratore), preferibilmente con anima in tessuto resistente. Tubi flessibili: attacchi e giunti. I collegamenti dei tubi flessibili al serbatoio dell'aria compressa, alla rete di distribuzione o tra tratti di tubo, dovranno essere realizzati con fasce metalliche a bordi non taglienti, fissate mediante appositi morsetti (o in altro modo equivalente) in maniera tale da evitare distacchi accidentali durante le lavorazioni a causa della pressione interna, delle vibrazioni, di urti o torsioni. Andranno, comunque, evitati collegamenti eseguiti con legature mediante fili metallici o di fibre tessili, mentre sono raccomandabili i giunti a baionetta. [P144] Prevenzione: Custodia degli utensili del martello demolitore Prescrizioni Esecutive: Gli utensili del martello non utilizzati devono essere conservati in luogo asciutto e chiuso a chiave. [P145] Prevenzione: Martello pneumatico: dispositivi antirumore Prescrizioni Esecutive: All'inizio di ciascun turno di lavoro, il lavoratore è tenuto a verificare la presenza e l'efficienza della cuffia antirumore. [P146] Prevenzione: Attrezzature ad alimentazione pneumatica: prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc." Prescrizioni Esecutive: Attrezzi ad alimentazione pneumatica: soste temporanee. Durante le interruzioni di lavoro deve essere interrotta l'alimentazione all'utensile, e si dovranno svuotare le tubazioni. Attrezzi ad alimentazione pneumatica: termine del lavoro. Al termine delle lavorazioni bisognerà provvedere a scollegare le tubazioni di adduzione dell'aria compressa. [P147] Prevenzione: Martello demolitore: prevenzioni a "Cesoiamenti, ecc." Prescrizioni Esecutive: Blocco del martello demolitore. Prima di iniziarne l'impiego, devono essere valutati tutti i fattori che potrebbero determinare il blocco del martello durante le operazioni lavorative, con la conseguente probabile perdita del controllo dello stesso da parte del lavoratore. Sostituzione degli utensili del martello demolitore. La sostituzione degli utensili (punta, scalpello, vanghetta) deve essere eseguita utilizzando gli attrezzi adeguati e sconnettendo l'utensile dalla rete di alimentazione. [P148] Prevenzione: Prevenzioni generali a "Colpi, Tagli, ecc.", comuni a utensili, attr. a motore o macchinari Prescrizioni Esecutive: Protezione dalle proiezioni di schegge e materiali. Nei lavori che possono dar luogo alla proiezione pericolosa di schegge o di materiali, come spaccatura o scalpellatura di blocchi o simili, taglio di chiodi e in genere nei lavori eseguiti mediante utensili a mano o a motore, devono essere predisposti efficaci mezzi di protezione a difesa sia delle persone direttamente addette a tali lavori, sia di coloro che sostano o transitano in vicinanza. Attrezzi: distanza tra lavoratori. Distanziare adeguatamente gli altri lavoratori durante l'uso di utensili, attrezzature a motore o macchinari. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.12. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.9. [P149] Prevenzione: Usi vietati per l'aria compressa Prescrizioni Esecutive: E' vietato utilizzare i getti di aria compressa per ragioni diverse da quelle lavorative, ed in particolare: per gioco, per refrigerare persone o ambienti, per svuotare recipienti, per liberare da vapori, gas, polveri o altre sostanze i recipienti che hanno contenuto sostanze infiammabili (si dovrà opportunamente considerare il rischio di esplosione derivante dall'elettricità statica). [P150] Prevenzione: Martello demolitore: posizione del lavoratore Prescrizioni Esecutive: Il lavoratore, durante il funzionamento del martello demolitore, deve tenere ben saldo l'utensile ed assumere una corretta posizione di equilibrio: infatti quando il materiale lavorato crolla o si distacca, egli subirà un contraccolpo che tenderà a spostarlo lateralmente o in avanti. [P151] Prevenzione: Attrezzature ad alimentazione pneumatica: prevenzioni generali a "Scoppio" Prescrizioni Esecutive: Attrezzi ad alimentazione pneumatica: riduttori di pressione. Prima e durante le lavorazioni bisogna controllare l'efficienza dei manometri o di eventuali dispositivi contro gli eccessi di pressione. Tubazioni adduttrici aria compressa: posizionamento. Le tubazioni adduttrici aria compressa, dovranno essere posizionate in maniera tale da: essere protette dal contatto con oli, grassi, fango o malta di cemento; non intralciare le lavorazioni in atto e/o quelle di altri lavoratori; non siano fatte oggetto di continui schiacciamenti e/o calpestamenti da parte delle maestranze o veicoli; non siano sottoposte a piegamenti di piccolo raggio o ad angolo vivo. Uso e manutenzione dei tubi per l'aria compressa. E' assolutamente vietato usare i tubi per l'aria compressa per trainare, sollevare o calare - 72 - il compressore o piegarli per interrompere il flusso di aria. Ogni qualvolta si presentino forature, lacerazioni, tagli ecc., sui tubi flessibili, bisognerà provvedere alla loro sostituzione, evitando rigorosamente qualsiasi riparazione con nastro adesivo o con qualsivoglia mezzo di fortuna. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.234. [P152] Prevenzione: Scale: requisiti Prescrizioni Organizzative: Le scale devono essere costruite con materiale adatto alle condizioni di impiego, devono essere sufficientemente resistenti nell'insieme e nei singoli elementi e devono avere dimensioni appropriate al loro uso. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.18. [P153] Prevenzione: Scale: prevenzioni a "Caduta dall'alto" Prescrizioni Organizzative: Scale: dispositivi antisdrucciolo. Le scale devono possedere dispositivi antisdrucciolevoli alle estremità inferiori dei due montanti. I pioli devono essere del tipo antisdrucciolevole. Scale: requisiti dei pioli. I pioli devono essere privi di nodi ed incastrati nei montanti. Prescrizioni Esecutive: Scala: aggancio per la cintura di sicurezza. Qualora la scala risulti adeguatamente vincolata, si deve agganciare la cintura di sicurezza ad un piolo della scala stessa. Scala: unico utilizzatore. E' vietata la permanenza contemporanea di più lavoratori sulla scala; deve, inoltre, limitarsi il peso dei carichi da trasportare su di essa. Scale: pioli o gradini superiori. Viene vietato di salire sugli ultimi gradini o pioli della scala. Scale: requisiti dei pioli. E' vietato l'uso di scale che presentino listelli di legno chiodati sui montanti al posto dei pioli rotti. Scale: salita e discesa. Il lavoratore che utilizza la scala, deve effettuare la salita e la discesa rivolgendo sempre il viso verso di essa. Scale: spostamenti laterali. Nessun lavoratore deve trovarsi sulla scala quando se ne effettua lo spostamento laterale. Scale: terreno cedevole. Le scale posizionate su terreno cedevole vanno appoggiate su un'unica tavola di ripartizione. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.4. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.18. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.20. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.8. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.16. [P154] Prevenzione: Scala doppia: prevenzioni a "Caduta dall'alto" Prescrizioni Organizzative: Scala doppia: requisiti. Le scale doppie non devono superare l'altezza di m 5 e devono essere provviste di catena di adeguata resistenza o di altro dispositivo che impedisca la apertura della scala oltre il limite prestabilito di sicurezza. Prescrizioni Esecutive: Scala doppia: corretta posizione di lavoro. E' assolutamente vietato lavorare a cavalcioni della scala. Scala doppia: divieto su opere provvisionali. E' vietato l'uso della scala doppia su qualsiasi opera provvisionale. Scala doppia: piattaforma. E' consentito l'accesso sulla eventuale piattaforma, e/o sul gradino sottostante, solo qualora i montanti siano stati prolungati di almeno 60 cm al di sopra di essa. Scala doppia: supporto per ponti. E' vietato l'uso della scala doppia come supporto per ponti su cavalletto. [P155] Prevenzione: Scala: divieti per il tipo metallico Prescrizioni Esecutive: E' vietato l'uso della scala in metallo per lavori su parti in tensione. [P156] Prevenzione: Andatoie e passerelle: requisiti generali Prescrizioni Organizzative: Andatoie e passerelle: caratteristiche. Le andatoie e passerelle devono essere allestite a regola d'arte, utilizzando buon materiale, risultare idonee allo scopo ed essere conservate in efficienza per l'intera durata del lavoro. Andatoie e passerelle: larghezza. Le andatoie devono avere larghezza non minore di m 0,60, quando siano destinate soltanto al passaggio di lavoratori, e di m 1,20, se destinate al trasporto di materiali. Andatoie e passerelle: pendenza. La pendenza di andatoie e passerelle non dovrà superare in nessun caso il 50 per cento, mantenendosi nelle situazioni ordinarie entro il 25 per cento. Andatoie e passerelle: pianerottoli e listelli. Le andatoie lunghe (oltre i 6 m) devono essere interrotte da pianerottoli di riposo ad opportuni intervalli; sulle tavole delle andatoie devono essere fissati listelli trasversali a distanza non maggiore del passo di un uomo carico (circa 40 cm). Riferimenti Normativi: D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.29. [P157] Prevenzione: Andatoie e passerelle: verifiche Prescrizioni Esecutive: All'inizio di ciascun turno di lavoro, e periodicamente durante lo stesso, verificare la stabilità e la completezza dall'anditoia o passerella, con particolare attenzione alle tavole che compongono il piano di calpestio. [P158] Prevenzione: Andatoie e passerelle: parasassi Prescrizioni Organizzative: Qualora le andatoie o passerelle costituiscano un posto di passaggio non provvisorio e vi sia pericolo di caduta di materiali dall'alto, va predisposto un impalcato di sicurezza (parasassi). [P159] Prevenzione: Ponteggio mobile: prevenzioni a "Caduta dall'alto" - 73 - Prescrizioni Organizzative: Ponteggi mobili: spostamenti. I ponti, esclusi quelli usati nei lavori per le linee elettriche di contatto, non devono essere spostati quando su di essi si trovano lavoratori o sovraccarichi. Prescrizioni Esecutive: Ponteggi mobili: altezza. I ponti sviluppabili devono essere usati esclusivamente per l'altezza per cui sono costruiti, senza aggiunte di sovrastrutture. Ponteggi mobili: ancoraggi. I ponti su ruote devono essere ancorati alla costruzione almeno ogni due piani. Ponteggi mobili: parapetto. Quando si effettuano lavori ad una altezza da terra maggiore di due metri si dovrà dotare il ponte di parapetti completi di tavola fermapiede su tutti e quattro i lati. Ponteggi mobili: piano di scorrimento. Il piano di scorrimento delle ruote deve risultare livellato; il carico del ponte sul terreno deve essere opportunamente ripartito con tavoloni o altro mezzo equivalente. Ponteggi mobili: salita. Per la salita e la discesa dal trabattello, disporre all'interno dell'incastellatura scale che siano opportunamente protette contro la caduta (gabbia o aperture che non consentano l'attraversamento della persona). E' vietato salire o scendere lungo i montanti. Ponteggi mobili: vincoli alle ruote. Le ruote del ponte in opera devono essere saldamente bloccate con cunei dalle due parti. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.17. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.16. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.24. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.38. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.52. . . [P160] Prevenzione: Ponteggio: cintura di sicurezza Prescrizioni Esecutive: Durante le operazioni di montaggio e smontaggio del ponteggio, o ogni qualvolta i dispositivi di protezione collettiva non garantiscano da rischio di caduta dall'alto, il lavoratore dovrà far uso della cintura di sicurezza. Riferimenti Normativi: D.M. 22/5/1992 n.466. [P161] Prevenzione: Ponteggi: ricezione del carico Prescrizioni Esecutive: Nelle operazioni di ricezione del carico su ponteggi o castelli, utilizzare bastoni muniti di uncini, evitando accuratamente di sporgersi oltre le protezioni. [P162] Prevenzione: Ponteggi mobili: prevenzioni a "Caduta di materiale dall'alto ecc." Prescrizioni Esecutive: Ponteggi mobili: base. I ponti su ruote devono avere base ampia in modo da resistere, con largo margine di sicurezza, ai carichi ed alle oscillazioni cui possono essere sottoposti durante gli spostamenti o per colpi di vento e in modo che non possano essere ribaltati. Ponteggi mobili: norme generali di comportamento. E' vietato gettare dall'alto gli elementi metallici del ponte o qualsiasi altro oggetto dal ponteggio. Ponteggi mobili: verticalità. La verticalità dei ponti su ruote deve essere controllata con livello o con pendolino. Riferimenti Normativi: D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.52. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.38. [P163] Prevenzione: Requisiti generali comuni agli utensili Prescrizioni Organizzative: Utensili: potenza del motore adeguata. L'utensile deve essere dotato di motore di potenza e/o numero di giri adeguato al tipo di operazione da svolgere. Livello di Potenza Sonora: targhetta. Sulla macchina deve essere applicata apposita targhetta riportante il Livello di Potenza Sonora emesso durante le verifiche di legge. - 74 - Riferimenti Normativi: D.L. 15/8/1991 n.277. [P164] Prevenzione: Prevenzioni generali a "Cesoiamenti, ecc.", comuni agli utensili Prescrizioni Esecutive: Impugnatura dell'utensile. Le impugnature dell'utensile vanno sempre tenute asciutte e prive di oli o grasso. Uso appropriato dell'utensile. L'utensile non deve essere mai utilizzato per scopi o lavori per i quali non è destinato. [P165] Prevenzione: Disposizioni ulteriori per i lavoratori che utilizzano utensili elettrici Prescrizioni Esecutive: Adattatori per spine per uso domestico. Le prese a spina per uso domestico sono assolutamente vietate nel cantiere; ove fosse necessario utilizzare un attrezzo elettrico con spina di tipo domestico indissolubile dal cavo (ad esempio flessibili, scanalatori, trapani, ecc.) si dovranno utilizzare appositi adattatori da montare sulle prese a norma. Tali adattatori non devono: avere grado di protezione inferiore a quello necessario alla lavorazione; avere portata inferiore a quella della presa; essere usati in luoghi con pericolo di scoppio o di incendio; essere usati in prese con interruttori di blocco; essere lasciati inseriti nelle prese quando non sono utilizzati. Apparecchiature elettriche: impugnatura utensili. Gli attrezzi elettrici non devono essere presi per il cavo ma per l'apposita impugnatura. Il peso dell'apparecchio produce il distacco del cavo dai morsetti con conseguente pericolo di corto circuito e quindi di scarica elettrica in caso di contatto. Apparecchiature elettriche: pulizia. Gli apparecchi mobili e portatili devono essere puliti frequentemente soprattutto quando sono stati esposti all'imbrattamento ed alla polvere. Luoghi conduttori ristretti: utensili utilizzabili. Nei "luoghi conduttori ristretti" possono essere utilizzati : apparecchi ed utensili elettrici, mobili e portatili, di classe II (doppio quadratino concentrico normalizzato) alimentati tramite separazione elettrica singola (trasformatore di isolamento); apparecchi alimentati a bassissima tensione di sicurezza (uguale o minore di 25 volt, nei cantieri). Riferimenti Normativi: CEI 23-5. CEI 23-16. CEI 64-8 CAP XI Sez.4. [P166] Prevenzione: Requisiti generali delle apparecchiature elettriche Prescrizioni Organizzative: Apparecchiature elettriche: dispositivo contro il riavviamento automatico. Tutte le apparecchiature elettriche, quali ad esempio seghe circolari, betoniere, flessibili, ecc., che possono presentare pericolo per l'operatore con la rimessa in moto al ristabilirsi della tensione di rete dopo una interruzione, devono essere provviste di dispositivo contro il riavviamento automatico. Apparecchiature elettriche: targhetta. Tutte le apparecchiature elettriche (fisse, mobili, portatili o trasportabili) devono essere corredate di targhetta su cui, tra l'altro, devono essere riportate la tensione, l'intensità ed il tipo di alimentazione prevista dal costruttore, i marchi di conformità e tutte le altre eventuali caratteristiche costruttive necessarie per l'uso. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.68. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.267. [P167] Prevenzione: Requisiti specifici degli utensili elettrici Prescrizioni Organizzative: Apparecchiature elettriche: interruttore di avvio. Gli utensili elettrici portatili devono essere muniti di un interruttore incorporato nell'incastellatura, che consenta di eseguire con facilità e sicurezza la messa in moto e l'arresto. Apparecchiature elettriche: tensione di lavoro. Gli utensili elettrici portatili utilizzati per lavori all'aperto devono: essere alimentati con tensione non superiore a 220 Volt verso terra; essere alimentati con tensione non superiore a 50 Volt (25 nei cantieri) verso terra o da trasformatori di isolamento, qualora si lavori in luoghi bagnati o molto umidi o entro grandi masse metalliche. Apparecchiature elettriche: doppio isolamento. Gli apparecchi elettrici portatili alimentati con una tensione superiore a 25 V devono disporre di un isolamento supplementare detto doppio isolamento (classe II): esso è riconoscibile dal simbolo, applicato sull'involucro dell'utensile, del doppio quadratino concentrico ed è accompagnato dal simbolo dell'istituto (marchio del laboratorio) di omologazione che ne attesta l'idoneità. Gli apparecchi con doppio isolamento non devono essere collegati a terra in quanto il doppio isolamento è una garanzia maggiore della messa a terra. Apparecchiature elettriche: alimentazione con trasformatore. Se l'alimentazione degli utensili elettrici che operano all'aperto o in luoghi molto umidi è fornita mediante rete a bassissima tensione attraverso un trasformatore, questo dovrà avere l'avvolgimento primario separato ed isolato perfettamente dall'avvolgimento secondario. Il trasformatore dovrà essere collocato in modo che l'operatore non venga in contatto con la presa relativa alla sua alimentazione. Apparecchiature elettriche: lavorazioni con uso di acqua. Per gli utensili elettrici di classe II che fanno uso di acqua, come le smerigliatrici o i vibratori per il calcestruzzo, devono essere utilizzati trasformatori di isolamento o motogeneratori che garantiscano una separazione galvanica della rete di alimentazione in BT. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.313. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.315. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.316. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.374. LEGGE 1/3/1968 n.186. D.M. 20/11/1968. CEI 107-43. [P168] Prevenzione: Prevenzioni generali a "Elettrocuzione", comuni agli utensili Prescrizioni Esecutive: Uso dell'utensile: disinserimento degli impianti. Prima di utilizzare l'utensile su qualsivoglia struttura e/o materiale, deve verificarsi l'assenza di tensione su di essi e che risultino fuori servizio tutti gli altri impianti tecnologici eventualmente presenti. Durante le lavorazioni dovrà costantemente verificarsi che altri lavoratori non abbiano reinserito impianti tecnologici in prossimità del luogo di lavoro. Parti metalliche dell'utensile. Qualora si operi su superfici (pavimenti, muri, ecc.) o altri luoghi che possano nascondere cavi in tensione, bisognerà evitare di toccare le parti metalliche dell'utensile durante la lavorazione. [P169] Prevenzione: Saldatrice elettrica: dispositivi di protezione degli occhi Prescrizioni Organizzative: Fornire agli addetti all'uso della saldatrice elettrica ad arco voltaico, occhiali o schermi di tipo inattinico. - 75 - Il colore e la composizione delle lenti (stratificate) di tali protezioni, deve essere capace di filtrare i raggi UV (ultravioletti) e IR (infrarossi) capaci di portare lesioni alla cornea, al cristallino e in alcuni casi anche la retina. Le lenti degli occhiali devono essere realizzate in vetro o in materiale plastico (policarbonato). Gli occhiali devono avere sempre schermi laterali per evitare le proiezioni di materiali o liquidi di rimbalzo o comunque di provenienza laterale. Il DPI dovrà riportare la marcatura CE, risultando conforme alle norme tecniche nazionali o di altri Paesi della Comunità Europea. Prescrizioni Esecutive: Utilizzare i dispositivi di prevenzione per gli occhi forniti dal datore di lavoro. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.259. [P170] Prevenzione: Saldatrice elettrica: prevenzioni a "Elettrocuzione" Prescrizioni Organizzative: Saldatrice elettrica: pinze portaelettrodi. Le pinze portaelettrodi della saldatrice elettrica devono essere munite di impugnatura isolante ed incombustibile. Prescrizioni Esecutive: Saldatrice elettrica: collegamento di massa. Il cavo di massa della saldatrice elettrica deve essere collegato al pezzo da saldare nelle immediate vicinanze della zona nella quale si deve saldare. Il collegamento di massa della saldatrice elettrica è effettuato mediante morsetti, pinze, prese magnetiche o altri sistemi che offrono un buon contatto elettrico. E' vietato l'uso di tubazioni o profilati metallici di sezione inadeguata o di altri mezzi di fortuna. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.326. [P171] Prevenzione: Saldatrice elettrica: prevenzioni a "Inalazione polveri, ecc." Prescrizioni Organizzative: Saldatrice elettrica: dispositivi di protezione da fumi e gas. Fornire adeguati dispositivi di prevenzione individuale: maschera per la protezione delle vie respiratorie. Prescrizioni Esecutive: Saldatrice elettrica: ambienti confinati. E' vietato eseguire operazioni di saldatura nell'interno dei locali, recipienti o fosse che non siano efficacemente ventilati; eventualmente si potrà ricorrere all'uso di aspiratori portatili per impedire il ristagno di fumi nell'ambiente di lavoro. Saldatrice elettrica: dispositivi di protezione da fumi e gas. Utilizzare i dispositivi di prevenzione individuale forniti dal datore di lavoro: maschera per la protezione delle vie respiratorie. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.250. [P172] Prevenzione: Saldatrice elettrica: prevenzioni a "Incendi o Esplosioni" Prescrizioni Esecutive: Saldatrice elettrica: condizioni di pericolo. E' vietato effettuare operazioni di saldatura nelle seguenti condizioni: a) su recipienti o tubi chiusi; b) su recipienti o tubi aperti che contengono materie le quali sotto l'azione del calore possono dar luogo a esplosione o altre reazioni pericolose; c) su recipienti o tubi anche aperti che abbiano contenuto materie che evaporando o gassificandosi sotto l'azione del calore possono dar luogo a esplosioni o altre reazioni pericolose. Quando tali condizioni di pericolo possono essere eliminare con l'apertura del recipiente chiuso, con l'asportazione delle materie pericolose e dei loro residui, con l'uso di gas inerti o con altri mezzi o misure, le operazioni di saldatura e taglio possono essere eseguite anche su i suddetti recipienti e tubazioni indicati, purché le misure di sicurezza siano disposte da un esperto ed effettuate sotto la sua diretta sorveglianza. Saldatrice elettrica: materiali infiammabili. In presenza di materiali infiammabili, è vietata qualsiasi operazione di saldatura. Saldatrice elettrica: presenza di bombole di gas. Negli impianti in cui l'impiego della saldatrice elettrica è abbinato a quello di idrogeno o di gas inerte, le relative bombole di gas compresso dovranno posizionarsi a distanza adeguata dal posto di saldatura ed essere isolate da terra e da qualsiasi parte metallica, appoggiandole sopra sostegni isolati e legandole con funi o cinghie, anch'esse in materiale isolante Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.33. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.250. [P173] Prevenzione: Saldatrice elettrica: prevenzioni a "Ustioni" Prescrizioni Organizzative: Saldatrice elettrica: dispositivi di protezione dalle ustioni. Fornire adeguati dispositivi di prevenzione individuale: guanti, grembiule di cuoio, berretto ignifugo, tuta ignifuga, ghette. Saldatrice elettrica: protezioni collettive. Durante l'uso della saldatrice elettrica, devono essere prese adeguate precauzioni (ripari, schermo, ecc.) per evitare che radiazioni dirette, scorie prodotte, spruzzi incandescenti, ecc. investano lavoratori attigui o sottoposti. Prescrizioni Esecutive: Saldatrice elettrica: dispositivi di protezione dalle ustioni. Utilizzare i dispositivi di prevenzione individuale forniti dal datore di lavoro: guanti, grembiule di cuoio, berretto ignifugo, tuta ignifuga, ghette. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.259. [P174] Prevenzione: Smerigliatrice: prevenzioni a "Cesoiamenti, ecc." Prescrizioni Esecutive: Disco: sostituzione. Per eseguire l'operazione di sostituzione del disco, devono essere utilizzati gli attrezzi appropriati. Al termine dell'operazione, prima di riavviare il flessibile, verificare, spingendo con la mano, se il moto del disco è libero o ostacolato: nel secondo caso, controllare che le operazioni di montaggio siano state eseguite correttamente. Disco: utilizzazione. Prima della lavorazione occorre verificare che il disco montato sul flessibile sia appropriato all'uso (evitare di utilizzare dischi da taglio per levigare o sgrassare). Durante la lavorazione si dovrà evitare di esercitare una eccessiva pressione sull'attrezzo e fermare il disco sul pezzo in lavorazione. Disco: verifiche. Deve costantemente essere verificato lo stato di usura e la funzionalità del disco abrasivo; in particolare: l'efficienza del disco (battendolo leggermente con un martelletto di legno sulle facce, per controllare la presenza di lesioni, fessure o incrinature); la scelta del disco (che deve essere conforme alle necessità della lavorazione); il fissaggio del disco (in modo da controllarne la tenuta alle sollecitazioni massime). Istruzioni per la levigatura. Durante l'operazione di levigatura, evitare di spingere troppo energicamente, eseguire, invece, un movimento pendolare avanti ed indietro. Ostacoli alla corretta impugnatura del flessibile. In nessun caso devono essere fissate al flessibile le chiavi per lo smontaggio del disco - 76 - con cordicelle, catene o simili. Uso del flessibile: morsetti per il fissaggio. Il lavoratore nell'utilizzare il flessibile non deve assolutamente bloccare il pezzo in lavorazione con le mani o i piedi né con altro mezzo di fortuna: per garantire la stabilità del pezzo si dovrà far ricorso, ove occorra, a morsetti appositi. [P175] Prevenzione: Difesa contro le polveri: obblighi del datore di lavoro Prescrizioni Organizzative: Nei lavori che danno luogo normalmente alla formazione di polveri di qualunque specie, il datore di lavoro è tenuto ad adottare tutti i possibili provvedimenti (difese e dispositivi come l'inumidimento dei materiali, l'utilizzazione di aspiratori, ecc.) adatti ad impedirne o a ridurne lo sviluppo e la diffusione nell'ambiente di lavoro. Le misure da adottare allo scopo devono tenere conto della natura delle polveri e della loro concentrazione nell'atmosfera. Qualunque sia il sistema adottato per la raccolta e la eliminazione delle polveri, il datore di lavoro è tenuto ad impedire che esse possano rientrare nell'ambiente di lavoro. Riferimenti Normativi: D.P.R. 19/3/1956 n.303 art.21. [P176] Prevenzione: Difesa dalle polveri: lavorazioni in ambienti confinati Prescrizioni Organizzative: Aerazione dei luoghi di lavoro chiusi. Nei luoghi di lavoro chiusi è necessario far sì che, tenendo conto dei metodi di lavoro e degli sforzi fisici ai quali sono sottoposti i lavoratori, essi dispongano di aria salubre in quantità sufficiente, da ottenersi anche mediante impianti di aerazione forzata. Polvere: lavorazioni in ambienti piccoli. Qualora risulti necessario eseguire lavorazioni che comportino produzione di polveri (come taglio, smerigliatura, ecc.) in ambienti piccoli, si dovrà predisporre adeguata aspirazione nella zona di taglio, evitando attrezzi ad alta velocità di taglio. Nel caso che tali condizioni non possano essere soddisfatte, dovranno essere fornite maschere a filtro appropriate. Sistemi di aspirazione delle polveri. Ove non sia possibile sostituire il materiale di lavoro polveroso, si devono adottare procedimenti lavorativi in apparecchi chiusi ovvero muniti di sistemi di aspirazione e di raccolta delle polveri, atti ad impedirne la dispersione. L'aspirazione deve essere effettuata, per quanto è possibile, immediatamente vicino al luogo di produzione delle polveri. Prescrizioni Esecutive: Polvere: lavorazioni in ambienti piccoli. Qualora risulti necessario eseguire lavorazioni che comportino produzione di polveri (come taglio, smerigliatura, ecc.) in ambienti piccoli, si dovrà predisporre adeguata aspirazione nella zona di taglio, evitando attrezzi ad alta velocità di taglio. Nel caso che tali condizioni non possano essere soddisfatte, dovranno essere fornite maschere a filtro appropriate. Riferimenti Normativi: D.P.R. 19/3/1956 n.303 art.9. D.P.R. 19/3/1956 n.303 art.21. Circolare 25/11/1991 n.23. [P177] Prevenzione: Feritoie di raffreddamento Prescrizioni Esecutive: Prima di iniziare una lavorazione si deve sempre controllare che le feritoie di raffreddamento, presenti sull'involucro esterno dell'utensile, siano pulite e libere da qualsivoglia ostruzione. [P178] Prevenzione: Prevenzioni generali a "Caduta di mat. dall'alto", comuni agli utensili Prescrizioni Esecutive: Custodia dell'utensile. Al termine del lavoro, bisogna riporre l'utensile nell'apposita custodia e conservarlo in luogo asciutto e sicuro. Sospensione temporanea dell'uso dell'utensile. Non lasciare mai l'utensile in luoghi non sicuri, da cui potrebbe facilmente cadere. In particolare, durante il lavoro su postazioni sopraelevate, come scale, ponteggi, ecc., gli utensili devono essere tenuti entro apposite guaine o assicurati in modo da impedirne la caduta, nel tempo in cui non sono adoperati. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.24. [P179] Prevenzione: Trapano: prevenzioni a "Cesoiamenti, ecc." Prescrizioni Esecutive: Ostacoli alla corretta impugnatura del trapano. In nessun caso devono essere fissate al trapano le chiavi del mandrino con catene, cordicelle ecc. Punta del trapano: sostituzione. La sostituzione della punta del trapano dovrà avvenire solo utilizzando gli attrezzi appropriati e sconnettendo l'utensile dalla rete di alimentazione. La punta che si è scelto di montare deve essere adeguata al materiale sul quale si deve lavorare. Punta del trapano: utilizzazione. Durante l'uso del trapano bisogna evitare di esercitare su di esso una pressione eccessiva per evitare il rischio di danneggiare la punta. Al momento dell'uscita della punta dal foro, su di essa viene esercitata una forza notevole per cui, in questa fase, bisognerà avere particolare cura ed attenzione nell'impugnare l'attrezzo. Il moto della punta del trapano non deve mai essere arrestato sul pezzo in lavorazione. Punta del trapano: verifiche preventive. Prima di iniziare la lavorazione devono essere valutati tutti i fattori che possono determinare il blocco della punta con la conseguente sfuggita di mano dell'utensile. Uso del trapano: morsetti per il fissaggio. I pezzi da forare al trapano, che possono essere trascinati in rotazione dalla punta dell'utensile, devono essere trattenuti mediante morsetti od altri mezzi appropriati. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.104. [P180] Prevenzione: Argani: requisiti generali Prescrizioni Organizzative: Cartelli alla base dell'argano. Alla base del castello di carico ed in prossimità dell'argano, devono essere esposti dei cartelli indicanti: le norme di sicurezza; la portata massima dell'elevatore; le istruzioni per l'imbracatura dei carichi; le segnalazioni per comunicare con il manovratore; le principali istruzioni d'uso. Dispositivi di sicurezza dell'argano. L'argano deve essere dotato dei seguenti dispositivi di sicurezza, il cui funzionamento andrà verificato al termine delle operazioni di montaggio: dispositivo fine corsa di discesa e salita del gancio; dispositivo limitatore di carico; - 77 - arresto automatico del carico in caso di interruzione dell'energia elettrica, anche su una sola fase; dispositivo di frenatura per il pronto arresto e la posizione di fermo del carico e del mezzo; dispositivo di fine corsa alla traslazione per il carrello dell'argano a cavalletto. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.173. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.174. [P181] Prevenzione: Ancoraggio dell'argano a bandiera Prescrizioni Esecutive: Non devono utilizzarsi altri sistemi di ancoraggio diversi da quello indicato dal costruttore ed illustrati nel libretto di istruzioni. In particolare: i bracci girevoli portanti l'argano devono essere fissati, mediante staffe, con bulloni a vite muniti di dado e controdado, a parti stabili quali pilastri in cemento armato, ferro o legno; se l'argano dovrà essere collocato su un ponteggio, si dovrà provvedere a raddoppiare il montante su cui va fissato, rinforzando il ponteggio secondo il progetto obbligatorio redatto da un tecnico abilitato; qualora l'argano venga montato ad un piano intermedio, si dovrà provvedere a sbadacchiare il palo di sostegno tra i due solai. Riferimenti Normativi: D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.57. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.168. [P182] Prevenzione: Argani: prevenzioni a "Caduta di materiale dall'alto" Prescrizioni Organizzative: Apparecchi di sollevamento: difesa delle aperture per il passaggio dei carichi. Quando argani, paranchi e apparecchi simili sono usati per il sollevamento o la discesa dei carichi tra piani diversi di un edificio attraverso aperture nei solai o nelle pareti, le aperture per il passaggio del carico ai singoli piani, nonché il sottostante spazio di arrivo o di sganciamento del carico stesso devono essere protetti, su tutti i lati, mediante parapetti normali provvisti, ad eccezione di quello del piano terreno, di arresto al piede. I parapetti devono essere disposti in modo da garantire i lavoratori anche contro i pericoli derivanti da urti o da eventuale caduta del carico di manovra. Gli stessi parapetti devono essere applicati anche sui lati delle aperture dove si effettua il carico e lo scarico, a meno che per le caratteristiche dei materiali in manovra ciò non sia possibile. In quest'ultimo caso, in luogo del parapetto normale deve essere applicata una solida barriera mobile, inasportabile e fissabile nella posizione di chiusura mediante chiavistello o altro dispositivo. Detta barriera deve essere tenuta chiusa quando non siano eseguite manovre di carico o scarico al piano corrispondente. Prescrizioni Esecutive: Argani: protezione della zona di azione al piano terra. E' obbligatorio transennare a terra la zona di azione dell'argano. Portata massima sollevabile dall'argano. Devono essere sollevati solo carichi di peso inferiore alla portata massima consentita dall'apparecchio di sollevamento. Prima di iniziare le manovre di sollevamento deve essere verificata l'effettiva portata dei ganci: ove tale portata massima risultasse inferiore a quella dell'apparecchio, dovrà assumersi come la massima portata sollevabile. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.168. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.171. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.186. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.193. [P183] Prevenzione: Argano a bandiera: termine del turno di lavoro Prescrizioni Esecutive: Al termine del turno di lavoro, bisognerà eseguire le seguenti operazioni: togliere tensione alla macchina, aprendo tutti gli interruttori; liberare il gancio da eventuali carichi; arrotolare la fune portando il gancio sotto l'argano; ruotare l'elevatore verso l'interno del piano di lavoro; chiudere l'apertura di carico con le barriere mobili. [P184] Prevenzione: Ponteggio metallico fisso: requisiti generali - 78 - Prescrizioni Organizzative: Ponteggio metallico fisso: altezza < 20 m. Nei cantieri in cui vengono usati ponteggi metallici di H< m 20 e rientranti negli schemi tipo delle Autorizzazioni Ministeriali, deve essere tenuta, ed esibita su richiesta degli organi di controllo, copia del disegno esecutivo firmato dal responsabile di cantiere e la relativa Autorizzazione Ministeriale. Ponteggio metallico fisso: altezza > 20 m. I ponteggi metallici di altezza superiore a m. 20,00 e le altre opere provvisionali, costituite da elementi metallici, o di notevole importanza e complessità, in rapporto alle loro dimensioni e ai sovraccarichi, devono essere realizzati in base ad un progetto, firmato da tecnico abilitato. Ponteggio metallico fisso: aste concorrenti. Nel serraggio di più aste concorrenti in un nodo i giunti devono essere collocati strettamente l'uno vicino all'altro. Ponteggio metallico fisso: controventatura. I ponteggi devono essere controventati sia in senso longitudinale che trasversale, salvo la deroga prevista dall'art.3 del D.M. 2/9/1968. Ponteggio metallico fisso: correnti. Per ogni piano di ponte devono essere applicati due correnti (posti ad una distanza verticale non superiore a 2 m.) di cui uno può fare parte del parapetto, salvo la deroga prevista dall'art.4 del D.M. 2/9/1968. Ponteggio metallico fisso: elementi di ponteggi diversi. Possono essere utilizzati elementi di ponteggi diversi, purché sia redatto specifico progetto. Ponteggio metallico fisso: marchio del fabbricante. Gli elementi metallici dei ponteggi (aste, tubi, giunti, basi) devono portare impressi, a rilievo o ad incisione, il nome o il marchio del fabbricante. Ponteggio metallico fisso: montaggio conforme. Il responsabile del cantiere deve assicurarsi che il ponteggio venga montato conformemente al progetto, all'Autorizzazione Ministeriale e a regola d'arte. Ponteggio metallico fisso: montanti. E' ammesso l'impiego di ponteggi con montanti ad interasse sup. a m. 1.80, purché muniti di relazione di calcolo. Ponteggio metallico fisso: norme generali. Le opere provvisionali devono essere realizzate a regola d'arte e tenute in efficienza per la durata del lavoro; prima di reimpiegare elementi di ponteggi di qualsiasi tipo si deve provvedere alla loro revisione per eliminare quelli ritenuti non più idonei. Ponteggio metallico fisso: protezione degli elementi. I vari elementi metallici devono essere difesi dagli agenti nocivi esterni con verniciatura, catramatura o protezioni equivalenti. Riferimenti Normativi: D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.7. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.21. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.32. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.33. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.34. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.35. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.36. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.37. D.M. 2/9/1968. Circolare n.149/85. D.M. 6/10/1988 n.451. D.M. 23/3/1990 n.115 art.1. [P185] Prevenzione: Ponteggio metallico fisso: prevenzioni a "Caduta dall'alto" - 79 - Prescrizioni Organizzative: Ponteggio metallico fisso: massimo dislivello con la costruzione. Il montaggio del ponteggio non dovrà svilupparsi in anticipo rispetto allo sviluppo della costruzione: giunti alla prima soletta, prima di innalzare le casseforme per i successivi pilastri è necessario costruire il ponteggio al piano raggiunto e così di seguito piano per piano. In ogni caso il dislivello non deve mai superare i 4 metri. Ponteggio metallico fisso: quota finale. L'altezza dei montanti deve superare di almeno m 1,20 l'ultimo impalcato o il piano di gronda. Prescrizioni Esecutive: Ponteggio metallico fisso: divieti. E' vietato salire o scendere lungo i montanti e gettare elementi metallici o qualsiasi altro oggetto dal ponteggio. Riferimenti Normativi: D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.20. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.38. [P186] Prevenzione: Ponteggio metallico fisso: prescrizioni a "Caduta materiale dall'alto ecc." - 80 - Prescrizioni Organizzative: Impalcato del ponteggio. Nel caso che l'impalcato del ponteggio sia realizzato con tavole in legno, dovranno essere rispettati i seguenti requisiti: - dimensioni non inferiori 4 x 30 cm o 5 x 20 cm.; - fissate adeguatamente, in modo da non scivolare sui traversi; - risultare sovrapposte tra loro di circa 40 cm, con sovrapposizione che deve avvenire sempre in corrispondenza di un traverso (20 cm da una parte e 20 dall'altra); - ogni tavola deve poggiare almeno su tre traversi e non presentare parti a sbalzo; In ogni caso si dovrà verificare che le assi siano sempre ben accostate tra loro, al fine di evitare cadute di materiali (anche minuti) o attrezzi attraverso le eventuali fessure che andrebbero a crearsi. Nel caso che l'impalcato del ponteggio sia realizzato con tavole in metallo, andranno verificati l'efficienza del perno di bloccaggio e il suo effettivo inserimento. Gli impalcati del ponteggio devono risultare accostati alla costruzione; solo per lavori di finitura, e solo per il tempo necessario a svolgere tali lavori, si può tenere una distanza non superiore a 20 cm; nel caso occorra disporre di distanze maggiori tra ponteggio e costruzione bisogna predisporre un parapetto completo verso la parte interna del ponteggio; qualora questo debba essere rimosso bisogna fare uso di cintura di sicurezza. Ponteggio metallico fisso: ponte di servizio o piazzola di carico. E' sempre necessario predisporre uno specifico progetto per la realizzazione del ponte di servizio per lo scarico dei materiali. I parapetti dovranno essere completamente chiusi, al fine di evitare che materiale scaricato possa cadere dall'alto. Le diagonali di supporto dello sbalzo devono scaricare la loro azione, e quindi i carichi della piazzola, sui nodi e non sui correnti, i quali non sono in grado di assorbire carichi di flessione se non minimi. Per ogni piazzola devono essere eseguiti specifici ancoraggi. Con apposito cartello dovrà essere indicato il carico massimo ammesso dal progetto. Ponteggio metallico fisso: ancoraggi. Il ponteggio deve risultare ancorato a parti stabili della costruzione e deve essere realizzato come previsto dagli schemi tipo del libretto. Sono assolutamente da escludere ancoraggi su balconi o inferriate in quanto non sono considerate parti stabili e soprattutto non si possono realizzare ancoraggi utilizzando fil di ferro od altri materiali simili. Il ponteggio deve essere efficacemente ancorato alla costruzione almeno in corrispondenza ad ogni due piani di ponteggio e ad ogni due montanti, con disposizione di ancoraggio a rombo. Deve essere sempre presente un ancoraggio ogni 22 mq di superficie. Ponteggio metallico fisso: parasassi o mantovane. Tutte le zone di lavoro e di passaggio poste a ridosso del ponteggio devono essere protette da apposito parasassi (mantovana) esteso per almeno 1,20 m oltre la sagoma del ponteggio stesso; in alternativa si dovrà predisporre la chiusura continua della facciata o la segregazione dell'area sottostante in modo da impedire a chiunque l'accesso. Il primo parasassi deve essere posto a livello del solaio di copertura del piano terreno e poi ogni 12 metri di sviluppo del ponteggio. Si può omettere il parasassi solo nella zona di azione dell'argano, quando questa zona venga recintata. Ponteggio metallico fisso: piano d'appoggio. Prima di iniziare il montaggio del ponteggio è necessario verificare la resistenza del piano d'appoggio, che dovrà essere protetto dalle infiltrazioni d'acqua o cedimenti. La ripartizione del carico sul piano di appoggio deve essere realizzata a mezzo di basette. Qualora il terreno non fosse in grado di resistere alle pressioni trasmesse dalla base d'appoggio del ponteggio, andranno interposti elementi resistenti, allo scopo di ripartire i carichi, come tavole di legno di adeguato spessore (4 o 5 cm). Ogni elemento di ripartizione deve interessare almeno due montanti ed è bene fissare ad essi le basette. Se il terreno risultasse non orizzontale si dovrà procedere o ad un suo livellamento, oppure bisognerà utilizzare basette regolabili, evitando rigorosamente il posizionamento di altri materiali (come pietre, mattoni, ecc.) di resistenza incerta e che, perciò, potrebbero rompersi sotto l'azione dei carichi trasmessi dal montante. - 81 - Ponteggio metallico fisso: reti e teli. Applicare teli e/o reti di nylon sulla facciata esterna e verso l'interno dei montanti del ponteggio per contenere la caduta di materiali. Tale misura andrà utilizzata congiuntamente al parasassi e mai in sua sostituzione. Nel caso vengano adoperati reti di nylon o teli, poiché la loro presenza aumenta sensibilmente la superficie esposta al vento con un conseguente aumento delle sollecitazioni sul ponteggio (sollecitazioni che normalmente non vengono portate in conto nei calcoli presentati ai fini dell'autorizzazione ministeriale), deve essere predisposto una relazione di calcolo a firma di un professionista abilitato. Ponteggio metallico fisso: sottoponte di sicurezza. Gli impalcati e ponti di servizio devono avere un sottoponte di sicurezza, costruito come il ponte, a distanza non superiore a m 2,50. La costruzione del sottoponte può essere omessa per i ponti sospesi, per i ponti a sbalzo e quando vengano eseguiti lavori di manutenzione e di riparazione di durata non superiore a cinque giorni. Tale opera può essere omessa anche nel caso che il piano di calpestio sia costituito da elementi metallici, ovvero che la distanza tra i traversi metallici su cui poggiano gli impalcati in legname non sia superiore a cm. 60 ed in ogni caso l'appoggio degli impalcati in legno avvenga almeno su tre traversi metallici. Ponteggio metallico fisso: tabelloni pubblicitari. Se si inseriscono nel ponteggio superfici aggiuntive quali tabelloni pubblicitari bisognerà provvedere ad una intensificazione degli ancoraggi valutando la loro resistenza in base ad un calcolo aggiuntivo. Ponteggio metallico fisso: verifiche dopo eventi meteorici. Il responsabile del cantiere, ad intervalli periodici o dopo violente perturbazioni atmosferiche o prolungata interruzione di lavoro, deve assicurarsi della verticalità dei montanti, del giusto serraggio dei giunti, della efficienza degli ancoraggi e dei controventi, curando l'eventuale sostituzione o il rinforzo di elementi inefficienti. Prescrizioni Esecutive: Ponteggio metallico fisso: carrucola. L'ancoraggio della carrucola alla struttura del ponteggio andrà eseguita adoperando idonei sistemi atti ad evitare il rischio di sganciamento (ad esempio ancorando la carrucola al ponteggio installando la dovuta controventatura). E' obbligatorio utilizzare ganci con chiusura di sicurezza e saldamente vincolati alla corda. E' obbligatorio perimetrare la zona sottostante con idonei sbarramenti. Verificare la portata delle carrucole (il doppio del carico da sollevare). Ponteggio metallico fisso: depositi di materiali. Sopra i ponti di servizio e sulle impalcature in genere è vietato qualsiasi deposito, eccettuato quello temporaneo dei materiali ed attrezzi necessari ai lavori. Riferimenti Normativi: D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.18. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.20. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.23. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.27. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.35. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.37. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.38. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.56. D.M. 2/9/1968 art.2. D.M. 2/9/1968 art.4. Circolare n.149/85. Circolare n.80/86. D.M. 6/10/1988 n.451 art.2. [P187] Prevenzione: Scale semplici: prevenzioni a "Caduta dall'alto" Prescrizioni Organizzative: Scale semplici ad elementi innestabili: lunghezza max. Nel caso si adoperi una scala ad elementi innestabili o a sfilo, la sua lunghezza non deve superare i m 15, salvo particolari esigenze, nel qual caso le estremità superiori dei montanti devono essere assicurate a parti fisse. Scale semplici: collegamenti stabili tra ponti. Le scale che servono a collegare stabilmente due ponti, quando sono sistemate verso la parte esterna del ponte, devono essere provviste sul lato esterno di un corrimano-parapetto. Scale semplici: lunghezze > 8 m. Le scale in opera lunghe più di m 8 devono essere munite di rompitratta per ridurre la freccia di inflessione. Scale semplici: vigilanza a terra. Durante l'esecuzione dei lavori, una persona deve esercitare da terra una continua vigilanza della scala. Prescrizioni Esecutive: Scale semplici ad elementi innestabili: sovrapposizioni. Nel caso si adoperi una scala ad elementi innestabili o a sfilo, deve sempre lasciarsi una sovrapposizione di almeno 5 pioli (1 metro). Scale semplici: accesso a ponteggi. Le scale a mano usate per l'accesso ai vari piani dei ponteggi e delle impalcature non devono essere poste l'una in prosecuzione dell'altra. Scale semplici: corretta disposizione. Durante l'uso le scale devono essere sistemate e vincolate. All'uopo, secondo i casi, devono essere adoperati chiodi, graffe in ferro, listelli, tasselli, legature, saettoni, in modo che siano evitati sbandamenti, slittamenti, rovesciamenti, oscillazioni o inflessioni accentuate. La lunghezza delle scale a mano deve essere tale che i montanti sporgano di almeno un metro oltre il piano di accesso, anche ricorrendo al prolungamento di un solo montante, purché fissato con legatura di reggetta o sistemi equivalenti. Quando non sia possibile vincolare la scala, essa deve essere trattenuta al piede da altra persona. Scale semplici: inclinazione. La scala dovrà posizionarsi con un'inclinazione tale che la sua proiezione sull'orizzontale sia all'incirca pari ad 1/4 della sua lunghezza (75°). Scale semplici: limitazioni di impiego. Le scale a mano non devono mai essere utilizzate come passerelle o come montanti di ponti su cavalletti, né devono essere utilizzate sopra i piani di ponti su cavalletti e ponti a torre su ruote. Scale semplici: postazioni di lavoro negli scavi. Qualora l'accesso a posti di lavoro negli scavi o in pozzi sia realizzato mediante scale semplici, le stesse devono disporsi sfalsate tra di loro, provvedendo a realizzare pianerottoli di riposo posti a distanza non superiore a 4 metri l'uno dall'altro. Scale semplici: requisiti dei montanti. I montanti devono essere trattenuti con tiranti in ferro applicati sotto i due pioli estremi; nelle scale lunghe più di m. 4 deve essere applicato anche un tirante intermedio. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.20. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.8. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.51. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.52. D.P.R. 20/3/1956 n.320 art.21. [P188] Prevenzione: Scale fisse a pioli: gabbia di protezione Prescrizioni Organizzative: Le scale fisse a pioli per l'accesso alla postazione di lavoro saranno provviste di solida gabbia metallica larga almeno 60 cm. [P189] Prevenzione: Prescrizioni generali (Argano a cavalletto) Prescrizioni Organizzative: Apparecchi di sollevamento: alimentazione elettrica. L'alimentazione elettrica dell'apparecchio di sollevamento dovrà avvenire mediante cavo di alimentazione flessibile multipolare. L'apparecchio di sollevamento dovrà, inoltre, essere dotato di interruttore generale e differenziale ubicati sul quadro elettrico. Apparecchi di sollevamento: fili delle funi. L'estremità delle funi deve essere provvista di impiombatura, legatura o morsettatura, allo scopo di impedire lo scioglimento dei trefoli e dei fili elementari. Apparecchi di sollevamento: funi e catene. Le funi e le catene impiegate dovranno essere contrassegnate dal fabbricante e dovranno essere corredate, al momento dell'acquisto, di una sua regolare dichiarazione con tutte le indicazioni ed i certificati previsti dal D.P.R. 21/7/1982 e/o dalla Direttiva CEE 91/368. - 82 - Apparecchi di sollevamento: ganci. I ganci utilizzati dovranno recare, inciso od in sovrimpressione, il marchio di conformità alle norme e il carico massimo ammissibile. Tali ganci, inoltre, dovranno essere conformati in maniera tale da impedire la fuoriuscita delle funi e/o delle catene o devono essere dotati all'imbocco di dispositivo di chiusura funzionante. Apparecchi di sollevamento: omologazione. Tutti gli apparecchi di sollevamento non manuale di portata superiore a 200 kg sono soggetti ad omologazione ISPESL, sia se dotati di dichiarazione di conformità (omologazione di tipo), sia in sua assenza. All'atto dell'omologazione, l'ISPESL rilascia una targhetta di immatricolazione, che deve essere apposta sulla macchina in posizione ben visibile, ed il libretto di omologazione. Ogni qualvolta vengano eseguite riparazioni e/o sostituzioni che comportino modifiche sostanziali, va richiesta nuova omologazione. Apparecchiature elettriche: targhetta. Le macchine elettriche fisse, mobili, portatili o trasportabili devono essere corredate di targhetta su cui, tra l'altro, devono essere riportate la tensione, l'intensità ed il tipo di alimentazione prevista dal costruttore, i marchi di conformità e tutte le altre eventuali caratteristiche costruttive necessarie per l'uso. Cartelli alla base dell'argano. Alla base del castello di carico ed in prossimità dell'argano, devono essere esposti dei cartelli indicanti: le norme di sicurezza; la portata massima dell'elevatore; le istruzioni per l'imbracatura dei carichi; le segnalazioni per comunicare con il manovratore; le principali istruzioni d'uso. Componenti elettrici: grado di protezione. Il grado di protezione contro la penetrazione di corpi solidi e liquidi di tutte le apparecchiature e componenti elettrici presenti sul cantiere, deve essere: non inferiore a IP 44, se l'utilizzazione avviene in ambiente chiuso (CEI 70.1 e art.267 D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.168); non inferiore a IP 55, ogni qual volta l'utilizzazione avviene all'aperto con la possibilità di investimenti da parte di getti d'acqua. Componenti elettrici: prese a spina a norma. Tutte le prese a spina presenti sul cantiere dovranno essere conformi alle specifiche CEE Euronorm (CEI 23-12), con il seguente grado di protezione minimo: IP 44, contro la penetrazione di corpi solidi e liquidi; IP 67, quando vengono utilizzate all'esterno. E' da ricordare che tutte le prese a norma sono dotate di un sistema di ritenuta che eviti il contatto accidentale della spina. Le prese a spina con corrente nominale maggiore di 16 A devono essere di tipo interbloccato, con interblocco perfettamente funzionante. Dispositivi di sicurezza dell'argano. L'argano deve essere dotato dei seguenti dispositivi di sicurezza, il cui funzionamento andrà verificato al termine delle operazioni di montaggio: dispositivo fine corsa di discesa e salita del gancio; dispositivo limitatore di carico; arresto automatico del carico in caso di interruzione dell'energia elettrica, anche su una sola fase; dispositivo di frenatura per il pronto arresto e la posizione di fermo del carico e del mezzo; dispositivo di fine corsa alla traslazione per il carrello dell'argano a cavalletto. Manutenzione: verifiche periodiche. Prima dell'utilizzazione della macchina in cantiere e periodicamente durante le lavorazioni, devono essere eseguite accurate verifiche sullo stato manutentivo ad opera di personale qualificato in grado di procedere alle eventuali necessarie riparazioni. Messa a terra dell'argano. La struttura dell'argano e tutte le parti metalliche dovranno essere collegate all'impianto di messa a terra. Verifica annuale degli apparecchi di sollevamento. Le gru e gli altri apparecchi di sollevamento di portata superiore a 200 chilogrammi, esclusi quelli azionati a mano e quelli già soggetti a speciali disposizioni di legge, devono essere sottoposti a verifica, una volta l'anno (a cura dell'ASL-PMP competente per zona), per accertarne lo stato di funzionamento e di conservazione ai fini della sicurezza dei lavoratori. Verifica di installazione degli apparecchi di sollevamento. Ogni qualvolta viene montata in cantiere una macchina di sollevamento (gru, argani, ecc.), già dotata di libretto di omologazione, deve eseguirsi la verifica di installazione ad opera dell'ASL-PMP, che ne rilascerà certificazione. Verifica trimestrale degli apparecchi di sollevamento. Sono affidate ai datori di lavoro, che le esercitano a mezzo di personale specializzato dipendente o da essi scelto, le verifiche trimestrali delle funi e catene degli impianti ed apparecchi di sollevamento. I risultati di tale verifica verranno annotati sul libretto di omologazione. Prescrizioni Esecutive: Ancoraggio dell'argano a cavalletto. Non devono utilizzarsi altri sistemi di ancoraggio diversi da quello indicato dal costruttore ed illustrati nel libretto di istruzioni. In particolare: il cavalletto deve essere ancorato riempiendo i cassoni per la zavorra, posti sulla parte del sistema portante, con materiali inerti di peso specifico conosciuto evitando, in ogni caso, di utilizzare liquidi; i cassoni per la zavorra, dopo il riempimento, devono essere chiusi con un lucchetto; qualora l'argano venga montato ad un piano intermedio, si dovrà obbligatoriamente provvedere a sbadacchiare il cavalletto stesso al solaio superiore mediante gli appositi puntoni. Condizioni di posizionamento ed utilizzo: indicazioni del costruttore. La macchina dovrà sempre essere posizionata ed utilizzata seguendo le indicazioni del libretto d'uso e manutenzione fornito dal costruttore. Disposizioni generali per i lavoratori. I lavoratori non devono in nessun caso modificare o rimuovere i dispositivi di sicurezza presenti senza il permesso del preposto e devono avvisare i superiori immediatamente ogni qualvolta individuino eventuali anomalie del funzionamento della macchina e/o vengano a conoscenza di situazioni di pericolo durante le manovre. Manutenzione: norme generali. Tutti gli organi mobili dovranno essere lubrificati, se previsto dal libretto di manutenzione, avendo cura di ripristinare tutte le protezioni asportate, manomesse o danneggiate (schermi di protezione per ingranaggi, carter, ecc.). Deve essere evidenziata la presenza di punti di ossidazione che possa compromettere la funzionalità della macchina e, se necessario bisognerà provvedere alla relativa rimozione e verniciatura. Operazioni di manutenzione: divieto. Non è consentito pulire, oliare o ingrassare gli organi in movimento della macchina, salvo ciò non sia espressamente prescritto nelle istruzioni di manutenzione della macchina. Operazioni di riparazione: divieto. E' vietato eseguire qualsiasi operazioni di registrazione o di riparazione sulla macchina in moto, salvo ciò non sia espressamente prescritto nelle istruzioni di manutenzione della macchina. - 83 - Riferimenti Normativi: D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.57. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.168. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.288. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.180. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.43. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.172. D.P.R. 21/7/1982 n.673 art.1. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.267. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.185. D.L.19/9/1994 n.626 art.35. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.173. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.174. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.6. D.L. 19/9/1994 n.626 art.5. D.L. 19/9/1994 n.626 art.39. D.P.R.27/4/1955 n.547 art.48. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.194. D.M. 12/9/1959 art.5. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.8. D.M. 12/09/1959 art.11. [P190] Prevenzione: Argano a cavalletto: difesa delle aperture per il passaggio dei carichi Prescrizioni Organizzative: Apparecchi di sollevamento: difesa delle aperture per il passaggio dei carichi. Quando argani, paranchi e apparecchi simili sono usati per il sollevamento o la discesa dei carichi tra piani diversi di un edificio attraverso aperture nei solai o nelle pareti, le aperture per il passaggio del carico ai singoli piani, nonché il sottostante spazio di arrivo o di sganciamento del carico stesso devono essere protetti, su tutti i lati, mediante parapetti normali provvisti, ad eccezione di quello del piano terreno, di arresto al piede. I parapetti devono essere disposti in modo da garantire i lavoratori anche contro i pericoli derivanti da urti o da eventuale caduta del carico di manovra. Gli stessi parapetti devono essere applicati anche sui lati delle aperture dove si effettua il carico e lo scarico, a meno che per le caratteristiche dei materiali in manovra ciò non sia possibile. In quest'ultimo caso, in luogo del parapetto normale deve essere applicata una solida barriera mobile, inasportabile e fissabile nella posizione di chiusura mediante chiavistello o altro dispositivo. Detta barriera deve essere tenuta chiusa quando non siano eseguite manovre di carico o scarico al piano corrispondente. Prescrizioni Esecutive: Argano a cavalletto: varco per il passaggio del carico. Sulla parte anteriore del cavalletto deve essere realizzato un normale parapetto e un varco centrale per il passaggio del carico. Tale varco dovrà essere munito di tavola fermapiede alta 30 cm irrobustita dall'apposizione, posteriormente, di un corrente tubolare; inoltre dovrà essere dotata di due solidi appoggi alti 1,20 m. dal piano di lavoro e sporgenti 20 cm. per offrire al lavoratore un valido appiglio durante le fasi di ricezione del carico. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.193. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.56. [P191] Prevenzione: Argano a cavalletto: procedure di imbracature e tiro dei carichi Prescrizioni Esecutive: Le manovre di partenza e di arresto devono effettuarsi con gradualità in modo da evitare bruschi strappi e ondeggiamenti del carico. Apparecchi di sollevamento: imbracatura dei carichi. Dovranno essere sollevati solo carichi ben imbracati ed equilibrati: per accertare il soddisfacimento delle condizioni suddette, basterà sollevare il carico di pochi centimetri ed osservare, per alcuni istanti, il suo comportamento. Devono essere utilizzati solo dispositivi e contenitori adatti allo specifico materiale da utilizzare: è consigliabile utilizzare imbrachi predisposti da ditte che garantiscono la portata indicata. In particolare: -la forca potrà essere utilizzata solo per operazioni di scarico degli automezzi, e comunque senza mai superare, con il carico, altezze da terra superiori a 2 m; -i cassoni metallici (o dispositivi analoghi in grado di impedire il disperdimento del carico, come, ad esempio, benne o ceste) dovranno essere utilizzati per il sollevamento ed il trasporto di materiali minuti. Prima del sollevamento verificare la perfetta chiusura dei dispositivi del gancio. Apparecchi di sollevamento: sospensione delle manovre. Le manovre eseguite da un apparecchio di sollevamento, dovranno essere immediatamente sospese nei seguenti casi: in presenza di nebbia o di scarsa illuminazione; in presenza di vento forte; nel caso in cui le persone esposte al rischio di caduta dei carichi, non si spostino dalla traiettoria di passaggio. Apparecchi di sollevamento: tiranti. Le funi e le catene devono essere protette dal contatto contro gli spigoli vivi del materiale da sollevare mediante angolari e paraspigoli metallici. I tiranti dell'imbracatura non devono formare un angolo al vertice superiore a 60°, per evitare eccessive sollecitazione negli stessi (infatti a parità di carico la sollecitazione delle funi cresce con l'aumentare dell'angolo al vertice). Argani: corretto utilizzo. Le lavorazioni in cui può essere impiegato l'argano sono solo quelle di sollevamento e di trasporto materiali in tiri verticali. E' assolutamente vietato utilizzare la macchina nei casi seguenti: con portate superiori a quelle previste sul libretto di omologazione; per il trasporto, anche breve, di persone. Argani: protezione della zona di azione al piano terra. E' obbligatorio transennare a terra la zona di azione dell'argano. Argano a cavalletto: termine del turno di lavoro. Al termine del turno di lavoro, bisognerà eseguire le seguenti operazioni: togliere tensione alla macchina, aprendo tutti gli interruttori; liberare il gancio da eventuali carichi; arrotolare la fune portando il gancio sotto l'argano; ruotare l'elevatore verso l'interno del piano di lavoro; chiudere l'apertura di carico con le barriere mobili. Argano: inizio del turno di lavoro. All'inizio di ogni turno di lavoro, si dovrà provvedere alla verifica del corretto funzionamento dei freni, dei limitatori di corsa, degli altri dispositivi di sicurezza e segnalazione e dei dispositivi di chiusura dei ganci. Portata massima sollevabile dall'argano. Devono essere sollevati solo carichi di peso inferiore alla portata massima consentita dall'apparecchio di sollevamento. Prima di iniziare le manovre di sollevamento deve essere verificata l'effettiva portata dei ganci: ove tale portata massima risultasse inferiore a quella dell'apparecchio, dovrà assumersi come la massima portata sollevabile. Protezione delle postazioni di lavoro. I posti di lavoro e di passaggio devono essere idoneamente difesi contro la caduta o l'investimento di materiali in dipendenza dell'attività lavorativa. Ove non è possibile la difesa con mezzi tecnici, devono essere adottate altre misure o cautele adeguate. Quando nelle immediate vicinanze dei ponteggi o del posto di caricamento e sollevamento dei materiali vengono impastati calcestruzzi e malte o eseguite altre operazioni a carattere continuativo si deve costruire un solido impalcato sovrastante, ad altezza non maggiore di m - 84 - 3 da terra, a protezione contro la caduta di materiali. Il posto di carico e di manovra degli argani a terra deve essere delimitato con barriera per impedire la permanenza ed il transito sotto i carichi. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.169. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.181. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.58. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.186. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.193. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.172. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.173. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.174. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.175. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.168. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.171. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.9. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.11. [P192] Prevenzione: Protezione da elettrocuzione (Argano a cavalletto) Prescrizioni Organizzative: Lavori in prossimità di linee elettriche. Non possono essere eseguiti lavori in prossimità di linee elettriche aeree a distanza minore di m 5 a meno che, previa segnalazione all'esercente le linee elettriche, non si provveda ad una adeguata protezione atta ad evitare accidentali contatti o pericolosi avvicinamenti ai conduttori delle linee stesse. Prescrizioni Esecutive: Alimentazione elettrica: sospensione temporanea delle lavorazioni. Durante le interruzioni di lavoro deve essere tolta l'alimentazione alla macchina elettrica. Allaccio macchine elettriche. Non devono mai essere inserite o disinserite macchine o utensili su prese in tensione. In particolare, prima di effettuare un allacciamento, si dovrà accertare che: l'interruttore di avvio della macchina o utensile sia "aperto" (motore elettrico fermo); l'interruttore posto a monte della presa sia "aperto" (assenza di tensione alla presa). Lavori in prossimità di linee elettriche. Assicurarsi che nella zona di lavoro, le eventuali linee elettriche aeree, rimangano sempre ad una distanza non inferiore ai cinque metri. Quadri elettrici: interventi su macchine e apparecchiature elettriche. Devono essere verificate tutte le parti elettriche della macchina. Prima di procedere a qualsiasi operazione di manutenzione o riparazione su macchine e apparecchiature elettriche occorre aprire l'interruttore (togliere la tensione) del circuito interessato presente sul quadro di alimentazione e/o staccare le spine. Riferimenti Normativi: D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.11. [P193] Prevenzione: Blocco del martello demolitore Prescrizioni Esecutive: Prima di iniziarne l'impiego, devono essere valutati tutti i fattori che potrebbero determinare il blocco del martello durante le operazioni lavorative, con la conseguente probabile perdita del controllo dello stesso da parte del lavoratore. [P194] Prevenzione: Sostituzione degli utensili del martello demolitore Prescrizioni Esecutive: La sostituzione degli utensili (punta, scalpello, vanghetta) deve essere eseguita utilizzando gli attrezzi adeguati e sconnettendo l'utensile dalla rete di alimentazione. [P195] Prevenzione: Idropulitrice: sequenza collegamenti Prescrizioni Esecutive: All'inizio di ciascun turno di lavoro, eseguire prima l'allacciamento idrico e successivamente quello elettrico. [P196] Prevenzione: Idropulitrice: prevenzioni a "Getti, ecc." Prescrizioni Esecutive: Idropulitrice: direzione del getto. L'operatore, durante l'uso dell'idropulitrice, dovrà esercitare la massima attenzione nell'evitare di dirigere il getto verso persone o postazioni di lavoro. Idropulitrice: verifica connessioni. All'inizio di ciascun turno di lavoro, verificare accuratamente l'integrità delle tubazioni e le connessioni tra le condutture e la lancia. [P197] Prevenzione: Idropulitrice: posizione del lavoratore Prescrizioni Esecutive: Durante l'uso dell'idropulitrice, l'operatore dovrà eseguire la lavorazione in condizioni di adeguata stabilità. [P198] Prevenzione: [SP Idropulitrice: ugello e tubazioni Prescrizioni Esecutive: All'inizio ed al termine di ciascun turno di lavoro l'operatore dovrà verificare la pulizia e l'efficienza degli ugelli, della strumentazione e delle tubazioni, nonché le relative connessioni. [P199] Prevenzione: Sabbiatrice: direzione del getto Prescrizioni Esecutive: L'operatore, durante l'uso della sabbiatrice, dovrà esercitare la massima attenzione nell'evitare di dirigere il getto verso persone o postazioni di lavoro. [P200] Prevenzione: Sabbiatrice: posizione del lavoratore Prescrizioni Esecutive: Durante l'uso della sabbiatrice l'operatore dovrà eseguire la lavorazione in condizioni di adeguata stabilità. [P201] Prevenzione: Sabbiatrice: ugello e tubazioni Prescrizioni Esecutive: Al termine di ciascun turno di lavoro l'operatore dovrà verificare la pulizia e l'efficienza degli ugelli, della strumentazione e delle tubazioni, nonché le relative connessioni. [P202] Prevenzione: Ancoraggio dell'argano a cavalletto Prescrizioni Esecutive: Non devono utilizzarsi altri sistemi di ancoraggio diversi da quello indicato dal costruttore ed illustrati nel libretto di istruzioni. In particolare: il cavalletto deve essere ancorato riempiendo i cassoni per la zavorra, posti sulla parte del sistema portante, con materiali inerti di peso specifico conosciuto evitando, in ogni caso, di utilizzare liquidi; i cassoni per la zavorra, dopo il riempimento, devono essere chiusi con un lucchetto; qualora l'argano venga montato ad un piano intermedio, si dovrà obbligatoriamente provvedere a sbadacchiare il cavalletto stesso al solaio superiore mediante gli appositi puntoni. - 85 - Riferimenti Normativi: C.M. 31/07/81. [P203] Prevenzione: Argano a cavalletto: varco per il passaggio del carico Prescrizioni Esecutive: Sulla parte anteriore del cavalletto deve essere realizzato un normale parapetto e un varco centrale per il passaggio del carico. Tale varco dovrà essere munito di tavola fermapiede alta 30 cm irrobustita dall'apposizione, posteriormente, di un corrente tubolare; inoltre dovrà essere dotata di due solidi appoggi alti 1,20 m. dal piano di lavoro e sporgenti 20 cm. per offrire al lavoratore un valido appiglio durante le fasi di ricezione del carico. Riferimenti Normativi: D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.56. [P204] Prevenzione: Argano a cavalletto: termine del turno di lavoro Prescrizioni Esecutive: Al termine del turno di lavoro, bisognerà eseguire le seguenti operazioni: togliere tensione alla macchina, aprendo tutti gli interruttori; liberare il gancio da eventuali carichi; arrotolare la fune portando il gancio sotto l'argano; bloccare l'elevatore sul fine corsa interno; chiudere l'apertura di carico con le barriere mobili. [P205] Prevenzione: Cesoie: divieto Prescrizioni Esecutive: Durante l'uso delle cesoie ai lavoratori è fatto assoluto divieto di toccare le lame dell'attrezzo. [P206] Prevenzione: Troncatrice: prescrizioni a "Cesoiamenti, ecc." Prescrizioni Esecutive: Troncatrice: sospensione delle lavorazioni. Non lasciare la macchina in moto senza sorveglianza. Troncatrice: verifiche prima dell'utilizzazione. Verificare il corretto fissaggio dell'utensile e della tubazione d'acqua. [P207] Prevenzione: Cannello: ventilazione Prescrizioni Esecutive: Se il cannello viene utilizzato in un luogo confinato, bisogna predisporre un adeguato sistema di aspirazione fumi e/o ventilazione. Deve, inoltre, verificarsi l'assenza di infiltrazioni di gas sfuggiti da bombole ed apparecchi anche lontani e utilizzati per altre lavorazioni nel cantiere oppure dei vapori infiammabili provenienti da colle, mastici, intonaci impermeabilizzanti, vernici, pitture, solventi per la lavorazione di materiali plastici che, a contatto con la fiamma del cannello, potrebbero esplodere. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.250. [P208] Prevenzione: Cannello: prevenzioni a "Incendi o Esplosioni" Prescrizioni Organizzative: Postazione di lavoro: presenza di un estintore. Sul posto di lavoro deve essere sempre presente un estintore efficiente. Prescrizioni Esecutive: Cannello: fughe di gas. Deve verificarsi frequentemente l'assenza di fughe di gas, utilizzando solo acqua saponata o gli appositi prodotti ed evitando sempre di ricorrere a fiamme libere. Cannello: manometri e riduttori. Deve essere quotidianamente verificata l'efficienza dei manometri e dei riduttori di pressione. Cannello: materiali infiammabili. Verificare che nella zona di utilizzo del cannello non vi sia presenza di materiali infiammabili. Cannello: posizionamento bombole. Nel posizionare le bombole, bisognerà evitare che la distanza tra esse ed il cannello scenda al di sotto dei 10 m. e che sia, comunque, distante da qualsiasi fonte di calore e/o dai raggi solari. Le bombole dovranno essere ubicate in luoghi sicuri ma non ristretti, al riparo da possibili urti e comunque sempre in posizione verticale. La chiave di regolazione deve essere tenuta sempre vicino alle bombole. Cannello: raccordi e connessioni. Il fissaggio delle tubazioni al cannello ed alle bombole dovrà essere realizzato con appropriati accorgimenti (ad esempio mediante fascette a vite) per evitare lo sfilamento. Cannello: valvole sulle bombole. Deve essere sempre verificato il perfetto funzionamento della valvola di controllo delle bombole del cannello e/o del riduttore di pressione. Nell'aprire il rubinetto a mano o con l'apposita valvola, deve essere evitata ogni forzatura con chiavi od attrezzi inadeguati per non provocare fessurazioni, rotture o fuoriuscite di gas. Ritorno di fiamma: dispositivi di sicurezza. Devono essere installati e verificati dispositivi di sicurezza contro il ritorno di fiamma in prossimità dell'impugnatura, dopo i riduttori di pressione e nelle tubazioni la cui lunghezza è superiore a 5 m. Sui riduttori deve essere montata una valvola a secco. Sospensione del lavoro con il cannello. Sia nelle pause di lavoro che al termine del turno, si dovrà provvedere a spegnere la fiamma chiudendo le valvole d'afflusso del gas. Dovrà essere accertata, inoltre, la perfetta chiusura della bombola e l'assenza di eventuali perdite. In particolare, al termine del turno di lavoro, si dovrà verificare il corretto funzionamento del cannello e provvedere a riporre correttamente la tubazione. Tubazioni di adduzione del cannello. Le tubazioni di adduzione del gas al cannello non devono mai essere sottoposte a sforzi di trazione e né piegate per interrompere l'afflusso del gas. Dovranno essere mantenute distese in curve ampie, lontano dai posti di passaggio, protette dai calpestamenti (ad esempio ponendole tra due tavole da lavoro appoggiate per terra), dalle scintille e da fonti di calore. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.254. [P209] Prevenzione: Cannello acetilenico: prevenzioni a "Incendi o Esplosioni" Prescrizioni Esecutive: Cannello acetilenico: recipienti o tubazioni. E' vietato effettuare operazioni di saldatura o di taglio al cannello, nelle seguenti condizioni: a) su recipienti o tubi chiusi; b) su recipienti o tubi aperti che contengono materie le quali sotto l'azione del calore possono dar luogo a esplosioni o altre reazioni pericolose; c) su recipienti o tubi anche aperti che abbiano contenuto sostanze che evaporando o gassificandosi sotto l'azione del calore o dell'umidità, possono formare miscele esplosive. Qualora le condizioni di pericolo, precedentemente esposte, possano essere eliminate con l'apertura del recipiente chiuso, con l'asportazione delle materie pericolose e dei loro residui o con altri mezzi o misure, le operazioni di saldatura e taglio potranno essere eseguite, purché le misure di sicurezza siano disposte da un esperto ed effettuate sotto la sua diretta - 86 - sorveglianza Derivazioni di gas acetilene. Sulle derivazioni di gas acetilene o di altri gas combustibili di alimentazione sul cannello deve essere inserita una valvola idraulica o altro dispositivo di sicurezza che corrisponda ai seguenti requisiti: a) impedisca il ritorno di fiamma e l'afflusso dell'ossigeno o dell'aria nelle tubazioni di gas combustibile; b) permetta un sicuro controllo, in ogni momento, del suo stato di efficienza; c) sia costruito in modo da non costituire pericolo in caso di eventuale scoppio per ritorno di fiamma. Generatori di acetilene. Nei luoghi sotterranei è vietato installare o usare generatori e gasometri di acetilene o costituire depositi di recipienti contenenti gas combustibili. Carrelli per bombole. Le bombole devono essere movimentate su idoneo carrello portabombole e fissate verticalmente contro il ribaltamento e la caduta. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.250. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.251. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.253. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.254. [P210] Prevenzione: Uso appropriato del cannello Prescrizioni Esecutive: Durante l'uso si deve fare attenzione che la fiamma del cannello non rechi danno a persone. [P211] Prevenzione: Cannello acetilenico: pezzi lavorati Prescrizioni Esecutive: Raffreddare ed accantonare i pezzi metallici tagliati o saldati. [P212] Prevenzione: Ponte su cavalletti: prevenzioni a "Caduta dall'alto" Prescrizioni Esecutive: Ponte su cavalletti: carichi concentrati. Evitare di concentrare carichi sugli impalcati (più persone o diversi materiali) specialmente in mezzeria delle tavole. Sull'impalcato si deve tenere solo il materiale strettamente necessario per l'immediato utilizzo durante il lavoro. E' necessario, inoltre, verificare lo spazio occupato dai materiali che deve sempre consentire il movimento in sicurezza degli addetti. Ponte su cavalletti: cavalletti impropri. Non usare al posto dei cavalletti mezzi impropri come pacchi di mattoni, bidoni o scale a pioli. Ponte su cavalletti: distanze tra i cavalletti. La distanza massima tra due cavalletti consecutivi dipende dalla sezione delle tavole di legno che si andranno ad usare e cioè: a - con sezione 30 x 5 cm e lunghezza 4 m. la distanza massima sarà di 3,60 m (quindi in questo caso è ammesso l'uso anche di due soli cavalletti per tavola); b - con sezione al minimo di 20 x 4 cm e lunghezza 4 m. la distanza massima sarà 1,80 m Ponte su cavalletti: divieti. I ponti su cavalletti devono essere utilizzati solo a livello del suolo o di pavimento, mentre è vietato il loro uso su impalcati di ponteggi esterni o di altri ponti su cavalletti. Essi non devono comunque mai superare un altezza di 2 metri. Ponte su cavalletti: impalcato. Le tavole di legno che formano gli impalcati devono sempre appoggiare su tre cavalletti. Controllare che le tavole di legno dell'impalcato non abbiano nodi passanti che riducano più del 10% la sezione o fessurazioni longitudinali. In quest'ultimo caso occorre scartarle. Gli impalcati non dovranno presentare parti a sbalzo superiori a 20 cm. La larghezza degli impalcati dovrà essere al minimo di 90 cm e le tavole dovranno essere ben accostate e fissate tra di loro. Ponte su cavalletti: parapetti. Qualora i ponti vengano usati in prossimità di aperture prospicienti il vuoto (vani scale, finestre, ascensori) con altezze superiori a 2 m l'impalcato dovrà essere munito di adeguato parapetto completo di tavola fermapiede. Nel caso ciò non fosse possibile si dovrà utilizzare un idonea cintura di sicurezza fissata a parti stabili. Ponte su cavalletti: piano d'appoggio. I piedi dei cavalletti, oltre ad essere irrigiditi mediante tiranti normali e diagonali, dovranno poggiare sempre su pavimento solido e ben livellato. Ponte su cavalletti: scale. Per l'accesso ai ponti su cavalletti si devono utilizzare scale a mano evitando di appoggiarle al ponte per pericolo di ribaltamento. Non usare mai scale a mano sopra ai ponti su cavalletti. Ponte su cavalletti: stato dei cavalletti. Verificare che i cavalletti metallici non abbiano ruggine passante o segni di fessurazione specialmente nei punti di saldatura. Riferimenti Normativi: D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.7. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.18. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.23. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.51. [P213] Prevenzione: Banco di lavoro Prescrizioni Organizzative: Fornire al lavoratore un banco di lavoro realizzato con materiali diversi dal legno, che consentano una più agevole pulizia dai prodotti della lavorazione, come resine ecc., le quali, permanendo anche parzialmente sul banco stesso, potrebbero costituire ostacolo alle lavorazioni successive. [P214] Prevenzione: Taglierina elettrica: carrello porta pezzi Prescrizioni Esecutive: Utilizzare il carrello porta-pezzi. [P215] Prevenzione: Allontanamento temporaneo del lavoratore Prescrizioni Esecutive: Qualora il lavoratore si allontani temporaneamente dalla macchina, dovrà preventivamente interrompere il moto dell'organo lavoratore evitando, al contempo, di lasciare un pezzo in lavorazione. [P216] Prevenzione: Taglierina elettrica: vaschetta per l'acqua Prescrizioni Esecutive: Mantenere pulita la vaschetta per l'acqua sotto il piano di lavoro, controllandone frequentemente il livello. [P217] Prevenzione: Betoniera: requisiti generali Prescrizioni Organizzative: Documentazione allegata alla betoniera. Alla macchina dovrà essere allegata una dichiarazione di stabilità al ribaltamento, rilasciata dal costruttore e redatta da un tecnico abilitato. Betoniera: fosse per lo scarico dell'impasto. Se lo scarico dell'impasto viene eseguito entro fosse nelle quali scendono le benne delle gru, i parapetti di protezione dovranno essere in grado di resistere all'urto accidentale di tali benne. - 87 - Posto di manovra della betoniera. Il posto di manovra della betoniera dovrà essere realizzato in maniera tale da consentire una perfetta e totale visibilità di tutte le parti delle quali si determini il movimento. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.374. Circolare n.103/80. [P218] Prevenzione: Betoniera a bicchiere: dispositivi di protezione Prescrizioni Organizzative: La betoniera a bicchiere deve essere dotata dei seguenti dispositivi di protezione, la cui presenza ed efficienza andrà verificata al termine delle operazioni di montaggio e all'inizio di ogni turno di lavoro: il volante di comando azionante il ribaltamento del bicchiere deve avere i raggi accecati nei punti in cui esiste il pericolo di tranciamento; l'organo di comando, costituito dal pedale di sgancio del volante, deve essere dotato di protezione al di sopra ed ai lati ; gli ingranaggi, le pulegge, le cinghie e gli altri organi di trasmissione del moto devono essere protetti contro il contatto accidentale tramite carter: lo sportello del vano motore della betoniera a bicchiere non costituisce protezione; nel caso che la pulsantiera di comando sia esterna al vano motore è bene che lo sportello venga chiuso con l'ausilio di un lucchetto. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.41. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.55. D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.78. [P219] Prevenzione: Protezione delle postazioni di lavoro Prescrizioni Organizzative: I posti di lavoro e di passaggio devono essere idoneamente difesi contro la caduta o l'investimento di materiali in dipendenza dell'attività lavorativa. Ove non è possibile la difesa con mezzi tecnici, devono essere adottate altre misure o cautele adeguate. Quando nelle immediate vicinanze dei ponteggi o del posto di caricamento e sollevamento dei materiali vengono impastati calcestruzzi e malte o eseguite altre operazioni a carattere continuativo si deve costruire un solido impalcato sovrastante, ad altezza non maggiore di m 3 da terra, a protezione contro la caduta di materiali. Il posto di carico e di manovra degli argani a terra deve essere delimitato con barriera per impedire la permanenza ed il transito sotto i carichi. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.11. D.P.R. 7/1/1956 n.164 art.9. [P220] Prevenzione: Prescrizioni generali per l'uso della betoniera Prescrizioni Esecutive: E' assolutamente vietato introdurre attrezzi o parti del corpo nella tazza in rotazione. In particolare tutte le operazioni di carico devono concludersi prima dell'inizio della rotazione della macchina. [P221] Prevenzione: Betoniera: prevenzioni generali a "Elettrocuzione" Prescrizioni Organizzative: Betoniera: protezione contro le scariche atmosferiche. Qualora risulti necessario, secondo la norma CEI 811, la macchina andrà protetta anche contro le scariche atmosferiche. Betoniera: alimentazione elettrica. La betoniera dovrà essere dotata di interruttore generale onnipolare (che operi l'interruzione simultanea di tutti i conduttori attivi) e differenziale ubicati sul quadro elettrico. Deve, inoltre, essere dotata di protezioni contro i corto circuiti e, per motori di potenza superiore ad 1 KW, contro le sovratensioni. Riferimenti Normativi: Circolare n.103/80. [P222] Prevenzione: Betoniera: prevenzioni generali a "Investimento, ecc." Prescrizioni Esecutive: Betoniera su gomme: controllo ruote. Se la betoniera è dotata di ruote pneumatiche per il traino, occorre controllarne lo stato manutentivo e la pressione di gonfiaggio, che i bulloni siano perfettamente serrati e che le guarnizioni siano in buono stato. Betoniera su gomme: stabilità. La stabilità della betoniera su ruote gommate deve essere garantita mediante l'utilizzo degli appositi freni e/o di cunei in legno. E' tassativamente vietato asportare le ruote della betoniera prima del suo utilizzo, in quanto modificando la configurazione della macchina rispetto a quella prevista dal costruttore, se ne pregiudica la stabilità. Betoniera: presenza di vento forte. In presenza di vento forte, superiore ai 72 km/h, dovranno sospendersi tutte le operazioni e provvedere ad un ancoraggio supplementare della betoniera, per evitare che possa ribaltarsi. Riferimenti Normativi: Circolare 29/6/1981 n.76. [P223] Prevenzione: Impastatrice: protezioni Prescrizioni Organizzative: L'impastatrice deve essere dotata di una griglia di protezione dell'organo lavoratore corredata di un dispositivo di blocco automatico, che al suo sollevamento, interrompa il moto della macchina. Prescrizioni Esecutive: Prima di iniziare la lavorazione, verificare l'efficienza della griglia di protezione e del relativo dispositivo di blocco dell'organo lavoratore, all'atto del sollevamento della griglia stessa. [P224] Prevenzione: Molazza: prevenzioni a "Cesoiamenti, ecc" Prescrizioni Organizzative: Molazza: aperture di scarico. Le aperture di scarico della vasca debbono essere costruite o protette in modo da impedire che le mani dei lavoratori possano venire a contatto con gli organi mobili della macchina. Molazza: ripari. Le molazze e le macchine simili debbono essere circondate da un riparo (ad es. rete metallica o barriera distanziatrice) atto ad evitare possibili offese dagli organi lavoratori in moto. In assenza di tale protezione, deve essere tassativamente vietato l'uso della macchina. Prescrizioni Esecutive: Molazza: disposizioni generali. E' tassativamente vietato eseguire lavorazioni in prossimità della macchina o introdurre nella vasca attrezzi, ecc., quando essa è in moto. Molazza: ripari. I lavoratori non devono utilizzare in alcun caso la molazza qualora essa risultasse sprovvista delle adeguate protezioni, o le stesse non risultassero efficienti. Riferimenti Normativi: D.P.R. 27/4/1955 n.547 art.127. [P225] Prevenzione: Intonacatrice: prevenzioni a "Getti, ecc." Prescrizioni Esecutive: Intonacatrice: connessioni. All'inizio di ciascun turno di lavoro, verificare accuratamente le connessioni tra le - 88 - tubazioni di alimentazione e la pistola. Intonacatrice: direzione del getto. L'operatore, durante l'uso dell'intonacatrice, dovrà esercitare la massima attenzione nell'evitare di dirigere il getto verso persone o postazioni di lavoro. [P226] Prevenzione: Intonacatrice: ugello e tubazioni Prescrizioni Esecutive: Al termine di ciascun turno di lavoro l'operatore dovrà verificare la pulizia e l'efficienza degli ugelli, della strumentazione e delle tubazioni, nonché le relative connessioni. [P227] Prevenzione: Compattatore a piatto vibrante: sospensione del lavoro Prescrizioni Esecutive: Durante le sospensioni del lavoro spegnere sempre la macchina e chiudere il rubinetto del combustibile. [P228] Prevenzione: Compattatore a piatto vibrante: posizionamento Prescrizioni Esecutive: Per brevi spostamenti della macchina sul cantiere, utilizzare sempre un numero adeguato di lavoratori. [P229] Prevenzione: Compattatore a piatto vibrante: terreno Prescrizioni Esecutive: Prima di iniziare la lavorazione, verificare la consistenza del terreno da compattare. [P230] Prevenzione: Centrale bitumati: prevenzioni a "Cesoiamenti, ecc." Prescrizioni Esecutive: Centrale bitumati: dispositivi di arresto. All'inizio di ciascun turno di lavoro deve essere verificata l'efficienza dei dispositivi di arresto di emergenza. Centrale bitumati: manutenzione. Prima di eseguire interventi sui sistemi di caricamento o in loro prossimità, verificare il fermo macchina anche meccanico. [P231] Prevenzione: Centrale bitumati: interruzione alimentazione elettrica Prescrizioni Esecutive: Al termine del turno di lavoro, assicurarsi di aver tolto tensione ai singoli comandi ed all'interruttore generale di alimentazione al quadro. [P232] Prevenzione: Centrale bitumati: combustione Prescrizioni Esecutive: Durante la lavorazione, deve essere frequentemente verificato il corretto procedere della combustione e l'efficienza delle prese d'aria e dei depuratori. [P233] Prevenzione: Centrale bitumati: prevenzioni a "Incendi, ecc." Prescrizioni Esecutive: Centrale bitumati: dispositivi di controllo. All'inizio di ciascun turno di lavoro devono verificarsi l'integrità dei dispositivi di misura e di limitazione di temperatura e pressione. Centrale bitumati: interruzione alimentazione combustibile. Al termine del turno di lavoro, assicurarsi il fermo caldaia e l'interruzione di emergenza del combustibile. [P234] Prevenzione: Pistola per verniciatura: prevenzioni specifiche a "Getti, ecc." Prescrizioni Esecutive: Pistola per verniciatura: sospensione del lavoro. Al termine di ciascun turno di lavoro, staccare l'utensile dal compressore. Pistola per verniciatura: verifiche preventive. All'inizio di ciascun turno di lavoro, verificare le connessioni tra i tubi di alimentazione e la pistola ed accertarsi dell'efficienza dell'ugello e delle tubazioni stesse. - 89 - RISCHI PRINCIPALI RELATIVI ALLE ATTIVITA’ DI CANTIERE RISCHI PRINCIPALI RELATIVI ALLE ATTIVITA’ DI CANTIERE In relazione agli interventi previsti è possibile associare ad ogni lavorazione principale i rischi più rilevanti, identificabili con un valore numerico con il seguente significato 1 basso - 2 significativo - 3 medio - 4 rilevante - 5 alto Allestim. cantiere Ponteggio Rimozione copertura Spicconatura di cls ammalorato Posa in opera copertura Rimozione muratura esterna Ripristino muratura Ripristino cornicioni e fasce Asportazione strato d'usura Formazione sottofondo Formazione manto stradale Posa cancelli cancellate Rimozione pavimento Posa pavimento palestra 1 1 1 1 1 1 2 1 2 1 1 2 1 1 1 1 1 2 1 2 1 3 1 2 1 1 2 2 2 1 1 1 2 1 2 1 1 2 1 1 Olli minerali, derivati Caduta materiale dall’alto Radiazioni ionizzanti Radiazioni non ionizzanti Catrame, fumo Gas, vapor Getti, schizzi nebbie Fumi 1 1 1 2 Polveri, fibre Movimentazione manuale dei carichi investimento Cesoiamenti, stritolamenti 1 1 1 1 2 2 1 1 1 2 Rumore Calore, fiamme Scivolamenti, cadute a livello vibrazioni Urti, colpi, compressioni Punture, tagli, abrasioni TABELLA DI VALUTAZIONE DEI RISCHI 1 1 1 2 1 1 2 1 1 1 2 2 1 1 1 2 1 1 1 2 2 1 1 2 1 1 2 - 90 - 2 CONCLUSIONI GENERALI Il Piano di Sicurezza costituisce il documento operativo di riferimento per l’attuazione del coordinamento durante l'esecuzione dei lavori. Una copia del Piano sarà sempre disponibile presso il cantiere. In particolare il Piano di sicurezza: • prima dell'inizio dei lavori sarà messo a disposizione di o Dirigente scolastico o Rappresentante per la sicurezza RSPP della scuola o Rappresentante per la sicurezza RSPP delle ditte appaltatrici; che lo dovranno firmare per presa visione • sarà consegnato, in originale, alla Committenza alla fine dei lavori e rappresenterà la certificazione del lavoro di coordinamento svolto in cantiere. Inoltre dovrà essere garantita la diffusione e la conoscenza dei contenuti del Piano di Sicurezza e di Coordinamento in cantiere a tutti coloro che intervengono alla realizzazione dell'opera. Pertanto, ciascun lavoratore, prima dell'inizio dei lavori, dovrà essere reso edotto dei contenuti del Piano e, durante i lavori, delle eventuali modifiche e/o integrazioni apportate al Piano in corso d'opera. Tale attività di informazione dovrà essere condotta dal Datore di lavoro, coadiuvato dal Responsabile del cantiere per la sicurezza, attraverso vari sistemi, anche in funzione della "risposta" delle singole categorie di lavoratori ed in particolare mediante: • cartelli segnaletici; • riunioni periodiche indirizzate ai lavoratori che svolgono la stessa lavorazione o che, pur svolgendo mansioni diverse, si trovano ad operare nella stessa area di cantiere creando interferenze pericolose; • sorveglianza continua in cantiere (da parte anche del Direttore tecnico di cantiere e degli assistenti/preposti) con interventi mirati laddove si riscontrassero, in modo particolare, deficienze, difficoltà o distrazioni abituali. Particolare attenzione dovrà essere posta dal Responsabile del cantiere per la sicurezza nel caso di operai recidivi o indolenti, per i quali si potrà rendere necessario un "richiamo scritto". - 91 - INDICE Lavoro Committenti Responsabili Imprese Documentazione Situazioni Ambientali ALBERO RIASSUNTIVO Segnaletica PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO Fase: Fasi di Lavoro Fase: 1.0 Ubicazione area di cantiere Fase: 1.1 Realizzazione della recinzione e degli accessi del cantiere Fase: 1.2 Realizzazione della viabilità del cantiere Fase: 1.3 Realizzazione dell'impianto di messa a terra del cantiere Fase: 1.4 Realizzazione dell'impianto di protezione da scariche atmosferiche del cantiere Fase: 1.5 Installazione nel cantiere di presidi igienico-sanitari Fase: 1.6 Installazione e smontaggio ponteggio metallico fisso Fase: 1.7 Montaggio e smontaggio della gru a torre Fase: 1.8 Smobilizzo del cantiere Fase: 2.1 Disfacimento di manto di copertura Fase: 2.2 Rimozione di cls ammalorato di aggetti orizzontali (balconi, cornicioni, ecc.) Fase: 2.3 Rimozione di intonaci e/o rivestimenti esterni Fase: 2.4 Rimozione di scossaline, canali di gronda, pluviali Fase: 2.5 Demolizione di tompagnature Fase: 3.1 Realizzazione di opere di lattoneria Fase: 3.2 Realizzazione di copertura continua Fase: 4.1 Esecuzione di murature esterne Fase: 4.2 Ripristino cls di frontalini ed intradossi di balconi, cornicioni, ecc. Fase: 4.3 Preparazione malta Fase: 4.4 Movimentazione di materiali in cantiere Fase: 4.5 Posa tradizionale di intonaci esterni Fase 4.6 Rimozione di pavimenti interni Fase 4.7 Posa in opera di pavimenti interni Fase: 5.1 Asportazione strato d'usura e/o collegamento Fase: 5.2 Formazione di sottofondo stradale Fase: 5.3 Formazione di manto stradale Fase: 5.4 Posa in opera di ringhiere SCHEDE MACCHINE ATTREZZI APPENDICE RISCHI APPENDICE PREVENZIONI RISCHI PRINCIPALI RELATIVI ALLE ATTIVITA’ DI CANTIERE CONCLUSIONI GENERALI data, il Tecnico Arch. G. Alberti - 92 - pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. 2 3 4 6 7 8 9 10 19 19 22 22 20 20 20 21 21 22 22 23 23 23 23 24 24 24 24 25 25 26 29 29 29 29 30 30 30 31 35 43 45 90 91