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Capitolo 3 Evidenziando le matrici ridotte di massa, rigidezza e smorzamento e il vettore ridotto delle sollecitazioni, si può riscrivere [m]⎧⎨q ⎫⎬ + [s]⎧⎨q ⎫⎬ + [k ]⎧⎨q ⎫⎬ = ⎧⎨ f ⎫⎬ •• • ⎩ ⎭ ⎩ ⎭ ⎩ ⎭ (3.4) ⎩ ⎭ Si intuisce come il tratto caratterizzante della riduzione risieda nella matrice [Ψ]. Essa assume forme diverse a seconda della tecnica di riduzione che si sceglie di adottare. Il software da noi utilizzato, ovvero I-Deas versione 7, dispone di tre alternative: - il metodo di Guyan [28],[29] - il metodo modale - il metodo di Craig-Bampton [24],[25],[26],[27] [30],[31], implementato sotto il termine di Constraint Dynamics Solution. In questo lavoro si è deciso di utilizzare il metodo di Craig-Bampton, in quanto giudicato sufficientemente rigoroso (introduce un errore di approssimazione minore di quello comportato da altre tecniche quali, ad esempio, il metodo di Guyan) e preferibile ad altri poiché il relativo algoritmo presenta peculiarità vantaggiose in vista della successiva integrazione con Simulink. Inoltre, il metodo in parola è il medesimo adottato in alcuni articoli scientifici che sono stati presi a riferimento per il presente lavoro ([14],[18],[19],[22]). La scelta dei gradi di libertà del modello così ridotto aveva però bisogno di una validazione, che confermasse che il comportamento dinamico della struttura venisse ben simulato. Si è confrontata allora la risposta del modello ottenuto con il metodo di Craig-Bampton con quella di un modello ridotto secondo la tecnica modale, la quale era meglio conosciuta dal punto di vista teorico. Nel suddetto metodo modale la matrice [Ψ] è derivata della matrice dei modi propri del sistema, [Φ], mediante l’opportuna eliminazione di una parte delle colonne. Queste colonne sono gli autovettori del problema dinamico (3.1), cioè definiscono, a meno di una costante moltiplicativa determinata dalle condizioni iniziali, le ampiezze degli spostamenti ad ogni grado di libertà per ciascuno degli n modi propri del sistema discreto. Tali vettori hanno l’importante proprietà dell’ortogonalità rispetto alle matrici di massa e di rigidezza del sistema (perlomeno i vettori che rappresentano modi di vibrare a frequenze diverse da zero: il discorso cambia leggermente in presenza di moti rigidi), da cui discende, in caso di smorzamento trascurabile o proporzionale, il 65