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Servizio Prevenzione e Protezione e-mail: 81/[email protected] Via Conte Verde,125 14100 Asti (AT) I valori limite di esposizione (VLE) individuati dal D.Lgs. 81/2008 sono riportati separatamente nell’Allegato XXXVII parte 1 per le radiazioni non coerenti e parte 2 per le radiazioni laser. Il D.Lgs. 81/2008 detta le prescrizioni minime di sicurezza e salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti da radiazioni ottiche artificiali. Per le radiazioni non coerenti e i laser occorre fare riferimento a norme differenti, sia dal punto di vista della sicurezza del macchinario (norme relative alla fabbricazione) sia dal punto di vista della valutazione dei rischi e della selezione dei DPI. La valutazione dei rischi prende in esame: il livello, la gamma di lunghezze d'onda e la durata dell'esposizione a sorgenti artificiali di radiazioni ottiche; i valori limite di esposizione di cui all'articolo 215; qualsiasi effetto sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori appartenenti a gruppi particolarmente sensibili al rischio; qualsiasi eventuale effetto sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori risultante dalle interazioni sul posto di lavoro tra le radiazioni ottiche e le sostanze chimiche fotosensibilizzanti; qualsiasi effetto indiretto come l'accecamento temporaneo, le esplosioni o il fuoco; l'esistenza di attrezzature di lavoro alternative la disponibilità di azioni di risanamento volte a minimizzare i livelli di esposizione alle radiazioni ottiche; sorgenti multiple di esposizione alle radiazioni ottiche artificiali; una classificazione dei laser stabilita conformemente alla pertinente norma IEC e, in relazione a tutte le sorgenti artificiali che possono arrecare danni simili a quelli di un laser della classe 3B o 4, tutte le classificazioni analoghe; le informazioni fornite dai fabbricanti delle sorgenti di radiazioni ottiche e delle relative attrezzature di lavoro in conformità delle pertinenti direttive comunitarie. Innanzitutto, ai fini della valutazione del rischio, occorre verificare se le sorgenti sono “giustificabili cioè intrinsecamente sicure ovvero nelle abituali condizioni di impiego e pertanto "innocue" e non possono rappresentare un rischio per la salute e la sicurezza dei soggetti esposti. In generale in questo caso non è necessario procedere alla valutazione del rischio da luce visibile per qualsiasi sorgente di luminanza inferiore a 4 cd/m2 (in accordo a quanto disposto dall’art. 181, comma 3, del D.Lgs. 81/2008) In caso di dubbio è possibile effettuare una verifica con luxmetro calibrato. Caratteristiche delle sorgenti “giustificabili” e loro identificazione Sono definibili come giustificabili le seguenti sorgenti di ROA non coerenti: - tutte le apparecchiature che emettono ROA non coerenti classificate nella categoria 0 secondo lo standard UNI EN 12198:2009; - le lampade e i sistemi di lampade, anche a LED, classificate nel gruppo “esente” dalla norma CEI EN 62471:2009; - sorgenti analoghe alle due classi precedenti, anche in assenza della suddetta classificazione, nelle corrette condizioni di impiego. Il DLgs. 27/01/2010 n.17 (Direttiva Macchine) prevede che se una macchina emette radiazioni non ionizzanti (quindi comprese anche le ROA) che possono nuocere all’operatore o alle persone esposte, soprattutto se portatrici di dispositivi medici impiantati (per le ROA: il cristallino artificiale), il costruttore deve riportare nel manuale di istruzioni le relative informazioni. Qualora manchino norme specifiche di prodotto, la norma UNI EN 12198:2009 consente al fabbricante di assegnare alla macchina una categoria in funzione del livello di emissione di radiazioni secondo i valori riportati nella appendice B della suddetta norma. Sono contemplate tre categorie di emissione, per le quali sono previste diverse misure di protezione, informazione, addestramento: categoria 0 nessuna restrizione: macchina intrinsecamente sicura ai fini dell'emissione ROA; categoria 1: possono essere necessarie limitazioni d'accesso e misure di protezione; il fabbricante deve fornire informazioni su pericoli e rischi anche indiretti categoria 2: richieste sempre restrizioni speciali e misure di protezione; il fabbricante ha l'obbligo di fornire infomazioni su pericoli e rischi anche indiretti e sull'addestramento necessario ai fini dell'impiego sicuro. Indice di rischio B 5.5.2 RADIAZIONI OTTICHE ARTIFICIALI NON COERENTI Sono molteplici le fonti di rischio ottiche in ambito ospedaliero, sanitario o in laboratorio dovute alle particolari strumentazioni utilizzate e come tali devono essere monitorate ai fini della sicurezza. Le principali fonti di radiazioni ottiche artificiali30 possono essere: 30 Classificazione lampade. Le lampade e i sistemi di lampade sono classificati in 4 gruppi secondo lo standard CEI EN 62471:2009. Questa norma prevede metodi di misura e classificazione ed anche se non definisce vincoli specifici per la marcatura, rappresenta attualmente lo stato dell’arte in termini di informazioni sulla sicurezza fotobiologica delle lampade e dei sistemi di lampade (compresi i LED). Gruppi Stima del Rischio Gruppo 1 Nessun rischio fotobiologico nelle normali condizioni di impiego Gruppo 2 Non presenta rischio in condizioni di riflesso naturale di avversione alla luce o effetti termici art. 26 commi 3 e 5 D.lgs 81/08 s.m.i. Impresa Appaltatrice Responsabile Unico Procedimento Pagina LCR rev 1 15.07.2014 48 di 74 Validità documento fino al 15..07.2016