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tenere con sé il proprio animale. Sarebbe importante prevedere delle soluzioni per la
sterilizzazione a prezzi contenuti, al fine di venire incontro alle necessità di persone
con scarse disponibilità economiche. Si dovrebbe cominciare ad insegnare sin
dall’infanzia che gli animali sono esseri coscienti e bisognosi di cure (Robertson, 2008).
Negli USA la National Association of
Humane and Enviroment Education
(www.nahee.org), ad esempio, offre agli insegnanti materiali didattici e sovvenzioni
affinché i bambini possano apprendere sin dall’infanzia i problemi legati alla
sovrappopolazione ed avere atteggiamenti umani verso gli animali.
Il TNR, per avere un successo a lungo termine, richiede un ampio gruppo di volontari
motivati (inclusi anche veterinari) e fondi elargiti con continuità, sia dalle organizzazioni
private per il benessere animale che dalle agenzie governative (Robertson, 2008). In
uno studio in Florida (Nutter et al., 2004b) si è fatta una stima del tempo e delle
disponibilità economiche necessarie per un programma di TNR; da questo studio
risulta che il costo si aggira sui 17 dollari/gatto.
Poiché inoltre la più frequente causa di fallimento di programmi di TNR è rappresentata
da gatti domestici che, abbandonati e/o smarriti, vanno spesso ad accrescere la
popolazione dei feral cats, risulterebbe utile anche un’identificazione permanente
dell’animale, preferibilmente tramite microchip, che aiuterebbe i gatti smarriti a riunirsi
con i loro padroni. Il numero di gatti smarriti si potrebbe diminuire stimolando i
proprietari a tenerli in casa, tema comune a molte Associazioni, quale l’American
Association of Feline Practitioners e l’American Veterinary Medical Association
(AVMA): qualcuno a questo proposito potrebbe obbiettare che ciò privi il gatto di alcune
libertà, quali il vagabondare e l’andare a caccia. La vita all’interno delle mura
domestiche, però, garantirebbe altri vantaggi, quali la libertà dalla sete e dalla fame,
dai disagi, dal dolore, dai traumi e dalle malattie, dalla paura e dall’angoscia
(Robertson, 2008).
I metodi contraccettivi non chirurgici, rappresentano l’obiettivo futuro da raggiungere
per il controllo della pet overpopulation (Robertson, 2008). Le alternative non
chirurgiche per la gatta includono la somministrazione orale di megestrolo acetato, la
somministrazione parenterale di ormoni steroidei, l’induzione di una falsa gravidanza,
la somministrazione di agonisti e antagonisti del GnRH (gonadotropin-releasing
hormone), vaccini della zona pellucida e citotossine tessuto-specifiche, mentre nel
maschio si parla di soppressione della funzione riproduttiva mediata da ormoni
steroidei e iniezioni intratesticolari di sterilizzanti chimici (Concannon et al., 1991).
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