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Energy Efficiency In Low-Income Housing in the Mediterranean - ELIH-Med Project
Capitolato Speciale d’Appalto
l'impiego, a protezione di intonaci e materiali lapidei, di scialbi di malta di calce, da utilizzare come
strato di sacrificio; il risultato è l'occultamento della superficie del manufatto e l'esibizione del
progressivo degrado che intacca la nuova superficie fino a richiederne il rinnovo. Da qui il rigetto
che nasce spontaneo di fronte a forme di intervento irreversibili o che nascondono la superficie
del manufatto sotto uno strato di sacrificio che rende difficile valutare l'eventuale avanzamento e
propagarsi del degrado oltre lo strato protettivo.
Anche i protettivi chimici hanno una durata limitata, valutabile intorno alla decina di anni, ma,
oltre che per le caratteristiche di trasparenza, sono preferibili agli scialbi in quanto realizzano un
ampio filtro contro la penetrazione dell'acqua e delle sostanze che questa veicola.
In alcuni casi sono le stesse sostanze impiegate nel ciclo di consolidamento che esercitano anche
un'azione protettiva, se sono in grado di diminuire la porosità del materiale rendendolo
impermeabile all'acqua.
Le principali caratteristiche di base richieste ad un protettivo chimico sono la reversibilità e
l'inalterabilità, mentre il principale requisito prestazionale è l'idrorepellenza, insieme con la
permeabilità al vapore acqueo.
La durata e l'inalterabilità del prodotto dipendono innanzi tutto dalla stabilità chimica e dal
comportamento in rapporto alle condizioni igrotermiche e all'azione dei raggi ultravioletti.
L'alterazione dei composti, oltre ad influire sulle prestazioni, può portare alla formazione di
sostanze secondarie, dannose o insolubili, che inficiano la reversibilità del prodotto.
I protettivi più efficaci per materiali lapidei naturali ed artificiali, intonaci e cotti appartengono
essenzialmente alla classe dei composti organici e dei composti a base di silicio .
Secondo le problematiche riscontrate potranno essere impiegati composti organici o composti a
base di silicio.
Composti organici
- Polimeri acrilici e vinilici: poliacrilati, impermeabilizzanti per materiali porosi da utilizzare in
situazioni limite in quanto riducono fortemente la permeabilità; sotto forma di lattici possono
essere impiegati per creare barriere protettive contro l'umidità oppure applicati come mani di
fondo per migliorare l'adesività di malte ed intonaci (primer);
- resine poliuretaniche: oltre che come consolidanti, utilizzando l'acqua come reagente si
possono impiegare come impermeabilizzanti e sono in grado di creare barriere verticali
extramurarie contro infiltrazioni trasformandosi in schiume rigide; è possibile impiegarle
insieme a resine acriliche per il completamento della tenuta contro le infiltrazioni d'acqua;
- metacrilati da iniezione: catalizzati ed iniettati si trasformano in gel polimerici elastici capaci di
bloccare venute d'acqua dolce o salmastra; sono in grado di conferire tenuta all'acqua a
murature interrate o a contatto con terreni;
- perfluoropolieteri ed elastomeri fluororati: adatti al consolidamento ed alla protezione di
materiali lapidei; ottime le doti di stabilità, reversibilità e permeabilità; scarsa la penetrabilità;
il loro impiego dovrà essere attentamente valutato quando in presenza di manufatti
fortemente degradati che richiedano particolari prestazioni ai prodotti protettivi.
Composti a base di silicio
- Resine siliconiche: silossani, polisilossani, resine metilsiliconiche diluite con solventi organici; si
prestano molto bene per l'impregnazione di manufatti ad alta porosità; da applicarsi su
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