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Se si esula da tale ipotesi, in caso di accertamento da parte del Comune, si sarebbe in presenza di mutamento
di destinazione d’uso con opere eseguite senza permesso di costruire ed in contrasto con le prescrizioni dello
strumento urbanistico, con conseguente ordinanza di demolizione delle opere eseguite. Nel caso di mutamento
senza opere occorre verificare le disposizioni dettate dalla Regione di competenza, in quanto lo Stato, con la
legge 47/85 prima e con il Dpr 380/2001 poi, ha attribuito a questo ente territoriale la decisione in ordine
all’obbligo di acquisire il permesso di costruire ovvero la Dia (denuncia di inizio attività).
Il Sole 24 Ore - L'Esperto Risponde - 13 gennaio 2008, N. 3
Marco Zandonà - AGEVOLAZIONI SULLA CASA - SÌ AI BENEFICI PER LA CALDAIA AD
ALTO RENDIMENTO
D. Vorrei sapere se la sostituzione della caldaia di riscaldamento a gas singola, non a condensazione, ma
sempre ad alto rendimento gode dell'agevolazione Irpef del 36%. In caso affermativo, quali adempimenti sono
necessari (semplice raccomandata al Centro operativo di Pescara) ? Quale aliquota Iva sconta?
R. La risposta è affermativa. Nei casi in cui non sia possibile rientrare nelle agevolazioni di cui all’articolo 1,
comma 347 della legge 296/2006 Finanziaria 2007, (detrazione Irpef del 55% per la sostituzione della caldaia
con una a condensazione) è possibile fruire della detrazione del 36% ai sensi dei commi 387-388 della legge
296/2006 per interventi di recupero del patrimonio edilizio. Infatti, la installazione della caldaia non a
condensazione continua a rientrare nella detrazione ordinaria Irpef del 36% con riferimento alle altre spese
sostenute per le opere finalizzate al risparmio energetico (articolo 1 della legge 449/97). In particolare, come
chiarito dall’amministrazione finanziaria (circolare 57/E/98), in relazione ad interventi su edifici esistenti, le
tipologie di opere volte al contenimento dei consumi energetici negli edifici, ammesse alla detrazione Irpef del
36%, sono quelle individuate dall’articolo 1 del Dm 15 febbraio 1992, tra le quali le più frequentemente
realizzate sono proprio quelle dirette alla sostituzione della caldaia. In questi casi, occorre sempre inviare,
preventivamente all’inizio dei lavori di installazione, la prescritta comunicazione al Centro operativo di Pescara
e pagare le fatture con bonifico bancario. Occorre, inoltre, acquisire idonea documentazione (ad esempio,
scheda tecnica del produttore) che attesti che la caldaia permette di conseguire il risparmio energetico, nel
rispetto dei limiti fissati dalla normativa vigente in materia. Per ciò che concerne l’applicazione dell’ Iva in
presenza di beni significativi (elencati tassativamente dal Dm 29 dicembre 1999, tra i quali è compresa anche
la caldaia), si applica l’aliquota agevolata al 10% ma solo sino a concorrenza del valore della manodopera
impiegata nell’esecuzione dei lavori (intendendosi comprensiva anche delle materie prime impiegate
nell’intervento - circolare 71/E/2000). Per la parte eccedente di valore della caldaia si applica l’ Iva con
l’aliquota ordinaria del 20%.
Il Sole 24 Ore - L'Esperto Risponde - 17 dicembre 2007, N. 98
Marco Zandonà - AGEVOLAZIONI SULLA CASA - ABOLITA DAL 2008 LA CERTIFICAZIONE
ENERGETICA PER PANNELLI SOLARI E NUOVI INFISSI
D. In riferimento alla risposta al quesito apparso nel problema della settimana di domenica 16 dicembre (" La
Finanziaria 2008 rimedia all'errore e riammette tetti e pavimenti al beneficio del 55%), pubblicata sull'Esperto
risponde 97/2007, vorrei sapere quali altri interventi di risparmio energetico sono ammessi e se verranno tutti
prorogati dalla Finanziaria in discussione in Parlamento.
UNITELNews24 n.7
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