Download Scarica - Unitel

Transcript
Pubblica Amministrazione
&
Digitalizzazione
e
trasparenza:
un'amministrazione aperta
il
difficile
cammino
verso
I recenti numerosi provvedimenti in tema di pubblicità e digitalizzazione dei procedimenti
amministrativi spesso non valutano con attenzione le conseguenze della pubblicazione di alcune
categorie di dati nei siti internet istituzionali degli enti
Sarah Ungaro, Il Sole 24 ORE - Guida al Pubblico Impiego, aprile 2013, n. 4
Negli ultimi tempi si è assistito al proliferare di provvedimenti in tema di pubblicità e
digitalizzazione dei procedimenti amministrativi, ma i meritevoli intenti del Legislatore - volti
tanto a rendere più efficienti ed efficaci le azioni e i procedimenti delle PA, quanto a contrastare le
dinamiche ancora opache dell'agire amministrativo dietro cui possono celarsi pratiche corruttive o
comunque illecite - appaiono tuttavia fortemente compromessi da una disattenta valutazione
delle conseguenze che comporta la pubblicazione di alcune categorie di dati nei siti internet
istituzionali degli enti.
Sul tema, in effetti, dall'analisi delle norme di recente introduzione, non si può non rilevare la
generale assenza di una visione organica e sistematica nell'individuazione delle politiche di
digitalizzazione dei procedimenti amministrativi. Tale carenza, probabilmente, costituisce
l'inevitabile riflesso della pluralità dei centri decisionali istituzionali deputati al
perseguimento delle politiche di digitalizzazione del Paese (atteso che la cabina di regia
dell'Agenzia per l'Italia digitale è espressione di quattro diversi ministeri, mentre invece sarebbe
auspicabile che nel prossimo esecutivo fosse individuata un'unica struttura ministeriale dedicata).
A riprova di ciò, basterebbe menzionare la copiosa - e a tratti compulsiva - produzione di norme di
rango primario che hanno visto la luce nell'ultimo anno, a fronte del perdurante ritardo nella
pubblicazione delle tanto attese e invocate Regole tecniche. A tal proposito, infatti, occorre porre in
evidenza che si avverte ormai pressante la necessità - da parte non solo dei giuristi ma soprattutto
dei soggetti direttamente coinvolti in questo processo di evoluzione della pubblica amministrazione
- di una maggiore certezza giuridica sulle modalità operative corrette con le quali attuare
tali processi, magari attraverso specifiche indicazioni emanate con atti di normativa secondaria, e
non con semplici “Linee guida” o “Raccomandazioni”, che nell'ambito della gerarchia delle fonti
evidentemente non hanno la stessa forza del decreto di un organo dell'esecutivo, come un Dpcm o
un Dm.
Le norme di recente introduzione
Con specifico riferimento alle norme di recente introduzione, accanto al tanto discusso art. 18 del
Dl n. 83/2012 (convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134), rubricato
Amministrazione aperta, occorre menzionare anche la legge c.d. anticorruzione n. 190/2012 e
il Dlgs n. 33 del 14 marzo 2013, recante il riordino della disciplina riguardante gli obblighi di
pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni; il
complesso di tali disposizioni, poi, si aggiunge - e in alcuni casi si sovrappone - ai principi già
contenuti nel Codice dell'amministrazione digitale, di cui al Dlgs n. 82/2005.
In particolare, il 31 dicembre 2012 è scaduto il termine entro cui le pubbliche amministrazioni
avrebbero dovuto adeguarsi agli obblighi di accessibilità e pubblicità imposti dall'art. 18 del Dl
n. 83/2012, che ha gettato non poco sconcerto a causa della profonda confusione ingenerata non
solo nei soggetti destinatari della disposizione, ma in tutti coloro che sono in possesso di basilari
nozioni giuridiche.
UNITELNews24
92