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10. Stabilità dei versanti in erosione con tecniche di Ingegneria Naturalistica
tutto semine, da integrarsi con interventi lineari o a scacchiera.
La messa a dimora di zolle erbose o di prato in
rotoli è consigliabile dove le piote sono state
ricavate in seguito ad attività di cantiere come,
ad esempio:
• scoronamenti;
• scavi per interramento di tubazioni;
• pista da sci.
Le soluzioni integrative alle semine possono essere:
• palizzate e stecconate, che si prestano bene
su coltri detritiche a materiale grossolano;
• graticciate, che essendo più elastiche e flessibili, si adattano a versanti in materiale più
fine; sono opere che però si degradano rapidamente, quindi devono essere previste dove
la vegetazione non impieghi più di 1 ÷ 2 anni
per insediarsi;
• ramaglia morta, in sostituzione delle opere
sopra elencate, se disponibile sul cantiere. La
costruzione può avvenire in allineamenti
livellari continui o a scacchiera. Se la ramaglia
è di conifere, i rami saranno disposti con la
parte più spessa verso monte e appesantita
da pietrame o fissata con picchetti; se la
ramaglia è di latifoglie sarà sistemata in fascine fissate al suolo con picchetti;
• coltre protettiva e bitume (sistema nero-verde): questa tecnica è limitata dal fenomeno di
riscaldamento dello strato superficiale del suolo, dovuto al colore scuro del bitume, che potrebbe sfavorire lo sviluppo delle piantine e,
pertanto, non è tecnica adatta ai climi caldi;
• coltre di paglia o fieno con reti scure biodegradabili a maglie larghe o reti in fibra di
juta o cocco: è una soluzione migliore rispetto a quella soprastante, in quanto il legante
è di colore chiaro e ciò non comporta i problemi di cui sopra.
In genere i miscugli utilizzati per le semine sono
quasi esclusivamente specie erbacee ed in parte specie arbustive ed arboree. Si consiglia, inoltre, l’impiego di essenze legnose, soprattutto
in caso di versanti ripidi, di difficile accesso o
con estesa copertura rocciosa, ove sarebbe difficile tornare per effettuare interventi complementari (Schiechtl, 1995).
Nella tabella 10.4 vengono riassunte le principali opere di copertura.
Tra gli interventi citati nella tabella ricordiamo che l’ultimo è adatto per situazioni a forte
rischio di erosione ed in condizioni stazionali
molto sfavorevoli (di conseguenza, è un intervento molto costoso).
La posa in opera di rete metallica zincata a doppia torsione associata a coltre protettiva o a
reti in juta o cocco, è indicata nei cantieri in cui
vi sia il rischio di movimenti gravitativi a seguito di processi di ristagno idrico o di inclinazioni elevate di versante (> 35°), o ancora nel caso
di terreni vulnerabili posti a valle.
10.4.2 Campo d’applicazione per le opere
di stabilizzazione
Le opere di stabilizzazione su versante sono costruzioni lineari che seguono l’andamento del-
Tab. 10.4 - Principali opere di copertura
Tecnica
Impiego
Versanti poco
inclinanti, con
materiale
grossolano, terreni
Semine
relativamente
a spaglio
evoluti, microclima
fresco, fenomeni
erosivi scarsi;
rinverdimenti
temporanei.
Versanti anche
acclivi in stazioni a
clima mite, in
particolare poco
esposto al sole e
con periodo arido
limitato, con
Idrosemine fenomeni erosivi
non intensi;
scarpate e rilevati
stradali e in genere
cantieri facilmenti
accessibili (ad
eccezione uso di
elicottero).
Inclinazione
del versante
(°)
<20°
< 30° ÷ 35°
Efficacia
Vantaggi
Svantaggi
Costo
Media
Semplicità;
assenza
d’attrezzature;
conveniente
anche per
piccole
superfici.
Condizioni
stazionali
molto
favorevoli.
Basso
Media
Procedimento
rapido in cui
tutte le
operazioni
sono
concentrate in
una sola fase;
elevata
produttività;
possibilità di
utilizzo di
elicottero.
Condizioni
stazionali
relative
favorevoli;
disponibilità
di acqua in
cantiere; non
si adatta a
piccole
superfici.
Medio basso
(segue)
Manuale tecnico
di Ingegneria Naturalistica della Provincia di Terni
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