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Unità di ricerca
di Palermo
le chiusure e coperture archeologiche con un’insistenza che appare
poco congruente con i risultati raggiunti, spesso deludenti in termini
di trasparenza, climatizzazione adeguata, inserimento nei contesti
urbani, capacità evocative o riconfigurative. Il fascino del materiale
è tuttavia così perentorio, che sarà meglio comprenderne a fondo le
valenze, studiandone la resa, visto che oggi i vetri e gli altri materiali
più o meno trasparenti hanno caratteristiche molto varie e che le
loro prestazioni, sia in chiave strutturale sia in chiave di chiusura,
trasmissione termica e trasparenza, sono in via di sempre migliore
definizione (fig. 2).
Un saggio delle attività intraprese dall’equipe guidata dal professor
De Vecchi è già stato pubblicato nel volumetto Prospettive per un
museo archeologico: il caso di Modica6, il quale contiene anche i disegni relativi a un progetto di massima, redatto su finanziamento del
Comune di Modica e quindi anch’esso, alla fine, non incidente
sui costi del PRIN, benché a esso collegato. Il progetto concerne
il museo archeologico di questa città, un esperimento tentato per
dare una ricaduta progettuale, al servizio del territorio, al tema della
Fig. 2.
Schema degli
interventi possibili
sui resti archeologici,
con individuazione
delle tipologie degli
interventi stessi. Le
linee di collegamento
evidenziano la possibilità
di usare più tipologie
insieme. Le caselle
più scure individuano
interventi maggiormente
didattici o comunicativi.
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