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Quaderni
dell’economo
Test biologico: deve essere effettuato una volta a settimana. La caposala dovrà prendere accordi con il laboratorio di analisi per l’effettuazione dell’esame. Il referto del risultato del Test dovrà essere annotato sull’apposito registro e conservato per almeno due anni.
Test chimico: deve essere usato ogni volta che viene eseguito un ciclo di sterilizzazione. La
striscia reattiva va posta in mezzo al materiale da sterilizzare, una in ogni busta. Al termine del
ciclo è necessario controllare il viraggio di colore.
In caso d’irregolarità nelle prove il personale dovrà immediatamente avvertire la Caposala ed
il Coordinatore del Raggruppamento di Chirurgia. Tutto il materiale sul quale c’è incertezza dovrà essere sterilizzato di nuovo. Nei casi dubbi, sentito il parere del Direttore Sanitario, deve essere interrotta l’attività.
Validazione del processo di sterilizzazione
La “validazione” o “convalida” ha lo scopo di dimostrare che il processo di sterilizzazione permette
di raggiungere gli obiettivi prefissati con affidabilità, ripetitività e sufficiente margine di sicurezza.
Gli elementi da prendere in considerazione per la validazione del percorso di sterilizzazione sono:
1. La valutazione
2. Criteri da seguire
3. Gli standard
4. La mappatura dei test
5. La registrazione e l’archiviazione
• 1. Gli elementi di valutazione
a) Il tipo di impianto utilizzato
b) La sorgente di alimentazione
c) Lo stato di pulizia e manutenzione dell’autoclave, sostituzione dei materiali di consumo (filtri, bilanciamento barico, guarnizioni, ecc.)
d) La normativa di riferimento
e) I prodotti da sterilizzare e la loro sicurezza nel trattamento sia per quanto concerne l’efficacia, sia quanto attiene alla conformazione. (I presidi sanitari devono corrispondere a criteri di qualità o “specifiche”, in Italia le fonti di riferimento sono la Farmacopea Ufficiale ed.
IX e l’Ente Nazionale Italiano di Unificazione U.N.I.)
f) Il tipo di imballaggio
g) L’individuazione delle pratiche efficaci riferite al processo di sterilizzazione: per esempio il
trattamento a vapore a 121° C necessita di un tempo di esposizione minimo non inferiore
a 15 minuti (15-20) e a 134° C di un tempo di esposizione non inferiore a 5 minuti
h) I modi di esecuzione dei test, siano essi giornalieri o periodici.
Per quanto concerne i test giornalieri degli impianti a vapore, sono previsti: 1°) La messa a regime o ciclo di riscaldamento. 2°) Il vuoto test o controllo di tenuta della camera. La normativa
U.N.I. stabilisce limiti ben precisi: è ammessa una perdita di 3 millibar per minuto per un tempo di
10 minuti, con un massimo di 30 millibar; oltre questo valore la macchina deve essere invalidata
e sottoposta a controllo. 3°) Il test di penetrazione indiretta “Bowie-Dick” con pacco di teli in cotone come indicato dalla normativa o prodotti sostitutivi proposti dall’industria aventi analoghe caratteristiche documentate per quanto riguarda il risultato. 4°) I test periodici: oltre a quanto indicato
dalla normativa U.N.I. è corretto che questi vengano effettuati con cadenza periodica, tutti i mesi
oltre ad essere ripetuti dopo ogni intervento tecnico come previsto dalla normativa U.N.I.
• 2. I criteri da seguire
Essi sono, per taluni aspetti, comuni a tutti i processi di sterilizzazione in quanto si riferiscono