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2° SEMINARIO DEI PROFESSIONISTI CONTARP
“DAL CONTROLLO ALLA CONSULENZA IN AZIENDA”
ti. Tra l’altro, è stata anche dimostrata una buona correlazione tra risultati espressi in µg/g o
in µg/m2 (Custovic et al., 1995).
In quanto ai campionatori, ci si può avvalere di aspirapolveri alle quali vengono di volta in
volta cambiati i sacchetti oppure inseriti speciali “dust-trap”, ricettacoli per la polvere provvisti di filtri.
Per quanto riguarda la misurazione degli allergeni indoor, i test più riproducibili e specifici sono
quelli che si avvalgono dell’uso di anticorpi monoclonali e consentono di effettuare sia un’analisi qualitativa sia quantitativa. Altri metodi usati in particolare per gli acari sono: i) conta al
microscopio ottico, metodo che consente di valutare specie e densità ma, oltre ad essere piuttosto laborioso, necessita di personale specializzato; ii) analisi semiquantitativa con anticorpi
policlonali; iii) dosaggio della guanina, analisi semiquantitativa e piuttosto aspecifica.
In base a quanto espresso precedentemente, risulta necessario, ai fini della valutazione del
rischio, approfondire le problematiche relative al campionamento e alle tecniche relative al
dosaggio degli allergeni al fine di stabilire dei criteri analitici rigorosi. In tale contesto e da tale
esigenza nasce il nostro studio, avente lo scopo di focalizzare meglio la questione allergeni
indoor e di riuscire, avvalendoci del confronto di metodologie standardizzate disponibili commercialmente, ad effettuare opportunamente la valutazione del rischio nelle svariate tipologie
di ambienti lavorativi confinati. E’ naturalmente opportuno, quale fase preliminare, esaminare
le peculiarità delle diverse realtà lavorative con gli eventuali cicli produttivi, tenendo conto di
tutti quei fattori bio-ecologici e fisici che possono influenzare la diffusione degli allergeni.
Lo studio è stato avviato in alcuni uffici nei quali, sia per le particolari condizioni microclimatiche, sia per la lunga permanenza dei lavoratori, si possono verificare situazioni di rischio
molto simili a quelle domestiche, già ampiamente documentate in letteratura. Obiettivo principale è stato quello di valutare la “qualità allergenica” delle polveri campionate, mediante: 1)
analisi qualitativa e quantitativa degli allergeni Der p 1, Der f 1, Mite group 2 (Der p 2, Der f 2),
Bla g 2, Fel d 1 con la tecnica del Dustscreen (CMG-HESKA, Fribourg, Switzerland); 2) identificazione di specie e studio della densità acaridica; 3) studio dei fattori microclimatici ed ambientali potenzialmente in grado di influenzare la diffusione degli allergeni.
Materiali e metodi
Area di studio
Lo studio è stato effettuato in quattro edifici INAIL della Regione Campania, corrispondenti a
tipologie edilizie ed ubicazioni diverse: 1) Centro Polifunzionale di Via Nuova Poggioreale,
Napoli: un edificio di 14 piani completato nel 1989, situato nella periferia est della città; 2) COT
di Via De Gasperi, Napoli: un edificio di 5 piani ultimato negli anni ’30; 3) COT di Fuorigrotta,
Napoli: un locale seminterrato di un’abitazione ad uso civile, area nord-ovest; 4) sede di Aversa
(CE): edificio completato nei primi anni ‘90.
In ciascun edificio sono state scelte quattro tipologie di stanza al fine di valutare anche l’influenza del “fattore umano” nella diffusione degli allergeni: ufficio con un solo impiegato, ufficio con più impiegati, ufficio aperto al pubblico, archivio senza alcun impiegato.
Campionamento
La raccolta dei campioni di polvere ed il monitoraggio ambientale sono stati effettuati il 30 e
31 maggio 2000, mediante aspirapolvere (1300W). Per evitare contaminazioni tra i vari campioni, ad ogni campionamento si è sempre provveduto a sostituire i sacchetti e a mantenere
pulito il tubo dell’aspirapolvere.
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