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2° SEMINARIO DEI PROFESSIONISTI CONTARP
“DAL CONTROLLO ALLA CONSULENZA IN AZIENDA”
Un riscontro della validità di questa ipotesi potrà essere ottenuto confrontando i valori di cui
sopra con le quantità rilevate mediante i campionamenti d’area.
Le ripetizioni di cui al punto d) derivano dalla necessità di disporre di una base di dati più ampia
tale da minimizzare le inevitabili fluttuazioni casuali.
Se poi tutte le operazioni saranno ripetute più volte nel corso dell’anno, si potrà avere una
visualizzazione dell’andamento stagionale.
I campionatori passivi da noi proposti sono quelli denominati “Radiello”; sono costituiti da una
piastra di supporto in policarbonato e da un corpo diffusivo cilindrico in polietilene microporoso bianco all’interno del quale alloggia una griglia circolare di acciaio a maglie fitte contenente 530 mg di carbone attivo (35/50 mesh) che adsorbe fortemente il benzene. Ci siamo orientati su questo tipo di campionatore in quanto è sempre più ampiamente utilizzato in questo tipo
di indagine grazie all’affidabilità, sensibilità e riproducibilità, soprattutto alle basse concentrazioni, come evidenziato da uno studio effettuato e presentato al 18° Congresso Nazionale AIDII.
L’intervallo di linerarità caratteristico del “Radiello” per il campionamento del benzene, come
riportato dalle specifiche tecniche, va da 0.5 a 500.000 mg/m3 x min.
Per la determinazione quali e quantitativa si utilizza, previa estrazione con solfuro di carbonio,
la tecnica gascromatografica.
Anche se apparentemente la campagna di indagine sopra descritta può sembrare particolarmente onerosa, in realtà bisogna tenere conto che gli assorbitori hanno un costo piuttosto limitato e la strumentazione analitica di base è indipendente dal tipo di campionatore utilizzato e
dal numero di prelievi effettuati.
Nell’ipotesi di lavoro sopra descritta e sulla base di un’attuale offerta commerciale del fornitore si può, limitatamente al materiale necessario al campionamento, prevedere un costo di circa
6.000.000 di lire per circa 400 prelievi; questa stima ovviamente non comprende i costi relativi
al personale e alle determinazioni analitiche successive.
Nel momento in cui saranno disponibili tutti i dati sopra indicati dovrebbe essere abbastanza
agevole determinare l’esposizione professionale al benzene distinguendola da quella ambientale, conseguendo in questo modo l’obiettivo che ci si era prefissati.
Conclusioni
Si è individuato un criterio per poter determinare l’esposizione professionale a vapori di benzene in modo da poter definire nel modo più adeguato le denunce di malattia professionale riferite all’agente in questione.
Si evidenzia inoltre che i tempi di latenza delle patologie imputabili all’esposizione a benzene
sono piuttosto lunghi e che la normativa relativa alla composizione dei carburanti sta evolvendo in senso sempre più restrittivo per la concentrazione di questa sostanza e tende progressivamente ad eliminarla.
Nel caso specifico degli addetti agli impianti di distribuzione carburanti si ritiene particolarmente opportuno procedere quanto prima ai rilievi descritti nel presente lavoro in quanto, nel
momento in cui si manifesteranno tali patologie, potrebbe non essere più possibile effettuare
questo tipo di controllo.
Se, come auspicato, questa campagna avrà luogo, i risultati saranno presentati in un successivo lavoro.
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