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Capitolato Speciale d’Appalto
Istituto Carlo Alberto, C.so Casale 56
Settore Tecnico Ristrutturazioni e Nuove Opere per il Sociale
Arch. Lina Munari
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INDICE
SEZIONE I NORME AMMINISTRATIVE
CAPITOLO I - INDICAZIONI GENERALI RIGUARDANTI L’APPALTO
10
ART.1 OGGETTO DELL’APPALTO
10
1.1 Premessa
10
1.2 Descrizione sintetica delle opere
11
ART.2 AMMONTARE DELL’APPALTO
14
2.1 Tabella di ripartizione percentuale dei lavori
15
ART.3 CATEGORIA PREVALENTE, SCORPORABILI, ALTRE CATEGORIE
20
3.1 Quadro Economico riassuntivo per Categorie
20
3.2 Categoria Prevalente
20
3.3 Ulteriori Categorie
20
ART.4 CRONOPROGRAMMA DEI LAVORI
21
ART.5 DOCUMENTI CHE FANNO PARTE DEL CONTRATTO
21
PROGETTO ARCHITETTONICO
21
PROGETTO STRUTTURALE
22
IMPIANTI DI SOLLEVAMENTO
23
IMPIANTO IDRICO-ANTINCENDIO
23
IMPIANTO IDRICO-SANITARIO
23
ART.6 INTERPRETAZIONE DEI DOCUMENTI CONTRATTUALI
25
CAPITOLO II DISPOSIZIONI PER L’ESECUZIONE
26
ART.7 PROGRESSIONE E TERMINI PER L’ESECUZIONE DEI LAVORI
26
ART.8 PREZZI
26
ART.9 ELENCO NUOVI PREZZI AGGIUNTIVI e corpi d’opera
27
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ART.10 VARIAZIONE DEI LAVORI
28
ART.11 VARIANTI PER ERRORI OD OMMISSIONI PROGETTUALI
28
CAPITOLO III DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SICUREZZA
29
ART.12 NORME DI SICUREZZA IN GENERALE
29
ART.13 SICUREZZA SUL LUOGO DI LAVORO
29
ART.14 PIANI DI SICUREZZA
29
ART.15 PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA E PIANO DI LAVORO
30
ART.16 OSSERVANZA ED ATTUAZIONE DEI PIANI DI SICUREZZA
31
ART.17 CONTABILIZZAZIONE DEGLI ONERI PER LA SICUREZZA
31
CAPITOLO IV NORME FINALI
33
ART.18 NORME GENERALI SUI MATERIALI, I COMPONENTI ED I SISTEMI
33
ART.19 QUALITÀ ED ACCETTAZIONE DEI MATERIALI IN GENERE
33
ART.20 MODALITÀ DI ESECUZIONE E DI MISURAZIONE DEI LAVORI
34
ART.21 ONERI ED OBBLIGHI A CARICO DELL’APPALTATORE
34
ART.22 RICHIAMO ALLE NORME LEGISLATIVE E REGOLAMENTARI
42
CAPITOLO V OPERE EDILI – DESCRIZIONE PARTICOLAREGGIATA
52
ART.23 MODALITA’ DI ESECUZIONE DI OGNI CATEGORIA DI LAVORO
52
ART.24 Allestimento del cantiere
52
24.1 Opere provvisionali
53
ART.25 Tracciamenti
54
ART.26 Demolizioni e Rimozioni
55
ART.27 Interferenze con Servizi Pubblici
57
ART.28 Scavi e reinterri
58
28.1 Scavi di fondazione
60
28.2 Scavo in trincea eseguito con piccolo mezzo e a mano
61
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28.3 Pompe
61
28.4 Reinterri
61
ART.29 Murature e tramezzature
63
29.1 Muratura a cassa vuota in pareti di laterizio: spessore 60 - 40 cm
64
29.2 Tramezzature interne
64
29.3 Tramezzature interne certificate REI’ 120
65
ART.30 Interventi sulle volte
65
30.1 Volte: restauro e consolidamento
65
ART.31 Coperture
65
31.1 Grande orditure in legno lamellare
66
31.2 Pannelli isolanti di copertura inclinata
67
31.3 Abbaini
68
31.4 Coperture in coppi
68
31.5 Coperture in lamiera grecata di rame
71
31.6 Copertura piana, con pacchetto termoisolante
72
ART.32 Gronde, pluviali, converse e scossaline
73
32.1 Canali di gronda
73
32.2 Pluviali
74
32.3 Converse - Scossaline
74
32.4 Torrini estrattori
75
32.5 Terminali in ghisa per pluviali
75
ART.33 Impermeabilizzazioni e isolamenti termici
75
33.1 Impermeabilizzazione di coperture orizzontali
76
33.2 Impermeabilizzazione su falde inclinate sotto manto in coppi
77
33.3 Impermeabilizzazione dei muri controterra
78
33.4 Protezione dell’impermeabilizzazione dei muri contro terra
79
33.5 Isolamento termico: Norme generali
79
33.6 Isolamento termico in pannelli di polistirene estruso per solai
79
33.7 Isolamento termo-acustico in pannelli di polistirene per murature
80
ART.34 Vespai
80
34.1 Riempimenti in pietrame a secco
81
34.2 Vespaio tipo igloo o equivalente
81
ART.35 Rinzaffi ed intonaci
82
35.1 Norme generali
82
35.2 Rinzaffi per esterni ed interni
83
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35.3 Intonaci per esterni ed interni
83
35.4 Intonaci per esterni ed interni su murature soggette ad umidità di risalita capillare
84
35.5 Intonaci esterni di nuova realizzazione “con effetto rigato”
85
35.6 Intonaci esterni esistenti
85
ART.36 Massetti dei pavimenti interni
85
36.1 Massetti alleggeriti - Riempimenti delle volte
86
36.2 Massetti in cls
87
ART.37 Pavimenti e rivestimenti interni
87
37.1 Norme generali
88
37.2 Pavimenti e rivestimenti in piastrelle ceramiche: Norme generali
89
37.3 Pavimenti e rivestimenti in grès porcellanato
89
37.4 Pavimenti in grès porcellanato dim. 60x60
90
37.5 Pavimenti interni ai piani interrati
91
37.6 Zoccolini in grès o ceramica
91
37.7 Pavimenti resilienti
92
37.8 Pavimenti in linoleum da 2,5 mm
92
37.9 Pavimentazione in gomma di tipo sportivo per uso interno
93
37.10 Pavimenti in legno: Norme generali
94
37.11 Pavimenti in legno di tipo sportivo-industriale
94
37.12 Trattamento superficiale del pavimenti in legno di tipo industriale
95
37.13 Rivestimento murale interno in Classe 0
96
ART.38 Pavimentazioni per esterni
97
38.1 Pavimento per esterno in grés porcellanato smaltato
97
ART.39 Opere in Pietra
98
39.1 Pavimenti interni in lastre di Pietra di Luserna
99
39.2 Pavimenti esterni in lastre di Pietra di Luserna nuove
99
39.3 Pavimenti esterni in lastre di pietra esistenti
100
39.4 Soglie e davanzali esterni in pietra
100
39.5 Davanzali interni e copertine
100
39.6 Scale interne in Pietra di Luserna
100
39.7 Zoccolini in Pietra di Luserna
101
39.8 Pedate, davanzali e soglie in pietra esistenti
101
ART.40 Controsoffitti
101
40.1 Controsoffitti in pannelli di gesso alleggerito
102
40.2 Controsoffitti sagomati in elementi di gesso alleggerito
102
ART.41 Serramenti esterni ed interni
102
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41.1 Serramenti esterni in legno lamellare a taglio termico: sp. 68 - 80 mm
103
41.2 Serramenti in legno esistenti
106
41.3 Dispositivo di evacuazione automatica di fumi
107
41.4 Serramenti esterni in alluminio a taglio termico: sp. 65- 75 mm
107
41.5 Vetrate esterne fisse ad andamento curvilineo o spezzato
111
41.6 Serramenti vetrati dei portici
111
41.7 Serramenti interni opachi ad anta singola o doppia
112
41.8 Serramenti interni opachi ad anta scorrevole interno muro
113
41.9 Serramenti interni vetrati
114
41.10 Serramenti esterni ed interni opachi REI 120‘
114
41.11 Controtelai in ferro per serramenti
115
41.12 Maniglioni antipanico
115
ART.42 Opere da fabbro
115
42.1 Griglie a pavimento
116
42.2 Griglie a parete
116
42.3 Parapetti in ferro di nuova realizzazione
116
42.4 Ringhiere in ferro per scale e balconi
117
42.5 Pergola del “cortile delle donne”
117
42.6 Interventi sugli elementi esistenti
118
ART.43 Opere da falegname
43.1 Interventi di ripristino sui serramenti esistenti interni ed esterni
ART.44 Opere da vetraio
118
118
118
44.1 Vetri per serramenti esterni ed interni
120
44.2 Parapetti vetrati
121
ART.45 Sanitari e rubinetterie
121
45.1 Apparecchi per bagni accessibili pertinenziali di camera
121
45.2 Apparecchi per servizi igienici del personale
124
45.3 Apparecchi per bagni assistiti
126
ART.46 Accessori di Sicurezza
128
46.1 Accessori per corridoi: corrimani in poliammide (nylon)
128
46.2 Accessori per servizi igienici di camera accessibili
129
46.3 Accessori per bagni assistiti
130
46.4 Paraspigoli
130
ART.47 Canne fumarie tubi di sfiato e caminetti
130
47.1 Tubi di sfiato per filtri e vani ascensore
131
47.2 Canne fumarie per caminetti
131
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47.3 Condotti di ventilazione delle cucine e bagni.
132
47.4 Caminetti
132
ART.48 Opere da decoratore
132
48.1 Rasatura con pura malta di calce
134
48.2 Tinteggiatura per superfici interne
134
48.3 Tinteggiatura con idropittura a base di grassello di calce per superfici interne
135
48.4 Tinteggiatura con idropittura a base di resine acriliche per superfici interne
136
48.5 Tinteggiatura con idropittura a base di silicati di potassio per superfici esterne
137
48.6 Verniciatura delle opere in ferro esistenti
138
48.7 Decorazione dei serramenti esistenti
138
ART.49 Opere esterne ai fabbricati
139
49.1 Fondazioni e sottofondazioni stradali
139
49.2 Cordoli in Pietra di Luserna
140
49.3 Pavimentazione in masselli di pietra carrabili
140
49.4 Sistemazione delle aree esterne in progetto
140
ART.50 Aree verdi e aiuole
142
ART.51 OPERE DI IMPIANTISTICA
147
ART.52 IMPIANTI DI SOLLEVAMENTO
147
52.1 Specifiche per i singoli impianti
152
52.2 Caratteristiche meccaniche
155
52.3 Caratteristiche elettriche
156
ART.53 IMPIANTO IDRICO-SANITARIO E DI SCARICO
157
53.1 Impianto idrico sanitario
157
53.2 Norme Generali
158
53.3 Componenti dell’impianto idrico sanitario
165
53.4 Impianto di scarico acque reflue
169
53.5 Componenti dell’impianto di scarico delle acque reflue
170
ART.54 IMPIANTI ANTINCENDIO
173
54.1 Impianto idrico estinzione incendi con idranti e manichette flessibili
173
54.2 Collaudo dell’Impianto antincendio
186
ART.55 OPERE STRUTTURALI
188
55.1 Micropali
191
55.2 Controlli dei materiali
195
55.3 Collaudo statico
198
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55.4 Descrizione delle Opere Strutturali
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198
CAPITOLO VI ELENCHI PREZZI
201
ART.56 NUOVI PREZZI AGGIUNTIVI
201
56.1 Nuovi prezzi aggiuntivi opere architettoniche
201
56.2 Corpi d’opera architettonici
210
56.3 Corpi d’opera strutturali
214
56.4 Nuovi prezzi aggiuntivi impianto idrico-sanitario
218
56.5 Nuovi prezzi aggiuntivi impianti di sollevamento
229
ART.57 ELENCO PREZZI CONTRATTUALI
233
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SEZIONE I
NORME AMMINISTRATIVE
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CAPITOLO I - INDICAZIONI GENERALI RIGUARDANTI L’APPALTO
ART.1 OGGETTO DELL’APPALTO
1.1 Premessa
L’Appalto ha per oggetto tutte le opere necessarie per la ristrutturazione di una porzione dell’Istituto
per anziani “Carlo Alberto”, di C.so Casale n. 56 a Torino, allo scopo di realizzare n. 4 Nuclei da 20 pl.
ciascuno (3 RAF e 1 RSA), una comunità da n. 6 pl. per autosufficienti (RAB) e tutte le parti comuni
necessarie al funzionamento dell’intera R.I.S.S., ai sensi della DGR 38/92 e del DPCM 89. Queste
opere costituiscono il completamento del I° Lotto di intervento che ha portato alla realizzazione di 5
Nuclei, per un totale di 90 pl. A lavori conclusi la struttura diventerà una R.I.S.S. con una capienza
globale di 170 pl. oltre ad un centro diurno integrato da 10 ospiti anch’esso già realizzato.
Il Progetto esecutivo, relativo a questo II° Lotto di intervento sull’Istituto,
ha ottenuto parere
favorevole dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio del Piemonte, ai sensi del
D.Lgs. 42/2004 “Codice dei beni culturali e del paesaggio” e dal Settore Beni Ambientali della
Regione Piemonte. Escluse alcune parti di nuova realizzazione, il Progetto prevede che la quasi totalità
del complesso edilizio mantenga l’involucro esistente: verranno conservati i muri perimetrali, gli
orizzontamenti esistenti e non varierà l’ampiezza e la posizione delle superfici finestrate.
L’intervento è da identificarsi attraverso i seguenti “blocchi”:
-
Blocco “A”: corpo rettangolare, delimitato a est dalla Chiesa, a sud dal cortile detto “degli
uomini”, a ovest dal cortile verso la Via M. Bricca e a nord dal C.so Casale; comprendente il
piano interrato, 4 piani fuori terra più il sottotetto abitabile.
-
Blocco “B”: corpo a L delimitato a est dal cortile detto “delle donne e da un vano scala già
ristrutturato, a sud dal cortile che si affaccia verso l’istituto Bricca e al piano terra dalla cucina
esistente già ristrutturata, a ovest dal corpo di fabbrica già ristrutturato che si compenetra in
parte e dal cortile detto “degli uomini”, a nord dalla Chiesa, è privo di piano interrato, ha 2
piani fuori terra ed il sottotetto non è abitabile.
-
Blocco “C”: corpo rettangolare, delimitato a est dalla Via Figlie dei Militari , a sud dal cortile
detto “delle donne”, a ovest dalla Chiesa e a nord dal C.so Casale, comprendente il piano
interrato, 3 piani fuori terra più il sottotetto abitabile.
-
Aree esterne di intervento così individuate: Cortile “degli Uomini” in parte da pavimentare,
cortile “delle donne” completamente oggetto di intervento.
L’intervento sulla Chiesa, previsto in progetto, riguarda esclusivamente il ripristino di tutte le facciate,
comprese le cornici, gli apparati lapidei, ecc ed il trattamento di tutti i serramenti e delle inferriate.
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La superficie totale di intervento, prevista in questo appalto, è di circa 11.000 mq.
1.2 Descrizione sintetica delle opere
Gli interventi sinteticamente comprenderanno:
•
Blocco “A” – L’intero corpo di fabbrica sarà interessato da un importante intervento di
ristrutturazione: dal piano seminterrato fino al piano sottotetto, con rifacimento anche del tetto ma
senza aumento di volumetria. Le opere mirano a realizzare vani di servizio al piano interrato
mentre i 4 piani fuori terra saranno destinati alla collocazione di tutti gli uffici per la gestione della
struttura, nonché spazi eventualmente destinati alla formazione del personale OSS. IL piano
sottotetto, la cui volumetria viene interamente recuperata all’uso abitativo, ma senza la possibilità
di variarne la sagoma o di aumentare il numero degli abbaini esistenti, sarà destinato a salette
riunione di varia metratura e a piccoli uffici accessori.
•
Blocco “B” – L’intervento riguarda due diversi corpi di fabbrica, uniti a formare un corpo a L, nati
in epoche differenti e che, per questo, presentano differenti tipologie costruttive e di larghezza di
manica. In epoca post bellica ai corpi originari è stato aggiunto un nuovo portico in C.A. con
soprastante blocco bagni, che verrà eliminato, ed è stato ricostruito un tratto del secondo piano
probabilmente crollato: quest’ultimo sarà oggetto di completo rifacimento e ampliamento. Le opere
in progetto mirano a ricavare degli spazi di uso comune negli ambienti del piano terreno (soggiorni,
zona pranzo), e 2 Nuclei da 20 pl. ciascuno (RAF) ai due piani superiori. I lavori si concludono con
il completo rifacimento del tetto il cui sottotetto non sarà comunque utilizzabile.
•
Blocco “C” – L’intero corpo di fabbrica verrà ristrutturato, a partire dal piano interrato fino al
sottotetto che verrà reso abitabile, pur non variando la sagoma del tetto, ma realizzando tutta una
serie di nuovi abbaini verso cortile, con porte finestra e balconcini a raso. Viene poi realizzato un
ampliamento nell’angolo tra C.so casale e Via Figlie dei Militari, con un nuovo volume di base
quadrata di circa 14.00 m. di lato. Il piano interrato sarà destinato a spogliatoi del personale,
suddiviso per ogni tipologia di addetti e magazzini di vario tipo e coinvolgerà anche l’area esistente
sotto la Chiesa. Il piano terreno dell’intero Blocco, caratterizzato da ampie volte, sarà destinato a
spazi comuni (locali occupazionali, palestra, podologo, ecc), mentre i due piani soprastanti
ospiteranno due Nuclei da 20 pl. ciascuno (RAF e RSA). L’intero piano sottotetto, ora non
utilizzabile, viene ristrutturato, con rifacimento ed abbassamento del solaio di calpestio di circa 1
m., e rifacimento del tetto, per ospitare una comunità di 6 pl. per autosufficienti (RAB).
L’intervento nell’insieme comprende le seguenti opere, così distinte:
•
In tutto il piano seminterrato, sia del Blocco “A” che del Blocco “C”, scavo per abbassamento del
piano di calpestio esistente, per formazione solaio ventilato tipo igloo, per passaggi impianti e
nuove condotte fognarie di allaccio alla rete Comunale;
•
Realizzazione di paratia in micro pali in C.A. lungo il perimetro dell’area di ampliamento del corpo
di fabbrica del Blocco “C” e successivo scavo per realizzazione dei muri contro terra e delle
fondazioni;
•
A tutti i piani, demolizione di partizioni interne di vario spessore in mattoni pieni o forati, taglio di
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murature in mattoni per realizzazioni di vani porta e trasporto alle discariche di tutto il materiale di
risulta;
•
rimozione di tutti gli infissi per i quali è previsto il rifacimento, avendo cura di non sbrecciare le
murature e trasporto alle discariche di tutto il materiale di risulta;
•
rimozione di tutte le vecchie tubazioni dell’impianto idrico-sanitario, del gas e antincendio non più
pertinenti;
•
demolizione di pavimenti, sottofondi, caldane di ricopertura volte, soglie e davanzali;
•
svuotamento di tutte le volte;
•
spicconatura delle porzioni di intonaci interni ed esterni ammalorate;
•
realizzazione di vespai aerati con igloo, sia nei piani interrati che sotto ai portici oggetto di
intervento;
•
opere in C.A. per realizzazione dei nuovi corpi di fabbrica di ampliamento dei Blocchi “B” e “C”;
•
opere in C.A. per realizzazione dei due vani corsa dei montaletti e plinto di fondazione
dell’ascensore trasparente del Blocco “A”;
•
rifacimento del tetto dei corpi “A” e “C”, con pacchetto isolante idoneo per tetto abitato, e
creazione o rifacimento di abbaini con realizzazione di balconcini a raso ove previsti;
•
rifacimento del tetto del Blocco “B”, con pacchetto isolante idoneo per tetto non abitato,
•
realizzazione di murature esterne a cassa vuota dei corpi nuovi dei Blocchi “B” e “C”;
•
riempimento delle volte con getti in alleggerito;
•
realizzazione di nuove murature in laterizio per partizioni interne;
•
realizzazione di contromuri per la formazione di intercapedini nei locali dell’interrato;
•
impermeabilizzazione di muri contro terra;
•
realizzazione di nuovi impianti idrico-sanitari e antincendio;
•
realizzazione di intonaci interni ed esterni;
•
formazione di massetti;
•
realizzazione di pavimenti interni e rivestimenti;
•
realizzazione di controsoffitti piani per locali igienici o sagomati a volta in alcune camere
individuate sugli elaborati di progetto;
•
ripristino di serramenti in legno interni ed esterni esistenti, che vengono conservati;
•
fornitura e posa di nuovi serramenti interni ed esterni a tutti i piani;
•
allacciamento alla rete generale di acque bianche e nere;
•
opere in pietra;
•
opere da fabbro;
•
decorazioni interne;
•
fornitura e posa sanitari ed accessori di sicurezza;
•
fornitura e posa di ascensore “panoramico” nel complesso degli uffici del Blocco “A”;
•
fornitura e posa di n. 2 montaletti nei Blocchi “B” e “C”;
•
Rifacimento delle pavimentazioni di tutte le terrazze poste sopra ai portici esistenti, compresa la
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terrazza che costituisce il tetto della cucina, rimuovendo le pavimentazioni ed i sottofondi esistenti
fino all’estradosso delle sottostanti volte o solai in C.A.. I nuovi pavimenti saranno dappertutto in
grès porcellanato di tipo ingelivo e antiscivolo, mentre sulla copertura della cucina la
pavimentazione sarà in lastre di Pietra di Luserna con superficie fiammata
•
Rifacimento delle pavimentazioni di tutti i portici alla quota del piano terreno, compresa la
realizzazione dei solai ventilati tipo igloo e di eventuali ampi cavedi al servizio degli impianti.
•
Rifacimento delle facciate dei Blocchi “A”, “B”, “C”, compresa la facciata della Chiesa su C.so
Casale e risvolti interni;
•
Rifacimento della pavimentazione del cortile davanti all’ingresso principale, detto “degli uomini”,
in lastricato carrabile di Pietra di Luserna;
•
Rifacimento di tutte le aree verdi del secondo cortile, detto “delle donne”, con rimozione degli
alberi presenti eccetto il grande cedro e piantumazione di nuove essenze, rifacimento dei cordoli
con nuova sagomatura delle aiuole, e inghiaiatura di tutti i vialetti.
Assistenze edili
Sono escluse da questo appalto le necessarie assistenze edili per la realizzazione di tutti gli impianti
elettrico, speciale, termico e di ventilazione, non compresi in questo appalto ed in particolare: la
realizzazione di tracce, fori, basamenti e nicchie per il posizionamento dei quadri, dei collettori e delle
apparecchiature; il fissaggio delle staffe, delle mensole, delle apparecchiature, dei collettori con
cassette, delle scatole, tubazioni, e quadri, il trasporto dei materiali in opera, eventuali coperture
provvisorie di protezione delle tubazioni a tutti i piani e comunque tutti gli oneri di assistenza
occorrenti per dare gli impianti regolarmente posati, finiti e funzionanti secondo la regola dell’arte, che
saranno a carico delle Imprese Appaltatrici esecutrici dei lavori relativi agli impianti elettrici, speciali,
termici e di ventilazione. Nessun maggior compenso verrà quindi riconosciuto all’impresa per
assistenze murarie agli impianti e di questo l’impresa dovrà tenere conto nella fase di offerta
economica. Sono invece comprese e compensate le opere relative alla realizzazione dei vani necessari
ai passaggi delle tubazioni, dei canali e dei camini, espressamente indicati nelle tavole di progetto e
che eventualmente necessitano anche di rinforzi strutturali, anch’essi previsiti e computati: anche se
canali e tubazioni saranno poi posati da Ditte esterne a questo appalto.
Restano invece compresi nell’appalto tutti i lavori, le prestazioni, le forniture e le provviste, necessari
per dare il lavoro compiuto secondo le condizioni stabilite dal Capitolato Speciale d’Appalto, con le
caratteristiche tecniche, qualitative e quantitative previste dal progetto esecutivo con i relativi allegati,
con riguardo anche ai particolari costruttivi del progetto strutturale ed impiantistico, di cui agli allegati,
del quale l’Appaltatore dichiara di aver preso completa ed esatta conoscenza.
Il presente documento, redatto in conformità con il D.Lgs. n. 163/2006, il D.P.R. n.554/1999 e il D.M.
145/2000, individua le norme di conduzione dell’appalto, l’allegato schema di contratto di appalto
determina quanto attiene alle clausole dirette a regolare il rapporto tra stazione appaltante ed impresa,
in caso di contrasto prevalgono le norme dello schema di contratto.
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L’esecuzione dei lavori è, sempre e comunque, effettuata secondo le regole dell’arte e l’Appaltatore
deve conformarsi alla massima diligenza nell’adempimento dei propri obblighi.
L'assunzione dell'appalto, di cui al presente capitolato, implica da parte dell'Appaltatore la conoscenza
non solo di tutte le norme generali e particolari che lo regolano, ma altresì di tutte le condizioni locali
che si riferiscono all'opera, delle caratteristiche tecniche e costruttive del fabbricato oggetto
dell’appalto, della natura e condizioni degli accessi, dei passaggi, della possibile fruizione di spazi,
della contiguità dell’area di intervento con altre aree con attività in atto, della conformazione del
terreno e del lotto, tutte condizioni che possono influire sul giudizio dell'Appaltatore circa la
convenienza di assumere l'opera e la conseguente offerta sul prezzo a base di gara.
Per il fatto stesso di aver presentato l’offerta, l’Appaltatore dichiara di aver preso conoscenza del
progetto, di averlo verificato, di concordare con i risultati e di impegnarsi, in caso di aggiudicazione, a
svilupparne i relativi elaborati costruttivi di cantiere necessari all’esecuzione. Dichiara in particolare di
riconoscere il progetto stesso corretto ed eseguibile e di assumere piena e totale responsabilità sia del
progetto stesso, sia dell'esecuzione intera dell'opera in tutte le sue parti.
ART.2 AMMONTARE DELL’APPALTO
L’importo
totale a base del
presente appalto è di Euro 7.627.410,00 (diconsi euro
settemilioniseicentoventisettemilaquattrocentodieci/00) oltre a IVA.
L’importo complessivo dei lavori e delle provviste, da compensarsi a corpo, calcolato sulla base degli
Elenchi Prezzi Contrattuali allegato al presente Capitolato, ammonta complessivamente a Euro
7.488.410,00 (diconsi euro settemilioniquattrocentottantottomilaquattrocentodieci/00): detto importo,
fisso ed invariabile, sarà soggetto alla variazione percentuale offerta dalla Ditta aggiudicataria.
Tale variazione sarà unica sia sul prezzo a corpo che sui prezzi unitari di cui all’elenco allegato in base
ai quali verranno liquidate le eventuali varianti ordinate dall’Ente Appaltante.
Gli oneri per la sicurezza, non soggetti a ribasso di gara ai sensi dell’art. 131, comma 3 del D.Lgs.
163/2006 e s.m.i., sono definiti dal Piano della Sicurezza e Coordinamento.
L’importo degli oneri per la sicurezza sarà contabilizzato con gli stessi criteri stabiliti per i lavori, con
la sola eccezione del prezzo, che è quello desunto dal Piano di Sicurezza che costituisce parte
integrante dei documenti contrattuali, non è soggetto a ribasso di gara ed è pari a Euro 139.000,00
(diconsi euro centotrentanovemila/00).
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2.1 Tabella di ripartizione percentuale dei lavori
TRPL N.
Descrizione opera
Blocco Piano
Ripartizione
percentuale
Pagamento
1 Demolizioni interne
A
0,0126185
94.492,62
2 Demolizioni
A
0,0031124
23.306,78
3 Demolizioni interne
B
0,0141301
105.811,84
4 Demolizioni
B
0,0042040
31.481,32
5 Demolizioni interne
C
0,0224258
167.933,63
6 Demolizioni
C
0,0055689
41.702,25
7 Restauro facciate
0,0186086
139.348,90
8 Tinteggiature facciate ampliamento
0,0044487
33.313,32
9 Copertura
A
0,0286166
214.292,54
10 Lattonerie
A
0,0059410
44.488,87
11 Copertura
B
0,0133278
99.803,93
12 Lattonerie
B
0,0024702
18.497,60
13 Copertura
C
0,0296465
222.005,28
14 Lattonerie
C
0,0059410
44.488,87
15 Sistemazione cortile "A"
0,0050113
37.527,04
16 Fognatura bianca cortile "A"
0,0011734
8.787,05
17 Sistemazione cortile "B"
0,0047245
35.378,71
18 Fognatura bianca cortile "B"
0,0011920
8.926,41
19 Sistemazione a verde cortile "B"
0,0020864
15.623,55
0,0020500
15.351,53
21 Porticati
0,0093173
69.771,80
22 Terrazzi
0,0188695
141.302,34
20 Sistemazione marciapiede esterno
C
23 Solai-sottofondi
A
Int.
0,0022843
17.105,66
24 Pavimenti-rivestimenti
A
Int.
0,0019176
14.359,79
25 Murature-tramezzi-voltini
A
Int.
0,0009441
7.069,75
26 Rinzaffi-intonaci-controsoffitti
A
Int.
0,0014807
11.088,05
27 Decorazioni
A
Int.
0,0007771
5.819,41
28 Serramenti interni
A
Int.
0,0009924
7.431,58
29 Varie-ringhiera scala
A
Int.
0,0005028
3.765,05
30 Solai-sottofondi
A
T
0,0037069
27.758,44
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31 Pavimenti-rivestimenti
A
T
0,0094678
70.898,64
32 Murature-tramezzi-voltini
A
T
0,0005773
4.323,29
33 Rinzaffi-intonaci-controsoffitti
A
T
0,0038104
28.533,97
34 Decorazioni
A
T
0,0021803
16.326,98
35 Serramenti interni
A
T
0,0019294
14.448,15
36 Varie-ringhiera scala
A
T
0,0002409
1.804,02
37 Solai-sottofondi
A
Amm.
0,0034374
25.740,68
38 Pavimenti-rivestimenti
A
Amm.
0,0084172
63.031,44
39 Murature-tramezzi-voltini
A
Amm.
0,0008126
6.085,01
40 Rinzaffi-intonaci-controsoffitti
A
Amm.
0,0040388
30.244,31
41 Decorazioni
A
Amm.
0,0024097
18.044,82
42 Serramenti interni
A
Amm.
0,0024619
18.435,88
43 Varie-ringhiera scala
A
Amm.
0,0002409
1.804,02
44 Scaletta passaggio loc. 1 e 2
A
Amm.
0,0001073
803,41
45 Solai-sottofondi
A
1
0,0027055
20.259,96
46 Pavimenti-rivestimenti
A
1
0,0082055
61.445,99
47 Murature-tramezzi-voltini
A
1
0,0007406
5.545,97
48 Rinzaffi-intonaci-controsoffitti
A
1
0,0046046
34.481,43
49 Decorazioni
A
1
0,0027259
20.413,00
50 Serramenti interni
A
1
0,0026594
19.914,31
51 Varie-ringhiera scala
A
1
0,0002409
1.804,02
52 Solai-sottofondi
A
2
0,0023930
17.919,55
53 Pavimenti-rivestimenti
A
2
0,0083286
62.368,01
54 Murature-tramezzi-voltini
A
2
0,0007713
5.775,61
55 Rinzaffi-intonaci-controsoffitti
A
2
0,0043106
32.279,23
56 Decorazioni
A
2
0,0025453
19.059,95
57 Serramenti interni
A
2
0,0026030
19.492,08
58 Varie-ringhiera scala
A
2
0,0002409
1.804,02
59 Scaletta passaggio loc. 1 e 2
A
2
0,0000977
731,48
60 Solai-sottofondi
A
Sott.
0,0025046
18.755,22
61 Pavimenti-rivestimenti
A
Sott.
0,0086123
64.492,28
62 Murature-tramezzi-voltini
A
Sott.
0,0005948
4.454,39
63 Rinzaffi-intonaci-controsoffitti
A
Sott.
0,0024270
18.174,34
64 Decorazioni
A
Sott.
0,0014416
10.794,93
65 Serramenti interni
A
Sott.
0,0019262
14.424,31
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66 Varie-ringhiera scala
A
Sott.
0,0006873
5.146,69
67 Scaletta passaggio loc. 1 e 2
A
Sott.
0,0000995
745,32
68 Decorazioni vano scala
A
0,0030565
22.888,43
69 Vano scala
A
0,0033612
25.169,97
70 Serramenti esterni
A
0,0347976
260.578,94
71 Canne di ventilazione bagni
A
0,0004389
3.286,63
72 Solai-sottofondi
B
T
0,0030287
22.680,34
73 Pavimenti-rivestimenti
B
T
0,0066001
49.424,16
74 Murature-tramezzi-voltini
B
T
0,0001609
1.205,04
75 Rinzaffi-intonaci-controsoffitti
B
T
0,0032919
24.651,31
76 Decorazioni
B
T
0,0026128
19.565,63
77 Serramenti interni
B
T
0,0009445
7.072,90
78 Solai-sottofondi
B
1
0,0058962
44.153,21
79 Pavimenti-rivestimenti
B
1
0,0155877
116.726,99
80 Murature-tramezzi-voltini
B
1
0,0038928
29.151,12
81 Rinzaffi-intonaci-controsoffitti
B
1
0,0091434
68.469,57
82 Decorazioni
B
1
0,0046164
34.569,45
83 Serramenti interni
B
1
0,0068770
51.498,14
84 Varie-ringhiere
B
1
0,0006859
5.136,53
85 Solai-sottofondi
B
2
0,0060003
44.933,03
86 Pavimenti-rivestimenti
B
2
0,0191555
143.444,35
87 Murature-tramezzi-voltini
B
2
0,0080701
60.432,28
88 Rinzaffi-intonaci-controsoffitti
B
2
0,0091418
68.457,80
89 Decorazioni
B
2
0,0048067
35.994,30
90 Serramenti interni
B
2
0,0068992
51.664,31
91 Varie-ringhiere
B
2
0,0013719
10.273,05
92 Decorazione vano scala esistente
B
0,0021832
16.348,46
93 Vano scala esistente
B
0,0008464
6.337,94
94 Nuovo vano scala
B
0,0027201
20.369,48
95 Decorazione nuovo vano scala
B
0,0024915
18.657,24
96 Serramenti esterni
B
0,0450860
337.622,24
97 Canna di ventilazione filtro ascensore
B
0,0013287
9.950,04
98 Chiusura porticati
B
0,0056080
41.995,16
99 Solai-sottofondi
C
Int.
0,0058784
44.019,70
C
Int.
0,0102265
76.579,93
100 Pavimenti-rivestimenti
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101 Murature-tramezzi-voltini
C
Int.
0,0032662
24.458,91
102 Rinzaffi-intonaci-controsoffitti
C
Int.
0,0048088
36.010,61
103 Decorazioni
C
Int.
0,0018210
13.636,74
104 Serramenti interni
C
Int.
0,0048151
36.057,67
105 Solai-sottofondi
C
T
0,0052353
39.203,78
106 Pavimenti-rivestimenti
C
T
0,0114112
85.451,54
107 Murature-tramezzi-voltini
C
T
0,0014020
10.499,04
108 Rinzaffi-intonaci-controsoffitti
C
T
0,0051117
38.278,71
109 Decorazioni
C
T
0,0031849
23.849,79
110 Serramenti interni
C
T
0,0022152
16.588,66
111 Solai-sottofondi
C
1
0,0054276
40.644,31
112 Pavimenti-rivestimenti
C
1
0,0142178
106.468,64
113 Murature-tramezzi-voltini
C
1
0,0081332
60.904,90
114 Rinzaffi-intonaci-controsoffitti
C
1
0,0100977
75.615,84
115 Decorazioni
C
1
0,0054724
40.979,62
116 Varie-caminetto
C
1
0,0006830
117 Serramenti interni
C
1
0,0075319
56.401,77
118 Solai-sottofondi
C
2
0,0055368
41.461,76
119 Pavimenti-rivestimenti
C
2
0,0141053
105.626,27
120 Murature-tramezzi-voltini
C
2
0,0063690
47.693,77
121 Rinzaffi-intonaci-controsoffitti
C
2
0,0070413
52.728,30
122 Decorazioni
C
2
0,0042099
31.525,78
123 Serramenti interni
C
2
0,0075319
56.401,77
124 Varie-caminetto-ringhiere
C
2
0,0017019
12.744,18
125 Solai-sottofondi
C
Sott.
0,0036168
27.083,99
126 Pavimenti-rivestimenti
C
Sott.
0,0132877
99.503,79
127 Murature-tramezzi-voltini
C
Sott.
0,0022444
16.806,73
128 Rinzaffi-intonaci-controsoffitti
C
Sott.
0,0028663
21.463,86
129 Decorazioni
C
Sott.
0,0015986
130 Serramenti interni
C
Sott.
0,0045308
131 Varie-ringhiere
C
Sott.
0,0021035
15.752,01
132 Decorazione vano scala
C
0,0030916
23.151,39
133 Vano scala
C
0,0026639
19.948,02
134 Serramenti esterni
C
0,0603610
452.008,15
135 Canna di ventilazione filtro ascensore
C
0,0013248
5.114,83
11.971,34
33.928,79
9.921,01
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Istituto Carlo Alberto, C.so Casale 56
136 Canne di ventilazione bagni
C
0,0001288
964,86
137 Altre opere strutturali
A
0,0039293
29.423,98
138 Vincoli travi tetto
A
0,0026000
19.469,87
139 Scavi per ampliamento
C
0,0064379
48.209,40
140 Fondazioni ampliamento
C
0,0027109
20.300,52
141 Muro rampa
C
142 Solai ampliamento
Int.
0,0017028
12.751,15
C
0,0114992
86.110,89
143 Pilastri ampliamento
C
0,0037414
28.016,85
144 Travi tetto
C
0,0033032
24.735,75
145 Solaio sottotetto
C
0,0050008
37.448,25
146 Altre opere strutturali
C
0,0027128
147 Nuovi solai
B
0,0045744
34.255,35
148 Nuovi pilastri
B
0,0052065
38.988,29
149 Travi tetto
B
0,0012010
8.993,60
150 Altre opere strutturali
B
0,0058582
43.868,83
151 Impianto idrico-sanitario-adduzione
0,0221808
166.098,93
152 Impianto idrico-sanitario-sanitari
0,0296546
222.066,15
153 Impianto idrico-antincendio
0,0068209
51.077,50
154 Impianto idrico-sanitario-rete di scarico
0,0034858
26.102,84
155 Accessori per disabili
0,0207458
155.353,09
Sott.
20.314,91
156 Ascensore
A
0,0199725
149.562,11
157 Montalettighe
B
0,0099384
74.422,64
158 Montalettighe
C
0,0121091
90.677,64
159 Ponteggi
0,0060844
45.562,16
160 Assistenze murarie disposte dalla DL
0,0028844
21.599,88
TOTALE OPERE
1,0000000
7.488.410,00
Settore Tecnico Ristrutturazioni e Nuove Opere per il Sociale
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ART.3 CATEGORIA PREVALENTE, SCORPORABILI, ALTRE CATEGORIE
3.1 Quadro Economico riassuntivo per Categorie
A. Importo dei lavori a base d’asta
(soggetto a ribasso)
Euro
7.488.410,00
B. oneri per la sicurezza
(non soggetto a ribasso)
Euro
139.000,00
Euro
7.627.410,00
C. Importo totale dell’Appalto
3.2 Categoria Prevalente
Ai sensi del combinato disposto dell’articolo 2 del D.P.C.M. 10 gennaio 1991, n. 55 e del DPR
25/01/2000 n. 34 “Regolamento di istituzione del sistema di qualificazione per gli esecutori dei
LL.PP.”, ed ai sensi dell’art. 40 del D.Lgs. 163/2006 e s.m.i., e successive modificazioni, i lavori sono
classificati nella seguente categoria prevalente:
-
categoria prevalente 0G2:
Restauro e manutenzione dei beni immobili
€
3.246.596,02 (43,354%)
3.3 Ulteriori Categorie
Nella successiva tabella sono indicati i lavori appartenenti alle ulteriori categorie:
Categoria
Cat.OS02:
Importo
Incidenza
Superfici decorate e beni mobili
di interesse storico e artistico
€
139.348,90
% 1,861
Cat.OS03:
Impianti idrico – sanitari, cucine, lavanderie
€
750.138,80
% 10,017
Cat.OS04:
Impianti elettromeccanici, trasportatori
€
314.662,39
% 4,202
Cat.OS06:
Finiture di opere generali in materiali
lignei, plastici, metallici e vetrosi
€ 2.032.066,56
% 27,136
Cat.OS07:
Finiture di opere generali di natura edile
€
957.387,91
% 12,785
Cat.OS21:
Opere strutturali speciali
€
48.209,40
% 0,644
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ART.4 CRONOPROGRAMMA DEI LAVORI
Per il Cronoprogramma dei Lavori si fa riferimento a quello allegato al Piano di sicurezza e
coordinamento.
ART.5 DOCUMENTI CHE FANNO PARTE DEL CONTRATTO
Ad integrazione e specificazione dell’Art. 36 dello schema di contratto d’appalto, si fornisce l’elenco
degli elaborati progettuali facenti parte del contratto:
1. il Capitolato Generale d’Appalto approvato con D.M. LL.PP. 19 aprile 2000 n. 145 (anche se
materialmente non allegato);
2. lo Schema di Contratto;
3. il presente Capitolato Speciale d’Appalto, contenente l’Elenco Prezzi ed Elenco Nuovi Prezzi;
4. il Piano di sicurezza e coordinamento elaborato ai sensi del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i., costituito da:
-
Vol. 1 Piano di Sicurezza
-
Vol. 2 Prescrizioni Operative
-
Vol. 3 Piano di Manutenzione
-
planimetria impianto di cantiere
-
Cronoprogramma
5. gli elaborati grafici di progetto di cui all’elenco seguente.
·
elaborati grafici composti:
PROGETTO ARCHITETTONICO
Relazione generale
STATO DI FATTO
TAV. 001 - Pianta delle coperture e planimetria
scala 1/150
TAV. 002 - Pianta piano interrato
scala 1/150
TAV. 003 - Pianta piano terreno
scala 1/150
TAV. 004 - Pianta piano ammezzato
scala 1/150
TAV. 005 - Pianta piano primo
scala 1/150
TAV. 006 - Pianta piano secondo
scala 1/150
TAV. 007 - Pianta piano sottotetto
scala 1/150
TAV. 008 - Prospetti
scala 1/150
TAV. 009 - Sezioni
scala 1/150
SOVRAPPOSIZIONE
TAV. 010 - Pianta piano interrato
scala 1/150
TAV. 011 - Pianta piano terreno
scala 1/150
TAV. 012 - Pianta piano ammezzato
scala 1/150
TAV. 013 - Pianta piano primo
scala 1/150
TAV. 014 - Pianta piano secondo
scala 1/150
TAV. 015 - Pianta piano sottotetto
scala 1/150
PROGETTO
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TAV. 016 - Pianta delle coperture e planimetria
scala 1/100
TAV. 017 - Prospetti
scala 1/100
TAV. 018 - Sezioni
scala 1/100
TAV.018a - Sezioni blocco “A” c-c/d-d
scala 1/50
TAV.018b - Sezioni blocco “B” b-b/g-g/h-h
scala 1/50
TAV.018c - Sezioni blocco “C” e-e/l-l
scala 1/50
PROGETTO BLOCCO “A”
TAV. 019 - Pianta piano interrato
scala 1/50
TAV. 020 - Pianta piano terreno
scala 1/50
TAV. 021 - Pianta piano ammezzato
scala 1/50
TAV. 022 - Pianta piano primo
scala 1/50
TAV. 023 - Pianta piano secondo
scala 1/50
TAV. 024 - Pianta piano sottotetto
scala 1/50
PROGETTO BLOCCO “B”
TAV. 025 - Pianta piano terreno
scala 1/50
TAV. 026 - Pianta piano primo
scala 1/50
TAV. 027 - Pianta piano secondo
scala 1/50
PROGETTO BLOCCO “C”
TAV. 028 - Pianta piano interrato
scala 1/50
TAV. 029 - Pianta piano terreno
scala 1/50
TAV. 030 - Pianta piano primo
scala 1/50
TAV. 031 - Pianta piano secondo
scala 1/50
TAV. 032 - Pianta piano sottotetto
scala 1/50
ABACHI E PARTICOLARI
TAV. 033 - Abaco serramenti esterni
scala 1/50
TAV. 034 - Abaco serramenti interni
scala 1/50
TAV.035 - Abaco elementi metallici
scala 1/25
TAV.036 - Particolari bagni blocco “A”
scala 1/20
TAV.037 - Particolari bagni blocco “B”
scala 1/20
TAV.038 - Particolari costruttivi
scala 1/5 – 1/10
TAV.039 - Particolari costruttivi abbaino
scala 1/20
PROGETTO STRUTTURALE
Relazione di calcolo strutturale
TAV. Sa01 – Demolizioni blocco A e ascensore
scala 1/150
TAV. Sb01 – Pianta sottotetto fabbricato B
scala 1/150
TAV. Sb02 – Pianta tetto fabbricato B
scala 1/150
TAV. Sb03 – Particolari e sezione tetto fabbricato B
scala 1/150
TAV. Sb04 – Demolizioni blocco B, ascensore e scala
scala 1/150
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TAV. Sc01 – Pianta fondazioni ampliamento fabbricato C
scala 1/150
TAV. Sc02 – Pianta solaio -0.10 ampliamento fabbricato C
scala 1/150
TAV. Sc03 – Pianta solaio+4.95 ampliamento fabbricato C
scala 1/150
TAV. Sc04 – Pianta solaio+10.25 ampliamento fabbricato C
scala 1/150
TAV. Sc05 – Pianta solaio+13.93 ampliamento fabbricato C
scala 1/150
TAV. Sc06 – Pianta tetto ampliamento fabbricato C
scala 1/150
TAV. Sc07 – Pianta solaio+13.93 sottotetto fabbricato C
scala 1/150
TAV. Sc08 – Pianta tetto fabbricato C
scala 1/150
TAV. Sc09 – Particolari e sezione tetto fabbricato C
scala 1/150
TAV. Sc10 – Demolizioni blocco C e ascensore
scala 1/150
IMPIANTI DI SOLLEVAMENTO
TAV. AS01 - Impianti ascensori e montaletti
scala 1/50
IMPIANTO IDRICO-ANTINCENDIO
Relazione illustrativa impianto idrico-antincendio
Relazione di calcolo impianto idrico-antincendio
TAV. IT01 – Impianto antincendio - pianta piano interrato
scala 1/150
TAV. IT02 – Impianto antincendio - pianta piano terreno
scala 1/150
TAV. IT03 – Impianto antincendio - pianta piano ammezzato
scala 1/150
TAV. IT04 – Impianto antincendio - pianta piano primo
scala 1/150
TAV. IT05 – Impianto antincendio - pianta piano secondo
scala 1/150
TAV. IT06 – Impianto antincendio - pianta piano sottotetto
scala 1/150
TAV. IT07 – Impianto antincendio - vista assonometria rete
scala 1/150
TAV. IT08 – Impianto antincendio – particolari costruttivi
scala 1/20
IMPIANTO IDRICO-SANITARIO
Relazione illustrativa impianto idrico-sanitario
Relazione di calcolo impianto idrico-sanitario
TAV. IT10
– Impianto idrico-sanitario - pianta piano interrato
scala 1/150
TAV. IT10 D1 – Impianto idrico-sanitario - pianta piano interrato - dettagli
scala 1/50
TAV. IT11
scala 1/150
– Impianto idrico-sanitario - pianta piano terreno
TAV. IT11 D1 – Impianto idrico-sanitario - pianta piano terreno - dettagli
scala 1/50
TAV. IT12
– Impianto idrico-sanitario - pianta piano ammezzato
scala 1/150 – 1/50
TAV. IT13
– Impianto idrico-sanitario - pianta piano primo
scala 1/150
TAV. IT13 D1 – Impianto idrico-sanitario - pianta piano primo - dettagli
scala 1/50
TAV. IT13 D2 – Impianto idrico-sanitario - pianta piano primo – dettagli
scala 1/50
TAV. IT14
scala 1/150
– Impianto idrico-sanitario - pianta piano secondo
TAV. IT14 D1 – Impianto idrico-sanitario - pianta piano secondo - dettagli
scala 1/50
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TAV. IT14 D2 – Impianto idrico-sanitario - pianta piano secondo – dettagli
scala 1/50
TAV. IT15
scala 1/150
– Impianto idrico-sanitario - pianta piano sottotetto
TAV. IT15 D1 – Impianto idrico-sanitario - pianta piano sottotetto - dettagli
scala 1/50
TAV. IT16
– Schema a blocchi sanitario – distribuzione piano interrato
non in scala
TAV. IT17
– Schema a blocchi sanitario – colonna distribuzione n. 1
non in scala
TAV. IT18
– Schema a blocchi sanitario – colonna distribuzione n. 2
non in scala
TAV. IT19
– Schema a blocchi sanitario – colonna distribuzione n. 3
non in scala
TAV. IT20
– Schema a blocchi sanitario – colonna distribuzione n. 4
non in scala
TAV. IT21
– Schema a blocchi sanitario – colonna distribuzione n. 5
non in scala
TAV. IT22
– Schema a blocchi sanitario – colonna distribuzione n. 6
non in scala
TAV. IT23
– Schema a blocchi sanitario – colonna distribuzione n. 7
non in scala
TAV. IT24
– Schema a blocchi sanitario – colonna distribuzione n. 8
non in scala
TAV. IT26
– Impianto idrico-sanitario – scarichi - pianta piano interrato
scala 1/150
TAV. IT26 D1 – Impianto idrico-sanitario – scarichi - pianta piano interrato–dettagli scala 1/150–1/50
TAV. IT27
– Impianto idrico-sanitario – scarichi - pianta piano terreno
scala 1/150
TAV. IT27 D1 – Impianto idrico-sanitario – scarichi - pianta piano terreno - dettagli
TAV. IT28
– Impianto idrico-sanitario – scarichi - pianta piano ammezzato
TAV. IT29
– Impianto idrico-sanitario – scarichi - pianta piano primo
scala 1/150
scala 1/150–1/50
scala 1/150
TAV. IT29 D1 – Impianto idrico-sanitario – scarichi - pianta piano primo – dettagli scala 1/150–1/50
TAV. IT30
– Impianto idrico-sanitario – scarichi - pianta piano secondo
scala 1/150
TAV. IT30 D1 – Impianto idrico-sanitario – scarichi - pianta piano secondo – dettagli scala 1/150–1/50
TAV. IT31
– Impianto idrico-sanitario – scarichi - pianta piano sottotetto
scala 1/150
TAV. IT31 D1 – Impianto idrico-sanitario – scarichi - pianta piano sottotetto-dettagli scala 1/150–1/50
TAV. IT32
– Impianto idrico-sanitario – colonne scarichi piano interrato
non in scala
TAV. IT33
– Impianto idrico-sanitario – colonne scarichi 1-2-3-4
non in scala
TAV. IT34
– Impianto idrico-sanitario – colonne scarichi 5-6-7-8
non in scala
TAV. IT35
– Impianto idrico-sanitario – colonne scarichi 9-10-11-12
non in scala
TAV. IT36
– Impianto idrico-sanitario – colonne scarichi 13-14-15-16
non in scala
TAV. IT37
– Impianto idrico-sanitario – colonne scarichi 17-18-19-20
non in scala
TAV. IT38
– Impianto idrico-sanitario – colonne scarichi 21-22-23-E1-E2
non in scala
TAV. IT39
– Impianto idrico-sanitario – scarichi – collegamento fognatura
non in scala
TAV. IT40
– Impianto idrico-sanitario – scarichi – dettagli colonne
scala 1/20
TAV. IT41
– Impianto idrico-sanitario – scarichi – dettagli pozzetti
scala 1/20
TAV. IT42
– Impianto idrico-sanitario – scarichi – dettagli allacci
scala 1/20
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ART.6 INTERPRETAZIONE DEI DOCUMENTI CONTRATTUALI
1. In caso di discordanza tra i vari elaborati di progetto, vale la soluzione più aderente alle finalità per
le quali il lavoro è stato progettato e, comunque, quella meglio rispondente ai criteri di
ragionevolezza e di buona tecnica esecutiva.
2. In caso di norme del Capitolato Speciale tra loro non compatibili o apparentemente non
compatibili, trovano applicazione in primo luogo le norme presenti sullo Schema di Contratto, le
norme eccezionali o quelle che fanno eccezione a regole generali, in secondo luogo quelle
maggiormente conformi alle disposizioni legislative o regolamentari ovvero all’ordinamento
giuridico, in terzo luogo quelle di maggior dettaglio e infine quelle di carattere ordinario.
3. L’interpretazione delle clausole contrattuali, così come delle disposizioni del Capitolato Speciale
d’Appalto, deve essere fatta tenendo conto delle finalità del contratto e dei risultati ricercati con
l’attuazione del progetto approvato; per ogni altra evenienza trovano applicazione le disposizioni
sulla vigente normativa in materia di LL.PP. e gli articoli 1362 e 1369 del codice civile.
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CAPITOLO II DISPOSIZIONI PER L’ESECUZIONE
ART.7 PROGRESSIONE E TERMINI PER L’ESECUZIONE DEI LAVORI
La Ditta aggiudicataria dovrà organizzare ed eseguire le opere e le forniture oggetto del presente
Capitolato in modo da assicurare una progressione regolare dei lavori, ivi compresi i necessari
approvvigionamenti dei materiali, al fine di ultimare le opere entro il tempo utile contrattuale.
A tal fine, la Ditta aggiudicataria deve presentare alla Direzione Lavori, entro 30 (trenta) giorni dalla
data di consegna dei lavori, idoneo programma di realizzazione delle opere, redatto in accordo con il
Coordinatore per la Sicurezza in fase di Esecuzione, tenendo conto delle lavorazioni impiantistiche in
capo a IRIDE S.p.A., che deve essere compatibile con il cronoprogramma dei lavori allegato al
presente Capitolato, il ritmo normale dello svolgimento dei lavori non potrà, pertanto, essere rinviato,
rallentato o sospeso. Qualora durante il corso dei lavori insorgessero delle difficoltà per cause non
imputabili alla Ditta aggiudicataria, ma alle ditte impiantistiche operanti in cantiere e/o connesse alla
presenza delle attività della confinante struttura per anziani già funzionante, che richiedessero un
rallentamento od anche una interruzione dei lavori, l’appaltatore non avrà diritto a compensi, ma potrà
ottenere, con domanda motivata, una proroga nel caso che l’impedimento fosse tale da non permettere
il proseguo/ultimazione dei lavori nei termini stabiliti dal presente capitolato.
Il tempo utile per ultimare tutti i lavori, in giorni naturali successivi e continui decorrenti dalla data del
verbale di consegna è di 750 giorni (settecentocinquanta), naturali consecutivi, nonché delle eventuali
fermate totali e/o parziali necessarie per le insorte difficoltà di cui sopra.
Il tempo contrattuale tiene conto dell’incidenza dei giorni, nella misura delle normali previsioni, di
andamento stagionale sfavorevole.
La penale per il semplice ritardo di cui all’art. 22 del Capitolato Generale, ha l’importo definito all’Art.
10 dello schema di contratto, per ogni giorno di ritardo dell’Appaltatore sulla data di ultimazione
prevista nel programma dei lavori, fatta salva l’ulteriore possibilità di rivalsa dell’Amministrazione per
i maggiori danni subiti.
ART.8 PREZZI
I lavori oggetto del presente appalto sono da liquidarsi interamente a corpo, ai sensi dell’art. 53 comma
4 del D.lgs. 163/2006 e successive modificazioni e integrazioni. L’importo complessivo è stato
calcolato sulla base:
•
Elenco prezzi Città di Torino edizione 2007. L’utilizzo dell’Elenco è stato approvato con
deliberazione dalla Giunta Comunale del 20/03/2007, n. mecc. 200701433/29;
•
Elenco Nuovi Prezzi allegato al presente Capitolato Speciale d’Appalto.
L’importo complessivo delle opere ed i prezzi contenuti negli Elenchi prima citati si intendono fissi ed
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invariabili per tutta la durata del contratto. Per i prezzi della mano d’opera, esclusivamente per i lavori
in economia eventualmente resisi necessari, saranno applicate le tariffe in vigore all’atto
dell’aggiudicazione secondo il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro nella categoria edile. Per
quanto concerne la liquidazione delle opere, che come detto saranno da compensarsi a corpo, si precisa
che ogni onere relativo ai mezzi provvisionali, inclusi piani di lavoro a norma di legge, il montaggio e
lo smontaggio, si intende compreso nel prezzo a corpo e nei prezzi unitari contrattuali di cui alla
relativa voce.
Le opere aggiuntive connesse alla sicurezza e riconosciute alla Ditta senza l’applicazione del ribasso di
gara, saranno anch’esse liquidate a corpo, sentito il parere del Coordinatore per l’esecuzione dei lavori,
in relazione alla percentuale dei lavori effettivamente eseguita rispetto alla relativa categoria
lavorativa.
Nel caso si debbano eseguire categorie di lavori non previste o si debbano impiegare materiali per i
quali non risulti fissato il prezzo contrattuale, si dovrà provvedere prioritariamente all’utilizzo degli
articoli contenuti negli Elenchi Prezzi sopra indicati ed, in mancanza, alla formazione di nuovi prezzi,
la cui applicazione sarà subordinata all’approvazione superiore, nei modi previsti dalla Legge e dal
Regolamento Generale.
Le opere in variante saranno liquidate a corpo, con applicazione del ribasso contrattuale offerto in sede
di gara sugli Elenchi Prezzi sopra citati; per i prezzi della manodopera il ribasso verrà applicato solo
sulla maggiorazione del 24,30%, restando fissa la restante parte. La misurazione delle suddette opere
sarà effettuata con le modalità ed i criteri stabiliti dal Capitolato speciale per gli appalti delle opere
murarie ed affini della Città di Torino, richiamato all’art. 36 dello Schema di contratto.
ART.9 ELENCO NUOVI PREZZI AGGIUNTIVI E CORPI D’OPERA
Si richiamano di seguito i nuovi prezzi, aggiuntivi rispetto ai prezzi di riferimento per Opere e lavori
Pubblici della Città di Torino riportati al precedente art. 8, e puntualmente descritti nell’ultima Parte
del presente Capitolato Speciale:
Nuovi corpi d’opera edili
Sono stati formulati n. 6 corpi d’opera relativi alle opere edili.
Nuovi prezzi aggiuntivi opere edili
Sono stati formulati n. 16 nuovi prezzi relativi alle opere edili.
Nuovi corpi d’opera strutturali
Sono stati formulati n. 5 corpi d’opera relativi alle opere strutturali.
Nuovi prezzi aggiuntivi impianto idrico-sanitario
Sono stati formulati n. 19 nuovi prezzi relativi all’impianto idrico-sanitario.
Nuovi prezzi aggiuntivi impianto di sollevamento
Sono stati formulati n. 3 nuovi prezzi relativi all’impianto di sollevamento.
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ART.10 VARIAZIONE DEI LAVORI
La Città si riserva la facoltà di introdurre nelle opere oggetto dell’appalto quelle varianti che a suo
insindacabile giudizio ritenga opportune, senza che per ciò l’impresa appaltatrice possa pretendere
compensi all’infuori del pagamento dei lavori eseguiti, in più o in meno, con l’osservanza delle
prescrizioni ed entro i limiti stabiliti dagli articoli 10, 11 e 12 del CG e dell’articolo 132 del D.Lgs.
163/2006 e s.m.i.
Non sono considerate varianti, ai sensi del comma 1, gli interventi disposti dal Direttore dei lavori per
risolvere aspetti di dettaglio, che siano contenuti entro un importo non superiore al 10 (dieci ) per cento
delle categorie di lavoro, e che non comportino un aumento dell’importo contrattuale.
Sono ammesse, nell’esclusivo interesse dell’Amministrazione, le varianti, in aumento o in
diminuzione, finalizzate al miglioramento dell’opera e alla sua funzionalità, sempre che non
comportino modifiche sostanziali e siano motivate da obbiettive esigenze derivanti da circostanze
sopravvenute e imprevedibili al momento dell’aggiudicazione. L’importo in aumento relativo a tali
varianti non può superare il 5% dell’importo originario dell’appalto e deve trovare copertura nella
somma stanziata per l’esecuzione dell’opera ai sensi dell'art. 132, comma 3 secondo periodo, del
D.Lgs. 163/2006 e s.m.i.. L'affidamento di maggiori opere, non costituenti varianti ai sensi dell'art. 132
del D.Lgs. 163/2006 e s.m.i., potrà essere consentito esclusivamente nei casi, con i limiti e le modalità
previste dall'art. 57 della legge predetta.
L’impresa non potrà per nessuna ragione introdurre di propria iniziativa variazioni o addizioni ai lavori
assunti in confronto alle prescrizioni contrattuali: si richiamano in proposito le prescrizioni di cui
all’art. 31 del Capitolato Generale di condizioni per gli appalti municipali ed il corrispondente art.13
del citato Capitolato Generale delle OO.PP.
ART.11 VARIANTI PER ERRORI OD OMMISSIONI PROGETTUALI
Qualora, per il manifestarsi di errori od omissioni imputabili a carenze del progetto esecutivo, si
rendessero necessarie varianti che possano pregiudicare, in tutto o in parte, la realizzazione dell’opera
ovvero la sua utilizzazione, e che sotto il profilo economico eccedano il quinto dell’importo originario
del contratto, la Città procede alla risoluzione del contratto con indizione di una nuova gara alla quale è
invitato l’appaltatore originario.
In tal caso la risoluzione del contratto comporta il pagamento dei lavori eseguiti, dei materiali utili e
del 10% dei lavori non eseguiti, fino a quattro quinti dell’importo originario.
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CAPITOLO III DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SICUREZZA
ART.12 NORME DI SICUREZZA IN GENERALE
1. I lavori appaltati devono svolgersi nel pieno rispetto di tutte le norme vigenti in materia di
prevenzione degli infortuni e igiene del lavoro e in ogni caso in condizione di permanente sicurezza e
igiene.
2. L’appaltatore è altresì obbligato ad osservare scrupolosamente le disposizioni del vigente
Regolamento di Igiene della Città di Torino, per quanto attiene la gestione del cantiere.
3. L’appaltatore predispone, per tempo e secondo quanto previsto dalle vigenti disposizioni, gli
appositi piani per la riduzione del rumore, in relazione al personale e alle attrezzature utilizzate.
4. L’appaltatore predispone per tempo e secondo le modalità e tempistiche che saranno indicate nel
corso dei lavori dal Coordinatore per la sicurezza, documento specifico riportante gli accorgimenti
e le procedure che dovranno essere impiegate per contenere le emissioni del rumore e delle polveri,
in relazione alla confinante struttura per anziani.
5. L’appaltatore non può iniziare o continuare i lavori, qualora sia in difetto nell’applicazione di
quanto stabilito nel presente articolo.
ART.13 SICUREZZA SUL LUOGO DI LAVORO
1. L’appaltatore è obbligato a consegnare alla Stazione appaltante il documento di valutazione dei
rischi di cui al decreto legislativo 81 del 2008, nonché l’indicazione dei contratti collettivi
applicati ai lavoratori dipendenti e una dichiarazione in merito al rispetto degli obblighi
assicurativi e previdenziali previsti dalle leggi e dai contratti in vigore.
2. L’appaltatore è obbligato ad osservare le misure generali di tutela di cui al decreto legislativo n.
81 del 2008, nonché le disposizioni dello stesso decreto alle lavorazioni previste nel cantiere.
3. L’appaltatore è obbligato ad aggiornare la propria documentazione in materia di sicurezza sul
lavoro e regolarità amministrativa così come previsto dal decreto Legge 3 agosto 2007, n. 123.
ART.14 PIANI DI SICUREZZA
1. L’appaltatore è obbligato ad osservare scrupolosamente e senza riserve o eccezioni il piano di
sicurezza e di coordinamento predisposto dal coordinatore per la sicurezza e messo a disposizione
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da parte della Stazione appaltante, ai sensi del decreto legislativo 81 del 2008.
2. L’appaltatore può presentare al Coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione una o più
proposte motivate di modificazione o integrazione al Piano di sicurezza di coordinamento, nei
seguenti casi:
a) Per adeguarne i contenuti alle proprie tecnologie, ovvero quando ritenga di poter meglio garantire la
sicurezza nel cantiere sulla base della propria esperienza, anche in seguito alla consultazione
obbligatoria e preventiva dei rappresentanti per la sicurezza dei propri lavoratori o a rilievi da parte
degli organi di vigilanza;
b) Per garantire il rispetto delle norme per la prevenzione degli infortuni e la tutela della salute dei
lavoratori eventualmente disattese nel piano di sicurezza, anche in seguito a rilievi o prescrizioni
degli organi di vigilanza.
3. L’appaltatore ha il diritto che il Coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione si pronunci
tempestivamente, con atto motivato da annotare sulla documentazione di cantiere, sull’accoglimento
o il rigetto delle proposte presentate; le decisioni del Coordinatore sono vincolanti per l’appaltatore.
4. Qualora il Coordinatore non si pronunci entro il termine di 5 (cinque) giorni lavorativi dalla
presentazione delle proposte dell’appaltatore, prorogabile una sola volta di altri 5 (cinque) giorni
lavorativi nei casi di cui al comma 2, lettera b), le proposte si intendono accolte.
5. Nei casi di cui al comma 2, lettera a), l’eventuale accoglimento delle modificazioni e integrazioni
non può in alcun modo giustificare variazioni o adeguamenti dei prezzi pattuiti, né maggiorazioni di
alcun genere del corrispettivo.
6. Nei casi di cui al comma 2, lettera b), qualora l’eventuale accoglimento delle modificazioni o
integrazioni comporti maggiori oneri a carico dell’impresa, e tale circostanza sia debitamente
provata e documentata, può trovare applicazione la disciplina delle varianti.
ART.15 PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA E PIANO DI LAVORO
1. L’appaltatore, prima dell’inizio dei lavori, deve predisporre e consegnare al Coordinatore per la
sicurezza in fase di esecuzione, un piano operativo di sicurezza per quanto attiene alle proprie
scelte autonome e relative responsabilità nell’organizzazione del cantiere e nell’esecuzione dei
lavori.
2. Il piano operativo di sicurezza costituisce piano complementare di dettaglio del piano di sicurezza e
di coordinamento, del decreto legislativo n. 81 del 2008.
3. Sulle caratteristiche del piano e sui suoi contenuti si fa riferimento a quanto previsto dal D.Lgs
81/2008 e come previsto dal DPR 222 del 03/07/2003 “Regolamento sui contenuti minimi dei piani
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di sicurezza nei cantieri temporanei e mobili” in attuazione dell’art. 131, comma 1, del D.Lgs.
163/2006 e s.m.i.
4. Tutte le Imprese nel loro Piano dovranno allegare la valutazione del rumore emesso durante le
lavorazioni relative al cantiere in oggetto, per permettere al CSE di elaborare, se necessario,
ulteriori misure di protezione e procedure, non evidenziate nel PSC. Nel caso in cui non ci fosse
corrispondenza tra la valutazione presuntiva e la situazione effettiva, il CSE potrà prescrivere
misure strumentali di controllo sul campo, a carico delle imprese esecutrici, che provvederanno
all’adozione delle eventuali misure di protezione conseguenti a tale controllo.
ART.16 OSSERVANZA ED ATTUAZIONE DEI PIANI DI SICUREZZA
1. L’appaltatore è obbligato ad osservare le misure generali di tutela di cui al decreto legislativo n. 81
del 2008.
2. I piani di sicurezza devono essere redatti in conformità alle direttive 89/391/CEE del Consiglio del
12 giugno 1989, 92/57/CEE del Consiglio del 24 giugno 1992, alla relativa normativa nazionale di
recepimento, ai regolamenti di attuazione e alla migliore letteratura tecnica in materia.
3. L’impresa esecutrice è obbligata a comunicare tempestivamente prima dell’inizio dei lavori e quindi
periodicamente, a richiesta del committente o del Coordinatore per la sicurezza, l’iscrizione alla
camera di commercio industria e artigianato, l’indicazione dei contratti collettivi applicati ai lavoratori
dipendenti e la dichiarazione circa l’assolvimento degli obblighi assicurativi e previdenziali.
L’affidatario è tenuto a curare il coordinamento di tutte le imprese operanti in cantiere, al fine di
rendere gli specifici piani redatti dalle imprese subappaltatrici compatibili tra loro e coerenti con il
piano presentato dall’appaltatore. In caso di associazione temporanea o di consorzio di imprese detto
obbligo incombe all’impresa mandataria capogruppo. Il direttore tecnico di cantiere è responsabile del
rispetto del piano da parte di tutte le imprese impegnate nell’esecuzione dei lavori.
4. Il piano di sicurezza e di coordinamento ed il piano operativo di sicurezza formano parte integrante
del contratto di appalto. Le gravi o ripetute violazioni dei piani stessi da parte dell’appaltatore,
comunque accertate, costituiscono causa di risoluzione del contratto.
ART.17 CONTABILIZZAZIONE DEGLI ONERI PER LA SICUREZZA
Gli oneri per la sicurezza, non soggetti a ribasso di gara ai sensi dell’art. 1 del D.Lgs. 163/2006 e
s.m.i., saranno contabilizzati con gli stessi criteri stabiliti per i lavori, con la sola eccezione del prezzo,
che è quello stabilito dalla Stazione Appaltante e non soggetto a ribasso di gara.
Di seguito si riporta la tabella per la ripartizione dei pagamenti degli oneri della sicurezza:
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LIQUIDARSI A CORPO
ONERI PER LA
SICUREZZA DA
ONERI DELLA SICUREZZA DA LIQUIDARSI A PERCENTUALE
N.
Descrizione
Pagamento
NP_SIC_01
BARACCAMENTI - al raggiungimento del 1° SAL
40,00%
5.600,00
NP_SIC_01
BARACCAMENTI - al raggiungimento del 50% dei lavori
30,00%
4.200,00
NP_SIC_01
BARACCAMENTI - al raggiungimento del 90% dei lavori
30,00%
4.200,00
NP_SIC_02
CARTELLONISTICA - al raggiungimento del 1° SAL
40,00%
200,00
NP_SIC_02
CARTELLONISTICA - al raggiungimento del 50% dei lavori
30,00%
150,00
NP_SIC_02
CARTELLONISTICA - al raggiungimento del 90% dei lavori
30,00%
150,00
NP_SIC_03
DELIMITAZIONE CANTIERE - al raggiungimento del 1° SAL
40,00%
3.200,00
NP_SIC_03
DELIMITAZIONE CANTIERE - al raggiungimento del 50% dei lavori
30,00%
2.400,00
NP_SIC_03
DELIMITAZIONE CANTIERE - al raggiungimento del 90% dei lavori
30,00%
2.400,00
NP_SIC_04
CASTELLI DI CARICO - al raggiungimento del 1° SAL
40,00%
11.610,00
NP_SIC_04
CASTELLI DI CARICO - al raggiungimento del 50% dei lavori
30,00%
8.707,50
NP_SIC_04
CASTELLI DI CARICO - al raggiungimento del 90% dei lavori
30,00%
8.707,50
NP_SIC_07
PONTEGGI - al raggiungimento del 1° SAL
40,00%
12.150,00
NP_SIC_07
PONTEGGI - al raggiungimento del 50% dei lavori
30,00%
9.112,50
NP_SIC_07
PONTEGGI - al raggiungimento del 90% dei lavori
30,00%
9.112,50
NP_SIC_08
GRU - al raggiungimento del 1° SAL
40,00%
14.000,00
NP_SIC_08
GRU - al raggiungimento del 50% dei lavori
30,00%
10.500,00
NP_SIC_08
GRU - al raggiungimento del 90% dei lavori
30,00%
10.500,00
NP_SIC_05
OPERAIO SPECIALIZZATO - a corpo
3.000,00
NP_SIC_06
OPERAIO COMUNE - a corpo
2.550,00
NP_SIC_09
MACCHINA PER LA PULIZIA DEI PAVIMENTI - a corpo
3.350,00
NP_SIC_10
SISTEMA ANTICADUTA - a corpo
13.200,00
TOTALE ONERI PER LA SICUREZZA
139.000,00
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CAPITOLO IV NORME FINALI
ART.18 NORME GENERALI SUI MATERIALI, I COMPONENTI ED I SISTEMI
Nell’esecuzione di tutte le lavorazioni, le opere, le forniture, i componenti, anche relativamente a
sistemi o sub-sistemi di impianti tecnologici oggetto dell’appalto, devono essere rispettate tutte le
prescrizioni di legge e di regolamento in materia di qualità, provenienza ed accettazione dei materiali e
componenti nonché, per quanto concerne la descrizione, i requisiti di prestazione e le modalità di
esecuzione di ogni categoria di lavoro, tutte le indicazioni contenute o richiamate contrattualmente nel
presente capitolato Speciale d’Appalto, negli elaborati grafici di progetto esecutivo e nella descrizione
delle singole voci presenti nello stesso capitolato.
ART.19 QUALITÀ ED ACCETTAZIONE DEI MATERIALI IN GENERE
I materiali da impiegare per i lavori compresi nell’appalto devono corrispondere, come caratteristiche,
a quanto stabilito nel presente Capitolato Speciale e suoi allegati, nelle leggi e nei regolamenti ufficiali
vigenti in materia; in mancanza di particolari prescrizioni, devono essere delle migliori qualità esistenti
in commercio, in rapporto alla funzione cui sono destinati; in ogni caso i materiali, prima della posa in
opera, devono essere riconosciuti idonei e accettati dalla Direzione Lavori anche a seguito di specifiche
prove di laboratorio fornite dal produttore.
Qualora la Direzione dei lavori rifiuti una qualsiasi provvista di materiali in quanto non adatta
all’impiego, l’impresa deve sostituirla con altra che corrisponda alle caratteristiche volute; i materiali
devono essere allontanati immediatamente dal cantiere a cura e a spese della stessa impresa.
In materia di accettazione dei materiali, qualora eventuali carenze di prescrizioni comunitarie,
nazionali e regionali, ovvero in mancanza di precise disposizioni nella descrizione contrattuale dei
lavori possano dare luogo a incertezze circa i requisiti dei materiali stessi, la Direzione lavori ha facoltà
di ricorrere all’applicazione di norme speciali, ove esitano, siano esse nazionali o estere.
Entro 60 giorni dalla consegna dei lavori o, in caso di materiali o prodotti di particolare complessità,
entro 60 giorni antecedenti il loro utilizzo, l’appaltatore presenta alla Direzione dei lavori, per
l’approvazione, la campionatura completa di tutti i materiali, manufatti, prodotti ecc., previsti o
necessari per dare finita in ogni sua parte l’opera oggetto dell’appalto unitamente alle schede tecniche e
a quelle di manutenzione.
L’accettazione dei materiali da parte della Direzione lavori è definitiva solo dopo la loro posa in opera,
ma questo non esenta l’appaltatore dalla totale responsabilità della riuscita delle opere, anche per
quanto può dipendere dai materiali stessi.
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L’appaltatore che nel proprio interesse o di sua iniziativa abbia impiegato materiali o componenti di
caratteristiche superiori a quelle prescritte nei documenti contrattuali, o eseguito una lavorazione più
accurata, non ha diritto ad aumento dei prezzi e la contabilità è redatta come se i materiali avessero le
caratteristiche stabilite.
Nel caso sia stato autorizzato per ragioni di necessità o convenienza da parte del direttore di lavori
l’impiego di materiali o componenti aventi qualche carenza nelle dimensioni, nella consistenza o nella
qualità, ovvero sia stata autorizzata una lavorazione di minor pregio, viene applicata un’adeguata
riduzione del prezzo in sede di contabilizzazione, sempre che l’opera sia accettabile senza pregiudizio
e salve le determinazioni definitive dell’organo di collaudo.
Qualora la Direzione Lavori lo ritenesse opportuno, o su specifica del Comando Provinciale Vigili del
Fuoco o dell’A.S.L., l’impresa dovrà produrre per i materiali da impiegare tutti i certificati di idoneità,
omologazione od altri equipollenti rilasciati da Istituti Nazionali o riconosciuti, come prescritto dalle
normative vigenti, ed ogni altra eventuale dichiarazione richiesta dagli Enti sopra indicati.
ART.20 MODALITÀ DI ESECUZIONE E DI MISURAZIONE DEI LAVORI
Per quanto non sia in contrasto con quanto prescritto nel presente capitolato per le modalità di
esecuzione e di misurazione dei lavori valgono le norme e le prescrizioni tecniche riportate dai
seguenti capitolati speciali adottati dal Comune di Torino:
Capitolato Speciale per gli appalti delle opere murarie ed affini, approvato il 30/10/1943; (Pref. Div.
2/1 n. 44200 del 22/12/1943);
Capitolato Generale di norme tecniche per le provviste e le opere relative agli impianti industriali ed
elettrici, approvato il 03/05/1954;
Capitolato Speciale d’Appalto per l’installazione degli impianti termici, approvato il 30/10/1973;
Capitolato programma tipo per impianti elettrici, D.M. 12/12/1962.
ART.21 ONERI ED OBBLIGHI A CARICO DELL’APPALTATORE
La Ditta aggiudicataria dovrà controfirmare lo Schema di Contratto in ogni sua pagina.
Durante l’esecuzione dei lavori, l’Appaltatore dovrà osservare tutte le prescrizioni del Capitolato
Speciale medesimo, di tutti gli atti facenti parte del contratto, delle norme in essi richiamate, nonché di
tutte le disposizioni della Direzione dei Lavori, di quelle di Organi Statali, Regionali, Provinciali,
Comunali in materia, vigenti o che venissero eventualmente emanate nel periodo di esecuzione dei
lavori. Saranno a carico dell’Appaltatore anche eventuali oneri conseguenti a direttive della Direzione
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Lavori che impongano modifiche di programma, acceleramenti, rallentamenti o sospensioni di
prestazioni od opere comprese nell’appalto.
L’Appaltatore dovrà garantire, sotto la propria responsabilità, l’attuazione di tutti i provvedimenti e di
tutte le condizioni atte ad evitare infortuni, secondo le leggi vigenti, e far rispettare le disposizioni
contenute nel Piano di sicurezza e di coordinamento redatto in conformità del D.Lgs. 81/2008 e che è
parte integrante del progetto a base di gara. Inoltre l’Appaltatore solleva l’Ente Appaltante e la
Direzione Lavori da ogni responsabilità per qualsiasi infortunio sul lavoro che dovessero subire le sue
maestranze e quelle di eventuali subappaltatori, nonché per i danni che, per causa e colpa di dette
maestranze, dovessero derivare a terzi, sia persone sia cose. La Direzione dei lavori ha la facoltà di
ordinare in qualunque momento l’allontanamento dal cantiere di qualsiasi operaio od impiegato della
Ditta compreso il rappresentante di cui sopra e ciò senza che la detta Direzione Lavori sia tenuta a dare
spiegazioni di sorta circa il motivo del richiesto provvedimento e senza che l’imprenditore possa
richiedere, in conseguenza del provvedimento stesso, compensi od indennizzi.
La Ditta sarà inoltre responsabile di qualsiasi danno arrecato all’edificio inteso nella sua globalità e
agli oggetti in esso contenuti, per negligenze, imperizia o cattivo uso da parte del personale dipendente;
gli importi di tali danni verranno dedotti dalla contabilità finale dei lavori oggetto del presente
capitolato.
L’Appaltatore dovrà nominare, prima della consegna dei lavori, una persona giuridicamente e
professionalmente idonea, che possa ricevere ordini e disporre per l’esecuzione degli stessi, a cui
spetterà la responsabilità della Direzione Tecnica del cantiere stesso (art. 7 Schema di contratto),
nonché garantire la presenza continua in cantiere del Capo cantiere.
Tale Direzione Tecnica sarà tenuta ad evidenziare per tempo, alla Direzione Lavori municipale, a
IRIDE Servizi ed al Coordinatore per la sicurezza, tutte le problematiche tecniche, di sicurezza, ecc.,
che potrebbero insorgere, così da consentire il loro superamento e garantire l’avanzamento secondo
programma.
A richiesta della Direzione Lavori, la Ditta sarà tenuta a fornire l’elenco nominativo di tutto il
personale addetto ai lavori con relative qualifiche e generalità. L’eventuale custodia del cantiere deve
essere affidata a persone provviste della qualifica di guardia particolare giurata.
Detti nominativi dovranno essere comunicati alla Direzione dei Lavori, prima dell’inizio lavori.
L’inosservanza di tale norma sarà punita ai sensi dell’art. 22 della Legge 13 settembre 1982, n. 646.
Ai sensi dell’Art. 6 della Legge 3 agosto 2007, n. 123, è obbligatoria la tessera di riconoscimento per il
personale delle imprese appaltatrici e subappaltatrici: il personale occupato dall'impresa appaltatrice o
subappaltatrice deve essere munito di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia,
contenente le generalità del lavoratore e l'indicazione del datore di lavoro. I lavoratori sono tenuti ad
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esporre detta tessera di riconoscimento. Tale obbligo grava anche in capo ai lavoratori autonomi che
esercitano direttamente la propria attività nel medesimo luogo di lavoro, i quali sono tenuti a
provvedervi per proprio conto.
La violazione di quanto sopra è soggetta a sanzione amministrativa in capo al datore di lavoro per
ciascun lavoratore sprovvisto. Anche il lavoratore, munito della tessera di riconoscimento che non
provvede ad esporla e' punito con la sanzione amministrativa.
Nel caso di dubbi sull’identificazione del personale operante, il D.L. potrà richiedere, per i controlli del
caso, l’intervento dei Vigili Urbani o, se necessario, anche quello dell’Ispettorato del lavoro e dell’ASL
competente.
Oltre agli obblighi ed oneri generali di cui sopra, a quelli richiamati all'art. 12 dello Schema di
Contratto ed a quelli particolari previsti dal presente Capitolato e dal Piano di sicurezza e
coordinamento, saranno a carico e spese dell’Appaltatore e pertanto da valutare ai fini della
formulazione dell’offerta in sede di gara:
-
L’esecuzione e la manutenzione degli allacciamenti provvisori di acqua, energia elettrica, telefono
e simili, necessari all’installazione di cantiere, oltre che i collegamenti a terra di elementi metallici,
quali, ponteggi, gru ecc.. Le installazioni di tutti gli allacciamenti provvisori saranno uniche e
comuni a tutte le Ditte che lavorano nel cantiere, comprese pertanto le Ditte operanti per conto di
IRIDE S.p.A.. L'onere per i relativi consumi sarà rimborsato per un importo forfettario pari al 25%
di ogni voce, dalle Ditte consociate in ATI, che operano per conto IRIDE nella realizzazione degli
impianti elettrico, speciale, termico e di ventilazione.
-
La concessione, alle Imprese che operano per conto IRIDE, affidatarie di lavori non compresi nel
presente appalto, dell’uso parziale o totale dei ponteggi di servizio, delle impalcature, delle
costruzioni provvisorie e degli apparecchi di sollevamento, per il tempo necessario all’esecuzione
dei lavori previsti per il completamento funzionale del presente appalto. Dalle suddette Ditte, come
dall’ente appaltante, l’impresa non potrà pretendere compensi di sorta; il tutto compatibilmente con
le esigenze e le misure di sicurezza.
Sono altresì a carico dell’Appaltatore:
-
La presentazione, prima dell’inizio dei lavori, di un programma esecutivo dei lavori e i suoi
successivi aggiornamenti, anche indipendente dal cronoprogramma di contratto (art. 9 Schema di
contratto), secondo le specifiche modalità e contenuti previsti all’art. 45, comma 10, del
Regolamento Generale D.P.R. 554/99;
-
Il conseguimento di tutte le licenze e le autorizzazioni necessarie per l’impianto e l’esercizio del
cantiere, compresi eventuali permessi di transito degli automezzi del cantiere;
-
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-
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Una accurata esecuzione della perimetrazione dell’area di cantiere, secondo il tracciato indicato
nella planimetria allegata al Piano di Sicurezza, al fine di precludere pericolose interferenze con
personale ed ospiti dell’adiacente struttura per anziani, ma al contempo non comprometterne il
corretto funzionamento anche ai sensi degli articoli 28/29/30, D.Lgs 81/2008 (ex. L. 626/94);
-
La consegna prima dell’inizio dei lavori, o comunque non oltre 30 giorni da detta data, della
dichiarazione di conformità degli impianti di cantiere: le copie di dette dichiarazioni e modelli di
denuncia di terra e di protezione dalle scariche atmosferiche (se necessario), dovranno essere
consegnate per conoscenza alla Direzione dei Lavori;
-
L’installazione e l’impiego di tutti i mezzi d’opera e le attrezzature occorrenti per il funzionamento
con efficienza e modernità del cantiere e quant’altro possa utilmente occorrere per la corretta
esecuzione delle opere, come ad esempio rampe provvisorie per il trasporto dei materiali e tavolati
di ripartizione dei materiali e delle attrezzature necessarie;
-
La fornitura dei baraccamenti prefabbricati per il personale di cantiere ad uso spogliatoio, servizi
igienici e mensa, secondo quanto richiesto dal Piano di sicurezza e di coordinamento e dal Piano
operativo di sicurezza come precedentemente indicato in questo capitolato: detti locali dovranno
avere una superficie idonea al fine per cui sono destinati con un arredo adeguato;
-
L’obbligo di fornire ed impiegare nel cantiere il personale tecnico e le maestranze, secondo le
particolari qualifiche, nella misura necessaria per eseguire con regolarità e celerità i lavori appaltati.
La insufficiente disponibilità di personale, di attrezzature e mezzi d’opera potrà costituire, previa
formale costituzione in mora dell’interessato, causa di risoluzione del contratto per inadempienza
della Ditta;
-
Il mantenimento negli uffici di cantiere di tutti i documenti contrattuali, copia delle assicurazioni
per furti e infortuni, copia dell’elenco del personale operativo sul cantiere, copia dei contratti di
subappalto autorizzati, copia dei piani di sicurezza (Generale per la salute fisica dei lavoratori,
Piano Operativo di Sicurezza “POS”, Piano di Sicurezza e di Coordinamento “PSC”), copia dei
disegni esecutivi di progetto esecutivo/definitivo, copia dei disegni costruttivi e dei relativi
particolari aggiornati all’ultima revisione, copia delle bolle di ricevimento materiale in cantiere con
copia dei relativi ordini. Acquisti cronologicamente ordinati, reperibili e consultabili dalla D. L.
-
La fornitura, dal giorno della consegna dei lavori, sino a lavoro ultimato, di strumenti topografici,
personale e mezzi d’opera per tracciamenti, rilievi, misurazioni e verifiche di ogni genere;
-
L’apposizione del cartello di cantiere in posizione da concordare con la Direzione lavori e da
realizzarsi secondo il “Manuale dei Cantieri” adottato dalla Città di Torino, in osservanza del D.M.
LL.PP. 01.06.1990, Circolare n. 1729 U.L.; tale cartellonistica sarà in laminato, dotata delle
informazioni
e delle immagini opportunamente plastificate sul supporto, o serigrafate e sarà
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realizzato con le forme, le dimensioni, i colori, le informazioni tecniche e i contenuti prescritti dal
suddetto manuale.
-
L’esposizione in area di cantiere di disegni di progetto aggiornati alla fase lavorativa in corso,
affinché tutti coloro che operano ne possano prendere continuamente visione. Detti disegni non
potranno essere direttamente modificati, ma se verranno apportate delle modifiche di dettaglio in
corso d’opera dovranno essere sostituiti con nuove copie recanti la data di aggiornamento.
-
Una esauriente documentazione fotografica di dettaglio durante l’esecuzione dei lavori e finale
sugli interventi compiuti costituita da almeno 200 scatti. Di ciascuna foto dovranno essere
consegnati i files su CD;
-
L’esecuzione, presso gli Istituti autorizzati, di tutte le prove che verranno ordinate dalla Direzione
dei lavori, sui materiali e manufatti impiegati o da impiegarsi nella costruzione, compresi i prelievi
e la confezione dei campioni, le analisi di laboratorio e l’esecuzione di prove di carico che siano
ordinate dalla stessa Direzione dei lavori o dal Collaudatore statico su tutte le opere in calcestruzzo
semplice o armato, murature e qualsiasi altra struttura portante, nonché prove di tenuta per le
tubazioni. In particolare è fatto obbligo di effettuare almeno un prelievo di calcestruzzo per ogni
giorno di getto, che verrà datato e conservato;
-
La sorveglianza continua del cantiere, dalla data di consegna dei lavori a quella di riconsegna
dell’opera alla Committenza, tenuto conto che l’Appaltatore sarà responsabile della gestione in
sicurezza del cantiere e della preservazione dei beni e di quanto in esso contenuto per tutta la durata
dell’appalto;
-
Il libero accesso al cantiere a tutte le persone addette alla conduzione dei lavori e, su richiesta della
stessa Direzione Lavori, a qualunque altra Impresa esecutrice di lavori esclusi dall’appalto, ma
comunque connessi con la realizzazione dell’opera in oggetto;
-
La messa in opera di tutte le protezioni necessarie per tutelare la continuità e la sicurezza del
traffico sia veicolare che pedonale, sulle vie pubbliche e private attigue al cantiere;
-
La pulizia del cantiere e delle vie di transito e di accesso allo stesso, compreso lo sgombero dei
materiali di rifiuto lasciati da altre ditte e gli eventuali ripristini delle aree esterne, nonché la pulizia
fine dei locali realizzati affinché possano essere immediatamente utilizzati;
-
Le segnalazioni diurne e notturne, mediante appositi cartelli e fanali, nei tratti stradali interessati
dai lavori ove abbia a svolgersi il traffico e ciò secondo le particolari indicazioni della Direzione
lavori, ed in genere l'osservanza delle norme di polizia stradale di cui al Codice della Strada,
decreto legislativo 30/4/1992 n. 285 e relativo regolamento di esecuzione e attuazione, D.P.R.
16/12/1992 n. 495;
-
L’esecuzione, ove necessario, di ponti di servizio e puntellature per la costruzione, la riparazione e
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la demolizione di manufatti, al fine di garantire la sicurezza degli edifici circostanti e dei lavoratori;
-
L'onere conseguente ad ogni eventuale occupazione temporanea di aree adiacenti ai lavori, per
qualsiasi causa da essi dipendenti;
-
La riparazione dei danni di qualsiasi genere, che si verifichino negli scavi, nei reinterri, alle
provviste, alle attrezzature ed a tutte le opere provvisionali, e i danni a terzi, restando liberi ed
indenni l'Amministrazione ed il suo personale;
-
La fedele esecuzione del progetto e degli ordini impartiti, per quanto di competenza, dal Direttore
dei lavori in conformità al Capitolato Speciale e suoi allegati, in modo che le opere eseguite
risultino a tutti gli effetti collaudabili, esattamente conformi al progetto e a perfetta regola d’arte,
richiedendo al Direttore dei lavori tempestive disposizioni scritte per i particolari che
eventualmente non risultassero da disegni, dal Capitolato o dalla descrizione delle opere. In ogni
modo l’appaltatore non deve dare corso all’esecuzione di aggiunte o varianti non ordinate per
iscritto ai sensi dell’art. 134 del RG D.P.R. n. 554/1999;
-
L’Impresa dovrà operare sempre con modalità tali da limitare al massimo le emissioni di rumore,
ricorrendo tassativamente all’impiego di materiali opportunamente silenziati, in modo da
mantenere l’attività di cantiere entro i limiti vigenti in campo di inquinamento acustico secondo la
mappa di zonizzazione del Regolamento Comunale in materia di tutela dall’inquinamento acustico.
-
Tutte le lavorazioni, ma in particolare le operazioni di demolizione, dovranno essere condotte in
modo da impedire emissioni di polveri con clima asciutto e ventilato;
-
Ai mezzi in uscita dall’area di cantiere dovranno essere scrupolosamente lavate le ruote al fine di
impedire il trasporto all’esterno dell’area, in particolare su C.so Casale, di terra e materiali derivati
dalle diverse lavorazioni ed aumentare il rischio di polveri disperse fuori dall’area di cantiere;
-
La predisposizione di misure strumentali delle vibrazioni provocate dal cantiere, verso gli edifici
privati confinanti e verso il fabbricato oggetto di intervento, in particolare durante la realizzazione
dei micropali per la costruzione del corpo di fabbrica di ampliamento, da realizzarsi all’angolo tra
C.so Casale e Via Figlie dei Militari;
-
La manutenzione, fino all'approvazione del collaudo, delle opere eseguite secondo il presente
Capitolato Speciale. Fino al termine del suddetto periodo, la Ditta appaltatrice dovrà provvedere
tempestivamente a sue spese per riparare rotture o imperfezioni che potrebbero manifestarsi per
difetto di montaggio, di esecuzione, di funzionamento, o per scadente qualità dei materiali;
-
L’aggiornamento degli elaborati di progetto in conseguenza delle varianti o delle soluzioni
esecutive adottate, previa approvazione della Direzione Lavori, ai sensi dell’art. 15, comma 3, del
Regolamento Generale;
-
Il completo sgombero del cantiere, entro trenta giorni dalla data del certificato di ultimazione, di
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tutti gli impianti provvisionali, mezzi d’opera e materiali residui;
-
Dovrà essere consegnata alla Direzione lavori, prima dell'entrata in funzione degli impianti, copia
dei collaudi funzionali positivi per quanto riguarda tutti gli impianti eseguiti, rilasciati da parte
degli Enti preposti;
-
L’assistenza per l’avviamento ed il funzionamento iniziale degli impianti per tutto il tempo
necessario alla messa a regime dei medesimi, compresi i materiali d’uso e la manodopera
qualificata;
-
L’assunzione in proprio, tenendone sollevata la Stazione appaltante, di ogni responsabilità
risarcitoria e delle obbligazioni relative, comunque connesse all’esecuzione delle prestazioni
dovute dall’impresa appaltatrice a termini di contratto;
-
Il ricevimento, lo scarico e il trasporto nei luoghi di deposito o nei punti di impiego secondo le
disposizioni della Direzione lavori, comunque all’interno del cantiere, dei materiali e dei manufatti
esclusi dal presente appalto e approvvigionati o eseguiti da altre ditte per conto dell’ente appaltante
e per i quali competono, a termini di contratto, all’appaltatore le assistenze alla posa in opera; i
danni che per cause dipendenti dall’appaltatore, fossero apportati ai materiali e manufatti suddetti
devono essere ripristinati a carico dello stesso Appaltatore;
-
L’esecuzione di campionature delle singole categorie di lavoro ogni volta che questo sia previsto
specificatamente dal Capitolato speciale o sia richiesto dalla Direzione dei lavori, per ottenere il
relativo nullaosta alla realizzazione delle opere simili;
-
La collaborazione, durante l’esecuzione dei lavori, con altre eventuali Ditte che operano
contemporaneamente in cantiere, le ditte subappaltatrici, quelle di competenza delle Aziende
erogatrici di energia elettrica, acqua, ecc., quelle per l'esecuzione delle opere escluse dal presente
Capitolato, fornendo, per quelle parti di loro pertinenza, tutte le indicazioni necessarie e
l’assistenza, controllando mediante propri incaricati che l’esecuzione dei lavori venga fatta nel
rispetto del progetto, dell’edificio e delle opere già eseguite ed intervenendo tempestivamente in
caso negativo, così da evitare contrattempi, rotture, rifacimenti, ecc.;
-
Ogni altro onere generale o particolare derivante dai singoli articoli del presente Capitolato
Speciale e di quelli in esso richiamati, facenti parte del contratto, e da tutte le Leggi, Decreti,
Regolamenti, Norme e disposizioni applicabili ai lavori di cui al presente appalto.
L'Appaltatore assume ogni responsabilità, sia nei confronti dell'Ente appaltante, sia di terzi pubblici o
privati, derivante dall'inosservanza delle norme richiamate nel presente capitolato, nonché la piena ed
esclusiva responsabilità dell'esecuzione di tutti gli interventi previsti, anche ai sensi ed in virtù dei
disposti di cui agli artt. 1667 e 1669 del Codice Civile.
Inoltre la Ditta Appaltatrice dovrà, al termine dei lavori e contestualmente alla firma del certificato di
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ultimazione, presentare alla Direzione lavori i seguenti elaborati e documenti:
-
I progetti costruttivi aggiornati delle opere strutturali ed impiantistiche as built realizzati con
AutoCad, in supporto cartaceo ed in supporto informatico (CD), con tutti i files in formato dwg;
-
Le dichiarazioni di conformità, in triplice copia, rilasciate da installatori regolarmente abilitati,
relative agli impianti tecnologici di cui al D.M. 37/2008 (ex legge n. 46/1990), che dovranno essere
corredate da una relazione contenente le tipologie dei materiali impiegati. In tali dichiarazioni,
dovrà essere specificato anche il rispetto degli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008, per quanto
riguarda la marchiatura CE delle apparecchiature elettriche;
-
Presentazione della dichiarazione di conformità degli impianti elettrici, meccanici e antincendio,
secondo le modalità del D.M. 37/2008, completa di tutti gli allegati obbligatori (progetto, relazione
con la tipologia dei materiali utilizzati, schema dell’impianto realizzato, riferimento a dichiarazioni
di conformità precedenti o parziali già esistenti, copia del certificato di riconoscimento dei requisiti
tecnico-professionali), realizzati secondo le prescrizioni della Guida CEI 0-3. Ricordiamo che
copia della dichiarazione di conformità, in caso di impianti eseguiti in nuovi edifici privi di
certificati di abitabilità o agibilità, deve essere inviata a cura dell’Impresa Appaltatrice esecutrice
degli impianti elettrici alla Camera di Commercio nella cui circoscrizione l’Impresa stessa ha la
propria sede e copia al Comune.
-
Il manuale tecnico di uso e manutenzione degli impianti. Il manuale dovrà contenere le specifiche
tecniche dei materiali e degli impianti, i manuali di uso e programmazione delle centrali, tutte le
istruzioni necessarie all’utente per l’uso e la manutenzione degli impianti. Di tale documentazione
dovranno essere fornite alla D.L., se non diversamente richiesto, tre copie su carta, timbrate e
firmate dall’impresa, più un supporto informatico con tutti i files disponibili in formato Word per
Windows;
-
Tutte le dichiarazioni scritte di garanzia richieste nel presente Capitolato Speciale ed in quelli
allegati al progetto;
-
Le certificazioni di tutti i materiali utilizzati e di tutte le apparecchiature complete delle descrizioni
delle specifiche funzionali più importanti, redatte dalle Case Costruttrici, nonché i manuali di
conduzione e manutenzione relativi;
Al fine di limitare i rischi di incendio, l’Impresa dovrà adottare i criteri più opportuni per lo stoccaggio
del materiale infiammabile, predisponendo alcuni mezzi di estinzione portatili nelle zone di stoccaggio
a rischio incendio come richiesto dal Piano di Sicurezza e di Coordinamento.
Si ribadisce che tutti gli oneri ed obblighi a carico dell’Appaltatore, descritti nel presente articolo e
nella restante parte del presente Capitolato, dovranno essere attentamente e preventivamente valutati al
fine della formulazione dell’offerta.
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La Tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche relative allo steccato di cantiere, recinzione,
ecc., necessari per l’esecuzione dei presenti lavori non è dovuta in quanto a carico della Civica
Amministrazione, proprietaria dell’opera: La Città dovrà comunque inoltrare al Settore competente
regolare richiesta di occupazione suolo pubblico.
La Ditta Appaltatrice dovrà altresì predisporre tutta la documentazione necessaria, a norma di Legge,
per l’accatastamento (Catasto Terreni e Catasto Urbano) dell’intero immobile, entro 60 gg. dalla fine
dei lavori.
Ogni infrazione alle disposizioni di cui al presente Capitolato, sempre quando non si tratti di infrazione
a particolari obblighi per i quali nei vari articoli sia indicata di volta in volta l’entità delle multe
corrispondenti, darà luogo ad una multa variabile da un minimo di Euro 51,65 ad un massimo di Euro
516,46 a seconda della gravità dell’infrazione stessa.
Le multe di cui ai diversi articoli del presente Capitolato saranno applicate con semplice notifica
all’imprenditore, senza bisogno di altra misura amministrativa o legale ed il loro ammontare sarà
senz’altro dedotto dall’importo dei lavori eseguiti e, in difetto, dal deposito cauzionale.
ART.22
RICHIAMO ALLE NORME LEGISLATIVE E REGOLAMENTARI
L’appalto è soggetto all’osservanza di tutte le condizioni, non in contrasto con il presente Capitolato
Speciale, riportate nelle norme legislative e regolamentari di cui all’art. 36 dello Schema di Contratto e
nei seguenti atti:
D.Lgs. n. 163/2006, “Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in
attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE“” e s.m.i.
il Capitolato Generale di appalto approvato con D.M. 19 aprile 2000 n. 145, per quanto non in
contrasto con il Codice del D.Lgs. n. 163/2006;
Legge 20 marzo 1865 n. 2248 All. f) sulle opere pubbliche, ad eccezione degli articoli abrogati dal
Regolamento Generale, D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e dal Codice del D.Lgs. n. 163/2006 ;
Legge 19.03.1990 n. 55 in materia di prevenzione della delinquenza mafiosa e di subappalti e
successive modificazioni, con particolare riferimento all’art.18;
Legge regionale 21.03.1984 n. 18 in materia di opere e lavori pubblici e successivo regolamento
D.P.G.R. 3791 del 29.04.1985, per quanto applicabile;
Regolamento per la disciplina dei Contratti municipali approvato con deliberazione C.C. in data
15.03.1999, n. mecc. 9811035/03, esecutiva dal 19.04.1999;
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D.lgs. n. 257 del 2006, “Attuazione della direttiva 2003/18/CE relativa alla protezione dei lavoratori
dai rischi derivanti dall'esposizione all'amianto durante il lavoro”;
Decreto Legislativo 15 agosto 1991, n. 277, “Attuazione delle direttive della CEE n.80/1107, n.82/605,
n.83/477, n.86/188 e n. 86/642 in materia di protezione e prevenzione dei lavoratori dai rischi derivanti
da esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro”;
Legge n. 257 del 27 marzo 1992 “norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto”;
D.M. 6 settembre 1994; Circolare esplicativa n.7 del 12 aprile 1995;
D.Lgs n. 22 del 5 febbraio 1997 (detto decreto Rochi) e s.m.i.
D.Lgs. 27 marzo 2006 n. 161, attuazione della Direttiva CEE 2004/42/CE per la limitazione delle
emissioni di composti organici volatili conseguenti all’uso di solventi in talune pitture e vernici,
nonché in prodotti per la carrozzeria.
Leggi, decreti, circolari e norme sul calcestruzzo armato, le materie prime costituenti, le prove ed i
controlli di accettazione:
Legge 05/11/1971 n. 1086: “Norme per la disciplina delle opere di conglomerato cementizio armato,
normale e precompresso ed a struttura metallica”.
Ai sensi della Circolare n. 11951 del 14/2/1974 del Ministero dei Lavori Pubblici – Presidenza del
Consiglio Superiore – Servizio Tecnico Centrale, contenente le istruzioni per l’applicazione delle
norme per la disciplina delle opere in conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a
struttura metallica, non sono applicabili le disposizioni degli artt. 4 e 6 e gli obblighi previsti dal terzo
e quinto comma dell’articolo 7 della Legge 5/11/1971 n. 1086, in quanto opere costruite per conto del
Comune avente un Ufficio Tecnico con a capo un Ingegnere;
CIRCOLARE del Ministero LL.PP. 31/07/1979. Legge 5 novembre 1971, n. 1986, art. 7 – Collaudo
statico.
Circolare n. 29010 del 1/9/87 controllo dei materiali in genere degli acciai per c.a. normale;
D.M. 20.11.1987: norme tecniche per la progettazione, esecuzione e collaudo degli edifici in muratura
e per il loro consolidamento;
D.M. 09/01/1996: “Norme tecniche per il calcolo, l'esecuzione ed il collaudo delle opere in cemento
armato normale e precompresso e per le strutture metalliche”.
D.M. 16/01/1996: “Norme tecniche relative ai criteri generali per la verifica della sicurezza delle
costruzioni e dei carichi e dei sovraccarichi”.
D.M. 11.03.1988: norme tecniche per la progettazione, l'esecuzione e il collaudo delle opere di
sostegno delle terre e delle opere di fondazione e Circolare LL.PP. 24/9/88 n. 30483 “Istruzioni
riguardanti le indagini sui terreni”;
CIRCOLARE del Ministero LL.PP. 04/07/1996, n.156 AA.GG/STC Istruzioni per l’applicazione delle
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“Norme tecniche relative ai criteri generali per la verifica della sicurezza delle costruzioni e dei carichi
e dei sovraccarichi” di cui al D.M. 16/01/1996 (Supp. Ord. Alla G.U. n. 217 del 16/09/1996 n. 151).
CIRCOLARE del Ministero LL.PP. 05/10/1996, n. 252 AA.GG/STC Istruzioni per l’applicazione delle
Norme tecniche per il calcolo, l'esecuzione ed il collaudo delle opere in cemento armato normale e
precompresso e per le strutture metalliche” di cui al D.M. 09/01/1996.
ENV 1992 - Eurocodice 2 “Progettazione delle strutture in calcestruzzo – Parte 1: regole generali e
regole per edifici ”.
ENV 1997 - Eurocodice 7 “Progettazione Geotecnica – Parte 1: regole generali” (Norma UNI ENV
1997, - 1 - 04 - 1997).
Servizio Tecnico Centrale del Ministero LL.PP. – “Linee guida sul calcestruzzo strutturale” –
Dicembre 1996.
Servizio Tecnico Centrale del Ministero LL.PP. – “Linee guida sul calcestruzzo preconfezionato” –
Febbraio 2002.
Legge 26/05/1965 n. 595: “Caratteristiche tecniche e requisiti dei leganti idraulici”.
UNI 197/1 Cemento – Composizione, specifiche e criteri di conformità.
D.M. 31/08/1972: Norme sui requisiti di accettazione e modalità di prova degli agglomerati cementizi
e delle calci idrauliche”.
D.M. 09/03/1988: “Regolamento del servizio di controllo e certificazione di qualità dei cementi”.
D.M. 13/09/1993: “Nuove norme sui requisiti di accettazione e modalità di prova dei cementi”.
UNI EN 1008 Acqua per calcestruzzo.
UNI 8520 Aggregati per il confezionamento di calcestruzzi.
UNI EN 934-2 Additivi per calcestruzzo-definizione e requisiti.
UNI 7102 Additivi fluidificanti – Idoneità e relativi metodi di controllo.
UNI 6126 Prelevamento di campioni in cantiere.
UNI 6393 Controllo della composizione del calcestruzzo fresco.
UNI 9418 Determinazione della consistenza – Prova di abbassamento al cono.
UNI 8020 Determinazione della consistenza mediante l’impiego della tavola a scosse.
UNI 7122 Determinazione della quantità d’acqua di impasto essudata.
UNI 6131 Prelevamento campioni di calcestruzzo indurito.
UNI 6132 Prove di resistenza a compressione.
DIRETTIVA DEL CONSIGLIO del 21 dicembre 1988 (DIRETTIVA 89/106/CEE) relativa al
ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri
concernenti i prodotti da costruzione
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Norme in materia di sicurezza e prevenzione infortuni:
Legge 3 agosto 2007, n. 123 “Misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e delega
al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia”
D.P.R. 20.03.1956 n. 320;
D. Lgs. 19.09.1994 n. 626.
D.Lgs. 09.04.2008 n. 81, relativo alle prescrizioni in materia di tutela della salute e della sicurezza nei
luoghi di lavoro;
D.P.R. 3 luglio 2003, n. 222 Regolamento sui contenuti minimi dei piani di sicurezza nei cantieri
temporanei e mobili;
Norme specifiche sulle strutture Socio Assistenziali per anziani, con nuclei R.S.A., R.A.F e R.A.B.:
D.P.C.M. 22 dicembre 1989 “Atto di indirizzo e coordinamento dell’attività amministrativa delle
regioni e province autonome concernente la realizzazione di strutture sanitarie residenziali per anziani
non autosuffcienti”;
D.G.R. 29 giugno 1992 n. 38-16335 ;
D.G.R. 9 gennaio 1995 n. 41-42433;
L.R. 4 settembre 1996 n. 73;
D.G.R. 18 settembre 1996 n. 203 – 14027;
D.M. 21 maggio 2001 n. 308 “Requisiti minimi strutturali e organizzativi per l’autorizzazione
all’esercizio dei servizi e delle strutture a ciclo residenziale e semiresidenziale” ;
D.P.C.M. 01.03.1991, Legge 26.10.1995 n. 447, D.M. 11.12.1996, D.P.C.M. 14.11.1997, D.P.C.M.
18.09.1997, D.M. 16.03.1998, Legge Regione Piemonte 20.10.2000 n. 52, Ordinanza Comune di
Torino n. 1250 del 06.09.1994, sui limiti massimi di esposizione al rumore, e successive modificazioni
ed integrazioni;
Legge 13.07.1966 n. 615 contro l’inquinamento atmosferico e relativo regolamento;
Legge 09.01.1991 n. 10 in materia di risparmio energetico, in sostituzione della Legge 373/76, e
regolamento attuativo D.P.R. 26.08.1993 n. 412;
Decreto Legislativo 115 del 30 maggio 2008
Legge regionale n. 13 del 28 maggio 2007
Delibera del Consiglio Regioanle n. 98-1247 del 11 gennaio 2007 per l'involucro
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D.Lgs. n. 626 del 25.11.1996 di recepimento normativa europea in materia di marcatura CE del
materiale elettrico;
Normativa Tecnica edita, fino alla data della gara d’appalto, dagli enti preposti: C.E.I., C.E.I.-EN,
I.E.C., C.E.N.E.L.E.C. UNI, Ministeri, Regione Piemonte, Comune di Torino, A.S.L., S.I.S.L., C.T.I.,
VV.F., I.S.P.E.S.L., ATI, ENEL, A.E.M., ecc.;
Legge n. 186 del 01.03.1968: disposizioni concernenti la produzione di materiali, apparecchiature,
macchinari, installazioni e impianti elettrici ed elettronici;
D.Lgs. 15.08.1991 n. 277, Legge 27.03.1992 n. , D.M. 06.09.94, D.M. 14.05.1996 in materia di
cessazione dell’impiego dell’amianto e del relativo smaltimento;
Legge 30.03.1971 n. 118, D.P.R. 24.07.1996 n. 503, Legge 09.01.1989 n. 13, D.M. 14.06.1989 n. 236
e Legge del 5 febbraio 1992 n. 104 in materia di superamento delle barriere architettoniche;
D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della
legge n. 137 del 2002;
Legge 13.09.1982 n. 646: disposizioni in materia di misure di prevenzione di carattere patrimoniale ed
integrazione alle leggi 27.12.1956 n. 1423, 10.02.1962 n. 57, 31.05.1965 n. 575, 23.12.1982 n. 936 e
Circolare del Ministero di Grazia e Giustizia n. 1/2439 in data 08.06.1983;
Norme sugli impianti idrico-sanitario e di scarico delle acque reflue:
Norme per la sicurezza degli impianti: D.M. 37/2008, Legge 05.03.1990 n. 46 e regolamento attuativo
D.P.R. 06.12.1991 n. 447, Circolare Ministero dell’Interno n. 40 del 28.05.1968 ed altre successive
leggi e disposizioni;
UNI 9182:1987 + A1:1993 - Edilizia - Impianti di alimentazione e distribuzione d'acqua fredda e calda
- Criteri di progettazione, collaudo e gestione.
UNI 5364:1976 - Impianti di riscaldamento ad acqua calda. Regole per la presentazione dell' offerta e
per il collaudo.
UNI EN 1057:2006 - Rame e leghe di rame - Tubi rotondi di rame senza saldatura per acqua e gas
nelle applicazioni sanitarie e di riscaldamento
UNI 8064:1981 - Riscaldatori d' acqua per usi sanitari con fluido primario acqua calda. Classificazione
e prove.
UNI 4542:1986 - Apparecchi sanitari. Terminologia e classificazione.
UNI EN 200:2005 - Rubinetteria sanitaria - Rubinetti singoli e miscelatori (PN 10) - Specifiche
tecniche generali
UNI EN 246:2004 - Rubinetteria sanitaria - Specifiche generali per i regolatori di getto
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UNI EN 248:2004 - Rubinetteria sanitaria - Specifiche generali per rivestimenti elettrolitici Ni-Cr
UNI EN 274-1:2004 – Dispositivi di scarico per apparecchi sanitari – Requisiti
UNI EN 274-2:2004 - Dispositivi di scarico per apparecchi sanitari - Metodi di prova
UNI EN 274-3:2004 - Dispositivi di scarico per apparecchi sanitari - Controllo qualità
UNI EN 682:2006 - Elementi di tenuta in elastomero - Requisiti dei materiali elastomerici utilizzati in
tubi e raccordi per il trasporto di gas e idrocarburi fluidi
UNI EN 816:1998 - Rubinetteria sanitaria - Rubinetti a chiusura automatica PN 10.
UNI EN 817:1999 - Rubinetteria sanitaria - Miscelatori meccanici (PN 10) - Specifiche tecniche
generali.
UNI EN 1111:2000 - Rubinetteria sanitaria - Miscelatori termostatici (PN 10) - Specifiche tecniche
generali.
UNI EN 1112:1998 - Dispositivi uscita doccia per rubinetteria sanitaria (PN 10).
UNI EN 1113:1998 - Flessibili doccia per rubinetteria sanitaria (PN 10).
UNI EN 1124-1:2005 - Tubi e raccordi di acciaio inossidabile con saldatura longitudinale con giunto a
bicchiere per sistemi di acque reflue - Parte 1: Requisiti, prove e controllo della qualità
UNI EN 10224:2006 - Tubi e raccordi di acciaio non legato per il convogliamento di acqua e di altri
liquidi acquosi - Condizioni tecniche di fornitura
UNI EN 1286:2001 - Rubinetteria sanitaria - Miscelatori meccanici a bassa pressione - Specifiche
tecniche generali.
UNI EN 1287:2002 - Rubinetteria sanitaria - Miscelatori termostatici a bassa pressione - Specifiche
tecniche generali.
UNI 10856:2000 - Rubinetteria sanitaria - Prove e limiti di accettazione dei rivestimenti organici.
UNI 11148:2005 - Rubinetteria sanitaria - Doccette per rubinetteria da lavello.
UNI EN 13904:2004 - Dispositivi uscita doccia a bassa resistenza per rubinetteria sanitaria.
UNI EN 13905:2004 - Flessibili doccia a bassa resistenza per rubinetteria sanitaria.
UNI EN 476:1999 - Requisiti generali per componenti utilizzati nelle tubazioni di scarico, nelle
connessioni di scarico e nei collettori di fognatura per sistemi di scarico a gravità.
UNI EN 1091:1998 - Sistemi di scarico a depressione all'esterno degli edifici.
UNI EN 12050-1:2003 - Impianti di sollevamento delle acque reflue per edifici e cantieri - Principi per
costruzione e prove - Impianti di sollevamento per acque reflue contenenti materiale fecale
UNI EN 12050-2:2002 - Impianti di sollevamento delle acque reflue per edifici e cantieri - Principi per
costruzione e prove - Impianti di sollevamento per acque reflue prive di materiale fecale
UNI EN 12050-3:2001 - Impianti di sollevamento delle acque reflue per edifici e cantieri - Principi per
costruzione e prove - Impianti di sollevamento per acque reflue contenenti materiale fecale ad
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applicazione limitata
UNI EN 12050-4:2001 - Impianti di sollevamento delle acque reflue per edifici e cantieri - Principi per
costruzione e prove - Valvole di non-ritorno per acque reflue prive di materiale fecale e per acque
reflue contenenti materiale fecale
UNI EN 12056-1:2001 – Sistemi di scarico funzionanti a gravità all'interno degli edifici - Requisiti
generali e prestazioni.
UNI EN 12056-5:2001 - Sistemi di scarico funzionanti a gravità all'interno degli edifici - Installazione
e prove, istruzioni per l'esercizio, la manutenzione e l'uso.
UNI EN 1401-1:1998 - Sistemi di tubazioni di materia plastica per fognature e scarichi interrati non in
pressione - Policloruro di vinile non plastificato (PVC-U) - Specificazioni per i tubi, i raccordi ed il
sistema.
UNI ENV 1401-2:2001 - Sistemi di tubazioni di materia plastica per fognature e scarichi interrati non
in pressione - Policloruro di vinile non plastificato (PVC-U) - Guida per la valutazione della
conformità
UNI ENV 1401-3:2002 - Sistemi di tubazioni di materia plastica per fognature e scarichi interrati non
in pressione - Policloruro di vinile non plastificato (PVC-U) - Guida per l'installazione
UNI EN 1456-1:2002 - Sistemi di tubazioni di materia plastica per fognature e scarichi in pressione
interrati e fuori terra - Policloruro di vinile non plastificato (PVC-U) - Specifiche per i componenti
della tubazione e per il sistema
UNI EN 1852-1:2003 - Sistemi di tubazioni di materia plastica per fognature e scarichi interrati non in
pressione - Polipropilene (PP) - Specificazioni per i tubi, i raccordi ed il sistema
UNI EN 12666-1:2006 - Sistemi di tubazioni di materia plastica per fognature e scarichi interrati non
in pressione - Polietilene (PE) - Parte 1: Specificazioni per i tubi, i raccordi e il sistema
UNI CEN/TS 12666-2:2006 - Sistemi di tubazioni di materia plastica per fognature e scarichi interrati
non in pressione - Polietilene (PE) - Parte 2: Guida per la valutazione della conformità
UNI EN 13598-1:2006 - Sistemi di tubazioni di materia plastica per scarichi e fognature interrati non
in pressione - Policloruro di vinile non plastificato (PVC-U), polipropilene (PP) e polietilene (PE) Parte 1: Specifiche per raccordi ausiliari inclusi i pozzetti di ispezione poco profondi
UNI EN 14758-1:2006 - Sistemi di tubazioni di materia plastica per fognature e scarichi interrati non
in pressione - Polipropilene con cariche minerali (PP- MD) - Parte 1: Specificazioni per i tubi, i
raccordi e il sistema
UNI EN 12380:2004 - Valvole di ingresso aria per sistemi di scarico - Requisiti, metodi di prova e
valutazione di conformità
UNI EN 13101:2004 - Gradini per camere di ispezione sotterranee - Requisiti, marcatura, prove e
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valutazione di conformità
UNI EN 13564-1:2003 - Dispositivi anti-allagamento per edifici – Requisiti
UNI EN 13564-3:2004 - Dispositivi anti-allagamento per edifici - Assicurazione della qualità
UNI EN 14396:2004 - Gradini fissi per pozzetti di ispezione
Raccomandazioni per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle polmoniti da legionella nelle
strutture sanitarie Piemontesi pubbliche e private – Regione Piemonte.
Rispondenza alle norme di prevenzione incendi:
D.M. 27/9/1965 - Determinazione delle attività soggette alle visite di prevenzione incendi
D.M. 16/2/1982 - Modificazioni al D.M.27/9/65
D.P.R. 29/7/1982 n. 577 - Approvazione del regolamento concernente l'espletamento dei servizi di
prevenzione e di vigilanza antincendi
Legge 7/12/1984 n. 818 - Nullaosta provvisorio per le attività soggette al controllo di prevenzione
incendi, modifica degli articoli 2, 3 della Legge 4/3/1982 n. 66 e norme integrative dell'ordinamento
del corpo nazionale del Vigili del Fuoco
D.M. 8/3/1985 - Direttive sulle misure più urgenti ed essenziali di prevenzione incendi ai fini del
rilascio del Nullaosta provvisorio di cui alla Legge 7/12/1984 n. 818
D.M. 18 settembre 2002 “ Regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e
l’esercizio delle strutture sanitarie pubbliche e private”;
D.M. 15 settembre 2005 “Regola tecnica di prevenzione incendi per i vani degli impianti di
sollevamento ubicati nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi”;
UNI EN 671-2:2004 - Sistemi fissi di estinzione incendi - Sistemi equipaggiati con tubazioni - Parte 2:
Idranti a muro con tubazioni flessibili
UNI EN 671-3:2001 - Sistemi fissi di estinzione incendi - Sistemi equipaggiati con tubazioni Manutenzione dei naspi antincendio con tubazioni semirigide ed idranti a muro con tubazioni flessibili
UNI EN 694:2005 - Tubazioni antincendio - Tubazioni semirigide per sistemi
UNI 802:1975 - Apparecchiature per estinzione incendi. Prospetto dei tipi unificati
UNI 7546-7:1985 - Segni grafici per segnali di sicurezza. Verso salvataggio o antincendio.
UNI EN 14384:2006 - Idranti antincendio a colonna soprasuolo
UNI EN 14540:2006 - Tubazioni antincendio - Tubazioni appiattibili impermeabili per impianti fissi
Condizioni per l’esecuzione di opere comportanti manomissione e ripristino di sedi stradali ed aree
verdi del suolo pubblico, approvate con deliberazione della G.C. in data 20.11.1990;
Regolamento dei lavori di ripristino conseguenti a manomissioni di aree verdi, approvate con
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deliberazione del C.C. in data 10.02.1994.
DPR 6 giugno 2001, n. 380: Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di
edilizia;
G.M. del 17/6/22 Regolamento di Igiene della Città di Torino;
Regolamento Edilizio della Città di Torino 302/2006;
Detti atti hanno valore come se fossero qui integralmente riportati.
L’Appaltatore è tenuto ad osservare integralmente il trattamento economico e normativo stabilito dai
contratti collettivi nazionale e territoriale in vigore per il settore di appartenenza nella Provincia di
Torino, per tutti i lavoratori impiegati nell’esecuzione dell’appalto, anche se assunti in altre Province; è
altresì responsabile in solido dell’osservanza delle norme anzidette da parte dei subappaltatori nei
confronti dei loro dipendenti per le prestazioni rese nell’ambito del subappalto.
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SEZIONE II
OPERE ARCHITETTONICHE
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CAPITOLO V OPERE EDILI – DESCRIZIONE PARTICOLAREGGIATA
ART.23 MODALITA’ DI ESECUZIONE DI OGNI CATEGORIA DI LAVORO
Premessa
La presente sezione di capitolato illustra soluzioni tecniche, prescrizioni di materiali e lavorazioni per
l’esecuzione di tutte le opere edili necessarie alla ristrutturazione e messa a norma dello stabile
denominato Istituto Carlo Alberto, per tutte quelle parti che sono state individuate negli elaborati di
progetto quali aree oggetto di intervento. La descrizione riguarda la maggior parte delle opere previste,
l'opera dovrà comunque essere realizzata integralmente, la presa visione del sito e degli elaborati di
progetto permettono all'impresa di valutare nel complesso l'intervento previsto.
L'Appaltatore dovrà compiere tutti i lavori, anche se non specificatamente indicati in capitolato,
necessari per dare le opere completamente ultimate in ogni parte secondo le regole dell'arte,
impiegando materiali nuovi, delle migliori marche e d'idonee caratteristiche.
L’impresa prima della formulazione dell’offerta, provvederà a svolgere attento sopralluogo sull’area
relativa all’intervento costruttivo. In tale sede si provvederà a riscontrare tutte le eventuali criticità che
interferiscono con la formulazione di un’offerta a misura per il fabbricato oggetto dell’appalto.
Ai sensi della Direttiva 89/106 tutti i materiali da costruzione, che verranno presentati e posti in
opera in cantiere, dovranno avere la marcatura CE.
ART.24 ALLESTIMENTO DEL CANTIERE
Norme generali
Qui di seguito vengono enunciati esclusivamente i principi generali per l’allestimento del cantiere,
maggiori e più dettagliate prescrizioni sono contenute nel Piano di Sicurezza e Coordinamento.
Prima dell'inizio dei lavori, l'Impresa dovrà sottoporre alla Direzione dei Lavori, per l'approvazione, il
progetto dell'impianto di cantiere e dei mezzi d'opera che essa intende impiegare per l'esecuzione dei
lavori. L' impianto di cantiere dovrà modificarsi ed adattarsi alle fasi di esecuzione dell'opera, nel
rispetto delle esigenze di funzionalità della viabilità esterna, garantendo l’accessibilità ai corpi di
fabbrica adiacenti.
Durante l’evoluzione delle lavorazioni necessarie per la realizzazione dell’opera ed la conseguente
diversa impostazione del cantiere, dovranno sempre essere garantite e mantenute efficaci le recinzioni,
le protezioni e la cartellonistica di cantiere, nonchè si dovrà provvedere al continuo adeguamento degli
impianti di cantiere (impianto elettrico, acqua, ..) e delle aree di ricovero degli attrezzi e di stoccaggio
dei materiali ed all’aggiornamento del Piano di Sicurezza. Considerato che il cantiere si svolge in
aderenza a corpi di fabbrica già ristrutturati e completamente occupati da 90 ospiti più il personale
addetto alla loro cura, dovrà essere costantemente verificata l’efficacia delle delimitazioni, per
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impedire che qualche ospite disorientato possa incidentalmente entrare nell’area di cantiere.
Poiché durante tutto il periodo di cantiere, la struttura funzionante si servirà come ingresso principale,
dell’ingresso carraio su C.so Casale posto in stretta aderenza all’area di cantiere, dovrà essere posta la
massima cura affinché il transito da detto cancello sia sempre agevole e non venga ostruito, neppure
temporaneamente dai mezzi d’opera, soprattutto in considerazioni delle possibili emergenze. Poiché
per motivi distributivi interni, l’area di cantiere non potrà essere completamente delimitata, ma dovrà
lasciare un corridoio di transito per il personale e le merci attraverso una striscia marginale del piano
terreno del Blocco “B”, tale corridoio dovrà essere completamente delimitato dalle apposite recinzioni,
per impedire che ci siano commistioni di percorsi tra addetti di cantiere e personale presente in
struttura. Tale area sarà poi restituita al cantiere al momento opportuno, al fine di permetterne il
completamento, senza che per questo l’Appaltatore possa richiedere un maggior compenso per
eventuali ritardi.
24.1 Opere provvisionali
Le armature, puntellature, sbadacchiature, casseri, impalcature, ponteggi e tutte le opere provvisionali
di qualunque genere, metalliche od in legname, in ogni caso occorrenti per l’esecuzione di ogni genere
di lavoro, dovranno essere realizzate in modo da impedire qualsiasi deformazione di esse o delle opere
di cui debbono sostenere l'esecuzione, gli spostamenti e lo smontaggio delle predette opere dovranno
essere compiuti a cura e spese dell'Appaltatore. Il dimensionamento ed il calcolo statico delle opere
provvisionali sarà a cura e spese dell'Appaltatore, il quale rimane il solo responsabile dei danni alle
persone, alle cose, alle proprietà pubbliche e private ed ai lavori per la mancanza od insufficienza delle
opere provvisionali, alle quali dovrà provvedere di propria iniziativa ed adottando tutte le cautele
necessarie.
Col procedere dei lavori l'Appaltatore potrà recuperare i materiali impiegati nella realizzazione delle
opere provvisionali, procedendo, sotto la sua responsabilità, al disarmo di esse con ogni accorgimento
necessario ad evitare i danni come sopra specificati.
Quei materiali che per qualunque causa o che a giudizio del Direttore dei Lavori non potessero essere
tolti d'opera senza menomare la buona riuscita dei lavori, o che andassero comunque perduti, dovranno
essere abbandonati senza che per questo, se non altrimenti disposto, spetti all'Appaltatore alcun
compenso. Le stesse norme e responsabilità valgono per macchinari, mezzi d'opera, attrezzi e simili,
impiegati dall'Appaltatore, per l'esecuzione dei lavori, o comunque esistenti in cantiere
Costituiscono oggetto del presente Capitolato e sono compensati con il prezzo di contratto le seguenti
attività, meglio specificate nelle parti seguenti del Capitolato o nel Piano di sicurezza e coordinamento:
•
l’allestimento completo del cantiere, composto da ufficio, spogliatoio, mensa, deposito, tettoie e
servizi igienici con doccia;
•
allestimento impianto elettrico e di terra provvisorio di cantiere, con quadri di zona, con
allacciamenti e impianto di illuminazione provvisorio con progetto redatto da professionista
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abilitato e certificati ai sensi della 46/90;
•
la predisposizione di steccati, fissi o provvisori, per separare le lavorazioni dall’ambiente esterno,
ivi compresi quelli da porre in opera su strada;
•
i puntellamenti provvisori ed i rinforzi strutturali necessari per i tagli a sezione obbligata della
muratura perimetrale;
•
il sezionamento delle reti idriche esistenti, garantendo l'erogazione delle forniture alla parte di
edificio funzionante, secondo i cantieri realizzativi previsti;
•
il confinamento ed il presidio, per tutto il tempo di esposizione al pericolo, con personale in
numero adeguato di tutte le lavorazioni da effettuare in spazi frequentati da persone estranee, per le
quali sia impossibile attuare una delimitazione fissa con steccati;
•
ogni opera, procedura, precauzione, attrezzatura e/o assistenza prevista dal piano di coordinamento
e di sicurezza.
ART.25 TRACCIAMENTI
Prima dell'inizio dei lavori, l'Impresa è tenuta ad effettuare il tracciamento completo del lavoro
sulla scorta dei disegni di progetto, mettendo a disposizione materiali, uomini e strumenti necessari,
restando al Direttore dei Lavori il solo compito del controllo sull'esecuzione.
Nel tracciamento deve rientrare anche la messa in opera di capisaldi di riferimento di lunghezze e
quote, reperibili anche a lavori ultimati, ed il consolidamento di quelli di progetto.
Il tracciamento di tutte le opere in cls, muratura, strutture in ferro, impianti, etc. dovrà tenere conto di
precise tolleranze che saranno riferite ai tre assi cartesiani. Si ritiene che ciascun punto non possa
distare dalla sua posizione teorica di +/- 25 mm. nella direzione dei tre assi. Inoltre valgono le seguenti
tolleranze più limitative:
-
fuori piombo tra punti della stessa parete posti sull'asse y: +/- 10 mm.
-
distanze da tre punti confrontanti, di pareti dello stesso ambiente posti sugli assi x o z: +/- 25
mm.
Particolare cura dovrà essere riservata al tracciamento delle murature; i fili fissi verranno approvati
dalla D.L. solo dopo la verifica, da farsi in contraddittorio con l'impresa esecutrice degli impianti, per
accertare la reale posizione dei tracciati di tubazioni, condutture, basamenti, etc, al fine di non
pregiudicarne la successiva installazione all’interno delle casse-vuote delle murature stesse.
E' pertanto obbligo e onere dell'Appaltatore di coordinare le lavorazioni con l’impresa appaltatrice che
realizzerà gli impianti, di lasciare in sede di tracciamento, varchi, fori e predisposizioni nei solai e nei
muri, nel numero che verrà ordinato dal Direttore dei Lavori, per consentire la realizzazione delle reti
impiantistiche secondo le indicazioni del progetto.
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ART.26 DEMOLIZIONI E RIMOZIONI
Norme generali
Le demolizioni previste in progetto devono essere eseguite con ordine e con le necessarie precauzioni,
in modo tale da evitare danni all’edificio e infortuni agli addetti ai lavori.
Rimane vietato gettare dall’alto i materiali in genere, che devono invece essere trasportati o guidati in
basso, senza sollevare polvere, soprattutto all’interno dei locali esistenti.
Tutti i materiali di risulta provenienti dalle demolizioni, dovranno essere bagnati e allontanati
immediatamente dal cantiere e trasportati alle pubbliche discariche, avendo cura di eliminare al
minimo l’emissione di polveri.
Nelle demolizioni o rimozioni l’Impresa deve inoltre provvedere alle eventuali necessarie puntellature
per sostenere le parti che devono restare e disporre in modo da non deteriorare i materiali risultanti, i
quali tutti devono ancora potersi impiegare utilmente, sotto pena di rivalsa di danni a favore
dell’Amministrazione appaltante.
Le demolizioni dovranno limitarsi alle parti ed alle dimensioni prescritte. Quando, anche per mancanza
di puntellamenti o di altre precauzioni, venissero demolite altre parti od oltrepassati i limiti fissati,
saranno pure a cura e spese dell’Impresa, senza alcun compenso, ricostruite e rimesse in ripristino le
parti indebitamente demolite.
La stazione appaltante si riserva in ogni caso l’eventuale proprietà e/o utilizzo di tutti quei materiali
che riterrà opportuno riutilizzare.
Demolizioni e rimozioni in progetto
Sono previste tutte quelle opere di demolizione e rimozione indicate negli allegati disegni progettuali.
Le demolizione sono computate e compensate considerando la particolare consistenza strutturale
rappresentata prevalentemente da una struttura portante in muratura e orizzontamenti a volta, compreso
l’accatastamento entro l’area di cantiere del materiale di spoglio ed il carico ed il trasporto delle
macerie alle discariche, esclusi eventuali corrispettivi per diritti di discarica.
All’interno del Progetto Esecutivo sono state individuate due distinte tipologie di demolizioni:
A) Volumi emergenti che vengono completamente annullati, la cui
demolizione è stata calcolata e compensata a metro cubo di vuoto
per pieno, al lordo della volumetria rilevata dagli elaborati di
progetto. Rientrano in questa categoria i seguenti volumi che
vengono demoliti totalmente:
-
Blocco “A”: volume del tetto compreso il piano sottotetto, che viene totalmente rimosso e rifatto
senza variarne la sagoma di gronda e di colmo e senza variare il numero degli abbaini, computato a
partire dalla mezzeria dell’ultimo solaio calpestabile compreso lo svuotamento delle volte di quel
piano, e fino all’estradosso del manto di copertura.
-
Blocco “B”: piccolo bagno esterno posto sul retro; porticato in C.A. e blocco bagni soprastante
verso il cortile delle donne; intero piano secondo con sottotetto e tetto, computato a partire dalla
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mezzeria dell’ultimo solaio calpestabile compreso lo svuotamento delle volte di quel piano, e fino
all’estradosso del manto di copertura.
-
Blocco “C”: volume di testata, che viene demolito per lasciare spazio all’ampliamento, computato
a partire dal pavimento del piano interrato, fino all’estradosso del manto di copertura; intero piano
sottotetto e soprastante tetto, computato comprendendo per intero spessore l’ultimo solaio in legno,
fino all’estradosso del manto di copertura; piccolo volume di collegamento con il Blocco “B”,
calcolato a partire dalla terrazza del 1° P. Blocco “C”.
Questa prima categoria di demolizioni serve per ottenere aree o superfici libere, dalle quali partire con
le nuove opere.
B) Volumi da ristrutturare, calcolati sempre a metro cubo di vuoto per
pieno ma al netto delle murature perimetrali, suddivisi piano per
piano, a partire dal piano interrato, ove presente, fino all’intradosso
dell’ultimo solaio utile.
Questa seconda categoria di demolizioni serve per trasformare i volumi esistenti in nuovi volumi
adatti ad accogliere le nuove opere: necessita quindi di un maggiore dettaglio, per definire tutto
quello che la voce comprende e compensa in tutti i corpi di fabbrica oggetto di intervento:
1. Demolizione del vano scala centrale del Blocco “A” e dello stretto locale adiacente, a tutti i
piani, per formazione area del nuovo ascensore panoramico;
2. Demolizione delle volte e dei solai piani interessati dall’intervento, per la realizzazione del
vano corsa dei nuovi montaletto nei Blocchi “B” e “C”;
3. demolizione di partizioni interne di vario spessore in mattoni pieni o forati, taglio delle
murature in mattoni per realizzazione di vani porta e passate di varia ampiezza, in tutti i
Blocchi, con trasporto alle discariche di tutto il materiale di risulta;
4. Formazione di brecce e scassi di idonea dimensione, nelle murature portanti o tramezze
esistenti e nelle volte, necessarie per la formazione dei passaggi dei canali dell’aria a soffitto e
delle riprese alla quota del pavimento, indicate nelle tavole di progetto, anche se la fornitura e
posa dei canali è esclusa da questo appalto. La reale dimensione di detti scassi dovrà essere
puntualmente definita in cantiere prima dell’esecuzione degli stessi, concordando anche con la
D.L. dell’Appalto in conto IRIDE S.p.A.
5. rimozione totale di n. 3 ascensori o montalettighe esistenti, comprensivi della loro gabbia ove
presente.
6. rimozione di tutti gli infissi ed i relativi vetri per i quali è previsto il rifacimento e la
sostituzione, avendo cura di non sbrecciare le murature, comprese le porte REI esistenti non più
certificabili;
7. rimozione di tutte le inferriate e le ringhiere oggetto di intervento o di totale rifacimento;
8. rimozione di tutte le vecchie tubazioni di qualunque diametro esse siano, dell’impianto idricosanitario, del gas e antincendio non più pertinenti, di tutti boiler o di tutte le apparecchiature
che non sono più utilizzate;
9. rimozione di tutte le staffe, zanche, mensole e di tutti gli elementi in ferro presenti nelle
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murature esistenti;
10. rimozione di tutti gli eventuali rivestimenti delle pareti interne: siano essi in legno, plastica o
tessuto, anche se rinvenuti a più strati;
11. rimozione, ad ogni piano oggetto di intervento, di tutti i materiali abbandonati all’interno dei
reparti: siano essi arredi, apparecchiature, materassi, suppellettili varie e/o macerie, senza che
questo comporti per la Ditta un compenso aggiuntivo;
12. demolizione e rimozione di pavimenti, sottofondi, caldane di ricopertura volte, soglie e
davanzali;
13. svuotamento di tutte le volte di tutti i locali oggetto di intervento;
14. rimozione del rinforzo strutturale realizzato nel Blocco “B”, sotto al bagno che viene demolito;
15. spicconatura eseguita a mano di tutti gli intonaci interni ammalorati, sulle pareti e sulle volte,
per un quantitativo che è stato stimato pari al 50% della superficie totale residua a demolizioni
ultimate;
16. demolizione di eventuali
pavimentazioni in battuto di cemento o con caldane in cls più
consistenti, presenti al piano interrato;
17. scavo di svuotamento, a mano o con piccolo mezzo, in tutti i piani interrati, per formazione di
idoneo sbancamento per la realizzazione di solaio ventilato con igloo, fino alle quote previste in
progetto.
Sono comprese in questa voce anche le demolizioni che interessano i portici:
- Blocco “A” – portico sul fronte interno parallelo a C.so Casale;
- Blocco “B” – portico su entrambi i lati del corpo centrale ed un risvolto lungo il corpo
perpendicolare;
- Blocco “C” – portico sul fronte interno parallelo a C.so Casale.
Saranno altresì necessarie, e quindi da prevedersi, tutte le opere di demolizione e rimozione non
specificatamente indicate negli elaborati di progetto ma funzionali al tipo di intervento da
realizzare. Tutti quei materiali che, a discrezione della D.L, verranno ritenuti idonei per successivo
riutilizzo, andranno accumulati in apposito luogo tale da non interferire con il buon andamento dei
lavori, altrimenti dovranno essere allontanati a pubblica discarica autorizzata.
ART.27 INTERFERENZE CON SERVIZI PUBBLICI
Sarà a carico dell’Impresa, l’accertamento prima dell’inizio dei lavori, della presenza di tubazioni o
cunicoli di fogna, tubazioni di gas o d’acqua, cavi elettrici, telefonici, fibre ottiche o altri ostacoli
imprevedibili eventualmente presenti nel sottosuolo interessato dall’esecuzione delle opere, per cui si
rendesse indispensabile qualche variante procedurale o di tracciato, e l’assuntore ha l’obbligo di darne
avviso al Direttore dei Lavori, che darà le disposizioni del caso.
Particolare cura dovrà porre l’assuntore affinché non siano danneggiate dette opere nel sottosuolo e
dovrà, a sue cure e spese, a mezzo di sostegni, puntelli, sbadacchiature e sospensioni, far quanto
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occorre purché le opere stesse restino nella primitiva posizione. Dovrà quindi avvertire
immediatamente gli Enti proprietari e la direzione dei Lavori, uniformandosi ad eseguire tutte le opere
provvisionali che fossero dagli stessi suggerite. Tutti gli oneri che l’Appaltatore dovrà sostenere per le
maggiori difficoltà derivanti ai lavori a causa dei servizi stessi, si intendono già remunerati dai prezzi
stabiliti dall’Elenco per l’esecuzione degli scavi.
Resta comunque stabilito che l’assuntore è responsabile di ogni e qualsiasi danno che possa venire dai
lavori a dette opere nel sottosuolo e che è obbligato a ripararlo o a farlo riparare al più presto
sollevando l’Amministrazione appaltante da ogni gravame.
ART.28 SCAVI E REINTERRI
Norme generali
Per le opere relative agli scavi ed i riempimenti si dovranno rispettare le norme tecniche contenute
nello specifico D.M. 11/03/1988 "Norme tecniche riguardanti le indagini sui terreni e sulle rocce, la
stabilità dei pendii naturali delle scarpate, i criteri generali e le prescrizioni per la progettazione,
l'esecuzione e il collaudo delle opere di sostegno delle terre e delle opere di fondazione".
Le operazioni di scavo previste in progetto sono piuttosto modeste: riguardano prevalentemente
l’interno del fabbricato o i porticati, dove si procederà all’abbassamento del piano di calpestio: saranno
eseguiti a mano e con piccoli mezzi, con la massima cautela e regolarità in modo da prevenire ed
impedire ogni scoscendimento di materie.
Gli scavi più importanti riguarderanno invece la realizzazione dell’ampliamento del Blocco “C”,
all’angolo tra C.so Casale e Via Figlie dei Militari dove, per limitare l’ampiezza dell’area di scavo è
stata prevista la realizzazione di una paratia in micro pali in C.A. che delimita la zona di intervento.
L'Assuntore dovrà comunque, di sua iniziativa, prendere tutte le misure necessarie e provvedere a
sbadacchiature e puntellamenti secondo i dispositivi migliori. Resta comunque ad esclusivo carico
dell'impresa ogni danno alle cose ed alle persone che potesse verificarsi per smottamenti o franamenti
degli scavi.
Lo scavo deve essere condotto in materie di qualsiasi natura e consistenza, asciutte, bagnate o melmose
compresi i conglomerati naturali, i trovanti rocciosi nonché i relitti di muratura con la sola esclusione
della roccia da mina, senza che sia data all'Appaltatore facoltà alcuna di richiedere ulteriori compensi.
Sono ad esclusivo carico dell'Impresa tutti quei provvedimenti atti a garantire la totale sicurezza del
transito, l'integrità delle fognature e degli altri servizi pubblici esistenti nel sottosuolo oltre a quelli per
evitare danni di qualsiasi genere.
Sarà cura dell'Impresa sistemare, entro l'area del cantiere, la quota di terreno proveniente dagli scavi in
trincea che la Direzione Lavori riterrà idoneo alla formazione dei rinterri e dei riporti per la
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sistemazione delle aree circostanti, il rimanente terreno sarà smaltito in pubblica discarica.
In nessun caso le materie depositate dovranno provocare frane, ostacolare il libero deflusso delle acque
superficiali od intralciare il traffico. La Direzione Lavori si riserva di fare allontanare immediatamente
a spese dell'Impresa le materie depositate in contravvenzione alle precedenti disposizioni.
Durante l'esecuzione degli scavi che interferiscono con canalizzazioni o cavidotti o sottoservizi
esistenti, l'Impresa, senza diritto a particolari compensi, dovrà adottare tutte le precauzioni e le
disposizioni necessarie a garantire la perfetta funzionalità ed efficienza delle canalizzazioni dei
cavidotti o sottoservizi; oneri derivanti da eventuali spostamenti dei sottoservizi saranno a carico del
Committente.
Nell'esecuzione degli scavi, l'Appaltatore dovrà provvedere all'esaurimento dell'acqua che potrà
trovarsi negli scavi, in trincea, per scarichi accidentali causati da pioggia, rottura tubi, versamenti da
canali o fossi o per qualsiasi altro evento fortuito. Nell’esecuzione di qualsiasi categoria di scavo
l'Appaltatore dovrà procedere con tutte le necessarie cautele e con il rispetto delle norme di cui agli
articoli da 12 a 15 del D.P.R. n. 164 del 7.1.1956.
Prima di procedere a qualsiasi scavo l'Appaltatore, in conformità a quanto previsto dal piano di
sicurezza e dalle misura per la garanzia della qualità, dovrà accertarsi, presso gli uffici della Stazione
Appaltante e degli enti erogatori, della presenza di reti interrate, per evitare qualsiasi interruzione delle
erogazioni delle quali sarà l'unico responsabile.
L'Appaltatore sarà responsabile di ogni danno alle persone, alle cose ed alle opere in dipendenza di
franamenti e scoscendimenti, anche se avvenuti nonostante le precauzioni adottate, e dovrà provvedere
a sua cura e spese a rimozione ed allontanamento dal cantiere delle materie franate, restando obbligato
al risarcimento degli eventuali danni. Tutti gli scavi dovranno essere eseguiti in conformità alle
indicazioni dei disegni ed alle prescrizioni del Direttore dei Lavori.
Qualora per l'incoerenza delle materie, oppure per la profondità e l'altezza degli scavi, o quando lo
scavo debba essere effettuato al disotto dell'acqua sorgiva od in qualunque modo sia soggetto a
riempirsi di acqua, ed ogni volta che occorra, gli scavi sia di sbancamento che di fondazione dovranno
essere solidamente puntellati e sbadacchiati con robuste armature in modo da assicurare
abbondantemente contro ogni pericolo le persone e le cose, ed impedire smottamenti di materie durante
l'esecuzione degli scavi e successivamente. Nel caso in cui occorresse l'utilizzo di pompe per lo
svuotamento degli scavi, rimane stabilito che l'Appaltatore dovrà provvedervi a sua cura e spesa.
Il Piano di sicurezza individua le procedure da adottare per lo scavo e le situazioni per le quali è
d’obbligo l’armatura delle pareti e la vigilanza del preposto. Col procedere dei lavori l'Appaltatore
potrà recuperare le armature, sempre che non si tratti di armature formanti parte integrante dell'opera,
da restare quindi di proprietà dell'Appaltante; se però, a giudizio del Direttore dei Lavori, alcune
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armature non potessero essere tolte per cause riscontrabili
(pericolo alle persone od alle cose),
l'Appaltatore non potrà pretendere alcuna sorta di compenso in merito.
28.1 Scavi di fondazione
Per scavi di fondazione in generale si intendono quelli incassati ed a sezione ristretta necessari
per dar luogo ai muri o pilastri di fondazione propriamente detti. In ogni caso saranno considerati
come scavi di fondazione anche quelli necessari alla realizzazione delle fogne, condutture, fossi e
cunette. Qualunque sia la natura e la qualità del terreno, gli scavi per fondazione dovranno essere spinti
fino alla profondità che dalla Direzione dei Lavori verrà ordinata all’atto delle loro esecuzioni tenendo
in debito conto le istruzioni impartite dal Ministero dei lavori pubblici con il D.M. 21 gennaio 1981 e
successive modifiche ed integrazioni.
Le profondità, che si trovino indicate nei disegni di consegna, sono perciò di semplice avviso e
l’Amministrazione appaltante si riserva piena facoltà di variarle nella misura che reputerà più
conveniente, senza che ciò possa dare all’Impresa motivo alcuno di fare eccezioni o domande di
speciali compensi, avendo essa soltanto diritto al pagamento del lavoro eseguito, coi prezzi contrattuali
stabiliti per le varie profondità da raggiungere.
È vietato all’Impresa, sotto pena di demolire il già fatto, di por mano alle murature prima che la
Direzione dei Lavori abbia verificato ed accettato le fondazioni.
I piani di fondazione dovranno essere generalmente orizzontali, ma per quelle opere che cadono
sopra falde inclinate, dovranno, a richiesta della Direzione dei Lavori, essere disposti a gradini ed
anche con determinata contropendenza.
Nello scavo di pozzi e di trincee profondi più di m. 1,50, quando la consistenza del terreno non
dia sufficiente garanzia di stabilità, anche in relazione alla pendenza delle pareti, si deve provvedere,
man mano che procede lo scavo, alla applicazione delle necessarie armature di sostegno, in modo da
assicurare abbondantemente contro ogni pericolo gli operai, ed impedire ogni smottamento di materia
durante l’esecuzione tanto degli scavi che delle murature.
Le tavole di rivestimento delle pareti devono sporgere dai bordi degli scavi di almeno 30
centimetri.
L’Impresa è responsabile dei danni ai lavori, alle persone, alle proprietà pubbliche e private che
potessero accadere per la mancanza o insufficienza di tali puntellazioni e sbadacchiature, alle quali
essa deve provvedere di propria iniziativa, adottando anche tutte le altre precauzioni riconosciute
necessarie, senza rifiutarsi per nessun pretesto di ottemperare alle prescrizioni che al riguardo le
venissero impartite dalla Direzione dei Lavori.
Nello scavo dei cunicoli, a meno che si tratti di roccia che non presenti pericolo di distacchi,
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devono predisporsi idonee armature per evitare franamenti della volta e delle pareti. Dette armature
devono essere applicate man mano che procede il lavoro di avanzamento; la loro rimozione può essere
effettuata in relazione al progredire del rivestimento in muratura.
Idonee armature e precauzioni devono essere adottate nelle sottomurazioni e quando in
vicinanza dei relativi scavi vi siano fabbriche o manufatti, le cui fondazioni possano essere scoperte o
indebolite degli scavi.
In ogni caso devono essere adottate misure e precauzioni per evitare che gli scuotimenti del
terreno producano lesioni o danni alle opere vicine.
Compiuta la muratura di fondazione, lo scavo che si fosse dovuto fare in più attorno alla
medesima, dovrà essere diligentemente riempito e costipato, a cura e spese dell’Impresa, con le stesse
materie scavate, sino al piano del terreno naturale primitivo.
Col procedere delle murature l’Impresa potrà recuperare i legami costituenti le armature,
sempre che non si tratti di armature formanti parte integrante dell’opera, da restare quindi in posto in
proprietà dell’Amministrazione; i legnami però, che a giudizio della Direzione dei Lavori, non
potessero essere tolti senza pericolo o danno del lavoro, dovranno essere abbandonati negli scavi.
28.2 Scavo in trincea eseguito con piccolo mezzo e a mano
Tutte le operazioni di scavo da eseguirsi nei locali del piano interrato o sotto i portici, la cui quota di
calpestio dovrà essere abbassata di circa 90 cm per permettere la formazione del vespaio ventilato con
igloo, saranno effettuate a mano dove necessario o con piccoli mezzi al fine di non danneggiare le
fondazioni dei fabbricati.
28.3 Pompe
Tenere a disposizione in cantiere pompe di tipo, portata e prevalenza adatta, ed in numero sufficiente
per poter prontamente evacuare le acque che potessero affluire negli scavi in modo e quantità tali da
provocare danni o interruzioni nel lavoro, predisponendo altresì quanto occorrente per eventuali
interruzioni di corrente.
Qualora nel corso degli scavi si manifestasse la presenza di acque di falda in quantità tale da rendere
difficoltosa l'esecuzione degli scavi e la realizzazione di fondazioni, pavimenti, etc., l'Assuntore dovrà
indicare il sistema che intende adottare (well-point, congelamento, idrovore etc.) per l'allontanamento
ed il prosciugamento del fondo scavo. Gli oneri relativi restano a totale carico dell'Assuntore.
28.4 Reinterri
Il reinterro degli scavi, che avverrà dopo l’accurata selezione dei materiali degli stessi, dovrà essere
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eseguito in modo da formare un'intima unione tra il terreno naturale ed il materiale di riempimento, che
per natura del materiale e modalità di costipamento, non abbiano a formare con il tempo cedimenti o
assestamenti irregolari; i condotti ed i manufatti non devono essere assoggettati a spinte trasversali o di
galleggiamento.
Tutti gli scavi saranno riempiti sino a formare una leggera colma rispetto alle preesistenti superfici, da
assegnare in rapporto al successivo prevedibile assestamento; lo strato superiore degli scavi eseguiti
lungo strade dovrà invece essere sistemato in modo idoneo a consentire un'agevole e sicura viabilità.
Prima della formazione delle pavimentazioni l’Appaltatore dovrà effettuare tutte le necessarie
ricariche, con materiale anidro, opportunamente costipato, bagnato a più riprese e compresso con rullo
vibrante; analoghi accorgimenti dovranno essere adottati per le aree verdi e per tutte le aree interessate
da rinterri. Sono compresi tra gli oneri dell’appalto le seguenti lavorazioni:
1
selezione particolare dei materiali di scavo ed integrazione delle materie occorrenti ai rilevati e
reinterri;
2
riempimento degli spazi retrostanti i muri di contenimento;
3
ricarica degli scavi per ottenere le quote di progetto;
4
riempimento dei vespai con ghiaia;
5
riempimenti delle trincee per l’incassamento degli impianti.
Nella formazione dei suddetti rilevati, rinterri e riempimenti dovrà essere usata ogni diligenza perché la
loro esecuzione proceda per strati orizzontali di eguale altezza, disponendo contemporaneamente le
materie ben sminuzzate con la maggiore regolarità e precauzione, in modo da caricare uniformemente
le murature su tutti i lati e da evitare le sfiancature che potrebbero derivare da un carico male
distribuito;
Nella realizzazione di rilevati e reinterri è inteso che le materie trasportate in rilievo o reinterro,
comunque siano state trasportate non potranno essere scaricate direttamente contro le murature, ma
dovranno depositarsi in vicinanza dell’opera per essere riprese poi e trasportate con mezzi idoneial
momento della formazione dei suddetti rinterri.
Per drenaggi o fognature si dovranno scegliere le pietre più grosse e regolari e possibilmente a forma di
lastroni quelle da impiegare nella copertura dei sottostanti pozzetti o cunicoli; oppure infine negli strati
inferiori il pietrame di maggiore dimensione, impiegando nell’ultimo strato superiore pietrame minuto,
ghiaia o anche pietrisco per impedire alle terre sovrastanti di penetrare e scendere otturando così gli
interstizi tra le pietre. Sull’ultimo strato di pietrisco si dovranno pigiare convenientemente le terre con
le quali dovrà completarsi il riempimento dei cavi aperti per la costruzione di fognature e drenaggi.
Tutti gli oneri, obblighi e spese per la formazione dei rilevati e rinterri e riempimenti si intendono
compresi nel prezzo chiuso a corpo e quindi all’Appaltatore non spetterà alcun compenso aggiuntivo.
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ART.29 MURATURE E TRAMEZZATURE
Norme generali
Nella costruzione delle murature verrà curata la planarità delle superfici, nonché la perfetta esecuzione
degli spigoli, la formazione di voltini e piattabande e verranno lasciati tutti i necessari incavi per i
passaggi di impianti più importanti. Nel caso di murature realizzate in blocchi (laterizi, cls, etc.) sarà
vietato l'uso di rottami e di mattoni mancanti di qualche spigolo.
Nel caso di murature in lastre (siano in cls prefabbricato, agglomerati fibrosi, gesso, etc.), dovranno
essere tagliate con appositi strumenti ed adeguatamente rifilate, mai spezzate.
Nel caso di murature eseguite con l'uso di malte e collanti, durante la stagione fredda si dovranno
prendere le opportune precauzioni per garantire l'esecuzione a regola d'arte delle opere. Si dovrà quindi
prevedere la posa di teloni o analoghi elementi di protezione tali comunque da creare un microclima
adatto intorno ai materiali e alle opere da proteggere. Ove la temperatura ambiente scendesse al di sotto
dei 3°C e comunque sotto gli 0°C nell'arco notturno, sarà vietata l'esecuzione delle opere stesse.
Nel caso di superfici aventi notevole sviluppo verticale dovranno essere previsti gli opportuni
accorgimenti per la stabilità dell'opera prevedendo i necessari irrigidimenti.
Dovranno inoltre essere previsti i necessari giunti di dilatazione da realizzare con i metodi più adeguati
in funzione del tipo di muratura.
Per le murature da eseguirsi per compartimentazione di ambienti diversi ai fini della sicurezza contro i
rischi di incendio, verranno utilizzati materiali muniti di certificazione e omologazione ministeriale di
resistenza al fuoco nelle classi indicate nelle singole specifiche.
La formazione dei ponteggi necessari all'esecuzione delle opere in muratura è comunque sempre a
carico dell'Appaltatore.
Tutte le murature dovranno essere realizzate concordemente ai disegni di progetto, con la massima
cura ed in modo uniforme, assicurando il perfetto collegamento in tutte le parti. Durante le fasi di
costruzione dovrà essere curata la perfetta esecuzione degli spigoli, dei livelli di orizzontalità e
verticalità, la creazione di volte, piattabande e degli interventi necessari per il posizionamento di
tubazioni, impianti o parti di essi. La costruzione delle murature dovrà avvenire in modo uniforme,
mantenendo bagnate le superfici anche dopo la loro ultimazione. Saranno inoltre eseguiti, tutti i cordoli
in conglomerato cementizio, e relative armature, richiesti dal progetto o eventualmente prescritti dalla
Direzione dei Lavori. Tutte le aperture verticali saranno comunque opportunamente rinforzate in
rapporto alle sollecitazioni cui verranno sottoposte. Tutte le murature in mattoni saranno eseguite con
materiali conformi alle prescrizioni; i laterizi verranno bagnati, prima del loro impiego e posati su uno
strato di malta di 5-7 mm.. Le murature potranno essere eseguite con mattoni pieni e semipieni posti ad
una testa od in foglio secondo le specifiche prescrizioni. La posa in opera dovrà avvenire con le
connessure alternate, in corsi orizzontali e normali alle superfici esterne e assicurare il perfetto
collegamento sia con le murature già eseguite sia tra le varie parti di esse.
I mattoni saranno posati sopra un adeguato strato di malta e premuti sopra (mai battuti con martello)
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onde provocare il refluimento della malta e il riempimento dei giunti. La chiusura dell'ultimo corso
sarà ben serrata con l'impiego di scaglie e malta dopo il completo assestamento della muratura. La
malta impiegata dovrà essere confezionata con calce eminentemente idraulica e cemento tipo 325, nella
proporzione di 100 Kg di cemento e 400 Kg di calce idraulica ogni mc di sabbia.
La costruzione della muratura deve iniziarsi e proseguire uniformemente, assicurando il perfetto
collegamento sia con le murature esistenti, sia fra le varie parti di esse, evitando nel corso dei lavori la
formazione di strutture emergenti dal resto della costruzione.
29.1 Muratura a cassa vuota in pareti di laterizio: spessore 60 - 40 cm
(Blocchi “B” e “C” – murature nuove)
Fornitura ed esecuzione di muratura a cassa vuota per chiusura di pareti esterne, spessore da 60 cm
(Blocco “C”) - 40 cm. (Blocco “B”), secondo i disegni di progetto, costituita da doppie pareti di laterizi
(tramezzi esterni mattoni semipieni cm. 12, camera, isolante, tramezzi interni mattoni semipieni
cm.12) con malta di cemento con interposto strato di coibente, compresa la formazione di mazzette,
stipiti, sguinci, parapetti, collegamenti trasversali, ecc.
così costituita:
- intonaco di calce idraulica ben lisciato compensato separatamente
A) muratura esterna a una testa in mattoni semipieni lisci formato UNI dimensioni 12 x 5.5
x 25 cm., legato con malta di cemento, giunti 0.5÷0.8 cm stilati a raso
B) barriera al vapore
C) intercapedine da 32 - 12 cm, riempita tramite un isolante formato da pannelli di
polistirene estruso dello spessore di 6 cm e restante parte di camera d’aria 6 cm
(fornitura e posa del pannello, compensata separatamente);
- muratura interna a una testa in mattoni semipieni lisci formato UNI dimensioni 12 x 5.5 x 25 cm.,
legato con malta di cemento, giunti 0.5÷0.8 cm stilati a raso
D) intonaco di malta idraulica ben lisciato a cazzuola.
Nella realizzazione della muratura del Blocco “C”, la voce compensa le maggiori lavorazioni per la
sagomatura del paramento esterno, per la realizzazione di importanti sguinci e/o sfondati alle finestre,
secondo i disegni di progetto e di dettaglio che verranno dati dalla D.L. in corso d’opera ed
eventualmente da Funzionari della Soprintendenza .
E’ compreso ogni altro onere per opere, forniture e assistenze comunque connesse e necessarie, anche
se non specificatamente richiamate sopra: inclusa quindi la fornitura di tutti i materiali, le attrezzature,
i trasporti, tiri al piano, cavalletti e ponteggi di servizio, trasporto a rifiuto dei materiali di risulta,
compresi oneri di discarica, pulizie finali e tutto quanto altro occorrente per dare l’opera compiuta e
finita a regola d’arte.
29.2 Tramezzature interne
Tutte le partizioni interne saranno realizzate con tramezzi in laterizi forati formato UNI dimensioni 12
x 5.5 x 25 cm, posati di piatto, al fine di garantire una maggiore solidità agli ambienti ed una maggiore
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privacy ai futuri utenti. Posti in opera a tutta altezza, fissati con appositi incastri alle altre murature
nuove o esistenti, compresa la formazione di mazzette, stipiti, sguinci, parapetti, collegamenti
trasversali, ecc.
Dette tramezzature potranno essere finite con rinzaffo ed intonaco o rivestite su un lato o su entrambi
con piastrelle di ceramica applicate su rinzaffo, secondo le indicazioni di progetto.
29.3 Tramezzature interne certificate REI’ 120
Fornitura ed esecuzione di tramezzature in laterizi forati posati di piatto, come la voce precedente, ma
certificati REI 120, predisposti per successiva intonacatura con malta bastarda, a qualsiasi altezza,
compreso ogni onere e magistero per fornire l'opera eseguita a perfetta regola d'arte: spessore 12 cm.
Il materiale dovrà essere campionato completo di tutte le sue certificazioni, prima dell’esecuzione delle
opere; ad operazione conclusa, ne dovrà essere certificata la corretta posa.
ART.30 INTERVENTI SULLE VOLTE
30.1 Volte: restauro e consolidamento
Sulla volta centrale del Blocco “B” del 1° piano e su talune volte del Blocco “A”, che, all’atto dello
svuotamento risultassero lesionate, si provvederà al restauro ed al consolidamento, è previsto
l’intervento di ripristino per circa 100 mq di sup. di volte calcolato nella loro proiezione in pianta.
L’operazione consiste nella reincuneatura dei setti e dei giunti scarificati con scaglie di pietra o
laterizio, per ripristinare la continuità strutturale, e nella successiva iniezione nei giunti di malta a base
di resine epossidiche: formazione di spillature eseguite sugli estradossi per il collegamento con la
struttura di supporto come indicato nel successivo punto .
Rinforzo strutturale: Ove necessario, si provvederà a consolidamenti strutturali consistenti nella
rimozione del materiale di riempimento della volta fino al vivo dell'estradosso della struttura
procedendo per successivi strati paralleli e partendo dalla zona di chiave verso le reni: è previsto
l’intervento di rinforzo strutturale per circa 100 mq di sup. di volte calcolato nella loro proiezione in
pianta.
Accurata pulizia di tutto l'estradosso della volta ed eliminazione del legante con raschietti, spazzole, in
seguito si provvederà all'esecuzione di cappa armata di spessore minimo 6 cm. con rete elettrosaldata,
appositamente chiodata alla volta, realizzazione rinfianchi con materiale alleggerito fino al
raggiungimento della quota stabilita, massetto in cls con rete elettrosaldata minimo cm. 6.
Per piccole lesioni : Durante le operazioni di svuotamento delle volte, ove necessario a giudizio della
D.L., si provvederà alla ripresa di eventuali lesioni con l'utilizzo di resine epossidiche iniettate.
ART.31 COPERTURE
Le opere relative alla realizzazione delle coperture oggetto del presente appalto dovranno essere
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realizzate secondo le prescrizioni delle normative vigenti e secondo le eventuali particolari disposizioni
che la Direzione Lavori potrà impartire in corso d’opera.
Tutte le opere dovranno essere eseguite a perfetta regola d’arte, con idonei supporti ed essere rese in
opera finite, complete di tutto quanto occorrente anche se non dettagliatamente indicato.
L’appaltatore sarà tenuto ad adottare tutte le precauzioni necessarie al fine di prevenire rotture o lesioni
dei manufatti o danni a causa del transito delle maestranze, sarà comunque cura dell’Appaltatore
provvedere immediatamente alle riparazioni dei danni eventualmente arrecati dal transito delle
maestranze durante i lavori di completamento.
Particolare attenzione si dovrà adottare per prevenire fenomeni di fessurazione e rotture dovute ad
assestamenti e dilatazioni.
31.1 Grande orditure in legno lamellare
I prodotti strutturali in legno lamellare o massiccio, dovranno provenire da sistemi di gestione
certificati o avere specifica certificazione di prodotto: secondo le Norme UNI EN 14081:2006 per il
legno massiccio e UNI EN 14080:2005 per la marcatura del legno lamellare incollato, che forniscono
anche la metodologia per la valutazione di conformità.
Le membrature in legno dovranno riportare il marchio CE (ai sensi della 89/106/CE) per poter
essere accettate dalla Direzione dei Lavori all’ingresso del cantiere.
La struttura portante delle coperture sarà realizzata con travature in legno lamellare di abete di I classe
di costruzione, conformi alle norme vigenti, assemblate con tavole tagliate nel senso delle fibre,
piallate ed essiccate ad alta temperatura sia per eliminare i parassiti animali che per incrementare la
resistenza e la durezza; le lamelle ricavate dalle tavole saranno da 33 mm di spessore.
Le lamelle devono essere incollate da costruttore in possesso della certificazione di idoneità di
incollaggio per elementi strutturali nonché in possesso dell’iscrizione per le categorie OS 32 “Strutture
in legno”. Copia di detta certificazione verrà consegnata alla D.L. all’atto della campionatura del
materiale e prima di procedere al montaggio delle strutture in legno lamellare.
Le tavole, con una umidità relativa del 10-12% in ottemperanza alla norma vigente, sono saldate ogni
due metri con giunto a pettine e di seguito perfettamente piallate al fine di una adeguata adesione della
colla sulle superfici interessate e per evitare tensioni interne caratterizzanti deformazioni e
fessurazioni.
Il procedimento di incollaggio viene condotto con collante alla fenol-resorcina. Le travi sono poi
piallate, spigolate ed impregnate con impregnanti antimuffa ed antitarlo di colore a scelta della D.L. fra
quelli come da campionatura.
Le travature saranno posate in opera secondo i disegni esecutivi di progetto, badando a realizzare
vincoli con le murature perimetrali tali da non apportare spinte a queste ultime, la carpenteria metallica
che realizza il vincolo seguirà le disposizioni per le opere in acciaio contenute in questo capitolato.
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31.2 Pannelli isolanti di copertura inclinata
Per la copertura dei corpi di fabbrica “A” e “C” si utilizzeranno dei pannelli da posare sulla struttura
portante in legno lamellare realizzati con tavole da 27 mm piallate e interposto uno strato di polistirene
espanso per un’altezza totale di 200 mm, ogni elemento avrà una larghezza di 205 mm. La copertura
del fabbricato “B” è realizzata con pannelli dello stesso tipo con tavole da 27 mm piallate e interposto
uno strato di polistirene espanso per un’altezza totale di 150 mm le caratteristiche dimensionali delle
due tipologie di pannello dovranno rispettare lo schema indicato negli elaborati di progetto.
Caratteristiche dimensionali dei pannelli
Le tavole di legno piallato sul lato superiore ed inferiore del pannello sono realizzate in abete,
rispondenti per le caratteristiche meccaniche alle norme NF EN 385, NF EN 386 e NF EN 1194. Il
legno delle tavole è ignifugato tramite applicazione di impregnanti in modo che le tavole siano
classificate alla reazione al fuoco in classe M1. Le tavole utilizzate vengono lavorate dotandole di
opportune scanalature verso il lato interno del pannello in modo da ridurre le deformazioni della tavola
stessa. Le tavole del lato inferiore presentano una scanalatura dello spigolo esterno in modo da
realizzare uno scuretto a vista per rendere il giunto più gradevole. Tale accorgimento verrà valutato
dalla DL che ne definirà tipologia e dimensioni in base alle campionature.
Il materiale isolante interposto fra le tavole è polistirene espanso di densità pari o superiore a 29 kg/m3.
I vari strati sono collegati fra loro con colla di tipo melaminico adatta agli incollaggi del legno
lamellare.
I pannelli sono collegati alle strutture portanti con chiodature realizzate con punte in acciaio
galvanizzato a sezione scanalata da 300 mm di lunghezza e diametro 8 mm per i pannelli da 200 mm e
da 225 mm e diametro 7 mm per i pannelli da 150 mm, per ogni pannello saranno posati almeno due
chiodi su entrambi gli appoggi. Il minimo appoggio sulle strutture portanti è di 65 mm.
Durante la posa, realizzata con i pannelli paralleli alla gronda, gli elementi saranno accostati
tramite battitura con martello in gomma dura o in legno da falegname in modo da collegare i giunti
maschio – femmina senza però forzare il collegamento, la battitura non avverrà direttamente sul fianco
del pannello ma proteggendo quest’ultimo con tavole o altro dispositivo che eviti di danneggiare i
pannelli in qualsiasi modo.
Ogni elemento che potrà presentare a vista il materiale isolante (polistirene espanso) verrà
tamponato con tavole in legname dello stesso tipo di quello utilizzato per i pannelli stessi.
In particolare le teste dei pannelli verso le gronde dovranno essere tamponate in modo che il
polistirene non si presenti mai a diretto contatto con gli agenti atmosferici o semplicemente a vista, tale
accorgimento sarà sottoposto al giudizio della DL realizzando un campione in opera su parte della
copertura.
All’arrivo in cantiere i pannelli dovranno essere stoccati su di un area protetta dalle intemperie e
comunque ponendo uno strato di nylon fra questi e la base di appoggio onde evitare risalite di umidità.
Lo stoccaggio dei pannelli non dovrà produrre a questi ultimi alcun danno.
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31.3 Abbaini
( Tav. n. 039 “PARTICOLARI COSTRUTTIVI - ABBAINO”)
Tutti gli abbaini previsti in progetto, sia esistenti che di nuova realizzazione, saranno dati in opere
con gli stessi componenti strutturali e di finitura usati per la realizzazione dell’orditura del tetto e del
suo manto isolante soprastante. Avranno il fronte in muratura piena, realizzato in disegno analogo a
quello degli abbaini esistenti, il cui fronte dovrà essere scrupolosamente conservato durante le
operazioni di demolizione del tetto del Blocco “A”. Gli abbaini, in analogia a quelli esistenti, avranno
tetto a due falde con manto in coppi, ed i fianchi esterni esposti alle intemperie, rivestiti in lamiera di
rame sp. 8/10. Il dettaglio di tutti i componenti è riportato nella specifica tavola di progetto.
31.4 Coperture in coppi
Qualità dei materiali
I laterizi da impiegare per lavori di qualsiasi genere dovranno corrispondere alle norme per
l’accettazione di cui al R.D. 16 novembre 1939 N. 2233 ed a D.M. 26 marzo 1980, allegato 7, ed alle
norme U.N.I. EN vigenti.
Le norme UNI EN che riguardano i prodotti per manti di copertura sono le seguenti:
UNI EN1304 (2005) “Tegole di laterizio per coperture discontinue: definizione e specifiche di
prodotto”;
Su richiesta del Direttore dei Lavori dovranno essere eseguite dall’Appaltatore le seguenti prove di
laboratorio:
- prove fisiche: compressione, flessione, urto, gelività, imbibimento e permeabilità;
prove chimiche: solubilità, tenore di solfati alcalini, analisi chimica quantitativa totale.
Dovranno rispondere ai seguenti requisiti generali:
LIMITI DI ACCETTAZIONE SECONDO: UNI 8626 – PRODOTTI PER COPERTURE DISCONTINUE
UNI 8635 – PROVE DI PRODOTTI PER COPERTURE DISCONTINUE
ASPETTO
Su un campione di 125 elementi non MASSA
sono ammessi più di 14 elementi non CONVENZIONALE
conformi (difettosi): vedere appendice A
LUNGHEZZA
LARGHEZZA
Tolleranza rispetto al valore dichiarato: ±
15%
Tolleranza rispetto al valore dichiarato: ± PERMEABILITA’
P valore singolo ≤ 0,7 cm2 / cm2 d
3%
P valore medio ≤ 0,6 cm2 / cm2 d
Tolleranza rispetto al valore dichiarato:
GELIVITA’ CON CICLI
± 3% (tegole)
ALTERNI
± 8% (coppi)
Nessun danno visibile o rilevabile a
percussione (successiva prova di flessione
con F valore singolo ≥ 1000 N)
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GELIVITA’
PLANARITA’
Coefficiente di planarità: valore singolo
CON Diametro critico
POROSIMETRO
φ ≥ 1,8 µm (non gelivo)
< 20 (rad/100 m) valore medio
0,5 ≤ φ < 1,8 µm (cicli supplementari di gelo
< 10 (rad/100 m) (esclusi i coppi)
e disgelo)
φ < 0,5 µm (gelivo)
ORTOMETRIA
Tolleranza rispetto al valore dichiarato: ± CARICO DI ROTTURA
3% della lunghezza del lato considerato
A FLESSIONE
F valore medio ≥ 1500 N
(esclusi i coppi)
INCLUSIONI
Stesso limite di accettazione previsto per
CALCAREE
le protuberanze: vedere appendice A
F valore singolo ≥ 1000 N
APPENDICE A: DIFETTI VISIBILI
DIFETTI
FESSURA
PROTUBERANZA
DEFINIZIONI
LIMITI DI ACCETTAZIONE
Incrinatura di limitata estensione interessante tutto lo I prodotti non devono presentare alcuna fessura visibile
spessore del prodotto
o rilevabile a percussione
Sollevamento localizzato del materiale
Per ciascun prodotto non è ammessa sulla superficie di
estradosso nessuna protuberanza di diametro medio
maggiore di 15 mm; inoltre non deve presentarsi più di
1 protuberanza di diametro medio compreso tra 7 e 15
mm ogni 2 dm² di superficie proiettata.
SCAGLIATURA
Irregolarità della superficie del prodotto causata dal Gli stessi limiti previsti per le protuberanze
distacco di schegge di materiale
SBAVATURA
Sporgenza di materiale in corrispondenza del bordo del Tale difetto viene tollerato purché non impedisca un
prodotto
corretto assemblaggio del prodotto
Manto in coppi di progetto
Il manto di coppi sarà realizzato impiegando interamente coppi nuovi, con caratteristiche dimensionali
analoghe a quelli esistenti.
Lunghezza
cm. 43 - 45
Larghezza
cm. 16 - 18
peso per elemento
Kg. 1,9 - 2,2 ca.
peso per m²
fabbisogno per m²
Kg. 60 - 70 ca.
n. 28 -32 ca.
pendenza min. della falda 30%
Norme generali
La posa in opera dei coppi si esegue partendo dalla linea di gronda e procedendo verso il colmo
formando delle colonne, va effettuata obbligatoriamente tre colonne alla volta: si ottiene così una
registrazione ottimale delle colonne. In base alla localizzazione dell’edificio, ed alla lunghezza della
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falde oggetto di intervento, si consiglia una sovrapposizione dei coppi pari a circa 10 centimetri.
Terminata la posa di questi primi elementi e controllati gli allineamenti orizzontali (quelli verticali
sono dati dalle listellature di supporto) e le sovrapposizioni, in modo che i coppi di file contigue non si
tocchino fra loro, potranno essere posate le due file dello strato superiore.
Naturalmente, anche durante la messa in opera delle file superiori, sarà necessario controllare gli
allineamenti. Il corretto funzionamento di un manto di copertura dipende, oltre che dalla qualità degli
elementi impiegati, anche e soprattutto dalla loro corretta messa in opera, che si realizza appoggiando
ed ancorando eventualmente tutti gli elementi, fila per fila, su appositi supporti. Il progetto prevede
l’inserimento di staffe per l'ancoraggio, alla piccola orditura del tetto, di tutte le tegole del manto
superiore, incluso il fissaggio al listello mediante viti in acciaio inox.
Sopra l’imposta del cornicione di gronda della copertura è previsto l’inserimento di appositi ganci
fermaneve in rame da ancorare alla travatura di sotto coppo, questi dovranno essere posti ogni due
tegole, su tre file sfalsate in prossimità della linea di gronda
L’elemento di supporto dei coppi è costituito da listelli di legno di dimensione 4x4, fissati alla
listellatura sottostante annegata nel massetto, tramite chiodi di acciaio zincato o viti. In una orditura
alla piemontese, i coppi dovranno poggiare esclusivamente sui fianchi, senza toccare il listello inferiore
e senza toccarsi fra loro (circa 2 - 3 cm di distanza).
La sporgenza dei coppi della prima fila sul canale di gronda deve essere circa un terzo del diametro
della gronda stessa. E’ necessario sollevare la prima fila di elementi in corrispondenza della linea di
gronda, per evitare una maggiore pendenza di questa fila rispetto alle altre. Si può adottare un listello
in gronda di altezza maggiore (circa 2 cm), oppure lo stesso risultato, con un effetto estetico più
interessante, lo si può ottenere tagliando un tratto di coppo di circa 10 cm di lunghezza (la “mezza”) e
posizionandolo al di sotto degli elementi superiori della prima fila. La sezione di coppo rimanente, più
corta del coppo normale (cioè il coppo intero meno la mezza), potrà essere utilizzata per realizzare la
prima fila superiore del manto, sempre in corrispondenza della linea di gronda; in questo modo si avrà
una prima fila superiore di coppi più corta della fila immediatamente sottostante, con il vantaggio di
sfalsare fra loro le sovrapposizioni degli elementi dello strato superiore rispetto a quelle dello strato
inferiore e creare maggiori ostacoli ad eventuali risalite o infiltrazioni di acqua.
Infatti è la curvatura stessa delle tegole (o dei coppi) a costituire una “bocca” sufficiente all’ingresso
dell’aria.
L’ingresso dell’aria lungo questa linea risulta possibile soprattutto se esiste uno sfogo nella parte alta
della falda, lungo la linea di colmo. In caso contrario, se la linea di colmo non risultasse libera, si
creerebbe un “tappo” che ostacolerebbe ogni movimento.
Il progetto prevede che la linea di colmo non sia “murata” (cioè allettata con malta cementizia) in
quanto si chiuderebbe in questo modo ogni sfogo superiore, ma che siano impiegati dei fissaggi
meccanici (staffe metalliche o graffe chiodate ai listelli di legno sottocolmo) che consentano una
efficace circolazione dell’aria, garantiscano il fissaggio dei colmi e permettano l’agevole sostituzione
di eventuali elementi rotti o deteriorati senza necessità di “smurare” parte della fila di colmo. La posa
dovrà avvenire sempre su listelli 5x5 cm, sostenuti da idonee staffe metalliche, gli elementi di colmo
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sono fissati al listello di supporto tramite ganci metallici.
E’ buona norma posizionare gli elementi del colmo in modo che la sovrapposizione degli elementi
stessi risulti in direzione opposta a quella dei venti dominanti.
E’ prevista inoltre la posa in opera di un opportuno numero di pezzi speciali (dotati della stessa
modularità dimensionale, profili di incastro e sovrapposizione, caratteristiche morfologico-cromatiche
degli elementi base) per il corretto completamento architettonico e funzionale di tutti i punti particolari
delle coperture: aeratori, coppi con attacchi per antenne o per i piantoni del sistema di protezione
scariche atmosferiche.
Particolare cura dovrà essere posta nel raccordare le falde di nuova realizzazione con tutte quelle
esistenti che non sono oggetto di intervento:
-
raccordare il tetto del Blocco “C”, con il tetto della Chiesa, che non è oggetto di intervento;
-
raccordare il tetto del Blocco “B”, con i diversi punti dei tetti esistenti, già rifatti in altre epoche e
con il fronte interno della Chiesa, facendo attenzione che non venga oscurata l’apertura principale a
semi cerchio della Chiesa stessa.
31.5 Coperture in lamiera grecata di rame
(Blocco “C” di nuovo ampliamento e tettucci Blocco “B”)
Il corpo di nuovo ampliamento, per differenziarsi dall’esistente, viene coperto con un manto in lamiera
grecata di rame, posato su correntini in legno dim. 5x5 e su struttura isolante analoga a quella
impiegata per la restante parte di copertura con manto in coppi.
La stessa copertura viene impiegata sui tetti di aerazione della cucina del piano terreno, che sono alla
quota della terrazza praticabile del soggiorno Nucleo del 1° piano, Blocco “B”.
In dettaglio il manto è costituito da lamiere grecate rette con 5 greche nel pannello singolo, con elevate
prestazioni di resistenza e pedonabilità, in rame CU – DHP (UNI EN 1172), sp. 6/10. Sovrapposizione
laterale di una greca completa, con piedino di appoggio e speciale sistema antirisalita brevettato,
idoneo anche per la posa con basse pendenze.
Caratteristiche tecniche:
- larghezza commerciale della lastra 880 mm
- larghezza utile
- altezza delle greche
- interasse delle greche
790 mm
35 mm
197 mm
Con gli appoggi posti ad una interasse di m 1,20 deve garantire una portata di 1,85 KNg/mq.
La posa in opera viene eseguita mediante foratura delle lastre e degli appoggi sottostanti, inserimento
di fissaggio meccanico specifico ed omologato, la cui fornitura è prevista e compensata nella voce di
fornitura e posa al metro quadrato con accessori, costituito da viti autofilettanti
f = 6.3 mm -
lunghezza mm 120 posate con un interasse di circa 2 viti/mq, in acciaio zincato passivato con rondella
cava incorporata, cappellotti in rame, guarnizioni in paradrite, vipla e sistemi antielettrolisi
La copertura viene data in opera completa di colmo fustellato, e frontalini di protezione sagomati come
la lamiera e ogni altro elemento preformato idoneo per la bordatura di lucernari, camini, bocche di
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ventilazione, ecc.
31.6 Copertura piana, con pacchetto termoisolante
Sulla terrazza di copertura del nuovo corpo di fabbrica di ampliamento del Blocco “C”, la copertura è
realizzata nel seguente modo:
1)
barriera al vapore
2)
isolamento termico con lastre di polistirene estruso battentato densità 30 kg/mc
spessore 5 cm
3)
massetto in cls alleggerito per formazione delle pendenze
4)
doppio strato impermeabilizzante
5)
elemento di protezione in tessuto non tessuto
6)
massetto in cls di allettamento delle lastre di pavimentazione
7)
pavimentazione in lastre di Pietra di Luserna su massetto in cls.
In dettaglio:
1) Strato di barriera al vapore realizzata con film sottile di polietilene a bassa densità in spessore 0,22
mm., avente le seguenti caratteristiche:
-
Valore µ >900.000
-
Permeabilità al vapore 0,87 x 10-7 g/mhTorr
-
allungamento a rottura 600%
-
Produzione certificata secondo norma ISO 9001.
Lo strato posato a secco con sovrapposizione dei teli di10 cm, sigillatura dei sormonti con nastro
biadesivo butilico larghezza15 mm.
2) Strato di isolamento termico realizzato con lastre rigide di isolante termico a base di polistirene
estruso, autoestinguente, battentato sui quattro lati, non igroscopico, isotropo, dimensionalmente
stabile, con densità 30 Kg/mc, spessore 50 mm, descritto nella specifica voce sui materiali isolanti per
solai.
3) massetto in cls alleggerito per formazione delle pendenze
Il massetto in cls alleggerito per la formazione delle pendenze, deve essere steso in modo regolare con
spessore non inferiore a cm. 5, realizzato a perfetta regola d’arte secondo le specifiche indicate nel
capitolo sui massetti.
4) doppio strato di impermeabilizzazione, descritta nella specifica voce di Capitolato.
5) stesa a secco di manti di protezione di tessuto non tessuto sintetico.
6) Massetto di allettamento delle lastre di pavimentazione
7) fornitura e posa di pavimentazione in lastre di Pietra di Lucerna con superficie fiammata, di forma
quadrata, dimensioni pari a cm 50x50 e spessore nominale pari a cm 3 disposte in file parallele a
correre.
8)
Realizzazione, ove il solaio si raccorda a parete o muretto, di raccordo a parete realizzato con
profilo tipo "banda del sole", realizzato in lamiera di acciaio al carbonio zincato sendzimir, avente la
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faccia superiore rivestita con manto e la faccia inferiore verniciata con lacca epossidico-fenolica
anticorrosione, avente le seguenti caratteristiche
-
Spessore: 0,62+1,2 mm
-
Sviluppo: 75 mm.
Fissaggio meccanico alla parete mediante tasselli ad espansione Ø 6 mm ogni 20 cm.
Sigillatura del canale superiore del profilo con mastice siliconico, previa applicazione di primer.
8)
Realizzazione di bocchette di scarico eseguito con raccordo ai pluviali realizzato con bocchette
di scarico sintetiche rigide, realizzate in materiale poliolefinico perfettamente saldabile termicamente
al manto di copertura con diametro adeguato.
Fissaggio meccanico al supporto mediante n.4 tasselli, successiva saldatura termica del manto di
copertura alla bocchetta di scarico.
Griglia parafoglie paraghiaia sintetica avente diametro 20 cm, con alette per evitarne la fuoriuscita
dall'imbuto.
Nella fornitura e installazione di quanto sopra, indipendentemente da quanto specificato nella
descrizione dei materiali e delle relative lavorazioni e disegnato o scritto nelle tavole di disegno
allegate al progetto, è compreso ogni altro onere diverso quale raccordi, risvolti, colletti etc., ogni altro
sistema atto a collegarsi ed a scaricare l’acqua piovana nel sistema di acqua a terra del fabbricato e
ogni altro onere accessorio necessario a realizzare l’opera compiuta a perfetta regola d’arte e ogni
sicurezza relativa, intendendo ogni onere compreso nel prezzo a corpo dell’opera in progetto.
ART.32 GRONDE, PLUVIALI, CONVERSE E SCOSSALINE
Norme generali
Tutte le gronde, i pluviali, le converse e le eventuali copertine previste in progetto, saranno in lamiera
di rame, nelle dimensioni e forme richieste, lavorate con la massima precisione ed a perfetta finitura.
Detti lavori saranno dati in opera, salvo diversa disposizione, completi di ogni accessorio necessario al
loro perfetto funzionamento, nonché completi di pezzi speciali e sostegni di ogni genere. Il
collocamento in opera comprenderà altresì ogni occorrente prestazione muraria, da eseguire secondo
prescrizione.
Le giunzioni dei pezzi saranno effettuate mediante chiodature, ribattiture, rivettature, aggraffature,
saldature o con sistemi combinati, sulla base di quanto disposto in particolare dalla Direzione Lavori
ed in conformità ai campioni che dovranno essere presentati per l’approvazione.
L’Appaltatore avrà anche l’obbligo di presentare, a richiesta della stessa Direzione, gli esecutivi delle
varie opere, tubazioni, canali di raccolta, ecc., completi dei relativi calcolo di verifica e di apportarvi,
se necessario, tutte le modifiche eventualmente richieste in sede di preventiva accettazione.
32.1 Canali di gronda
I canali di gronda in lamiera di rame avranno una luce orizzontale dimensionata in relazione alla massa
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d’acqua che devono ricevere; esternamente verranno sagomati in tondo od a gola con riccio esterno,
secondo le prescrizioni della Direzione dei Lavori, e forniti in opera con le occorrenti unioni o risvolti
per seguire la linea di gronda; le gronde vengono sostenute con robuste cicogne, e fissate
opportunamente alla struttura del fabbricato a distanze non maggiori di 0,60 m, i sostegni vengono
disposti in modo che le gronde risultino leggermente inclinate verso i punti in cui immettono nei
doccioni di discesa anch’essi in rame. Le giunzioni dovranno essere saldate e perfettamente collaudate
per una perfetta tenuta. Il progetto prevede il rifacimento di tutte le gronde delle falde di tetto che
vengono rifatte e comprende l’onere per il raccordo con le gronde esistenti.
32.2 Pluviali
I pluviali saranno tutti esterni alle strutture murarie, e avranno terminali in ghisa, come descritto più
avanti. Dovranno essere realizzati con tubi in lamiera di rame delle qualità e caratteristiche prescritte.
I pluviali avranno diametro interno non inferiore a 80 mm, ne’ superiore a 150 mm. Saranno posti in
opera, di norma, a distanze non superiori a 25 m, comunque secondo le indicazioni di progetto, e
saranno fissati alla struttura muraria a non meno di 5 cm dal filo esterno di parete, mediante opportuni
bracciali snodati muniti degli occorrenti anelli (collari); l’interasse di questi non dovrà superare 1,50 m
ed il fissaggio della tubazione sarò bloccato sotto bicchiere e libero nel punto intermedio (collare
guida).
Le acque raccolte saranno
convogliate nei canali di fogna, mediante appositi pozzetti sifonati
prefabbricati, ubicati in posizione tale da rendere possibile una facile ispezione. Il collegamento dovrà
avvenire a perfetta tenuta, possibilmente realizzata mediante l’inserimento di una guarnizione elastica.
Avranno i sostegni fissati con leggera pendenza verso l’esterno o idoneamente sagomati e forniti di
tacche gocciolatoie, così da evitare che l’acqua piovana filtri nelle murature. Il collegamento con il
cornicione sarà effettuato secondo la buona regola dell’arte e nel perfetto rispetto degli esecutivi di
progetto e delle disposizioni della Direzione. Saranno impiegati idonei pezzi speciali (rapportati al tipo
dei raccordi ed alle caratteristiche dei materiali impiegati) nonché giunzioni adeguate (saldature,
incollaggi) e materiali ausiliari di tenuta (guarnizioni, sigillanti) in maniera tale da garantire l’assoluta
assenza di perdite o di infiltrazioni di acqua.
Particolare attenzione dovrà essere posta nell’esecuzione dei giunti di dilatazione ricorrendo
all’impiego, ove risultino già predisposti, degli appositi pezzi speciali.
32.3 Converse - Scossaline
Tutti i manufatti di cui al presente titolo e simili, se non diversamente prescritto, dovranno essere in
lamiera di rame e dello spessore pari a 8/10. Avranno sviluppo adeguato (larghezza comunque non
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minore di 50 cm, fatta eccezione per le scossaline) e sagoma come da progetto o da prescrizione.
La saldatura dei giunti sarà fatta con una sovrapposizione di circa 5 cm, su entrambi i fili di testa, e
rinforzata con rivetti distanti 5/6 cm e sfalsati. La pendenza non dovrà essere inferiore all’1%.
Nella posa dei lunghi tratti si dovrà tenere conto della dilatazione; si poseranno quindi in opera tratti di
circa 20 m, distaccando la restante di circa 3 cm e coprendo i bordi superiori con un cappellotto
coprigiunto. Le converse poste lungo le pareti verticali degli abbaini dovranno avere le estremità libere
per la dilatazione del metallo ed essere munite di sgoccioline, ed essere fissate al di sotto della gronda
degli stessi.
32.4 Torrini estrattori
Tutti gli eventuali torrini estrattori posizionati sui tetti, in corrispondenza degli sfiati e delle delle
ventilazioni forzate dei bagni, o di altri locali ciechi dovranno essere completati con opportune
faldalerie.
32.5 Terminali in ghisa per pluviali
I pluviali precedentemente descritti saranno collegati alla tubatura orizzontale di raccolta delle acque
meteoriche (descritta nel capitolo degli Impianti) con appositi terminali in ghisa catramati a caldo sia
esternamente che internamente (o cementati internamente) di lunghezza m 2,00 fissati alla muratura
con graffe in acciaio zincato.
ART.33 IMPERMEABILIZZAZIONI E ISOLAMENTI TERMICI
Impermeabilizzazioni: Norme generali
Le impermeabilizzazioni di qualsiasi genere dovranno essere eseguite con la maggiore accuratezza
possibile, specie in vicinanza di fori, passaggi, cappe, ecc., in modo da garantire, in ogni caso, l'assenza
di qualunque infiltrazione di acqua.
Il piano di posa su opere murarie dovrà essere ben livellato, con pendenze in nessun punto inferiori al
2% ed avere una superficie priva di asperità, possibilmente lisciata a frattazzo, perfettamente asciutta e
livellata. In ogni caso la stagionatura non dovrà risultare inferiore a 20 giorni.
Qualsiasi impermeabilizzazione dovrà essere estesa sulle pareti perimetrali diversamente inclinate,
secondo le modalità descritte nelle specifiche tecniche e negli elaborati grafici.
All'atto del collaudo i manti impermeabili ed i relativi raccordi dovranno risultare perfettamente
integri, senza borse, scorrimenti, fessurazioni e simili, salvo danni causati da forza maggiore
escludendosi, tra questi, quelli eventuali provocati da azioni meteorologiche, anche se di entità
eccezionale.
Nel caso dell’impermeabilizzazione delle coperture piane, qualora queste presentassero forme
particolari ed irregolari, occorrerà prevedere, in aggiunta ai giunti strutturali, dei giunti che interessino
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anche e soltanto il manto impermeabile con interassi non superiori a 20 ml.
Le modalità di realizzazione potranno essere diverse, dipendendo anche da esigenze di uso od
architettoniche; in linea generale comunque i giunti potranno essere in piano o sopraelevati, protetti
con lastre metalliche a soffietto (di rame o piombo) e sigillanti i primi, e con copertine metalliche i
secondi; questo naturalmente senza alcun pregiudizio per qualunque altra soluzione tecnica di provata
validità. Tutte le soglie di accessi ad ambienti interni, dovranno essere predisposte inclinate verso
l'esterno, trattate con l'impermeabilizzazione risvoltante.
Nel caso di giunti in corrispondenza di riprese di getto o giunti strutturali in muri controterra, dovranno
essere realizzati, verso il terrapieno camere di calma mediante conci di tubi in cls sigillati, da
posizionare a cavallo del giunto. Il giunto stesso dovrà comunque essere sigillato con malta cementizia,
al fine di garantire la tenuta all'acqua.
Salvo diversa prescrizione, saranno sempre sottoposte a trattamento impermeabilizzante le seguenti
strutture e parti di strutture, anche se in estensione alle previsioni in progetto:
E) solai di copertura costituenti terrazzi praticabili od impraticabili;
F) mensole di balconi, pensiline ed aggetti in genere;
G) piani di posa dello spiccato delle murature di ogni genere;
H) pareti verticali esterne di murature interrate.
Tutti i manti impermeabili impiegati, sia per le superfici verticali che per quelle orizzontali, dovranno
essere forniti da azienda certificata UNI EN ISO 9001, in grado di garantire le caratteristiche del
prodotto per una durata di 10 anni.
La posa in opera dovrà essere effettuata da installatori qualificati, che a lavori ultimati possano
garantirne l’esecuzione a perfetta regola d’arte e quindi certificarne la durata per i 10 anni successivi
con relativa polizza assicurativa su quanto realizzato.
33.1 Impermeabilizzazione di coperture orizzontali
I solai piani di copertura, o parti di essi, costituenti elementi di contatto con acqua piovana, saranno
impermeabilizzati con applicazione a caldo di due guaine di materiale bituminoso.
Dopo aver eseguito una accurata pulizia del piano di posa si procederà all’imprimitura del supporto
con primer bituminoso in fase solvente ad alta penetrazione con un consumo orientativo di 400 g/mq
e comunque nella quantità consigliata dal produttore.
Sullo strato di primer verranno applicate a fiamma n. 2 membrane impermeabilizzanti bitumepolimero APP certificate ICITE, con armatura in tessuto non tessuto poliestere a filo continuo
poliestere annegato nel mastice, trattando con cura le parti in sovrapposizione. L'applicazione avverrà
con cannello a gas propano, scaldando in modo uniforme le superfici, sino a volatilizzare il film
plastico inferiore in polietilene ed a liquefare lo strato superficiale della guaina. I giunti verranno
rifiniti riscaldando nuovamente le superfici relative e spalmando con la cazzuola o con la spatola per
assicurarne la perfetta adesione. Particolare cura si porrà per non elevare troppo la temperatura della
fiamma e compromettere quindi la base bituminosa e l'armatura.
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La posa avverrà a teli incrociati, previa pulizia del fondo che dovrà essere perfettamente lisciato e
pulito (vedi articolo massetti), nel collocarle in aderenza, l’Appaltatore dovrà tenere nella dovuta
considerazione la pendenza della superficie di posa.
Non sarà assolutamente consentito incrociare i teli in modo che risultino in parte paralleli ed in parte
ortogonali rispetto all’andamento delle pendenze. Particolare cura dovrà essere posta nel raccordare i
manti impermeabilizzanti con gli eventuali piantoni esistenti di ringhiere.
Le 2 membrane impermeabilizzanti dovranno avere le seguenti principali caratteristiche:
- spessore della membrane
(UEAtc)
3,8 - 4,2 mm
- armature
tessuto non tessuto di poliestere composito
- stabilità di forma a caldo
(EN 1110)
140 °C
- flessibilità a freddo
(EN 1109)
-20 °C
- stabilità dimensionale a caldo long.
(EN 1107)
±0,30/±0,20%
- stabilità dimensionale a caldo trasv.
(EN 1101)
±0,30/±0,20%
- resistenza a trazione carico massimo/rottura
long./trasversale
(EN 12311-1)
850/700 N/5cm
- allungamento a rottura
(EN 12311-1)
50/50%
- resistenza alle lacerazioni long./trasv.
(EN 12310-1)
150/150 N
- resistenza al punzonamento
(EN 12730 / EN 12691)
su calcestruzzo
L25/-
su polistirolo 20Kg/mq
L25/L10
- impermeabilità all'acqua
(EN 1928)
KPa > 60
- permeabilità al vapore d'acqua
(EN 13707)
> 20.000 µ
33.2 Impermeabilizzazione su falde inclinate sotto manto in coppi
Sul “pacchetto” isolante che costituisce il piano finito delle falde inclinate, si dovrà posare una sottile
membrana di polipropilene bitumato impermeabile e traspirante che garantisca l’allontanamento in
gronda di ogni possibile goccia proveniente dal manto in coppi. Sulla membrana verranno poi
inchiodati i listelli che reggono i coppi. La foratura della guaina da parte del chiodo risulterà protetto
dal listello sovrastante; inoltre le membrane possiedono una memoria elastica che fa si che il foro
tenda a richiudersi attorno al chiodo.
La membrana sarà costituita da due tessuti polipropilenici accostati e uno strato di bitume che
garantiscono una elevatissima prestazione allo strappo ed alla trazione. Deve avere la superficie tale
da essere pedonabile e garantire una certa aderenza al piano sottostante di posa: leggera sabbiatura o
effetto “peloso”.
La membrana verrà posata a secco per srotolamento, direttamente sul massetto parallelamente alla
gronda, ed i teli si sormonterranno almeno di 10 cm come delle tegole, per garantire che non vi sia
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risalita di acqua. Una linea di colore differente premarcata sul suddetto materiale, fungerà da guida per
una corretta sovrapposizione.
DESCRIZIONE
UNITA’ DI
CARATTERISTICA
PROPRIETA’
MISURA
NORMATIVA DI
RIFERIEMNTO
GRAMMATURA
g/mq
410 - 430
EN 1849 – 1
SPESSORE
Mm
0,6 +/– 5%
EN 1849 – 1
LATO SUPERIORE
POLIPROPILENE
LATO INFERIORE
POLIPROPILENE
RESISTENZA
ALLO
N
STRAPPO DA CHIODO
LONG : 190 +/-
U.E.A.t.c. (5.4.1.)
15%
TRASV: 180 +/15%
PUNZONAMENTO
PS4
U.E.A.t.c. (5.1.9.)
LONG : 430 +/-
EN 12311 - 1
STATICO
RESISTENZA
A
N/5 cm
TRAZIONE
15%
TRASV: 380 +/15%
ALLUNGAMENTO
%
LONG : 38%
EN 12311 - 1
TRASV: 44%
PERMEABILITA’ AL
G/mq*24h
VAPORE
WDD = 1,1
DIN 52615
37599
Sd = 24,06
IMPERMEABILITA’
MH2O
≥2
EN 20811
ALL’ACQUA
33.3 Impermeabilizzazione dei muri controterra
Le strutture, o parti di esse, costituenti elementi di separazione contro terra saranno impermeabilizzate
con applicazione a caldo di una guaina di materiale bituminoso:
Dopo aver eseguito una accurata pulizia del piano di posa e steso una passata di primer bituminoso
(400 g/mq) verranno applicati a fiamma i teli di guaina bituminosa, (5 kg/mq) trattando con cura le
parti in sovrapposizione. L'applicazione avverrà con cannello a gas propano, scaldando in modo
uniforme le superfici, sino a volatilizzare il film plastico inferiore in polietilene ed a liquefare lo strato
superficiale della guaina. I giunti verranno rifiniti riscaldando nuovamente le superfici relative e
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spalmando con la cazzuola o con la spatola per assicurarne la perfetta adesione. Particolare cura si
porrà per non elevare troppo la temperatura della fiamma e compromettere quindi la base bituminosa e
l'armatura.
33.4 Protezione dell’impermeabilizzazione dei muri contro terra
Prima del rinterro, dietro ai muri impermeabilizzati ed a protezione degli stessi, dovrà essere disposta
idonea membrana in conformità alla norma DIN 18195, parte A.
Detta protezione è costituita da una membrana in polietilene speciale (poliolefina estrusa) ad alta
densità posata in teli della lunghezza di 20 m, spessore del materiale pari a 0,6 mm con circa 1800
rilievi semiconici per mq, dello spessore di circa 8 mm ciascuno, con resistenza a pressione di circa
200 KN/mq. La membrana è resistente agli alcali, alle radici, è imputrescibile, e non inquina le falde.
33.5 Isolamento termico: Norme generali
Le strutture, o parti di esse, costituenti elementi di separazione fra ambienti di diverse condizioni
termo-acustiche, dovranno rispondere alle caratteristiche di isolamento prescritte includendo dei
materiali integrativi necessari al raggiungimento dei valori richiesti.
I materiali saranno messi in opera secondo la normativa prevista e le raccomandazioni dei produttori,
dopo adeguata preparazione delle superfici interessate, degli eventuali supporti e provvedendo alla
eliminazione delle situazioni di continuità termo-acustiche non richieste.
Oltre all'osservanza delle disposizioni secondo le normative vigenti e delle relative prescrizioni, le
caratteristiche di isolamento richieste dovranno essere verificate in modo particolare nelle pareti
(esterne, confinanti con locali rumorosi, vani scala, etc.) e nei solai (di copertura, intermedi, a contatto
con l'esterno, etc.).
I materiali impiegati dovranno essere adeguatamente protetti dalle sollecitazioni meccaniche e, nel
caso di posa in opera in ambienti esterni od aggressivi, dovranno avere le caratteristiche di resistenza
ed imputrescibilità adeguate al loro uso.
33.6 Isolamento termico in pannelli di polistirene estruso per solai
Fornitura e posa di lastre rigide di isolamento termico a base di polistirene estruso battentato, di tipo
autoestinguente, non igroscopico, dimensionalmente stabile.
Caratteristiche generali:
I) densità
35 kg/m3
J) spessore
50 mm
K) conducibilità termica di progetto
L) comportamento al fuoco
UNI 7745
CSE RF2 – CSE RF3
± 10%
0,027 W/mK;
classe 1;
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M) resistenza alla compressione, al 10%di deformazione
UNI 6350
3,60 Kg/cmq;
N) assorbimento d’acqua per immersione (24h):
DIN 53434
0, 2% Vol.
O) comportamento biologico: il prodotto deve essere esente da CFC (certificato) ed
interamente riciclabile; biologicamente inerte e non metabolizzabile; non aggredibile da
muffe o microrganismi, non presentare fenomeni putrefattivi o di decomposizione
organica.
In tutti i casi le lastre di polistirene estruso attentato sui quattro lati, saranno posate a secco sopra un
adeguato strato di barriera al vapore realizzata con film sottile di polietilene ad alta densità spessore 0.4
mm. permeabilità al vapore 0.79 x 10-7 g/mhTorr allungamento a rottura 700 %, avente certificazione
di assicurazione della qualità secondo le norme internazionali ISO 9001/EN 29001. Posata a secco
sopra allo strato di compensazione con sovrapposizione dei teli di 10 cm, con sigillatura dei risvolti
verticali con nastro biadesivo butilico largh. 30 mm, previa applicazione di primer.
Sarà comunque obbligatorio, durante la posa in opera, osservare tutti gli accorgimenti e le prescrizioni
necessari o richiesti per la realizzazione dei requisiti di isolamento termo-acustici ed anticondensa
adeguati alle varie condizioni d'uso. Il materiale dovrà essere certificato che in caso di incendio non
rilascia sostanza nocive nell’ambiente.
33.7 Isolamento termo-acustico in pannelli di polistirene per murature
Fornitura e posa di lastre rigide autoportanti di polistirene non idrofilo trattato con speciale legante a
base di resine termoindurenti, per l’isolamento termo-acustico nell’intercapedine delle pareti
perimetrali a cassavuota dell’edificio.
Caratteristiche generali:
-
spessore
60 mm
-
conduttività termica di progetto
0,038 W/mK;
-
resistenza termica alla temp. media di 10°
1,65 mqK/W
-
comportamento al fuoco: incombustibile (certificato)
classe 0;
-
freno al vapore:
µ = 25.500 (cert.)
-
permeabilità al vapore:
6,87 x 10-15 Kg/msPa
Conforme alla Direttiva 89/106/CE, recepita dal DPR 246/93, in base alle norme EN 13162 (2001) e
EN 13172. Il pannello è previsto e compensato per superfici verticali all’interno delle intercapedini
delle murature a cassa vuota esterne di nuova realizzazione.
ART.34 VESPAI
Norme generali
Tutti i locali interrati o del piano terra privi di sottostante piano cantinato, saranno dotati di vespai tipo
igloo.
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Solo per alcuni locali tecnici, quando privi di piano cantinato, saranno dotati di semplici vespai ottenuti
con riempimento di pietrame per uno spessore di almeno 30 cm.
34.1 Riempimenti in pietrame a secco
Dovranno essere formati con pietrame da collocarsi in opera su terreno ben costipato, al fine di evitare
cedimenti per effetto dei carichi superiori.
Si dovranno scegliere le pietre più grosse e regolari per gli strati inferiori, impiegando
nell’ultimo strato superiore pietrame minuto, ghiaia o anche pietrisco per impedire alle terre sovrastanti
di penetrare e scendere otturando così gli interstizi tra le pietre.
Per i vespai in pietrame si dovrà formare anzitutto in ciascun ambiente una rete di cunicoli di
ventilazione, costituita da canaletti paralleli aventi interasse massimo di 1,50 m; essi dovranno correre
anche lungo tutte le pareti ed essere comunicanti fra loro. Detti canali dovranno avere sezione non
minore di cm 15 x 20 (di altezza) ed un sufficiente sbocco all’aperto, in modo da assicurare il ricambio
dell’aria.
Ricoperti tali canali con adatto pietrame di forma pianeggiante, si completerà il sottofondo
riempiendo le zone rimaste fra cunicolo e cunicolo con pietrame in grossi scheggioni disposti con
l’asse maggiore verticale ed in contrasto fra loro, intasando i grossi vuoti con scaglie di pietra e
spargendo infine uno strato di ghiaietto di conveniente grossezza sino al piano prescritto.
34.2 Vespaio tipo igloo o equivalente
Nei locali del piano interrato e nei porticati oggetto di intervento, verranno realizzati vespai
aerati costituiti da elementi modulari in polipropilene riciclato, posati a secco su un sottofondo in
magrone già predisposto. Tali elementi hanno dimensione planimetrica pari a 50x50 cm., altezza
all'estradosso di 27 - 45 cm., forma di calotta sferica con elementi laterali fermagetto a forma di “L”, e
vengono impiegati come casseri a perdere, in modo da formare, col gettoni cls, pilastrini col piano di
appoggio. La voce comprende e compensa anche, la fornitura e posa di rete elettrosaldata diam. 5mm
con maglia 20x20 cm, fornitura e getto di cls avente R'bk 250 per il riempimento fino alla sommità dei
casseri e per la realizzazione di una caldana superiore non inferiore a 5 cm, con finitura a staggia.
Tale vespaio aerato comprende:
a)
la formazione del magrone di piano;
b)
la fornitura e posa degli elementi prefabbricati, casseri a perdere, secondo le altezze previste dal
progetto;
c)
la soletta, opportunamente armata (rete elettrosaldata diametro 5 a maglia 20x20), del piano
orizzontale gettata con cls del tipo 425 R’bk 250 per il riempimento fino alla sommità del cassero e per
la superiore caldana con finitura a staggia, per uno spessore di piano non inferiore a 5 cm. sopra il più
alto rilievo dell’elemento. Sopra tale getto andranno ancora formati i massetti di sottopavimentazione
indicati nei successivi articoli. Inoltre dovrà essere posata in opera la tubazione di ventilazione del
vespaio interrato; gli sbocchi dovranno essere dotati di tubo di esalazione con cappello alettato
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realizzate in acciaio tinteggiato dello stesso colore della muratura, per impedire l’accesso all’acqua ed
agli animali.
ART.35 RINZAFFI ED INTONACI
35.1 Norme generali
Il progetto prevede, per tutte le pareti esterne ed interne, la realizzazione di rinzaffi, intonaci e rasature
utilizzando esclusivamente materie prime naturali quali: legante di pura calce idraulica naturale,
pozzolana naturale micronizzata, inerti di sabbia silicea e calcare dolomitico tali da garantire una totale
resistenza ai sali. L’impiego di materie prime naturali, come descritto sopra, riguarderà sia le pareti di
nuova realizzazione che le pareti esistenti. Per queste ultime si impiegheranno rinzaffi, intonaci e
rasature con materiali naturali a completamento delle porzioni di intonaci rimossi o in eventuale
sovrapposizione ad essi, ove necessario.
Non saranno ammesse finiture con presenza di cemento.
L’esecuzione degli intonaci dovrà essere preceduta da una accurata preparazione delle superfici, siano
esse esistenti o di nuova realizzazione. Le strutture dovranno essere ripulite da eventuali grumi di
malta, rabboccate nelle irregolarità più salienti e poi accuratamente bagnate.
Gli intonaci, di qualsiasi tipo, non dovranno presentare ondulazioni, peli, crepature, irregolarità specie
negli angoli e negli spigoli, od altri difetti e discontinuità.
Non si procederà mai ad esecuzione degli intonaci, specie di quelli interni, quando le strutture non
siano protette dagli agenti atmosferici ossia quando vi sia la possibilità che le acque piovane possano
imbibire le superfici da intonacare e neppure quando il minimo della temperatura nelle 24 ore sia tale
da pregiudicare la normale buona presa della malta, salvo l’adozione di particolari accorgimenti per
intonaci interni, mediante adeguate chiusure di protezione o installazioni di sorgente di calore.
Le superfici intonacate di pareti e di soffitti dovranno essere perfettamente piane; saranno controllate
con una riga di due metri di lunghezza e non saranno ammesse ondulazioni della superficie che, al
controllo della riga, diano scostamenti superiori a 3 mm. Nel compenso sono compresi tutti gli oneri
relativi alle lavorazioni menzionate nel presente articolo, quali la bagnatura dei muri, ed inoltre la
formazione di spigoli rientranti e sporgenti, riquadrature, smussi e raccordi.
L’intonaco dovrà essere eseguito di norma con spigoli e angoli vivi perfettamente diritti; eventuali
raccordi, zanche e smussi potranno essere richiesti dalla D.L. senza che diano diritto a compensi
supplementari. Si intendono compresi la protezione di pavimenti, pareti e manufatti per evitare che
vengano danneggiati e macchiati durante le lavorazioni. La voce comprende e compensa ogni altro
onere per opere, forniture e assistenze comunque connesse e necessarie, anche se non specificatamente
richiamate sopra: comprende tutti i materiali, le attrezzature, i trasporti, i tiri al piano, i cavalletti e i
ponteggi di servizio a qualsiasi altezza, trasporto a rifiuto dei materiali di risulta, compresi gli oneri di
discarica, pulizie finali e tutto quanto altro occorrente per dare l’opera compiuta e finita a regola d’arte.
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Si considerano compresi e compensati nelle voci relative ai rinzaffi ed agli intonaci, i maggiori oneri
conseguenti alla presenza sulle murature di scanalature per passaggi di impianti, prodotti da Ditte non
comprese in questo appalto, in particolare per la presenza di passaggi in traccia di impianti elettrici,
speciali o termici. Indicativamente le lavorazioni avranno le seguenti successioni:
P) la Ditta esecutrice degli impianti elettrici, speciali o termici (esterna a questo appalto),
realizza le proprie tracce con la maggiore cura possibile per non arrecare troppo danno
alle murature, ed all’interno di queste tracce, fissa in modo puntuale i propri tubi.
Q) L’Appaltatore esecutore degli intonaci, procede alla chiusura di dette tracce, adottando
ogni accorgimento possibile al fine di garantire l’assenza di successive fessurazioni e
senza pretendere alcun compenso aggiuntivo per tale lavorazione.
R) A ripristino avvenuto, l’Appaltatore procede con rinzaffo ed intonaco sopra descritto
per dare le superfici finite a perfetta regola d’arte.
35.2 Rinzaffi per esterni ed interni
Il progetto prevede l’impiego di un rinzaffo di malta a grana grossa, costituita esclusivamente da
materie prime naturali quali legante di pura calce idraulica naturale NHL 3.5, calce idraulica HL 5,
pozzolana naturale micronizzata, inerti di sabbia silicea e calcare dolomitico in curva
granulometrica0-2,5 mm. Le caratteristiche richieste, ottenute esclusivamente con l’impiego di
materie prime di origine rigorosamente naturale, garantiranno una totale resistenza ai sali (Tabella 1ASTM C 1012-95a ≤0,034%). La malta da rinzaffo richiesta dovrà essere certificata WTAMerkblatt2-2-91 Sanierputz systeme, raggiungendo i requisiti con il solo impiego di materie prime
esclusivamente naturali. La malta da rinzaffo dovrà soddisfare anche i requisiti della norma EN 998/1
-GP / CS III / W1, adesione 0,7 N/mm2, reazione al fuoco classe A1. Il rinzaffo avrà uno spessore
medio di 10 mm ed una finitura a rustico in unico strato strollato, potrà venire eseguito a mano o con
intonacatrice. Il materiale sopra descritto è stimato con una resa in opera pari a ≈15 kg/m2 per cm di
spessore.
Il rinzaffo andrà posto in opera a sprizzo vivo, rispettando la regola d’arte, in unica passata su
supporto pulito e preventivamente inumidito. Dovrà essere sempre verificata sempre l’avvenuta
adesione del rinzaffo prima di procedere all’intonacatura. I riporti d’intonaco dovranno avvenire a
rinzaffo indurito.
Dovrà essere curata la maturazione del prodotto indurito inumidendolo nelle prime 24 ore.
Le parti di parete e di soffitto nascosto dalle controsoffittature saranno rifinite con semplice rinzaffo.
35.3 Intonaci per esterni ed interni
E’ previsto un intonaco ad altissima porosità, igroscopicità e traspirabilità per muri interni ed esterni
con malta di pura calce idraulica naturale NHL 3.5, pozzolana naturale extrafine e inerti di sabbia
silicea e calcare dolomitico in curva granulometrica 0-2,5 mm. Le caratteristiche richieste, ottenute
esclusivamente con l’impiego di materie prime di origine rigorosamente naturale, garantiranno
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un’altissima traspirabilità dell’intonaco (coefficiente di resistenza al vapore acqueo µ≤6), un’elevata
porosità della malta indurita (≥40%), una naturale conducibilità termica (pari a 0,54 W/mK) ed una
notevole aria occlusa in fase d’impasto (≥20%). L’intonaco traspirante richiesto dovrà essere
certificato WTA-Merkblatt2-2-91 Sanierputz systeme, raggiungendo i requisiti con il solo impiego di
materie prime esclusivamente naturali. L’intonaco naturale dovrà soddisfare anche i requisiti della
norma EN 998/1 -GP / CS II / W1, adesione 0,2 N/mm2, reazione al fuoco classe A1. Sarà dato in
opera con uno spessore non superiore ai 20 mm, costituito da due strati dello spessore medio di 10
mm, fasce di livello, finitura a rustico sotto staggia, riquadratura di spigoli e angoli sporgenti.
L’applicazione sarà da eseguire a mano o con intonacatrice. Il materiale previsto è stimato con una
resa pari a ≈13 kg/m2 per ogni cm di spessore.
35.4 Intonaci per esterni ed interni su murature soggette ad umidità di risalita capillare
Sulle murature soggette alla risalita dell’acqua per capillarità, poste nei locali interrati o ai piani
terreni privi di scantinati, verranno applicati intonaci idonei a limitare gli in estetismi delle macchie
di umidità. La lavorazione avverrà secondo le seguenti fasi:
S) sui muri o sulle zoccolature da risanare, per un’altezza superiore di circa 1 metro alla
traccia dell’evidente umidità, dovrà essere completamente rimosso l’intonaco.
Dovranno altresì essere asportate le malte di allettamento e i blocchi in pietra o mattone
sgretolati o inconsistenti a causa di concentrazioni saline.
T) Le superfici così ottenute dovranno essere perfettamente pulite con idrolavaggio a
pressione per rimuovere completamente residui di precedenti lavorazioni (vecchie
rasature, concrezioni saline, ecc.) che possano pregiudicare l’adesione.
U) Sulle superfici pulite si procederà al rinzaffo con i materiali e le modalità sopra
descritte.
V) A rinzaffo indurito si procederà alla stesa di un intonaco speciale ad altissima porosità,
igroscopicità, traspirabilità e ridotto assorbimento capillare d’acqua. L’intonaco
impiegato sarà composto di materie prime di origine rigorosamente naturale, come
precedentemente descritto, ma dovranno garantire
un’altissima traspirabilità
(coefficiente di resistenza al vapore acqueo µ ≤ 3), un’elevata porosità della malta
indurita (≥ 40%), una naturale conducibilità termica (pari a 0,47 W/mK), una notevole
aria occlusa in fase d’impasto (≥ 25%), una totale resistenza ai sali (WTA 2-2-91/0
Superata) e una ridotta profondità d’infiltrazione d’acqua (nelle 24 h ≤ 5 mm).
L’intonaco naturale dovrà soddisfare anche i requisiti della norma EN 998/1 - R / CS II
/ W24 ≥ 0,3 kg/m2, adesione 0,2 N/mm2, reazione al fuoco classe A1. L’intonaco
dovrà avere uno spessore minimo di 20 mm, costituito da due strati dello spessore
medio di 10 mm, fasce di livello, finitura a rustico sotto staggia, riquadratura di spigoli
e angoli sporgenti, esclusi oneri per ponteggi fissi. L’applicazione sarà da eseguire a
mano o con intonacatrice.
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35.5 Intonaci esterni di nuova realizzazione “con effetto rigato”
Per le sole pareti del corpo di fabbrica di nuova realizzazione del Blocco “C”, è previsto che, lo strato
a finire sia realizzato in intonaco di malta, come descritto sopra, ma trattato con scuretti, al fine di
creare alcune righe sul prospetto, come indicato negli elaborati di progetto e secondo le indicazioni che
verranno impartite dalla D.L. al momento dell’esecuzione: nessun onere aggiuntivo è previsto per
compensare tale lavorazione.
35.6 Intonaci esterni esistenti
Le facciate esterne dei corpi di fabbrica esistenti, sono caratterizzate da intonaci a base di calce mista a
cemento con un effetto superficiale a granulometria fine, liscia e ben curata. Tali intonaci attualmente
si presentano in buone condizioni, ben coesi al supporto e con scarse cavillature. Per questi supporti il
progetto prevede le seguenti lavorazioni:
W) l’eliminazione della pittura esistente mediante l’utilizzo di mezzi meccanici, manuali,
eventualmente con l’ausilio di prodotto sverniciante o altri mezzi ritenuti idonei.
X) un’ispezione accurata dei supporti mediante battitura, con conseguente rimozione delle
porzioni che presentano aderenza precaria agli strati sottostanti e che risultano
degradati o decoesi nella consistenza.
Y) il ripristino e reintegro delle sole parti mancanti utilizzando malta premiscelata a base
di calce idraulica naturale cercando di rendere complanari le superfici, annullando
scalini, differenze altimetriche e granulometriche evidenti rispetto all’esistente.
Su tutte le superfici così ottenute si procederà con le decorazioni come descritto nella specifica voce,
previa stesura di un sottile strato di malta di calce come rasatura tradizionale.
ART.36 MASSETTI DEI PAVIMENTI INTERNI
Norme generali
Il piano di posa dei pavimenti di qualunque tipo sarà costituito da appositi massetti, onde ottenere
superfici perfettamente piane. Per essere idoneo alla posa di un pavimento, il massetto deve presentare
le seguenti caratteristiche:
-
Planare: la verifica della planarità viene effettuata con una staggia di almeno 2 m di lunghezza,
appoggiata sul massetto in tutte le direzioni; la tolleranza ammaessa con questa staggia e di 2 mm.
-
Liscio: l’idoneità del grado di finitura superficiale e, quindi, il livello di rugosità della superficie,
dipende dal tipo di pavimento che si deve posare. La superficie ruvida a poro aperto favorisce
l’asciugatura del massetto e migliora l’adesione dei rasanti e degli adesivi. Nel caso di debbano
posa di pavimenti resilienti, è preferibile applicare sulla superficie del passetto prodotti rasanti
studiati apposta per lo scopo (questi compensati a parte).
-
Pulito: la superficie del massetto deve essere perfettamente pulita, perché la polvere e lo sporco
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possono compromettere l’adesione della pavimentazione al massetto.
-
Privo di fessurazioni: la presenza di fessure da ritiro idrometrico è segno di alcuni errori nella
composizione del massetto: eccesso di acqua nell’impasto, aggregato di granulometria troppo fine,
eccessivo quantitativo di cemento.
-
Compatto: il massetto deve presentarsi compatto ed omogeneo in superficie ed in tutto lo spessore.
La presenza di strati o zone a consistenza inferiore, più friabili, è sintomo di caratteristiche
meccaniche scadenti che potrebbero causare rotture o distacchi della pavimentazione.
-
Stagionato e dimensionalmente stabile: il periodo di stagionatura/maturazione è uno dei requisiti
più importanti di un massetto cementizio. Il tempo di stagionatura di un massetto “tradizionale” in
sabbia cemento è di circa 7-10 gg per cm di spessore. Tale tempo si riduce notevolemente
utilizzando leganti speciali o malte premiscelate a presa ed asciugamenti rapidi.
-
Asciutto: l’umidità residua deve essere conforme ai valori previsti per la posa dei pavimenti
sensibili all’umidità e uniforme in tutto lo spessore del massetto. Per i massetti a base cementizia
si considerano accettabili valori di umidità inferiori al 2% nel caso in cui si debba posare un
pavimento in legno, del 2,5% - 3% nel caso in cui si debba posare pvc, gomma o linoleum. I
massetti in anidride devono avere un valore di umidità residua inferiore allo 0,5% a prescindere
dal tipo di rivestimento.
-
Resistente meccanicamente: la resistenza meccanica, come con lo spessore, deve essere adeguata
alla destinazione d’uso ed al tipo di pavimento da posare. In linea generale la resistenza a
compressione di un massetto per ambienti civili, idonea per qualsiasi rivestimento, non deve essere
inferiore a 20 N/mm², mentre per ambienti industriali non deve essere inferiore a 30 N/mm².
Quando i massetti presentano lesioni notevoli estensioni, devono essere previsti accorgimenti per
permettere dilatazioni e/o ritiri: devono essere eseguiti giunti elastici, scuretti, quadronature, etc. in
modo da prevenire inconvenienti estetici e funzionali allo uso delle pavimentazioni. Nel caso di
temperature diurne eccezionalmente elevate l'esecuzione dei sottofondi tradizionali e delle relative
pavimentazioni posate con l'uso di malta dovrà essere limitato alle ore più fresche della giornata.
L'esecuzione di sottofondi tradizionali e di pavimenti su malta dovrà essere sospesa quando la
temperatura scende al di sotto degli 0°C.
I materiali per massetti dovranno corrispondere alle norme UNI EN 13813 (2002) circa le loro
proprietà e requisiti.
36.1 Massetti alleggeriti - Riempimenti delle volte
Su tutte le volte esistenti è prevista la rimozione del materiale di riempimento fino al vivo
dell’estradosso della struttura, procedendo per successivi strati paralleli e partendo dalla zona di chiave
verso le reni.
Successivamente, il riempimento degli estradossi di tutte le volte del piano interrato, del piano terreno
e del piano primo, sarà realizzato un getto di calcestruzzo alleggerito costituito da un conglomerato di
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cls e palline di polistirolo ad alveoli chiusi (densità 10 Kg/mc), predosato e preconfezionato in centrale
di betonaggio, a basso contenuto di umidità.
Il prodotto dovrà avere le seguenti caratteristiche:
Z) Classe
300 Rig
AA)
Densità
350 – 400 Kg/mc
BB)
Acqua 145 –160 l/mc
CC)
Cemento
DD)
Resistenza σ = 10 – 15 Kg/cmq
300 Kg/mc
Il materiale dovrà essere gettato con apposita pompa per evitare la separazione degli inerti, e steso con
la massima cura regolarizzando continuamente i piani durante le operazioni di getto. Il riempimento
riguarderà prevalentemente i rinfianchi delle volte, mentre probabilmente, in considerazione degli
esigui spessori disponibili, resterà libera la parte superiore della volta.
Sullo strato alleggerito di riempimento verranno posati tutti gli impianti, quindi si procederà al loro
ricoprimento con un’ulteriore strato di massetto alleggerito di adeguato spessore.
Sul massetto alleggerito stagionato, verrà steso in strato uniforme il massetto in cls armato più avanti
descritto.
Anche i solai piani, esistenti o di nuova realizzazione, avranno tutti gli impianti annegati in un idoneo
strato di massetto alleggerito.
36.2 Massetti in cls
Tutti i massetti dei pavimenti interni saranno in calcestruzzo a resistenza R’bk 20 N/mm², di
consistenza plastica al momento del getto e dovranno avere uno spessore finito non inferiore a cm 5.
Al fine di evitare instabilità e crepe nel massetto, è necessario che lo stesso venga armato con rete
metallica sovrapposta con giunti sfalsati, avente maglie non superiori a cm 10x10 e diametro del ferro
non inferiore a mm 5 sollevata dal piano di appoggio del massetto di cm 2.
Nella voce specifica del massetto, in Elenco Prezzi, la fornitura e la posa della rete elettrosaldata è
compensata a parte.
L’armatura di rinforzo è indispensabile soprattutto per superfici estese e quando il massetto non
raggiunge uno spessore idoneo a garantire una perfetta stabilità (spessori minimi, riprese varie, ecc.).
E’ importante ricordare che qualora si dovesse interrompere il getto del calcestruzzo, da un giorno
all’altro, il taglio di giunzione deve essere verticale netto e non inclinato, con rete metallica passante,
per evitare sollevamenti sul giunto in caso di espansione del massetto.
A massetto ultimato, il piani di posa delle varie pavimentazioni, dovrà risultare perfettamente planare,
strutturalmente omogeneo e solido, e finito a frattazzo fine, evitando assolutamente spolverature e
lisciature.
ART.37 PAVIMENTI E RIVESTIMENTI INTERNI
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37.1 Norme generali
La posa in opera dei pavimenti di qualsiasi tipo e genere dovrà venire eseguita in modo che la
superficie risulti perfettamente piana, salvo formazione di pendenze imposte in progetto ed osservando
le disposizioni che di volta in volta saranno impartite dal Direttore dei Lavori.
L’orizzontalità dovrà essere scrupolosamente curata: non saranno accettate pavimentazioni che
presentassero ondulazioni superiori ai 2 mm misurati con l'apposizione a pavimento di un regolo di 2
m di lunghezza; scostamenti superiori verificati alla fine delle operazioni di collaudo comporteranno il
ripristino della pavimentazione.
Nella realizzazione di pavimenti in piastrelle, nel caso occorrano per il completamento delle superfici
parti di piastrelle, queste dovranno essere tagliate sempre con idonei utensili, essendo tassativamente
proibito effettuare tagli con martello e scalpello.
L'Appaltatore sarà tenuto a disporre efficienti sbarramenti onde evitare il passaggio di operai e
materiali sui pavimenti appena gettati o posati, per tutto il tempo necessario alla stabilizzazione del
pavimento. I materiali forniti a cura dell'Appaltatore dovranno essere tempestivamente campionati e
sottoposti al Direttore dei Lavori per l'approvazione. A lavoro ultimato e appena prima della consegna,
le pavimentazioni dovranno essere pulite e/o lavate con accuratezza.
Qualunque sia il materiale da impiegare, questo dovrà presentare assoluta regolarità di forma, assenza
di difetti superficiali, uniformità, stabilità di colori, resistenza adeguata alle condizioni di impiego.
L'Appaltatore dovrà presentare all'approvazione del Direttore dei Lavori i campioni dei materiali e
dovrà sempre approntare una adeguata campionatura. Solo dopo l'approvazione sarà consentito dare
inizio ai lavori di rivestimento.
Tutti i pavimenti dovranno risultare di colori uniformi secondo le tinte e le qualità dei campioni
presentati preventivamente per l'accettazione al Direttore dei Lavori.
Nel caso di rivestimenti realizzati mediante l'uso di piastrelle o pietra in lastre, gli elementi dovranno
essere posizionati secondo allineamenti imposti, e le linee dei giunti, debitamente stuccate, dovranno
risultare, a lavoro ultimato, perfettamente allineate secondo le esigenze architettoniche.
I contorni degli apparecchi sanitari, rubinetteria, mensole e di tutte le predisposizioni, dovranno essere
eseguiti a regola d'arte, senza incrinature, ne ripristini.
In funzione della destinazione d'uso dei locali, ove richiesto dalla Normativa di sicurezza di
prevenzione incendi, i rivestimenti dovranno essere omologati nelle relative classi di resistenza e
reazione al fuoco e l'Appaltatore dovrà a tal fine provvedere anche se non esplicitamente richiesto nelle
singole specifiche tecniche.
A lavoro ultimato e prima della consegna i rivestimenti dovranno essere puliti e lavati con accuratezza.
Quando i pavimenti cambiano di tipologia è prescritto che ogni variazione derivante dal diverso tipo di
pavimentazione stessa (resiliente in pvc e gomma ognuna di diverso spessore, grès, interna od esterna)
debba essere compensata da un diverso spessore del massetto in modo da mantenere assolutamente
complanare ogni piano di calpestio.
Tra pavimenti di diverso materiale la giunzione andrà eseguita con i giunti di frazionamento (siliconici
prefabbricati) utilizzati per le diverse ripartizioni superficiali di frazionamento e posati nelle parti
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meno visibili.
37.2 Pavimenti e rivestimenti in piastrelle ceramiche: Norme generali
Prima di iniziare l'applicazione dello strato legante di colla cementizia, il piano di posa dovrà essere
accuratamente pulito e inumidito prima dell’applicazione della colla.. Sul piano così preparato verrà
steso lo strato di colla, applicata con spatola dentata per uno spessore costante di mm 3, addizionata
con malta a base di resine sintetiche ed idrofobanti per la formazione e sigillatura delle fughe (mm 05), compreso ogni opera accessoria per la formazione dei giunti di dilatazione eventuali.
La colla dovrà essere possibilmente mescolata a macchina con il preparato cementizio e dovrà avere
consistenza tale da non far affiorare acqua in superficie.
La sigillatura dei giunti fra le singole piastrelle con boiacca dovrà essere effettuata quando il letto di
colla sarà già parzialmente indurito e cioè non prima di 12 ore, ne' dopo 24 ore dalla posa; per spargere
la boiacca si utilizzerà una spatola di gomma o di materiale plastico essendo in ogni caso vietato l'uso
di spazzole metalliche. A sigillatura effettuata si procederà alla pulizia del pavimento con segatura o
meglio con tela di juta o spugne di gomma, curando di asportare tutti i residui di boiacca.
Successivamente, ed a sigillatura indurita, dovrà lavarsi il pavimento con acqua o, se necessario e nel
caso di piastrelle non smaltate, anche con soluzione acida (10% di acido nitrico +90% di acqua).
Giunti
Il materiale prescelto richiede che la posa delle piastrelle avvenga con giunto aperto.
Con la posa a giunto aperto le piastrelle saranno spaziate di 3 o 8 mm ponendo ogni cura, con l'uso di
apposite crocette, od altri dispositivi, affinchè i giunti siano regolari, allineati e di larghezza uniforme.
Precauzioni e protezioni
In condizioni climatiche esasperate dovrà poi provvedersi a riparare i pavimenti interni chiudendo le
aperture, se sprovviste di infissi, con fogli di plastica.
Prima di sottoporre i pavimenti a pesi, o comunque a sollecitazioni di carichi ed a quelli di esercizio,
dovranno trascorrere non meno di 30 giorni.
37.3 Pavimenti e rivestimenti in grès porcellanato
In tutti i Blocchi “A”, “B”, “C”, tutti i pavimenti ed i rivestimenti interni all’edificio, relativi ai bagni
ed ai locali di servizio in genere, saranno in piastrelle di gres porcellanato smaltate, , con le seguenti
caratteristiche:
-
Classificazione del prodotto
UNI EN 14411
Appendice H
Gruppo B1b
-
assorbimento d’acqua,
ISO 10545 - 3,
≤ 0,5 % ≤ E ≤ 1,5;
-
resistenza alla flessione/sforzo di rottura
ISO 10545 - 4,
N/mm² 30 ± 50
-
resistenza all’abrasione superficiale
ISO 10545 – 7 Classi PEI 0-5
-
coefficiente dilatazione termica lineare
ISO 10545 – 8
2- 4
≤ 7 MK¯
1
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-
resistente agli sbalzi termici
ISO 10545 – 9
conforme
-
resistenza al cavillo
ISO 10545 – 11
richiesta
conforme
-
resistente al gelo
ISO 10545 – 12
richiesta
conforme
-
resistenza all’attacco chimico
ISO 10545 – 13
-
resistenza alla scivolosità, conforme alle direttive CEE 89/106 ed in particolare al D.M. 14.06.89
A - AA
n. 236 relativo agli ambienti di uso pubblico, con coefficiente di attrito medio (µ) maggiore di 0.4
(metodo B.C.R., ad elemento scivolante gomma su fondo bagnato e cuoio su fondo asciutto) c/o
classe R9 secondo DIN 51130.
Le piastrelle previste in progetto, con le caratteristiche sopra elencate, saranno in tinta unita con
superfici matt o lucide:
- in formato 15x15, 20x20, 30x30 per i pavimenti;
- in formato 5x5, 10x10, 5x20, 2,5x2,5 su rete per rivestimenti, colori a scelta della D.L.
I locali di servizio saranno rivestiti fino al un’altezza di 220 cm: i rivestimenti saranno dati in opera
incollati con adesivi a due componenti come per i pavimenti.
La perfetta esecuzione delle superfici sarà controllata con un regolo di m. 2,00 rigorosamente rettilineo
che dovrà risultare combaciante con il rivestimento in qualunque posizione: orizzontale, verticale,
diagonale. I contorni degli apparecchi sanitari dovranno essere disposti con elementi appositamente
tagliati e predisposti a regola d’arte, senza incrinature né stuccature. Le connessure dovranno risultare
minime e convenientemente stuccate.
La serie deve essere completa di pezzi speciali, coordinati col pavimento e col rivestimento, al fine di
permettere il rivestimento di tutti gli spigoli, concavi o convessi presenti negli ambienti.
Nel caso di impiego congiunto dei formati 30x30, 15x15 e 10x10 cm con i fogli di mosaico 5x5 e
2,5x2,5 cm, è importante tener presente che il calibro idoneo per tale operazione è il calibro 8. Le
tessere di mosaico vengono fornite premontate, con fuga di 1,5 mm, su fogli in fibra di vetro di
30x30cm.
37.4 Pavimenti in grès porcellanato dim. 60x60
Con questo tipo di pavimentazione, saranno realizzati tutti i pavimenti interni del piano terreno dei
seguenti corpi di fabbrica:
-
Blocco “A”: piano terreno, zona di ingresso ed attigui uffici a sinistra e a destra del passo carraio
(questo escluso);
-
Blocco “B”: piano terreno, zona di soggiorno comune e soggiorno-pranzo, escluso il passo carraio;
-
Blocco “C”: piano terreno, locali occupazionali, escluso il passo carraio.
piano sottotetto, zona soggiorno e sala TV nella zona di nuovo ampliamento
Tutti i pavimenti interni sopra indicati, saranno in piastrelle di gres fine porcellanato compatto ed
inassorbente, dim. 60x60 - spessore 14 mm, con finitura naturale o lappata, con bordi rettificati a
spigolo vivo, avente le seguenti caratteristiche:
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-
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piastrelle ottenute per pressatura a secco a 4000 ton, di impasti pregiati (sabbie quarzifere e
feldspati, ecc) atomizzati e sottoposti a cottura di almeno 90 min. a 1220 °C.
-
impasto a tutta massa e superficie strutturata
-
durezza superficiale (Mhos)
UNI EN101
Mohs 9
-
resistenza all’attacco chimico
ISO 10545 - 13
ULA - UHA
-
resistenza alle macchie
ISO 10545 - 14
Classe 5
-
spessore
UNI EN 98
14 mm
-
resistenza al gelo secondo
ISO 10545 - 12
ingelivo
-
assorbimento d’acqua
ISO 10545 - 3
≤0,05%
-
carico di rottura, secondo
ISO 10545 - 4
> 550 Kg/cmq;
-
resistenza all’abrasione profonda
ISO 10545 - 6
≤134 mm³
-
resistenza alla scivolosità, conforme alle direttive CEE 89/106 ed in particolare al D.M. 14.06.89
-
n. 236 relativo agli ambienti di uso pubblico:
≥ 0.6
metodo ASTMC (fondo asciutto o bagnato)
-
indicato per superfici ad alto traffico, aspetto superficiale simile alla Pietra di Luserna o a scelta
della D.L..
37.5 Pavimenti interni ai piani interrati
Tutti i pavimenti dei locali di servizio, collocati prevalentemente al piano interrato, adibiti a
magazzino, deposito di vario tipo, corridoio
e locali tecnici, saranno realizzati impiegando le
piastrelle in grés porcellanato utilizzate nelle pavimentazioni delle terrazze e descritte nella specifica
voce: “ Pavimento per esterno in grés porcellanato smaltato”.
37.6 Zoccolini in grès o ceramica
I locali pavimentati in grès o ceramica antiscivolo, e non rivestiti in ceramica sulle pareti, avranno
zoccolini in analogo materiale, comprensivi di pezzi speciali per spigoli, angoli, incollati al rinzaffo
come i pavimenti. Tutte le piastrelle di ceramica o gres sopra descritte dovranno essere campionate
prima dell’uso e le caratteristiche tecniche indicate per ciascun tipo, dovranno essere completamente
documentate e certificate.
Giunti di dilatazione e di frazionamento.
Durante la posa bisognerà rispettare tassativamente tutti i giunti di dilatazione esistenti nel sottofondo e
sulle pareti. Nel caso di superfici molto estese, suddividere l'area con dei giunti di frazionamento di
circa 10 mm, da posizionare come segue:
Riquadri di 6x6 m pari a 36 m2, per posa all'interno e su superfici stabili.
Prevedere i giunti di frazionamento ogni 8 ml, nei corridoi, passaggi pedonali, gallerie, ecc.
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37.7 Pavimenti resilienti
Norme generali
Fatte salve le specifiche per ogni tipo di materiale più avanti descritto, valgono le seguenti regole
generali.
I pavimenti resilienti dovranno essere forniti e campionati in teli: la campionatura da sottoporre alla
D.L. dovrà essere corredata di precisa scheda tecnica delle caratteristiche fisico chimiche del materiale,
dichiarando lo spessore ed il peso del materiale, e le modalità di posa.
Il peso a metro quadrato dovrà essere quello delle schede tecniche presentate dal fornitore ed accettate
dalla D.L. Il peso verrà determinato sopra provini quadrati del lato di cm 50 con pesature che diano
l’approssimazione di un grammo. La posa dei teli dovrà avvenire, previa rasatura del sottofondo di
posa, con collanti e sigillanti delle migliori marche e la lavorazione di posa dovrà essere eseguita nel
rispetto delle prescrizioni tecniche impartite dai fabbricanti di tali collanti e sigillanti, in merito a
temperatura ed umidità del sito di cantiere così come dei tempi e metodi di posa, fatta salva ogni
ulteriore richiesta della D.L..
I sottofondi dovranno essere lisci, consistenti, privi di crepe, asciutti, con un’umidità inferiore al 2,5%.
Per la corretta posa delle pavimentazioni resilienti occorrerà procedere all’acclimatazione del
materiale, per un periodo di almeno 24 ore, a temperatura superiore ai 15°C.
A posa ultimata, i pavimenti resilienti dovranno essere perfettamente puliti ed opportunamente protetti,
per impedire che possano essere danneggiati durante l’esecuzione di eventuali opere successive. Per
quanto riguarda la protezione delle pavimentazioni finite, è prevista e compensata la fornitura e posa di
un opportuno strato di cartone alveolare, con il quale dovrà essere ricoperta l’intera superficie
calpestabile. L’integrità di tale cartone dovrà essere garantita fino all’ultimazione dei lavori.
Prima della consegna dei lavori si dovrà procedere alla pulizia a fondo, possibilmente con l’uso di
apposite macchine monospazzola.
37.8 Pavimenti in linoleum da 2,5 mm
(pavimentazione dei nuclei)
La pavimentazione dovrà essere realizzata in linoleum a teli, tipo e colore a scelta D.L. composto da
olio di lino ossidato, resine naturali, farina di legno, pigmenti e riempitivi inerti, con un supporto in
tela di juta (EN 548). Dovrà inoltre soddisfare le norma EN 14041 e possedere il marchio CE.
La superficie dovrà avere un finish protettivo di fabbrica, resistente all’usura, antisporco e
difficilmente rimovibile. L’unità produttiva dovrà essere certificata ISO 9001 e 14001.
Principali caratteristiche tecniche:
- Larghezza: 200 cm
(EN 426)
- Spessore: 2,5 mm
(EN 428)
- Peso: 2,9 Kg/m2
(EN 430)
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- Classe: 23+34+42
(EN 685)
- Reazione al fuoco :
EN 13501-1: classe Bf1- s1 (poco fumo);
AFNOR NF F16-101 : classe F2
- Potere calorifico :
ca. 3.000 cal/g (ISO 1716)
- Resistente alla brace della sigaretta
(EN 1399)
- Resistente alle sedie girevoli
(EN 425)
- Impronta residua : 0,08 mm ca.
(EN 433)
-
Proprietà elettrostatiche: Antistatico.
-
Il potenziale elettrostatico sulle persone è inferiore a 2 kV (EN 1815)
- Resistenza alla luce :
grado 6/8 scala dei blu (ISO 105 B02)
- Abbattimento acustico :
≤ 5 dB (ISO 717-2)
- Proprietà antiscivolo:
R 9 (DIN 51130) e DS: ≥ 0,30 (EN 13893)
- Resistente agli agenti chimici (acidi diluiti, oli, grassi ed ai più comuni solventi come alcol, acetone,
ecc.):
(EN 423)
- Flessibilità :
diametro 40 mm (EN 435)
- Conducibilità termica – resistenza termica :
0,17 W/mK – 0,014 m2.K/W (DIN 52612)
(adatto per riscaldamento a pannelli)
- Batteriostatico :
-
rapporti dei laboratori TNO (Olanda) e NAMSA (USA)
Certificati ambientali: (Green Labels): Nature Plus® e TUV (Germania) –
NORDIC ENVIRONMENT LABEL (Scandinavia),
ECO LABEL UZ42 (Austria).
37.9 Pavimentazione in gomma di tipo sportivo per uso interno
(pavimentazione per palestra)
Pavimento calandrato e vulcanizzato a base di gomma naturale e sintetica, cariche minerali,
vulcanizzanti, stabilizzanti e pigmenti coloranti. Formato da uno strato di usura con superficie liscia,
antisdrucciolevole, tonalità semiunita, vulcanizzato ad un sottostrato portante smerigliato per attacco
adesivo, così da diventare un materiale unico a spessore costante di mm 4 (6,4 Kg/m²) nel formato telo
di altezza cm 183, incollato al sottofondo con appositi collanti. Il pavimento dovrà possedere le
seguenti caratteristiche tecniche :
•
Durezza : 80+
5 SHORE A (DIN 53505)
•
Stabilita' dimensionale : (DIN 51962) nessuna variazione apprezzabile
•
Resistenza all'abrasione : < 200 mmc ( DIN 53516 carico 5N)
•
Esente da alogeni, cadmio, formaldeide, ed amianto
•
Reazione al fuoco : Classe 1 ( D.M. 26.06.84 G.U. 25.08.84 CSE-RF2/75A RF3/77 ) .
•
Effetto bruciatura sigarette : (DIN 51961) Nessun effetto permanente
•
Resistenza prodotti chimici : (DIN 51958) Resiste a tutti i prodotti chimici usati normalmente per la
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pulizia
•
Rimbalzo della palla : (DIN 18032/2) >95 %
•
Resistenza allo scivolamento : (UNI 9551) DRY>85
Zoccolino con raccordo a pavimento sp. mm 3,0
Per gli zoccolini delle pavimentazioni resilienti si adottano elementi pre-formati in materiale analogo a
quello delle pavimentazioni di cui costituiscono finitura, con altezza di cm 10 in barre da m 10, atti a
garantire un raccordo con sguscia tra pavimento e parete nei colori a scelta della D.L.
In alternativa allo zoccolino sopra descritto, possono essere risvoltati i teli impiegati nelle
pavimentazioni, purché lungo il muro venga preventivamente posta una sguscia di 3cm, idonea a creare
il raccordo tra pavimento e parete.
37.10 Pavimenti in legno: Norme generali
La posa dei pavimenti in legno non dovrà avvenire prima che tutti i lavori di muratura e tutti gli
impianti siano stati ultimati. Dovranno inoltre già essere stati posati i serramenti esterni con i vetri
montati, e dovrà essere verificata la possibilità di mantenere i locali ad una temperatura di almeno
15°C circa ed un’umidità relativa dell’aria compresa tra 45% e 65%.
Prima di iniziare l'applicazione dello strato legante, il piano di posa dovrà essere accuratamente pulito
in modo da permettere la perfetta adesione del collante e ne dovrà essere accuratamente misurato il
grado di umidità. Il piano dovrà essere sufficientemente planare al fine di permettere l’ottenimento di
una superficie di parquet priva di gibbosità evidenti e la sicura adesione della totalità della lista al
sottofondo.
A posa ultimata, i pavimenti in legno, dovranno essere perfettamente puliti ed opportunamente protetti,
per impedire che possano essere danneggiati durante l’esecuzione di eventuali opere successive. Per
quanto riguarda la protezione delle pavimentazioni finite, è prevista e compensata la fornitura e posa di
un opportuno strato di cartone alveolare, con il quale dovrà essere ricoperta l’intera superficie
calpestabile. L’integrità di tale cartone dovrà essere garantita fino all’ultimazione dei lavori.
Prima della consegna dei lavori si dovrà procedere alla pulizia a fondo.
37.11 Pavimenti in legno di tipo sportivo-industriale
(pavimenti a tutti i piani: Blocco “A”)
Il progetto prevede la fornitura e posa di un pavimento in legno di tipo sportivo-industriale per tutti i
locali ad uso ufficio e sale riunione del Blocco “A”, individuate negli elaborati di progetto con la
specifica sigla. A questi piani tutti i locali di servizio avranno invece pavimenti di tipo ceramico, come
più avanti descritto.
Il pavimento sportivo-industriale è costituito da lamelle di piccole dimensioni, opportunamente
assemblate fra loro e compattate in blocchetti a forma di parallelepipedo, l’essenza scelta è il Rovere.
I blocchetti dovranno essere posati a correre creando un effetto di rigatura fine continua, divisa in fasce
regolari di passo pari alla larghezza dei blocchetti.
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Dimensioni: spessore: 14 mm,
larghezza dei blocchetti: 160/200/220/250 mm a seconda delle essenze;
larghezza dei listelli: mm 10/14/20 a seconda delle essenze;
Classificazione: extra norme UNI: tollerate presenze di nodini, tracce di alburno, sgranature di
lavorazione; per facilitarne la posa i listelli sono tenuti insieme da due fasce laterali in polietilene che
vengono eliminate durante le operazioni di levigatura del pavimento. Dopo la levigatura lo spessore del
materiale risulta essere di circa 1-1,1 cm. La voce comprende la posa a colla dei blocchetti forniti
preformati con le fasce in polietilene, la raschiatura e la verniciatura.
La Ditta fornitrice del materiale in legno ne dovrà certificare un grado di umidità interno ≤ 10%.
Zoccolino in legno
Per gli zoccolini delle pavimentazioni in legno si adottano elementi sagomati in materiale analogo a
quello delle pavimentazioni di cui costituiscono finitura, con altezza di cm 10 in barre da m 4, atti a
garantire un raccordo leggermente sgusciato tra pavimento e parete nei colori a scelta della D.L.
37.12 Trattamento superficiale del pavimenti in legno di tipo industriale
Nel rispetto delle vigenti norme in tema di sicurezza degli ambienti pubblici in relazione al rischio di
scivolamento, ai sensi del D.M. 14/06/1989 n. 236, ultimate le operazioni di levigatura e verniciatura,
per il pavimento dovranno essere garantiti i seguenti valori minimi di scivolosità:
-
Secondo la norma DIN 51130 (ad elemento scivolante gomma su fondo bagnato)
≥ classe R9
-
Secondo il metodo B.C.R (cuoio su fondo asciutto)
≥ µ 0.4
Per il raggiungimento di quanto sopra, le lavorazioni prescritte sono le seguenti:
1. Il materiale legnoso dovrà essere levigato e, dove necessario, stuccato e rasato con carteggiatrice a
nastro, avendo cura di non lasciare zone o aree non trattate: l’operazione dovrà essere completata
con abrasivi a grana 80-100, non più fini;
2. Il supporto dovrà essere quindi sottoposto ad una pulizia fine mediante depolveratore con
aspiratore meccanico e successivo panno antistatico;
3. Per la verniciatura dovrà essere impiegata una vernice poliuretanica bicomponente alifatica
semilucida ad acqua o a solvente stesa in tre mani, di cui la prima eventualmente diluita al 20% con
funzione di turapori.
4. Sulla scheda del prodotto verniciante dovrà essere indicato il periodo di validità dell’efficacia del
prodotto e per conseguenza ogni quanti anni dovrà essere ridata la verniciatura.
5. Prima della posa il prodotto dovrà essere acclimatato e quindi applicato con una temperature
ambiente compresa fra + 15° e 35°e comunque in nessun caso ad una temperature inferiori a 5°. La
posa del prodotto verniciante dovrà avvenire a regola d’arte e nel rispetto delle indicazioni
contenute nella specifica scheda.
6. La vernice scelta dovrà anche offrire eccellente resistenza all’abrasione, alle strisciate da tacchi o
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da rotelle delle sedie e ottima resistenza agli agenti chimici.
Per certificare il rispetto del D.M. 14/06/1989 n. 236 citato in epigrafe, dovranno essere effettuate due
distinte operazioni:
-
dapprima il prodotto verniciante prescelto dovrà essere testato, su apposito campione di circa 1mq
realizzato col materiale scelto per il pavimento, e sottoposto a prova in laboratorio certificato, per
la verifica del grado di scivolosità ai sensi della norma DIN 51130 (≥ classe R9) e secondo il
metodo B.C.R (≥ µ 0.4);
-
quindi, a verniciatura ultimata, l’applicatore dovrà certificare di aver eseguito sul palchetto in
opera le stesse lavorazioni a suo tempo effettuate sul campione certificato.
-
La prova ai sensi della norma BCR potrà eventualmente essere resa in opera a verniciatura
ultimata.
Tutte le certificazioni dovranno essere consegnate entro due mesi dall’ultimazione delle operazioni di
verniciatura dei palchetti e comunque prima che vengano iniziate le operazioni di collaudo
dell’edificio. L’onere conseguente all’ottenimento delle certificazioni sopra descritte è compreso e
compensato nello specifico nuovo prezzo.
37.13 Rivestimento murale interno in Classe 0
E’ prevista la posa di rivestimento murale biologicamente e chimicamente inerte e non tossico, su tutte
le pareti interessate da maggior transito e sosta di persone:
-
Blocco “A”: tutti i corridoi, le sale d’attesa e la zona di sbarco dell’ascensore, a tutti i piani;
-
Blocco “B”: al piano terra i corridoi, la zona di sbarco del montaletto e gli ampi soggiorni; ai piani
superiori tutti i corridoi, disimpegni e zona di sbarco del montaletto;
-
Blocco “C”: al piano terra i corridoi/disimpegni e le pareti delle due palestre; ai piani superiori
tutti i disimpegni, i corridoi anche quando costituiscono un lato delle zone soggiorno e zona di
sbarco nel montaletto.
Tale rivestimento consistente in uno strato di solfato di calcio (100% gesso), protetto da un tessuto non
tessuto in fibra di vetro molto sottile, la cui superficie è impressa con colori solubili in acqua non
contenenti metalli pesanti e soventi. Altezza del rivestimento prevista: H = 110 cm.
I tessuti sono trattati con uno speciale appretto che ne facilita la messa in opera e la compatibilità con
vari tipi di pitture impiegate per la tinteggiatura finale delle superfici. La posa in opera avviene su
muro pulito, con stesa a rullo di idoneo collante diluito al 10% sul quale viene fatto aderire il tessuto,
pressandolo con una spatola di plastica dal centro verso i bordi.
1) caratteristiche tecniche costruttive:
-
reazione al fuoco:
il materiale deve essere omologato in classe 0 (zero)
-
– norma UNI ISO 1182
in opera non emette sostanze volatili – VOC free – UNI EN 12149
sostanze nocive per l’ozono, particelle pericolose, gas e radiazioni
-
non contiene formaldeide, metalli pesanti, solventi, sostanze tossiche;
-
conforme alle Norme UE. atossicità, igiene ambientale e sicurezza, requisiti essenziali sui
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materiali Dir. CEE 89/106, n. C 62/6.
-
Certificato
ISO 9001 (Qualità totale)
ISO 14001 (eco e bio compatibile, eco e bio sostenibile)
2) Proprietà fisiche:
-
-
-
Peso totale:
± 400 g/mq
Fibra di vetro:
± 50 g/mq
Solfato di calcio:
± 350 g/mq
Spessore totale:
± 0,50 g/mq
Fibra di vetro:
± 0,20 g/mq
Solfato di calcio:
± 0,30 g/mq
Altezza del rivestimento:
± 140 cm bobina: ± 30 ml
Il prodotto deve essere omologato resistente agli urti, agli strappi, ai detersivi ed ai disinfettanti.
Quando la posa avviene in proseguimento dello zoccolino in linoleum, è prevista la saldatura dello
zoccolino con il materiale di rivestimento, impiegando i cordoli del linoleum.
ART.38 PAVIMENTAZIONI PER ESTERNI
38.1 Pavimento per esterno in grés porcellanato smaltato
(con grado di scivolosità R10)
Le pavimentazioni di tutte le terrazze esistenti, dei Blocchi “A”, “B” e dei fabbricati già ristrutturati,
saranno pavimentate con piastrelle in grés porcellanato smaltato, avente le seguenti caratteristiche:
-
assorbimento d’acqua,
ISO 10545 - 3,
-
resistenza alla flessione/sforzo di rottura
ISO 10545 - 4,
min. 35 N/mm²
≤ 0,5 % ;
50N/mm² = 509 Kg/cm²
spessore ≥ 7,5 mm; min. 35 N/mm²
-
resistenza all’abrasione superficiale
2500 N
ISO 10545 – 7 Classi PEI 0-5
4-5
6
≤ 7x10¯ °C¯
1
-
coefficiente dilatazione lineare
ISO 10545 – 8
-
resistente agli sbalzi termici
ISO 10545 – 9 metodo disponibile resiste
-
resistenza al cavillo
ISO 10545 – 11
richiesta
resiste
-
resistente al gelo
ISO 10545 – 12
richiesta
resiste
-
resistenza all’attacco chimico
ISO 10545 – 13
prodotti ad uso domestico ed additivi per piscina
Min. GB
GA
acidi e alcali a bassa concentrazione
da GA, GLB a GLC
GLA
acidi e alcali ad alta concentrazione
metodo disponibile
metodo disponibile
-
resistenza alle macchie
ISO 10545 – 14 Min. 3
-
stabilità dei colori alla luce
DIN 51094
non devono presentare apprezzabili variazioni di colore
5
conforme
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scivolosità gruppo R
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DIN 51130
≥ R9
R10
Le piastrelle previste in progetto, con le caratteristiche sopra elencate, saranno in tinta unita, in formato
15x15, colori a scelta della D.L.
Norme di posa in esterno
La posa in esterno con adesivi, del grès porcellanato smaltato sopra descritto,
sarà eseguita su
massetto.
La posa dovrà essere sempre eseguita a giunto aperto con una fuga compresa tra i 3 e 5 mm, secondo la
flessibilità e caratteristiche del supporto, della dimensione della piastrella e dell'ambiente di posa.
Dovrà essere iniziata solo dopo aver accertato che le condizioni di temperatura ed umidità siano quelle
prescritte nei bollettini tecnici degli adesivi utilizzati: la temperatura non deve scendere al di sotto dei
+5°C e non superare i 30°/40°C durante la posa e almeno per i 7 giorni successivi.(24 ore qualora si usi
un adesivo a presa rapida).
Dovrà essere prestata particolare attenzione alle superfici fortemente irradiate dal sole, con clima secco
e ventilato (posare nelle ore meno calde).
Prima di iniziare la posa bisogna verificare che le superfici e le condizioni ambientali siano idonee.
Trattandosi di posa in esterno, in aree sottoposte al pericolo di gelo, per l’applicazione degli adesivi si
dovrà usare una spatola idonea ed utilizzare il sistema a doppia spalmatura in modo che la superficie
della piastrella sia bagnata al 100%.
La pavimentazione della terrazza di copertura della cucina esistente, che costituisce l’uscita del
soggiorno pranzo di nucleo del Primo piano Blocco “B”, sarà realizzata in lastre di Pietra di Lucerna,
descritta nella specifica voce di Opere in Pietra.
ART.39 OPERE IN PIETRA
Norme generali
Le opere in pietra dovranno corrispondere alle dimensioni e forme richieste ed essere lavorate in
conformità alle prescrizioni del presente capitolato ed a quelle indicate nei particolari costruttivi.
Le lastre in pietra naturale per pavimentazioni dovranno corrispondere ai "Requisiti e metodi di prova”
di cui alla Norma UNI EN 1341 (2001).
Gli spigoli degli elementi non dovranno presentare
scheggiature o smussature. Non saranno tollerate cavità nelle facce, tassellature, rattoppi, graffature ed
altri simili rimedi di consolidamento e di rinforzo.
La posa in opera delle lastre di Pietra di Luserna dovrà essere eseguita in modo che le superfici
risultino perfettamente piane ed osservando scrupolosamente le disposizioni che, di volta in volta,
saranno impartite dalla Direzione dei lavori. I singoli elementi dovranno combaciare esattamente tra di
loro, dovranno risultare perfettamente fissati al sottostrato e non dovrà verificarsi nelle connesse dei
diversi elementi a contatto la benché minima ineguaglianza. I pavimenti dovranno essere consegnati
diligentemente finiti, di colore uniforme e senza macchie di ruggine. L'impresa ha l'obbligo di
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presentare alla Direzione dei lavori i campionari di lastre provenienti da differenti cave, affinché possa
essere operata una scelta più accurata.
39.1 Pavimenti interni in lastre di Pietra di Luserna
Sono previste lastre di 1ª scelta a spessore costante con superficie fiammata, di forma quadrata,
dimensioni pari a cm 50x50 e spessore nominale pari a cm 2, che dovranno essere disposte a correre o
secondo la diagonale a scelta della D.L..
La posa avverrà su letto di malta cementizia avente R’bK 150 Kg/cmq per uno spessore di cm 5, come
indicato negli elaborati di progetto, sopra il massetto esistente; le lastre saranno premute finché la
malta rifluisca dalle connessure. Le connessure dovranno essere stuccate con apposito sigillante e la
loro larghezza sarà a scelta della D.L..
Con questo tipo di pavimentazione, saranno realizzati tutti i pavimenti interni indicati negli elaborati di
progetto:
-
Blocco “A”: area di sbarco dell’ascensore, a tutti i piani, eccetto quello del piano terreno, soglie
delle passate interne in lastra intera.
-
Blocco “B”: area di sbarco dell’ascensore e locale adiacente, a tutti i piani, soglie delle passate
interne in lastra intera.
-
Blocco “C”: area di sbarco dell’ascensore, a tutti i piani, corridoio del piano terreno; soglie delle
passate interne in lastra unica.
39.2 Pavimenti esterni in lastre di Pietra di Luserna nuove
I pavimenti di tutti i portici oggetto di intervento, nei quali siano stati precedentemente realizzati solai
ventilati con igloo, avranno finitura in lastre di Pietra di Luserna.
Nella posa si dovrà tener conto che essi, in talune parti, potranno risultare anche carrabili.
Sono previste lastre con superficie fiammata, di forma quadrata, dimensioni pari a cm 50x50 e
spessore nominale pari a cm 3 disposte in file parallele a correre.
Con questo tipo di pavimentazione, saranno realizzati tutti i pavimenti esterni del piano terreno dei
seguenti corpi di fabbrica:
-
Blocco “A”: zona del passo carraio e relativo portico di affaccio al cortile detto “degli uomini”;
-
Blocco “B”: passo carraio di collegamento tra i due cortili e porticati posti su entrambi i lati delle
zone di soggiorno comune e pranzo nonché davanti agli ambulatori di nuova realizzazione;
-
Blocco “C”: passo carraio, zona allargata di ingresso e portico di affaccio al cortile detto “delle
donne”: tutte queste zone saranno rialzate, come da disegni di progetto, al fine di raccordarsi con
la quota finita dei pavimenti interni per garantirne la completa accessibilità. Terrazza del piano
sottotetto del blocco di ampliamento.
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39.3 Pavimenti esterni in lastre di pietra esistenti
In alcune aree porticate, dovendo operare alcuni scavi ma non avendo la necessità di realizzare un
sottostante solaio ventilato con igloo, non si procederà alla sostituzione delle lastre in pietra esistenti
ma si effettuerà solo una rimozione delle stesse con accurata ripulitura ed eventuale riquadratura, ed
una ricollocazione ad intervento finito. In caso di necessità di sostituzione, si dovrà reperire sul
mercato elementi in pietra simili, sia come qualità che come dimensione.
39.4 Soglie e davanzali esterni in pietra
Tutte le aperture avranno soglie in Pietra di Luserna di 1ª scelta a spessore costante di cm 3 fiammate
sul piano superiore, di ampiezza pari alla larghezza della passata: sia all’esterno che all’interno degli
ambienti.
Tutte le aperture finestrate avranno davanzali esterni in Pietra di Luserna di spessore costante di cm 3
fiammati sulla parte superiore, con gocciolatoio e finitura diritta con spigoli smussati di 5 mm.: messi
in opera secondo i disegni di progetto con sporgenze di 3 cm .
Anche gli stipiti delle porte di ingresso dei montaletti avranno soglie, fianchi e architravi in Pietra di
Luserna, di spessore cm. 5: gli stipi avranno i bordi con finitura a toro e superficie fiammata ed
aggetteranno rispetto al filo finito del muro di circa 10 cm.
Tutte le lastre dovranno avere colorazione omogenea, essere prive di macchie di ruggine o altre
impurità.
Nelle passate con presenza di differenti tipi di pavimento, gres-gomma, linoleum - pietra, si farà uso
di giunto realizzato con profili di acciaio di dimensioni adeguate o giunti in gomma posti a raso.
39.5 Davanzali interni e copertine
Tutti i davanzali interni, saranno in lastre di Pietra di Luserna, di 1ª scelta a spessore costante di cm 3
a finitura lucida, con costa diritta e spigoli smussati di 5 mm. I davanzali interni in genere avranno
sporgenze modeste per permettere un comodo accesso alle maniglie dei serramenti di facciata.
Saranno altresì in Pietra di Luserna, sp. 3 cm, anche tutte le eventuali copertine.
Il piano di appoggio dei caminetti dei soggiorni del Blocco “C” sarà realizzato in lastre di Pietra di
Luserna di spessore 5 cm, con finitura fiammata e costa a toro.
39.6 Scale interne in Pietra di Luserna
Tutte le scale poste all’interno dei Blocchi “A”, “B”, “C”, sia esistenti che di nuova realizzazione,
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saranno pavimentate in corrispondenza dei pianerottoli con lastre di Pietra di Luserna fiammata delle
dimensioni di cm 30x30 e di spessore pari a cm 2.
Allo stesso modo, le pedate della suddetta scala saranno in Pietra di Luserna dello spessore di cm 3, a
taglio diritto nella parte frontale e smussate agli spingoli.
39.7 Zoccolini in Pietra di Luserna
Tutti i pavimenti e le scale in pietra sopradescritti, saranno dotati di relativi zoccolini da prevedersi
dello stesso materiale usato per il pavimento ma con superficie lucidata, con coste refilate e fresate, di
altezza pari a 10 cm all’interno dei locali, di altezza pari a circa 16 cm nelle scale per corrispondere
con le alzate, spessore cm. 2, compresa la sigillatura dell’intonaco sul bordo superiore.
39.8 Pedate, davanzali e soglie in pietra esistenti
Sui manufatti in pietra esistenti verrà effettuato un lavaggio generalizzato a bassa pressione con acqua
nebulizzata e l’ausilio di spazzole di saggina. In caso di macchie di ruggine o di particolari croste di
sporco, potranno essere adottati idonei impacchi ammorbidenti;
ART.40 CONTROSOFFITTI
Norme generali
Il progetto prevede la controsoffittatura di quelle zone che sono interessate da canalizzazioni a soffitto
che altrimenti resterebbero a vista.
Per permettere una facile ispezionabilità degli impianti, è stato adottato un sistema di controsoffittatura
a pannelli, dim. 60x60 cm, con struttura seminascosta.
La controsoffittatura sarà in genere posta ad una quota tale da lasciare un’altezza libera degli ambienti
di circa 250 cm, in particolari situazioni potrà essere collocata a quota più bassa: in presenza di
canalizzazioni di maggior spessore o, per motivi estetici, sui banconi delle postazioni di controllo.
Tutti i controsoffitti previsti dovranno presentare, a posa ultimata, superfici perfettamente orizzontali o
comunque rispondenti alle prescrizioni, essere senza ondulazioni, crepe o difetti ed i profili
perfettamente allineati. La posa in opera sarà eseguita con strumenti idonei ed in accordo con le
raccomandazioni delle case produttrici, comprenderà tutti i lavori necessari per l'inserimento dei corpi
illuminanti, griglie del condizionamento, antincendio e quanto altro richiesto per la perfetta
funzionalità di tutti gli impianti presenti.
Nel caso di esecuzione di controsoffitti in locali destinati a deposito di materiali infiammabili o
lavorazioni soggette a norme di prevenzione incendi dovranno essere usati materiali e modalità di
montaggio conformi alla normativa vigente secondo quanto fissato dalle specifiche richieste a tale
proposito.
Qualora si rendesse necessario l'uso del controsoffitto per la realizzazione di corpi appesi (apparecchi
illuminanti, segnaletica, etc.) verranno eseguiti adeguati rinforzi della struttura portante delle lastre di
controsoffitto mediante l'uso di tiranti aggiuntivi; questi tiranti dovranno essere fissati, in accordo con
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le richieste della direzione dei lavori, in punti di tenuta strutturale e con sistemi di ancoraggio che
garantiscano la necessaria stabilità.
40.1 Controsoffitti in pannelli di gesso alleggerito
Fornitura e posa in opera di controsoffittatura interna ispezionabile, realizzata con pannelli in gesso
alleggerito, in classe di reazione al fuoco 0 (zero) certificata, di colore bianco naturale, su orditura
metallica seminascosta.
L'orditura metallica sarà realizzata in lamiera d'acciaio zincata e verniciata, composta da profilo
perimetrale ad L e profili portanti a T da 24 mm., fissati al solaio con idonei tasselli, viti, pendini e
ganci a molla regolabili.
Il controsoffitto sarà completato con pannelli in gesso alleggerito di mm. 600x600, spessore mm. 1.
Le modalità per la messa in opera saranno conformi alle prescrizioni del produttore.
40.2 Controsoffitti sagomati in elementi di gesso alleggerito
(Blocco “B” – “C”)
In alcune camere per le quali, per motivi distributivi o strutturali, non sarà possibile conservare a vista
la volta esistente, sarà realizzato un controsoffitto sagomato per riprendere le linee della volta esistente
seguendo la curvatura dell’apertura su facciata. Tale volta sarà posta in opera alla quota più alta
possibile e sarà realizzata in elementi di gesso alleggerito costruiti in aderenza ad una struttura leggera
sagomabile, retta da apposita struttura di profilati in alluminio pendinata.
Il maggior onere derivante dalla difficoltà di posa e dal maggior costo del materiale è stato previsto e
compensato nel Computo metrico di progetto.
ART.41 SERRAMENTI ESTERNI ED INTERNI
Norme generali
La tipologia, gli accessori e le dimensioni dei serramenti esterni ed interni dell’edificio, siano essi in
legno, in ferro o in alluminio, con i rispettivi sensi di apertura e di manovra, risultano evidenziati nelle
tavole di progetto ed in quelle dell’Abaco. Per l’esecuzione di tutti gli infissi l’Appaltatore dovrà
servirsi di ditta specializzata.
I vari tipi di infissi avranno dimensioni, conformazioni, sezioni degli elementi e qualità dei materiali
costituenti, conformi alle prescrizioni del presente Capitolato, alle indicazioni riportate nell’abaco dei
serramenti ed a quelle impartite dalla D.L. in corso d’opera.
Prima della fornitura degli infissi l’appaltatore dovrà preparare a sua cura e spese i campioni dei vari
tipi di infissi e sottoporli all’approvazione della Direzione dei lavori, alla quale spetterà in maniera
esclusiva di giudicare se essi corrispondono alle prescrizioni.
Tali campioni, dopo l’approvazione preliminare da parte del Direttore dei Lavori, resteranno depositati
in cantiere quali termini di riferimento e di confronto.
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L’appaltatore ha l’obbligo di controllare il quantitativo degli infissi, rilevando in sito, per ciascun tipo
di infisso, le misure esatte ed il numero di essi, anche se le misure ed i quantitativi risultano degli
elaborati di progetto ed in particolare nell’Abaco.
Resteranno in ogni caso a carico dell’appaltatore gli inconvenienti che potessero derivare
dall’omissione, incompletezza o imprecisione di tale controllo.
Ispezione prove e collaudo finale
Durante il corso dei lavori il committente si riserverà di accertare, tramite ispezioni, che la fornitura dei
materiali costituenti i manufatti corrisponda alle prescrizioni e che la posa avvenga secondo le migliori
regole dell'arte in modo da poter intervenire tempestivamente qualora non fossero rispettate le
condizioni imposte. In fase di progetto esecutivo l'appaltatore dovrà fornire i certificati di prova dei
manufatti rilasciati da laboratori, ufficialmente riconosciuti, a livello europeo, riguardanti:
- prova di permeabilità all'aria;
- prova di tenuta all'acqua;
- prova di resistenza al vento.
Le prove dovranno essere state eseguite secondo normativa DIN 18055 o UNI EN42, UNI EN86, UNI
EN77, UNI EN107.
Nel corso e/o al termine della fornitura il committente si riserverà di sottoporre alcune tipologie, alle
prove sopra citate, da eseguirsi in cantiere o in un laboratorio scelto di comune accordo tra le parti.
Qualora, con la metodologia di cui sopra, una prova non fosse soddisfatta, si procederà ad un nuovo
campionamento e nel caso si riscontrasse nuovamente una prova non soddisfatta, il committente potrà
dichiarare la non idoneità dell'intera fornitura fino alle precedenti prove di laboratorio superate con
esito positivo.
Per quanto riguarda le finiture superficiali, potranno essere eseguiti dei controlli in conformità alle
normative UNI 4522 e UNI 9983. L'onere delle prove sarà a carico della parte soccombente. Il collaudo
finale sarà eseguito, al termine della fornitura, dal committente, dal fornitore dei manufatti con
l'assistenza del servizio tecnico del produttore del sistema impiegato. I serramenti saranno sottoposti ad
esame visivo per valutarne l'integrità, la pulizia e la corrispondenza con i disegni di progetto. Dovrà
inoltre essere controllata: la posa in opera, la continuità dei giunti, il funzionamento delle ante mobili e
degli accessori, il rispetto delle specifiche di lavorazione indicate dal produttore del sistema impiegato
nonché l'appartenenza dei materiali usati allo stesso.
41.1 Serramenti esterni in legno lamellare a taglio termico: sp. 68 - 80 mm
Norme Generali
Tutti i serramenti esterni di nuova realizzazione, opachi o vetrati, saranno in legno di pino lamellare in
disegno analogo a quelli esistenti, fatta eccezione per i serramenti del piano interrato che sono da
realizzarsi in alluminio a taglio termico, come descritto più avanti nella specifica voce di Capitolato.
I serramenti in legno di pino lamellare, saranno realizzati con tre strati di legno incollati a fibre
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contrapposte, con Classe d’incollaggio a norma UNI EN 204:2002.
1) telaio maestro: sezione 68x80 mm per quattro lati perimetrali con guarnizione acustica ad
incastro, gocciolatoio e grondalino in alluminio anodizzato o con profilo in legno sagomato a
copertura dell’alluminio a vista.
2) Anta apribile sezione 68x77 mm:
-
sigillatura DIN con sigillante siliconico monocomponente a reticolazione neutra, esente
da sovente, resistente alle variazioni di temperature da +5°C a +40°C,
flessibile fra –40°C e +150°C;
-
guarnizione termica in elastomero termoplastico (tipo Deventer Purene) resistente alle
variazioni di temperatura da –40°C e +120°C e all’invecchiamento provocato da agenti
atmosferici quali raggi UV ozono;
-
fermavetro ricavato all’interno dell’anta;
-
ferramenta ad espansione tipo “MAICO” o equivalente;
-
coppia di catenaccioli movimentati da leva unica per bloccaggio anta ricevente;
-
cerniere regolabili con aperture in ABS;
-
maniglia tipo “HOPPE” o equivalente.
3) Ciclo di verniciatura:
-
applicazione a Flow-Coating di impregnante colorato monocomponente all’acquanello
spessore di 20 – 80 micron di film umido;
-
essiccazione in tunnel;
-
applicazione fondo all’acqua monocomponente intermedio a ridotto sollevamento di
fibra di legno (Flow-Coating);
-
essiccazione in tunnel e stabilizzazione;
-
spazzolatura meccanica, carteggiatura manuale e controllo del supporto;
-
applicazione di finitura monocomponente opaca all’acqua ad elevato residuo secco,
nello spessore di 300 – 350 micron di film umido consistema elettrostaticoin ambiente
ad umidità controllata; Colore a scelta della D.L. e secondo le indicazioni del Piano
Colore della Città di Torino.
-
essiccazione e stabilizzazione.
Ai sensi della Norma UNI EN 14351-1 “Finestre e porte esterne pedonali”, tutti i prodotti dovranno
essere marchiati CE e dovranno altresì essere certificati secondo le seguenti Norme di prodotto,
caratteristiche prestazionali:
1. Finestra:
a. Permeabilità all’aria
classe 4
b. Tenuta all’acqua
classe E 1050
c. Resistenza al carico di vento
classe C4
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2. Portafinestra:
d. Permeabilità all’aria
classe 4
e. Tenuta all’acqua
classe 7a
f. Resistenza al carico di vento
classe C2
g. Permeabilità all’aria
classe 2
h. Resistenza al carico di vento
classe C2
3. Portone:
Il montaggio avverrà sempre su falso telaio premurato, di norma in lamiera di acciaio zincata
(sp>10/10) opportunamente protetta, a mezzo di viti frontali coperte da appositi coprifori in PVC.
Serramenti esterni in legno vetrati
(indicati nell’abaco dei serramenti con le sigle F3,F5,F7,F8, da F10 a F18, da F23 a F30, F32, F38, da
F42 a F53, F55))
Su tutte le facciate esterne, si dovranno installare serramenti in legno vetrati come descritto nelle
norme generali, composti da una parte fissa e da una parte apribile a unico e/o doppio battente, ad anta
o a wasistas, in legno verniciato secondo il ciclo sopradescritto, aventi forme e dimensioni così come
indicate nell’Abaco del progetto architettonico ed in analogia a quelli esistenti e/o a quelli già posti in
opera nei corpi di fabbrica adiacenti.
Tali serramenti saranno completi di vetro camera (4+9+4), di vetri di sicurezza (3+0,76+3) anche
opachi o di vetro camera di sicurezza(3+0,76+3+9+3+0,76+3), secondo quanto specificatamente
indicato nell’Abaco, e saranno dati in opera, completi di tutta la ferramenta comprese le maniglie e gli
eventuali dispositivi di apertura o di maniglioni antipanico ove occorrenti.
I serramenti vetrati saranno dotati di ante di oscuro all’interno del fabbricato e di persiane in legno
secondo le forme e le dimensioni indicate nei disegni del progetto architettonico, entrambi compensati
a parte. Persiane e scuri saranno forniti con analoghi trattamenti di impregnanti e verniciatura finale ad
acqua, descritti nelle voci dei serramenti in legno.
Saranno costituiti dalla sola anta apribile sezione 54 x 80 mm con specchiatura unica o doppia a
seconda dell’altezza, dotate di lamelle fisse in caso di persiana o di pannello in caso di scuro.
Ferramenta di chiusura in acciaio tipo rustico a spagnoletta verniciata nero, ferma-persiane da fissare
con tassello alla muratura.
Ante di oscuro e persiane dovranno essere certificate secondo la Norma UNI EN 13659:2004 –
« Chiusure oscuranti. Requisiti prestazionali compresa la sicurezza” .
Si richiede una resistenza al vento in Classe 6.
Serramenti esterni in legno opachi: portoni e portoncini
(indicati nell’abaco dei serramenti con le sigle F4, F6,F21,F21b)
Tutti i portoni o portoncini in legno previsti in progetto, saranno anch’essi realizzati in legno di pino
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lamellare realizzati secondo le specifiche generali sopra indicate. Tali portoncini saranno realizzati a
uno o più battenti secondo il disegno di progetto, e saranno compresivi delle chiambrane, della
ferramenta, delle cerniere di adeguata robustezza, delle serrature di sicurezza con relative chiavi, delle
maniglie e di tutto quanto necessario a dare l'opera totalmente finita.
Anta/e apribile sezione 68x107 mm, a svecchiatura variabilecon pannello bugnato in multistrato
marinoad incollaggio fenolico, rivestito in piano nell’essenza della struttura, e7o vetro trasparente,
zoccoli inferiori, serratura ad espansione con 3 punti di chiusura, cilindro da 90 mm decentrato,
bocchetta yale interna ed esterna con finitura abbinata alla maniglia, al pomo e alle cerniere, maniglia
interna in alluminio anodizzato, barra antispiffero, catenaccio inferiore e superiore su anta ricevente,
cerniere registrabili 3D con coperture in ABS.
Si precisa che le porte utilizzate come uscita di sicurezza dovranno essere dotate di maniglione
antipanico a spingere verso l'esterno e devono avere la larghezza di cm 120 quale dimensione netta di
apertura, escluso l'ingombro dei maniglioni.
41.2 Serramenti in legno esistenti
(indicati nell’abaco dei serramenti con le sigle F1,F2,F2a,F39,F41)
Tutti i serramenti in legno esistenti, specificatamente individuati negli abachi, che si intendono
conservare, saranno oggetto di intervento di recupero e di restauro secondo quanto di seguito descritto:
a) Spazzolatura superficiale;
b) Sverniciatura mediante immersione in bagni a base acquosa, addittivati con cloruri catalizzati per
permettere una impregnazione in profondità nella successiva verniciatura;
c) Protezione mediante applicazione di uno strato di impregnante antimuffa e antibatterico;
d) Opere da falegname per il ripristino o la sostituzione degli elementi lignei ammalorati, la
ricostruzione di eventuali lacune e mancanze attraverso specifiche stuccature e reintegrazioni;
e) Opere da falegname per la creazione degli alloggiamenti dei nuovi vetri di sicurezza (ove
necessario);
f) Verifica puntuale della ferramenta, dei sistemi di chiusura e dei sistemi di aggrappo e rotazione,
con eventuali sostituzioni delle parti mancanti o malfunzionanti;
g) applicazione di fondo all’acqua monocomponente intermedio a ridotto sollevamento di fibra di
legno;
h) essiccazione in tunnel e stabilizzazione;
i) spazzolatura meccanica, carteggiatura manuale e controllo del supporto;
j) applicazione di finitura monocomponente opaca all’acqua ad elevato residuo secco, nello spessore
di 300 – 350 micron di film umido consistema elettrostatico in ambiente ad umidità controllata;
Colore a scelta della D.L. e secondo le indicazioni del Piano Colore della Città di Torino;
k) essiccazione e stabilizzazione.
Per tutte le chiambrane e gli elementi decorativi delle porte esistenti, posti aderenti ai muri e che non
potranno essere asportati e portati in laboratorio per ricevere i trattamenti sopra descritti, le operazioni
dovranno essere eseguite sul posto cercando di garantire il più possibile risultati analoghi alle ante
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trattate in laboratorio.
41.3 Dispositivo di evacuazione automatica di fumi
Un serramento di ogni vano scala sarà dotato di idoneo dispositivo per l’apertura automatica dell’anta a
wasistas e per l’evacuazione dei fumi e calore (EFC). Tale dispositivo, che entrerà in funzione
contemporaneamente all’impianto di allarme antincendio, dovrà avere le caratteristiche previste dalle
norme UNI 9494, sarà completo di bomboletta di CO2 da gr. 200 ed ampolla termosensibile tarata a
68°. Lo specifico nuovo prezzo, compensa la fornitura e posa su anta pre montata.
41.4 Serramenti esterni in alluminio a taglio termico: sp. 65- 75 mm
(indicati nell’Abaco dei serramenti con la sigla F19, F56)
-
Struttura
I serramenti saranno costruiti con l’impiego di profilati estrusi in lega di alluminio, secondo le norme
UNI 3952.
Lo spessore delle membrature non dovrà mai essere inferiore a 20/100 di mm, per il rivestimento in
lastre, non inferiore ad 8/10 di mm.
Il montaggio avverrà sempre su falsotelaio pre-murato, di norma in lamiera di acciaio zincata
(sp>10/10) opportunamente protetta, in modo che tutti gli elementi dell’infisso in alluminio possano
essere posti in opra a muratura e contorni ultimati.
La larghezza del telaio fisso sarà di 65 - 75 mm, come l’anta complanare sia all’esterno che all’interno,
mentre l’anta a sormonto (all’interno) misurerà 75 - 85 mm.
Tutti i profili sia di telaio che di anta, dovranno essere realizzati secondo il principio delle 3 camere e
cioè saranno costituiti da: profili esterni, tubolari e dalla zona di isolamento, per garantire una buona
resistenza meccanica, inoltre giunzioni a 45° e 90° stabili e ben allineate.
Le ali di battuta dei profili di telaio fisso (ad L, a T, etc.) saranno alte 25 mm.
I semiprofili esterni dei profili di cassa dovranno essere dotati di una sede dal lato muratura per
consentire l’eventuale inserimento di coprifili per la finitura del raccordo alla struttura edile.
-
Isolamento termico
Il collegamento tra la parte interna e quella esterna dei profili sarà realizzato in modo continuo e
definitivo mediante i listelli di materiale sintetico termicamente isolante (Polythermid o Poliamide)
garantendo un valore di trasmittanza compreso nel gruppo prestazionale 2,1 secondo le norme Din
4108 (2.0 < Kr < 2.8 W/mq°K).
I listelli isolanti dovranno essere dotati di due inserti in alluminio, posizionati in corrispondenza della
zona di accoppiamento, per aumentare la resistenza allo scorrimento del giunto.
La larghezza dei listelli sarà di almeno 17,5 mm per le porte e 27,5 mm per i telai fissi e per le ante
finestra.
-
Drenaggio e ventilazione
Su tutti i telai, fissi ed apribili, verranno eseguite le lavorazioni atte a garantire il drenaggio dell’acqua
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attorno ai vetri e la rapida compensazione dell’umidità nella camera di contenimento delle lastre.
I profili dovranno avere i listelli perfettamente complanari con le pareti trasversali dei semiprofili
interni per evitare il ristagno dell’eventuale acqua di infiltrazione o condensazione.
I semiprofili esterni avranno invece le pareti trasversali posizionate più basse per facilitare il drenaggio
verso l’esterno (telai fissi) o nella camera del giunto aperto (telai apribili).
Il drenaggio e la ventilazione dell’anta non dovrà essere eseguita attraverso la zona di isolamento ma
attraverso il tubolare esterno.
Le asole di drenaggio dei telai saranno protette esternamente con apposite conchiglie, che nel caso di
zone particolarmente ventose, in corrispondenza di specchiature fisse, saranno dotate di membrana.
-
Accessori
Tutti gli accessori dovranno essere realizzati in alluminio od in lega leggera di alluminio, con l’uso di
materiali di cui al punto 2.2) della Uni 3952. Gli elementi soggetti a sforzi concentrati, di rinforzo o
resistenti a fatica (viti, perni, aste, ecc) saranno in acciaio inossidabile austenico o nichelato o cromato;
potrà essere ammesso l’uso di altri materiali (specie se non a vista) purché gli stessi e le loro protezioni
non possano causare corrosioni di contatto sulla struttura di alluminio o di lega leggere.
Le giunzioni a 45° e 90° saranno effettuate per mezzo di apposite squadrette a cavallotti, in lega di
alluminio dotate di canaline per una corretta distribuzione della colla. L’incollaggio verrà così
effettuato dopo aver assemblato i telai consentendo la corretta distribuzione della colla su tutta la
giunzione e dove altro necessario.
Saranno inoltre previsti elementi di allineamento e supporto alla sigillatura in acciaio inox da montare
dopo l’assiemaggio delle giunzioni.
Nel caso di giunzioni con cavallotto, dovranno essere previsti particolari di tenuta realizzati in schiuma
di gomma espansa da usare per la tenuta in corrispondenza dei listelli isolanti.
Le giunzioni sia angolari che a “T” dovranno prevedere per entrambi i tubolari, interno ed esterno,
squadrette o cavallotti montati con spina e vite o per deformazione
I particolari soggetti a logorio verranno montati e bloccati per contrasto onde consentire una eventuale
regolazione o sostituzione anche da personale non specializzato e senza lavorazioni meccaniche.
I sistemi di movimentazione e chiusura originali del sistema, dovranno essere scelti in base alle
dimensioni e al peso dell’anta.
-
Anta
La chiusura dell’anta sarà garantita da una maniglia a cremonese che comanderà, tramite un’asta, più
punti di chiusura (rullini e chiusure a dito).
-
Vasistas
le finestre potranno, a seconda delle dimensioni e del tipo di comando richiesto, essere realizzate con:
a) scrocchetti posti sul traverso superiore e due braccetti di arresto (sganciabili per la pulizia).
b) maniglia, più punti di chiusura perimetrali e due braccetti di arresto (sganciabili per la pulizia).
-
Due ante
In corrispondenza del profilo di riporto del nodo centrale, sopra e sotto dovranno essere impiegati
particolari tappi di tenuta che si raccorderanno alla guarnizione di tenuta verticale e garantiranno
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continuità alla battuta orizzontale dell’anta evitando così infiltrazioni localizzate di acqua e aria.
Tali tappi dovranno essere realizzati in EPDM o PVC morbido.
La chiusura dell’anta principale sarà eseguita con una maniglia a cremonese che azionerà due chiusure
a dito (sopra e sotto) ed eventuali rullini di chiusure supplementari intermedie.
La chiusura dell’anta di sevizio potrà essere effettuata, a seconda delle dimensioni e delle modalità di
manovra, con:
a) chiusura esterna sopra e sotto.
b) chiusura a scomparsa con comando centrale unico.
-
Anta
In corrispondenza del profilo di riporto del nodo centrale, sopra e sotto dovranno essere impiegati
particolari tappi di tenuta che si raccorderanno alla guarnizione di tenuta verticale e garantiranno
continuità alla battuta orizzontale dell’anta evitando così infiltrazioni localizzate di acqua e aria.
Tali tappi dovranno essere realizzati in EPDM o PVC morbido.
Le apparecchiature saranno dotate della sicurezza contro l’errata manovra posta nell’angolo superiore
del lato maniglia lontano da eventuali possibili manomissioni, allo scopo di evitare lo scardinamento
dell’anta.
Dovranno avere i compassi in acciaio inossidabile rigidamente collegati alla camera (evitare i passaggi
a vite); i compassi dovranno inoltre essere dotati di sicurezza contro la chiusura accidentale e fissati
all’anta a mezzo di due punzoni filettati che dovranno agire sul fondo del profilo.
L’apparecchiatura dovrà avere una portata per le ante complanari di 75 Kg, mentre per le ante a
sormonto 90 Kg o 130 Kg.
Potrà essere previsto l’utilizzo di viti supplementari per il fissaggio delle cerniere solo per pesi tra 90
Kg e 130 kg.
Le parti in movimento dovranno essere dotate di mollette in nylon antivibrazione.
Nelle finestre e porte-finestre con apertura ad anta o anta-ribalta realizzate con profili complanari,
verranno sempre previsti i braccetti limitatori di apertura onde prevenire che l’elemento apribile
interferisca con il telaio fisso deformandosi e/o provocando rotture dell’apparecchiatura.
-
Guarnizioni e sigillanti
Tutte le giunzioni tra i profili saranno incollate e sigillate con colla per metalli poliuretanica a 2
componenti.
Le guarnizioni cingivetro saranno in elastomero(EPDM) e compenseranno le sensibili differenze di
spessore, inevitabili nelle lastre di vetrocamera e/o stratificate, garantendo, contemporaneamente, una
corretta pressione di lavoro perimetrale.
La guarnizione cingivetro esterna dovrà distanziare il tamponamento di 4 mm dal telaio metallico.
La guarnizione complementare di tenuta, anch’essa in elastomero (EPDM), adotterà il principio
dinamico della precamera di turbolenza di grande dimensione (a giunco aperto).
Dovrà essere inserita in una sede ricavata sul listello isolante in modo da garantire un accoppiamento
ottimale ed avere la battuta su un’aletta dell’anta facente parte del listello isolante per la protezione
totale dei semiprofili interni.
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La continuità perimetrale della guarnizione sarà assicurata mediante l’impiego di angoli vulcanizzati i
quali, forniti di apposita spallatura, faciliteranno l’incollaggio della guarnizione stessa.
In alternativa potranno essere previsti telai vulcanizzati.
-
Dilatazione
Le dilatazioni saranno assorbite dal giunto con la muratura.
Il fissaggio del manufatto dovrà avvenire su fori asolati, per consentire la variazioni dimensionali dello
stesso, con l’impegno di rondelle in materiale antifrizione.
-
Vetraggio
I profili di fermavetro saranno inseriti mediante bloccaggi in plastica agganciata al fermavetro stesso,
l’aggancio sarà così di assoluta sicurezza affinché, a seguito di aperture o per la spinta del vento il
fermavetro non ceda elasticamente.
I bloccaggi dovranno inoltre compensare le tolleranze dimensionali e gli spessori aggiuntivi, nel caso
della verniciatura, per garantire un corretto aggancio in qualsiasi situazione.
I fermavetri dovranno essere sagomati in modo tale da sopportare a tutta altezza la guarnizione
cingivetro interna per consentire una pressione ottimale sulla lastra di vetro.
Il dente di aggancio della guarnizione sarà più arretrato rispetto al filo esterno del fermavetro in modo
da ridurre la sezione in vista della guarnizione riducendo l’effetto cornice.
Data l’elevata importanza della corretta pressione delle guarnizioni sul vetro sia per la tenuta e sia per
il mantenimento della corretta geometria dell’anta, le guarnizioni cingivetro interne dovranno essere di
diverse dimensioni, previste a catalogo per ogni mm. di variazione dello spessore del vetro.
Gli appoggi del vetro dovranno : essere agganciati a scatto sui profili, avere una lunghezza di 100 mm.
ed essere realizzati in modo da non impedire il coretto drenaggio e ventilazione della sede del vetro. Le
lastre dovranno essere supportate da tasselli la cui durezza sia compresa tra i 60 e gli 80 Shore A.
-
Trattamenti di protezione superficiale
I materiali costituenti i serramenti dovranno essere sottoposti a processo di verniciatura a caldo, in
colore RAL a scelta della D.L., la verniciatura sarà comunque effettuata sugli elementi già lavorati e
prima del montaggio, ove lo stesso dovesse venire eseguito meccanicamente, o sui manufatti già'
montati, qualora l'unione dei vari elementi venisse realizzata mediante saldatura.
Il trattamento superficiale dovrà essere eseguito da impianti che hanno ricevuto la certificazione dei
marchi di qualità.
-
Fabbricazione e montaggio
La fabbricazione ed il montaggio saranno eseguiti in stretto accordo con i disegni esecutivi approvati
dal committente.
I manufatti lavorati dovranno essere protetti sia durante il trasporto che per il periodo di
immagazzinamento e anche dopo la posa in opera fino alla consegna dei locali.
Tale protezione dovrà dare garanzia assoluta contro gli agenti atmosferici ed altri agenti aggressivi (in
particolare la calce).
Tutte le macchie che si formeranno sulla superficie esterna e su quella interna dei serramenti durante il
loro montaggio saranno prontamente eliminate, a cura del fornitore dei manufatti, anche se provocate
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da altre ditte, salvo rivalsa.
Il fornitore dei serramenti dovrà dare precise indicazioni sui prodotti da utilizzare per la pulizia dei
manufatti.
Le caratteristiche a cui dovranno sottostare i serramenti in lega di alluminio, di cui alle classificazioni
UNCSAAL sono:
- permeabilità all’aria
Classe A3
- tenuta all’acqua
Classe E4
- resistenza al vento
Classe V3.
Esse dovranno essere documentate con idonea certificazione, relativa al tipo di serramento adottato.
41.5 Vetrate esterne fisse ad andamento curvilineo o spezzato
(indicate nell’Abaco dei serramenti esterni con la sigla F37 e F54)
La vetrata del piano terra del salone del Blocco “C” di nuovo ampliamento, sarà realizzata con
serramento fisso a tutto vetro ad andamento curvilineo, come indicato nell’abaco.
Il serramento è costituito da un telaio incurvato in alluminio a taglio termico da 68 mm, da posarsi
completamente nascosto lungo tutto il perimetro. La superficie vetrata è costituita da quattro lastre
incurvate di vetro temperato stratificato chiaro (10+0.4+10) molato a filo lucido, posate accostate,
aventi dimensioni pari circa 400 x 2574) mm ciascuna.
Analogo serramento fisso, ma con dimensioni leggermente ridotte, sia nello sviluppo lineare che in
altezza, sarà realizzato nel soggiorno del sottotetto, sempre nel Blocco “C” di nuovo ampliamento:
tale serramento sarà costituito da pannelli vetrati piani posti in opera secondo disegno, formando una
spezzata.
41.6 Serramenti vetrati dei portici
(indicate nell’Abaco dei serramenti esterni con la sigla F22 e F22b)
Alcuni tratti dei portici esistenti, saranno chiusi lungo il perimetro con serramenti
completamente vetrati in ferro e vetro, in parte fissi ed in parte apribili. Tali serramenti avranno
disegno perfettamente analogo a quelli già realizzati nelle adiacenti parti di porticato.
Saranno realizzati dai seguenti componenti:
Struttura portante in ferro costituita da:
- ferri a T 45x45x6,5 come controtelaio della porta e fermavetro superiore, saldati al pilastro, le laterali
in officina, la superiore in cantiere;
-
come sostegno dei vetri: n. 4 alette in ferro per ogni lastra di vetro, di dimensioni cm 6x16 e
spessore 5 mm, con un foro diam. 8 mm per passaggio bulloni, sagomate e saldate in officina ai
pilastri verso gli uffici (come indicato in disegno), o murate con zanche nelle pareti laterali;
-
n. 4 alette in ferro per lastra, circolari di dimensioni diam. cm 6 e spessore mm 2 con un foro mm
8 come sopra, da fissare verso l’atrio in corrispondenza delle alette saldate come fermavetro;
-
lama 10x5 saldata in officina (o in cantiere) alle HEB superiori come fermavetro.
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sulle lame superiori sarà interposto cordone in mastice siliconato ed il tutto sarà sigillato
perimetralmente con mastice al silicone.
-
Nelle specchiature del serramento saranno poste in opera n. 2 lastre vetro temperato stratificato
chiaro (5+0.38+5) con guarnizione in neoprene o p.v.c., fissate con fermavetro riportato.
41.7 Serramenti interni opachi ad anta singola o doppia
(indicati nell’abaco dei serramenti con le sigle P1, P2, P3, P4, P6)
Fornitura e posa in opera di porte interne con telaio in legno massiccio e imbotte rivestito in alluminio
verniciato, così composte:
Battente costituito da :
-
telaio perimetrale portante formato da montanti e traverse realizzati con n° 2 profili in legno
massiccio, sezione d’ingombro 42 x 51 mm circa, avente umidità media del 10%
opportunamente sagomato;
-
n° 2 tappi serratura in legno massello duro, opportunamente inseriti nel telaio perimetrale,
aventi la funzione di permettere per lo stesso pannello la foratura sia destra che a sinistra;
-
riempimento con struttura alveolare in cartone da 230 gr/mq., in maglia da mm. 25, tutte in
comunicazione fra loro per mezzo di fori che permettono la fuoriuscita dei gas, sottoposto ad
opportuni trattamenti “antimuffa ed antiparassitari” e successiva disidratazione, idoneo alla
doppia pressata e avente resistenza alla compressione di 2,4 kg/cmq.;
-
pennellatura di tamponamento su ambo le facce realizzata con pannello in MDF (Medium
Density Fiber), spessore mm.4 e densità 700 kg/mc (+/- 5%) umidità 8,64%, flessione statica
N7mmq 19,62, trazione perpendicolare N7mmq 0,6, fissato al telaio perimetrale portante
mediante colla ureica e pressato con metodo MENDE;
-
finitura superficiale realizzata con laminato plastico finitura opaco, spessore nominale 0,9 mm
e sagome ornamentali realizzate in alluminio spessore 0,8 mm;
-
tutto il perimetro è rivestito, a funzione protettiva, con profili estrusi di 15/10 di alluminio 6060
allo stato bonificato TA16 (UNI P-A1.MG.SI-3569-66) dimensioni mm. 51x24 . con
trattamento superficiale di verniciatura a fuoco con polveri epossidiche.
-
ove necessario, il profilo è completato con apposita griglia di ventilazione a filo pavimento
realizzata con uguale materiale.
Cassonetto o imbotte con giunto telescopico di cm. 2 per il recupero di eventuale tolleranze degli
spessori della muratura, completo di coprifili e realizzato con profilati estrusi in lega primaria di
alluminio 6060 allo stato bonificato TA16 (UNI P-A1.MG.SI-3569-66) verniciato a fuoco con polveri
epossidiche, provvisto di dispositivi di fissaggio, alloggiati in appositi pressori preinstallati e completo
di guarnizioni realizzate in etilene propilene (EPDM) colore nero per la tenuta all’aria e al rumore
montate nelle apposite sedi.
Ferramenta composta da :
-
n° 3 cerniere regolabili in acciaio al carbonio C10 deformate a freddo, tipo “anuba” a tre gambi,
diametro esterno mm. 14, per ciascun battente, che possano permettere un’apertura fino a 180°;
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serratura tipo patent foro quadro 8, chiave a cifratura unica, costruita in lamiera di acciaio
stampata spessore 10/10 mm, con molle in acciaio armonico C90, prelubrificata e garantita per
300.000 manovre- può essere montata in variante una serratura tipo “YALE”;
-
maniglia tipo “Paris” in alluminio puro anodizzato elettronicamente mediante 5 passaggi,
finitura argento; posta a cm. 95 da terra;
-
nella porta a due ante vengono montati sull’anta semifissa catenacci superiore-inferiore
-
Nelle porte a 2 ante la bordatura centrale dell’anta secondaria è realizzata in profilo di
alluminio estruso che funge anche da riscontro dell’anta principale, in essa sono ricavate le
asole per i catenacci superiori ed inferiori con sblocco centrale a cm. 105 da terra.
-
Il catenaccio inferire è riscontrato da un pozzetto in bronzo fissato sul pavimento per evitare
sbrecciature delle piastrelle e le conseguenti vibrazioni dell’anta inevitabili con il trascorrere
del tempo. Il pozzetto è dotato di pistoncino a molla per la chiusura del foro all’apertura del
catenaccio per evitare che si riempia di sporco o di polvere.
41.8 Serramenti interni opachi ad anta scorrevole interno muro
(indicati nell’abaco dei serramenti con le sigle P5a/b)
Fornitura e posa in opera di porte interne ad anta scorrevole, con telaio in legno massiccio e imbotte
rivestito in alluminio verniciato, così composte:
Battente costituito da :
-
telaio perimetrale portante formato da montanti e traverse realizzati con n° 2 profili in legno
massiccio, sezione d’ingombro 42 x 51 mm circa, avente umidità media del 10%
opportunamente sagomato;
-
n° 2 tappi serratura in legno massello duro, opportunamente inseriti nel telaio perimetrale,
aventi la funzione di permettere per lo stesso pannello la foratura sia destra che a sinistra;
-
riempimento con struttura alveolare in cartone da 230 gr/mq., in maglia da mm. 25, tutte in
comunicazione fra loro per mezzo di fori che permettono la fuoriuscita dei gas, sottoposto ad
opportuni trattamenti “antimuffa ed antiparassitari” e successiva disidratazione, idoneo alla
doppia pressata e avente resistenza alla compressione di 2,4 kg/cmq.;
-
pannellatura di tamponamento su ambo le facce realizzata con pannello in MDF (Medium
Density Fiber), spessore mm.4 e densità 700 kg/mc (+/- 5%) umidità 8,64%, flessione statica
N7mmq 19,62, trazione perpendicolare N7mmq 0,6, fissato al telaio perimetrale portante
mediante colla ureica e pressato con metodo MENDE;
-
finitura superficiale realizzata con laminato plastico finitura opaco, spessore nominale 0,9 mm
e sagome ornamentali (ved. Modelli Cocif) realizzate in alluminio spessore 0,8 mm;
-
tutto il perimetro è rivestito, a funzione protettiva, con profili estrusi di 15/10 di alluminio 6060
allo stato bonificato TA16 (UNI P-A1.MG.SI-3569-66) dimensioni mm. 51x24 . con
trattamento superficiale di verniciatura a fuoco con polveri epossidiche.
-
ove necessario, il profilo è completato con apposita griglia di ventilazione a filo pavimento
realizzata con uguale materiale.
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Imbotte realizzato con profilati estrusi in lega primaria di alluminio 6060 allo stato bonificato TA16
(UNI P-A1.MG.SI-3569-66) verniciato a fuoco con polveri epossidiche, è composto da un montante
centrale di battuta fisso che accoglie ai due lati i coprifili con giunti telescopici per il recupero di
eventuale tolleranze degli spessori della muratura. L’ imbotte standard copre uno spessore parete che
va da cm. 10,4 a cm. 13, per eventuali pareti con spessori superiori rispetto allo standard, si dovrà
inserire uno apposito stipite di compensazione a scatto.
Ferramenta composta da :
-
serratura tipo a gancio in alluminio con finitura argento.
La voce comprende e compensa anche la fornitura e posa della necessaria struttura a camera da
posizionare per lo scorrimento dell’anta all’interno del muro: il maggior onere della differente
tipologia è compensata con una maggiorazione del 30% rispetto alla normale porta interna opaca ad
una o a due ante descritta all’articolo precedente.
41.9 Serramenti interni vetrati
Alcuni serramenti interni vetrati, posti sul perimetro di ampi spazi comuni, per uniformità di disegno
con le altre aperture presenti nei locali, sono stati progettati e computati come se fossero serramenti
esterni: sono pertanto reperibili nell’Abaco dei serramenti esterni.
41.10 Serramenti esterni ed interni opachi REI 120‘
(indicati nell’Abaco dei serramenti con le sigle PR1a/b PR1a/b, PR2a/b, PR3a/b, PR4a/b)
Fornitura e posa di porte tagliafuoco con certificato di omologazione per resistenza al fuoco nella
classe REI 120’a norme UNI 9723, complete di maniglione antipanico come appresso indicato, così
costituite: pannello a doppia lamiera in acciaio da 15/10 - tamburo - con interposti isolanti speciali per
alte temperature - pannello e telaio conformati in modo da consentire la chiusura con doppia battuta, in
modo tale che, a porta chiusa, dal lato cerniere il pannello ed il telaio siano complanari; guarnizioni
termoespandenti con scopino fissata sotto il pannello per la tenuta dei fumi freddi e caldi; telaio
particolarmente robusto in profilato stampato da 25/10 a doppio gradino per la tenuta dei fumi freddi e
caldi. Serramento completo di maniglione antipanico con scrocco alto e basso e funzionamento
dall'esterno con maniglia, nonché di oblò vetrati certificati REI del diametro di cm 40, secondo le
indicazioni dell'abaco serramenti. Finitura con verniciatura a smalto a polveri polimerizzate a forno
con scelta colori RAL a discrezione della Direzione dei Lavori. La posa avverrà con zanche incassate
nella muratura.
La serratura di sicurezza antipanico dovrà aprirsi a semplice pressione sulla barra e dovrà essere dotata
di omologazione ministeriale. Montaggio in opera, previo adeguato trasporto e stoccaggio con imballi
in grado di proteggere i manufatti da urti, raschiature, esposizioni alle intemperie e quant’altro possa
danneggiare le finiture, compreso ponteggi di servizio, pulizie finali e tutto quanto per completare
l’intervento a perfetta regola d’arte. Compreso ogni altro onere per opere, forniture e assistenze
comunque connesse e necessarie, anche se non specificatamente richiamate sopra.
L’onere del maniglione antipanico e dell’oblò, ove previsto, è compensato separatamente.
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41.11 Controtelai in ferro per serramenti
Tutti i serramenti interni o esterni previsti in progetto avranno controtelai in ferro, fissati alle murature
con zanche o imbullonati con piastre alle strutture in c.a. e in ferro. I controtelai dovranno essere
trasportati e posati provvisti di controventi per mantenere l’ortogonalità degli angoli.
41.12 Maniglioni antipanico
Nelle porte esterne in legno che costituiscono uscita di sicurezza, e nelle porte REI 120’, ove indicato
sugli elaborati di progetto, saranno forniti e posti in opera maniglioni antipanico con scrocco laterale,
cilindro esterno con funzionamento dall’interno comprensivo di barra orizzontale in acciaio cromato
senza o con funzionamento dall’esterno come da indicazione della D.L..
Detti maniglioni sono computati e compensati con apposito prezzo, separatamente da tutti i serramenti
sui quali devono essere posti in opera: dovranno rispondere alle norme UNI EN 1125 (2001) e
successivi aggiornamenti.
ART.42 OPERE DA FABBRO
Norme generali
Nei lavori in ferro tutte le operazioni dovranno essere effettuate con diligenza e con maestria, regolarità
di forme e precisione di dimensioni, secondo i disegni che fornirà la Direzione dei lavori, con
particolare attenzione nelle saldature e bolliture. I fori saranno tutti eseguiti col trapano, le chiodature,
ribattiture, ecc. dovranno essere perfette, senza sbavature; i tagli essere rifiniti a lima. Saranno
rigorosamente rifiutati tutti quei pezzi che presentino imperfezione od indizio d'imperfezione. Per ogni
opera in ferro, a richiesta della Direzione dei lavori, l’Impresa dovrà presentare il relativo modello, per
la preventiva approvazione.
L'Impresa sarà in ogni caso obbligata a controllare gli ordinativi ed a rilevare sul posto le misure esatte
delle diverse opere in ferro, essendo essa responsabile degli inconvenienti che potessero verificarsi per
l'omissione di tale controllo.
In particolare si prescrive che le recinzioni ed i cancelli siano costruiti a perfetta regola d'arte, secondo
i tipi che verranno indicati all'atto esecutivo. Essi dovranno presentare tutti i regoli ben dritti, spianati
ed in perfetta composizione. I tagli delle unioni per i ferri incrociati mezzo a mezzo dovranno essere
della massima precisione ed esattezza, ed il vuoto di uno dovrà esattamente corrispondere al pieno
dell'altro, senza la minima ineguaglianza o discontinuità. In ogni caso l'intreccio dei ferri dovrà essere
diritto ed in parte dovrà essere munito di occhi, in modo che nessun elemento possa essere sfilato. I
telai saranno fissati ai ferri di orditura e saranno muniti di forti grappe ed arpioni, ben chiodati ai regoli
di telaio in numero, dimensioni e posizioni che verranno indicate.
Le ferramenta di ritegno dovranno essere proporzionate alla robustezza delle cancellate.
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42.1 Griglie a pavimento
Sulle aperture di ventilazione delle bocche di lupo del piano interrato, ed in ogni altra situazione
prevista ed individuata in progetto, saranno posate griglie pedonabili e carrabili in elementi di acciaio
elettrofuso, costituite da una maglia in ferri piatti portanti e distanziali in tondo. Pannelli grigliati
carrabili realizzati in acciaio Fe 360B zincato a caldo costituiti da longherine piatte portanti delle
dimensioni minime 30 x 3 mm e distanziali di collegamento in tondini diametro 3 mm assemblati per
elettrofusione senza materiale di apporto. Nel primo caso bisogna assicurare una portata di 300 kg/mq,
nel secondo una portata di 2.000 kg/mq in funzione della distanza degli appoggi.
Appoggiati su telaio ad L 35 x 50, fissato con zanche alle solette. Trattamento di zincatura a caldo
secondo normativa UNI 57744/66, dimensionamento in pannelli di tagli diversi, compresa ogni opera
per il fissaggio in sito, cornici di bordo, dato perfettamente finito. Nella fornitura sono compresi
imballi atti a proteggere tutti i pezzi sino alla posa in opera e ogni altro onere per opere, forniture e
assistenze comunque connesse e necessarie, anche se non specificatamente richiamate sopra. Al fondo
della rampa di accesso al piano interrato del Blocco “C”, sarà posta griglia per la raccolta dell’acqua
piovana di cm 30 x 150, con campitura e telaio come sopra e fissata alla canaletta prefabbricata in cls
per raccolta acque meteoriche collegata agli scarichi fognari.
42.2 Griglie a parete
Per tutti i serramenti indicati nell’Abaco, per cui sia prevista la funzione di ventilazione permanente:
vani corsa degli ascensori, locali tecnici vari, è prevista la fornitura e posa, in luogo dello specifico
vetro, di griglie alettate in ferro zincato preverniciato in resina poliuretanica di colore a scelta della
D.L e di peso non inferiore a 15 Kg/mc.
42.3 Parapetti in ferro di nuova realizzazione
( indicati nell’Abaco elementi metalli con le sigle: I, M, N)
Fornitura e realizzazione di parapetti in ferro, costituiti da un tubo (ø40) corrimano in acciaio e da 6
tubi (ø20) passanti e saldati a montanti piatti spessore dim. 60 x 10 mm. fissati con piastre a muro e
tasselli ad espansione secondo disegni di progetto, altezza 110 cm rispetto al piano di calpestio, a
disegno verticale o inclinato verso l’interno per impedire l’effetto “scaletta”, per terrazze e pianerottoli,
costituito da:
- corrimano realizzato in trafilato di acciaio (profilo a O d = ø40), secondo quanto specificato negli
elaborati grafici di progetto, compresi raccordi in piano, tagli, sfridi, fissaggi, come da disegni
esecutivi e da esplicite disposizioni della D.L..
- correnti realizzato in ferro (profilo a O d = ø20), secondo quanto specificato negli elaborati grafici di
progetto, compresi raccordi in piano, tagli, sfridi, fissaggi, come da disegni esecutivi e da esplicite
disposizioni della D.L..
- montanti in piatti di ferro di dimensioni 10x60 mm. per una altezza di circa 110 cm inclinati di 15°
verso l’alto; fissati a circa 15 cm. dal pavimento su piastra con predisposizione di fori con funzione di
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fissaggio con tasselli su parapetti esistenti.
Parapetto dimensionato ed eseguito ai sensi delle vigenti normative. I materiali da impiegare in tutte le
opere in ferro ed acciaio dovranno corrispondere alle caratteristiche di progetto, alla normativa vigente
ed alle disposizioni fornite dalla Direzione dei Lavori.
Compresi imballi atti a proteggere perfettamente tutti i pezzi sino alla posa in opera. Compreso ogni
altro onere per opere, forniture e assistenze comunque connesse e necessarie, anche se non
specificatamente richiamate sopra.
Inclusa quindi la fornitura di tutti i materiali, le attrezzature, i trasporti, tiri al piano, cavalletti e
ponteggi di servizio, trasporto a rifiuto dei materiali di risulta, compresi oneri di discarica, pulizie finali
e tutto quanto altro occorrente per dare l’opera compiuta e finita a regola d’arte.
Trattati con zincatura a caldo e successiva stesa di due mani di smalto sintetico; distanziatori, tasselli
per fissaggio alla struttura, comprese le opere murarie per l'ancoraggio alla pavimentazione o alla
muratura ed ogni altro onere per dare l'opera finita a perfetta regola d'arte.
42.4 Ringhiere in ferro per scale e balconi
(indicate nell’Abaco elementi metalli con le sigle: D, F, H, P; presenti in tutti i Blocchi)
Tali ringhiere riprendono il disegno di quelle esistenti, sia sui prospetti principali sia nei vani scala
esistenti. Saranno impiegate a completamento di parapetti esistenti o per nuove aperture sugli stessi
prospetti. Avranno altezza complessiva pari a cm 110, dovranno essere costituite da profilati di acciaio
verniciato, dalle seguenti caratteristiche:
-
montanti da realizzarsi con due profili piatti di acciaio (mm. 50x8) affiancati e distanziati con
appositi ancoraggi di acciaio,
-
telai portabacchette in profili piatti saldati ai montanti (mm. 50x8);
-
bacchette in acciaio a sezione circolare piena, diametro pari a mm. 10-10,2 poste ad interasse
massimo di 90 mm tra loro.
Sulle rampe delle scale, lungo il muro opposto alle ringhiere, dovranno inoltre installati appositi
mancorrenti in tubolare di acciaio a sezione circolare con diametro pari a mm 40-50, opportunamente
tassellati alle pareti, ad un’altezza di 90 cm da terra. Il tutto è da realizzarsi secondo le indicazioni
degli elaborati progettuali. Trattati con pulitura e protezione con antiruggine e successiva stesa di due
mani di smalto sintetico; distanziatori, tasselli per fissaggio lastre alla struttura, comprese le opere
murarie per l'ancoraggio alla pavimentazione o muratura ed ogni altro onere per dare l'opera finita a
perfetta regola d'arte.
42.5 Pergola del “cortile delle donne”
(descritta nella tavola di progetto n. 035 “ ABACO ELEMENTI METALLICI”, lett. O)
Un’ampia porzione del cortile compreso tra il Blocco “B” ed il Blocco “C”, cosiddetto “cortile delle
donne”, sarà trattato a frutteto con la piantumazione di numerosi alberi da frutto. All’interno di questa
area si prevede la realizzazione di due pergole in ferro di sostegno ad un filare di Kiwi.
La pergola sarà costituita da una struttura tubolare infissa in plinti in C.A. e sarà composta dai
seguenti elementi:
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Elementi ad arco in tubi tipo “Tubo gas” ø75, 3,25 mm di spessore, posti ad un’interasse di circa
110 cm;
-
due corrimani e tre tubi a correre, costituiti da tubi tipo “Tubo gas” ø60, 3,25 mm di spessore.
La struttura è data in opera con pulitura e protezione antiruggine e successiva verniciatura a fuoco in
laboratorio certificato, in colore RAL a scelta della D.L.. La struttura sarà fornita completa di ogni
onere necessario per dare l'opera finita a perfetta regola d'arte
42.6 Interventi sugli elementi esistenti
( indicati nell’Abaco elementi metalli con le sigle: A, B, C, G, H, L, )
Tutti i manufatti metallici esistenti (inferriate del piano terreno di tutti i Blocchi, quelle del piano
ammezzato del Blocco “A”, ecc.), dovranno essere preventivamente sottoposti a pulizia e dovrà
esserne verificata la stabilità. Si procederà preliminarmente alla pulizia mediante spazzolatura accurata
con spazzole d’acciaio, carteggiatura con tela smeriglio, lavaggio-sgrassaggio con solvente nitro o
acetone. Le parti con ruggine a vista verranno ritoccate con minio ai cromati di piombo mentre le zone
rugginose non raggiungibili, verranno trattate con adeguato convertitore inibitore del processo
ossidativo;
Successivamente, distanziate nel tempo, verranno applicate, una ripresa completa di minio ai cromati
di piombo (spessore minimo 30 micron), una ripresa di fondo a smalto sintetico brillante, una o più
riprese a finire di smalto satinato con colori e finitura superficiale come definito nel verbale colore
rilasciato dal competente ufficio della Città di Torino.
ART.43 OPERE DA FALEGNAME
43.1 Interventi di ripristino sui serramenti esistenti interni ed esterni
Tutti i serramenti in legno esistenti che si intendono conservare, compresi i serramenti interni
specificatamente individuati negli abachi dei serramenti, saranno oggetto di intervento di recupero e di
ripristino secondo quanto descritto nella specifica voce relativa ai serramenti esistenti.
ART.44 OPERE DA VETRAIO
Norme generali
I materiali forniti dovranno rispondere alle prescrizioni dettate dalle Norme UNI EN specifiche e la
loro applicazione dovrà seguire la norma UNI 7697:2007 "Criteri di sicurezza nelle applicazioni
vetrarie" che fornisce i criteri di scelta dei vetri da impiegarsi, sia in esterni che in interni, in modo
che, nella destinazione di impiego prevista, sia assicurata la rispondenza fra prestazioni dei vetri e
requisiti minimi necessari per la sicurezza dell'utenza.
I materiali dovranno essere della migliore qualità; le lastre dovranno essere fornite secondo le
dimensioni richieste, essere di spessore uniforme, prive di scorie, bolle, soffiature, ondulazioni, nodi,
opacità lattiginose localizzate, macchie o qualsiasi altro difetto.
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I vetri piani trasparenti float sono quelli chiari o colorati ottenuti per colata mediante
galleggiamento su un bagno di metallo fuso. Per le caratteristiche generali vale la norma UNI EN
572-2 (2004), che considera anche le modalità di controllo da adottare in caso di contestazione.
-
I vetri piani temprati sono quelli trattati termicamente o chimicamente in modo da indurre negli
strati superficiali tensioni permanenti. Per le caratteristiche generali vale la norma UNI EN 121502 (2004) ed eventuali aggiornamenti, che considera anche le modalità di controllo da adottare in
caso di contestazione.
-
I vetri piani uniti al perimetro (o vetrocamera) sono quelli costituiti da due lastre di vetro tra loro
unite lungo il perimetro, solitamente con interposizione di un distanziatore, a mezzo di adesivi od
altro in modo da formare una o più intercapedini contenenti aria o gas disidratati. Per le altre
caratteristiche vale la norma UNI EN specifica, che definisce anche i metodi di controllo da
adottare in caso di contestazione.
-
I vetri piani stratificati sono quelli formati da due o più lastre di vetro e uno o più strati interposti
di materia plastica che incollano tra loro le lastre di vetro per l'intera superficie. Per le altre
caratteristiche vale la norma UNI EN 14449 (2005).
Progettista, fornitore e posatore rispondono delle prescrizioni di Legge.
Indicazioni di posa
Le lastre di vetro e cristallo, siano esse semplici, stratificate od accoppiate, dovranno essere montate
con tutti gli accorgimenti atti ad impedire deformazioni, vibrazioni e, nel contempo, idonei a
consentirne la libera dilatazione secondo quanto previsto dalla Norma UNI 6534.
Le lastre dovranno essere opportunamente tassellate sui bordi onde impedire il contatto con il telaio di
contorno. I tasselli, sia portanti che periferici o spaziatori, dovranno essere in materiale imputrescibile
ed avranno durezza adeguata a sopportare i carichi previsti senza apprezzabili deformazioni nel tempo.
Dovrà essere garantita la tenuta della sigillatura perimetrale per un periodo non inferiore a 10 anni,
inoltre dovrà essere fornita garanzia scritta decennale sulla inalterabilità cromatica e sulla trasparenza
degli elementi. Per i vetri camera potranno essere richieste dal Direttore dei Lavori le prove del punto
di rugiada iniziale, della tenuta stagna e dell'appannamento. Tutti i materiali prima della posa in opera
dovranno essere campionati e sottoposti all'approvazione del Direttore dei Lavori: la Ditta appaltatrice,
con la presentazione dei campioni, dovrà presentare i certificati di attestazione, rilasciati da Istituti
Specializzati. L’accettazione da parte della Direzione Lavori del campione presentato è subordinata
alla validità del certificato di attestazione.
Tutti i vetri speciali ed i cristalli più avanti descritti, dovranno essere della qualità e delle dimensioni
richieste, di un solo pezzo, di spessore uniforme, privi di scorie, bolle, soffiature, ondulazioni, nodi,
macchie, ed essere perfettamente incolori, trasparenti e conformi alle norme UNI EN 572-1/2.
I vetri-camera saranno posati nel serramento, previa interposizione di apposite guarnizioni in neoprene
lungo tutto il perimetro esterno ed interno, evitando qualsiasi contatto vetro-metallo, e fissati con
regolini in acciaio preverniciato nella parte interna del serramento e avvitati con viti in acciaio inox.
Il collocamento in opera delle lastre di vetro, cristallo, ecc. potrà essere richiesto a qualunque altezza
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ed in qualsiasi posizione, e dovrà essere completato da una perfetta pulitura delle due facce delle lastre
stesse, che dovranno risultare perfettamente lucide e trasparenti.
L'Impresa ha l'obbligo di controllare i quantitativi dei vari tipi di non solo sugli elaborati di progetto
ma anche insito, rilevandone le esatte misure ed i quantitativi, e di segnalare alla Direzione Lavori le
eventuali discordanze, restando a suo completo carico gli inconvenienti di qualsiasi genere che
potessero derivare dall'omissione di tale tempestivo controllo.
Ogni rottura di vetri, cristalli o specchi, avvenuta prima della presa in consegna da parte della
Direzione dei lavori, sarà a carico dell'Impresa.
44.1 Vetri per serramenti esterni ed interni
Tutti i serramenti esterni dell’edificio da realizzare secondo le specifiche riportate nelle schede di
progetto, saranno muniti di vetrate isolanti termoacustiche tipo vetrocamera o di vetrate di sicurezza; il
criterio progettuale è stato il seguente:
a) I serramenti esistenti, posti sui prospetti principali, che saranno eventualmente conservati (previo
restauro e revisione), saranno dotati di vetri di sicurezza anti-sfondamento, allo scopo di operare
con un minor spessore, rispetto al vetro a camera, al posto del vetro semplice esistente;
b) I serramenti di nuova realizzazione, da collocarsi sui prospetti esterni, saranno dotati di vetri
stratificati di sicurezza su entrambi i lati e a camera;
c) I serramenti vetrati interni, avranno tutti vetri di sicurezza stratificati.
d) I parapetti che contengono parti vetrate, purché intelaiate e senza fori, avranno vetri stratificati di
sicurezza.
e) I serramenti dei bagni avranno tutti il vetro interno di tipo opaco.
Le diverse tipologie di vetrazione sono state individuate nelle specifiche tavole dell’Abaco e sono così
descritte:
-
vetrate a camera, (indicate nell’abaco dei serramenti con la sigla V1) - composte da due lastre di
cristallo float spess. 4 mm. cadauna e interposto intercapedine di 9 mm, complete di profilati
distanziatori, giunti elastici, sali disidratati, ecc.;
-
Vetrate con caratteristiche di sicurezza, (indicate nell’abaco dei serramenti con la sigla V2) - del
tipo antisfondamento, costituite da due lastre di cristallo float da 3 mm con interposto un foglio di
polivinilbutirrale da 0.38 mm.
-
Vetrate a camera con caratteristiche di sicurezza, (indicate nell’abaco dei serramenti con la sigla
V3) - costituite da due lastre di cristallo float da 3 mm con interposto un foglio di polivinilbutirrale
da 0.38 mm., poste su entrambe le facce e interposto intercapedine di 9 mm: in caso di utilizzo in
presenza di servizio igienico, la lastra interna è di tipo opaco (indicate nell’abaco dei serramenti
con la sigla V3*).
-
Vetrate di sicurezza ad andamento curvilineo, (relative ai serramenti del piano terreno e del piano
sottotetto del Blocco “C”, nel corpo di nuovo ampliamento) costituite da due lastre di cristallo
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temperato da 10 mm con interposto un foglio di polivinilbutirrale da 0.4 mm..
-
I vetri a camera dovranno presentare giunto d’accoppiamento assolutamente ermetico e di
conseguenza nessuna traccia di polvere o di condensa sulle superfici interne dei cristalli.
Tali vetrate saranno posizionate su tutti i serramenti esterni comprese le uscite di sicurezza e le aree
finestrate delle zone comuni, fatta eccezione per i serramenti REI dotati di speciali vetri certificati e
forniti unitamente al serramento stesso.
44.2 Parapetti vetrati
I parapetti dei pianerottoli di sbarco dell’ascensore del Blocco “A” ed i parapetti a raso delle aperture
del 2° piano del Blocco “C” (zona di ampliamento), avranno vetrate di sicurezza costituite da due
lastre di cristallo float da 3 mm con interposto un foglio di polivinilbutirrale da 0.76 mm. Bordate da
struttura metallica intelaiata saldata al parapetto in ferro.
ART.45 SANITARI E RUBINETTERIE
Apparecchi per locali bagni: Norme generali
La voce di questo articolo individua e descrive gli apparecchi sanitari, gli specifici accessori e le
rubinetterie previsti e compensati in questo Appalto, nonché la relativa posa degli apparecchi.
Gli apparecchi sanitari e gli accessori da installarsi nei servizi igienici saranno completi di tutto quanto
è necessario a garantire il funzionamento e la posa a perfetta regola d’arte.
Le caratteristiche delle apparecchiature previste sono le seguenti:
45.1 Apparecchi per bagni accessibili pertinenziali di camera
Gli apparecchi sanitari e gli accessori da installarsi nei bagni accessibili pertinenziali di camera,
saranno completi di tutto quanto è necessario a garantire il funzionamento e la posa a perfetta regola
d’arte.
In generale i bagni accessibili pertinenziali di camera, in comune a non più di due posti letto, saranno
dotati delle seguenti apparecchiature igieniche:
a) N. 1 wc sospeso di tipo accessibile;
b) N. 1 bidet sospeso
c) N. 1 lavabo accessibile
d) N. 1 piatto doccia raso pavimento, con box doccia pieghevole
Tutti gli accessori necessari al completamento del bagno sopra descritto, sono individuati nell’apposita
voce relativa agli accessori di sicurezza.
Le caratteristiche delle apparecchiature previste sono le seguenti:
Vaso, sospeso
Vaso in vitreous – china di colore bianco senza apertura frontale, munito di staffe di fissaggio a parete,
avente misure esterne mm. 525x385x370h. Il vaso sarà completo di cassetta a zaino con comando
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superiore di scarico. Nel vaso dovrà essere incorporato un sifone che sarà collegato con cucchiaia alla
colonna principale con diametro mm. 10.
Miscelatore termoscopico completo di flessibile, doccetta a pulsante e supporto a muro con funzioni di
bidè, da installarsi al fianco del WC.
L’erogazione dell’acqua, a temperatura controllata automaticamente a +/- 1° C, avverrà premendo il
pulsante posto nella doccetta . Filtri e valvole di ritegno saranno incorporate nel miscelatore. Sarà
presente una manopola a leva per la regolazione della temperatura.
Certificato a norma UNI EN ISO 9001, del peso di circa kg. 20,50.
Il vaso sarà comprensivo delle seguenti opere e forniture:
- fornitura e posa di unità premontata, comprendente cassetta ad incasso, 6/9 litri fissata in elemento di
montaggio zincato, con fissaggi per il vaso sospeso, curva di scarico 90°, manicotti d’allacciamento per
adduzione e lo scarico e materiale di fissaggio, dotata di rete portaintonaco. Dispositivo di
risciacquamento a due quantità o interruzione dello scarico. Dimensioni pari a circa mm. 455x775x80;
- fornitura e posa di placca di copertura bianca, con doppio tasto di risciacquo per cassetta ad incasso;
- costruzione di ringrosso murario, di dimensioni idonee definite dalla Direzione Lavori, in mattoni
forati al fine di consentire l’ancoraggio del vaso sospeso ad una distanza di mm. 80 tra la parete
verticale originaria al fronte del vaso, come previsto dal D.P.R. 503/96 che prevede l’accostamento
laterale della carrozzella;
- fornitura e posa di sedile sopraelevato per disabili;
- fornitura e posa di miscelatore cromato monocomando da ½” per doccia, cartuccia a dischi ceramici
46 mm., dotato di limitatore di portata, compreso di curvetta e rosone cromato per attacco a parete,
dotata di doccetta per wc disabili con manopola bianca e flessibile cromato lungo mm. 1540. Il
miscelatore deve avere una cromatura non inferiore 8 µ successivamente ad un primo bagno di
nichelatura, certificato a norma UNI EN ISO 9001.
Bidet, sospeso
Bidet in vitreous – china di colore bianco, munito di staffe di fissaggio a parete, avente misure esterne
mm. 540x380x410h., fornitura e posa di bidet sospeso monoforo con erogazione dell’acqua dal
rubinetto, con interasse di fissaggio del bidet alla parete di mm. 180, in bianca porcellana vetrificata
Vitreous-China cotta a 1300°, certificato a norma UNI EN ISO 9001, di dimensioni pari a circa mm.
380x550, del peso di circa kg. 17,50;
Il bidet sarà comprensivo delle seguenti opere e forniture:
- fornitura e posa di elemento di montaggio zincato, con quattro zanche di fissaggio, due barre filettate
di fissaggio regolabili da cm. 17 a 23, placca regolabile in altezza per il fissaggio della rubinetteria, due
raccordi ½” per allacciamento della rubinetteria, curva di scarico, guarnizioni e materiale di fissaggio.
Dimensioni pari a circa mm. 420x315x80;
- rivestimento in mattone forato, di dimensioni idonee definite dalla Direzione Lavori, al fine di
consentire il rivestimento della cassetta ad incasso;
- fornitura e posa di piletta di scarico;
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- fornitura e posa di sifone ad S in PEAD bianco;
- fornitura e posa di miscelatore cromato monocomando da ½” per bidet, cartuccia a dischi ceramici
35 mm., bocca con mousseur orientabile, flessibili di collegamento ad innesto, scarico a saltarello. Il
miscelatore deve avere una cromatura non inferiore 8 µ successivamente ad un primo bagno di
nichelatura, certificato a norma UNI EN ISO 9001.
Lavabo di tipo accessibile
Lavabo accessibile sospeso su mensole, con sifone a S a scomparsa, in ceramica bianca ad
ampio bacino concavo, di dimensioni pari a circa mm. 650x 520, munito di alzatina paraspruzzi,
troppo pieno e portasapone laterali, realizzato in ottemperanza alla normativa vigente (D.P.R. 503/96);
Il lavabo sarà comprensivo delle seguenti opere e forniture:
- fornitura di supporti a mensola;
- fornitura e posa di piletta di scarico;
- fornitura e posa di sifone ad S in PEAD bianco;
- fornitura e posa di miscelatore clinico cromato.
Il miscelatore deve avere una cromatura non inferiore 8 µ successivamente ad un primo bagno di
nichelatura, certificato a norma UNI EN ISO 9001.
L’erogazione dell’acqua dovrà avvenire a temperatura controllata automaticamente a +/- 1° C.
Piatto doccia a filo terra
Fornitura e posa di piatto doccia da installare sopra il pavimento o in semi-incasso, di impasto
ceramico cotto a 1280° come la Vitreous-China, certificato a norma UNI EN ISO 9001, di dimensioni
pari a circa mm. 750x750x90, con superficie antisdrucciolo e foro di scarico ad angolo, del peso di
circa kg. 30;
Il piatto doccia sarà comprensivo delle seguenti opere e forniture:
fornitura e posa di piletta di scarico;
fornitura e posa di sifone ad S in PEAD bianco;
fornitura e posa di miscelatore cromato monocomando da ½” per doccia, cartuccia a dischi ceramici
46 mm., dotato di limitatore di portata. Il miscelatore deve avere una cromatura non inferiore 8 µ
successivamente ad un primo bagno di nichelatura, certificato a norma UNI EN ISO 9001.
fornitura e posa di set asta doccia lunga mm. 600 con supporto scorrevole, completo di asta doccia con
manopola anticalcare a due getti: stretto forte e largo normale e flessibile da mm. 1.500. Il tutto deve
avere una cromatura non inferiore 8 µ successivamente ad un primo bagno di nichelatura, certificato a
norma UNI EN ISO 9001. Completo di box realizzato in profilo di alluminio laccato bianco, antine in
poliestere trasparente, sistema di apertura facilitato mediante meccanismo ad eccentrico, posizionabile
su piatti doccia a filo pavimento o direttamente su piastrelle ceramiche.
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Specchio inclinabile tipo serie 801 HEWI o equivalente
- specchio rettangolare in cristallo antisfondamento con bordi molati , ergonomico e funzionale,
- inclinabile fino a 28° tramite manovella e tirante, utilizzabile sia in piedi che da seduti
- montaggio a muro
- larghezza 600 mm, altezza 540 mm, spessore 6 mm
- specchio in cristallo con lato posteriore ramato e ricoperto da due strati di vernice protettiva
- supporto e manovella in pregiato poliammide disponibile nei colori di serie
- montaggio su controparete con anello deviatore
45.2 Apparecchi per servizi igienici del personale
Vaso sospeso
Vaso in vitreous – china di colore bianco senza apertura frontale, munito di staffe di fissaggio a parete,
avente misure esterne mm. 525x385x370h. Il vaso sarà completo di cassetta a zaino con comando
superiore di scarico. Nel vaso dovrà essere incorporato un sifone che sarà collegato con cucchiaia alla
colonna principale con diametro mm. 10. Certificato a norma UNI EN ISO 9001, del peso di circa kg.
20,50.
Il vaso sarà comprensivo delle seguenti opere e forniture:
- fornitura e posa di unità premontata, comprendente cassetta ad incasso, 6/9 litri fissata in elemento di
montaggio zincato, con fissaggi per il vaso sospeso, curva di scarico 90°, manicotti d’allacciamento per
adduzione e lo scarico e materiale di fissaggio, dotata di rete portaintonaco. Dispositivo di
risciacquamento a due quantità o interruzione dello scarico. Dimensioni pari a circa mm. 455x775x80;
- fornitura e posa di placca di copertura bianca, con doppio tasto di risciacquo per cassetta ad incasso;
- costruzione di ringrosso murario, di dimensioni idonee definite dalla Direzione Lavori, in mattoni
forati al fine di consentire l’ancoraggio del vaso sospeso ad una distanza di mm. 80 tra la parete
verticale originaria al fronte del vaso, come previsto dal D.P.R. 503/96 che prevede l’accostamento
laterale della carrozzella;
- fornitura e posa di sedile e coprisedile di serie;
Bidet sospeso
Bidet in vitreous – china di colore bianco, munito di staffe di fissaggio a parete, avente misure esterne
mm. 540x380x410h., fornitura e posa di bidet sospeso monoforo con erogazione dell’acqua dal
rubinetto, con interasse di fissaggio del bidet alla parete di mm. 180, in bianca porcellana vetrificata
Vitreous-China cotta a 1300°, certificato a norma UNI EN ISO 9001, di dimensioni pari a circa mm.
380x550, del peso di circa kg. 17,50;
Il bidet sarà comprensivo delle seguenti opere e forniture:
- fornitura e posa di elemento di montaggio zincato, con quattro zanche di fissaggio, due barre filettate
di fissaggio regolabili da cm. 17 a 23, placca regolabile in altezza per il fissaggio della rubinetteria, due
raccordi ½” per allacciamento della rubinetteria, curva di scarico, guarnizioni e materiale di fissaggio.
Dimensioni pari a circa mm. 420x315x80;
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- rivestimento in mattone forato, di dimensioni idonee definite dalla Direzione Lavori, al fine di
consentire il rivestimento della cassetta ad incasso;
- fornitura e posa di piletta di scarico;
- fornitura e posa di sifone ad S in PEAD bianco;
- fornitura e posa di miscelatore cromato monocomando da ½” per bidet, cartuccia a dischi ceramici
35 mm., bocca con mousseur orientabile, flessibili di collegamento ad innesto, scarico a saltarello. Il
miscelatore deve avere una cromatura non inferiore 8 µ successivamente ad un primo bagno di
nichelatura, certificato a norma UNI EN ISO 9001.
Lavabo da 65 cm
Lavabo in bianca porcellana vetrificata Vitreous-China cotta a 1300°, certificato a norma UNI EN ISO
9001, ad ampio bacino e comodo piano portaoggetti, di dimensioni pari a circa mm. 647x 545, con
foro per rubinetteria centrale aperto e laterali diaframmati del peso di circa kg. 21;
fornitura di supporti a mensola;
fornitura e posa di piletta di scarico;
fornitura e posa di sifone ad S in PEAD bianco;
fornitura e posa di miscelatore cromato monocomando da ½” per lavabo, cartuccia a dischi ceramici 35
mm., bocca con mousseur, flessibili di collegamento ad innesto, scarico a salterello. Il miscelatore deve
avere una cromatura non inferiore a 8 µ successivamente ad un primo bagno di nichelatura, certificato
a norma UNI EN ISO 9001. In alcuni casi, specificati in progetto, il lavabo potrà essere dotato di
comando a pedale o sensore a pile.
Piatto doccia sopraelevato
In tutti i bagni destinati al personale addetto alla cura degli ospiti, i piatti doccia saranno di tipo
normale sopraelevati con box doccia alto circa 180 cm.
Piatto doccia in bianca porcellana vetrificata Vitreous-China cotta a 1300°, certificato a norma UNI EN
ISO 9001, di dimensioni pari a circa mm. 800x 800, con foro angolare di scarico, del peso di circa kg.
25. Il piatto doccia sarà comprensivo delle seguenti opere e forniture:
fornitura e posa di piletta di scarico;
fornitura e posa di sifone ad S in PEAD bianco;
fornitura e posa di miscelatore cromato monocomando da ½” per doccia, cartuccia a dischi ceramici
46 mm., dotato di limitatore di portata. Il miscelatore deve avere una cromatura non inferiore 8 µ
successivamente ad un primo bagno di nichelatura, certificato a norma UNI EN ISO 9001.
Fornitura e posa di set asta doccia lunga mm. 600 con supporto scorrevole, completo di asta doccia
con manopola anticalcare a due getti: stretto forte e largo normale e flessibile da mm. 1.500. Il tutto
deve avere una cromatura non inferiore 8 µ successivamente ad un primo bagno di nichelatura,
certificato a norma UNI EN ISO 9001. Completo di box a tutta altezza, realizzato in profilo di
alluminio laccato bianco, antine in poliestere trasparente, sistema di apertura facilitato mediante
meccanismo ad eccentrico, posizionabile sul filo del piatto doccia.
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45.3 Apparecchi per bagni assistiti
Gli apparecchi sanitari e gli accessori da installarsi nei bagni assistiti saranno completi di tutto
quanto è necessario a garantire il funzionamento e la posa a perfetta regola d’arte.
In generale i bagni assistiti saranno dotati delle seguenti apparecchiature igieniche:
e) N. 1 wc sospeso di tipo accessibile;
f) N. 1 bidet sospeso
g) N. 1 sedia mobile per doccia e wc, da utilizzarsi nei bagni delle camere del Nucleo
h) N. 1 barella doccia completa di vuotatoio di scarico in monoblocco con pannello comandi
i) In alternativa, n. 1 vasca da bagno specifica per bagno assistito
Le caratteristiche delle apparecchiature previste sono le seguenti:
Barella doccia idraulica con pannello di controllo e vuotatolo in monoblocco
La barella doccia sarà realizzata con struttura metallica verniciata,
resistente agli agenti
chimici. La larghezza del piano barella è di cm. 78 x cm. 185, portata Kg. 160, peso 60 Kg, altezza
variabile del piano da 56 a 100 cm.
Sponde ribaltabili al di sotto del piano del letto, in acciaio inox non verniciato, con chiusura
automatica di sicurezza, poggia piedi e poggia testa in acciaio inox.
Piano a basculamento laterale per una migliore pulizia o sistemazione.
Sistema di sollevamento oleodinamico a compasso ad inclinazione variabile secondo il peso. Pompa
idraulica a pedale con accessibilità da entrambi i lati.
Dotata di materassino in PVC flessibile, garantito per un uso intensivo, con prestampate scanalature
laterali per un più veloce deflusso dell’acqua, bordi arrotondati e cuscino poggia testa, con tubo di
scarico ø 40 mm. Le 4 ruote avranno un dispositivo di frenata.
La barella sarà corredata di idoneo pannello di controllo monoblocco con vuotatoio, avente le
seguenti caratteristiche:
Pannello:
-
struttura metallica trattata anti corrosione, con dispositivo di fissaggio a muro.
-
rivestimento in unico pezzo in poliestere bianco con angoli arrotondati per una migliore pulizia.
-
miscelatore termostatico 28 litri/minuto su 3 bars con sicurezza anti bruciatura e valvole
antiritorno incorporate.
-
doccetta lavaggio paziente
-
doccetta disinfezione
-
rubinetti d’arresto da ¼ di giro per le doccette lavaggio e disinfezione
-
cassetta dell’acqua a valvola tipo « PRESTO »
-
sistema d’aspirazione automatico del disinfettante con riserva di 2 litri.
-
valvole d’accesso al sifone ed agli arrivi dell’acqua.
Dimensioni del pannello con vuotatolo: cm 140H x 65L, spessore del pannello: 16 cm, profondità del
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vuotatolo: 37 cm
Vuotatoio : di forma trapezia con interno in acciaio inox,
Sicurezza : in caso di mancanza dell’acqua fredda, l’acqua calda viene interrotta immediatamente ad
evitare qualsiasi rischio di bruciature.
Il pannello di controllo con vuotatoio deve essere posto in opera sulle seguenti predisposizioni:
-
Scarico dell’acqua :tubo PVC Ø100mm dall’asse del pannello a 6 cm dal muro.
-
Arrivo dell'acqua calda con tubo di rame Ø 14/16 uscita 1/2. (15/21) con rubinetto
d’intercettazione da un 1/4 di giro a 25 cm a sinistra dell’asse del pannello e a 5 cm dal muro .
-
Arrivo dell'acqua fredda con tubo di rame Ø 14/16 uscita 1/2. (15/21) con rubinetto
d’intercettazione da un 1/4 di giro a 25 cm a sinistra dell’asse del pannello e a 5 cm dal muro.
Si richiede certificazione UNI EN ISO 9001 e Marchio CE Dispositivi Medici Direttiva 93/42 con
allegata autodichiarazione del fabbricante evidenziando la classe di rischio.
Sedia mobile per doccia e wc
La sedia mobile per doccia e WC. permette di procedere alle cure dei pazienti in modo ergonomico.
Il comfort è ottimale, tanto per il paziente quanto per il personale assistente.
La sedia può essere utilizzata al meglio anche come sedia comoda direttamente sul W.C.
Caratteristiche:
-
Struttura tubolare in acciaio con rivestimento antibatterico Rilsan Active
-
Cerniere e pezzi meccanici in acciaio inox.
-
Seduta, spalliera, poggiatesta, braccioli e poggiapiedi in poliuretano a celle chiuse in colore verde
-
Ruote girevoli Ǿ 100mm con freni.
-
Chiusura del buco sulla base per l’utilizzo del wc.
-
Chisura della seduta e supporti per la comoda.
-
Impugnatura di manovra.
-
Braccioli rimuovibili e avvolgenti, poggia piedi girevoli
Capacita’ e prestazioni
- Capacita’ di carico :
135kg
- Peso della sedia :
21kg
- Altezza della seduta:
50cm
Conformità: Provvista di Marchio CE,conforme alla direttiva CE 93/42 del 14 giugno 1993 relativa ai
dispositivi medici.
Vasca ad inclinazione ed altezza variabile elettricamente
Vasca da bagno fornita di dispositivo di inclinazione e d’altezza variabile del guscio che permette la
combinazione di comodità ed ergonomia : una comodità ideale per il paziente agevolandone l’accesso,
ed una posizione ergonomica per il personale sanitario.
Generalità :
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·
Vasca bianca in fibra di vetro ignifugo;
·
Telecomando con 4 funzioni: Salita /discesa ed inclinazione della vasca;
·
Batteria di sicurezza in caso di mancanza di tensione.
·
Dispositivo di disinfezione (doccetta) protetto all’interno della vasca.
Idraulica:
·
Miscelatore termostatico motorizzato 54 l/min con valvole antiritorno e
protezione antiscottature
·
Display digitale della temperatura situato sulla plancia di comando.
·
Rubinetto e doccetta di lavaggio e disinfezione con pulsante e valvole di blocco da
un quarto di giro.
·
Doccette di disinfezione protetta all’interno della vasca in apposito contenitore
·
Rubinetto di riempimento.
·
Scarico manuale con troppo pieno.
·
Scarico diametro Ø 50mm.
·
Contenitore per il disinfettante da 2 litri interno alla vasca.
Prestazioni:
·
Ampiezza di sollevamento : 150mm
·
Riserva d’acqua necessaria : 25 litri
·
Volume d’acqua massima : 90 litri
·
Angolo massimo d'inclinazione : 22.5°
·
Carico massimo
: 200kg
·
Peso della vasca
: 140kg
Predisposizioni:
·
Alimentazione elettrica 230V 50Hz
·
Arrivo acqua calda e fredda da ¾ con rubinetti d’intercettazzione .
·
Scarico sifonato a pavimento.
Dimensioni :
·
2050 x 800 x 1450h
ART.46 ACCESSORI DI SICUREZZA
46.1 Accessori per corridoi: corrimani in poliammide (nylon)
Lungo tutti i corridoi dei nuclei e lungo alcuni tratti di corridoi degli spazi comuni, come indicato negli
elaborati di progetto, è prevista la posa, ad una quota di circa 90 - 100 cm. da terra, di idonei corrimani
che garantiscano un appoggio, quasi in continuo, per gli utenti deambulanti.
Detti corrimani sono costituiti da un’anima tubolare in acciaio anticorrosione rivestita da un tubolare in
poliammide (nylon)) estruso, antigraffio, senza saldature e colorato in pasta, con diametro di 33 mm. e
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spessore 4 mm. Per il fissaggio vengono impiegati supporti a 90° tassellati al muro con rosetta in
acciaio, diam. 60 mm. e coprirosetta in poliammide, posti ad un interasse massimo di 1250 mm ed una
distanza di 50 mm. dalla parete.
Tutti i corrimani hanno terminale rientrante verso il muro con curva a 90°.
Tutti gli elementi sono congiunti tramite viti prigioniere, ancorate a loro volta ai terminali dei tubi
mediante boccole imprigionate.
Materiali costruttivi:
-
anima in acciaio diametro da 25 mm x 2 mm di spessore;
-
ricoprimento in poliammide, diam. 33 mm per 4 mm di spessore
-
superficie in poliammide brillante in vari colori a scelta della D.L.;
-
placca di fissaggio in acciaio a 10 fori con capacità di tenuta di 150 Kg diam. 60 mm, rosetta di
ricoprimento in poliammide diam. 70 mm.
Resistenza e solidità meccanica:
-
Antiabrasione, antigraffio, antiurto, antivibrazione, resistente alla rottura.
-
Anticorrosione, antigelo e resistente agli agenti atmosferici.
-
Solidità alla luce e cromatica.
Controlli e normative:
-
Comportamento alla combustione (DIN 4102);
-
Non infiammabile (classe di materiali edili A2);
-
Difficilmente infiammabile (classe di materiali edili B1).
-
I prodotti devono soddisfare i requisiti delle direttive ETB sui componenti anticaduta (Certificato
di prova MPA).
-
Certificato di qualità conforme a DIN ISO 9001 / EN 29001.
Fissaggi: costituiti da viti in acciaio inox, tasselli a calza e tasselli di ancoraggio
46.2 Accessori per servizi igienici di camera accessibili
1. In prossimità del WC, prevedere: maniglione ribaltabile costituito da due aste parallele sovrapposte
unite da un elemento ad arco, utilizzabile come sostegno e appoggio, carico massimo a norma DIN
18024 (capacità di tenuta kg. 150), lungo 850-900 mm, ribaltabile verso l'alto e verso il basso (discesa
frenata), con anima in acciaio trattato anticorrosione su tutta la lunghezza e piastra a muro integrata in
acciaio con rivestimento in pregiato poliammide, montaggio tramite idonei elementi di fissaggio
specifici per i vari tipi di parete, altezza 259 mm, profondità 78 mm; ø 33 mm, dotato di portarotolo
per carta igienica.
2. Sul fianco opposto, in aderenza al muro, dove è presente la doccetta : mancorrente fissato al muro,
lungo circa 300 - 400 mm.
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3. Corrimani lungo i lati utili, sia all’interno del wc che nell’antibagno, opportunamente collocati,
come da disegni di progetto.
4. Maniglia ausiliaria fissata sulla porta, posta sul fronte opposto al senso di apertura, lunghezza circa
400 mm., posizionata orizzontale o inclinata di circa 30°, per favorire la chiusura della porta a persona
su sedia a ruote.
5. Specchio inclinabile
- specchio rettangolare in cristallo anisfondamento con bordi molati , ergonomico e funzionale,
- inclinabile fino a 28° tramite manovella e tirante, utilizzabile sia in piedi che da seduti
- montaggio a muro
- larghezza 600 mm, altezza 540 mm, spessore 6 mm
- specchio in cristallo con lato posteriore ramato e ricoperto da due strati di vernice protettiva
- supporto e manovella in pregiato poliammide disponibile nei colori di serie
- montaggio su controparete con anello deviatore
6. corrimano angolare per doccia montabile sia a destra che a sinistra completo, di asta verticale in
acciaio inox con funzione di reggisoffione, regolabile a scorrimento continuo. Sedile pensile da
appoggiare al corrimano e stanghe di sostegno.
46.3 Accessori per bagni assistiti
1. In prossimità del WC, prevedere: maniglione ribaltabile costituito da due aste parallele sovrapposte
unite da un elemento ad arco, utilizzabile come sostegno e appoggio, carico massimo a norma DIN
18024 (capacità di tenuta kg. 150), lungo 850-900 mm, ribaltabile verso l'alto e verso il basso (discesa
frenata), con anima in acciaio trattato anticorrosione su tutta la lunghezza e piastra a muro integrata in
acciaio con rivestimento in pregiato poliammide, montaggio tramite idonei elementi di fissaggio
specifici per i vari tipi di parete, altezza 259 mm, profondità 78 mm; ø 33 mm, dotato di portarotolo
per carta igienica.
2. Sul fianco opposto, in aderenza al muro, dove è presente la doccetta : mancorrente fissato al muro,
lungo circa 300 - 400 mm.
3. Corrimani lungo i lati utili, opportunamente collocati, come da disegni di progetto.
46.4 Paraspigoli
Tutti gli spigoli maggiormente esposti agli urti, in particolare lungo tutti i corridoi e gli accessi agli
spazi comuni caratterizzati da maggiore affluenza, dovranno essere protetti con appositi “paraspigoli”
in lamiera di alluminio di colore naturale.
La protezione dovrà avere un’altezza di circa 150 cm da terra.
Tutti gli elementi dovranno essere posti in opera con idonee colle da muro, a cantiere semi ultimato,
contemporaneamente alla posa dei corrimano sopra descritti.
ART.47 CANNE FUMARIE TUBI DI SFIATO E CAMINETTI
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47.1 Tubi di sfiato per filtri e vani ascensore
Per la ventilazione dei filtri e dalla soletta di copertura del vano ascensore (Blocco B), deve essere
rispettata la Normativa antincendio, in particolare il D.M. 30/11/83, pertanto saranno posti in opera
condotti di sfiato, semplici o a “Shunt”, in materiale refrattario a sezione netta quadrata 30x35, s =
0.105 mq idonei per tale impiego.
Saranno del tipo a condotti collettivi ramificati, mediante l’abbinamento di due condotti costituiti da
elementi in refrattario di altissima qualità, alti 50 cm e di sez. interna 35 x 30.
Tutti gli elementi in refrattario saranno dotati di giunto maschio/femmina a perfetta tenuta dei fumi e
devono rispettare le seguenti caratteristiche, secondo le norme DIN 18147 e DIN 18160:
·
Densità : 2.05 Kg/dmc +/- 0.10 Kg/dmc;
·
Resistenza a compressione: 440 Kg/cmc;
·
Conducibilità: 1.00 W/mk a 573 K.
I condotti, nelle parti a vista all’interno degli ambienti, saranno rivestiti con tavelle o mattoni forati,
lasciando fra rivestimento e condotto un intercapedine d’aria di qualche centimetro.
Poiché i condotti iniziano a soffitto del Piano interrato o del Piano terreno, il peso della colonna deve
essere scaricato ai piani del fabbricato, mediante vincoli alle solette o mediante cerchiature in ferro.
Per la ventilazione dei vani ascensore, gli imbocchi dell’aria a filo facciata, saranno protetti da griglie
zincate; per tutti gli altri camini, sfocianti al di sopra della copertura con una presa d’aria a mt 1,00 e
raccordati al tetto con faldaleria in rame, sono previsti appositi comignoli in muratura o rame.
47.2 Canne fumarie per caminetti
Le canne dei caminetti previste in progetto saranno due, indipendenti e distinte per ogni caminetto.
Saranno del tipo ad elementi strutturali prefabbricati a doppia parete, in acciaio inox, spessore minimo
6/10 di mm, f = 250 mm, con resistività termica di I classe secondo norma DIN 4705 e con interposto
manto termico speciale di ottima qualità, dello spessore minimo di 50 mm. in lana minerale di densità
non inferiore a 15 kg.\m.
I camini dovranno avere un coefficiente di conducibilità termica inferiore a 0,048 W\m° C e dovranno
essere conformi alla legge 615\66. Gli elementi con giunto di dilatazione termica incorporato nella
canna interna, dovranno essere modulari ed avere sistema ad innesto con fascette statiche a doppia
scanalatura.
I tratti verticali dei camini saranno raccordati alle cappe di ogni camino con elementi speciali dotati di
ispezioni per la pulizia. Gli elementi di raccordo, anch’essi a doppia parete, avranno le stesse
caratteristiche dei camini.
I tratti verticali saranno posizionati in aderenza alla muratura esterna, e comunque viaggeranno
perfettamente affiancati per tutta l’altezza dell’edificio, fino a sfociare al di sopra della copertura, con
appositi camini in muratura.
I camini termineranno oltre l’estradosso del solaio di copertura per almeno 1,5 m.
E’ necessario prevedere un numero idoneo di staffe che assicurino la stabilità laterale dei camini stessi.
I camini saranno dotati di terminali a tronco di cono e dovranno essere completi di tutti i ferri speciali
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ed accessori secondo la normativa vigente.
47.3 Condotti di ventilazione delle cucine e bagni.
Per la ventilazione forzata dei servizi igienici e degli antibagni, non dotati di aerazione naturale e non
collegati alla ventilazione centrale servita dall’UTA, sono previsti condotti individuali in PE duri tipo
Geberit di diametro pari a mm. 120. Tali condotti convoglieranno l’aria viziata al di sopra della
copertura.
Per l’aspirazione dei vapori delle cucine di piano, saranno previste cappe dotate anch’esse di condotti
individuali in PE duro pesante tipo Geberit di diametro pari a mm.120 che sfoceranno anch’esse oltre
la copertura.
I tratti dei condotti oltre il solaio del sottotetto, saranno rivestiti con muratura di mattoni posta di
coltello, coibentati opportunamente e termineranno in sommità, altre la copertura, con comignoli
completamente in lastra di rame muniti di aspiratori statici.
Tutti i condotti dovranno essere completi degli elementi speciali necessari quali deviatori, raccordi ecc.
Nell’ambito dei condotti la Ditta Appaltatrice dovrà inoltre provvedere alla fornitura e posa di: griglie,
bocchette di aerazione sia sui muri che su serramenti e quanto altro necessario per il regolare
funzionamento dell’impianto.
Ad ogni piano, collari di ferro, piastre, ecc., distribuiranno il peso dei condotti sui vari solai.
47.4 Caminetti
Nei soggiorni di nucleo, posti ai due piani dell’Istituto nel Blocco “C”, è prevista la fornitura e posa in
opera di caminetti prefabbricati, prodotti da Azienda certificata, di facile reperibilità sul mercato.
I caminetti saranno del tipo “monofacciale” a vista sulla zona pranzo, ed occuperanno le nicchie
esistenti poste nel muro di facciata verso C.so Casale.
Saranno interamente costituiti da elementi prefabbricati in calcestruzzo alleggerito, con rivestimento
esterno in linee moderne, con cappa rettilinea e ampio piano di appoggio con finitura in intonaco e
Pietra di Luserna.
Tutto il focolare sarà protetto da una vetrata resistente al fuoco, con sportello apribile per
alimentazione. Il prezzo individuato nell’allegato Elenco prezzi, prevede e compensa la fornitura e
posa di un caminetto prefabbricato completo di ogni accessorio, interno ed esterno, dato in opera
secondo le finiture previste in progetto e impartite dalla D.L. in corso d’opera.
ART.48 OPERE DA DECORATORE
Norme generali
Le operazioni di tinteggiatura o verniciatura dovranno essere precedute da un'accurata preparazione
delle superfici interessate (raschiature, scrostature, stuccature, levigature etc.) con sistemi idonei ad
assicurare la perfetta riuscita del lavoro.
La miscelazione e posa in opera di prodotti monocomponenti e bicomponenti dovrà avvenire nei
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rapporti, modi e tempi indicati dal produttore.
Tutti i prodotti dovranno trovarsi nei recipienti originali, sigillati, con le indicazioni del produttore, le
informazioni sul contenuto, le modalità di conservazione ed uso e quanto altro richiesto per l’ impiego
dei materiali.
Tutte le forniture dovranno essere conformi alla normativa vigente ed avere caratteristiche qualitative
costanti confermate dai marchi di qualità.
Ai sensi del D.Lgs. 27 marzo 2006 n. 161 e s.m.i., tutti i prodotti rientranti nel campo di applicazione
del Decreto devono essere etichettati, riportando il tipo di prodotto, il pertinente valore limite di COV e
il contenuto massimo di COV espresso in g/l nel prodotto pronto all’uso, come richiesto dall’articolo 4
del Decreto:
• Definizione del prodotto
• Valore limite UE per il prodotto
• Contenuto di COV per la limitazione delle emissioni di composti organici volatili conseguenti all’uso
di solventi in talune pitture e vernici.
L'applicazione dei prodotti vernicianti non dovrà venire effettuata su superfici umide e l'intervallo di
tempo fra una mano e la successiva sarà di 24 ore.
In ogni caso le opere eseguite dovranno essere protette, fino al completo essiccamento, dalla polvere,
dall'acqua e da ogni altra fonte di degradazione.
L'Appaltatore avrà l'obbligo di eseguire nei luoghi e con modalità che gli saranno prescritte, ed ancor
prima di iniziare i lavori, i campioni delle varie finiture sia per la scelta delle tinte che per il genere di
esecuzione e ripeterli eventualmente con le varianti richieste, sino ad ottenere l'approvazione della
stessa Direzione.
Le successive passate (mani) di pitture, vernici e smalti dovranno essere di tonalità diverse in modo
che sia possibile, in qualunque momento, controllarne il numero e dovranno essere applicate a distanza
non inferiore a 24 ore e sempre che la mano precedente risulti perfettamente essiccata.
Le opere ed i manufatti da sottoporre a trattamento di verniciatura dovranno essere asciutti sia in
superficie sia in profondità.
La temperatura ambiente non dovrà in ogni caso superare i 40°C mentre la temperatura delle superfici
dovrà essere compresa fra i 5°C e 50°C.
L'applicazione dei prodotti vernicianti non dovrà venire effettuata su superfici umide; in esterno
pertanto, salvo l'addizione di particolari prodotti, le stesse operazioni saranno sospese con tempo
piovoso, nebbioso od in presenza di vento.
In ogni caso, le opere eseguite dovranno essere protette fino a completo essiccamento in profondità,
dalle correnti d'aria, dalla polvere, dall'acqua, dal sole e da ogni causa che possa costituire origine di
danno e di degenerazione in genere.
L'Appaltatore dovrà adottare inoltre ogni precauzione e mezzo atti ad evitare spruzzi, sbavature e
macchie di pitture, vernici, smalti sulle opere già eseguite (pavimenti, rivestimenti, zoccolatura,
intonaci, infissi, apparecchi sanitari, rubinetterie ecc.) restando a carico dello stesso ogni lavoro o
provvedimento necessari per l’eliminazione degli imbrattamenti, dei degradi nonché degli eventuali
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danni apportati.
La D.L. avrà la facoltà di ordinare, a cura e spese dell'Appaltatore, il rifacimento delle lavorazioni
risultanti da esecuzione non soddisfacente e questo sia per difetto dei materiali impiegati, sia per non
idonea preparazione delle superfici, per non corretta applicazione degli stessi, per mancanza di cautele
o protezioni o per qualunque altra causa ascrivibile all'appaltatore.
L'Appaltatore dovrà procedere con immediatezza a tali rifacimenti, eliminando nel frattempo eventuali
danni conseguenti dei quali rimane, in ogni caso ed a tutti gli effetti, unico responsabile.
48.1 Rasatura con pura malta di calce
La stabilitura finale di tutti gli intonaci, sia che si tratti di intonaci totalmente recuperati o di nuova
realizzazione sarà realizzata con un leggero strato di intonaco di pura malta di calce idraulica naturale,
applicato a spatola americana come un rasante tradizionale. Verrà stesa una prima mano sulla
superficie dell’intonaco, opportunamente preparata e inumidita, mediante cazzuola o spatola
americana, effettuando un’energica pressione per garantire l’adesione ed espellere l’aria contenuta
nelle porosità, quindi eventuali mani successive fino ad ottenere lo spessore desiderato. Finire a
spugna, frettazzo o spatola americana in funzione della finitura desiderata a scelta della D.L.. Tutti i
supporti dovranno sempre essere bagnati con acqua pulita prima di ogni applicazione. Particolare
attenzione bisognerà avere durante la stagione estiva ed in presenza diretta di irraggiamento solare; le
superfici dovranno essere abbondantemente inumidite con acqua al fine di evitare la disidratazione del
legante e di conseguenza il fenomeno di “bruciatura”che comprometterebbe il risultato finale.
Sulle facciate esterne esistenti, a sverniciatura e lavatura completata, dovrà essere valutata la reale
compattezza dell’intonaco cementizio esistente e quindi l’effettiva necessità di procedere alla rasatura
sopra descritta. L’eventuale presenza di numerose cavillature, potrebbe richiedere l’impiego della
rasatura eseguita a civile fine, dello spessore complessivo non superiore ai 3 mm.
La rasatura prevista in progetto dovrà essere costituita da malta ad altissima porosità, igroscopicità e
traspirabilità di pura calce idraulica naturale NHL 3.5 e inerti in fino di marmo di calcare dolomitico.
Le caratteristiche richieste, ottenute esclusivamente con l’impiego di materie prime di origine
rigorosamente naturale, garantiranno una buona aderenza al supporto (≥0,3 N/mm2). Questa rasatura di
intonaco sarà posta in opera frattazzata, spugnata o spatolata, con una resa pari a circa ≈1,6 kg/m2 per
mm di spessore.
48.2 Tinteggiatura per superfici interne
Norme generali
Per le decorazioni interne sono state privilegiate scelte atte a realizzare ambienti confortevoli, sani e
con altissima igroscopicità e traspirabilità, impiegando diffusamente terre colorate naturali e puro
grassello di calce.
Su tutte le murature ed i soffitti di nuova realizzazione, che costituiscono circa il 50% delle superfici
interne da decorare, per le quali è previsto il rinzaffo, l’intonaco e “rasatura” con malta di pura calce
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idraulica, saranno stese decorazioni minerali, a base di grassello di calce pigmentato con terre naturali.
Su tutte le murature esistenti, ultimate le operazioni di rimozione di intonaci non coesi al sottofondo, o
le rimozioni conseguenti alla compromissione di ampie zone per l’esecuzione di tracce per passaggi di
impianti, si effettuerà la stesura della decorazione più opportuna da adottare in base allo stato del
supporto ed alla destinazione d’uso del locale. Attualmente le murature interne esistenti presentano
numerosi strati sovrapposti di pitture acriliche e di smalti nelle zoccolature, l’intervento dovrà quindi
avvenire con due differenti modalità:
A) Nei vani adibiti a camere di degenza, caratterizzate da una prevalenza di pareti di nuova
realizzazione con finitura di intonaco a calce, si procederà alla sverniciatura delle
porzioni di vecchie decorazioni delle murature esistenti e sulle murature pulite si
stenderanno gli strati pittorici a calce come più avanti descritto, in modo da ripristinare
all’interne delle camere quelle caratteristiche di igroscopicità e traspirabilità che sono
nelle finalità del progetto per garantire la salubrità degli ambienti stessi;
B) In tutti gli altri locali di servizio, soggiorni, bagni ecc, compresi tutti i locali del Blocco
“A” a destinazione uffici e compresi i vani scala, quando risulterà prevalente la
presenza di murature esistenti il cui intonaco vecchio non ha necessitato rimozioni e che
presentano decorazioni acriliche o a smalto, dopo una spazzolatura manuale atta a
rimuovere eventuali depositi di polveri e sfarinamenti superficiali, si procederà alla
stesa di idropittura traspirante a base di pure resine acriliche, come più avanti descritto
nella specifica voce.
C) Su tutti i solai piani o le volte esistenti, anche all’interno delle camere di degenza,
quando non interessati da rimozioni di intonaco per risanamento di vecchie macchie di
umidità, saranno mantenute le vecchie decorazioni procedendo esclusivamente alla
sovrapposizione di una nuova idropittura traspirante a base di pure resine acriliche
all’acqua di colore bianco, previa spazzolatura o rimozione di sfarinature con mezzi
idonei.
I vari trattamenti decorativi previsti per interni ed esterni, sono stati compensati con voci similari.
48.3 Tinteggiatura con idropittura a base di grassello di calce per superfici interne
Per tutte le superfici di nuova intonacatura o con intonaci esistenti preventivamente sverniciati, è
prevista una la decorazione traspirante realizzata con un tinteggio murale di terre colorate naturali e
grassello selezionato di pura calce CL 90-s conforme alla norma En 459-1. Questo tipo di decorazione
costituisce anche un naturale antibatterico, antimuffa, in funzione del pH fortemente basico.
Preparazione dei Supporti
Il fondo deve essere stagionato, pulito, privo di parti friabili, di polvere e muffe. I vecchi intonaci
devono essere aderenti al tessuto murario, privi di lesioni, asciutti, puliti accuratamente da residui di
precedenti lavorazioni e convenientemente rasati come precedentemente descritto.
Le superfici da trattare dovranno essere abbondantemente inumidite con acqua al fine di evitare la
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disidratazione del legante grassello e di conseguenza il fenomeno di “bruciatura” che
comprometterebbe il risultato finale. In presenza di superfici intonacate che abbiano subito ripristini o
rappezzi, queste dovranno essere stagionate per almeno 30 giorni.
Procedure di applicazione
Il prodotto deve essere applicato con il solo esclusivo impiego di pennelli, in minimo due riprese o
più in funzione del grado di copertura desiderata, su fondi precedentemente puliti e spolverati.
-
Diluire la prima mano con acqua pulita fino ad un massimo del 40% in volume.
-
La seconda mano va diluita fino ad un massimo del 20%; il tutto è subordinato in funzione del
grado di porosità del supporto e del grado di preparazione.
-
Assolutamente non sono consentite aggiunte d’acqua nell’impasto durante l’applicazione.
-
Impiegare sempre la medesima diluizione negli impasti successivi: la decorazione deve essere
applicata con temperature comprese tra +8 °C ed i +30 °C e con umidità relativa inferiore all’80%.
Non applicare il prodotto in presenza di forte vento.
-
Particolare cura va posta nell’eseguire le decorazioni a campiture complete. Evitare interruzioni ai
piani di ponte o su ampie superfici continue.
-
Dopo aver terminato l’applicazione, è consigliabile arieggiare gli ambienti interni per alcuni
giorni per favorire l’indurimento del legante mediante il processo di “carbonatazione”:
maturazione (15 gg)
Dati tecnici:
-
Temperature limite di applicazione da +8 °C a +30 °C
-
Tempo di attesa tra 1° e 2° mano ≈ 12 h
-
Fuori pioggia a 20 °C e UR ≤ 80% minimo 72 h
-
Asciutto al tatto a 20 °C ≈ 4 h
-
pH al confezionamento 13,5 ± 0,5
-
Viscosità Brookfield RVT6 RPM10 33.000 cp ± 500 cp
-
Massa volumica (peso specifico) a 20 °C ≈ 1,33 kg/l
-
Resistenza al passaggio di vapore (Sd) ≤ 0,004
-
Resa al mq su supporto finito ≈ 0,15 l /m2 per singola mano
-
Rilevazione dati a 20 ± 2 °C di temperatura, 65 ± 5% U.R. e assenza di ventilazione. Possono
variare in funzione delle specifiche condizioni di cantiere.
Il prodotto da impiegare deve garantire un’ampia scelta di colori tenui, morbidi e caldi, tipici delle
antiche pitture a calce e terre naturali.
48.4 Tinteggiatura con idropittura a base di resine acriliche per superfici interne
Per tutte le superfici decorate esistenti e per quelle di nuova realizzazione che costituiscono
completamento del locale, compresi tutti i soffitti piani e le volte esistenti, è previsto l’impiego di
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un’idropittura traspirante a base di pure resine stirolo acriliche all’acqua, arricchita da cariche
selezionate micronizzate, bilanciate per ottenere un film traspirante, riempitivo e coprente, ad elevata
resistenza. L’aspetto finale garantisce un’elevata resistenza all’aggressione alcalina dei supporti. Il
prodotto impiegato deve essere idoneo per interni, a norma del D.Lgs. 27 marzo 2006 n. 161, e
successive modifiche ed integrazioni, per la limitazione delle emissioni di composti organici volatili
conseguenti all’uso di solventi in talune pitture e vernici.
Preparazione dei supporti
I supporti da trattare dovranno essere accuratamente puliti con mezzi appropriati, per togliere ogni
traccia di depositi di sporco, polvere o presenza di efflorescenze.
Rappezzi nuovi d’intonaco dovranno essere lasciati stagionare sino al termine di fine presa del legante.
In presenza di pitture o rivestimenti sintetici o minerali, parzialmente degradati, dovranno essere
asportare totalmente le parti friabili e non aderenti al supporto ed applicare un primer di fondo,
attendere 12 ore, ad una condizione ambientale di 23 °C e una U.R. ≤ 80 %, prima di applicare la
pittura.
Il prodotto decorativo deve essere applicato accuratamente, evitando di creare colature, su tutta la
superficie con pennello, rullo o a spruzzo in due mani, diluito in prima e seconda mano circa un 20 –
30 % in volume con acqua secondo le necessità e gli attrezzi impiegati; su supporti ben asciutti o con
umidità non superiore al 6%.
Le condizioni ambientali necessarie per poter eseguire la decorazione richiedono una temperatura
dell’ambiente e del supporto compresa tra + 5 °C e + 35 °C e una umidità relativa dell’ambiente
inferiore all’ 80%.
48.5 Tinteggiatura con idropittura a base di silicati di potassio per superfici esterne
Le opere comprendono il rifacimento delle decorazioni di tutte le facciate dei Blocchi “A”, “B”, “C”,
sia su Via che verso i cortili, nonché la facciata della Chiesa su C.so Casale.
Sulle facciate esterne esistenti si procederà con una “sverniciatura”, impiegando un formulato idoneo a
rimuovere film pittorici a base sintetica, quali pitture, marmorini storici di calce, ecc. Nella
formulazione del prodotto sverniciante, dovranno essere impiegati componenti particolarmente
selezionati per la loro bassa evaporazione, al fine di garantire al prodotto un bassissimo impatto
ambientale, ed una buona biodegradabilità.
La rimozione dei residui della lavorazione dovrà avvenire con lavaggio a bassa pressione, avendo la
massima cura che i liquidi conseguenti non arrechino danno al contesto, agli ospiti ed al personale già
presenti in struttura e ai passanti della pubblica via.
Sull’intonaco pulito così ottenuto si procederà ad una rasatura come descritto nell’apposita voce e
quindi alla tinteggiatura.
Dopo aver atteso la completa stagionatura delle superfici, è prevista l’applicazione di una ripresa di
fondo ancorante e riempitivo pigmentato a base di silicato puro, olio di pino, fibre naturali, cariche
lamellari pregiate e reattive per regolarizzare le imperfezioni e uniformare gli assorbimenti dei fondi
prima dell’applicazione dei cicli decorativi ai silicati.
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Il fondo potrà essere diluito con aggiunta di acqua pulita in funzione del grado di porosità e di
assorbimento del supporto fino ad un massimo del 30% in volume.
.Si procederà quindi alla stesa della decorazione con pittura murale di terre colorate naturali e puro
silicato di potassio ad altissima traspirabilità, protetta con olio di pino a norma DIN 18363.
L’applicazione della pittura dovrà avvenire con il solo esclusivo impiego di pennelli, avendo cura di
eseguire una distribuizione accurata ed uniforme. Il prodotto dovrà essere applicato con un minimo due
riprese.
I colori saranno scelti dalla D.L. previa campionatura da parte dell’Impresa, secondo la mazzetta colori
della Città di Torino.
48.6 Verniciatura delle opere in ferro esistenti
Tutti manufatti in ferro esistenti, che non potranno essere asportati ed essere trattati in laboratorio con
zincatura a caldo ed ottenere così gli stessi trattamenti dei manufatti nuovi, saranno così trattati:
1)
pulizia accurata delle superfici mediante spazzolatura e carteggiatura al fine di eliminare le parti
di vernice esistenti ad aderenza precaria, depositi di polvere, parti maggiormente deteriorate e ruggine
affiorante.
2)
ritocco locale dei punti arrugginiti con antiruggine monocomponente al fosfato di zinco da
usarsi come primer, non diluito; successivamente effettuare l’applicazione su tutte le superfici di una
ripresa di antiruggine non diluito.
3)
terminare con l’applicazione di due riprese di smalto sintetico ferromicaeo con aspetto
metallizzato e satinato, a base di resina alchilica e speciale pigmento ferromicaceo, da applicare a
pennello diluito al 5-10% in volume con il diluente. In alternativa terminare con applicazione di una
ripresa di smalto sintetico satinato a base di resine uretaniche modificate ed alchidiche, diluito al
massimo con 5% di diluente.
48.7 Decorazione dei serramenti esistenti
Per gli interventi di decorazione dei serramenti, si rimanda all’apposito capitolo sui serramenti interni
ed esterni, alla voce: “Serramenti esistenti: Norme generali”.
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ART.49 OPERE ESTERNE AI FABBRICATI
Nelle aree esterne al fabbricato, nei cortili esistenti che dovranno essere pavimentati, come indicato
nella planimetria di progetto, dovrà essere effettuato uno scavo di sbancamento di circa 65 cm rispetto
alla quota attuale, per permettere la formazione dei sottofondi e delle pavimentazioni esterne più avanti
descritti.
49.1 Fondazioni e sottofondazioni stradali
Fondazione in misto granulare anidro: norme generali
Per la formazione della fondazione in misto granulare anidro, dovranno costruirsi due guide laterali ed
altre guide trasversali alla distanza reciproca di metri 10, eseguite accuratamente con pietre e ciottoloni
scelti ed aventi le maggiori dimensioni, formando così dei riquadri da riempire con scapoli di pietrame
o ciottoloni di altezza non minore di 20 centimetri e non superiore a 25 cm, assestati a mano, con le
code in alto e le facce più larghe in basso bene accostati fra loro e con gli interstizi serrati a forza,
mediante scaglie.
Il materiale impiegato sarà un misto granulare anidro idoneo per fondazioni stradali, conforme alle
prescrizioni della Città attualmente vigenti, composto di grossa sabbia e ciottoli di dimensioni non
superiori a cm 12, assolutamente scevro di materie terrose ed organiche e con minime quantità di
materie limose o argillose. Ogni piano dovrà essere rullato e livellato con materiale fine.
Sottofondazione in misto granulometrico a stabilizzazione meccanica: norme generali
Il sottofondo in misto granulometrico a stabilizzazione meccanica sarà ottenuto mediante strato di
misto granulare di cava o di fiume, dello spessore di circa cm 15-20 con sovrastante strato di misto
granulare frantumato composto di ghiaia, ghiaietto e sabbia, con correzione del fuso granulometrico
mediante miscelazione con almeno il 30% di materiale lapideo frantumato delle dimensioni di 10-15
mm, compresa l’idonea rullatura a strati separati, per uno spessore totale di 20-25 cm come più
precisamente indicato nella descrizione delle varie zone.
Regolarizzazione e rullatura con rullo di peso non superiore a tonnellate 14 o idonea piastra
vibrante, nei limiti delle buone norme di tecnica stradale, del piano del sottofondo, compreso ogni
onere per il funzionamento del rullo o della piastra.
Il lavoro di compressione o cilindratura dovrà essere iniziato dai margini dell’area di intervento
e gradatamente proseguito verso la zona centrale.
Il rullo dovrà essere condotto in modo che nel cilindrare una nuova zona passi sopra una striscia
di almeno cm 20 della zona precedentemente cilindrata, e che nel cilindrare la prima zona marginale
venga a comprimere anche una zona di banchina di almeno 20 cm di larghezza.
Non si dovranno cilindrare o comprimere contemporaneamente strati di pietrisco o ghiaia
superiore a cm 12 di altezza misurati nel pietrisco soffice sparso, e quindi prima della cilindratura.
Pertanto, ed ogni qualvolta la massicciata debba essere formata con pietrisco di altezza superiore a cm
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12, misurata sempre come sopra, la cilindratura dovrà essere eseguita separatamente e successivamente
per ciascun strato di cm 12 o frazione, a partire da quello inferiore.
49.2 Cordoli in Pietra di Luserna
Per la delimitazione di tutte le aiuole e delle pavimentazioni con diverso disegno, verranno
adottati cordoli in Luserna dello spessore di cm. 9, altezza da cm. 25 a cm. 30, in pezzi di almeno cm.
90, lavorati a punta fine con angoli smussati, dati in opera su strato di cls dello spessore di almeno cm.
15 e larghezza cm. 22.
49.3 Pavimentazione in masselli di pietra carrabili
La pietra da impiegarsi per i lastricati dovrà essere Sienite o Pietra di Luserna di nuova fornitura. Le
lastre avranno dimensioni pari a circa cm 40-80 e spessore costante pari a 8-10 cm, e avranno
superficie finita ruvida: bocciardata a punta fine in caso di masselli di Sienite; superficie naturale a
spacco cava in caso di masselli di Pietra di Luserna.
La posa avverrà su uno strato di sabbia di circa 10 cm, sul quale verranno disposte le lastre in file
parallele ravvicinate le une alle altre in modo che le connessure risultino minime in rapporto al grado
di lavorazione.
Le file saranno disposte secondo l’inclinazione prevista nei disegni di progetto e come verrà ordinato
dalla direzione dei lavori all’atto della posa.
I giunti tra le lastre saranno poi colmate con malta liquida da versarsi e comprimersi con la cazzuola,
fino a qualche centimetro dalla superficie e quindi i giunti saranno suggellati con bitume a caldo.
Le lastre dovranno essere lavorate a scalpello negli assetti per un'altezza di almeno un terzo dello
spessore. Le superfici dei lastricati dovranno conformarsi ai profili e alle pendenze volute.
I punti di giunzione con pavimentazioni di altro materiale o con aiuole, dovranno essere delimitati
mediante la posa di cordoli in Pietra di Luserna, per la cui descrizione di fornitura e posa si rimanda
allo specifico articolo di capitolato.
Particolare attenzione dovrà essere posta nei punti di collegamento con altre pavimentazioni, in modo
da non creare dislivelli superiori a 2 – 2,5 cm, e costituire barriere architettoniche.
Uguale attenzione dovrà essere posta nella formazione di tutte le necessarie pendenze, per raccordare
le acque meteoriche nelle apposite cataletto o caditoie.
49.4 Sistemazione delle aree esterne in progetto
All’esterno dei fabbricati oggetto di intervento, le opere riguarderanno prevalentemente i seguenti
interventi:
- Rifacimento della pavimentazione del cortile detto “degli uomini”, nella sola porzione antistante
l’ingresso principale, in lastricato carrabile di masselli in Pietra di Lucerna o Sienite;
- Rifacimento di tutte le aree verdi del secondo cortile, detto “delle donne”, con rimozione di alcuni
alberi esistenti e piantumazione di nuove essenze, rifacimento dei cordoli con nuova sagomatura delle
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aiuole, e inghiaiatura di tutti i vialetti circostanti fino al filo dei porticati esistenti.
-
Realizzazione di nuova pavimentazione nel cortile di risulta verso Via Figlie dei Militari, di
accesso alla camera mortuaria, in lastricato carrabile di masselli in Pietra di Luserna o Sienite, e
realizzazione di aiuole contro il muro di confine verso la via stessa.
-
Nei due cortili principali, a scavi di sbancamento avvenuto e/o in contemporanea agli scavi per la
realizzazione delle reti fognarie bianche e nere, dovranno essere predisposti scavi per circa 200 ml,
per la posa di cavidotti elettrici di collegamento tra i pozzetti principali. Gli scavi saranno a cura
dell’Appaltatore anche se dovranno seguire il tracciato previsto nel progetto degli impianti elettrici
e speciali (non compreso in questo appalto e oggetto di appalto per conto di IRIDE S.p.A). Negli
scavi così realizzati, le Ditte impiantistiche che operano per conto IRIDE, procederanno alla posa
di n. 10 cavidotti elettrici (φ 110 ciascuno) completi di calotta di protezione in cls. A posa
avvenuta l’Appaltatore procederà al relativo rinterro. E’ prevista anche la posa di n. 10 pozzetti al
servizio dei cavidotti, saranno forniti, completi di chiusini in ghisa, a cura della Ditta impiantistica
ma l’onere della posa è a carico di questo appalto. Tutte queste operazioni dovranno essere
condotte in modo che le ditte coinvolte non costituiscano intralcio alle altrui lavorazioni e non si
generino ritardi imprevisti.
Pavimentazione del cortile detto “degli uomini”
(indicato nel Computo come: cortile del Blocco “A”)
Tutta l’area esterna, di fronte all’ingresso principale, sarà lastricata con masselli in Pietra di Lucerna o
Sienite, come di seguito descritto. L’area, che costituisce lo spazio di manovra di vari mezzi di
trasporto, nonché di quelli di soccorso, dovrà essere sistemata con tutte le necessarie pendenze per
convogliare l’acqua meteorica nelle caditoie di progetto.
Il cortile esistente, attualmente inghiaiato, dovrà essere scavato per abbassarne il piano, il terreno dovrà
essere convenientemente consolidato secondo le stratigrafie di progetto, per la formazione di
un’adeguata sottofondazione, e su questo verrà eseguito il lastricato.
Le opere necessarie per la realizzazione finale delle aree sopra indicate, consistono nella formazione
dell’idonea stratigrafia prevista in progetto e così individuata:
-
sul terreno scavato, sistemato e ben rullato, verrà steso e costipato un idoneo strato di misto
granulare anidro per uno spessore finito pari a cm 20;
-
successivamente è prevista la stesa e rullatura di un sottofondo in misto granulometrico a
stabilizzazione meccanica, per uno spessore finito pari a cm. 20;
-
si procederà quindi alla posa dei cordoli in pietra per la sagomatura delle diverse aree secondo
le quote e le indicazioni di progetto;
-
la pavimentazione sarà quindi costituita da masselli in sienite o Pietra di Luserna, posati su un
letto di sabbia granita di circa 10 cm ed intasati con boiacca di cemento, con disegno a righe diagonali
o a scelta della D.L.. La posa dovrà avvenire seguendo la descrizione della specifica voce di capitolato
e secondo le disposizioni della D.L. ed i disegni di progetto.
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L’area, sistemata con la stratigrafia appena descritta, dovrà essere perfettamente raccordata tra
le quote dell’esistente marciapiede esterno e la pavimentazione interna al fabbricato, in modo tale da
creare un agevole ingresso privo di barriere.
Dovrà essere osservata particolare cura nella battitura delle quote di progetto e nella realizzazione di
tutte le pendenze necessarie per lo scolo delle acque meteoriche verso le griglie di raccolta delle acque
meteoriche.
Pavimentazione del cortile detto “delle donne”
Dopo la sistemazione della parte da destinarsi a giardino, la pavimentazione del cortile detto
“delle donne”, come pure la restante parte a sud del cortile detto “degli uomini” saranno realizzati con
la stesa e rullatura di un opportuno strato di ghiaia vagliata in parziale sostituzione di quella esistente.
Nell’appalto è prevista e compensata la realizzazione di uno scavo di sbancamento di circa 10 cm,
estesa a tutta l’area calpestabile, la rullatura e quindi la stesa di un misto granulare idoneo a divenire
pavimentazione sia pedonale che carrabile.
Nella realizzazione dovrà essere posta particolare cura nella formazione delle pendenze per allontanare
le acque meteoriche dai fabbricato e convogliarle nelle caditoie previste al centro delle varie campate.
Nella parte del giardino delle donne che forma un disegno a croce con la posa di una doppia pergola, è
invece prevista la formazione di una pavimentazione lastricata, più agevole per gli spostamenti e la
sosta di persone su sedia a ruote. Per le specifiche si faccia riferimento alla voce relativa al cortile detto
“degli uomini”.
Pavimentazione del cortile di accesso alla camera mortuaria
Una porzione di area esterna, posta di fronte all’ingresso da C.so Casale angolo Via Figlie dei Militari,
sarà lastricata con masselli in Pietra di Luserna o Sienite, come di seguito descritto. L’area, che
costituisce lo spazio di manovra di vari mezzi di accesso alla camera mortuaria, dovrà essere sistemata
con tutte le necessarie pendenze rispetto alle pavimentazioni esistenti che non sono oggetto di
intervento.
Il cortile esistente, attualmente inghiaiato ed in parte lastricato, dovrà essere scavato per abbassarne il
piano, il terreno dovrà essere convenientemente consolidato secondo le stratigrafie di progetto, per la
formazione di un’adeguata sottofondazione, e su questo verrà eseguito il lastricato.
Per la stratigrafia si rimanda a quanto indicato per la sistemazione del cortile principale detto “degli
uomini”. Particolare attenzione dovrà essere posta nei punti di collegamento con altre pavimentazioni,
in modo da non creare dislivelli superiori a 2 – 2,5 cm, e costituire barriere architettoniche.
Uguale attenzione dovrà essere posta nella formazione di tutte le necessarie pendenze, per raccordare
le acque meteoriche nelle apposite cataletto o caditoie.
ART.50 AREE VERDI E AIUOLE
(indicate nella Planimetria Generale)
L’area verde del “cortile delle donne”, delimitato dai Blocchi “B” e “C”, sarà completamente rivista,
sia nella sagomatura delle aiuole esistenti, sia per quanto riguarda la rimozione di alcune tra le specie
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vegetali esistenti. Saranno conservati il grande Cedro che sorge isolato sul fondo del cortile, ed i due
aceri che sorgono simmetrici e paralleli al fronte del Blocco “B”.
Il cortile sarà suddiviso secondo 6 aree, individuate come segue nella planimetria di progetto:
-
4 aree, simmetriche secondo due assi di simmetria, saranno trattate a frutteto, connesse con una
doppia pergola metallica ricopertala un fitto intrecchio di Kiwi e piantumate con alberi da frutto;
-
il fronte di due di queste aree, verso il lato lungo del Blocco “B”, sarà ornato da una doppia
bordura di cespugli di Lavanda vera;
-
Il fronte di due di queste aree, verso il Blocco “C”, sarà ornato da una siepe simmetrica di
Ortensie;
-
La grande aiuola che ospita il Cedro, sarà bordata lungo un lato da una fila di Calycanthus che
alterna il tipo “Floridus” a fioritura estiva, con il tipo “Praecox” a fioritura invernale
profumatissima;
-
La prima aiuola verso l’ingresso del Blocco “C” e verso la rampa di accesso al piano interrato, è
interamente ricoperta di rosai coprisuolo, in varietà rossa, e sarà bordata lungo un lato da una fila
di “Malus Floribunda” a fioritura estiva.
Norme generali
Tutte le aiuole previste in progetto dovranno essere sistemate con un ultimo strato di circa 50
cm di terreno vegetale a partire dal terreno di riporto. Su questo verranno quindi messe a dimora tutte
quelle specie vegetali ed arboree che sono previste in progetto, descritte nella planimetria di progetto e
compensate nelle varie voci del computo. In particolare si prescrive che per evitare l’insorgere di erbe
infestanti nelle aiuole, siano stesi idonei teli di Juta o di altro tessuto pacciamante e su questo sia steso
uno strato decorativo e di protezione di lapillo vulcanico.
Terra vegetale
La terra da apportare per i piantamenti, per essere definita "vegetale", deve essere (salvo altre
specifiche richieste) chimicamente neutra, (cioè presentare un indice Ph prossimo al valore 7), deve
contenere,
nella giusta proporzione e sotto forma
di sali solubili, tutti gli elementi minerali
indispensabili alla vita delle piante, nonché una sufficiente quantità di microorganismi e di sostanza
organica (humus), deve essere esente da sali nocivi e da sostanze inquinanti, e deve rientrare per
composizione granulometrica media nella categoria della "terra fine", in quanto miscuglio ben
bilanciato e sciolto d’argilla, limo e sabbia (terreno di "medio impasto"). E’ generalmente considerato
come terreno vegetale adatto per lavori di paesaggismo lo strato superficiale (fino a 30 cm.) d’ogni
terreno di campagna. Non è ammessa nella terra vegetale la presenza di pietre (di cui saranno tuttavia
tollerate minime quantità, purchè di diametro inferiore a 45 mm.), di tronchi, di radici o di qualunque
altro materiale dannoso per la crescita delle piante. L'Appaltatore dovrà procurarsi la terra vegetale e i
terricci soltanto presso ditte specializzate oppure da aree e luoghi d’estrazione e raccolta in precedenza
approvati dalla Direzione Lavori. L'apporto di terra vegetale per il piantamento rientra negli oneri
specifici della piantagione, è pertanto comprensivo della fornitura, del trasporto e dello spandimento.
Concimi e fertilizzanti
Allo
scopo
d’ottenere il
miglior attecchimento, l'Appaltatore userà per la piantagione
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contemporaneamente concimi minerali ed organici.
I fertilizzanti minerali da impiegare devono essere di marca nota sul mercato, aver titolo dichiarato ed
essere forniti nell'involucro originale della fabbrica.
La Direzione dei Lavori si riserva il diritto d’indicare con maggior precisione, scegliendoli di volta in
volta in base alle analisi di laboratorio sul terreno e sui concimi e alle condizioni delle piante durante la
messa a dimora e il periodo di manutenzione, quale tipo di concime minerale (semplice, composto,
complesso o completo) deve essere usato. I fertilizzanti organici (letame maturo, residui organici di
varia natura, ecc.) devono essere raccolti o procurati dall'impresa soltanto presso luoghi o fornitori in
precedenza autorizzati dalla Direzione Lavori.
Poiché generalmente s’incontrano difficoltà nel reperire stallatico, possono essere, su autorizzazione
della D.L., usati altri concimi organici industriali, purchè forniti in sacchi sigillati riportanti le loro
caratteristiche ed abbiano pari condizioni fertilizzanti e umificanti.
Fitofarmaci
I fitofarmaci da usare (anticrittogamici, insetticidi, diserbanti, antitraspiranti, mastice per
dendrochirurgia, ecc) devono essere scelti adeguatamente rispetto alle esigenze ed alle fisiopatie
(attacchi di organismi animali o vegetali, di batteri, virus, ecc) che le piante presentano, ed essere
forniti nei contenitori originali e sigillati dalla fabbrica, con l'indicazione delle specifiche
caratteristiche e classe di tossicità. Devono essere usati esclusivamente quelli di Categoria III, o altri
meno pericolosi.
Pali di sostegno, ancoraggi e legature
Per fissare al suolo gli alberi e gli arbusti di rilevanti dimensioni previsti in progetto, l'Appaltatore
dovrà fornire pali di sostegno (tutori) adeguati (+\- 20% del diametro della pianta) ed altezza adeguata
alle dimensioni delle piante che devono essere poste a dimora.
I tutori dovranno preferibilmente essere di legno castagno, o d’essenza resinosa forte, diritti,
scortecciati e appuntiti dalla parte dell’estremità di maggior spessore. I pali di legno saranno
preimpregnati (per immersione e sottopressione) di sali minerali fungicidi ed insetticidi; analoghe
caratteristiche di imputrescibilità dovranno avere i picchetti di legno per l'eventuale bloccaggio a terra
dei tutori.
Qualora si debbano presentare problemi di natura particolare (mancanza di spazio, esigenze estetiche,
ecc.) i pali di sostegno, su autorizzazione della Direzione Lavori, potranno essere sostituiti con
ancoraggi in corda d’acciaio, muniti di tendifilo.
Le legature per rendere solidali le piante ai pali di sostegno e agli ancoraggi, al fine di non provocare
strozzature al tronco, dovranno essere realizzate per mezzo di collari speciali o di adatto materiale
elastico (cinture di gomma, nastri di plastica, ecc.) d’altezza di almeno 2 cm.
Per evitare danni alla corteccia, è indispensabile interporre, fra tutore e tronco, un cuscinetto
antifrizione di materiale adatto.
Se le piante da mettere a dimora sono state fornite a radice nuda il palo tutore, al fine di non
danneggiare l'apparato radicale, deve essere solidamente infisso verticalmente per almeno 30 cm. di
profondità sul fondo della buca prima di sistemare le piante nella buca stessa.
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Quando le piante possiedono la zolla, per non correre il rischio di spezzarla, il palo di sostegno dovrà
essere collocato in posizione obliqua rispetto al tronco, infisso nel terreno circostante (e non nella
buca) per almeno 30 cm. di profondità e fermato alla base da un picchetto.
I pali di sostegno, sia verticali che obliqui, devono essere posizionati nei confronti delle piante in modo
da tenere conto della direzione del vento predominante. Qualora, ad insindacabile giudizio della
Direzione Lavori, un solo palo di sostegno fosse ritenuto insufficiente ad assicurarne la perfetta
stabilità (zone particolarmente ventose, essenze di grandi dimensioni, ecc.), le piante dovranno essere
fissate per mezzo di tre o più pali equidistanti fra loro e dal tronco, posti in posizione obliqua rispetto
alla pianta, fermati al piede da picchetti e legati insieme all'estremità superiore, oppure uniti per mezzo
d’altre analoghe strutture indeformabili.
L'onere della fornitura dei tutori è compreso nel costo del piantamento, pertanto nulla è dovuto a
compenso della lavorazione; qualora sostituendo le piante morte il vecchio tutore fosse in legno trattato
per impregnazione, questi potrà essere recuperato per la nuova pianta senza che possa essere fatta la
detrazione per mancata fornitura. Se il palo non fosse trattato dovrà essere scartato e sostituito con un
altro nuovo.
Materiale vivaistico
Per
"materiale vivaistico" s’intende tutto il complesso delle piante (alberi, arbusti, tappezzanti,
sementi, ecc.) occorrenti per l'esecuzione del lavoro.
Il materiale vivaistico può provenire da qualunque vivaio, sia di proprietà dell'impresa sia di altre
aziende, purchè l'Appaltatore ne dichiari la provenienza e questa sia accettata dalla Direzione Lavori.
La Direzione dei Lavori si riserva in ogni caso la facoltà di compiere visite ai vivai di provenienza
delle piante allo scopo di scegliere quelle di miglior aspetto e portamento; si riserva quindi anche la
facoltà di scartare quelle con portamento stentato, irregolare o difettoso, con massa fogliare
insufficiente o che a qualsiasi titolo, non ritenga adatte alla sistemazione da realizzare.
In ogni caso prima di portare a termine i piantamenti l'Appaltatore dovrà invitare la D.L. a controllare
le piante nel vivaio per la preventiva accettazione.
Sotto la sua piena responsabilità, l'Appaltatore dovrà pertanto fornire piante coltivate esclusivamente
per scopo decorativo di particolare valore estetico, esenti da malattie, parassiti e deformazioni, e
corrispondenti per genere, specie e caratteristiche dimensionali a quanto specificato nell'elenco prezzi
di appalto.
La parte aerea della piante deve avere portamento e forma regolari, presentare uno sviluppo robusto,
non "filato" o che dimostri una crescita troppo rapida o stentata (per eccessiva densità di coltura in
vivaio, per terreno troppo irrigato, per sovrabbondante concimazione, ecc.).
Per quanto riguarda il trasporto del "materiale vivaistico", l'impresa deve prendere tutte le precauzioni
necessarie affinchè le piante arrivino sul luogo della sistemazione nelle migliori condizioni possibili,
eseguendone il trasferimento con autocarri o vagoni coperti da teloni e dislocandole in modo tale che
rami e corteccia non subiscano danni e le zolle non abbiano a frantumarsi a causa dei sobbalzi o per il
peso delle essenze soprastanti.
Il tempo intercorrente tra il prelievo in vivaio e la messa a dimora definitiva (o la sistemazione in
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vivaio provvisorio) deve essere il più breve possibile. L'Appaltatore è tenuta a dare alla Direzione dei
Lavori, con almeno 48 ore d’anticipo, comunicazione scritta della data in cui le piante verranno
consegnate sul cantiere.
Una volta giunte a destinazione, tutte le piante devono essere trattate in modo che sia evitato loro ogni
danno non strettamente necessario. In particolare l'Appaltatore curerà che le zolle delle piante che non
possono essere immediatamente messe a dimora, siano tempestivamente coperte con adatto materiale
mantenuto sempre umido per impedire che il vento ed il sole possano essiccarle.
A tutte le piante dovrà comunque essere assicurata la miglior cura da parte di personale specializzato,
bagnandole quanto necessario, fino al momento della piantagione.
Le piante e gli arbusti previsti in progetto sono i seguenti:
1.
alberelli:
-
Dyospirus Lotus (cako)
-
Morus Alba (Gelso)
-
Prunus Avium (Ciliegio)
-
Prunus Armeniaca (Albicocco)
-
Eriobotrya Japonica (Nespolo del Giappone)
2.
Specie arbustive:
-
Camelia Japonica
-
Camelia Sasanqua
-
Clerodendron Trichotomum
-
Malus floribunda
-
Hydrangea Hortesis (Ortensia)
-
Calycanthus Floridus
-
Calycanthus praecox
3.
specie tappezzanti:
-
Rosai coprisuolo in varietà (colore rosso)
-
Lavandula vera
4.
specie rampicanti:
-
Actinidia Chinensis (Kiwi)
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ART.51 OPERE DI IMPIANTISTICA
Opere impiantistiche comprese nell’appalto
Gli impianti progettati e compresi in questo Appalto, comprendono:
1) Fornitura e posa di n. 3 impianti di sollevamento
2) Fornitura e posa di rete di distribuzione interna di adduzione;
3) Realizzazione di nuova rete per gli scarichi delle acque bianche ed acque nere;
4) Allacciamento degli scarichi di acque nere alla rete pubblica esistente
5) Realizzazione di nuova rete al servizio dell’Impianto antincendio;
ART.52 IMPIANTI DI SOLLEVAMENTO
Norme generali
Gli impianti di sollevamento sono costituiti da ascensori in genere e montaletti.
L’Appalto ha per oggetto l’installazione di tre sistemi di collegamento verticale:
-
un ascensore completamente vetrato, di tipo “panoramico”, nel lotto “A”: che permette
di
collegare l’intero corpo di fabbrica dal piano interrato al sottotetto, per un totale di 6 fermate.
-
un montaletti in vano corsa proprio di nuova realizzazione, nel lotto “B”: che permette di
collegare l’intero corpo di fabbrica dal piano terra al piano secondo, per un totale di 3 fermate.
-
un montaletti in vano corsa proprio di nuova realizzazione, nel lotto “C”: che permette di
collegare l’intero corpo di fabbrica dal piano interrato al piano sottotetto, per un totale di 5
fermate.
Detti impianti dovranno rispondere alla normativa 95/16/CE (direttiva ascensori), recepita con DPR
n. 162 del 30/04/99 e alle Norme Armonizzate EN81.1. nonché, a quanto disposto dal D.M. 236 del 14
giugno 1989 (abbattimento delle barriere architettoniche) e a tutte le normative vigenti all'atto
dell'inizio dei lavori, che dovranno essere, comunque, eseguiti secondo i criteri costruttivi qui di
seguito elencati.
La fossa sarà realizzata assieme al vano corsa, ad eccezione dell’ascensore panoramico, la cui
carpenteria andrà posata successivamente alla formazione della fossa.
Va eseguita altresì la impermeabilizzazione con materiali appropriati, previa preparazione di
sottofondo e realizzati i basamenti per contrappeso e guide (opportunamente certificati per i carichi
indotti dall’impianto), pulsantiera di emergenza, ammortizzatori etc. L'impresa aggiudicataria dei
lavori dovrà sgomberare tutte le macerie prodotte durante i lavori nonché i materiali che saranno
indicati dalla D.L., e trasportati alle PP.DD e provvedere tempestivamente alle pulizie che si
renderanno necessarie al fine dei lavori.
Guide di cabina e dei contrappesi
Le guide di cabina dovranno essere idonee per la tipologia dell' impianto, esse dovranno essere
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composte da elementi intelaiati in profilato di acciaio trafilato.
Lo scorrimento della cabina e del contrappeso sulle relative guide potrà avvenire senza l'uso di
lubrificanti, è consigliato, quindi, l'impiego di ruote gommate dotate di supporti oscillanti con molle di
registro per mantenere costante l'aderenza delle ruote stesse alle guide o in alternativa l'uso di pattini a
strisciamento e opportuno sistema di raccolta dell'olio.
Cabina del montaletti
La cabina dovrà essere costruita con pannelli modulari autoportanti in acciaio. Sostenuti da
struttura portante in lamiera di acciaio trattato contro la corrosione, di altezza almeno 2,2 m, tetto
realizzato con elementi pieni, gli accessori di cabina ed eventuale zoccolatura dovranno essere in
acciaio inox antigraffio (decoro a scelta D.L.); protezione verticale sotto la soglia per tutta la lunghezza
della porta di altezza non inferiore a 0,75 m. con bordo inferiore inclinato, aerazione ottenuta tramite
aperture di ventilazione ubicate nella parte alta o bassa della cabina. Le dimensioni dovranno essere
non inferiori a quelle stabilite dalla normativa vigente ed in particolare a quanto indicato nelle note
particolari.
La cabina dovrà essere dotata inoltre di specchio di dimensioni e posizione indicate dalla
Direzione Lavori, dovranno essere installati inoltre la fascia paracolpi, il corrimano e lo zoccolo di
colore, materiale e forma a scelta della Direzione Lavori.
Impianto di illuminazione normale e di emergenza
L'impianto di illuminazione normale della cabina dovrà essere realizzato a luce indiretta
mediante l'impiego di almeno due apparecchi di illuminazione con lampade fluorescenti,
opportunamente schermati da apposito celino, in modo da creare una buona confortevolezza visiva
dovrà essere garantito un illuminamento di suolo ed in prossimità dei comandi di almeno 50 lux.
Deve essere, inoltre, installato un apparecchio per l'illuminazione di emergenza, dotato di
accumulatori ricaricabili alimentati in tampone con autonomia non inferiore a tre ore, con circuito di
comando automatico che fa entrare istantaneamente in funzione l'illuminazione di emergenza in caso
di mancanza della tensione di rete dovrà essere garantito un illuminamento al suolo ed in prossimità
dei comandi di almeno 5 lux.
Stazionamento
Lo stazionamento che dovrà avvenire al piano con porte chiuse; il livellamento automatico ai
piani avrà tolleranza massima + cm. 1;
Citofono e telefono
All'interno della cabina dell'impianto dovrà essere installato un citofono che deve consentire la
conversazione tra l'utenza situata in cabina ed operatori situati in prossimità del luogo da dove si deve
effettuare la manovra a mano e presso il posto presidiato.
Il citofono installato in cabina deve essere integrato nella pulsantiera.
Il centralino citofonico, installato in idoneo posto presidiato, sarà costituito da un quadretto
sinottico presso il locale portineria a parete completo di:
a)
citofono a cornetta;
b)
gemma luminosa che si illumina quando si preme il posto di chiamata in cabina e
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rimane illuminata fino a quando non interviene una risposta;
c)
segnalazione acustica e luminosa di allarme;
d)
pulsante di cancellazione;
e)
dispositivo per la inserzione e la disinserzione manuale dell'impianto.
Le linee di segnalazione e alimentazione saranno inserite entro tubazioni in p.v.c. o
canalizzazioni e dovrà essere installata una batteria completa di gruppo di ricarica per il funzionamento
della segnalazione di allarme e del citofono in mancanza di tensione.
L'impianto deve essere inoltre dotato di combinatore telefonico, facilmente programmabile e
della relativa linea telefonica e di tutte le apparecchiature di comunicazione previste dalla normativa
vigente.
Porte della cabina
Le porte della cabina dovranno essere scorrevoli orizzontalmente ad apertura
centrale o
telescopica, rivestite come la cabina, avente luce minima secondo le norme e come specificato nelle
note particolari, dovranno essere azionate con operatore a movimento automatico prodotto da motore a
corrente continua controllato da dispositivo elettronico che permetta di ottenere, velocità variabili delle
antine (velocità elevata nella fase centrale del movimento e velocità ridotta alle estremità della corsa).
Esse dovranno inoltre essere dotate di idonei dispositivi di interdizione del movimento realizzati
secondo le prescrizioni vigenti (barriera di interdizione a tutta altezza).
Deve essere installato un idoneo dispositivo di limitazione di carico mediante il quale si ottenga
che, quando il carico raggiunge il valore massimo consentito, non abbiano alcun effetto le chiamate
provenienti dai vari piani in modo che nessun altro passeggero possa entrare nella cabina.
Un'apposita segnalazione acustica e luminosa, situata nella cabina, avviserà l'utenza della
presenza di carico eccessivo che non consentirà alla cabina di mettersi in movimento.
I dispositivi per le varie segnalazioni luminose devono essere installati sulla pulsantiera. Tali
dispositivi devono comprendere anche frecce luminose indicanti il senso di marcia della cabina prima
della partenza, la sua posizione e il gong di arrivo.
La pulsantiera della cabina, in posizione e tipologia tale da consentire l'azionamento anche a
persone disabili, dovrà essere del tipo a colonna, antivandalo, dovrà contenere i pulsanti per la
prenotazione del piano di destinazione, per l'allarme e per l'abilitazione dell'apertura delle porte. I
pulsanti devono essere del tipo luminoso e tali per cui si illuminino ad avvenuta prenotazione, devono
essere guidati nella loro sede in modo tale che quando essi siano premuti a fondo, a molle
completamente compresse, sia scongiurata la possibilità di incastro e devono, inoltre, avere
numerazione in rilievo e identificazione con sistema Braille. Particolare attenzione dovrà porsi
nell'assemblaggio dei vari componenti di cabina. In particolare, canalizzazioni ed altri dispositivi
impiantistici (anche esterni alla cabina) dovranno essere celati in vani predisposti o comunque essere
riordinati e ben fissati, anche nel vano corsa. Dettagliato progetto esecutivo integrante ogni particolare
impiantistico (della cabina, del vano corsa completo di dotazioni impiantistiche) sarà sottoposto alla
preventiva autorizzazione della D.L. che dovrà pure esprimersi sulle eventuali predisposizioni e
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installazioni risolvibili solo nel corso del montaggio dell'impianto.
Potranno essere richieste differenziate tinteggiature di elementi impiantistici (es. pulegge, ecc.),
a esclusivo giudizio della D.L.
La ventilazione naturale della cabina, deve essere ottenuta mediante bocche di aerazione
realizzate in adempimento alle normative vigenti, tali aperture saranno realizzate secondo le
caratteristiche costruttive della cabina.
Quadro di manovra
Dovrà essere corredato di dispositivo ausiliario atto a garantire, per motori ad una velocità, una
notevole precisione di arresto al piano a mezzo del controllo della variazione della frequenza di rete.
Il quadro di manovra dovrà comprendere anche un'apparecchiatura supplementare, che in caso
di assenza di corrente elettrica di alimentazione, faccia in modo da riportare la cabina, rimasta bloccata
fuori piano, in corrispondenza del piano più conveniente, (dispositivo di riporto automatico al piano in
caso di black out) apra le porte dell'impianto in modo da permettere ad eventuali persone rimaste
bloccate di poter uscire dall'ascensore.
Le varie apparecchiature elettromeccaniche costituenti l'equipaggiamento del quadro di
manovra, dovranno funzionare regolarmente per valori di tensione che si discostino dalla tensione
nominale in un campo di variabilità che va da +10% a -25%.
La manovra sarà di tipo collettivo selettivo "FULL COLLETTIVE" con registrazione delle
chiamate nei due sensi di marcia;
Porte di piano
Le porte dei piani saranno di tipo automatico, abbinate a quelle di cabina, anch’esse di tipo
scorrevole orizzontalmente ad apertura centrale o telescopica, avente luce minima non inferiore a
quelle di cabina, complete di portale di contorno adatto al sostegno delle sospensioni di piano, nonché.
quale alloggiamento per le pulsantiere e i segnalatori. Costruite in lamiera di acciaio o in cristallo
Extraclear a seconda del tipo di impiantoe come specificato nelle note particolari. Le porte di piano dei
montaletto devono fornire prestazioni REI 120.
Pulsantiere
Le pulsantiere di chiamata, installate ai vari piani, dovranno essere del tipo antivandalo,
posizionate ad una altezza adeguata a fianco della porta di piano, dovranno essere di robusta
costruzione in scatola metallica zincata, in posizione e di tipo adatto all'uso da parte di disabili e
dovranno avere contatti in argento puro di ampia superficie, con esclusione del tipo a linguetta isolata.
Le piastre delle pulsantiere succitate dovranno essere acciaio inox e fissate senza viti in vista ad
evitare manomissioni e danneggiamenti.
I pulsanti di piano, come quelli di cabina, dovranno avere caratteri in rilievo e identificazione a
mezzo caratteri Braille; dovrà inoltre essere posta una placca di riconoscimento del piano in Braille in
adiacenza della bottoniera esterna.
Dovranno essere installate, a tutti i piani, la segnalazione automatica di fuori servizio, la chiave
per l'esclusione delle chiamate e l'indicatore di posizione.
Forniture e opere accessorie
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Qualora le indicazioni di cui ai precedenti articoli, pur idonee ad individuare la tipologia delle
opere richieste, non siano completamente sufficienti a caratterizzare l'impianto in questione affinché
sia consentita una corretta, affidabile e sicura gestione dell'impianto medesimo, la ditta aggiudicataria
dovrà assicurare, a sua cura e spese, tutte quelle forniture ed opere accessorie indispensabili per
raggiungere la succitata finalità, compresi eventuali calcoli e verifiche delle strutture portanti dello
stabile direttamente coinvolte dalla installazione dell'impianto e le eventuali pratiche e certificazioni
richieste dai V.V.F.
Inoltre, se la tensione di alimentazione fornita dall'Ente erogatore (ENEL o AEM) dovesse
essere diversa da 380 V trifase, la Ditta dovrà provvedere a sua cura e spese con un adeguato
autotrasformatore affinché gli impianti siano alimentati correttamente con tensione 380 V trifase.
Si dovrà posare in cabina una targa di materiale non lacerabile, disposta ben in vista, scritta in
italiano, con l'indicazione della portata dell'ascensore espressa in Kg. e il numero delle persone, inoltre
deve essere indicato il nome del costruttore ed il numero di identificazione dell'ascensore;
Con l'ascensore, ovvero comprese nella fornitura ed installazione della macchina/e, sono comprese:
-
la fornitura di tutti i materiali, il trasporto nell'ambito di cantiere e lo scarico, la posa in opera
con personale specializzato, e la manovalanza in aiuto ai posatori, la posa a mezzo tasselli ad
espansione su pareti in C.A. delle staffe per le guide l'assistenza muraria le opere murarie che si
rendono necessarie per l'installazione dell'impianto, e la pulizia del cantiere ad ultimazione dei lavori;
-
il montaggio completo dell'impianto in modo da renderlo completamente funzionante e
collaudabile;
-
espletamento presso gli organi competenti di tutte le pratiche necessarie per ottenere le licenze
di installazione e successivo esercizio con presentazione da parte di professionista abilitato, di progetti,
disegni, calcoli necessari e il pagamento degli oneri relativi,e comunque tutto ciò che e' necessario per
ottenere il collaudo secondo la normativa vigente.
-
tutte le opere di ripristino delle parti murarie soggette a lavori per l'installazione;
Varie
-
L'impianto dovrà essere fornito perfettamente funzionante, allacciato alla rete elettrica,
collaudato e completo di quanto descritto e di quanto impone la normativa vigente; in particolare si
rammentano le seguenti operazioni e forniture:
-
l'ancoraggio delle guide completo di staffe, viteria, ecc. per fissaggio al vano su C.A.
-
il materiale antivibrante per l'isolamento del macchinario
-
il citofono in cabina e nel locale macchina, comunicante con locale presidiato completo di
alimentatore
-
idoneo combinatore telefonico e relativa linea dedicata
-
lo svolgimento delle pratiche presso l'Ente collaudatore o Organismo notificato
-
l'avvisatore elettronico di allarme a suono intenso (completo di relativo alimentatore e delle
linee di collegamento)
-
il quadro elettrico di protezione conforme ai disposti delle norme CEI ed al D.M. 587 del
9.12.87
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-
il quadro di manovra a microprocessori
-
l'impianto elettrico (illuminazione e prese) conforme ai disposti delle norme CEI ed al D.M.
587 /87.
- il dispositivo elettronico per riportare automaticamente la cabina al piano più basso in caso di
mancanza di energia in rete, con apertura automatica delle porte, completa di batteria di alimentazione
-
l'impianto di illuminazione del vano corsa
-
gli strumenti di misura e controllo per le prove e i collaudi
-
tutti i dispositivi di sicurezza regolamentari (interruttori di fine corsa, limitatori di velocità,
ammortizzatori installati nella fossa, serrature regolamentari per le porte di piano, ecc.)
-
la disposizione di chiusure provvisorie degli accessi ai piani durante il montaggio rispondenti
alle vigenti norme di prevenzione infortuni
-
manovalanza pesante e leggera in aiuto al montatore
Sono altresì compresi gli oneri tutti relativi a tutte le dichiarazioni di conformità
necessarie,nonché una dichiarazione della Ditta installatrice che certifichi tutte le tipologie e
riferimenti normativi di tutti i componenti installati.
La Ditta Installatrice dovrà comunque consegnare alla Direzione Lavori tutta la
documentazione necessaria ai fini della manutenzione per il periodo successivo a quello coperto da
garanzia, apporre sull'impianto tutte le targhette identificative previste dalla normativa.
52.1 Specifiche per i singoli impianti
Impianto montapersone di tipo “panoramico”, Blocco “A”
Costruzione ed installazione di: N. 1 ASCENSORE ELETTRICO A FUNE
– completamente vetrato di tipo “panoramico”, a norme EN 81.1 Dir. 95/16 CE.
- Portata
KG. 630, Persone n. 8
- Velocità
0.80 m/s.
- Fermate
N.6, Servizi n.6 unilaterali
- Corsa
mt.20,00 circa
- Vano
in acciaio, come da progetto - Fossa: 1500 mm. / Testata 3700 mm.
- Locale macchina: rinviato in basso in adiacenza alla cabina (da costruire a carico della ditta
aggiudicataria dei lavori, allestito secondo normativa UNI EN 81.1) il cui soffitto costituirà il piano del
pavimento sovrastante)
Designazione dei piani
-
Tipo di sollevamento -
Argano con motore + riduttore, incorporato nell’arcata di cabina
Motore
-
Da definire
Trifase 380 V - 50Hz
Senza locale macchine con armadietto elettrico da posizionarsi in adiacenza al vano
MANOVRA
- Universale a pulsanti
SEGNALAZIONI
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Cabina
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Luminose di posizione e direzione Gong di arrivo cabina al pianoDi SOVRACCARICO acustico luminoso
Piani
display al P.T.
di OCCUPATO
CABINA
Dimensioni interne
L = 1100 mm /P = 1400 mm / H = 2200 mm
Cabina e Porte di Piano per impianto panoramico con utilizzo di cristalli come da indicazione e
comunque nel rispetto delle normative UNI EN 81.1:
- Pareti della cabina in Cristallo tipo Extraclear (6+6+1,52), con cristalli molati a filo lucido e tagliati
a 45° (per rendere invisibili le giunzioni) , fissati con rotule e profili in acciaio inox .
- Tetto di cabina completamente panoramico, calpestabile, in cristallo tipo Triplo Extraclear .
- Operatori scheletrati 47e trasparenti per apertura porte, con meccanismi nascosti sotto cabina .
- Ante porte di cabina in Cristallo tipo Extraclear (6+6+1,52), non intelaiate.
- Telai di piano, in inox satinato naturale.
- Colonna tecnica tubolare in acciaio inox satinato, fissata a pavimento,
con bottoniera di comando , sia in cabina che ai piani .
- Illuminazione con lampade alogene inserite nell’arcata e protette da Cristallo acidato
o in Colonna bottoniera cabina ( a scelta della D.L. ) .
- Corrimano tubolare inox o in Legno di Ciliegio fissato a pavimento .
- Pavimento in pietra di Lucerna fiammata, con Parapiede inox fissato a pavimento .
PORTE DI PIANO
n.6 porte automatiche telescopiche
porte di piano in Cristallo tipo Extraclear (6+6+1,52), non intelaiate
Telai di piano , in inox satinato naturale.
VANO DI CORSA PER IMPIANTO PANORAMICO, costruito in :
Cristallo tipo Extraclear (6+6+1,52), temperato, omologato, stratificato, a filo lucido.
Strutture di vano costituite da quattro angolari fissati a croce con vernice ferromicacea,
vincolate agli estremi con rotule in acciaio inox satinato, secondo i disegni di progetto.
Impianto montaletti, Blocco “B”
Costruzione ed installazione di N.1 ASCENSORE ELETTRICO A FUNE
a norme EN 81.1 Dir.95/16 CE.
- Portata
KG. 1350, Persone n. 18
- Velocità
0.50 m/s.
- Fermate
N. 3, Servizi n. 3 unilaterali
- Corsa
mt. 8,00 circa
- Vano
in C.A., a progetto: sara' a carico della ditta affidataria della costruzione dell'impianto
verificare che abbia tutte le caratteristiche necessarie all'inserimento dell'impianto cosi' come definito
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dal presente capitolato.
- Fossa: 1500 mm. / Testata 3600 mm.
Designazione dei piani
-
Tipo di sollevamento -
Argano con motore + riduttore, incorporato nell’arcata di cabina
Motore
-
Da definire
Trifase 380 V - 50Hz
Senza locale macchine con armadietto elettrico da posizionarsi in adiacenza al vano
MANOVRA
- Universale a pulsanti
SEGNALAZIONI
Cabina
Luminose di posizione e direzione Gong di arrivo cabina al pianoDi SOVRACCARICO acustico luminoso
Piani
display al P.T.
di OCCUPATO
CABINA
Dimensioni interne
= 1400 mm /P = 2200 mm / H = 2200 mm
Costruttività cabina Pareti in acciaio inox a/graffio
Illuminazione
A mezzo celino luminoso
Pavimento
In gomma nera o linoleum
PORTA DELLA CABINA
N. 2 automatiche a due ante telescopiche
Luce netta mm 1200 x 2000 - Finite inox a/graffio
Ventilazione
Naturale
Accessori
Corrimano orizzontale (ad altezza per disabili)
con incassata bottoniera, citofono e luce di emergenza
PORTE DI PIANO
n. 3 porte automatiche telescopiche
Luce netta 1200 x2000 mm.
Finitura in acciaio inox a/graffio
con prestazioni REI 120
Impianto montaletti - Blocco “C”
Costruzione ed installazione di N.1 ASCENSORE ELETTRICO A FUNE
a norme EN 81.1 Dir.95/16 CE.
- Portata
KG. 1350, Persone n. 18
- Velocità
0.50 m/s.
- Fermate
N. 5, Servizi n. 5 unilaterali
- Corsa
mt. 20,00 circa
- Vano
in C.A., a progetto: sara' a carico della ditta affidataria della costruzione dell'impianto
verificare che abbia tutte le caratteristiche necessarie all'inserimento dell'impianto così come definito
dal presente capitolato.
- Fossa: 1500 mm. / Testata 3600 mm.
Designazione dei piani
-
Da definire
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Tipo di sollevamento Motore
-
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Argano con motore + riduttore, incorporato nell’arcata di cabina
Trifase 380 V - 50Hz
Senza locale macchine con armadietto elettrico da posizionarsi in adiacenza al vano
- Universale a pulsanti
MANOVRA
SEGNALAZIONI
Cabina
Luminose di posizione e direzione Gong di arrivo cabina al pianoDi SOVRACCARICO acustico luminoso
Piani
display al P.T.
di OCCUPATO
CABINA
Dimensioni interne
= 1400 mm /P = 2200 mm / H = 2200 mm
Costruttività cabina Pareti in acciaio inox a/graffio
Illuminazione
A mezzo celino luminoso
Pavimento
In gomma nera o linoleum
PORTA DELLA CABINA
N. 2 automatiche a due ante telescopiche
Luce netta mm 1200 x 2000 - Finite inox a/graffio
Ventilazione
Naturale
Accessori
Corrimano orizzontale (ad altezza per disabili)
con incassata bottoniera, citofono e luce di emergenza
PORTE DI PIANO
n. 5 porte automatiche telescopiche
Luce netta 1200 x2000 mm.
Finitura in acciaio inox a/graffio
con prestazioni REI 120
52.2 Caratteristiche meccaniche
GUIDE DI CABINA E CONTRAPPESO
Costituite in profilati di acciaio UNI, opportunamente dimensionate, atte a sostenere la cabina ed il
contrappeso durante il funzionamento dell’ascensore, fissate alle pareti del vano tramite idonee staffe.
FUNI DI TRAZIONE
Le funi di trazione della cabina sono in acciaio fuso al crogiolo, formate da trefoli elicoidali, ad alta
resistenza, flessibilissime, con fili preformati; elevato valore del rapporto tra diametro puleggia e
diametro fune, indice di lunga durata.
CONTRAPPESO
Il contrappeso è costituito da pani calibrati, contenuti in un telaio d’acciaio regolabile, per garantire in
quantità l’esatto bilanciamento del peso della cabina, più la corretta percentuale del massimo carico
utile.
GRUPPO DI SOLLEVAMENTO
E’ costituito da ARGANO-RIDUTTORE con ingranaggi che lavorano in bagno d’olio. Dispositivo di
frenatura elettromagnetico, che agisce direttamente sull’albero motore mediante ceppi snodati,
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centrandosi sulla puleggia freno, che essendo autoventilata favorisce la dispersione del calore prodotto
dalla frenatura.
ARGANO, MOTORE, SUPPORTI, PULEGGIA DI TRAZIONE adeguatamente isolati con materiale
antifonico ed antivibrante, e connessi elettricamente, nonché collegati alla cabina ed al quadro di
manovra .
MOTORE ELETTRICO in c.a., di potenza adeguata all’impianto, viene controllato e regolato da
un’apparecchiatura elettronica che permette la scelta ottimale di marcia, dell’accelerazione e della
frenatura.
ARCATA DI CABINA
Costruita con profilati metallici, è dotata di un sistema di pulegge di rinvio montate su cuscinetti e
supportate da alberi in acciaio bonificato. Il telaio è calcolato per il sostegno del carico massimo
consentito, con coefficiente di sicurezza adeguato. A bordo sono previsti: un apposito regolatore
meccanico, che agisce per forza centrifuga ed interviene arrestando la corsa della cabina quando la
velocità della stessa assume valori superiori a quelli del normale esercizio, ed un gruppo freno per
l’arresto di emergenza, il quale agisce direttamente sulle rotaie di guida.
52.3 Caratteristiche elettriche
QUADRO MANOVRA
Il quadro di manovra montato in corrispondenza di un piano , è a microprocessori programmabili,
racchiuso in armadio con chiave. Alimentato in corrente raddrizzata a bassa tensione, comprende, oltre
ai PLC, i relays di comando, di segnalazione e di sicurezza i raddrizzatori, il trasformatore di manovra,
una batteria in tampone per alimentazione circuito allarme, morsettiere, ed il dispositivo elettronico di
controllo della velocità in VVVF (Inverter). La connessione dei circuiti è con cavi antifiamma a norme.
APPARECCHIATURA ELETTRICA nel vano corsa
Installata lungo il vano di corsa, per la manovra, il comando della cabina, il controllo della posizione e
delle fermate, per il citofono e l’allarme. La linea è prefabbricata e premontata in officina, incassata in
idonee canaline, ed è completa di interruttori di finecorsa ed extracorsa, e di sensori magnetici di
lettura.
CIRCUITO D’ALLARME
Il circuito di allarme viene azionato da pulsante giallo sulla bottoniera in cabina e alimentato da una
batteria di accumulatori ermetici al Ni/Cd, caricata alla tensione di 4 / 6 Volt installata sul quadro di
manovra.
BOTTONIERA
La bottoniera di comando in cabina comprende i pulsanti luminosi di chiamata e posizione dei piani +
pulsanti di allarme ed apriporta, una spia di ALLARME secondo L. 13/89.
SOVRACCARICO; il dispositivo di soccorso secondo D.A. 95/16/CE
Le pulsantiere di piano comprendono il pulsante di chiamata e spia dello stato di PRENOTATO della
cabina.. Al piano principale è prevista la spia di allarme secondo L. 13/89 e l’indicatore digitale di
POSIZIONE cabina. Tutte le piastre sono in alluminio liscio anodizzato naturale I tasti hanno caratteri
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in rilievo e scritte in Braille.
OPERE ESCLUSE: impianto elettrico di illuminazione vano di corsa, opere di elettricista (protezioni
differenziali, interruttori forza motrice e luce, pozzetto di terra e dispersore a monte del ns. quadro
distribuzione energia in locale macchina), linee citofoniche da quadro elettrico a locale presidiato, linee
telefoniche, tiri con autogru e movimentazione dei materiali ai piani, ponteggi di sicurezza,
OPERE INCLUSE: montaggio impianto, con quadretto di distribuzione comprensivo di protezioni
differenziali, interruttori forza motrice e luce., e collaudo
GARANZIA: Un anno dalla data di consegna conformemente alle Condizioni d’Appalto. La garanzia è
estendibile ad anni 5 nel caso in cui venisse formalizzato alla Ditta installatrice, regolare contratto di
manutenzione di pari durata
Il Collaudo e conseguente certificazione di avvenuto collaudo positivo verranno rilasciati
contestualmente all’ultimazione dello stesso
La Certificazione CE e la 46/90 verranno rilasciate all’atto di Collaudo.
ART.53 IMPIANTO IDRICO-SANITARIO E DI SCARICO
53.1 Impianto idrico sanitario
Il servizio si riferisce alla classe di unità tecnologica indicata come impianti idrico/sanitari,
comprendenti tutte le apparecchiature, le reti, gli apparecchi sanitari costituenti l’impianto, a partire dal
punto di allaccio all’acquedotto pubblico, per l’impianto idrico, e a conclusione con il punto di
immissione alla fogna pubblica, per la rete fognaria.
L’impianto idrico sanitario in progetto, consiste nell’alimentazione di un nuovo lotto funzionale di rete
di distribuzione dell’acqua calda, acqua fredda e ricircolo, derivante dal locale scambiatori, per
alimentare tutti i gruppi di servizi igienici, piano per piano, dei Blocchi “A”, “B”, “C”.
La rete principale si dipartirà dal locale scambiatori sino alle utenze dopo miscelazione per fornire
acqua calda mai superiore a 45 °C, tranne lo stacco per servire le cucine di nucleo di ogni piano e di
entrambi i Blocchi: “B” e “C”, che per necessità di lavorazione spilleranno l’acqua calda ad una più
elevata temperatura di utilizzo.
Le reti di distribuzione principali saranno realizzate in tubo di acciaio inox, partiranno dalla centrale
termica e si distribuiranno a pavimento nei corridoi per alimentare tutti gli impianti interni con circuito
di tipo semplice. Per evitare dannosi colpi d’ariete alla rete, in cima ad ogni colonna, si installeranno
degli ammortizzatori di sovrapressioni del tipo a molla preferibili a quelli a polmone.
Le singole derivazioni ai bagni e locali da servire saranno eseguite con tubazione multistrato metal
plastico isolate termicamente con guaina in polietilene a celle chiuse. Ogni locale dovrà poter essere
intercettato e sezionato dalla restante parte degli utilizzatori senza compromettere il corretto
funzionamento del resto degli erogatori.
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53.2 Norme Generali
Fornitura ed installazione degli impianti, materiali ed apparecchiature
L'Appaltatore dovrà fornire ed installare a regola d'arte tutte le apparecchiature ed i materiali necessari
affinché gli impianti richiesti siano perfettamente installati e funzionanti nel loro insieme e nelle
singole parti.
Nell'importo definito nel computo metrico si intendono incluse tutte le opere, materiali,
apparecchiature indicate e descritte negli elaborati di progetto (disegni e capitolati) ed inoltre tutto
quanto necessario per una perfetta esecuzione e funzionamento degli impianti stessi, anche se non
specificatamente indicato negli elaborati di progetto.
Si intendono, ovviamente inclusi tutti gli oneri relativi alla fornitura, all'installazione ed alla messa a
punto degli impianti.
L'Appaltatore dovrà sottoporre alla Direzione Lavori il materiale che intende proporre.
Qualora richiesto dalla Direzione Lavori saranno fornite anche campionature e saranno effettuate prove
a carico dell'Appaltatore.
La Direzione Lavori a suo inappellabile giudizio, opererà la scelta che l'Appaltatore s'impegna ad
accettare.
Qualora la Direzione Lavori giudichi, a suo inappellabile giudizio che i modelli e le marche sottoposte
dall'Appaltatore non rispondano alla descrizione ed alle caratteristiche indicate negli elaborati,
l'Appaltatore s'impegna a presentare altre alternative fino alla approvazione definitiva della Direzione
Lavori.
Gli impianti dovranno essere dati in opera, completi di ogni necessaria apparecchiatura principale ed
accessoria, citata oppure no in progetto, e perfettamente funzionanti.
Saranno tra l'altro a carico dell'Appaltatore:
•
assistenza in sito alla esecuzione delle opere di cui sopra;
•
personale di cantiere abile, pratico e bene accetto alla D.L. ed al CSE; il personale potrà, a
semplice richiesta della D.L. o del CSE essere allontanato o sostituito;
•
presenza continua sui luoghi dei lavori di un caposquadra responsabile, nonché quella saltuaria
di un tecnico di provata capacità nel campo specifico;
•
fornitura e trasporto in cantiere di tutti i materiali e mezzi d'opera occorrenti per l'esecuzione
dei lavori, franchi di ogni spesa d'imballaggio, trasporto, dogana, imposte,ecc., relativo scarico e
movimentazione tra luoghi di deposito e locali di installazione e posa al piano;
•
fornitura di tutti i mezzi d'opera necessari ai lavori e all'approntamento di tutte quelle opere,
anche a carattere provvisorio,occorrenti per assicurare la non interferenza dei lavori con l'attività svolta
nella struttura esistente, con i lavori di altre imprese, il tutto rispondente alle norme antinfortunistiche
vigenti,in modo da garantire la incolumità del personale e dei terzi: in particolare,mezzi di
sollevamento, scarico e movimentazione materiali;
•
montaggio dei materiali d'installazione a mezzo di operai specializzati, aiuti e manovali;
•
formazione dei fori su murature di qualsiasi genere, previo benestare della D.L., per la posa di
staffe, supporti, tubazioni e quant'altro debba essere fissato a muro, soffitto e pavimento, nell'ambito
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delle opere di cui al presente Capitolato;
•
fornitura delle opere di carpenteria necessaria per gli impianti quali: graffe, telai, supporti ed
accessori di ogni genere, nonché di tutti i materiali di consumo occorrenti;
•
verniciatura a finire con due mani di smalto di tutte le staffe in vista;
•
eventuale montaggio e rimontaggio delle apparecchiatura che possono compromettere, a
giudizio insindacabile della D.L. e del Committente, la buona esecuzione di altri lavori in corso;
•
realizzazione di idonei mezzi di protezione degli apparecchi e di altre parti dell'impianto, per
proteggerli da deterioramenti di cantiere e dalle offese che potrebbero arrecarvi lavori di coloritura,
verniciatura, ripresa di intonaci, ecc. tutte le volte che occorra, a giudizio insindacabile della D.L. e del
Committente;
•
immagazzinamento di tutte le apparecchiature, dei materiali e dei mezzi d'opera in aree indicate
a tale scopo dalla D.L. Resta peraltro a carico dell'Appaltatore l'onere di approntare e porre in opera
idonei alloggiamenti, da concordare con la D.L. e una efficace sorveglianza delle suddette aree, in
quanto la Committente non è responsabile del furto. Ne consegue che la Ditta non potrà avanzare
richiesta alcuna in caso di mancanza di tutto o parte dei materiali di cui sopra. La Ditta avrà l'obbligo
di sgomberare i locali sopra accennati ogni qualvolta ordinato dalla D.L. o del Committente e
comunque all'ultimazione delle opere;
•
studi e calcoli eventualmente necessari durante l'esecuzione delle opere;
•
prove e collaudi che la D.L. ordini di far eseguire sui materiali impiegati o da impiegare
nell'impianto. Potrà anche essere ordinata la conservazione dei campioni da esaminare ed esaminati,
munendoli di suggelli a firma della D.L. e del responsabile dell'Appaltatore nei modi più adatti a
garantirne l'autenticità. I relativi certificati di prova dovranno essere consegnati alla D.L. prima del
collaudo provvisorio;
•
eventuale campionature di materiali e di apparecchiatura a richiesta della D.L.;
•
il trasporto nel deposito indicato dalla D.L. della campionatura dei materiali e delle
apparecchiatura eventualmente presentati in corso di gara o su richiesta della D.L. durante l'esecuzione
dei lavori;
•
messa a disposizione della D.L. degli apparecchi e strumenti di controllo e della necessaria
mano d'opera per le misure e le verifiche in corso d'opera ed in fase di collaudo dei lavori eseguiti;
•
tutti gli adempimento e le spese nei confronti di Enti ed Associazioni tecniche aventi il compito
di esercitare controlli di qualsiasi genere;
•
spese per i collaudi provvisori e definitivi compresi combustibile, energia elettrica e acqua,
occorrente;
•
eventuali spese di trasporto e viaggi per il personale addetto ai lavori;
•
sorveglianza degli impianti eseguiti, onde evitare eventuali danni o manomissioni da parte di
operai di altre ditte che debbano eseguire lavori nei locali in cui detti impianti sono stati eseguiti,
tenendo sollevato il Committente da qualsiasi responsabilità o controversia in merito;
•
fornitura, prima del collaudo provvisorio, della documentazione di fine lavori, consistente di:
-
un fascicolo contenente la serie completa dei disegni esecutivi aggiornati;
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-
un fascicolo contenente tutte le istruzioni necessarie per la corretta conduzione degli impianti;
-
un fascicolo contenente tutte le istruzioni necessarie per la corretta manutenzione degli
impianti;
-
un fascicolo contenente la serie completa dei cataloghi tecnici delle apparecchiature e dei
materiali impiegati, l’elenco delle parti di ricambio per ogni apparecchiatura;
•
consegna, ad impianti ultimati, prima del collaudo definitivo, di tre copie della serie completa
di disegni con gli eventuali aggiornamenti, descriventi con tutta precisione gli impianti, come risultano
effettivamente eseguiti, con la precisazione delle dimensioni e caratteristiche dei singoli elementi
costitutivi degli impianti stessi e di tutte le apparecchiatura installate, compresi i particolari costruttivi
delle apparecchiature e quelli di funzionamento;
•
sgombero, a lavoro ultimato, delle attrezzature e dei materiali residui di propria pertinenza;
•
saranno a carico dell'Appaltatore le spese inerenti ad eventuali allacciamenti alle varie reti
(provvisori);
•
in genere, ogni onere, anche accessorio necessario a dare i lavori finiti a perfetta regola d'arte,
senza che il Committente abbia a sostenere spesa alcuna oltre il prezzo pattuito.
Esecuzione e coordinamento del lavoro
L'Appaltatore dovrà attenersi al programma dei lavori allegato al presente appalto, la data di inizio
delle singole lavorazioni potrà essere anticipata in funzione dell’andamento dei lavori edili.
L'Appaltatore dovrà designare un proprio tecnico qualificato come responsabile del cantiere,
dimostrandone l'idoneità. L'Appaltatore dovrà designare un proprio dipendente qualificato come
responsabile del cantiere e come responsabile della sicurezza delegato in cantiere. Tale designazione
sarà sottoposta alla D.L. Qualora la D.L. giudichi, a suo insindacabile giudizio, anche durante il corso
dei lavori, che un responsabile di cantiere non dia sufficienti garanzie, potrà chiederne la sostituzione.
L'Appaltatore dovrà essere sempre al corrente di tutte le esigenze e caratteristiche degli impianti di sua
competenza, sarà responsabile del controllo di tutti i dettagli degli stessi e dovrà segnalare
tempestivamente alla D.L. eventuali osservazioni ed inconvenienti.
L'Appaltatore sarà responsabile dell'esecuzione e continuità dei lavori di sua competenza e
dell'approvvigionamento in tempo utile di tutti i materiali.
Gli oneri derivanti da inconvenienti dovuti alla mancata osservanza di quanto sopra detto, saranno a
carico dell'Appaltatore.
Disegni costruttivi di montaggio
Per i disegni costruttivi di montaggio si intendono quei disegni degli impianti e delle apparecchiature ,
contenenti tutti i dettagli e particolari necessari per la costruzione ed assemblaggio degli impianti e
delle apparecchiature e per la loro installazione eseguiti dall'Appaltatore sulla base degli elaborati di
progetto, delle varianti in corso d‘opera e di tutte quelle informazioni che emergeranno nel corso dei
lavori.
L'Appaltatore dovrà, in ogni caso eseguire tutti i disegni di montaggio per gli impianti di sua
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competenza, secondo le modalità stabilite dalla D.L. L' Appaltatore dovrà, in ogni caso, eseguire tutti i
disegni di montaggio necessari per una perfetta esecuzione degli impianti, anche se non
specificatamente richiesti dalla D.L. I disegni costruttivi di montaggio dovranno essere sottoposti per
approvazione alla D.L. la quale indicherà i propri commenti e preciserà le eventuali modifiche da
apportare. L'Appaltatore dovrà presentare i disegni corretti ed aggiornati.
I disegni costruttivi di montaggio dovranno essere preparati in tempo utile per l'approvvigionamento
dei materiali. L'Appaltatore sarà tassativamente responsabile di questo.
Si precisa che l'approvazione data dalla D.L. consiste nel controllo che i disegni stessi siano conformi
al progetto e approvazione all'insieme dei disegni stessi e non ad ogni singolo dato e dimensionamento
indicato. L'Appaltatore, cioè, rimarrà interamente responsabile di tutti i dati indicati sui disegni e del
successivo funzionamento degli impianti relativi.
L'Appaltatore una volta realizzato l'impianto, prima dell'inizio del collaudo provvisorio, dovrà
consegnare in tre copie una serie completa dei documenti di fine lavori, che descrivano gli impianti
nella maniera più completa possibile, unitamente a tre copie del fascicolo contenente tutte le istruzioni
necessarie per il corretto esercizio e manutenzione degli impianti, del fascicolo di documentazione
tecnica di tutti i materiali impiegati e dell'elenco delle parti di ricambio suggerite per un periodo di due
anni.
Tutti gli elaborati grafici dovranno essere realizzati tramite programma AUTOCAD 2000 o successivi
e le relazioni dovranno essere in formato MS Word. Tali documenti dovranno comprendere:
a)
schemi funzionali impiantistici;
b)
piante di progetto con indicazione dell’impianto effettivamente realizzato in scala almeno 1:50,
completi di legende;
c)
particolari costruttivi ed impiantistici;
d)
elenco materiali con indicazione delle caratteristiche di ciascuno (tipo, marca, caratteristiche
tecniche, etc.)
e)
descrizione dello schema impiantistico.
Al termine dei lavori, soltanto dopo la consegna delle tre copie prima menzionate, potrà avere inizio la
procedura di collaudo definitivo. Qualora si manifestassero delle anomalie negli impianti tali da
richiedere interventi che alterino la situazione illustrata nella documentazione, anche questa dovrà
essere tempestivamente aggiornata.
La documentazione verrà definitivamente accettata all'atto del collaudo definitivo favorevole.
L'Appaltatore dovrà fornire in tempo utile e comunque in coordinamento con i disegni di montaggio i
cataloghi e le specifiche tecniche di tutte le apparecchiature e componenti, sistemi da installare, dove
saranno chiaramente indicate tutte le caratteristiche dimensionali, costruttive e funzionali, eventuali
certificati di prove e omologazioni, nonché le precisazioni dei costruttori, rappresentanti ecc.. delle
apparecchiature e/o materiali.
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Oneri relativi alla messa in funzione, messa a punto, conduzione di prova degli impianti
Completata l'installazione degli impianti, l'Appaltatore dovrà mettere in funzione gli impianti per
provarli ed eseguirne la messa a punto, fintantoché essi forniscano in modo perfetto le prestazioni
previste e richieste, e siano pronti per essere sottoposti a collaudo.
Dette attività dovranno essere effettuate su tutte le singole parti e componenti degli impianti, nessuna
esclusa, e sugli impianti nel loro complesso e si protrarranno per tutto il tempo necessario ad una
messa a punto rigorosa e completa.
La messa in funzione e la prova degli impianti hanno lo scopo di verificare che gli impianti non
abbiano anomalie e possano essere fatti funzionare per la messa a punto necessaria. La messa a punto
ha lo scopo di verificare che gli impianti nel loro insieme ed in tutte le loro parti diano le prestazioni
previste nel progetto, nelle diverse condizioni di funzionamento.
Durante le attività di prova e di messa a punto, gli impianti saranno condotti e gestiti dall'Appaltatore
sotto la sua responsabilità. Tale conduzione si effettuerà nei giorni feriali, e, se necessario, anche nei
giorni festivi e nelle ore serali, ed in ogni caso in modo da consentire in modo completo ed esauriente
il funzionamento finale. L'Appaltatore dovrà garantire la presenza del proprio personale tecnico
necessario per la conduzione, le prove e la messa a punto, nonché l'eventuale intervento di specialisti
esterni. L'Appaltatore dovrà compilare delle tabelle con i dati rilevati durante le prove, da consegnare
alla D.L. e/o Collaudatore.
Tutti gli oneri della messa in funzione, conduzione di prova e messa a punto (tecnici, specialisti,
interventi, sostituzioni di materiale ed apparecchiature, ecc.) saranno a carico dell'Appaltatore.
Sarà cura e onere dell'Appaltatore assumere in loco, sotto la sua completa ed esclusiva responsabilità,
le necessarie informazioni ed ottenere i necessari allacciamenti provvisori e definitivi presso i
competenti uffici dei vari Enti interessati, al fine di ottenere la messa in funzione.
Tutte le attività di messa in funzione, messa a punto, conduzione di prova dovranno essere
programmate e dovranno essere chiari e concordati i relativi periodi di intervento.
Le attività di cui sopra presuppongono uno stretto coordinamento tra l'esecuzione delle varie opere.
Istruzione del personale dell’Ente Appaltante
L'Appaltatore dovrà fornire all’Ente Appaltante ed alle persone da esso indicate tutte le informazioni
ed istruzioni necessarie per una corretta gestione, conduzione, manutenzione degli impianti.
Le date di inizio e termine del o dei periodi di istruzione dovranno essere concordate, verbalizzate e
controfirmate dal Committente, Appaltatore, D.L.
Le istruzioni al Personale consisteranno in tutto quanto necessario allo scopo ed in particolare, ma non
esclusivamente, in:
•
istruzioni sulle caratteristiche dell'Impianto, in generale, sulle distribuzioni, sulle posizioni delle
apparecchiatura e sulle caratteristiche di funzionamento;
•
istruzioni sugli interventi manutentivi delle singole apparecchiature.
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Oneri relativi alla consegna provvisoria dell’impianto all’Ente Appaltante
Per "Consegna provvisoria dell'impianto" si intende che l'impianto venga consegnato dall'Appaltatore
al Committente, rimanendo comunque totale la responsabilità dell'Appaltatore per quanto riguarda gli
oneri di garanzia e gli interventi conseguenti ad operazioni di messa a punto e di collaudo se le stesse
sono effettuate dopo la consegna.
La consegna può avvenire a completamento della messa in funzione e della messa a punto definitiva
dell'impianto, a collaudo non ancora eseguito o completato.
Le caratteristiche e le modalità della consegna dovranno essere chiaramente concordate preferibilmente
nel Contratto e comunque, se ciò non fosse possibile, in tempo utile per uno svolgimento funzionale e
programmato delle operazioni, ed in modo tale che non vi siano dubbi sulle rispettive responsabilità.
La consegna presuppone comunque da parte dell'Appaltatore l'avvenuta fornitura di quanto segue:
•
istruzione alla conduzione dell'impianto al personale indicato dal Committente;
•
tre copie degli impianti "as built" cioè come risultano all'atto della consegna e quindi aggiornati
con tutte le eventuali modifiche intercorse in corso d'opera, rispetto al progetto iniziale.
Potranno essere utilizzati i disegni di montaggio ed i disegni di progetto eventualmente modificati ed
aggiornati.
Tutti i disegni dovranno essere elencati e numerati precisamente, in modo da costituire una serie
omogenea di cataloghi e monografie con le caratteristiche delle apparecchiature e dei sistemi utilizzati.
A completamento della consegna sarà compilato un "Verbale di consegna" che dovrà essere
controfirmato dal Committente, dalla D.L. e dall'Appaltatore.
La data del verbale servirà come data di riferimento per le scadenze di Collaudo e di garanzia.
Oneri di collaudo
Il collaudo degli impianti idrico-sanitario si svolgerà secondo le modalità sotto indicate.
La richiesta di collaudo dovrà essere presentata per iscritto alla D.L. e le date e le modalità di
esecuzione dovranno essere concordate.
L'Appaltatore dovrà mettere a disposizione il proprio personale competente per tutto il periodo relativo
alle operazioni di collaudo. L'Appaltatore, dovrà mettere a disposizione gli strumenti necessari per le
misurazioni ed i rilevamenti del collaudo, richiesti dal Collaudatore.
Tutti gli oneri relativi al collaudo saranno a carico dell'Appaltatore. L'Appaltatore, indipendentemente
dal collaudo provvisorio di cui al paragrafo successivo, prima della messa in servizio degli impianti o
di parte di questi, è tenuto ad effettuare per proprio conto tutte quelle prove e verifiche che le vigenti
norme e la regola della buona tecnica richiedono per assicurare la sicurezza delle persone e delle cose e
la corretta funzionalità degli impianti.
Di tali controlli, l'Appaltatore presenterà le schede di verifica, con i risultati delle varie misure.
L'Assuntore assumerà quindi ogni responsabilità per la messa in servizio degli impianti.
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Prova idraulica e lavaggio tubazioni
Tutte le tubazioni dopo il montaggio dovranno essere sottoposte a prova di pressione.
La pressione di prova sarà pari a 1,5 volte la pressione massima di esercizio.
Il sistema sarà mantenuto in pressione per 2 ore; durante tale periodo verrà eseguita una ricognizione
allo scopo di identificare eventuali perdite che dovranno essere successivamente eliminate.
La D.L. avrà la facoltà di fare eventualmente ripetere le prove. Dopo la prova idraulica e prima della
messa in esercizio degli impianti, le tubazioni dovranno essere accuratamente lavate. Il lavaggio dovrà
essere effettuato scaricando acqua dagli opportuni drenaggi sino a che essa non esca pulita. Il controllo
finale dello stato di pulizia avrà luogo alla presenza della D.L.
Collaudo Provvisorio
Tale collaudo consisterà in una verifica qualitativa e quantitativa di tutti i materiali, in un esame del
buon funzionamento dell'impianto nel suo complesso e di ogni sua parte ed infine in un accurato
controllo della rispondenza all'ordine, al progetto ed alle eventuali modifiche, nonché a tutte le
prescrizioni e alle norme citate.
Il collaudo di accettazione sarà eseguito in conformità alle norme UNI e alla legislazione vigente.
Nel caso il collaudo debba essere ripetuto in tutto o in parte perché i risultati non sono stati
soddisfacenti, o la strumentazione non sia stata ritenuta idonea o addirittura sia stata indisponibile, le
relative ulteriori spese saranno a carico dell'Appaltatore.
Il collaudo provvisorio sarà ritenuto operante a tutti gli effetti solo alla data in cui si sarà constatato che
l'Appaltatore ha eliminato tutte le manchevolezze riscontrate durante le operazioni di verifica.
Si sottolinea inoltre la necessità del relativo aggiornamento di documentazioni e disegni.
Il collaudo provvisorio sarà documentato da apposito verbale.
Collaudo Definitivo
Alla data del collaudo definitivo favorevole, gli impianti si intenderanno consegnati alla Committente e
da questo accettati. L'esito del collaudo non solleverà in alcun modo l'Appaltatore dalle proprie
obbligazioni e responsabilità.
Tolleranze
Le tolleranze consentite tra i risultati delle prove dei collaudi e le condizioni di garanzia espresse nelle
specifiche di Capitolato, salvo dove diversamente espressamente indicato, dovranno essere contenute
nei limiti fissati dalle Norme UNI.
Inadempienze
Qualora al collaudo definitivo emergessero ancora difetti o carenze imputabili all'Appaltatore, questo
sarà tenuto ad eseguire quanto prescritto dal Committente entro la data da stabilirsi a giudizio
insindacabile della D.L.; a questo punto il collaudo sarà ripetuto.
Qualora l'Appaltatore non dovesse adempiere agli obblighi come sopra risultanti, il Committente avrà
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facoltà di provvedere direttamente a mezzo terzi, addebitandone l'onere all'Appaltatore e deferendo
l’eventuale controversia a giudizio arbitrale.
Oneri di smaltimento scarti di lavorazione
L’ Appaltatore avrà a proprio carico gli oneri inerenti allo smaltimento degli scarti di lavorazione,
compreso eventuali contenitori per lo stoccaggio temporaneo.
Oneri di garanzia
L'Appaltatore dovrà garantire gli impianti, i materiali, le apparecchiatura da lui installate o fatte
installare per la durata di 24 mesi, a partire dalla data di collaudo favorevole dell'impianto in
conformità all‘art. 1667 del codice civile. La data di collaudo sarà definita di comune accordo con la
D.L. Qualora per gli impianti si svolgano collaudi definitivi successivi riferiti a parti separate, la
garanzia partirà dalle date dei singoli collaudi definitivi.
Saranno pure a carico dell'Appaltatore eventuali interventi di specialisti che si rendessero necessari per
il funzionamento, riparazioni e messa a punto di apparecchiatura o parti di impianto. L'Appaltatore
accetterà, se vi fosse controversia sugli interventi, le decisioni della D.L.
L'Appaltatore, una volta operata la sostituzione ed il ripristino delle apparecchiatura o parti di impianti,
dovrà darne comunicazione scritta alla D.L. per la verifica relativa.
53.3 Componenti dell’impianto idrico sanitario
Apparecchi sanitari. Norme generali
Gli apparecchi sanitari in generale, indipendentemente dalla loro forma e dal materiale costituente,
devono soddisfare i seguenti requisiti:
-
robustezza meccanica;
-
durabilità meccanica;
-
assenza di difetti visibili ed estetici;
-
resistenza all'abrasione;
-
pulibilità di tutte le parti che possono venire a contatto con l'acqua sporca;
-
resistenza alla corrosione (per quelli con supporto metallico);
-
funzionalità idraulica.
Per gli apparecchi di ceramica la rispondenza alle prescrizioni di cui sopra si intende comprovata se
essi rispondono alle seguenti norme: UNI EN 997:2007 per i vasi, UNI EN 14688:2007 per i lavabi,
UNI EN 14528:2005 per bidet. Per gli altri apparecchi deve essere comprovata la rispondenza alla
norma UNI 4543/1 relativa al materiale ceramico ed alle caratteristiche funzionali di cui sopra.
Rubinetti sanitari.
I rubinetti sanitari considerati nel presente punto sono quelli appartenenti alle seguenti categorie:
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-
rubinetti singoli, cioè con una sola condotta di alimentazione;
-
gruppo miscelatore, avente due condotte di alimentazione e comandi separati per regolare e
miscelare la portata d'acqua. I gruppi miscelatori possono avere diverse soluzioni costruttive
riconducibili ai seguenti casi: comandi distanziati o gemellati, corpo apparente o nascosto (sotto il
piano o nella parete), predisposizione per posa su piano orizzontale o verticale;
-
miscelatore meccanico, elemento unico che sviluppa le stesse funzioni del gruppo miscelatore
mescolando prima i due flussi e regolando dopo la portata della bocca di erogazione, le due regolazioni
sono effettuate di volta in volta, per ottenere la temperatura d'acqua voluta. I miscelatori meccanici
possono avere diverse soluzioni costruttive riconducibili ai seguenti casi: monocomando o bicomando,
corpo apparente o nascosto (sotto il piano o nella parete), predisposizione per posa su piano orizzontale
o verticale;
I rubinetti sanitari di cui sopra, indipendentemente dal tipo e dalla soluzione costruttiva, devono
rispondere alle seguenti caratteristiche:
-
inalterabilità dei materiali costituenti e non cessione di sostanze all'acqua;
-
tenuta all'acqua alle pressioni di esercizio;
-
conformazione della bocca di erogazione in modo da erogare acqua con filetto a getto regolare e
comunque senza spruzzi che vadano all'esterno dell'apparecchio sul quale devono essere montati;
-
proporzionalità fra apertura e portata erogata;
-
minima perdita di carico alla massima erogazione;
-
silenziosità ed assenza di vibrazione in tutte le condizioni di funzionamento;
-
facile smontabilità e sostituzione di pezzi possibilmente con attrezzi elementari;
-
continuità nella variazione di temperatura tra posizione di freddo e quella di caldo e viceversa
(per i rubinetti miscelatori).
La rispondenza alle caratteristiche sopra elencate si intende soddisfatta per i rubinetti singoli e gruppi
miscelatori quando essi rispondono alla norma UNI EN 200:2005 e ne viene comprovata la
rispondenza con certificati di prova e/o con apposizione del marchio UNI.
Per gli altri rubinetti si applica la UNI EN 200:2005 per quanto possibile o si fa riferimento ad altre
norme tecniche (principalmente di enti normatori esteri).
I rubinetti devono essere forniti protetti da imballaggi adeguati in grado di proteggerli da urti, graffi,
ecc. nelle fasi di trasporto e movimentazione in cantiere.
Il foglio informativo che accompagna il prodotto deve dichiarare caratteristiche dello stesso e le altre
informazioni utili per la posa, manutenzione ecc.
Scarichi di apparecchi sanitari e sifoni
Gli elementi costituenti gli scarichi applicati agli apparecchi sanitari si intendono denominati e
classificati come riportato nella norma UNI 4542.
Indipendentemente dal materiale e dalla forma essi devono possedere caratteristiche di inalterabilità
alle azioni chimiche ed all'azione del calore, realizzare la tenuta tra otturatore e piletta e possedere una
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regolabilità per il ripristino della tenuta stessa (per scarichi a comando meccanico).
La rispondenza alle caratteristiche sopra elencate si intende soddisfatta quando essi rispondono alle
norme UNI EN 274-1:2004 UNI EN 274-2:2004 UNI EN 274-3:2004; la rispondenza è comprovata da
una attestazione di conformità.
Tubi di raccordo rigidi e flessibili
per il collegamento tra i tubi di adduzione e la rubinetteria sanitaria).
Indipendentemente dal materiale costituente e dalla soluzione costruttiva, essi devono rispondere alle
caratteristiche seguenti:
- inalterabilità alle azioni chimiche ed all'azione del calore;
- non cessione di sostanze all'acqua potabile;
- indeformabilità alle sollecitazioni meccaniche provenienti dall'interno e/o dall'esterno;
- superficie interna esente da scabrosità che favoriscano depositi;
- pressione di prova uguale a quella di rubinetti collegati.
La rispondenza alle caratteristiche sopraelencate è comprovata da una dichiarazione di conformità.
Cassette per l'acqua
Indipendentemente dal materiale costituente e dalla soluzione costruttiva, devono rispondere alle
caratteristiche seguenti:
- troppo pieno di sezione tale da impedire in ogni circostanza la fuoriuscita di acqua dalla cassetta;
- rubinetto a galleggiante che regola l'afflusso dell'acqua, realizzato in modo che, dopo l'azione di
pulizia, l'acqua fluisca ancora nell'apparecchio sino a ripristinare nel sifone del vaso il battente d'acqua
che realizza la tenuta ai gas;
- costruzione tale da impedire ogni possibile contaminazione della rete di distribuzione dell'acqua a
monte per effetto di rigurgito;
-contenimento del livello di rumore prodotto durante il funzionamento.
La rispondenza alle caratteristiche sopra elencate si intende soddisfatta per le cassette dei vasi quando,
in abbinamento con il vaso, soddisfano le prove di pulizia/evacuazione di cui alla norma UNI
997:2007.
Tubazioni e raccordi
Le tubazioni utilizzate per realizzare gli impianti di adduzione dell'acqua devono rispondere alle
prescrizioni seguenti:
a) nei tubi metallici di acciaio le filettature per giunti a vite devono essere del tipo normalizzato con
filetto conico; le filettature cilindriche non sono ammesse quando si deve garantire la tenuta.
I tubi di acciaio devono rispondere alle norme UNI EN 10224:2006 ed UNI EN 10255:2007.
b) I tubi di PVC e polietilene ad alta densità (PEad) devono rispondere rispettivamente alle norme UNI
EN 1452-2:2001, UNI 10910-1:2001 e UNI 10910-3:2001; entrambi devono essere del tipo PN 10.
c) I tubi di piombo sono vietati nelle distribuzioni di acqua.
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Valvolame
Le valvole di intersezione a saracinesca per condotte d'acqua devono essere conformi alla norma UNI
EN 1074-2:2004.
La rispondenza alle norme predette deve essere comprovata da dichiarazione di conformità completata
con dichiarazioni di rispondenza alle caratteristiche specifiche previste dal progetto.
Esecuzione dell’impianto di adduzione dell’acqua
In conformità alla legge n. 46 del 5 marzo 1990 gli impianti idrici ed i loro componenti devono
rispondere alle regole di buona tecnica; la norma UNI 9182:1987 e suo FA 1-93 è considerata di buona
tecnica.
Le reti di distribuzione dell'acqua devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
- le colonne montanti devono possedere alla base un organo di intercettazione (valvola, ecc.) e di
rubinetto di scarico (con diametro minimo 1/2 pollice), le stesse colonne alla sommità devono
possedere un ammortizzatore di colpo d'ariete;
- le tubazioni devono essere posate a distanza dalle pareti sufficiente a permettere lo smontaggio e la
corretta esecuzione dei rivestimenti protettivi e/o isolanti. La conformazione deve permettere il
completo svuotamento e l'eliminazione dell'aria. Quando sono incluse reti di circolazione dell'acqua
calda per uso sanitario queste devono essere dotate di compensatori di dilatazione e di punti di
fissaggio in modo tale da far mantenere la conformazione voluta;
- la collocazione dei tubi dell'acqua non deve avvenire all'interno di cabine elettriche, al di sopra di
quadri apparecchiature elettriche, od in genere di materiali che possono divenire pericolosi se bagnati
dall'acqua, all'interno di immondezzai e di locali dove sono presenti sostanze inquinanti. Inoltre i tubi
dell'acqua fredda devono correre in posizione sottostante i tubi dell'acqua calda. I tubi devono essere
rivestiti con materiale isolante e comprimibile, dello spessore minimo di 1 cm;
- la posa interrata dei tubi deve essere effettuata a distanza di almeno un metro (misurato tra le
superfici esterne) dalle tubazioni di scarico. La generatrice inferiore deve essere sempre al disopra del
punto più alto dei tubi di scarico. I tubi metallici devono essere protetti dall'azione corrosiva del
terreno con adeguati rivestimenti (o guaine) e contro il pericolo di venire percorsi da correnti vaganti;
- nell'attraversamento di strutture verticali ed orizzontali i tubi devono scorrere all'interno di controtubi
di acciaio, plastica, ecc. preventivamente installati, aventi diametro capace di contenere anche
l'eventuale rivestimento isolante. Il controtubo deve resistere ad eventuali azioni aggressive;
l'interspazio restante tra tubo e controtubo deve essere riempito con materiale incombustibile per tutta
la lunghezza. In generale si devono prevedere adeguati supporti sia per le tubazioni sia per gli
apparecchi quali valvole, ecc., ed inoltre, in funzione dell'estensione ed andamento delle tubazioni,
compensatori di dilatazione termica;
- le coibentazioni devono essere previste sia per i fenomeni di condensa delle parti non in vista dei tubi
di acqua fredda, sia per i tubi dell'acqua calda per uso sanitario. Negli attraversamenti esterni deve
essere considerata la protezione dai fenomeni di gelo.
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Nella realizzazione dell'impianto si devono inoltre curare le distanze minime nella posa degli
apparecchi sanitari (vedere la norma UNI 9182, appendici V e W) e le disposizioni particolari per
locali destinati a persone disabili.
Nei locali da bagno sono da considerare le prescrizioni relative alla sicurezza (distanze degli
apparecchi sanitari, da parti dell'impianto elettrico) così come indicato nella norma CEI 68-8 parti 1-7.
Il Direttore dei lavori per la realizzazione dell'impianto di adduzione dell'acqua opererà come segue:
a) Nel corso dell'esecuzione dei lavori, con riferimento ai tempi ed alle procedure, verificherà che i
materiali impiegati e le tecniche di esecuzione siano effettivamente quelle prescritte ed inoltre, per le
parti destinate a non restare in vista o che possono influire negativamente sul funzionamento finale,
verificherà che l'esecuzione sia coerente con quella concordata.
In particolare verificherà le giunzioni con gli apparecchi, il numero e la dislocazione dei supporti, degli
elementi di dilatazione, ecc.
b) Al termine dell'installazione verificherà che siano eseguite dall'installatore e sottoscritte in una
dichiarazione di conformità, le operazioni di prelavaggio, di lavaggio prolungato, di disinfezione e di
risciacquo finale con acqua potabile.
Detta dichiarazione riporterà inoltre i risultati del collaudo (prove idrauliche, di erogazione, livello di
rumore). Tutte le operazioni predette saranno condotte secondo la norma UNI 9182, punti 25 e 27.
Al termine l'Appaltatore è tenuto a consegnare al Direttore dei Lavori i documenti necessari ai fini
della successiva gestione e manutenzione (schemi dell'impianto, dettagli costruttivi, schede di
componenti con dati di targa, ecc.) nonché le istruzioni per la manutenzione rilasciate dai produttori
dei singoli componenti e dall'installatore (modalità operative e frequenza delle operazioni).
53.4 Impianto di scarico acque reflue
La nuova rete di raccolta scarichi verrà realizzata con tubazione in polietilene ad alta densità nelle varie
sezioni occorrenti. Essa verrà convogliata alla rete di scarico principale che correrà al piano interrato
per poi unirsi all’esterno tramite appositi pozzetti d’ispezione alla rete fognaria comunale.
In conformità alla legge n. 46 del 5 marzo 1990 gli impianti idrici ed i loro componenti devono
rispondere alle regole di buona tecnica; le norme UNI sono considerate norme di buona tecnica. Inoltre
l’impianto di scarico delle acque usate deve essere conforme alle disposizioni del D.Leg.vo 11 maggio
1999, n. 152 (Disciplina sulla tutela delle acque dall’inquinamento).
Si intende per impianto di scarico delle acque usate l'insieme delle condotte, apparecchi, ecc. che
trasferiscono l'acqua dal punto di utilizzo alla fogna pubblica.
Il sistema di scarico deve essere indipendente dal sistema di smaltimento delle acque meteoriche
almeno fino al punto di immissione nella fogna pubblica.
L'impianto di cui sopra si intende funzionalmente suddiviso come segue:
- parte destinata al convogliamento delle acque (raccordi, diramazioni, colonne, collettori);
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- parte destinata alla ventilazione primaria;
- raccolta e sollevamento sotto quota (se necessario).
Per la realizzazione delle diverse parti funzionali si utilizzeranno i materiali ed i componenti indicati
nei documenti progettuali ed a loro completamento si rispetteranno le prescrizioni seguenti.
Vale inoltre quale precisazione ulteriore a cui fare riferimento la norma UNI EN 12056-1:2001 - UNI
EN 12056-5:2001.
Prima della realizzazione delle opere relative ai sistemi di fognatura la Ditta Appaltatrice dovrà
verificare le quote della fognatura pubblica ed il progetto d’appalto e presentare il progetto
costruttivo con l’esatta indicazione dei diametri necessari in relazione alle portate ed alle
pendenze prescritte dalla scienza idraulica. Il progetto dovrà essere sottoposto all’approvazione
del Settore Tecnico competente ed alla Direzione Lavori.
53.5 Componenti dell’impianto di scarico delle acque reflue
Classificazione dei tubi per scarichi:
I tubi utilizzabili devono rispondere alle seguenti norme:
-
tubi di acciaio zincato: UNI EN 10224:2006 e UNI EN 10255:2007. Per la zincatura si fa
riferimento alle norme sui trattamenti galvanici. Per i tubi di acciaio rivestiti, il rivestimento deve
rispondere alle prescrizioni delle norme UNI ISO 5256:1987, UNI EN 10240:1999, UNI 9099:1989,
UNI 10416-1:1994 esistenti (polietilene, bitume, ecc.) e comunque non deve essere danneggiato o
staccato; in tal caso deve essere eliminato il tubo;
-
tubi di ghisa: devono rispondere alla UNI EN 877:2007, essere del tipo centrifugato e ricotto,
possedere rivestimento interno di catrame, resina epossidica ed essere esternamente catramati o
verniciati con vernice antiruggine;
-
tubi di gres: devono rispondere alla UNI EN 295-1:2001 e UNI EN 295-3:2003;
-
tubi di fibrocemento: devono rispondere alla UNI EN 588-1:1997;
-
tubi di materiale plastico: devono rispondere alle seguenti norme:
•
tubi di PVC per condotte all'interno dei fabbricati: UNI EN 1329-1:2000, UNI ENV 1329-
2:2002, UNI EN 1453-1:2001, UNI EN 1565-1:2001, UNI EN 1566-1:2000
•
tubi di PVC per condotte interrate: UNI EN 1401-1:1998
•
tubi di polietilene ad alta densità (PEad) per condotte interrate: UNI EN 12666-1:2006 e UNI
CEN/TS 12666-2:2006
•
tubi di polipropilene (PP): UNI EN 1451-1:2000 e UNI ENV 1451-2:2002
•
tubi di polietilene ad alta densità (PEad) per condotte all'interno dei fabbricati: UNI EN 1519-
1:2001 e UNI ENV 1519-2:2002.
Per gli altri componenti vale quanto segue:
-
per gli scarichi ed i sifoni di apparecchi sanitari vedere articolo sui componenti dell'impianto di
adduzione dell'acqua;
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-
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in generale i materiali di cui sono costituiti i componenti del sistema di scarico devono
rispondere alle seguenti caratteristiche:
a)
minima scabrezza, al fine di opporre la minima resistenza al movimento dell'acqua;
b)
impermeabilità all'acqua ed ai gas per impedire i fenomeni di trasudamento e di fuoruscita
odori;
c)
resistenza all'azione aggressiva esercitata dalle sostanze contenute nelle acque di scarico, con
particolare riferimento a quelle dei detersivi e delle altre sostanze chimiche usate per lavaggi;
d)
resistenza all'azione termica delle acque aventi temperature sino a 90 °C circa;
e)
opacità alla luce per evitare i fenomeni chimici e batteriologici favoriti dalle radiazioni
luminose;
f)
resistenza alle radiazioni UV, per i componenti esposti alla luce solare;
g)
resistenza agli urti accidentali.
-
in generale i prodotti ed i componenti devono inoltre rispondere alle seguenti caratteristiche:
a)
conformazione senza sporgenze all'interno per evitare il deposito di sostanze contenute o
trasportate dalle acque;
b)
stabilità di forma in senso sia longitudinale sia trasversale;
c)
sezioni di accoppiamento con facce trasversali perpendicolari all'asse longitudinale;
d)
minima emissione di rumore nelle condizioni di uso;
e)
durabilità compatibile con quella dell'edificio nel quale sono montati.
-
se sarà necessario installare un impianto di sollevamento sottoquota, gli accumuli e
sollevamenti dovranno essere a tenuta di aria per impedire la diffusione di odori all'esterno, ma
dovranno avere un collegamento con l'esterno a mezzo di un tubo di ventilazione di sezione non
inferiore a metà del tubo o della somma delle sezioni dei tubi che convogliano le acque nell'accumulo;
-
le pompe di sollevamento dovranno essere di costituzione tale da non intasarsi in presenza di
corpi solidi in sospensione la cui dimensione massima ammissibile sarà determinata dalla misura delle
maglie di una griglia di protezione da installare a monte delle pompe.
Per la realizzazione dell'impianto si utilizzeranno i materiali, i componenti e le modalità indicate nei
documenti progettuali, e qualora non siano specificate in dettaglio nel progetto od a suo
completamento si rispetteranno le prescrizioni seguenti.
Vale inoltre quale prescrizione ulteriore a cui fare riferimento la norma UNI EN 12056-1:2001 e UNI
EN 12056-5:2001.
1)
I raccordi con curve e pezzi speciali devono rispettare le indicazioni predette per gli
allineamenti, le discontinuità, le pendenze, ecc. Le curve ad angolo retto non devono essere usate nelle
connessioni orizzontali (sono ammesse tra tubi verticali ed orizzontali), sono da evitare le connessioni
doppie e tra loro frontali ed i raccordi a T. I collegamenti devono avvenire con opportuna inclinazione
rispetto all'asse della tubazione ricevente ed in modo da mantenere allineate le generatrici superiori dei
tubi.
2)
I cambiamenti di direzione devono essere fatti con raccordi che non producano apprezzabili
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variazioni di velocità od altri effetti di rallentamento. Le connessioni in corrispondenza di spostamento
dell'asse delle colonne dalla verticale devono avvenire ad opportuna distanza dallo spostamento e
comunque a non meno di 10 volte il diametro del tubo ed al di fuori del tratto di possibile formazione
delle schiume.
3)
I terminali delle colonne fuoriuscenti verticalmente dalle coperture devono essere a non meno
di 0,15 m dall'estradosso per coperture non praticabili ed a non meno di 2 m per coperture praticabili.
Questi terminali devono distare almeno 3 m da ogni finestra oppure essere ad almeno 0,60 m dal bordo
più alto della finestra.
4)
Punti di ispezione devono essere previsti con diametro uguale a quello del tubo fino a 100 mm,
e con diametro minimo di 100 mm negli altri casi. La loro posizione deve essere:
-
al termine della rete interna di scarico insieme al sifone e ad una derivazione;
-
ad ogni cambio di direzione con angolo maggiore di 45°;
-
ogni 15 m di percorso lineare per tubi con diametro sino a 100 mm ed ogni 30 m per tubi con
diametro maggiore;
-
ad ogni confluenza di due o più provenienze;
-
alla base di ogni colonna.
Le ispezioni devono essere accessibili ed avere spazi sufficienti per operare con gli utensili di pulizia.
Apparecchi facilmente rimovibili possono fungere da ispezioni.
5)
I supporti di tubi ed apparecchi devono essere staticamente affidabili, durabili nel tempo e tali
da non trasmettere rumori e vibrazioni. Le tubazioni vanno supportate ad ogni giunzione; ed inoltre
quelle verticali almeno ogni 2,5 m e quelle orizzontali ogni 0,5 m per diametri fino a 50 mm, ogni 0,8
m per diametri fino a 100 mm, ogni 1,00 m per diametri oltre 100 mm. Il materiale dei supporti deve
essere compatibile chimicamente ed in quanto a durezza con il materiale costituente il tubo.
6)
Si devono prevedere giunti di dilatazione, per i tratti lunghi di tubazioni, in relazione al
materiale costituente ed alla presenza di punti fissi quali parti murate o vincolate rigidamente.
7)
Gli attraversamenti delle pareti a seconda della loro collocazione possono essere per incasso
diretto, con utilizzazione di manicotti di passaggio (controtubi) opportunamente riempiti tra tubo e
manicotto, con foro predisposto per il passaggio in modo da evitare punti di vincolo.
Messa a terra
La messa a terra sarà effettuata dall'installatore elettrico. L' installatore meccanico dovrà però
predisporre adatti punti di collegamento su tutte le masse metalliche in prossimità delle dorsali di terra.
L' installatore meccanico dovrà, inoltre, realizzare cavallotti in corda di rame per garantire la continuità
elettrica, in corrispondenza di manicotti, valvolame, flange, serrande, ecc. a sua cura e spese.
Qualora la continuità elettrica fosse garantita in modo naturale l' Appaltatore dovrà, dopo aver fatta
prova, dichiararlo in forma scritta alla D.L.
Si dovrà predisporre quanto sopra scritto anche per i collegamenti equipotenziali delle tubazioni di
alimentazione e degli scarichi dell'impianto sanitario, secondo le norma vigenti in materia.
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ART.54 IMPIANTI ANTINCENDIO
Il progetto ha per oggetto il completamento dell’impianto antincendio esistente al servizio dell’Istituto
Carlo Alberto, con una nuova rete posta in opera nelle parti di nuova ristrutturazione. La nuova rete è
costituita da un sistema di tubazioni, idranti e manichette flessibili.
Riferimento a leggi, prescrizioni, norme
L'Appaltatore si assumerà l'integrale responsabilità circa il raggiungimento degli obiettivi di progetto e
della collaudabilità degli impianti. A fronte di quanto sopra nella esecuzione degli impianti,
l’Appaltatore stesso è tenuto, per formale impegno, all'osservanza di tutte le prescrizioni della
legislazione e normativa tecnica di riferimento e vigente all'atto della esecuzione delle opere, anche di
quelle non espressamente richiamate nel presente Capitolato Tecnico o in contratto, non essendo
ammessa l'ignoranza da parte dello Stesso delle disposizioni che interessano la realizzazione delle
opere di cui trattasi si precisa che dovrà essere cura della Appaltatore assumere in loco, sotto la sua
completa ed esclusiva responsabilità, le necessarie informazioni presso le sedi locali ed i competenti
uffici dei vari Enti interessati e di prendere con essi ogni necessario accordo inerente la realizzazione
ed il collaudo degli impianti.
L’Appaltatore dovrà essere in grado di dimostrare una comprovata esperienza nel campo di
installazione dell’impiantistica idrico-sanitaria ed antincendio. Dovrà inoltre essere dotato di un
organico tecnico, con ruolo assistenza al cantiere, con ottima conoscenza delle normative di
riferimento necessarie alla realizzazione dell’opera (norme vigenti, raccomandazioni, norme UNI,
etc.).
Tutti gli impianti dovranno essere installati in stretta conformità con le norme in vigore e tutte le
apparecchiature dovranno essere in accordo alle Leggi ed ai codici vigenti e di riferimento.
L'Appaltatore dovrà richiedere, a suo esclusivo carico, agli Enti competenti le licenze, i certificati, le
approvazioni, eventuali permessi, benestare, collaudi ecc. e quanto altro necessario per l'installazione.
L'Appaltatore dovrà consegnare dette pratiche alla D.L. a conferma delle avvenute approvazioni.
I lavori si potranno considerare ultimati solo quando tutte le pratiche avranno svolto interamente il loro
iter.
L’Appaltatore dovrà inoltre rispettare quanto disposto dalla vigente normativa in merito alla
contribuzione obbligatoria ed alla sicurezza dei lavoratori sul luogo di lavoro. In particolare
l’Appaltatore si impegna ad osservare gli obblighi di cui al D.Lgs. n. 81/2008 e successive modifiche
ed integrazioni.
54.1 Impianto idrico estinzione incendi con idranti e manichette flessibili
Norme Generali
L’istituto Carlo Alberto è dotato di impianto idrico antincendio costituito da una rete di idranti. Tale
rete di idranti è installata allo scopo di fornire acqua in quantità adeguata per spegnere, tramite gli
idranti ad essa collegati, un eventuale incendio innescato nell'area protetta.
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L'impianto dovrà essere esteso al lotto in progetto. Ogni parte dell'area protetta dovrà essere
raggiungibile con il getto d'acqua di almeno un idrante. Gli idranti non dovranno essere installati nei
locali in cui il contenuto, in contatto con l'acqua possa determinare condizioni di pericolo, o sia di tale
importanza da rendere inopportuno il rischio di danneggiamenti conseguenti all'uso di tale estinguente.
Elementi dell'impianto
La rete di idranti da realizzare comprende i seguenti componenti principali:
1)
dispositivi di collegamento all'alimentazione idrica (valvola di ritegno, idrometro, pressostato,
rubinetti di prova e scarico);
2)
rete di tubazioni fisse permanentemente in pressione, ad uso esclusivo antincendio;
3)
valvole di intercettazione;
4)
idranti (valvola, cassetta a muro con vetro antinfortunistico, tubazione semirigida, raccordi,
lancia multigetto);
5)
idranti soprasuolo;
6)
attacchi motopompa;
Collegamento all'acquedotto
L'alimentazione idrica a servizio della rete di idranti sarà realizzata secondo i criteri di buona tecnica, e
deve garantire le caratteristiche di sicurezza e di affidabilità dell'impianto.
L'alimentazione idrica deve essere in grado di garantire la portata e la pressione individuata nel
progetto dell'impianto.
L'alimentazione idrica deve mantenere costantemente in pressione la rete di idranti.
La fonte idrica deve essere realizzata tramite allacciamento ad una presa dedicata derivata direttamente
dalla tubazione stradale della S.M.A.T. di Torino.
L'alimentazione della rete pubblica della S.M.A.T. di Torino risulta essere dislocata su due allacci. Il
primo esistente in Via Figlie dei Militari con una portata di 12 l/s; il secondo da realizzare in C.so
Casale garantirà una portata di 5 l/s.
Installazione delle tubazioni
Le tubazioni devono essere installate con buona tecnica e garantire l'affidabilità dell'impianto
antincendio.
Considerata l'estensione dell'impianto si è prevista la chiusura ad anello del collettore principale
nonché l’installazione di valvole di sezionamento lungo la rete suborizzontale.
Distribuzione
Nella distribuzione della rete antincendio devono essere installate della valvole di intercettazione in
modo accuratamente studiato per consentire l'esclusione di parti d'impianto, per manutenzione o
modifica, senza dover ogni volta mettere fuori servizio l'intero impianto.
Ogni collettore di alimentazione di una sezione d'impianto che serve un edificio od una parte di attività
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distinta dalle altre deve essere dotato di valvola di intercettazione primaria in modo da poter essere
sezionato singolarmente.
Le valvole di intercettazione della rete di idranti devono essere installate in posizione accessibile da
uomo con i piedi a terra e segnalate con idonei cartelli a norma di legge.
Quelle installate in pozzetto sottosuolo devono avere intorno al suggello del pozzetto delle protezioni
che ne impediscano l'ostruzione.
Il chiusino del pozzetto deve essere facilmente apribile senza attrezzi, eventualmente a più sezioni di
peso non superiore a 20 kg ciascuna.
Sorveglianza
Le valvole di intercettazione devono essere bloccate mediante apposito sigillo nella posizione di
normale funzionamento.
Segnalazioni
I componenti della rete di idranti devono essere segnalati in conformità alle normative vigenti. Tutte le
valvole di intercettazione devono riportare chiaramente l'indicazione della funzione e dell'area
controllata dalla valvola stessa.
Interferenze con strutture verticali ed orizzontali
Le interferenze conseguenti all'attraversamento di strutture verticali ed orizzontali, quali fondazioni,
pareti, solai, ecc., devono essere eliminate mediante perforazione delle strutture interessate. La zona
della struttura interessata all'attraversamento deve essere successivamente sigillata con lana minerale,
od altro materiale cedevole ritenuto idoneo, opportunamente trattenuta, al fine di evitare la
deformazione delle tubazioni o il deterioramento degli elementi ad essa collegati derivanti da
dilatazioni termiche o da assestamenti e cedimenti strutturali.
Per evitare eccessivi spostamenti od oscillazioni i tubi devono essere bloccati mediante appositi
sostegni ed ancoraggi.
Tali sostegni di ancoraggio devono comunque consentire i movimenti per compensare le dilatazioni, al
fine di salvaguardare l'integrità e la funzionalità dell'impianto.
Ancoraggio
Le tubazioni fuori terra devono essere ancorate alla struttura del fabbricato a mezzo di idonei sostegni
in acciaio.
Scarichi
Tutte le tubazioni devono essere svuotabili senza dover smontare componenti dell'impianto. A tal fine
dovranno essere installati tronconi a manicotto provvisto di tappo con foro per la piombatura da parte
della S.M.A.T. nei punti bassi della rete.
Protezione meccanica delle tubazioni
Le tubazioni devono essere istallate in modo da non essere esposte a danneggiamenti per assestamenti
del terreno o della struttura edilizia ed in particolare per le tubazioni e componentistica posata a vista
all'esterno per urti meccanici conseguenti al passaggio di automezzi e simili.
Protezione dal gelo
Le tubazioni devono sempre essere istallate in ambienti riscaldati o comunque tali che la temperatura
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non scenda mai al di sotto di 5°C.
Se tratti di tubazione dovessero inevitabilmente attraversare zone con pericolo di gelo, devono essere
protette, con idonea coibentazione, di spessore in relazione al diametro delle tubazioni e delle
condizioni climatiche estreme, in coppelle preformate di fibra di vetro, con strato esterno in pellicola di
P.V.C. e collarini di finitura. Per le tubazioni installate a vista in locali accessibili il rivestimento
esterno in P.V.C. dovrà essere sostituito con lamierino di alluminio 0,5 mm.
Sarà scelta della Direzione Lavori ordinare all’appaltatore la posa coassiale alle tubazioni di
termostrisce o cavi elettrici riscaldanti senza che l’Appaltatore possa pretendere alcun onere.
Posa delle tubazioni fuori terra
Le tubazioni fuori terra devono essere installate a vista o in spazi nascosti, purché accessibili e non
devono attraversare locali e o aree non protette dalla rete di idranti.
E' consentita l'installazione incassata delle sole diramazioni, intese come tubazioni orizzontali di breve
sviluppo, destinate ad alimentare un idrante.
Posizionamento dei sostegni
Ciascun tronco di tubazione deve essere supportato da un sostegno, ad eccezione dei tratti di lunghezza
minore di 0,6 m., dei montanti e delle discese di lunghezza minore di 1 m., sempre che non siano
indispensabili.
Il posizionamento dei supporti non deve essere maggiore di 4 m. per tubazioni di dimensioni minori o
uguali a DN 65, e di 6 m. per quelle di diametro maggiore.
Posa e protezioni integrative per tubazioni interrate
Le tubazioni interrate devono essere installate in modo da ottenere la protezione dal gelo e da possibili
danni meccanici; la profondita' di posa non deve essere inferiore di 0,8 m dalla generatrice superiore
della tubazione. Particolare cura deve essere posta nei riguardi della protezione delle tubazioni contro
la corrosione di origine chimica e da correnti vaganti.
Materiali
I componenti degli impianti devono essere costruiti, collaudati ed installati in conformità alla specifica
normativa vigente ed a quanto precisato nel presente Capitolato.
La pressione nominale dei componenti del sistema non deve essere minore della pressione massima
che il sistema può raggiungere ma non minore di 1,2 MPa (12 bar).
Tubazioni per posa vista o sottotraccia
Per le tubazioni posate a vista o sottotraccia si devono utilizzare tubazioni metalliche conformi alla
norma UNI EN 10255:2007 o UNI EN 10224:2006, aventi pressione nominale 1,2 MPa.
I raccordi, le giunzioni, ed i pezzi speciali relativi devono essere di acciaio o ghisa conformi alla norma
UNI ed aventi pressione nominale non inferiore a quella della tubazione utilizzata.
Tubazioni per posa interrata
Per le tubazioni posate interrate non in cunicolo si devono utilizzare tubazioni metalliche conformi alla
norma UNI EN 10255:2007 o UNI EN 10224:2006 ed avere, le pressioni nominali 1,2 MPa.
Esse devono essere protette contro la corrosione e avere caratteristiche di resistenza meccanica
maggiorata al fine di assicurare l'affidabilità dell'impianto.
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Le tubazioni devono essere di acciaio e devono avere spessori minimi conformi alle norme tecniche,
esternamente protette contro la corrosione mediante rivestimento con strato di zinco e polietilene.
Sostegni delle tubazioni fuori terra
Il tipo, il materiale ed il sistema di posa dei sostegni delle tubazioni devono essere tali da assicurare la
stabilità dell'impianto nelle condizioni statiche di esercizio e dinamiche di uso ragionevolmente
prevedibili e compensare le dilatazioni termiche. In particolare:
a)
le staffe devono essere in grado di assorbire gli sforzi assiali e trasversali in caso di
attingimento da uno e da tutti gli idranti contemporaneamente;
b)
il materiale utilizzato per qualunque componente del sostegno deve essere di acciaio o metallo
non combustibile;
c)
le staffe a collare devono essere chiuse attorno ai tubi;
d)
è vietata l'installazione di staffe di tipo aperto (ganci);
e)
è vietata l'installazione di staffe con ancoraggi elastici;
f)
è vietata l'installazione di staffe saldate direttamente alle tubazioni o avvitati ai raccordi delle
tubazioni.
La sezione trasversale netta di ciascun sostegno di acciaio, oppure il diametro minimo se costituito da
barra filettata, non deve essere minore dei valori indicati nel prospetto seguente:
Spessore minimo
Dimensioni barre
mm.
filettate mm.
fino a 50
15
2,5 M 8
fino a 100
25
2,5 M 10
fino a 150
35
2,5 M 12
fino a 200
65
2,5 M 16
fino a 250
75
2,5 M 20
DN Minima
Sezione netta
2
mm .
Lo spessore minimo delle fasce delle staffe a collare deve essere di 1, 5 mm.
Se il sostegno è formato da più componenti, la sezione trasversale di tutti i componenti non deve essere
minore del 150% di quella minima di cui alla tabella suindicata.
Dal calcolo della sezione trasversale netta di un sostegno si devono escludere tutte le riduzioni di
materiale conseguenti a lavorazioni meccaniche quali fori per bulloni, chiodi e simili, scanalature, ecc.,
e gli apporti di materiale di saldatura.
Colonne montanti
Le colonne montanti dovranno essere in tubo di acciaio con caratteristiche identiche a quello utilizzato
per la rete sub orizzontale.
Le stesse dovranno essere posate a vista, nei vani scala ed incassate in idonei cavedi le rimanenti.
I tratti costituenti gli stacchi di collegamento con le cassette idranti saranno posate a vista.
Prima della costipazione dei fori e eventuali passaggi sottotraccia dovrà essere effettuata la prova
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idraulica di verifica della ermeticità delle giunzioni. Per il riempimento delle tracce, dovrà essere
utilizzata esclusivamente malta di cemento.
Rete sub-orizzontale
Per la realizzazione della rete sub-orizzontale dovrà essere usato tubo mannesmann zincato, per le parti
interrate detto tubo sarà rivestito con guaina di polietilene applicato per estrusione di cui alla norma
UNI 9099 e di spessore R3 classe S.
Le tubazioni di acciaio trafilato senza saldatura e zincate a caldo dovranno essere conformi alla norma
UNI EN 10255:2007, filettate, manicottate e zincate a caldo secondo la norma UNI EN 10240:1999,
serie pesante, per i tratti di tubo interrati.
E' consentito l'uso della serie media per le tubazioni posate a vista.
Tutte le tubazioni utilizzate dovranno essere corredate di certificato di conformità alle citate norme da
parte del costruttore.
Le tubazioni interrate dovranno essere posate ad una profondità non inferiore a 80 cm dal piano del
suolo, misurato dalla generatrice superiore del tubo, e adagiate su un letto di calcestruzzo magro.
Il reinterro dello scavo dovrà essere preceduto da prova idraulica di verifica della tenuta dei giunti.
Sulle tubazioni interrate si dovrà eseguire una cappa di protezione in calcestruzzo di cemento tipo 325
con resistenza caratteristica 200.
In conformità al regolamento della S.M.A.T. tutti i tratti di tubazione interrata dovranno essere altresì
infilati entro un tubo di pvc di diametro maggiore di 2 cm rispetto a quello della tubazione di acciaio
rivestito.
Tale camicia dovrà essere continua lungo tutto il tubo interrato e le giunzioni tra le varie sezioni della
stessa dovranno essere realizzate o con giunto a bicchiere e guarnizione di tenute in butile o in
alternativa saldate o incollate con collante tipo "tangit".
Infine per individuare il percorso delle tubazioni e le eventuali perdite ogni 12 mt, o parte di essi, ed ad
ogni cambio di direzione, dovranno essere costruiti dei pozzetti d'ispezione, in muratura piena di cm 12
o in getto di calcestruzzo, provvisti di chiusini in ghisa carrabile, di dimensione cm 30 x 30 circa.
La posizione di tali pozzetti dovrà essere riportata esattamente sulle planimetrie dell'impianto.
Le tubazioni costituenti la rete sub-orizzontale installate a vista nei locali del fabbricato dovranno
essere posate su robuste staffe in acciaio munite di rulli di scorrimento. Le stesse dovranno altresì
essere verniciate con smalto oleosintetico a due riprese, la prima mano di tipo opaco e la seconda, di
finitura, di tipo lucido colorerosso RAL 3000. Tutte le tubazioni da verniciare dovranno essere trattate
con la stesura di un fondo aggrappante compatibile con il trattamento superficiale di protezione delle
tubazioni stesse. Le staffe di supporto ed i rulli di scorrimento dovranno essere verniciati previa stesura
di una mano di antiruggine, con identica vernice e pigmento.
Per ciò che riguarda i diametri e i pesi delle tubazioni gli stessi non dovranno essere inferiori a quanto
indicato nel sottostante prospetto:
Coibentazioni
Tutte le tubazioni installate in locali non riscaldati ed areati direttamente dall'esterno in modo
permanente, sono da considerarsi soggette a possibilità di congelamento.
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Pertanto tali sezioni della rete idranti dovranno essere coibentate mediante posa in opera di
rivestimento isolante-coibente costituito da coppelle preformate in fibra di vetro, cilindriche, con un
solo taglio longitudinale, con fibre concentriche, del diametro medio di 6 µm con totale assenza di
materiale non fibrato, trattate con resine termoindurenti, densità ~60 Kg/m3, conduttività termica a 50
°C 0,034 W/mk, comportamento al fuoco: "non combustibile" conforme alla classe 0, certificato da
laboratorio autorizzato.
Le coppelle dovranno essere installate bloccandone lo scorrimento lungo la tubazione con
l'installazione di idonee fascette in acciaio zincato (è escluso l'uso del filo di ferro o nastri adesivi) a
distanza non superiore a mt. 0.50 tra di loro. Le curve, i pezzi speciali e le valvole dovranno anch'esse
essere coibentate con identico materiale e con le stesse modalità di posa. A tal fine è ammesso sia l'uso
di coppelle già formate con la sagoma del tratto da rivestire, che l'utilizzo di spicchi o sezioni del
rivestimento cilindrico utilizzato per le tubazioni rettilinee. In quest'ultimo caso le curve dovranno
essere realizzate con la posa di almeno 3 spicchi aventi angolo di taglio di 30° misurato tra le
generatrici delle facciate opposte di ogni spicchio. Sia gli spicchi che i tratti rettilinei dovranno essere
assemblati tra loro senza soluzione di continuità.
Allo scopo di finitura estetica e protezione meccanica, l'isolante suddetto dovrà essere rivestito con
laminato plastico autoavvolgente. Il laminato sarà costituito da un foglio in PVC rigido di spessore
3/10 di mm, con formatura tale da garantire l'autoavvolgimento permanente. Gli elementi di laminato
dovranno essere tagliati in senso longitudinale ed i lembi dovranno sovrapporsi di circa 3 cm a
tubazione avvolta. Il bloccaggio dei lembi dovrà essere effettuato con opportuni rivetti in nylon
(almeno 3 ogni 2 m) e da collante tipo "tagit" spalmato sui lembi stessi.
Il rivestimento autoavvolgente per le curve, i TE, le valvole e gli altri pezzi speciali, dovranno essere
effettuati utilizzando esclusivamente pezzi presagomati aventi la forma dell'oggetto da rivestire.
Gli spessori del rivestimento coibente dovranno essere non inferiori, in relazione al diametro del tubo
da isolare, ai seguenti spessori:
- tubi fino a 1" 1/2 - diametro esterno 48,3 mm - spessore 40 mm;
- tubi oltre 1" 1/2 - spessore 50 mm.
Infine a scopo di identificazione della rete antincendio, ogni 2 m circa, dovranno essere installate delle
fascette di identificazione di colore Rosso RAL 3000 di cm 5 di larghezza oppure dovrà essere apposto
un rivestimento autoavvolgente corrispondente a tale tonalità cromatica.
Valvole di intercettazione
Le valvole di intercettazione devono essere di tipo indicante la posizione di apertura/chiusura; sono
ammesse valvole a stelo uscente di tipo a saracinesca o a globo, valvole a farfalla, valvole a sfera.
Le valvole di intercettazione devono essere conformi alla UNI EN 1074-2:2004.
Nelle tubazioni di diametro maggiore di 100 mm non sono ammesse valvole con azionamento a leva
prive di dispositivo amplificatore della forza di azionamento.
Raccorderia
Tutte le giunzioni delle tubazioni dovranno essere realizzate mediante collegamento meccanico con
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filettatura di accoppiamento realizzata in conformità alle norme UNI EN 10226-1:2006 e UNI EN
10226-2:2006.
A tale scopo dovranno essere utilizzati raccordi in ghisa malleabile a cuore bianco di cui alla norma
UNI EN 10242:2001. Il titolo e la qualità della ghisa dovranno essere conformi alla norme UNI EN
1562:2007 e di qualità non inferiore a EN-GJMW-400-05.
Tutti i raccordi dovranno essere protetti dalla corrosione mediante zincatura a caldo per immersione in
bagno di zinco con tenore almeno uguale al 98,5% in massa, con spessore medio di 70 µm.
Inoltre i raccordi utilizzati nel tratto di tubazione interrata dovranno essere protetti con spalmatura di
una mano di fondo di "primer" costituito da resine epossidiche liquide compatibile con lo strato di
ossido di zinco di finitura del raccordo e con il successivo adesivo a base polietilenica.
Sopra la mano di fondo si dovrà spalmare l'adesivo aggrappante costituito da polietilene copolimero o
modificato.
Infine, in intimo contatto con l'adesivo, si dovrà posare lo strato di polietilene costituito da materiale
omopolimero o da copolimeri dell'etilene o da loro miscele.
Il polietilene dovrà contenere nero fumo in misura di almeno il 2,5% in massa e dovrà avere spessore
minimo di 2,5 mm.
L'applicazione del rivestimento dovrà essere effettuato rispettando le indicazioni delle schede tecniche
dei prodotti utilizzati e la temperatura di riscaldamento del metallo non dovrà alterare le guarnizioni di
tenuta interposte tra i filetti delle giunzioni.
In particolare per riscaldare le guaine o le superfici metalliche si dovrà usare esclusivamente pistola ad
aria calda ed è quindi bandito ogni altro sistema a fiamma libera.
Idranti esterni
L'impianto antincendio dovrà essere dotato di due idranti esterni a colonna soprasuolo.
Tali idranti saranno installati ciascuno in uno dei due cortili come da progetto esecutivo.
Le caratteristiche degli idranti a colonna soprasuolo dovranno essere conformi alle norme UNI EN
14384:2006. Il diametro della flangia di attacco alla tubazione principale dovrà essere DN 80.
Il tipo di colonna dovrà essere ADR con due sbocchi attacco 70 UNI 810:2007.
Tale idrante dovrà essere costituito da colonna montante e dal gruppo valvole in fusione di ghisa ENGJL-HB215 UNI EN 1561:1998 (ex G20 UNI ISO 185).
Tutti gli organi interni di manovra, tenuta ed intercettazione del fluido dovranno poter essere
sostituibili con facilità e senza necessità di opere edili di rotture e ripristini.
Il dispositivo di manovra dovrà essere dotato di attacco pentagonale unificato per l'utilizzo della chiave
normalizzata.
Al fine di evitare rotture da gelo, l'idrante dovrà essere provvisto di dispositivo di scarico automatico
che assicuri lo svuotamento completo del corpo e del piede di prolunga interrato alla chiusura della
valvola di erogazione.
La pressione idrostatica di esercizio di tale idrante dovrà essere PN 16, quella di prova dell'otturatore
2,1 MPa, e quella di collaudo dall'interno complesso 2,4 MPa.
Le bocche di uscita dovranno essere in ottone fuso OT 58 con filettatura UNI 810:2007 e provviste di
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tappo forma A 45, con catenella e guarnizione, azionabili con la stessa chiave di manovra
dell'otturatore, a norma UNI EN 14384:2006, che dovrà essere fornita unitamente all'idrante.
La bocca di entrata dovrà essere flangiata con attacco DN 80.
Le flange dovranno essere PN 16 con fori per bulloni, a norma UNI EN 1092-2:1999.
La parte di idrante da installare sottosuolo dovrà essere protetta con catramina applicata per
immersione.
Particolare cura dovrà essere effettuata per la posa dell'idrante, per far si che la linea di rottura
predeterminata dell'idrante sia posta a non più di 50 mm dal suolo circostante e che l'orifizio di uscita
del dispositivo di scarico sia libero.
Il piede dell'idrante dovrà essere interrato in un pozzetto appositamente realizzato di diametro 0,80 m e
successivamente riempito con ghiaione e pietrame di granulometria maggiore di diametro 30 mm fino
a m 0,15 dal suolo circostante.
Il dislivello restante dovrà essere colmato con getto in cls e materiale di finitura come il suolo
circostante.
Il collegamento delle flange del piede e dell'idrante a colonna soprasuolo dovrà essere realizzato
utilizzando bulloni a bassa resistenza meccanica e con linea di prefrattura.
In caso di urto i bulloni suddetti dovranno tranciarsi e l'idrante a colonna soprasuolo dovrà abbattersi
senza opporre eccessiva resistenza.
In caso di urto il dispositivo interno di manovra chiudersi, se aperto, o rimanere chiuso per impedire la
fuoriuscita dell'acqua e mantenere la pressione interna della rete antincendio.
Il ripristino dell'idrante dovrà avvenire mediante la sola sostituzione dei bulloni di assemblaggio delle
flange suddette.
Cassette idranti interne
Le cassette devono essere munite di portello e devono essere chiuse con una serratura.
Il portello deve potersi aprire con una rotazione sulle cerniere di almeno 180° e permettere lo
srotolamento completo in ogni direzione dell’idrante.
Le cassette devono essere provviste di un vetro di apertura d'emergenza in materiale plastico frangibile
e trasparente. Questo deve rompersi senza lasciare spigoli taglienti o seghettati che potrebbero tagliare
la tubazione semirigida o essere pericolosi per gli utilizzatori.
Le cassette devono essere prive di bordi taglienti o spigoli vivi che possano danneggiare l'attrezzatura o
ferire gli utenti.
La valvola di intercettazione deve essere installata in modo tale che ci siano almeno 35 mm tra ogni
lato della cassetta ed il diametro esterno del volantino, in tutte le posizioni di funzionamento della
stessa.
La serratura deve permettere l'ispezione periodica e la manutenzione. La serratura deve prevedere la
possibilità di essere munita di sigillo di sicurezza.
La forza necessaria per la rottura del sigillo di sicurezza deve essere compresa tra 2 e 4 kg e la serratura
di apertura deve essere ragionevolmente difficile da manovrare per evitare la manomissione e i furti.
Le cassette devono essere provviste di fori sul fondo per il drenaggio dell'acqua.
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Il colore della tubazione, del supporto della tubazione e della cassetta deve essere rosso RAL 3000.
La cassetta dovrà altresì contenere le istruzioni per la manutenzione dei dispositivi antincendio in essa
contenuti.
La cassetta idrante completa di valvola, tubazione, lancia erogatrice e raccordi dovrà essere collaudata
secondo l'appendice A della norma UNI EN 671-2:2004.
Tubazioni flessibili e lance erogatrici.
Le tubazioni flessibili antincendio devono essere conformi alla UNI 9487:2006. La tubazione deve
essere appiattibile. Il diametro nominale della tubazione non deve essere più di 52 mm.
La lunghezza di ogni singolo tratto di tubazione deve essere di 20 m o frazioni dello stesso.
Le tubazioni complete di raccordi devono resistere alle seguenti pressioni:
- pressione massima di esercizio: 1,2 MPa;
- pressione di collaudo: 2,4 MPa;
- pressione minima di scoppio 4,2 MPa.
Le tubazioni complete di raccordi non devono presentare alcuna perdita quando sono sottoposte alle
pressioni di cui sopra. La tubazione deve essere dotata all'estremità di una lancia erogatrice che
permetta le seguenti regolazioni del getto:
a) chiusura getto;
b) getto frazionato;
c) getto pieno.
Il getto frazionato deve essere a forma di cono o a velo diffuso.
La lancia erogatrice non deve rompersi o presentare perdite visibili a seguito di caduta dall'altezza di
1,5 m.
La coppia di manovra necessaria ad effettuare le differenti regolazioni del getto della lancia erogatrice,
alla massima pressione di esercizio, non deve superare il valore di 0,7 kgm.
La lancia erogatrice dovrà riportare sul corpo della stessa ed in modo visibile senza difficoltà
l'indicazione delle seguenti posizioni:
a) getto chiuso;
b) getto frazionato;
c) getto pieno.
Le cassette devono essere marcate con i simboli definiti dalla direttiva 92/58/CEE.
Gli idranti a muro devono riportare le seguenti informazioni:
a) nome e/o marchio del fornitore;
b) riferimento alla normative 671/2;
c) l'anno di costruzione;
d) la pressione massima di esercizio;
e) la lunghezza e diametro della tubazione;
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f) il diametro dell'ugello della lancia erogatrice (marcato sulla lancia)
Inoltre gli idranti a muro devono essere dotati di istruzioni d'uso complete, esposte o sull'idrante stesso
o ad esso adiacenti.
Il rivestimento di protezione delle parti metalliche deve garantire una adeguata resistenza alla
corrosione.
I valori di portata d'acqua misurata al bocchello della lancia sia nella posizione a getto pieno che nella
posizione a getto frazionato non devono essere minori dei valori sotto indicati con pressione di
alimentazione immediatamente a monte della valvola idrante di 0,2 MPa.
I valori riportati nella sottostante tabella si riferiscono ai requisiti minimi per l'accettazione delle lance.
Pertanto la stessa non è esaustiva e deve comunque essere garantita e verificata la pressione minima al
bocchello di 0,2 MPa con 120 l/min di portata.
Diametro dell'ugello o diametro equivalente mm
Portata minima Q l/min
Coefficiente K
9
66
46
10
78
55
11
93
68
12
100
72
13
120
85
Attacco motopompa
l'impianto dovrà essere equipaggiato di attacchi autopompa VV.F. a norma UNI 10779:2007, installati
nel pozzo di alimentazione idrica o, in prossimità dello stesso, in pozzetto dotato di chiusino in ghisa
carrabile. Tali attacchi saranno costituiti da:
-
1 bocca di immissione di diametro DN 70, dotato di attacco con girello a norma UNI 804:2007
con filettatura A 70, protetto contro l'ingresso di corpi estranei nel sistema mediante tappo UNI
7421:2007 filettatura A 70;
-
1 valvola di intercettazione che consenta l'intervento sui componenti senza svuotamento
dell'impianto, che in condizioni di esercizio dovrà essere bloccata in posizione aperta;
-
1 valvola di non ritorno montata in modo da evitare la fuoriuscita dell'acqua dall'impianto in
pressione;
-
1 valvola di sicurezza a molla tarata a 1,2 MPa (12 bar), per sfogare l'eventuale sovrappressione
della motopompa, avente diametro 1".
Il corpo della valvola dovrà essere in bronzo fuso, la molla di acciaio inox e l'otturatore in gomma.
-
1 cassetta di contenimento, di dimensioni idonee, provvista di vetro. Le dimensioni e le
caratteristiche meccaniche ed estetiche dei vetri delle cassette dovranno essere simili a quelle di
contenimento degli idranti.
In particolare la saracinesca dovrà essere installata sulla derivazione del troncone di collegamento
dell'attacco motopompa e immediatamente a valle della stessa. Essa dovrà essere dello stesso diametro
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nominale della tubazione principale, costruita interamente in ghisa PN 16 e conforme alle norme UNI
EN 1074-2:2004.
La valvola di ritegno dovrà essere installata a valle della saracinesca di intercettazione.
Anch'essa dovrà avere lo stesso diametro della saracinesca.
La valvola di non ritorno dovrà essere di tipo a pressione differenziale (clapet), costruita interamente in
ghisa con sedi di tenuta di metallo su gomma, con due attacchi a flangia secondo norma UNI EN 10922:1999.
La stessa dovrà essere munita di portello di ispezione facilmente amovibile, tale che attraverso di esso
sia possibile accedere direttamente a tutti gli organi interni.
Il troncone costituente l'attacco motopompa dovrà terminare con la valvola idrante con bocca di
immissione UNI 70 summenzionata.
Tra la bocca di immissione e la valvola di ritegno dovrà inoltre essere installata la valvola di sicurezza.
Tutto il complesso dovrà essere verniciato con vernice oleosintetica a più mani previa stesura di
antiruggine e/o primer per le parti zincate e di colore rosso RAL 3000.
Gli attacchi devono essere contrassegnati in modo da permettere l'immediata individuazione
dell'impianto che alimentano; essi devono essere segnalati mediante cartelli o iscrizioni recanti la
dicitura: RETE GENERALE IMPIANTO IDRANTI oppure ATTACCO PER AUTOPOMPA VV.F.
Pressione massima 12 bar
I gruppi di attacco per autopompa devono essere:
-
accessibili alle autopompe in modo agevole e sicuro, anche durante l'incendio; se installati nel
sottosuolo, il pozzetto deve essere apribile senza difficoltà ed il collegamento agevole;
-
protetti da urti o altri danni meccanici e dal gelo;
-
ancorati al suolo o ai fabbricati.
Attacchi di mandata per autopompa
L'attacco di mandata per autopompa collegata alla rete di idranti, dovrà permettere l'immissione di
acqua nella rete idranti in condizioni di emergenza.
Non deve poter essere prelevata acqua.
L'attacco per autopompa deve comprendere:
-
una o piu' bocche di immissione conformi alle norme del D.M. 26/08/92, del M.I. e VV.F., con
diametro non minore di DN 70, dotati di attacchi con girello UNI 808 protetti contro l'ingresso di corpi
estranei nel sistema;
-
valvola di intercettazione che consenta l'intervento dei componenti senza vuotare l'impianto;
-
valvola di non ritorno o altro dispositivo atto ad evitare fuoriuscita d'acqua dall'impianto in
pressione;
-
valvola di sicurezza tarata a 1,2 MPa (12 bar), per sfogare sovrapressione dell'autopompa.
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Attacco alimentazione idrica
A tale scopo dovrà essere realizzato un pozzo di presa conforme al Regolamento dell'azienda
acquedotto metropolitano di dimensioni interne 120 x 120 x 120 cm con chiusino in metallo carrabile a
più settori di peso per ogni singolo settore di circa 20 kg, di dimensione a passo d'uomo.
Il chiusino dovrà essere installato in corrispondenza della convergenza di due muri contigui ed in
proiezione verticale della tubazione di adduzione e delle valvole ad esse connesse.
Il pozzo di attacco potrà essere realizzato in cls armato, in muratura di cm 25 intonacata all'interno
oppure in elementi prefabbricati. La soletta posta al piano del terreno dovrà essere in cls armato con
portata 1000 kg/m2.
Il pavimento di detto pozzo dovrà essere in blocchetti autobloccanti con disegno che faciliti il
drenaggio dell'acqua eventualmente accumulata a seguito di perdite, posato su un letto multistrato
costituito da ghiaia e sabbia costipate. Le pareti e la soletta del pozzo di presa dovranno essere
impermeabilizzate mediante posa di guaina bituminosa, autoadesiva e autosigillante previa
imprimutura della superficie con Primer bituminoso in fase solvente.
L'impermeabilizzazione dovrà essere costituita da due membrane prefabbricate, elastomeriche,
certificate ICITE, armate con tessuto non tessuto di poliestere a filo continuo dello spessore di mm 4
ciascuna e flessibilità a freddo a –20° C.
Le due guaine dovranno essere posate parallelamente con sovrapposizione di almeno 10 cm dei lembi
dei teli adiacenti e con i giunti del primo strato sfalsati di 1/2 della altezza dei rotoli rispetto a quelli
del secondo strato.
Per facilitare l'accesso al pozzo, all'interno di esso dovrà essere posata una scaletta alla marinara,
costituita da 4 scalini in tondino di acciaio inox AISI 304 diam 16 mm fissati saldamente alla muratura
in corrispondenza del chiusino, realizzata in conformità all'art. 17 del D.P.R. 547/55.
All'interno del pozzo di presa dovranno essere installati nell'ordine:
- 1 rubinetto di scarico e prova - diametro 1/2";
- 1 manometro a tubo metallico, sistema Bourdon, tolleranza 3% del valore di fondo scala con fondo
scala di 0,6 MPa, quadrante diametro 100 mm, completo di rubinetto di intercettazione a flangetta di
prova e scarico, ammortizzatore idraulico e riccolo in rame con attacchi a perno e calotta girevole;
- 1 valvola di ritegno a flusso avviato con attacco flange PN 16 - diametro 4";
- 1 valvola di intercettazione;
- 1 rubinetto di scarico e prova - diametro 1/2";
- 1 valvola di ritegno a battente con attacco a flange PN 16 - diametro 4";
- 1 rubinetto di scarico - diametro 1".
Si precisa che le valvole di ritegno dovranno essere munite di portello di ispezione facilmente
amovibile, tale che attraverso di esso sia possibile accedere direttamente a tutti gli organi interni senza
lo smontaggio delle stesse dalle tubazioni.
Raccordi ed attacchi unificati
I raccordi devono essere conformi alle norme UNI 804:2007, UNI 810:2007, UNI 7421:2007 e
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corredati di guarnizioni secondo norma UNI 804:2007e manovrabili con chiavi di manovra secondo
norma UNI 814:1975.
I raccordi devono essere fissati alle manichette flessibili mediante legatura con filo di acciaio.
Le stesse devono essere conformi alla norma UNI 7422:1975.
Attacchi unificati
Gli attacchi e i tappi per gli idranti sopra o sotto suolo e per gli attacchi autopompa devono essere
conformi alle norme UNI 804:2007, UNI 810:2007, UNI 7421:2007 e corredati di guarnizioni secondo
norma UNI 804:2007 e manovrabili con chiavi di manovra secondo norma UNI 814:1975.
Verifica del progetto
Prima di qualsiasi operazione di installazione della rete antincendio o lavorazioni propedeutiche,
l'appaltatore dovrà prendere visione ed accettare quanto contenuto nel progetto esecutivo.
54.2 Collaudo dell’Impianto antincendio
La ditta installatrice deve rilasciare alla fine dei lavori la dichiarazione di conformità dell'impianto,
relativamente alla sua installazione ed ai suoi componenti, nel rispetto delle prescrizioni di legge
vigenti in materia. L'intero impianto antincendio dovrà essere collaudato.
Il collaudo dovrà essere eseguito da professionista abilitato, incaricato dalla ditta appaltatrice e gradito
alla Direzione Lavori, il quale rilascerà idoneo certificato in regola con l'imposta di bollo.
Sullo stesso si dovrà far specifico riferimento alla esecuzione delle seguenti operazioni:
-
accertamento della rispondenza della installazione al progetto esecutivo presentato;
-
la verifica dei componenti utilizzati alle disposizioni delle normative del Ministero dell'Interno,
dei VV.F., delle norme UNI e delle leggi vigenti;
-
verifica della posa in opera a regola d'arte.
Inoltre il professionista abilitato incaricato del collaudo dovrà procedere alla esecuzione delle prove
specifiche di seguito elencate e di tali prove dovrà esserne fatta menzione nel suddetto certificato:
-
accurato lavaggio delle tubazioni, con velocità dell'acqua non minore di 2 m/s.
-
esame generale dell'intero impianto comprese le alimentazioni, con particolare riferimento alla
capacità e tipologia delle alimentazioni, alla distanza degli idranti, ai sostegni delle tubazioni;
-
prova idrostatica delle tubazioni ad una pressione di almeno 1,5 volte la pressione di esercizio
dell'impianto con un minimo di 1,4 MPa (14 bar) per 2h;
-
collaudo delle alimentazioni;
-
verifica del regolare flusso nei collettori di alimentazione, aprendo completamente un idrante
terminale per ogni ramo principale della rete a servizio di due o più idranti;
-
verifica delle prestazioni di progetto con riferimento alle portate e pressioni minime da
garantire, alla contemporaneità delle erogazioni (3 idranti aperti), ed alla durata delle riserve idriche.
Per l'esecuzione dei suddetti accertamenti il progetto deve individuare i punti di misurazione che
devono essere opportunamente predisposti ed indicati. Il collaudo delle alimentazioni deve essere
eseguito in conformità a quanto specificato dalla UNI EN 12845:2005.
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In fase di collaudo, l'impresa dovrà altresì fornire un apposito registro, firmato dai responsabili della
stessa con annotato:
- il collaudo;
- il nome e le generalità del costruttore;
- la data di messa in funzione dell'impianto;
- le prove eseguite;
- l'esito delle verifiche dell'impianto.
Tale registro dovrà avere almeno 100 pagine per consentire le successive annotazioni da parte dei
soggetti obbligati delle operazioni di modifica, verifiche periodiche, guasti, ecc.
Oneri, condizioni e specifiche dei materiali.
Sull'impianto, immediatamente a valle della presa stradale, dovranno essere inserite:
•
1 valvola di intercettazione a chiusura graduale;
•
1 valvola di ritegno;
•
1 rubinetto di scarico e prova;
•
1 manometro con rubinetto di intercettazione, scarico e prova.
La costruzione dell'impianto dovrà essere altresì conforme alle norme del Regolamento S.M.A.T.
nonché alle Norme UNI.
L'ubicazione delle apparecchiature ed il dimensionamento minimo dell'impianto è indicato sulle
Tavole di Progetto esecutivo allegate al presente Capitolato.
L'impresa installatrice dovrà eseguire gli impianti a regola d'arte utilizzando allo scopo materiali e
componenti realizzati secondo le norme tecniche di sicurezza emanate dall'UNI, nel rispetto di quanto
prescrive la normativa tecnica vigente, con l'osservazione di quanto precisato nel presente Capitolato.
Ad ultimazione del lavoro l'impresa installatrice dovrà rilasciare, in base all'art. 9 della Legge n. 46 del
5 marzo 1990 e all'art. 7 del D.P.R. n. 447 del 6 dicembre 1991 una dichiarazione di conformità resa in
base al modello predisposto dal D.M. 20 febbraio 1992 G.U. n. 49 del 28 febbraio 1992.
Allegato alla dichiarazione di conformità la ditta dovrà pure consegnare gli schemi elettrici, idraulici
ed i disegni topografici, su supporto cartaceo e su supporto informatico compatibile con lo standard in
uso presso l'Amministrazione appaltante, degli impianti eseguiti.
Sono pure a carico della ditta appaltatrice gli oneri per i disegni da aggiornare a fine lavoro.
Tutti gli elaborati, progetti, schemi, pratiche, ecc. debbono essere firmate da tecnici abilitati iscritti ai
rispettivi albi professionali nel rispetto della vigente normativa.
Al termine dei lavori la Ditta dovrà presentare:
a.
i certificati di omologazione a garanzia della apparecchiature installate o loro documenti
sostitutivi;
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b.
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copia delle denunce e pratiche presentate ed i relativi certificati di collaudo da parte degli Enti
preposti (ISPESL, VV.F., S.M.A.T.);
c.
la dichiarazione di aver eseguiti tutti i lavori a regola d'arte e conformemente alle normative
vigenti e che pure conformi alle norme risultano gli impianti in oggetto dell'appalto;
d.
la specifica di tutte le apparecchiature installate con le indicazioni delle marche, sigle, serie;
e.
la documentazione fotografica (min. 13x18) degli interventi (pre e post), delle opere nel
sottosuolo delle soluzioni tecniche più significative;
f.
ogni altro documento che il Committente e/o la D.L. riterrà utile;
g.
certificazione dei componenti dell'impianto antincendio ai sensi della norma UNI CEI EN
ISO/IEC 17050-1:2005 e UNI CEI EN ISO/IEC 17050-2:2005 e dichiarazione di rispondenza dei
dispositivi di sicurezza e delle apparecchiature installate di cui al D.M. 12.04.1996 (marchio CE).
ART.55 OPERE STRUTTURALI
Norme generali
Le opere strutturali sono descritte ai paragrafi seguenti e sono riportate, nella loro geometria sulle
specifiche Tavole di progetto. Negli articoli seguenti sono specificate le modalità secondo le quali la
Ditta Appaltatrice è impegnata ad eseguire le opere e a condurre i lavori, a completamento di quanto
indicato nelle Tavole di Progetto. Prima di iniziare i lavori la Ditta Appaltatrice dovrà fornire alla D.L.
un programma dettagliato relativo alla sequenza delle fasi esecutive dei Lavori e individuare con
opportuni rilievi e tracciamenti le opere da realizzare e le loro aree di pertinenza; le dimensioni
geometriche risultano dalle Tavole di Progetto.
Ove la Ditta Appaltatrice avesse a riscontrare discordanze fra i dati dei rilievi e tracciamenti e quelli
degli elaborati progettuali, dovrà darne immediato avviso alla Direzione Lavori.
Nell’esecuzione delle opere in cemento armato normale la Ditta Appaltatrice dovrà attenersi
strettamente a quanto stabilito dal D.M. 09 gennaio 1996 "Norme tecniche per il calcolo, l’esecuzione
ed il collaudo delle strutture in cemento armato normale e precompresso e per le strutture metalliche",
più avanti citate semplicemente come norme, nonché alle altre norme che potranno successivamente
essere emanate in virtù del disposto dell'art. 21 della legge 1971, n. 1086.
Dovranno essere rispettate, comunque, per quanto di competenza della Ditta Appaltatrice, le
disposizioni precettive di cui al Capo 1 della legge 5 novembre 1971, n. 1086.
Nel cantiere, dal giorno di inizio delle opere in cemento armato, fino a quello di ultimazione, dovranno
essere conservati gli atti di cui sopra. nonché un apposito Giornale dei lavori in cui verranno, a cura
della Ditta Appaltatrice, annotate le date delle forniture ed i tipi di cemento, la composizione dei
conglomerati, il tipo e le partite di acciaio, la data dei getti e dei disarmi, le prove sui materiali, le
eventuali prove di carico.
Tutte le opere in conglomerato cementizio armato dovranno essere sottoposte a collaudo statico. La
nomina del collaudatore spetterà alla Città di Torino, la quale preciserà altresì i termini di tempo entro i
quali dovranno essere completate le operazioni di collaudo.
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Conservazione del materiale edile in cantiere
I materiali deteriorabili dovranno essere custoditi e riparati dalle intemperie in appositi locali all’uopo
predisposti, con una pavimentazione protetta dalle infiltrazioni d’acqua. L’acciaio per l’armatura del
c.a. potrà essere accatastato all’aperto, con l’avvertenza di mantenerlo sollevato da terra tramite
distanziatori che impediscano il deposito di materiale sulle barre.
Casserature: Norme generali
I casseri potranno essere formati con tavole o pannelli in legno conformi alla norma UNI 6471 oppure
con piastre metalliche.
Il materiale per casseri trasportato in cantiere deve essere accatastato con ordine. I casseri dovranno di
volta in volta essere convenientemente raschiati e puliti; prima dell’impiego, su di essi verrà applicato
il disarmante. I disarmanti saranno costituiti da olii puri con aggiunta di attivanti superficiali per
ridurre la tensione superficiale, o da emulsioni cremose di acque in olio con aggiunta di attivanti. Il
disarmante dovrà essere steso con uniformità a mezzo di rulli, spazzole o preferibilmente a spruzzo
mediante idonea pistola e risultare compatibile con il getto «facciavista». Ad applicazione avvenuta la
superficie della cassaforma dovrà essere protetta dagli agenti atmosferici, dalla polvere e da qualsiasi
altra forma di inquinamento.
Armature metalliche: Prescrizioni generali
Le armature metalliche dovranno corrispondere perfettamente a quanto indicato dai disegni di progetto;
sono in particolare da controllare la sagomatura dei ferri, la rigidità delle gabbie, il copriferro e
l’interferro. I distanziatori dovranno essere in materiale sintetico o cementizio; è tassativamente
proibito l’utilizzo d’elementi metallici di qualsiasi genere. All’atto della sistemazione in opera gli
acciai dovranno presentarsi privi d’ossidazione, corrosione, difetti visibili e pieghe non previste dai
disegni del progetto strutturale. Sarà tollerata solo un’ossidazione che scompaia totalmente per
sfregamento con panno asciutto.
Dovrà essere rispettato in ogni punto della struttura lo spessore di copriferro previsto in progetto.
Il tondo per cemento armato (in barre o assemblato in reti e tralicci) deve essere esente da difetti tali da
pregiudicarne l’impiego: screpolature, scaglie, bruciature, ossidazione accentuata, ricopertura da
sostanze che possano ridurne l’aderenza al conglomerato. Per le condizioni tecniche generali di
fornitura si applicano le norme UNI EU 21.
Conformemente alle norme vigenti tutti gli acciai dovranno essere qualificati.
Ogni fornitura dovrà essere accompagnata dal certificato di provenienza/qualifica, timbrato in originale
dalla ferriera/fornitore/trasformatore intermedio (presagomatore).
La data del certificato non deve essere anteriore di tre mesi alla data di spedizione.
Messa in opera delle barre d’armatura
Confezione e trasporto del calcestruzzo
Il conglomerato cementizio adoperato per l’esecuzione delle opere dovrà essere confezionato secondo
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le norme tecniche di cui al D.M. 09 gennaio 1996 e successivi aggiornamenti e comunque sempre con
mezzi meccanici. E’ consentito l’uso di calcestruzzi preconfezionati in centrali di betonaggio esterne al
cantiere. Le bolle di consegna del calcestruzzo preconfezionato dovranno essere custodite in cantiere a
disposizione della D.L.
Esecuzione dei getti
Prima di ogni getto la Ditta Appaltatrice dovrà informare sempre la Direzione Lavori al fine di
consentire di controllare la disposizione dell’armatura, le condizioni della stessa e lo stato delle
superfici interne delle casseforme.
Lo scarico del conglomerato dal mezzo di trasporto dovrà avvenire con tutti gli accorgimenti atti ad
evitare la segregazione. E’ fatto obbligo quanto segue: che il calcestruzzo venga steso a strati
orizzontali dello spessore da 15 a 40 cm, secondo le dimensioni delle strutture, prima
dell’indispensabile costipamento. E’ tassativamente vietato scaricare il conglomerato in un unico punto
e distenderlo con l’impiego del vibratore. Il getto di regola non deve avvenire con caduta superiore ai 3
m. Dopo aver gettato il calcestruzzo in opera, si provvederà ad eseguire il costipamento mediante
vibrazione.
Stagionatura dei manufatti
Il conglomerato appena gettato dovrà essere sufficientemente protetto dalle piogge, dal sole, dalla neve
e da qualsiasi azione meccanica sino a quando le caratteristiche intrinseche del materiale non siano in
grado di resistere alle sollecitazioni esterne. Tutte le superfici non protette dei getti a maturazione
naturale dovranno essere mantenute umide con continua bagnatura od altri accorgimenti per almeno
sette giorni, comunque secondo quanto disposto dalla D.L.
Disarmo e scasseratura
Dovranno essere rispettate le prescrizioni del D.M. del 09 gennaio 1996. Il disarmo dovrà avvenire per
gradi, in modo da evitare azioni dinamiche e non prima che la resistenza del conglomerato abbia
raggiunto il valore di sicurezza necessario in relazione alle sollecitazioni provocate dall’eliminazione
della carpenteria sostenente il manufatto. L’autorizzazione al disarmo dovrà essere data dalla Direzione
Lavori.
In assenza di specifici accertamenti della resistenza del conglomerato, e in normali condizioni
esecutive ed ambientali di getto e maturazione, è opportuno rispettare i seguenti tempi minimi di
disarmo e precisamente:
 Sponde di casseri di travi e pilastri
3 giorni
 Armature di solette di luce modesta
10 giorni
 Puntelli e centine di travi
24 giorni
 Strutture a sbalzo
28 giorni
In periodi di gelo o di tempo freddo, la Ditta Appaltatrice dovrà prolungare la permanenza in opera
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delle casseforme oltre i tempi strettamente necessari.
Precauzione per l’esecuzione dei getti durante la stagione fredda
Per tutta la durata della stagione fredda si dovranno prendere opportune precauzioni al fine di evitare la
formazione di blocchi di inerti agglomerati con ghiaccio e di garantire ai getti condizioni di
maturazione prossime il più possibile a quelle normali. Si dovrà quindi provvedere la posa di teloni od
analoghi elementi di protezione tali comunque da creare un microclima adatto intorno ai materiali ed
alle opere da proteggere. Ove la temperatura scendesse al di sotto dei 6 °C sarà necessario aumentare
opportunamente il dosaggio del cemento negli impasti o ricorrere ad acceleranti invernali. Sarà in ogni
caso vietato utilizzare additivi contenenti cloruri. Particolari precauzioni dovranno essere prese nel
caso in cui la Ditta Appaltatrice volesse procedere, durante i periodi caratterizzati da temperature
ambienti minori di 6 °C. a getti seguiti da disarmi a tempi brevi. In questo caso sarà necessario
provvedere al riscaldamento preventivo degli inerti o dell’acqua dell’impasto, in modo da ottenere
nell’impasto stesso temperature tali da consentire il raggiungimento, al tempo voluto, della resistenza
di sicurezza richiesta al momento del disarmo. Qualora la temperatura dell’acqua superi i 40 °C
bisognerà evitare che essa venga a diretto contatto con il cemento; si immetterà nella betoniera prima la
sola acqua con gli inerti e si aggiungerà in seguito il cemento quando la temperatura della miscela
acqua/inerti scesa al di sotto dei 40 °C. La Ditta Appaltatrice potrà utilizzare, in alternativa od in
supporto al riscaldamento degli inerti, generatori di aria calda in grado di riscaldare l’aria all’intradosso
dei solai e quindi i getti medesimi; sarà indispensabile provvedere al tamponamento con teloni del
volume d’aria situato al piano superiore dei solai interessati, ed alla protezione superficiale, come
sopra indicata, dei getti stessi.
Precauzioni per l’esecuzione dei getti durante la stagione calda
Durante la stagione calda e cioè quando la temperatura ambiente raggiunga o superi i 30 °C, bisognerà
prestare particolare cura nell’esecuzione dei getti; la stagionatura dei conglomerati dovrà avvenire in
ambiente tenuto continuamente umido e protetto dal sovrariscaldamento.
55.1 Micropali
Vibrazioni
Considerate le caratteristiche geotecniche del terreno, durante le attività di perforazione per la
realizzazione dei micropali, è possibile che vengano propagate pericolose vibrazioni nei confronti degli
edifici privati circostanti ed all’edificio stesso in corso di ristrutturazione. Perché le vibrazioni possano
arrecare danni strutturali è necessario che raggiungano livelli tali da causare prima fastidio e poi
disturbo agli occupanti. Pur non arrivando a tali livelli di gravità, le vibrazioni che dovrebbero
generarsi in questo contesto possono causare “danni di soglia”. Senza compromettere la sicurezza
strutturale degli edifici, ne possono determinare una riduzione del valore d’uso.
I danni di soglia si presentano sottoforma di fessure, accrescimenti di fessure già esistenti,
danneggiamenti di elementi architettonici: nella terminologia anglosassone questi danni si indicano
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come “danni estetici” (“cosmetic damage”).
Per evitare l’insorgenza di eventuali danni di soglia, si dovranno predisporre misure strumentali delle
vibrazioni provocate dal cantiere verso l’esterno, finalizzate a:
-
riconoscimento del problema, per valutare se i livelli di vibrazione riscontrati possano determinare
danni;
-
verifiche o controlli, per rapportare il livello di vibrazioni ai limiti suggeriti o imposti da
normative specifiche, relative per esempio alle condizioni di esercizio di apparecchiature (ad ex.
Apparecchiature elettromedicali usate nell’adiacente struttura socio assistenziale, ecc.).
Le metodologie da seguire durante le misurazioni, il trattamento dei dati e la valutazione degli effetti
delle vibrazioni sugli edifici confinanti, sono dettati dalla norma UNI 9916: 2004, la quale identifica
anche le possibili sorgenti di vibrazione ed i fattori che influenzano la risposta strutturale degli edifici
alle vibrazioni stesse.
Soggezioni geotecniche ed ambientali
Le tecniche di perforazione dovranno essere le più idonee in relazione alla natura dei terreno
attraversato. In particolare dovranno essere adottati tutti gli accorgimenti atti ad evitare il franamento
delle pareti del foro, la contaminazione delle armature, l'interruzione e/o l'inglobamento di terreno
nella guaina cementizia che solidarizza l'armatura al terreno circostante.
Di norma le perforazioni saranno quindi eseguite in presenza di rivestimento, con circolazione di fluidi
di perforazione per l'allontanamento dei detriti e per il raffreddamento dell'utensile.
I fluidi di perforazione potranno consistere in:
- acqua
- fanghi bentonitici
- schiuma
- aria, nel caso di perforazione a rotopercussione con martello a fondo foro, o in altri casi approvati
dalla D L.
La perforazione “a secco”, senza rivestimento non è di norma ammessa; potrà essere adottata, previa
comunicazione alla D L, solo in terreni fortemente cementati o argillosi, caratterizzati da valori della
coesione non drenata che alla generica profondità di scavo H soddisfino la seguente condizione:
cu > g H/3 dove: g = peso di volume totale
per i terreni fortemente cementati il valore della coesione sarà' determinato con prova di compressione
semplice. La perforazione “a secco” e ammissibile solo dove possa essere eseguita senza alcun
ingresso di acqua nel foro.
La perforazione a rotazione a secco, o con impiego di aria è invece raccomandata in terreni argillosi
sovraconsolidati.
Tolleranze
I micropali dovranno essere realizzati nella posizione e con le dimensioni di progetto, con le seguenti
tolleranze ammissibili, salvo più rigorose limitazioni indicate in progetto:
- coordinate planimetriche del centro del micropalo: ± 5 cm
- scostamento dell'inclinazione dall'asse teorico: ± 2 %
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- lunghezza: ±15 cm
- diametro finito: ± 5%
- quota testa micropalo: ±5 cm.
Materiali
I micropali costruiti dovranno essere armati per tutta la lunghezza.
Profilati in acciaio
Le caratteristiche geometriche e meccaniche dei profilati dovranno essere conformi a quanto prescritto
nei disegni di progetto. Di norma i profilati dovranno essere costituiti da elementi unici. Saranno
ammesse giunzioni saldate, realizzate con l'impiego di adeguati fazzoletti laterali, nel caso di
lunghezze superiori ai valori degli standard commerciali (12¸14m).
Le saldature saranno dimensionate ed eseguite in conformità alle norme citate nella sezione dedicata
alle opere in acciaio.
Malte e miscele cementizie di iniezione
Cementi: Il cemento da impiegare dovrà essere scelto in relazione alle caratteristiche ambientali
considerando, in particolare, l'aggressività dell'ambiente esterno.
Inerti: Gli inerti saranno di norma utilizzati solo per il confezionamento di malte da utilizzare per il
getto dei micropali a semplice cementazione. In relazione alle prescrizioni di progetto l'inerte sarà
costituito da sabbie fini, polveri di quarzo, polveri di calcare, o ceneri volanti. Nel caso di impiego di
ceneri volanti, ad esempio provenienti dai filtri di altiforni, si dovrà utilizzare materiale totalmente
passante al vaglio da 0.075 mm.
Acqua di impasto: Si utilizzerà acqua chiara di cantiere, dolce, le cui caratteristiche chimicofisiche
dovranno soddisfare i requisiti di cui alla Sez. VI.
Additivi
E' ammesso l’impiego di additivi fluidificanti non aeranti. L'impiego di acceleranti potrà essere
consentito solo in situazioni particolari. Schede tecniche di prodotti commerciali che l'Appaltatore si
propone di usare dovranno essere inviate preventivamente alla D L per informazione.
Preparazione delle malte e delle miscele cementizia
Caratteristiche di resistenza e dosaggi
Di norma la resistenza cubica da ottenere per le malte e per le miscele cementizie di iniezione deve
essere: Rck 25 MPa. A questo scopo si prescrive che il dosaggio in peso dei componenti sia tale da
soddisfare un rapporto acqua/cemento: a/c = 0.45
Composizione delle miscele cementizia
La composizione delle miscele di iniezione, riferita ad 1 mc di prodotto, dovrà essere la seguente:
acqua: 5,4 kN
cemento: 12 kN
additivi: 0,1¸0,2 kN
con un peso specifico pari a circa:
g = 18 kN/mc
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Composizione delle malte cementizia
Nella definizione della formula delle malte, prevedendo un efficace miscelazione dei componenti atta a
ridurre la porosità dell'impasto, si può fare riferimento al seguente dosaggio minimo, riferito ad 1 mc di
prodotto finito:
acqua: 2,7 kN
cemento: 6 kN
additivi: 0,05¸0,01 kN
inerti: 11¸13 kN
Impianti di preparazione: Le miscele saranno confezionate utilizzando impianti a funzionamento
automatico o semi-automatico, costituiti dai seguenti principali componenti:
- bilance elettroniche per componenti solidi
- vasca volumetrica per acqua
- mescolatore primario ad elevata turbolenza (min. 1500 giri/min.)
- vasca di agitazione secondaria e dosatori volumetrici, per le miscele cementizie
- mixer per le malte.
- Controlli su miscele e malte cementizie
Modalità esecutive: Perforazione
La perforazione sarà eseguita mediante sonda a rotazione o rotopercussione, con rivestimento continuo
e circolazione di fluidi, fino a raggiungere la profondità di progetto.
Per la circolazione del fluido di perforazione saranno utilizzate pompe a pistoni con portate e pressioni
adeguate. Si richiedono valori minimi di 200 l/min. e 25 bar, rispettivamente.
Nel caso di perforazione a rotopercussione con martello a fondo foro si utilizzeranno compressori di
adeguata potenza; le caratteristiche minime
richieste sono:
- portata > l0 m3 /min
- pressione 8 bar.
Allestimento del micropali
Completata la perforazione e rimossi i detriti si provvederà ad inserire entro il foro l'armatura, che
dovrà essere conforme ai disegni di progetto.
Cementazione a Riempimento a gravità
Il riempimento del foro, dopo la posa delle armature, dovrà avvenire tramite un tubo di alimentazione
disceso fino a 10-15 cm dal fondo, collegato alla pompa di mandata o agli iniettori. Nel caso si adotti
una miscela contenente inerti sabbiosi, ovvero con peso di volume superiore a quello degli eventuali
fanghi di perforazione, il tubo convogliatore sarà dotato superiormente di un imbuto o tramoggia di
carico; si potrà anche procedere al getto attraverso l'armatura, se tubolare e di diametro interno > 80
mm. Nel caso di malta con inerti fini o di miscela cementizia pura, senza inerti, si potrà usare per il
getto l'armatura tubolare solo se di diametro interno inferiore a 50 mm; in caso diverso si dovrà
ricorrere ad un tubo di convogliamento separato con un diametro contenuto entro i limiti sopracitati.
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Il riempimento sarà proseguito fino a che la malta immessa risalga in superficie senza inclusioni o
miscelazioni con il fluido di perforazione. Si dovrà accertare la necessità o meno di effettuare
rabbocchi, da eseguire preferibilmente tramite il tubo di convogliamento.
Riempimento a bassa pressione
Il foro dovrà essere interamente rivestito; la posa della malta o della miscela avverrà in un primo
momento, entro il rivestimento provvisorio, tramite un tubo di convogliamento come descritto al
paragrafo precedente. Successivamente si applicherà al rivestimento una idonea testa a tenuta alla
quale si invierà aria in pressione (0.5 - 0.6 MPa) mentre si solleverà gradualmente il rivestimento fino
alla sua prima giunzione. Si smonterà allora la sezione superiore del rivestimento e si applicherà la
testa di pressione al tratto residuo di rivestimento, previo rabboccamento dall'alto per riportare a livello
la malta. Si procederà analogamente per le sezioni successive fino a completare l'estrazione del
rivestimento. In relazione alla natura del terreno potrà essere sconsigliabile applicare la pressione d'aria
agli ultimi 5-6 m di rivestimento da estrarre, per evitare la fratturazione idraulica degli strati
superficiali.
Controlli e documentazione
Per ogni micropalo eseguito l'Appaltatore dovrà fornire una scheda contenente le seguenti indicazioni:
- n. del micropalo e data di esecuzione (con riferimento ad una planimetria)
- lunghezza della perforazione
- modalità di esecuzione della perforazione:
utensile
fluido
rivestimenti
- caratteristiche dell'armatura
- volume della miscela o della malta
- caratteristiche della miscela o della malta
55.2 Controlli dei materiali
Controlli sul calcestruzzo
I conglomerati cementizi dovranno possedere le resistenze caratteristiche a compressione e la classe di
consistenza indicate nei disegni del progetto esecutivo.
Qualifica centrale di betonaggio
Per la qualifica della centrale di betonaggio è richiesta al fornitore del calcestruzzo la seguente
documentazione:
- certificato dell'ufficio metrico provinciale che attesti la verifica degli strumenti di misura (validità
biennale),
- fac/simile bolla consegna cls (orario di partenza dalla centrale di betonaggio, tipo e quantità
componenti la miscela dì cis), per ogni betoniera;
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- resistenza caratteristica, per ogni miscela omogenea di conglomerato, effettuata su esperienze
acquisite e/o su valutazioni statistiche certificate da Laboratorio prove ufficiale (Certificazione con
data non superiore a 12 mesi).
La qualifica della centrale di betonaggio termina con una ispezione visiva degli impianti.
Qualifica dell'impasto di cls (mix-desing)
Si richiede al fornitore del calcestruzzo la documentazione certificativa del mix-design realizzata da un
Laboratorio Ufficiale; il certificato deve essere nuovamente prodotto tutte le volte che variano le
caratteristiche dell'impasto e/o del singolo componente l'impasto.
Per la qualifica dei cls devono essere richiesti al fornitore i seguenti documenti.
Cemento:
- Certificato del produttore del cemento con indicati tipo e caratteristiche fisico-chimiche dei legante:
tale documento deve essere prodotto all'atto della prima fornitura e tutte le volte che variano le
caratteristiche del cemento.
- I cementi europei devono essere conformi alla norma UNI ENV 197/1 e devono essere identificati
attraverso il tipo ed un numero indicante la classe di resistenza. Qualora il cemento possieda un'elevata
resistenza iniziale è aggiunta la lettera R. (es. un cemento Portland, classe di resistenza 42,5 ed elevata
resistenza iniziale sarà identificato come segue Cemento ENV 197-1 CEM 1 42.5 R.)
Aggregati:
- Certificato di provenienza degli aggregati con indicati i risultati delle prove riguardanti le
caratteristiche (secondo norma UNI 8520. 7549, ecc.) richieste da capitolato/specifica tecnica: tale
documento deve essere prodotto all'atto della prima fornitura e tutte le volte che cambiano le
caratteristiche degli aggregati.
Acqua:
- Certificazione di potabilità o analisi chimica dell'acqua utilizzata per l'impasto del cls: tale
documento deve essere prodotto all'atto della prima fornitura e tutte le volte che cambia la fonte di
approvigionamento dell'acqua.
Additivi:
- Certificato dei produttore degli additivi utilizzati: tale documento deve essere prodotto per ogni
singola identificazione commerciale.
N.B.: tutti i certificati devono essere prodotti in originale o in copie conformi.
Prelievi per conformità
La conformità del cls è valutata a mezzo di prove di rottura dei provini da eseguirsi presso un
Laboratorio Ufficiale, nel rispetto delle prescrizioni della legge 1086. Il prelievo di cls per il
confezionamento dei provini deve essere eseguito ogni 100 m3 di getto e almeno una volta al giorno
(per prelievo si intende un numero minimo di 2 provini).
I prelievi vengono identificati in abbinamento alla relativa bolla trasporto/accompagnamento della
fornitura. L'identificazione è numerica e progressiva. Contemporaneamente ai prelievi deve essere
effettuata la misura della consistenza tramite la prova 'Cono di Abrams", anch'essa abbinata alla
relativa bolla trasporto/accompagnamento della fornitura. Eventuali prelievi eseguiti per il controllo
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della resistenza a tempi diversi da quello di norma (28 giorni) dovranno avere identificazione separata
poiché non oggetto di registrazione.
Controlli sulle barre di armatura
Caratteristiche prodotto
Non si fa riferimento agli acciai lisci poiché non più di uso corrente.
Le barre ad aderenza migliorata devono avere diametro:
5 < 30 mm per acciaio FeB38k;
5 < 26 mm per acciaio FeB44k;
l’utilizzo di diametri superiori deve essere autorizzato dal Servizio Tecnico Centrale dei Ministero dei
Lavori Pubblici.
E' ammesso l'uso di acciaio fornito in rotolo, per diametri < 14 mm.
Fornitura in cantiere
Tutte le forniture di acciaio d'armatura devono essere accompagnate da un Certificato di Prova di
Laboratorio Ufficiale (Controllo di Stabilimento) e dal Certificato del Produttore relativo alle
caratteristiche chimico meccaniche della colata. Tali certificati devono essere conservati sino ad
ultimazione dei lavori strutturali. Le barre devono essere munite di legatura e cartellino identificativo
dei produttore e contraddistinte da marchio di laminazione a caldo.
Il Certificato di Prova di Laboratorio Ufficiale deve riportare:
- nominativo dello stabilimento produttore;
- contrassegno distintivo dello Stabilimento, rilasciato dal Ministero dei LL.PP. - Servizio Tecnico
Centrale (si deve verificare che corrisponda a quello riportato sulle barre);
- diametro nominale dei prodotto espresso in mm;
- rapporto di controllo,
- certificazione saldabilità se prodotto di tali caratteristiche;
- qualora il materiale pervenga al cantiere già sagomato, la distinta di accompagnamento delle
posizioni delle armature deve contenere anche l'indicazione della colata di appartenenza. Così pure si
dovrà integrare la tabella dei ferri d'armatura, presente sui disegni esecutivi, quando le lavorazioni sono
eseguite direttamente in cantiere.
Prelievi per conformità
I prelievi devono eseguirsi in ragione di tre spezzoni marchiati di uno stesso diametro, scelto entro
ciascun gruppo di diametri (6-10 mm; 12-18 mm; oltre 18 mm) per ciascuna partita fornita, sempre che
il marchio e la documentazione di accompagnamento dimostrino la provenienza dei materiale da uno
stesso stabilimento. In caso contrario i controlli devono essere estesi a tutte le provenienze diverse.
Le prove (rottura, snervamento e allungamento) devono effettuarsi presso un Laboratorio Ufficiale. Le
lunghezze dei provini devono essere pari a 2 m.
I prelievi vengono identificati in abbinamento alla relativa bolla di trasporto/accompagnamento della
fornitura. L'identificazione è numerica e progressiva.
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55.3 Collaudo statico
A norma dell'art. 7 della legge 5/11/1971, n. 1086 le strutture non potranno essere poste in servizio
prima che sia stato effettuato il collaudo statico.
Le prove di carico si dovranno svolgere con le modalità indicate dal Collaudatore e rese note
all’Appaltatore nonché al Progettista delle strutture ed al Direttore dei Lavori.
Quando le opere fossero ultimate prima della nomina del Collaudatore, le prove di carico potranno
essere eseguite dal Direttore dei Lavori restando però la facoltà del Collaudatore di controllare, far
ripetere ed integrare le prove in precedenza eseguite e verbalizzate.
L’Appaltatore dovrà mettere a disposizione a proprio onere mezzi e personale necessario
all’esecuzione delle prove.
Le spese di collaudo tecnico amministrativo sono a carico della Città.
55.4 Descrizione delle Opere Strutturali
Le opere strutturali comprese e compensate in questo Appalto riguardano numerosi interventi,
distribuiti nei diversi Blocchi, e così suddivisi:
Blocco “A”
•
realizzazione di nuovo solaio di sbarco dell’ascensore, a tutti i piani;
•
realizzazione di plinto di fondazione del nuovo ascensore panoramico.
Blocco “B”
•
rifacimento del solaio di calpestio del piano sottotetto
•
realizzazione di nuova serie di pilastri al piano secondo
•
realizzazione di pilastri di sostegno del tetto
•
realizzazione di nuovo vano corsa per montaletto dal piano terra al piano secondo
•
realizzazione di porzione di solaio attorno al vano corsa
•
rifacimento di rampe di scala dal piano terra al primo
•
realizzazione di nuove rampe di scala dal piano secondo al sottotetto
Blocco “C”
•
realizzazione di palificata in C.A. per formazione piano interrato del nuovo corpo di
ampliamento all’angolo tra C.so casale e Via Figlie dei Militari;
•
realizzazione di struttura di sostegno, a tutti i piani, con relativi orizzontamenti, del nuovo
corpo di ampliamento;
•
realizzazione di nuovo vano corsa per montaletto, dal piano interrato al piano sottotetto
compreso;
•
realizzazione di nuovo solaio in C.A. di calpestio del piano sottotetto.
Ci sono poi altri interventi che si ripetono nei diversi Blocchi e come tali sono stati descritti negli
elaborati di progetto e compensati, si tratta di:
1. allargamento di passate esistenti;
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2. rinforzi strutturali di vario tipo
3. opere di sottofondazione.
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SEZIONE V ELENCHI PREZZI
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CAPITOLO VI ELENCHI PREZZI
ART.56 NUOVI PREZZI AGGIUNTIVI
56.1 Nuovi prezzi aggiuntivi opere architettoniche
NP-E-01
FORNITURA E POSA IN OPERA DI PAVIMENTO IN PALCHETTO €
90,20 mq.
Prezzo già approvato con Determinazione Dirigenziale del 03/12/2004 n. mecc. 200411198/63 esec.
dal 29/12/2004
Fornitura e posa di pavimento sportivo-industriale è costituito da lamelle di piccole dimensioni,
opportunamente assemblate fra loro e compattate in blocchetti a forma di parallelepipedo, l’essenza
scelta è il Rovere.
I blocchetti dovranno essere posati a correre creando un effetto di rigatura fine continua, divisa in fasce
regolari di passo pari alla larghezza dei blocchetti.
Dimensioni: spessore: 14 mm,
larghezza dei blocchetti: 160/200/220/250 mm a seconda delle essenze;
larghezza dei listelli: mm 10/14/20 a seconda delle essenze;
Classificazione: extra norme UNI: tollerate presenze di nodini, tracce di alburno, sgranature di
lavorazione; per facilitarne la posa i listelli sono tenuti insieme da due fasce laterali in polietilene che
vengono eliminate durante le operazioni di levigatura del pavimento. Dopo la levigatura lo spessore del
materiale risulta essere di circa 1-1,1 cm. La voce comprende la posa a colla dei blocchetti forniti
preformati con le fasce in polietilene, la raschiatura e la verniciatura.
La Ditta fornitrice del materiale in legno ne dovrà certificare un grado di umidità interno ≤ 10%.
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa, l’assistenza muraria e la posa ed ogni altro onere e magistero per
dare il lavoro finito in opera.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche di capitolato.
NP-E-02
FORNITURA DI PAVIMENTO IN GRES € 77,60 mq.
Prezzo già approvato con Deliberazione Giunta Comunale del 07/12/2004 n. mecc. 200411284/63
esec. dal 25/12/2004
Fornitura di pavimento in piastrelle di gres fine porcellanato compatto ed inassorbente, dim. 60x60 spessore 14 mm, con finitura naturale o lappata, con bordi rettificati a spigolo vivo, avente le seguenti
caratteristiche:
-
piastrelle ottenute per pressatura a secco a 4000 ton, di impasti pregiati (sabbie quarzifere e
feldspati, ecc) atomizzati e sottoposti a cottura di almeno 90 min. a 1220 °C.
-
impasto a tutta massa e superficie strutturata
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-
durezza superficiale (Mhos)
UNI EN101
Mohs 9
-
resistenza all’attacco chimico
ISO 10545 - 13
ULA - UHA
-
resistenza alle macchie
ISO 10545 - 14
Classe 5
-
spessore
UNI EN 98
14 mm
-
resistenza al gelo secondo
ISO 10545 - 12
ingelivo
-
assorbimento d’acqua
ISO 10545 - 3
≤0,05%
-
carico di rottura, secondo
ISO 10545 - 4
> 550 Kg/cmq;
-
resistenza all’abrasione profonda
ISO 10545 - 6
≤134 mm³
-
resistenza alla scivolosità, conforme alle direttive CEE 89/106 ed in particolare al D.M. 14.06.89
n. 236 relativo agli ambienti di uso pubblico:
≥ 0.6
metodo ASTMC (fondo asciutto o bagnato)
-
indicato per superfici ad alto traffico, aspetto superficiale simile alla Pietra di Luserna o a scelta
della D.L..
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche di capitolato.
NP-E-03
FORNITURA E POSA DI SERRAMENTI ESTERNI IN PROFILI DI
ALLUMINIO ESTRUSO CON DOTAZIONE DI APERTURA AD ANTA E A WASISTAS
(ANTA-RIBALTA) € 483,50 mq.
Prezzo già approvato con Deliberazione Giunta Comunale del 19/12/2006 n. mecc. 200610285/63
esec. dal 05/01/2007
Fornitura e posa di serramenti esterni in profili di alluminio estruso con dotazione di apertura ad anta e
a wasistas.
Serramenti in profilati in lega di alluminio con telaio di larghezza di mm. 65, come l’anta complanare
sia all’esterno che all’interno di porte e finestre, mentre l’anta a sormonto di porte e finestre misurerà
75 mm. Le ali di battuta dei profili di telaio fisso saranno alte 25 mm. Le pareti in vista, interne ed
esterne, dei profili avranno spessore nominale di 2 mm. Il collegamento tra la parte interna e quella
esterna dei profili sarà realizzato in modo continuo e definitivo mediante listessi di materiale sintetico
termicamente isolante garantendo un valore di trasmittanza compreso nel gruppo prestazionale 2.1
secondo DIN 4108 (2,0 < Ur <= 2,8 W/mq°K). Tale resistenza, misurata su profili già trattati o
sottoposti
a
ciclo
termico
idoneo,
sarà
superiore
a
2,4
K
N. I listelli isolanti dovranno avere una larghezza minima di 17,5 mm. per i profili delle porte e 27,5
mm. per i telai fissi e le ante finestre.
La maniglia sarà del tipo ad innesto frontale rapido con meccanismo a scomparsa dotate di mollette in
nylon antivibrazione e compassi in acciaio inossidabile. Le guarnizioni cingivetro saranno in
elastomero.
I vetri saranno del tipo isolanti vetrocamera, colore neutro, conforme a norme UNI 7171, UNI 7696,
UNI 7172 composti da una lastra esterna di sicurezza composta da due lastre di cristallo interposte da
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un film polivinilbutirrale spessore mm. 0,38 per uno spessore complessivo di mm. 8; intercapedine da
8 mm; lastra interna di sicurezza VISARM 53 composta da due lastre di cristallo interposte da un film
polivinilbutirrale spessore mm. 0,38 per uno spessore complessivo di mm. 6
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa, l’assistenza muraria e la posa ed ogni altro onere e magistero per
dare il lavoro finito in opera.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche previste in capitolato.
NP-E-04
FORNITURA DI PRUNUS ARMENIACA (ALBICOCCO) € 32,00 cad.
Prezzo desunto da preziario Assoverde – Associazione Italiana Costruttori del Verde
Fornitura di prunus armeniaca, detto albicocco.
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche di capitolato.
NP-E-05
FORNITURA E POSA IN OPERA DI RIVESTIMENTO ANTIURTO €
41,00 mq.
Fornitura e posa rivestimento murale biologicamente e chimicamente inerte e non tossico, consistente
in uno strato di solfato di calcio (100% gesso), protetto da un tessuto non tessuto in fibra di vetro molto
sottile, la cui superficie è impressa con colori solubili in acqua non contenenti metalli pesanti e soventi.
I tessuti sono trattati con uno speciale appretto che ne facilita la messa in opera e la compatibilità con
vari tipi di pitture impiegate per la tinteggiatura finale delle superfici. La posa in opera avviene su
muro pulito, con stesa a rullo di idoneo collante diluito al 10% sul quale viene fatto aderire il tessuto,
pressandolo con una spatola di plastica dal centro verso i bordi.
caratteristiche tecniche costruttive:
-
reazione al fuoco:
il materiale deve essere omologato in classe 0 (zero)
-
– norma UNI ISO 1182
in opera non emette sostanze volatili – VOC free – UNI EN 12149
sostanze nocive per l’ozono, particelle pericolose, gas e radiazioni
-
non contiene formaldeide, metalli pesanti, solventi, sostanze tossiche;
-
conforme alle Norme UE. atossicità, igiene ambientale e sicurezza, requisiti essenziali sui
materiali Dir. CEE 89/106, n. C 62/6.
-
Certificato
ISO 9001 (Qualità totale)
ISO 14001 (eco e bio compatibile, eco e bio sostenibile)
Proprietà fisiche:
-
-
Peso totale:
± 400 g/mq
Fibra di vetro:
± 50 g/mq
Solfato di calcio:
± 350 g/mq
Spessore totale:
± 0,50 g/mq
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Capitolato Speciale d’Appalto
-
Istituto Carlo Alberto, C.so Casale 56
Fibra di vetro:
± 0,20 g/mq
Solfato di calcio:
± 0,30 g/mq
Altezza del rivestimento:
± 140 cm bobina: ± 30 ml
Il prodotto deve essere omologato resistente agli urti, agli strappi, ai detersivi ed ai disinfettanti.
Per il mantenimento delle caratteristiche di omologazione alla Classe 0 (zero) il materiale deve essere
posato con malta cementizia.
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa, l’assistenza muraria e la posa ed ogni altro onere e magistero per
dare il lavoro finito in opera.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche di capitolato.
NP-E-06
FORNITURA E POSA IN OPERA DI PORTE INTERNE € 450,60 mq.
Prezzo già approvato con Determinazione Dirigenziale del 21/09/2005 n. mecc. 200507748/63 esec.
dal 07/11/2005
1^ possibilità - Fornitura e posa in opera di porte interne con telaio in legno massiccio e imbotte
rivestito in alluminio verniciato, così composte:
Battente costituito da :
-
telaio perimetrale portante formato da montanti e traverse realizzati con n° 2 profili in legno
massiccio, sezione d’ingombro 42 x 51 mm circa, avente umidità media del 10%
opportunamente sagomato;
-
n° 2 tappi serratura in legno massello duro, opportunamente inseriti nel telaio perimetrale,
aventi la funzione di permettere per lo stesso pannello la foratura sia destra che a sinistra;
-
riempimento con struttura alveolare in cartone da 230 gr/mq., in maglia da mm. 25, tutte in
comunicazione fra loro per mezzo di fori che permettono la fuoriuscita dei gas, sottoposto ad
opportuni trattamenti “antimuffa ed antiparassitari” e successiva disidratazione, idoneo alla
doppia pressata e avente resistenza alla compressione di 2,4 kg/cmq.;
-
pennellatura di tamponamento su ambo le facce realizzata con pannello in MDF (Medium
Density Fiber), spessore mm.4 e densità 700 kg/mc (+/- 5%) umidità 8,64%, flessione statica
N7mmq 19,62, trazione perpendicolare N7mmq 0,6, fissato al telaio perimetrale portante
mediante colla ureica e pressato con metodo MENDE;
-
finitura superficiale realizzata con laminato plastico finitura opaco, spessore nominale 0,9 mm
e sagome ornamentali realizzate in alluminio spessore 0,8 mm;
-
tutto il perimetro è rivestito, a funzione protettiva, con profili estrusi di 15/10 di alluminio 6060
allo stato bonificato TA16 (UNI P-A1.MG.SI-3569-66) dimensioni mm. 51x24 . con
trattamento superficiale di verniciatura a fuoco con polveri epossidiche.
-
ove necessario, il profilo è completato con apposita griglia di ventilazione a filo pavimento
realizzata con uguale materiale.
Cassonetto o imbotte con giunto telescopico di cm. 2 per il recupero di eventuale tolleranze degli
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spessori della muratura, completo di coprifili e realizzato con profilati estrusi in lega primaria di
alluminio 6060 allo stato bonificato TA16 (UNI P-A1.MG.SI-3569-66) verniciato a fuoco con polveri
epossidiche, provvisto di dispositivi di fissaggio, alloggiati in appositi pressori preinstallati e completo
di guarnizioni realizzate in etilene propilene (EPDM) colore nero per la tenuta all’aria e al rumore
montate nelle apposite sedi.
Ferramenta composta da :
-
n° 3 cerniere regolabili in acciaio al carbonio C10 deformate a freddo, tipo “anuba” a tre gambi,
diametro esterno mm. 14, per ciascun battente, che possano permettere un’apertura fino a 180°;
-
serratura tipo patent foro quadro 8, chiave a cifratura unica, costruita in lamiera di acciaio
stampata spessore 10/10 mm, con molle in acciaio armonico C90, prelubrificata e garantita per
300.000 manovre- può essere montata in variante una serratura tipo “YALE”;
-
maniglia tipo “Paris” in alluminio puro anodizzato elettronicamente mediante 5 passaggi,
finitura argento; posta a cm. 95 da terra;
-
nella porta a due ante vengono montati sull’anta semifissa catenacci superiore-inferiore
-
Nelle porte a 2 ante la bordatura centrale dell’anta secondaria è realizzata in profilo di
alluminio estruso che funge anche da riscontro dell’anta principale, in essa sono ricavate le
asole per i catenacci superiori ed inferiori con sblocco centrale a cm. 105 da terra.
-
Il catenaccio inferire è riscontrato da un pozzetto in bronzo fissato sul pavimento per evitare
sbrecciature delle piastrelle e le conseguenti vibrazioni dell’anta inevitabili con il trascorrere
del tempo. Il pozzetto è dotato di pistoncino a molla per la chiusura del foro all’apertura del
catenaccio per evitare che si riempia di sporco o di polvere.
2^ possibilità - Fornitura e posa in opera di porte interne ad anta scorrevole, con telaio in legno
massiccio e imbotte rivestito in alluminio verniciato, così composte:
Battente costituito da :
-
telaio perimetrale portante formato da montanti e traverse realizzati con n° 2 profili in legno
massiccio, sezione d’ingombro 42 x 51 mm circa, avente umidità media del 10%
opportunamente sagomato;
-
n° 2 tappi serratura in legno massello duro, opportunamente inseriti nel telaio perimetrale,
aventi la funzione di permettere per lo stesso pannello la foratura sia destra che a sinistra;
-
riempimento con struttura alveolare in cartone da 230 gr/mq., in maglia da mm. 25, tutte in
comunicazione fra loro per mezzo di fori che permettono la fuoriuscita dei gas, sottoposto ad
opportuni trattamenti “antimuffa ed antiparassitari” e successiva disidratazione, idoneo alla
doppia pressata e avente resistenza alla compressione di 2,4 kg/cmq.;
-
pannellatura di tamponamento su ambo le facce realizzata con pannello in MDF (Medium
Density Fiber), spessore mm.4 e densità 700 kg/mc (+/- 5%) umidità 8,64%, flessione statica
N7mmq 19,62, trazione perpendicolare N7mmq 0,6, fissato al telaio perimetrale portante
mediante colla ureica e pressato con metodo MENDE;
-
finitura superficiale realizzata con laminato plastico finitura opaco, spessore nominale 0,9 mm
e sagome ornamentali (ved. Modelli Cocif) realizzate in alluminio spessore 0,8 mm;
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tutto il perimetro è rivestito, a funzione protettiva, con profili estrusi di 15/10 di alluminio 6060
allo stato bonificato TA16 (UNI P-A1.MG.SI-3569-66) dimensioni mm. 51x24 . con
trattamento superficiale di verniciatura a fuoco con polveri epossidiche.
-
ove necessario, il profilo è completato con apposita griglia di ventilazione a filo pavimento
realizzata con uguale materiale.
Imbotte realizzato con profilati estrusi in lega primaria di alluminio 6060 allo stato bonificato TA16
(UNI P-A1.MG.SI-3569-66) verniciato a fuoco con polveri epossidiche, è composto da un montante
centrale di battuta fisso che accoglie ai due lati i coprifili con giunti telescopici per il recupero di
eventuale tolleranze degli spessori della muratura. L’ imbotte standard copre uno spessore parete che
va da cm. 10,4 a cm. 13, per eventuali pareti con spessori superiori rispetto allo standard, si dovrà
inserire uno apposito stipite di compensazione a scatto.
Ferramenta composta da :
-
serratura tipo a gancio in alluminio con finitura argento.
La voce comprende e compensa anche la fornitura e posa della necessaria struttura a camera da
posizionare per lo scorrimento dell’anta all’interno del muro: il maggior onere della differente
tipologia è compensata con una maggiorazione del 30% rispetto alla normale porta interna opaca ad
una o a due ante descritta all’articolo precedente.
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa, l’assistenza muraria e la posa ed ogni altro onere e magistero per
dare il lavoro finito in opera.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche di capitolato.
NP-E-07
FORNITURA DI ACTINIDIA CHINENSIS (KIWI) € 39,00 cad.
Prezzo desunto da preziario Assoverde – Associazione Italiana Costruttori del Verde
Fornitura di actinidia chinensis, detto kiwi.
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche di capitolato.
NP-E-08
FORNITURA E POSA IN OPERA DI PAVIMENTAZIONE IN GOMMA TIPO
SPORTIVO PER USO INTERNO €47,80 mq.
Prezzo già approvato con Deliberazione Giunta Comunale del 19/12/2006 n. mecc. 200610285/63
esec. dal 05/01/2007
Fornitura e posa di pavimentazione di tipo sportivo in gomma per uso interno.
Pavimento calandrato e vulcanizzato a base di gomma naturale e sintetica, cariche minerali,
vulcanizzanti, stabilizzanti e pigmenti coloranti. Formato da uno strato di usura con superficie liscia,
antisdrucciolevole, tonalità semiunita, vulcanizzato ad un sottostrato portante smerigliato per attacco
adesivo, così da diventare un materiale unico a spessore costante di mm 3,5 (6,4 Kg/m²) nel formato
telo di altezza cm 183, incollato al sottofondo con appositi collanti.
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Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa, l’assistenza muraria e la posa ed ogni altro onere e magistero per
dare il lavoro finito in opera.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche previste in capitolato.
NP-E-09
REALIZZAZIONE DI VESPAIO AERATO € 25,90 mq.
Prezzo già approvato con Determinazione Dirigenziale del 21/09/2005 n. mecc. 200507748/63 esec.
dal 07/11/2005
Fornitura e posa di elementi modulari in polipropilene riciclato, con calotta sferica di dimensione
planimetrica 50x50 cm., posa a secco di casseri a perdere modulari e ferma getto L-plast su un
sottofondo in magrone già predisposto, in modo da formare pilastrini col piano di appoggio.
Previa formazione di pozzetti dotati di griglia e completi di tubazione di ventilazione del vespaio
interrato, gli sbocchi dovranno essere dotati di tubo di esalazione con cappello alettato, per impedire
l’accesso all’acqua ed agli animali, saranno realizzate in acciaio tinteggiato dello stesso colore della
muratura o se terminanti nei pozzetti dello stesso colore della rifinitura interna dello stesso.
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa, l’assistenza muraria e la posa ed ogni altro onere e magistero per
dare il lavoro finito in opera.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche di capitolato.
NP-E-10
FORNITURA DI PAVIMENTO IN CERAMICA € 27,20 mq.
Fornitura di piastrelle di gres porcellanato smaltate, con le seguenti caratteristiche:
-
Classificazione del prodotto
UNI EN 14411
Appendice H
Gruppo B1b
-
assorbimento d’acqua,
ISO 10545 - 3,
≤ 0,5 % ≤ E ≤ 1,5;
-
resistenza alla flessione/sforzo di rottura
ISO 10545 - 4,
N/mm² 30 ± 50
-
resistenza all’abrasione superficiale
ISO 10545 – 7 Classi PEI 0-5
2- 4
≤ 7 MK¯
1
-
coefficiente dilatazione termica lineare
ISO 10545 – 8
-
resistente agli sbalzi termici
ISO 10545 – 9
conforme
-
resistenza al cavillo
ISO 10545 – 11
richiesta
conforme
-
resistente al gelo
ISO 10545 – 12
richiesta
conforme
-
resistenza all’attacco chimico
ISO 10545 – 13
-
resistenza alla scivolosità, conforme alle direttive CEE 89/106 ed in particolare al D.M. 14.06.89
A - AA
n. 236 relativo agli ambienti di uso pubblico, con coefficiente di attrito medio (µ) maggiore di 0.4
(metodo B.C.R., ad elemento scivolante gomma su fondo bagnato e cuoio su fondo asciutto) c/o
classe R9 secondo DIN 51130.
Le piastrelle previste in progetto, con le caratteristiche sopra elencate, saranno in tinta unita con
superfici matt o lucide:
- in formato 15x15, 20x20, 30x30 per i pavimenti;
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- in formato 5x5, 10x10, 5x20, 2,5x2,5 su rete per rivestimenti, colori a scelta della D.L.
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche di capitolato.
NP-E-11
FORNITURA E POSA IN OPERA DI DISPOSITIVO DI EVACUAZIONE
AUTOMATICA DEI FUMI € 691,70 cad.
Prezzo già approvato con Deliberazione Giunta Comunale del 20/12/2002 n. mecc. 200210502/63
esec. dal 29/12/2002
Fornitura e posa di dispositivo per l’apertura automatica dell’anta a wasistas e per l’evacuazione dei
fumi e calore (EFC). Tale dispositivo, che entrerà in funzione contemporaneamente all’impianto di
allarme antincendio, dovrà avere le caratteristiche previste dalle norme UNI 9494, sarà completo di
bomboletta di CO2 da gr. 200 ed ampolla termosensibile tarata a 68°. Lo specifico nuovo prezzo,
compensa la fornitura e posa su anta pre montata.
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa, l’assistenza muraria e la posa ed ogni altro onere e magistero per
dare il lavoro finito in opera.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche di capitolato.
NP-E-12
FORNITURA E POSA IN OPERA DI ZOCCOLINO IN GOMMA € 17,60
ml.
Prezzo già approvato con Deliberazione Giunta Comunale del 19/12/2006 n. mecc. 200610285/63
esec. dal 05/01/2007
Fornitura e posa di zoccolino con raccordo a pavimento, sp mm. 2,00 Elemento preformato ad “L” in
gomma con altezza cm. 10 in barre da ml. 10 atto a garantire un raccordo saldabile tra pavimento e
parete nei colori a scelta della D.L., in tinta unita in armonia col colore della pavimentazione adiacente.
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa, l’assistenza muraria e la posa ed ogni altro onere e magistero per
dare il lavoro finito in opera.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche di capitolato.
NP-E-13
FORNITURA DI ERIOBOTRYA JAPONICA (NESPOLO GIAPPPONESE)
€ 88,00 cad.
Prezzo desunto da preziario Assoverde – Associazione Italiana Costruttori del Verde
Fornitura di eriobotrya japonica, detto nespolo giapponese.
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche di capitolato.
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NP-E-14
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FORNITURA DI CALYCANTHUS FLORIDUS - PRAECOX € 39,00 cad.
Prezzo desunto da preziario Assoverde – Associazione Italiana Costruttori del Verde
Fornitura di calycanthus floridus o praecox.
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche di capitolato.
NP-E-15
FORNITURA E POSA IN OPERA DI PARASPIGOLI DI ALTEZZA PARI A
CM. 120 € 49,00 cad.
Prezzo già approvato con Deliberazione Giunta Comunale del 19/12/2006 n. mecc. 200610285/63
esec. dal 05/01/2007
Fornitura e posa di coprispigolo composto da un profilo estruso in alluminio di spess.mm.1,77 di
forma angolare per un’apertura di mm.50,80 per lato.La parte in alluminio, con altezza standard di
mm.3660 è rivestita a scatto da un profilo corrispondente vinilico, colorato in pasta, leggermente
goffrato, non modificabile agli urti, con spess.mm.2,03, disponibile in un’ampia gamma di colori.E’
corredato di terminali di chiusura, nella stessa tonalità di colore del profilo e perfettamente complanari
ad esso.
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa, l’assistenza muraria e la posa ed ogni altro onere e magistero per
dare il lavoro finito in opera.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche di capitolato.
NP-E-16
FORNITURA DI RIVESTIMENTO IN CERAMICA € 27,20 mq.
Fornitura di piastrelle di gres porcellanato smaltate, con le seguenti caratteristiche:
-
Classificazione del prodotto
UNI EN 14411
Appendice H
Gruppo B1b
-
assorbimento d’acqua,
ISO 10545 - 3,
≤ 0,5 % ≤ E ≤ 1,5;
-
resistenza alla flessione/sforzo di rottura
ISO 10545 - 4,
N/mm² 30 ± 50
-
resistenza all’abrasione superficiale
ISO 10545 – 7 Classi PEI 0-5
-
coefficiente dilatazione termica lineare
ISO 10545 – 8
-
resistente agli sbalzi termici
ISO 10545 – 9
conforme
-
resistenza al cavillo
ISO 10545 – 11
richiesta
conforme
-
resistente al gelo
ISO 10545 – 12
richiesta
conforme
-
resistenza all’attacco chimico
ISO 10545 – 13
-
resistenza alla scivolosità, conforme alle direttive CEE 89/106 ed in particolare al D.M. 14.06.89
2- 4
≤ 7 MK¯1
A - AA
n. 236 relativo agli ambienti di uso pubblico, con coefficiente di attrito medio (µ) maggiore di 0.4
(metodo B.C.R., ad elemento scivolante gomma su fondo bagnato e cuoio su fondo asciutto) c/o
classe R9 secondo DIN 51130.
Le piastrelle previste in progetto, con le caratteristiche sopra elencate, saranno in tinta unita con
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superfici matt o lucide:
- in formato 15x15, 20x20, 30x30 per i pavimenti;
- in formato 5x5, 10x10, 5x20, 2,5x2,5 su rete per rivestimenti, colori a scelta della D.L.
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche di capitolato.
56.2 Corpi d’opera architettonici
CO-E-01
DEMOLIZIONI € 11,00 mc.
Demolizioni dei volumi da ristrutturare, calcolati sempre a metro cubo di vuoto per pieno ma al netto
delle murature perimetrali, suddivisi piano per piano, a partire dal piano interrato, ove presente, fino
all’intradosso dell’ultimo solaio utile. Come meglio specificato nel capitolato speciale d'appalto.
01.A02.A05.030
demolizione vuoto per pieno
€/mc
8,91
Totale fornitura materiali
Oneri ed utili d’impresa
24,30%
1,00
8,91
€.
8,91
€.
2,17
Totale
11,08
Arrotondamenti
CO-E-02
-
0,08
FORNITURA E POSA IN OPERA DI SERRAMENTI ESTERNI IN
LEGNO € 690,00 mq.
Fornitura e posa di serramenti esterni in legno. Tutti i serramenti esterni di nuova realizzazione,
opachi o vetrati, saranno in legno di pino lamellare in disegno analogo a quelli esistenti. I serramenti in
legno di pino lamellare, saranno realizzati con tre strati di legno incollati a fibre contrapposte, con
Classe d’incollaggio a norma UNI EN 204:2002. Tali serramenti saranno completi di vetro camera, di
vetri di sicurezza anche opachi o di vetro camera di sicurezza, secondo quanto specificatamente
indicato nell’Abaco, e saranno dati in opera, completi di tutta la ferramenta comprese le maniglie e gli
eventuali dispositivi di apertura o di maniglioni antipanico ove occorrenti.
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa, l’assistenza muraria e la posa ed ogni altro onere e magistero per
dare il lavoro finito in opera.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche di capitolato.
01.A17.A80.005
fornitura e posa falsotelaio
€/mq
01.A17.B10.155
fornitura serramento
€/mq
01.A18.B20.005
posa serramento
€/mq
27,37
1,00
27,37
244,01
1,20
292,81
34,97
1,00
34,97
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01.A17.F20.005
fornitura arganelli
€/cad
01.A17.F30.005
posa arganelli
€/cad
01.A20.F32.005
decorazione serramento - fondo
26,86
2,00
53,72
13,61
2,00
27,22
8,40
2,00
16,80
7,89
2,00
15,78
59,16
1,00
59,16
27,15
1,00
27,15
€/mq
01.A20.F40.020
decorazione serramento
€/mq
01.P20.B01.045
fornitura vetri
€/mq
01.A15.A10.015
posa vetri
€/mq
555,00
Oneri ed utili d’impresa
24,30%
€.
134,86
Totale
689,86
Arrotondamenti
CO-E-03
0,14
REALIZZAZIONE DI ABBAINO PER PORTAFINESTRA € 3.700,00 cad.
Fornitura e posa in opera di abbaini predisposti per portafinestra, dati in opera con gli stessi
componenti strutturali e di finitura usati per la realizzazione dell’orditura del tetto e del suo manto
isolante soprastante. Avranno il fronte in muratura piena, realizzato in disegno analogo a quelli
esistenti, il cui fronte dovrà essere scrupolosamente conservato durante le operazioni di demolizione
del tetto. Gli abbaini, in analogia a quelli esistenti, avranno tetto a due falde con manto in coppi, ed i
fianchi esterni esposti alle intemperie, rivestiti in lamiera di rame sp.8/10. Il dettaglio di tutti i
componenti è riportato nella specifica tavola di progetto.
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa, l’assistenza muraria e la posa ed ogni altro onere e magistero per
dare il lavoro finito in opera.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche di capitolato.
01.P16.G00.005
Fornitura di travi, travetti e simili per strutture in legno
lamellare
01.A17.A70.005
€/mc
Posa in opera di travi, travetti e simili in legno lamellare
01.P16.G00.005
571,28
0,19
108,59
270,07
0,19
51,31
571,28
1,09
622,69
270,07
1,09
295,18
10,72
40,48
433,78
3,81
40,48
154,04
5,00
44,53
222,82
€/mc
Fornitura di travi, travetti e simili per strutture in legno
lamellare - perline
01.A17.A70.005
€/mc
€/mc
Posa in opera di travi, travetti e simili in legno lamellare
01.P09.N00.005
Pannelli autoportanti a geometria variabile in polistirene
espanso
€/mq
01.A09.G50.005
Posa in opera di materiali per isolamento
€/mq
01.P10.F20.005
Telo impermeabile sintetico
€/mq
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01.A09.B22.005
Posa a secco di manti sintetici
€/mq
01.A09.A10.005
Realizzazione di tetto a tegole curve
€/mq
01.A19.A10.005
Tubi pluviali, doccioni, converse, faldali, compreso ogni
accessorio, dati in opera
6,01
44,53
267,60
47,14
9,68
456,28
16,87
21,50
362,72
€/kg
2.975,01
Oneri ed utili d’impresa
24,30%
€.
722,93
Totale
3.697,93
Arrotondamenti
CO-E-04
2,07
REALIZZAZIONE DI ABBAINO PER FINESTRA € 2.912,00 cad.
Fornitura e posa in opera di abbaini predisposti per finestra, dati in opera con gli stessi componenti
strutturali e di finitura usati per la realizzazione dell’orditura del tetto e del suo manto isolante
soprastante. Avranno il fronte in muratura piena, realizzato in disegno analogo a quelli esistenti, il cui
fronte dovrà essere scrupolosamente conservato durante le operazioni di demolizione del tetto. Gli
abbaini, in analogia a quelli esistenti, avranno tetto a due falde con manto in coppi, ed i fianchi esterni
esposti alle intemperie, rivestiti in lamiera di rame sp.8/10. Il dettaglio di tutti i componenti è riportato
nella specifica tavola di progetto.
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa, l’assistenza muraria e la posa ed ogni altro onere e magistero per
dare il lavoro finito in opera.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche di capitolato.
01.P16.G00.005
Fornitura di travi, travetti e simili per strutture in legno
lamellare
01.A17.A70.005
€/mc
Posa in opera di travi, travetti e simili in legno lamellare
01.P16.G00.005
571,28
0,19
108,59
270,07
0,19
51,31
571,28
0,86
491,30
270,07
0,86
231,01
10,72
31,68
339,48
3,81
31,68
120,55
5,00
34,85
174,38
6,01
34,85
209,42
47,14
9,68
456,28
€/mc
Fornitura di travi, travetti e simili per strutture in legno
lamellare - perline
01.A17.A70.005
€/mc
€/mc
Posa in opera di travi, travetti e simili in legno lamellare
01.P09.N00.005
Pannelli autoportanti a geometria variabile in polistirene
espanso
€/mq
01.A09.G50.005
Posa in opera di materiali per isolamento
€/mq
01.P10.F20.005
Telo impermeabile sintetico
€/mq
01.A09.B22.005
Posa a secco di manti sintetici
€/mq
01.A09.A10.005
Realizzazione di tetto a tegole curve
€/mq
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Capitolato Speciale d’Appalto
Istituto Carlo Alberto, C.so Casale 56
01.A19.A10.005
€/kg
Tubi pluviali, doccioni, converse, faldali, compreso ogni
accessorio, dati in opera
16,87
160,27
9,50
2.342,60
Oneri ed utili d’impresa
24,30%
€.
569,25
Totale
2.911,85
Arrotondamenti
0,15
CO-E-05
FORNITURA E POSA DI PAVIMENTO IN LINOLEUM € 66,05 mq.
Fornitura e posa di linoleum per pavimenti. La pavimentazione dovrà essere realizzata in linoleum a
teli, tipo e colore a scelta D.L. composto da olio di lino ossidato, resine naturali, farina di legno,
pigmenti e riempitivi inerti, con un supporto in tela di juta (EN 548). Dovrà inoltre soddisfare le norma
EN 14041 e possedere il marchio CE.
La superficie dovrà avere un finish protettivo di fabbrica, resistente all’usura, antisporco e
difficilmente rimovibile. L’unità produttiva dovrà essere certificata ISO 9001 e 14001.
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa, l’assistenza muraria e la posa ed ogni altro onere e magistero per
dare il lavoro finito in opera.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche di capitolato.
01.A12.A10.005
lisciatura
€/mq
01.A12.A40.005
antiumido
€/mq
01.A09.E60.005
fissativo
€/mq
01.P11.E10.020
fornitura linoleum
€/mq
01.A12.E00.005
posa linoleum
€/mq
01.P11.E72.005
01.A12.E22.005
cordoncino saldatura
posa cordoncino
6,90
1,00
6,90
5,70
1,00
5,70
6,35
1,00
6,35
14,99
1,00
14,99
10,06
1,00
10,06
0,98
3,00
2,94
2,06
3,00
6,18
€/ml
€/ml
53,12
Oneri ed utili d’impresa
24,30%
€.
12,91
Totale
66,03
Arrotondamenti
CO-E-06
0,02
FORNITURA E POSA DI ZOCCOLINO IN LINOLEUM € 27,05 ml.
Fornitura e posa di zoccolino in linoleum per pavimenti, con raccordo a pavimento, sp mm. 2,00.
Elemento preformato ad “L” con altezza cm. 10 in barre da ml. 10 atto a garantire un raccordo
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saldabile tra pavimento e parete nei colori a scelta della D.L., in tinta unita in armonia col colore della
pavimentazione adiacente.
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa, l’assistenza muraria e la posa ed ogni altro onere e magistero per
dare il lavoro finito in opera.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche di capitolato.
01.A12.A10.005
lisciatura
€/mq
01.A12.A40.005
antiumido
€/mq
01.A09.E60.005
fissativo
€/mq
01.P11.E83.005
fornitura zoccolo in linoleum
€/ml
01.A12.E40.010
posa zoccolo in linoleum
€/ml
01.P11.E72.005
cordoncino saldatura
€/ml
01.A12.E40.010
posa cordoncino
€/ml
6,90
0,20
1,38
5,70
0,20
1,14
6,35
0,20
1,27
7,46
1,50
11,19
3,76
1,00
3,76
0,98
1,00
0,98
2,06
1,00
2,06
21,78
Oneri ed utili d’impresa
24,30%
€.
5,29
Totale
27,07
Arrotondamenti
-
0,02
56.3 Corpi d’opera strutturali
CO-S-01
REALIZZAZIONE DI RINFORZO PER PASSATA NELLA MURATURA
FINO A CM. 120 € 789,50 cad.
Realizzazione di rinforzo strutturale con putrelle metalliche per realizzazione di passata attraverso
muratura in mattoni pieni, apertura finita entro i 120 cm., mediante taglio della muratura esistente,
fornitura e posa di elementi metallici, perforazioni , fissaggi e ripristino muratura.
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa, l’assistenza muraria e la posa ed ogni altro onere e magistero per
dare il lavoro finito in opera.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche di capitolato.
01.A02.B20.020
taglio a sezione obbligata
€/mc
01.P12.E10.005
profilati per putrelle
€/kg
01.P12.C00.040
barre in acciaio
€/kg
01.A03.C05.005
perforazioni
€/ml
01.P02.E50.005
betoncino
€/kg
412,71
0,18
74,29
0,46 69,00
31,74
0,44
5,39
2,37
31,86
2,70
86,02
0,56 108,00
60,48
Settore Tecnico Ristrutturazioni e Nuove Opere per il Sociale
Arch. Lina Munari
Pagina 214 di 256
Capitolato Speciale d’Appalto
01.P04.A60.010
mattoni pieni
Istituto Carlo Alberto, C.so Casale 56
€/cad
0,21 28,00
5,88
Totale fornitura materiali
Oneri ed utili d’impresa
260,78
24,30%
€.
u.m.
63,37
Unitario
Quanti
tà
Noli trasporti e mano d’opera
Importo
Trasporti
%
0
1
-
Movimentazione in cantiere
%
0
1
-
Materiali minuti
%
0
1
-
Nolo macchina operatrice
%
0
1
-
Operaio Specializzato
€/n
30,07
8
240,56
Operaio Qualificato
€/n
28,10
8
224,80
Operaio Comune
€/n
25,53
0
-
Totale Noli, Trasporti e Mano d’opera
€.
465,36
Totale
789,51
Arrotondamenti
CO-S-02
-
0,01
REALIZZAZIONE DI RINFORZO PER PASSATA NELLA MURATURA
FINO A CM. 180 € 933,85 cad.
Realizzazione di rinforzo strutturale con putrelle metalliche per realizzazione di passata attraverso
muratura in mattoni pieni, apertura finita entro i 180 cm., mediante taglio della muratura esistente,
fornitura e posa di elementi metallici, perforazioni , fissaggi e ripristino muratura.
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa, l’assistenza muraria e la posa ed ogni altro onere e magistero per
dare il lavoro finito in opera.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche di capitolato.
01.A02.B20.020
taglio a sezione obbligata
€/mc
01.P12.E10.005
profilati per putrelle
€/kg
01.P12.C00.040
barre in acciaio
€/kg
01.A03.C05.005
perforazioni
€/ml
01.P02.E50.005
betoncino
€/kg
01.P04.A60.010
mattoni pieni
€/cad
412,71
0,23
94,92
0,46 106,28
48,89
0,44
9,00
3,96
31,86
4,50
143,37
0,56 140,40
78,62
0,21 34,00
7,14
Totale fornitura materiali
Oneri ed utili d’impresa
376,91
24,30%
u.m.
€.
91,59
Unitario
Quanti
tà
Noli trasporti e mano d’opera
Importo
Trasporti
%
0
1
-
Movimentazione in cantiere
%
0
1
-
Materiali minuti
%
0
1
-
Nolo macchina operatrice
%
0
1
-
Operaio Specializzato
€/n
30,07
8
240,56
Operaio Qualificato
€/n
28,10
8
224,80
Operaio Comune
€/n
25,53
0
-
Settore Tecnico Ristrutturazioni e Nuove Opere per il Sociale
Arch. Lina Munari
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Capitolato Speciale d’Appalto
Istituto Carlo Alberto, C.so Casale 56
Totale Noli, Trasporti e Mano d’opera
CO-S-03
€.
465,36
REALIZZAZIONE DI RINFORZO PER PASSAGGIO VEICOLARE AL
PIANO TERRA € 6.427,80 cad.
Realizzazione di rinforzo strutturale con putrelle metalliche per allargamento della corsia di passaggio
veicolare al piano terra tra il cortile “A” e il cortile “B” al di sotto del blocco “B”, attraverso muratura
in mattoni pieni, mediante taglio della muratura esistente, fornitura e posa di elementi metallici,
perforazioni , fissaggi e ripristino muratura.
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa, l’assistenza muraria e la posa ed ogni altro onere e magistero per
dare il lavoro finito in opera.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche di capitolato.
01.A02.B20.020
taglio a sezione obbligata
€/mc
412,71
01.P12.E10.005
profilati per putrelle
€/kg
01.P12.E50.005
profilati tubolari
€/kg
01.P12.C00.040
barre in acciaio
€/kg
01.A03.C05.005
perforazioni
€/ml
01.P02.E50.005
betoncino
€/kg
01.P04.A60.010
mattoni pieni
€/cad
0,95
392,07
0,46 1101,71
506,79
0,62
239,04
148,20
0,44
9,60
4,22
31,86
9,60
305,86
0,56
600,40
336,22
0,21
516,00
108,36
Totale fornitura materiali
1.801,73
Oneri ed utili d’impresa
24,30%
Noli trasporti e mano d’opera
u.m.
€.
437,82
Unitario
Quantità
Importo
Trasporti
%
0
1-
Movimentazione in cantiere
%
0
1-
Materiali minuti
%
0
1-
Nolo macchina operatrice
%
0
1-
Operaio Specializzato
€/n
30,07
72 2.165,04
Operaio Qualificato
€/n
28,10
72 2.023,20
Operaio Comune
€/n
25,53
Totale Noli, Trasporti e Mano d’opera
€.
04.188,24
Totale
6.427,79
Arrotondamenti
0,01
Settore Tecnico Ristrutturazioni e Nuove Opere per il Sociale
Arch. Lina Munari
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Capitolato Speciale d’Appalto
CO-S-04
Istituto Carlo Alberto, C.so Casale 56
REALIZZAZIONE DI RINFORZO PER PASSATA SU SOGGIORNO €
3.370,10 cad.
Realizzazione di rinforzo strutturale con putrelle metalliche per realizzazione di passata attraverso
muratura in mattoni pieni nel soggiorno comune del blocco “B”, mediante taglio della muratura
esistente, fornitura e posa di elementi metallici, perforazioni , fissaggi e ripristino muratura.
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa, l’assistenza muraria e la posa ed ogni altro onere e magistero per
dare il lavoro finito in opera.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche di capitolato.
01.A02.B20.020
taglio a sezione obbligata
€/mc
01.P12.E10.005
profilati per putrelle
€/kg
01.P12.C00.040
barre in acciaio
€/kg
01.A03.C05.005
perforazioni
€/ml
01.P02.E50.005
betoncino
€/kg
01.P04.A60.010
mattoni pieni
412,71
0,37
152,70
0,46
412,63
189,81
0,44
38,33
16,87
31,86
10,80
344,09
0,56
224,10
125,50
0,21
49,50
10,40
€/cad
Totale fornitura materiali
839,36
Oneri ed utili d’impresa
24,30%
Noli trasporti e mano d’opera
u.m.
€.
203,96
Unitario
Quantità
Importo
Trasporti
%
0
1-
Movimentazione in cantiere
%
0
1-
Materiali minuti
%
0
1-
Nolo macchina operatrice
%
0
1-
Operaio Specializzato
€/n
30,07
40 1.202,80
Operaio Qualificato
€/n
28,10
40 1.124,00
Operaio Comune
€/n
25,53
Totale Noli, Trasporti e Mano d’opera
0-
€.
2.326,80
Totale
3.370,12
Arrotondamenti
0,02
CO-S-05
REALIZZAZIONE
DI
RINFORZO
PER
PASSATA
SU
MURI
TRASVERSALI € 1.234,35 cad.
Realizzazione di rinforzo strutturale con putrelle metalliche per realizzazione di passata attraverso
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muratura in mattoni pieni nei muri trasversali del blocco “B”, mediante taglio della muratura esistente,
fornitura e posa di elementi metallici, perforazioni , fissaggi e ripristino muratura.
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa, l’assistenza muraria e la posa ed ogni altro onere e magistero per
dare il lavoro finito in opera.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche di capitolato.
01.A02.B20.020
taglio a sezione obbligata
€/mc
412,71
0,25
103,18
01.P12.E10.005
profilati per putrelle
€/kg
0,46
120,84
55,59
01.P12.C00.040
barre in acciaio
€/kg
0,44
19,17
8,43
01.A03.C05.005
perforazioni
€/ml
31,86
5,40
172,04
01.P02.E50.005
betoncino
€/kg
0,56
151,20
84,67
01.P04.A60.010
mattoni pieni
€/cad
0,21
36,00
7,56
Totale fornitura materiali
431,47
Oneri ed utili d’impresa
24,30%
Noli trasporti e mano d’opera
u.m.
€.
104,85
Unitario
Quantità
Importo
Trasporti
%
0
1
-
Movimentazione in cantiere
%
0
1
-
Materiali minuti
%
0
1
-
Nolo macchina operatrice
%
0
1
-
Operaio Specializzato
€/n
30,07
12
360,84
Operaio Qualificato
€/n
28,10
12
337,20
Operaio Comune
€/n
25,53
0
-
Totale Noli, Trasporti e Mano d’opera
€.
698,04
Totale
1.234,36
Arrotondamenti
-
0,01
56.4 Nuovi prezzi aggiuntivi impianto idrico-sanitario
NP-IT-01
FORNITURA E POSA IN OPERA DI SEDIA DOCCIA € 1.311,00 cad.
Fornitura e posa in opera sedia mobile per doccia e WC.
Caratteristiche:
-
Struttura tubolare in acciaio con rivestimento antibatterico Rilsan Active
-
Cerniere e pezzi meccanici in acciaio inox.
-
Seduta, spalliera, poggiatesta, braccioli e poggiapiedi in poliuretano a celle chiuse in colore verde
-
Ruote girevoli Ǿ 100mm con freni.
-
Chiusura del buco sulla base per l’utilizzo del wc.
-
Chisura della seduta e supporti per la comoda.
-
Impugnatura di manovra.
-
Braccioli rimuovibili e avvolgenti, poggia piedi girevoli
Capacita’ e prestazioni
- Capacita’ di carico :
135kg
Settore Tecnico Ristrutturazioni e Nuove Opere per il Sociale
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Capitolato Speciale d’Appalto
- Peso della sedia :
21kg
- Altezza della seduta:
50cm
Istituto Carlo Alberto, C.so Casale 56
Conformità: Provvista di Marchio CE,conforme alla direttiva CE 93/42 del 14 giugno 1993 relativa ai
dispositivi medici.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche previste in capitolato.
NP-IT-02
FORNITURA E POSA IN OPERA DI PANNELLO DI CONTROLLO PER
BARELLA DOCCIA € 3.057,00 cad.
Fornitura e posa in opera di idoneo pannello di controllo monoblocco con vuotatoio, avente le seguenti
caratteristiche:
Pannello:
-
struttura metallica trattata anti corrosione, con dispositivo di fissaggio a muro.
-
rivestimento in unico pezzo in poliestere bianco con angoli arrotondati per una migliore pulizia.
-
miscelatore termostatico 28 litri/minuto su 3 bars con sicurezza anti bruciatura e valvole
antiritorno incorporate.
-
doccetta lavaggio paziente
-
doccetta disinfezione
-
rubinetti d’arresto da ¼ di giro per le doccette lavaggio e disinfezione
-
cassetta dell’acqua a valvola tipo « PRESTO »
-
sistema d’aspirazione automatico del disinfettante con riserva di 2 litri.
-
valvole d’accesso al sifone ed agli arrivi dell’acqua.
Dimensioni del pannello con vuotatolo: cm 140H x 65L, spessore del pannello: 16 cm, profondità del
vuotatolo: 37 cm
Vuotatoio : di forma trapezia con interno in acciaio inox,
Sicurezza : in caso di mancanza dell’acqua fredda, l’acqua calda viene interrotta immediatamente ad
evitare qualsiasi rischio di bruciature.
Il pannello di controllo con vuotatoio deve essere posto in opera sulle seguenti predisposizioni:
-
Scarico dell’acqua :tubo PVC Ø100mm dall’asse del pannello a 6 cm dal muro.
-
Arrivo dell'acqua calda con tubo di rame Ø 14/16 uscita 1/2. (15/21) con rubinetto
d’intercettazione da un 1/4 di giro a 25 cm a sinistra dell’asse del pannello e a 5 cm dal muro .
-
Arrivo dell'acqua fredda con tubo di rame Ø 14/16 uscita 1/2. (15/21) con rubinetto
d’intercettazione da un 1/4 di giro a 25 cm a sinistra dell’asse del pannello e a 5 cm dal muro.
Si richiede certificazione UNI EN ISO 9001 e Marchio CE Dispositivi Medici Direttiva 93/42 con
allegata autodichiarazione del fabbricante evidenziando la classe di rischio.
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa, l’assistenza muraria e la posa ed ogni altro onere e magistero per
dare il lavoro finito in opera.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche di capitolato.
Settore Tecnico Ristrutturazioni e Nuove Opere per il Sociale
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Pagina 219 di 256
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NP-IT-03
Istituto Carlo Alberto, C.so Casale 56
FORNITURA E POSA IN OPERA DI LAVABO CM. 65 E MISCELATORE
CROMATO € 357,90 cad.
Prezzo già approvato con Deliberazione Giunta Comunale del 19/12/2006 n. mecc. 200610285/63
esec. dal 05/01/2007
Fornitura e posa di lavabo cm. 65 e miscelatore cromato
fornitura e posa di lavabo in bianca porcellana vetrificata Vitreous-China cotta a 1300°,
certificato a norma UNI EN ISO 9001, ad ampio bacino e comodo piano portaoggetti, di
dimensioni pari a circa mm. 647x 545, con foro per rubinetteria centrale aperto e laterali
diaframmati del peso di circa kg. 21;
fornitura di supporti a mensola;
fornitura e posa di piletta di scarico;
fornitura e posa di sifone ad S in PEAD bianco;
fornitura e posa di miscelatore cromato monocomando da ½” per lavabo, cartuccia a dischi
ceramici 35 mm., bocca con mousseur, flessibili di collegamento ad innesto, scarico a salterello.
Il miscelatore deve avere una cromatura non inferiore a 8 µ successivamente ad un primo bagno
di nichelatura, certificato a norma UNI EN ISO 9001.
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa, l’assistenza muraria e la posa ed ogni altro onere e magistero per
dare il lavoro finito in opera.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche di capitolato.
NP-IT-04
FORNITURA E POSA IN OPERA DI LAVABO PER DISABILI E
MISCELATORE A LEVA CLINICA € 825,75 cad.
Prezzo già approvato con Deliberazione Giunta Comunale del 19/12/2006 n. mecc. 200610285/63
esec. dal 05/01/2007
Fornitura e posa di lavabo per disabili in vitreous
fornitura e posa di lavabo per disabili in ceramica bianca ad ampio bacino concavo, di
dimensioni pari a circa mm. 650x 520, munito di alzatina paraspruzzi, troppo pieno e
portasapone laterali, realizzato in ottemperanza alla normativa vigente (D.P.R. 503/96);
fornitura di supporti a mensola;
fornitura e posa di piletta di scarico;
fornitura e posa di sifone ad S in PEAD bianco;
fornitura e posa di miscelatore clinico cromato.
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa, l’assistenza muraria e la posa ed ogni altro onere e magistero per
dare il lavoro finito in opera.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche di capitolato.
NP-IT-05
FORNITURA E POSA IN OPERA DI VASO SOSPESO € 490,20 cad.
Settore Tecnico Ristrutturazioni e Nuove Opere per il Sociale
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Pagina 220 di 256
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Prezzo già approvato con Deliberazione Giunta Comunale del 19/12/2006 n. mecc. 200610285/63
esec. dal 05/01/2007
Fornitura e posa di vaso sospeso in vitreous
fornitura e posa di vaso sospeso a cacciata con scarico a parete, con interasse di fissaggio del
vaso alla parete di mm. 180, in bianca porcellana vetrificata Vitreous-China cotta a 1300°,
certificato a norma UNI EN ISO 9001, di dimensioni pari a circa mm. 380x550, del peso di circa
kg. 20,50;
fornitura e posa di unità premontata, comprendente cassetta ad incasso, 6/9 litri fissata in
elemento di montaggio zincato, con fissaggi per il vaso sospeso, curva di scarico 90°, manicotti
d’allacciamento per adduzione e lo scarico e materiale di fissaggio, dotata di rete portaintonaco.
Dispositivo di risciacquamento a due quantità o interruzione dello scarico. Dimensioni pari a
circa mm. 455x775x80;
fornitura e posa di placca di copertura bianca, con doppio tasto di risciacquo per cassetta ad
incasso;
costruzione di ringrosso murario, di dimensioni idonee definite dalla Direzione Lavori, in
mattoni forati al fine di consentire l’ancoraggio del vaso sospeso ad una distanza di mm. 80 tra la
parete verticale originaria al fronte del vaso, come previsto dal D.P.R. 503/96 che prevede
l’accostamento laterale della carrozzella;
fornitura e posa di sedile in legno.
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa, l’assistenza muraria e la posa ed ogni altro onere e magistero per
dare il lavoro finito in opera.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche di capitolato.
NP-IT-06
FORNITURA E POSA IN OPERA DI VASO SOSPESO CON DOCCETTA
€ 674,50 cad.
Prezzo già approvato con Deliberazione Giunta Comunale del 19/12/2006 n. mecc. 200610285/63
esec. dal 05/01/2007
Fornitura e posa di vaso sospeso in vitreous con doccetta
fornitura e posa di vaso sospeso a cacciata con scarico a parete, con interasse di fissaggio del
vaso alla parete di mm. 180, in bianca porcellana vetrificata Vitreous-China cotta a 1300°,
certificato a norma UNI EN ISO 9001, di dimensioni pari a circa mm. 380x550, del peso di circa
kg. 20,50;
fornitura e posa di unità premontata, comprendente cassetta ad incasso, 6/9 litri fissata in
elemento di montaggio zincato, con fissaggi per il vaso sospeso, curva di scarico 90°, manicotti
d’allacciamento per adduzione e lo scarico e materiale di fissaggio, dotata di rete portaintonaco.
Dispositivo di risciacquamento a due quantità o interruzione dello scarico. Dimensioni pari a
circa mm. 455x775x80;
fornitura e posa di placca di copertura bianca, con doppio tasto di risciacquo per cassetta ad
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Arch. Lina Munari
Pagina 221 di 256
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Istituto Carlo Alberto, C.so Casale 56
incasso;
costruzione di ringrosso murario, di dimensioni idonee definite dalla Direzione Lavori, in
mattoni forati al fine di consentire l’ancoraggio del vaso sospeso ad una distanza di mm. 80 tra la
parete verticale originaria al fronte del vaso, come previsto dal D.P.R. 503/96 che prevede
l’accostamento laterale della carrozzella;
fornitura e posa di sedile sopraelevato per disabili;
fornitura e posa di miscelatore cromato monocomando da ½” per doccia, cartuccia a dischi
ceramici 46 mm., dotato di limitatore di portata, compreso di curvetta e rosone cromato per
attacco a parete, dotata di doccetta per wc disabili con manopola bianca e flessibile cromato
lungo mm. 1540. Il miscelatore deve avere una cromatura non inferiore 8 µ successivamente ad
un primo bagno di nichelatura, certificato a norma UNI EN ISO 9001.
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa, l’assistenza muraria e la posa ed ogni altro onere e magistero per
dare il lavoro finito in opera.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche di capitolato.
NP-IT-07
FORNITURA E POSA IN OPERA DI BIDET SOSPESO € 420,70 cad.
Prezzo già approvato con Deliberazione Giunta Comunale del 19/12/2006 n. mecc. 200610285/63
esec. dal 05/01/2007
Fornitura e posa di bidet sospeso in vitreous
fornitura e posa di bidet sospeso monoforo con erogazione dell’acqua dal rubinetto, con interasse
di fissaggio del bidet alla parete di mm. 180, in bianca porcellana vetrificata Vitreous-China cotta
a 1300°, certificato a norma UNI EN ISO 9001, di dimensioni pari a circa mm. 380x550, del
peso di circa kg. 17,50;
fornitura e posa di elemento di montaggio zincato, con quattro zanche di fissaggio, due barre
filettate di fissaggio regolabili da cm. 17 a 23, placca regolabile in altezza per il fissaggio della
rubinetteria, due raccordi ½” per allacciamento della rubinetteria, curva di scarico, guarnizioni e
materiale di fissaggio. Dimensioni pari a circa mm. 420x315x80;
rivestimento in mattone forato, di dimensioni idonee definite dalla Direzione Lavori, al fine di
consentire il rivestimento della cassetta ad incasso;
fornitura e posa di piletta di scarico;
fornitura e posa di sifone ad S in PEAD bianco;
fornitura e posa di miscelatore cromato monocomando da ½” per bidet, cartuccia a dischi
ceramici 35 mm., bocca con mousseur orientabile, flessibili di collegamento ad innesto, scarico a
saltarello. Il miscelatore deve avere una cromatura non inferiore 8 µ successivamente ad un
primo bagno di nichelatura, certificato a norma UNI EN ISO 9001.
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa, l’assistenza muraria e la posa ed ogni altro onere e magistero per
dare il lavoro finito in opera.
Settore Tecnico Ristrutturazioni e Nuove Opere per il Sociale
Arch. Lina Munari
Pagina 222 di 256
Capitolato Speciale d’Appalto
Istituto Carlo Alberto, C.so Casale 56
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche di capitolato.
NP-IT-08
FORNITURA E POSA IN OPERA DI DOCCIA € 370,10 cad.
Prezzo già approvato con Deliberazione Giunta Comunale del 19/12/2006 n. mecc. 200610285/63
esec. dal 05/01/2007
Fornitura e posa di piatto doccia a filo terra, di impasto ceramico cotto a 1280° come la VitreousChina, certificato a norma UNI EN ISO 9001, di dimensioni pari a circa mm. 750x750x90, con
superficie antisdrucciolo e foro di scarico ad angolo, del peso di circa kg. 30;
fornitura e posa di piletta di scarico;
fornitura e posa di sifone ad S in PEAD bianco;
fornitura e posa di miscelatore cromato monocomando da ½” per doccia, cartuccia a dischi ceramici
46 mm., dotato di limitatore di portata. Il miscelatore deve avere una cromatura non inferiore 8 µ
successivamente ad un primo bagno di nichelatura, certificato a norma UNI EN ISO 9001;
fornitura e posa di set asta doccia lunga mm. 600 con supporto scorrevole, completo di asta doccia con
manopola anticalcare a due getti: stretto forte e largo normale e flessibile da mm. 1.500. Il tutto deve
avere una cromatura non inferiore 8 µ successivamente ad un primo bagno di nichelatura, certificato a
norma UNI EN ISO 9001;
fornitura e posa di corrimano angolare per doccia montabile sia a destra che a sinistra completo, di asta
verticale con funzione di reggisoffione, regolabile a scorrimento continuo.
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa, l’assistenza muraria e la posa ed ogni altro onere e magistero per
dare il lavoro finito in opera.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche di capitolato.
NP-IT-09
FORNITURA E POSA IN OPERA DI VASCA-DOCCIA € 14.008,00 cad.
Fornitura e posa di vasca da bagno fornita di dispositivo di inclinazione e d’altezza variabile del guscio
che permette la combinazione di comodità ed ergonomia : una comodità ideale per il paziente
agevolandone l’accesso, ed una posizione ergonomica per il personale sanitario.
Generalità :
·
Vasca bianca in fibra di vetro ignifugo;
·
Telecomando con 4 funzioni: Salita /discesa ed inclinazione della vasca;
·
Batteria di sicurezza in caso di mancanza di tensione.
·
Dispositivo di disinfezione (doccetta) protetto all’interno della vasca.
Idraulica:
·
Miscelatore termostatico motorizzato 54 l/min con valvole antiritorno e
protezione antiscottature
·
Display digitale della temperatura situato sulla plancia di comando.
·
Rubinetto e doccetta di lavaggio e disinfezione con pulsante e valvole di blocco da
un quarto di giro.
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·
Doccette di disinfezione protetta all’interno della vasca in apposito contenitore
·
Rubinetto di riempimento.
·
Scarico manuale con troppo pieno.
·
Scarico diametro Ø 50mm.
·
Contenitore per il disinfettante da 2 litri interno alla vasca.
Prestazioni:
·
Ampiezza di sollevamento : 150mm
·
Riserva d’acqua necessaria : 25 litri
·
Volume d’acqua massima : 90 litri
·
Angolo massimo d'inclinazione : 22.5°
·
Carico massimo
: 200kg
·
Peso della vasca
: 140kg
Predisposizioni:
·
Alimentazione elettrica 230V 50Hz
·
Arrivo acqua calda e fredda da ¾ con rubinetti d’intercettazzione .
·
Scarico sifonato a pavimento.
Dimensioni :
·
2050 x 800 x 1450h
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa, l’assistenza muraria e la posa ed ogni altro onere e magistero per
dare il lavoro finito in opera.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche di capitolato.
NP-IT-10
FORNITURA E POSA IN OPERA DI BARELLA-DOCCIA € 3.480,00 cad.
Fornitura e posa di barella doccia realizzata con struttura metallica verniciata, resistente agli agenti
chimici. La larghezza del piano barella è di cm. 78 x cm. 185, portata Kg. 160, peso 60 Kg, altezza
variabile del piano da 56 a 100 cm.
Sponde ribaltabili al di sotto del piano del letto, in acciaio inox non verniciato, con chiusura
automatica di sicurezza, poggia piedi e poggia testa in acciaio inox.
Piano a basculamento laterale per una migliore pulizia o sistemazione.
Sistema di sollevamento oleodinamico a compasso ad inclinazione variabile secondo il peso. Pompa
idraulica a pedale con accessibilità da entrambi i lati.
Dotata di materassino in PVC flessibile, garantito per un uso intensivo, con prestampate scanalature
laterali per un più veloce deflusso dell’acqua, bordi arrotondati e cuscino poggia testa, con tubo di
scarico ø 40 mm. Le 4 ruote avranno un dispositivo di frenata.
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa, l’assistenza muraria e la posa ed ogni altro onere e magistero per
dare il lavoro finito in opera.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche di capitolato.
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NP-IT-11
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FORNITURA E POSA IN OPERA DI TUBO IN ACCIAIO INOX 22x1,2
MM. CON OMOLOGAZIONE DVGWTS825 € 17,20 ml.
Prezzo già approvato con Deliberazione Giunta Comunale del 07/07/2000 n. mecc. 200006155/19
esec. dal 31/07/2000
Fornitura e posa in opera di tubazione in acciaio inox completo di raccordi, saracinesche e cassetta di
utilizzazione in pvc. Dovranno possedere l’omologazione DVGW TS 225 e rispettare le seguenti
caratteristiche:
-
tubi elettrouniti con protezione gassosa;
-
collaudo saldatura secondo S.E.P. 1925
-
scordonati internamente ed esternamente;
-
trafilati con tolleranze secondo DIM 2463 D3/T3
-
solubilizzati in atmosfera inerte;
-
aspetto della superficie di colore argenteo opaco;
-
marchiati in continuo con inchiostri indelebili.
-
Per tubi di dimensione diam. 22 x spess. 1,2mm.
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa, l’assistenza muraria e la posa ed ogni altro onere e magistero per
dare il lavoro finito in opera.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche previste in capitolato.
NP-IT-12
FORNITURA E POSA IN OPERA DI TUBO IN ACCIAIO INOX 28x1,2
MM. CON OMOLOGAZIONE DVGWTS825 € 22,40 ml.
Prezzo già approvato con Deliberazione Giunta Comunale del 07/07/2000 n. mecc. 200006155/19
esec. dal 31/07/2000
Fornitura e posa in opera di tubazione in acciaio inox completo di raccordi, saracinesche e cassetta di
utilizzazione in pvc. Dovranno possedere l’omologazione DVGW TS 225 e rispettare le seguenti
caratteristiche:
-
tubi elettrouniti con protezione gassosa;
-
collaudo saldatura secondo S.E.P. 1925
-
scordonati internamente ed esternamente;
-
trafilati con tolleranze secondo DIM 2463 D3/T3
-
solubilizzati in atmosfera inerte;
-
aspetto della superficie di colore argenteo opaco;
-
marchiati in continuo con inchiostri indelebili.
-
Per tubi di dimensione diam. 28 x spess. 1,2mm.
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa, l’assistenza muraria e la posa ed ogni altro onere e magistero per
dare il lavoro finito in opera.
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Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche previste in capitolato.
NP-IT-13
FORNITURA E POSA IN OPERA DI TUBO IN ACCIAIO INOX 35x1,5
MM. CON OMOLOGAZIONE DVGWTS825 € 32,20 ml.
Prezzo già approvato con Deliberazione Giunta Comunale del 07/07/2000 n. mecc. 200006155/19
esec. dal 31/07/2000
Fornitura e posa in opera di tubazione in acciaio inox completo di raccordi, saracinesche e cassetta di
utilizzazione in pvc. Dovranno possedere l’omologazione DVGW TS 225 e rispettare le seguenti
caratteristiche:
-
tubi elettrouniti con protezione gassosa;
-
collaudo saldatura secondo S.E.P. 1925
-
scordonati internamente ed esternamente;
-
trafilati con tolleranze secondo DIM 2463 D3/T3
-
solubilizzati in atmosfera inerte;
-
aspetto della superficie di colore argenteo opaco;
-
marchiati in continuo con inchiostri indelebili.
-
Per tubi di dimensione diam. 35 x spess. 1,5mm.
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa, l’assistenza muraria e la posa ed ogni altro onere e magistero per
dare il lavoro finito in opera.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche previste in capitolato.
NP-IT-14
FORNITURA E POSA IN OPERA DI TUBO IN ACCIAIO INOX 42x1,5
MM. CON OMOLOGAZIONE DVGWTS825 € 39,70 ml.
Prezzo già approvato con Deliberazione Giunta Comunale del 07/07/2000 n. mecc. 200006155/19
esec. dal 31/07/2000
Fornitura e posa in opera di tubazione in acciaio inox completo di raccordi, saracinesche e cassetta di
utilizzazione in pvc. Dovranno possedere l’omologazione DVGW TS 225 e rispettare le seguenti
caratteristiche:
-
tubi elettrouniti con protezione gassosa;
-
collaudo saldatura secondo S.E.P. 1925
-
scordonati internamente ed esternamente;
-
trafilati con tolleranze secondo DIM 2463 D3/T3
-
solubilizzati in atmosfera inerte;
-
aspetto della superficie di colore argenteo opaco;
-
marchiati in continuo con inchiostri indelebili.
-
Per tubi di dimensione diam. 42 x spess. 1,5mm.
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa, l’assistenza muraria e la posa ed ogni altro onere e magistero per
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dare il lavoro finito in opera.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche previste in capitolato.
NP-IT-15
FORNITURA E POSA IN OPERA DI TUBO IN ACCIAIO INOX 50x1,5
MM. CON OMOLOGAZIONE DVGWTS825 € 50,00 ml.
Prezzo già approvato con Deliberazione Giunta Comunale del 07/07/2000 n. mecc. 200006155/19
esec. dal 31/07/2000
Fornitura e posa in opera di tubazione in acciaio inox completo di raccordi, saracinesche e cassetta di
utilizzazione in pvc. Dovranno possedere l’omologazione DVGW TS 225 e rispettare le seguenti
caratteristiche:
-
tubi elettrouniti con protezione gassosa;
-
collaudo saldatura secondo S.E.P. 1925
-
scordonati internamente ed esternamente;
-
trafilati con tolleranze secondo DIM 2463 D3/T3
-
solubilizzati in atmosfera inerte;
-
aspetto della superficie di colore argenteo opaco;
-
marchiati in continuo con inchiostri indelebili.
-
Per tubi di dimensione diam. 50 x spess. 1,5mm.
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa, l’assistenza muraria e la posa ed ogni altro onere e magistero per
dare il lavoro finito in opera.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche previste in capitolato.
NP-IT-16
FORNITURA E POSA IN OPERA DI TUBO IN ACCIAIO INOX 75x2,0
MM. CON OMOLOGAZIONE DVGWTS825 € 75,30 ml.
Prezzo già approvato con Deliberazione Giunta Comunale del 07/07/2000 n. mecc. 200006155/19
esec. dal 31/07/2000
Fornitura e posa in opera di tubazione in acciaio inox completo di raccordi, saracinesche e cassetta di
utilizzazione in pvc. Dovranno possedere l’omologazione DVGW TS 225 e rispettare le seguenti
caratteristiche:
-
tubi elettrouniti con protezione gassosa;
-
collaudo saldatura secondo S.E.P. 1925
-
scordonati internamente ed esternamente;
-
trafilati con tolleranze secondo DIM 2463 D3/T3
-
solubilizzati in atmosfera inerte;
-
aspetto della superficie di colore argenteo opaco;
-
marchiati in continuo con inchiostri indelebili.
-
Per tubi di dimensione diam. 70 x spess. 2,0mm.
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
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l’avvicinamento al luogo di posa, l’assistenza muraria e la posa ed ogni altro onere e magistero per
dare il lavoro finito in opera.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche previste in capitolato.
NP-IT-17
FORNITURA E POSA IN OPERA DI TUBO IN ACCIAIO INOX 88x2,0
MM. CON OMOLOGAZIONE DVGWTS825 € 93,70 ml.
Prezzo già approvato con Deliberazione Giunta Comunale del 07/07/2000 n. mecc. 200006155/19
esec. dal 31/07/2000
Fornitura e posa in opera di tubazione in acciaio inox completo di raccordi, saracinesche e cassetta di
utilizzazione in pvc. Dovranno possedere l’omologazione DVGW TS 225 e rispettare le seguenti
caratteristiche:
-
tubi elettrouniti con protezione gassosa;
-
collaudo saldatura secondo S.E.P. 1925
-
scordonati internamente ed esternamente;
-
trafilati con tolleranze secondo DIM 2463 D3/T3
-
solubilizzati in atmosfera inerte;
-
aspetto della superficie di colore argenteo opaco;
-
marchiati in continuo con inchiostri indelebili.
-
Per tubi di dimensione diam. 88 x spess. 2,0mm.
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa, l’assistenza muraria e la posa ed ogni altro onere e magistero per
dare il lavoro finito in opera.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche previste in capitolato.
NP-IT-18
FORNITURA E POSA IN OPERA DI TUBO IN ACCIAIO INOX 108x2,0
MM. CON OMOLOGAZIONE DVGWTS825 € 126,50 ml.
Prezzo già approvato con Deliberazione Giunta Comunale del 07/07/2000 n. mecc. 200006155/19
esec. dal 31/07/2000
Fornitura e posa in opera di tubazione in acciaio inox completo di raccordi, saracinesche e cassetta di
utilizzazione in pvc. Dovranno possedere l’omologazione DVGW TS 225 e rispettare le seguenti
caratteristiche:
-
tubi elettrouniti con protezione gassosa;
-
collaudo saldatura secondo S.E.P. 1925
-
scordonati internamente ed esternamente;
-
trafilati con tolleranze secondo DIM 2463 D3/T3
-
solubilizzati in atmosfera inerte;
-
aspetto della superficie di colore argenteo opaco;
-
marchiati in continuo con inchiostri indelebili.
-
Per tubi di dimensione diam. 108 x spess. 2,0mm.
Settore Tecnico Ristrutturazioni e Nuove Opere per il Sociale
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Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa, l’assistenza muraria e la posa ed ogni altro onere e magistero per
dare il lavoro finito in opera.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche previste in capitolato.
NP-IT-19
FORNITURA E POSA IN OPERA DI AMMORTIZZATORE DEL COLPO
D’ARIETE € 96,60 cad.
Prezzo già approvato con Deliberazione Giunta Comunale del 19/12/2006 n. mecc. 200610285/63
esec. dal 05/01/2007
Fornitura e posa in opera di sistema di ammortizzazione del colpo d’ariete sulle tubazioni di
distribuzione sanitaria acqua calda e fredda. Di tipo meccanico con attacco filettato da ½”, tenuta sulla
filettatura con anello in ptfe, per pressioni max in rete di 10 bar, assorbimento max 50 bar. Elemento a
T in acciaio zincato per inserimento sulla tubazione e valvola a sfera in acciaio a passaggio totale leva
comando a farfalla per agevolarne la sostituzione.
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa, l’assistenza muraria e la posa ed ogni altro onere e magistero per
dare il lavoro finito in opera.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche previste in capitolato.
56.5 Nuovi prezzi aggiuntivi impianti di sollevamento
NP-AS-01
FORNITURA E POSA IN OPERA DI IMPIANTO ASCENSORE ELETTRICO A
FUNE - TIPO PANORAMICO – CORSA MT. 20 € 149.160,00 cad.
Costruzione ed installazione di: N. 1 ASCENSORE ELETTRICO A FUNE completamente vetrato di
tipo “panoramico”, a norme EN 81.1 Dir. 95/16 CE.
- Portata
KG. 630, Persone n. 8
- Velocità
0.80 m/s.
- Fermate
N.6, Servizi n.6 unilaterali
- Corsa
mt.20,00 circa
- Vano
in acciaio, come da progetto - Fossa: 1500 mm. / Testata 3700 mm.
- Locale macchina: rinviato in basso in adiacenza alla cabina (da costruire a carico della ditta
aggiudicataria dei lavori, allestito secondo normativa UNI EN 81.1) il cui soffitto costituirà il piano del
pavimento sovrastante)
Designazione dei piani
-
Tipo di sollevamento -
Argano con motore + riduttore, incorporato nell’arcata di cabina
Motore
-
Da definire
Trifase 380 V - 50Hz
Senza locale macchine con armadietto elettrico da posizionarsi in adiacenza al vano
MANOVRA
- Universale a pulsanti
SEGNALAZIONI
Cabina
Luminose di posizione e direzione -
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Gong di arrivo cabina al pianoDi SOVRACCARICO acustico luminoso
Piani
display al P.T.
di OCCUPATO
CABINA
Dimensioni interne
L = 1100 mm /P = 1400 mm / H = 2200 mm
Cabina e Porte di Piano per impianto panoramico con utilizzo di cristalli come da indicazione e
comunque nel rispetto delle normative UNI EN 81.1:
- Pareti della cabina in Cristallo tipo Extraclear (6+6+1,52), con cristalli molati a filo lucido e tagliati
a 45° (per rendere invisibili le giunzioni) , fissati con rotule e profili in acciaio inox .
- Tetto di cabina completamente panoramico, calpestabile, in cristallo tipo Triplo Extraclear .
- Operatori scheletrati 47e trasparenti per apertura porte, con meccanismi nascosti sotto cabina .
- Ante porte di cabina in Cristallo tipo Extraclear (6+6+1,52), non intelaiate.
- Telai di piano, in inox satinato naturale.
- Colonna tecnica tubolare in acciaio inox satinato, fissata a pavimento,
con bottoniera di comando , sia in cabina che ai piani .
- Illuminazione con lampade alogene inserite nell’arcata e protette da Cristallo acidato
o in Colonna bottoniera cabina ( a scelta della D.L. ) .
- Corrimano tubolare inox o in Legno di Ciliegio fissato a pavimento .
- Pavimento in pietra di Lucerna fiammata, con Parapiede inox fissato a pavimento .
PORTE DI PIANO
n.6 porte automatiche telescopiche
porte di piano in Cristallo tipo Extraclear (6+6+1,52), non intelaiate
Telai di piano , in inox satinato naturale.
VANO DI CORSA PER IMPIANTO PANORAMICO, costruito in :
Cristallo tipo Extraclear (6+6+1,52), temperato, omologato, stratificato, a filo lucido.
Strutture di vano costituite da quattro angolari fissati a croce con vernice ferromicacea,
vincolate agli estremi con rotule in acciaio inox satinato, secondo i disegni di progetto.
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa, l’assistenza muraria e la posa ed ogni altro onere e magistero per
dare il lavoro finito in opera.
Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche di capitolato.
NP-AS-02
FORNITURA E POSA IN OPERA DI IMPIANTO MONTALETTIGHE
ELETTRICO A FUNE – CORSA MT. 8 € 68.365,00 cad.
Costruzione ed installazione di N.1 MONTALETTIGHE ELETTRICO A FUNE a norme EN 81.1
Dir.95/16 CE.
- Portata
KG. 1350, Persone n. 18
- Velocità
0.50 m/s.
- Fermate
N. 3, Servizi n. 3 unilaterali
- Corsa
mt. 8,00 circa
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- Vano
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in C.A., a progetto: sara' a carico della ditta affidataria della costruzione dell'impianto
verificare che abbia tutte le caratteristiche necessarie all'inserimento dell'impianto cosi' come definito
dal presente capitolato.
- Fossa: 1500 mm. / Testata 3600 mm.
Designazione dei piani
-
Tipo di sollevamento -
Argano con motore + riduttore, incorporato nell’arcata di cabina
Motore
-
Da definire
Trifase 380 V - 50Hz
Senza locale macchine con armadietto elettrico da posizionarsi in adiacenza al vano
MANOVRA
- Universale a pulsanti
SEGNALAZIONI
Cabina
Luminose di posizione e direzione Gong di arrivo cabina al pianoDi SOVRACCARICO acustico luminoso
Piani
display al P.T.
di OCCUPATO
CABINA
Dimensioni interne
= 1400 mm /P = 2200 mm / H = 2200 mm
Costruttività cabina Pareti in acciaio inox a/graffio
Illuminazione
A mezzo celino luminoso
Pavimento
In gomma nera o linoleum
PORTA DELLA CABINA
N. 2 automatiche a due ante telescopiche
Luce netta mm 1200 x 2000 - Finite inox a/graffio
Ventilazione
Naturale
Accessori
Corrimano orizzontale (ad altezza per disabili)
con incassata bottoniera, citofono e luce di emergenza
PORTE DI PIANO
n. 3 porte automatiche telescopiche
Luce netta 1200 x2000 mm.
Finitura in acciaio inox a/graffio
con prestazioni REI 120
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa, l’assistenza muraria e la posa ed ogni altro onere e magistero per
dare il lavoro finito in opera. Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche di capitolato.
NP-AS-03
FORNITURA E POSA IN OPERA DI IMPIANTO MONTALETTIGHE
ELETTRICO A FUNE – CORSA MT. 20 € 80.795,00 cad.
Costruzione ed installazione di N.1 MONTALETTIGHE ELETTRICO A FUNE a norme EN 81.1
Dir.95/16 CE.
- Portata
KG. 1350, Persone n. 18
- Velocità
0.50 m/s.
- Fermate
N. 5, Servizi n. 5 unilaterali
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- Corsa
mt. 20,00 circa
- Vano
in C.A., a progetto: sara' a carico della ditta affidataria della costruzione dell'impianto
verificare che abbia tutte le caratteristiche necessarie all'inserimento dell'impianto così come definito
dal presente capitolato.
- Fossa: 1500 mm. / Testata 3600 mm.
Designazione dei piani
-
Tipo di sollevamento -
Argano con motore + riduttore, incorporato nell’arcata di cabina
Motore
-
Da definire
Trifase 380 V - 50Hz
Senza locale macchine con armadietto elettrico da posizionarsi in adiacenza al vano
MANOVRA
- Universale a pulsanti
SEGNALAZIONI
Cabina
Luminose di posizione e direzione Gong di arrivo cabina al pianoDi SOVRACCARICO acustico luminoso
Piani
display al P.T.
di OCCUPATO
CABINA
Dimensioni interne
= 1400 mm /P = 2200 mm / H = 2200 mm
Costruttività cabina Pareti in acciaio inox a/graffio
Illuminazione
A mezzo celino luminoso
Pavimento
In gomma nera o linoleum
PORTA DELLA CABINA
N. 2 automatiche a due ante telescopiche
Luce netta mm 1200 x 2000 - Finite inox a/graffio
Ventilazione
Naturale
Accessori: Corrimano orizzontale a norma, bottoniera incassata, citofono e luce di emergenza.
PORTE DI PIANO
n. 5 porte automatiche telescopiche
Luce netta 1200 x2000 mm.
Finitura in acciaio inox a/graffio
con prestazioni REI 120
Compreso lo scarico dall’automezzo, l’immagazzinamento, il carico su automezzo di cantiere,
l’avvicinamento al luogo di posa, l’assistenza muraria e la posa ed ogni altro onere e magistero per
dare il lavoro finito in opera. Il materiale dovrà possedere le caratteristiche tecniche di capitolato.
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ART.57 ELENCO PREZZI CONTRATTUALI
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Elenco
CO_E_01
CO_E_02
CO_E_03
CO_E_04
CO_E_05
CO_E_06
NP_E_01
NP_E_02
NP_E_03
NP_E_04
NP_E_05
NP_E_06
NP_E_07
NP_E_08
NP_E_09
NP_E_10
NP_E_11
NP_E_12
Unità di
misura
INDICAZIONE DELLE PRESTAZIONI
PREZZO
EURO
DEMOLIZIONI
FORNITURA E POSA
ESTERNI IN LEGNO
IN OPERA
mc
11,00
mq
690,00
cad
2.912,00
cad
3.700,00
mq
66,05
ml
27,05
mq
90,20
mq
77,60
mq
483,50
cad
32,00
mq
41,00
mq
450,60
cad
39,00
mq
47,80
mq
25,90
mq
27,20
cad
691,70
DI SERRAMENTI
FORNITURA E POSA IN OPERA DI ABBAINO PER
FINESTRA
FORNITURA E POSA IN OPERA DI ABBAINO PER
PORTAFINESTRA
FORNITURA E POSA IN OPERA DI PAVIMENTO IN
LINOLEUM
FORNITURA E POSA IN OPERA DI ZOCCOLINO IN
LINOLEUM
FORNITURA E POSA DI PAVIMENTO IN PALCHETTO
FORNITURA DI PAVIMENTO FINTA PIETRA
FORNITURA E POSA DI SERRAMENTI IN ALLUMINIO
FORNITURA DI PRUNUS ARMENIACA
FORNITURA E POSA IN OPERA DI RIVESTIMENTO
ANTIURTO
FORNITURA E POSA IN OPERA DI PORTE INTERNE
FORNITURA DI ACTINIDIA CHINENSIS
FORNITURA E POSA IN OPERA DI PAVIMENTO IN
GOMMA TIPO SPORTIVO
REALIZZAZIONE DI VESPAIO AERATO
FORNITURA DI PAVIMENTO IN PIASTRELLE
FORNITURA E POSA IN OPERA DI EVACUATORE
FORNITURA E POSA IN OPERA DI ZOCCOLINO IN
GOMMA
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Articolo di
Elenco
NP_E_13
NP_E_14
NP_E_15
NP_E_16
CO_S_01
CO_S_02
CO_S_03
CO_S_04
CO_S_05
NP_IT_01
NP_IT_02
NP_IT_03
NP_IT_04
NP_IT_05
NP_IT_06
NP_IT_07
NP_IT_08
NP_IT_09
NP_IT_10
NP_IT_11
Istituto Carlo Alberto, C.so Casale 56
Unità di
misura
INDICAZIONE DELLE PRESTAZIONI
PREZZO
EURO
ml
17,60
cad
88,00
cad
39,00
cad
49,00
mq
27,20
cad
789,50
cad
933,85
cad
6.427,80
cad
3.370,10
cad
1.234,35
cad
1.311,00
cad
3.057,00
cad
357,90
cad
825,75
cad
490,20
cad
674,50
cad
420,70
cad
370,10
cad
14.008,00
cad
3.480,00
FORNITURA DI ERIOBOTRYA JAPONICA
FORNITURA DI CALYCANTHUS FLORIDUS E/O PRAECOX
FORNITURA E POSA DI PARASPIGOLI E PARAURTI
FORNITURA DI RIVESTIMENTO IN PIASTRELLE
REALIZZAZIONE DI RINFORZO PER PASSATA NELLA
MURATURA FINO A CM. 120
REALIZZAZIONE DI RINFORZO PER PASSATA NELLA
MURATURA FINO A CM. 180
REALIZZAZIONE DI RINFORZO
VEICOLARE PIANO TERRA
PER
PASSAGGIO
REALIZZAZIONE DI RINFORZO PER PASSAGGIO SU
SOGGIORNI COMUNI
REALIZZAZIONE DI RINFORZO
TRASVERSALI SU MURATURE
PER
PASSAGGIO
FORNITURA E POSA IN OPERA DI SEDIA DOCCIA
FORNITURA E POSA IN OPERA DI PANNELLO DI
CONTROLLO PER BARELLA DOCCIA
FORNITURA E POSA IN OPERA DI LAVABO CM. 65 E
MISCELATORE
FORNITURA E POSA IN OPERA DI LAVABO PER DISABILI
FORNITURA E POSA IN OPERA DI VASO SOSPESO
FORNITURA E POSA IN OPERA DI VASO SOSPESO PER
DISABILI
FORNITURA E POSA IN OPERA DI BIDET SOSPESO
FORNITURA E POSA IN OPERA DI DOCCIA
FORNITURA E POSA IN OPERA DI VASCADOCCIA
FORNITURA E POSA IN OPERA DI BARELLA DOCCIA
FORNITURA E POSA IN OPERA DI TUBAZIONE IN
ACCIAIO INOX 22x1,2
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Elenco
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Unità di
misura
INDICAZIONE DELLE PRESTAZIONI
NP_IT_12
PREZZO
EURO
ml
17,20
ml
22,40
ml
32,20
ml
39,70
ml
50,00
ml
75,30
ml
93,70
ml
126,50
cad
96,60
cad
149.160,00
cad
68.365,00
cad
80.795,00
mq
20,25
ml
7,78
cad
17,82
mq
3,20
FORNITURA E POSA IN OPERA DI TUBAZIONE IN
ACCIAIO INOX 28x1,2
NP_IT_13
FORNITURA E POSA IN OPERA DI TUBAZIONE IN
ACCIAIO INOX 35x1,2
NP_IT_14
FORNITURA E POSA IN OPERA DI TUBAZIONE IN
ACCIAIO INOX 42x1,2
NP_IT_15
FORNITURA E POSA IN OPERA DI TUBAZIONE IN
ACCIAIO INOX 54x1,5
NP_IT_16
FORNITURA E POSA IN OPERA DI TUBAZIONE IN
ACCIAIO INOX 75,1x2
NP_IT_17
FORNITURA E POSA IN OPERA DI TUBAZIONE IN
ACCIAIO INOX 88x2
NP_IT_18
FORNITURA E POSA IN OPERA DI TUBAZIONE IN
ACCIAIO INOX 108x2
NP_IT_19
FORNITURA E POSA IN OPERA DI AMMORTIZZATORE
DEL COLPO D'ARIETE
NP_AS_01
FORNITURA E POSA DI ASCENSORE CORSA 20 MT.
NP_AS_02
FORNITURA E POSA DI MONTALETTIGHE CORSA 8 MT.
NP_AS_03
FORNITURA E POSA DI MONTALETTIGHE CORSA 20 MT.
01.P07.B45
Provvista di piastrelle per pavimenti e rivestimenti in gres
ceramico fine porcellanato, ottenuto da impasto di ...
005 Nei formati 20x20 - 30x30 - 40x40
01.P07.B48
Provvista di zoccolino battiscopa in gres ceramico fine
porcellanato, ottenuto da impasto di argille nobili, di ...
005 Nel formato 10x20
01.P07.B90
Bordo per piscina in gres ceramico di prima scelta
005 Dimensioni mm 240-180-150
01.P09.E27
Struttura portante per controsoffitto formato da pannelli di
fibra minerale, in profili a T di acciaio zincato, ...
005 in colore bianco
01.P09.E28
Cornice perimetrale per controsoffitti o rivestimenti in
pannelli, doghe o quadri
010 in profilato di alluminio a doppio L
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Unità di
misura
INDICAZIONE DELLE PRESTAZIONI
01.P09.F10
Lastre piene
fonoisolanti
in
gesso
protetto
per
PREZZO
EURO
ml
2,29
mq
2,53
kg
1,02
mq
1,70
cad
354,60
cad
379,80
cad
490,50
cad
734,40
cad
859,50
cad
276,30
cad
600,30
cad
157,50
cad
148,50
mq
81,27
mq
144,90
mq
112,50
mq
64,44
controsoffittature
005 dello spessore di mm 10
01.P12.H20
Tubi metallici
005 in ghisa catramata per fognature, pluviali, ecc.
01.P12.M35
Rete elettrosaldata in acciaio per ripartizione carichi nei
sottofondi e solai
010 in tondini Fe B 44 K - diam mm 5 - maglia cm 10x10
01.P13.N50
Porte antincendio in lamiera d'acciaio a doppio pannello con
isolante termico, idrofugo, completa di serratura e ...
050 REI 120 ad un battente cm 80x200
055 REI 120 ad un battente cm 90x200
065 REI 120 ad un battente cm 120x200
070 REI 120 a due battenti cm 120x200
085 REI 120 a due battenti cm 180x200
01.P13.N55
Sovrapprezzo all'articolo P13.N50 per porte antincendio
complete di oblo' vetrato delle dimensioni di cm 30x40 o ...
005 con vetro REI 60
010 con vetro REI 120
01.P14.C18
Maniglione antipanico con scrocco laterale, cilindro esterno
con funzionamento dall'interno comprensivo di barra ...
010 con apertura dall'esterno con maniglia e chiave
01.P14.C19
Maniglione antipanico con scrocco alto e basso, maniglia in
acciaio con bloccaggio con chiave e cilindro esterno ...
010 senza funzionamento dall'esterno
01.P18.A60
Pietra di Luserna (spessore costante)
015 in lastre dello spessore di cm 2
025 in lastre dello spessore di cm 4
020 in lastre dello spessore di cm 3
01.P18.M00
Pietra di Luserna a spacco, cava, in lastre rettangolari a
coste rifilate
030 spessore cm 8-10 - dimensioni fino a 80x40
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Unità di
misura
INDICAZIONE DELLE PRESTAZIONI
PREZZO
EURO
020 spessore cm 6-7 - dimensioni fino a 80x40
01.P18.P90
mq
56,25
mq
90,90
mq
94,50
mq
13,14
ml
2,45
mq
11,97
ml
70,11
mc
2,08
mc
63,81
mq
7,33
mq
7,33
mq
8,08
cad
4,12
Provvista di gradini (alzata e/o pedata) in pietra di Luserna,
coste refilate, piano fiammato, smusso sulla costa ...
005 dello spessore di cm 2 (solo per alzata)
010 dello spessore di cm 3
01.P19.A10
Levigatura e lucidatura a piombo eseguita in laboratorio
misurata sullo sviluppo totale della superficie vista
005 di superfici piane per pietre dure
01.P19.A20
Levigatura delle coste vista di lastre gia' refilate di sega, per
ogni cm di spessore - effettuata in laboratorio
005 per pietre dure
01.P19.B00
Lavorazione a punta fine o grossa (bocciarda) effettuata in
laboratorio
005 per pietre dure
01.P22.T40
Corrimano diritto a misura, costituito da tubo interno in
alluminio e rivestimento esterno in nylon, completo ...
005 diametro esterno mm 35
01.A01.A10
Scavo generale, di sbancamento o splateamento a sezione
aperta, in terreni sciolti o compatti, fino a 4 m di ...
010 anche in presenza di acqua fino ad un battente massimo di
20 cm
01.A02.A40
Demolizione di caldane, sottofondi in calcestruzzo non
armato, in qualunque piano di fabbricato, compresa la ...
005 con carico e trasporto dei detriti alle discariche
01.A02.B00
Demolizione di pavimenti interni, in qualunque piano di
fabbricato, compresa la discesa o la salita a terra dei ...
010 in ceramica
01.A02.B50
Rimozione di rivestimento in piastrelle di qualsiasi tipo, in
qualunque piano di fabbricato, compresa la discesa o ...
010 in ceramica
01.A02.B70
Spicconatura d'intonaco di cemento o di materiali di analoga
durezza, in qualunque piano di fabbricato, compresa ...
005 per superfici di m² 0,50 ed oltre
01.A02.B80
Rimozioni di parti metalliche compreso il ripristino del muro o
del rivestimento
005 staffe, ganci e simili
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Unità di
misura
INDICAZIONE DELLE PRESTAZIONI
01.A04.F65
PREZZO
EURO
Posa in opera di rete metallica elettrosaldata costituita da
tondini in acciaio per intonaco strutturale, su ...
005 ...
01.A05.A98
mq
9,99
mq
23,49
mq
36,27
mq
63,36
mq
57,15
mq
52,65
mq
59,67
ml
20,07
mq
21,33
mq
24,66
mq
19,35
mq
23,94
Muratura per pareti tagliafuoco costituita da blocchi forati di
calcestruzzo leggero di argilla espansa ...
005 di spessore non inferiore a cm 12 con blocchi di cm
12x20x50 REI 120
01.A06.A20
Tramezzi in mattoni legati con malta cementizia
025 in mattoni semipieni dello spessore di cm 12 e per una
superficie complessiva di almeno m² 1
01.A07.E32
Realizzazione di solaio piano in laterocemento gettato in
opera con blocchi in laterizio di alleggerimento a norma ...
040 Utilizzando blocchi
26+5=31 cm
025 Utilizzando blocchi
20+4=24 cm
1/a
1/a
Uni
Uni
9730-26x38x30,
9730-20x38x29,
spessore
spessore
015 Utilizzando blocchi
16+4=20 cm
1/a
Uni
9730-16x38x27,
spessore
030 Utilizzando blocchi
22+5=27 cm
1/a
Uni
9730-22x38x30,
spessore
01.A08.B10
Posa in opera di tubi di qualunque spessore, diametro e
dimensione, con o senza bicchiere, per fognatura, ...
005 in materiale plastico
01.A09.B70
Impermeabilizzazione a vista di coperture piane, a volta,
inclinate previa imprimitura della superficie con primer ...
010 con successiva applicazione di due membrane prefabbricate
elastoplastomeriche, entrambe con certificato ICITE, ...
01.A09.L50
Posa in opera di controsoffitto costituito da pannelli
fonoassorbenti e termoisolanti e della relativa orditura di ...
005 per pannelli delle dimensioni sino a cm 60x60
01.A10.A30
Rinzaffo eseguito con malta di cemento su pareti solai,
soffitti, travi, ecc, sia in piano che incurva, compresa ...
005 per una superficie di almeno m² 1 e per uno spessore fino cm
2
015 per una superficie di almeno m² 1 e per uno spessore di cm
2,5
01.A10.B00
Intonaco eseguito con grassello di calce idraulica spenta, su
rinzaffo, in piano od in curva, anche con aggiunta ...
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Unità di
misura
INDICAZIONE DELLE PRESTAZIONI
PREZZO
EURO
005 eseguito fino ad un'altezza di m 4, per una superficie
complessiva di almeno m² 1
01.A10.B20
mq
5,86
mq
7,88
mq
11,61
mc
41,04
mq
2,57
mq
22,95
ml
4,98
mq
66,87
mq
24,93
ml
15,03
kg
2,09
kg
1,50
mq
34,02
Intonaco eseguito con malta di cemento, su rinzaffo, in piano
od in curva, anche con aggiunta di coloranti, ...
005 eseguito fino ad una altezza di m 4, per una superficie
complessiva di almeno m² 1 e per uno spessore di cm 0.5
065 eseguito ad un'altezza superiore a m 4, per una superficie
complessiva di almeno m² 1 e per uno spessore di cm 0.5
01.A11.A20
Provvista, spandimento e pigiatura di ghiaia naturale di cava
per sottofondo di pavimenti, marciapiedi, battute di ...
005 per un volume di almeno m³ 0,10
01.A11.A40
Sottofondo per pavimenti di spessore fino a cm 15
005 formato con calcestruzzo cementizio avente resistenza
caratteristica di kg/cm² di 150, per ogn cm di spessore e ...
01.A12.B75
Posa in opera di pavimento o rivestimento eseguito in
piastrelle di gres ceramico fine porcellanato, anche con ...
005 per una superficie di almeno m² 0,20
01.A12.B80
Posa in opera di zoccolo, formato con piastrelle speciali di
gres ceramico rosso, con gola di raccordo a becco di ...
005 di almeno m 0,50
01.A12.H20
Posa in opera di lastre in pietra o in marmo, la cui provvista
sia compensata al metro quadrato, per colonne, ...
005 di qualunque dimensione e spessore, per quantitativi di
almeno m² 1
01.A12.L10
Posa in opera di pavimento o rivestimento in lastre di quarzite
rettangolari, quadrate o a contorni irregolari di ...
005 per quantitativi di almeno m² 1
01.A12.M10
Provvista e posa di profilati parabordo per gradini
005 in ottone, e per quantitativi di almeno m 0,50
01.A18.A50
Piccoli profilati aventi altezza sino a mm 80
005 in ferro, forniti con una ripresa di antiruggine
01.A18.A90
Posa in opera di intelaiature per lucernari o velari
005 in profilati normali o in profilati speciali con chiusura ermetica
o in elementi fusi in ghisa
01.A18.B18
Posa in opera di porte antincendio in lamiera d'acciaio a
doppio pannello
005 per qualsiasi spessore
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Unità di
misura
INDICAZIONE DELLE PRESTAZIONI
01.A18.B70
PREZZO
EURO
Ringhiere in elementi metallici per balconi, terrazze, ecc,
compresa una ripresa di antiruggine
005 in ferro con disegno semplice a linee diritte, in elementi
metallici tondi, quadri, piatti, profilati speciali
01.A18.B80
kg
4,55
kg
8,16
kg
1,25
kg
0,73
cad
49,86
kg
20,97
ml
14,40
mq
4,39
mq
6,35
mq
1,42
mq
12,96
mq
2,82
Ringhiere metalliche in monta di scale (pianerottoli inclusi),
compresa una ripresa di antiruggine
010 in ferro con disegno a linee curve od a intreccio, in elementi
metallici tondi, quadri, piatti profilati speciali
01.A18.C00
Posa in opera di manufatti in lamiera metallica
005 serramenti in ferro di tipo industriale, cancelli, cancellate,
inferriate, ringhiere e simili
01.A18.G00
Zincatura a caldo eseguita secondo le norme UNI 5744/66
con esclusione di alluminio nel bagno di fusione
005 di piccoli profilati in ferro (altezza non superiore a cm 10)
serramenti metallici di qualunque forma o ...
01.A18.G10
Posa di maniglione antipanico
005 con o senza funzionamento esterno
01.A19.A10
Tubi pluviali, doccioni, converse, faldali, compreso ogni
accessorio, dati in opera
005 in lamiera di rame
01.A19.E14
Posa in opera di tubazioni, raccordi e pezzi
condotte di fognatura, tubi pluviali, etc, per ...
speciali, per
020 del diametro di mm 125 e 160
01.A20.A20
Raschiatura e lavatura a fondo delle vecchie tinte, stuccatura
e scartavetratura eseguite su intonaci esterni gia' ...
005 per superfici di almeno m² 4
01.A20.A40
Spolveratura e lavatura con acido di murature in paramano
005 per superfici di almeno m² 4
01.A20.A50
Stuccatura, scartavetratura e pulizia semplice eseguita su
intonaci naturali interni
005 per superfici di almeno m² 4
01.A20.A90
Rasatura con gesso e colla per eliminazione disuguaglianze
degli intonaci e successive lisciature, eseguite su ...
005 per superfici di almeno m² 4
01.A20.B20
Lisciatura di pareti e soffitti
005 a scagliola e colla
01.A20.B60
Sgrassatura di vecchie coloriture mediante detersivi
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Arch. Lina Munari
Pagina 240 di 256
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Unità di
misura
INDICAZIONE DELLE PRESTAZIONI
PREZZO
EURO
005 di manufatti in legno.
01.A20.B90
mq
2,00
mq
4,19
mq
2,33
mq
3,44
mq
12,42
mq
1,25
mq
2,54
ml
3,73
mq
10,44
mq
9,81
mq
8,03
ml
4,15
mq
6,43
mq
10,89
Spazzolatura con spazzole metalliche e spolveratura su
superfici metalliche grezze
005 di manufatti esterni
01.A20.C30
Pulizia di superfici in calcestruzzo, intonaco, mattoni,
mediante l'uso di idrolavatrice alimentata ...
005 mediante getto d'acqua a forte pressione, fino a 250 atm, per
l'asportazione di sporco, polvere e parti incoerenti
01.A20.E30
Tinta all'acqua (idropittura) a base di resine sintetiche, con
un tenore di resine non inferiore al 30%, ...
005 su intonaci interni
01.A20.E38
Applicazione di idropittura murale opaca a base di silicati di
potassio, pigmenti inorganici selezionati e cariche ...
005 su pareti esterne, vani scala, androni
01.A20.E60
Applicazione fissativo
005 su soffitti e pareti interne
010 su muri esterni, facciate, scale, porticati, androni e simili
01.A20.E70
Formazione di zoccolini murali comprendente: preparazione,
stuccatura intonaci, coloritura di fondo e successiva ...
005 con vernice lavabile
01.A20.F32
Protezione di manufatti in legno di qualsiasi genere mediante
applicazione di un fondo a base di resine sintetiche ...
005 a due riprese
01.A20.F40
Verniciatura di manufatti in legno con smalto su fondi gia'
preparati
020 con smalto sintetico a due riprese
01.A20.F50
Coloritura con una ripresa di antiruggine a basedi olestenolici
ai fosfati di zinco, su superfici metalliche
005 di manufatti esterni
020 di tubi aventi diametro fino cm 15
01.A20.F60
Coloritura con vernice protettiva a base di bianco di zinco,
stemperata con olio di lino, su superfici metalliche
005 di manufatti esterni, ad una ripresa
01.A20.F70
Verniciatura con smalto su coloritura esistente per superfici
metalliche
010 di manufatti esterni, a due riprese
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Unità di
misura
INDICAZIONE DELLE PRESTAZIONI
PREZZO
EURO
035 tubi di sezione fino a cm 15, a due riprese
01.A20.G25
ml
8,78
mq
14,94
mq
0,90
mq
0,05
ml
21,06
ml
34,52
mc
28,62
mc
15,75
mc
19,08
mq
260,10
mq
83,70
mq
1,34
mq
7,41
mq
4,73
Consolidamento trasparente ottenuto mediante applicazione
a pennello o a spruzzo di consolidante a base di esteri ...
005 su superfici in cemento armato, pietra, muratura e intonaci
01.A21.A50
Compattazione con rullo pesante o vibrante dello strato di
fondazione in misto granulare anidro o altri materiali ...
005 per spessore finito superiore a 30 cm
01.A21.A70
Innaffiamento di sottofondo per nuove pavimentazioni e per
ripristini vari, compreso ogni onere per il ...
005 con autobotte
01.A23.B20
Posa di guide rette o curve dello spessore di cm 9-12 di
gneiss, graniti, sieniti, dioriti e simili, altezza da ...
005 con scavo eseguito a mano
02.P02.A13.110
Esecuzione di cornici piane eseguite con gesso, di sviluppo
massimo di cm 20, gettate in opera per interni
010 ...
01.A04.C30
Getto in opera di calcestruzzo cementizio preconfezionato
eseguito con pompa compreso il nolodella stessa
020 in strutture complesse od a sezioni ridotte
005 in strutture di fondazione
015 in strutture armate
01.A17.C60
Gelosie a gangheri, con intelaiature dello spessore di mm 45,
chiusura a gola di lupo in una battuta, compresa la ...
005 in larice d'America
01.A05.A10
Muratura a cassa vuota di spessore inferiore a cm 45,
formata da due tramezzi longitudinali in mattoni collegati ...
220 tramezzi in mattoni semipieni, dello spessore di cm 12, legati
con malta di cemento per una superficie di almeno m² 1
01.P10.F55
Barriera a vapore per manti sintetici di impermeabilizzazione
in polietilene
010 dello spessore di mm 0,4
01.A09.G50
Posa in opera di materiali per isolamento termico (lana di
vetro o di roccia, polistirolo, poliuretano, materiali ...
010 per superfici verticali o simili
005 per superfici in piano e simili
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Unità di
misura
INDICAZIONE DELLE PRESTAZIONI
01.A03.B60
PREZZO
EURO
Consolidamento di terreno di qualsiasi natura e consistenza
con la tecnica del “jet-grouting“, eseguito mediante ...
005 con dosaggio del cemento opportuno per palo di diametro
cm 60 circa
01.A04.B42
ml
69,48
mc
68,40
mc
60,75
mc
6,27
mq
30,78
kg
1,22
Calcestruzzo per uso strutturale preconfezionato in centrale
di betonaggio con cemento tipo 32,5 R a resistenza ...
030 resistenza caratteristica 25 N/mm²
010 resistenza caratteristica 15 N/mm²
01.A04.E00
Vibratura mediante vibratore ad immersione, compreso il
compenso per la maggiore quantita' di materiale ...
005 di calcestruzzo cementizio armato
01.A04.H30
Casseratura per il contenimento dei getti per opere quali
muri, pilastri, archi, volte, parapetti, cordoli, ...
005 in legname di qualunque forma
01.A04.F00
Barre per cemento armato lavorate e disposte in opera
secondo gli schemi di esecuzione
015 in acciaio ad aderenza migliorata Fe B 38 e Fe B 44
01.P22.T60
Maniglione di sostegno a muro ribaltabile in alluminio e
rivestimento esterno in nylon
005 lunghezza cm 90
01.P22.T55
cad
110,70
cad
45,99
cad
99,90
cad
211,50
cad
220,50
mq
168,30
Maniglione per doccia, vasca, w.c., bidet, porte ecc.,
costituito da tubo in alluminio rivestito in nylon
005 diametro esterno mm 35 lunghezza cm 41
01.P22.T50
Corrimano combinato a muro per doccia, costituito da tubo
interno in alluminio e rivestimento esterno in nylon, ...
005 diametro est. mm 35 dimensioni cm 40x65
01.P22.T20
Seggiolino ribaltabile a parete per doccia
005 con supporto a pavimento
05.P75.C70
Provvista e posa di complesso idrante a parete o incasso con
cassetta in lamiera zincata, sportello in acciaio ...
010 con manich. da 20 m - tre effetti - nebulizzato
01.A18.B00
Serramenti metallici,per finestre, porte-balcone e invetriate di
qualunque forma, tipo, dimensione e numero di ...
030 in profilati tubolari di ferro, aventi superficie superiore a m²
2.00
01.A18.B20
Posa in opera di serramenti metallici per finestre, porte
balcone ed invetriate
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INDICAZIONE DELLE PRESTAZIONI
PREZZO
EURO
005 in profilati normali
01.A20.G00
mq
43,47
mq
11,34
cad
165,60
mq
67,86
ml
2,30
mq
28,53
mq
28,53
mc
330,30
mc
513,00
mc
2,65
mc
5,08
mc
51,57
mq
23,22
Verniciatura con pittura a freddo di tipo epossidico a base di
zinco
005 di manufatti esterni, a una ripresa
01.P14.C19
Maniglione antipanico con scrocco alto e basso, maniglia in
acciaio con bloccaggio con chiave e cilindro esterno ...
005 con funzionamento dall'esterno con maniglia
01.P20.B03
Vetrate antisfondamento formate da due lastre di cristallo con
interposto foglio di polivinilbutirrale
050 spessore mm 5+1.52+3
01.P20.C10
Molatura a filo lucido sui bordi di vetri e cristalli
010 spessore mm 8-10
01.A15.A10
Posa in opera di vetri di qualunque dimensione su telai
metallici od in legno, misurati in opera sul minimo ...
030 cristalli temperati
035 vetri antisfondamento
01.A02.B20
Taglio a sezione obbligata eseguito a mano per formazione
di vani, passate, sedi di pilastri o travi, sedi di ...
005 muratura in mattoni o pietrame o volte, per sezioni non
inferiori a m² 0,25
020 muratura in mattoni o pietrame o volte, per sezioni inferiori a
m² 0,25 fino a m² 0,10
01.A01.A15
Scavo generale, di sbancamento o splateamento a sezione
aperta, in terreni sciolti o compatti, oltre i 4 m di ...
010 anche in presenza di acqua fino ad un battente massimo di
20 cm, solo per la parte eccedente i 4 m
01.A01.A55
Scavo a sezione obbligata o a sezione ristretta per opere di
fondazione, in terreni sciolti o compatti, di ...
010 fino a 3 m di profondità rispetto al piano di sbancamento
01.A04.B15
Calcestruzzo per uso non strutturale confezionato a dosaggio
con cemento tipo 32,5 R in centrale di betonaggio, ...
010 eseguito con 150 kg/m³
01.A04.H10
Casserature per strutture in conglomerato cementizio
semplice od armato quali muri di sostegno, muri di controripa
...
005 in legname di qualunque forma
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Unità di
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INDICAZIONE DELLE PRESTAZIONI
01.A04.H00
PREZZO
EURO
Casserature per strutture in cemento armato, semplice o
precompresso, a sezione ridotta quali solette, traversi ...
010 in legname di qualunque forma, ma adatto per getti da
lasciare grezzi in vista
01.A02.A05
mq
51,84
mc
11,07
mc
59,94
kg
2,93
kg
1,99
kg
3,12
mc
710,10
mc
335,70
mq
58,59
mq
29,25
kg
0,69
mc
74,07
Demolizione completa di fabbricati sino al piano di spiccato,
valutata a metro cubo vuoto per pieno compreso ...
030 con struttura portante in c.a. e solai in c.a. o latero - cemento
01.A01.A80
Scavo eseguito a mano a sezione obbligata o a sezione
ristretta, a qualsiasi scopo destinato, in terreni sciolti o ...
080 in assenza d'acqua
01.A18.A10
Carpenteria per grandi orditure o industrializzata, capriate,
tralicci, pilastri e simili, compresa coloritura ad ...
005 in ferro in profilati normali e lavorazione saldata
01.A18.A20
Posa in opera di carpenterie in ferro, per grandi orditure,
tralicci, capriate, pilastri e simili
005 in profilati normali con lavorazione saldata, chiodata o
bullonata
01.A18.A25
Carpenteria varia per piccoli lavori non di serie, come travi
isolate, opere di rinforzo, passerelle pedonali, ...
010 a lavorazione saldata
01.P16.G00
Fornitura di travi, travetti e simili per strutture in legno
lamellare
005 in abete
01.A17.A70
Posa in opera di travi, travetti e simili in legno lamellare con
le lavorazioni e ferramenta occorrenti, nessuna ...
005 compreso il nolo di gru a torre
01.A09.A10
Realizzazione di tetto a tegole curve, esclusa la grossa
travatura e compresa ogni altra provvista, formato con ...
005 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
01.A09.A35
Sovrapprezzo agli articoli 09A10005/t e 09A30005/h
(realizzazione di tetti a tegole curve) per la realizzazione e ...
005 in acciaio inox, dimensioni mm 250x15x0.8
01.P02.E50
Betoncino reoplastico premiscelato antiritiro
005 Per rinforzi strutturali e cuciture
01.A04.C00
Getto in opera di calcestruzzo cementizio eseguito a mano
010 in strutture in elevazione non armate
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Unità di
misura
INDICAZIONE DELLE PRESTAZIONI
01.A20.F38
PREZZO
EURO
Ignifugazione di manufatti in legno e suoi derivati (pavimenti
e strutture di qualunque genere) realizzata ...
005 compresa ogni opera accessoria
05.P67.D30
mq
11,16
kg
3,42
kg
3,10
kg
21,33
kg
3,20
cad
53,46
cad
74,88
ml
14,40
cad
431,10
cad
65,52
cad
7,20
cad
172,56
cad
82,30
Tubi in ferro mannesmann zincati, compresi le staffe di
sostegno, giunzioni, opere murarie, ripristini
010 per diam. sino a 2“
05.P67.D30
Tubi in ferro mannesmann zincati, compresi le staffe di
sostegno, giunzioni, opere murarie, ripristini
015 per diam. oltre a 2“
05.P67.C30
Raccorderia per tubazione zincata
005 ........
05.P67.B85
Provvista e posa in opera profilati in ferro di qualunque forma
e dimensioni
005 qualunque forma e dimensioni
05.P76.D70
Formazione di fori qualunque diametro e dimensioni per
passaggio tubazioni con conseguente ripristino di
005 solette di qualsiasi tipo e spessore
010 volte in muratura
01.A08.A10
Esecuzione traccia per incassamento di tubi aventi diametro
non superiore a 50 mm, compreso il fissaggio degli ...
010 in muri intonacati compreso ripristino intonaco
05.P75.D20
Provvista e posa di idrante a colonna completo di tutto il
necessario
040 DN 80 + UNI 100
05.P75.F70
Sostituzione di cassetta idrante incassata. Rimozione della
cassetta esistente ed installazione di nuova cassetta ...
005 compreso: rimozione, posa, ripristini, tinteggiatura
05.P75.G60
Provvista e posa di cartello con indicazione componenti
antincendio dimensioni cm 24x29 circa
005 ...
07.P01.H 01
Saracinesca in ghisa sferoidale 400 - 12 UNI 4540; corpo
piatto, tenuta in gomma, con sezione interna a passaggio ...
015 DN 80
07.P01.J 01
Valvola di ritegno a doppio battente, a wafer, costituita da
corpo in ghisa sferoidale, battenti in bronzo - ...
015 DN 80
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Pagina 246 di 256
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Unità di
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INDICAZIONE DELLE PRESTAZIONI
07.P01.M 01
PREZZO
EURO
Giunto adattabile, corpo in acciaio e controflangia in ghisa
sferoidale; flangiato UNI PN 10; rivestito con ...
015 per tubi di diametro esterno 84 - 108 mm; diam. 80
08.P01.B 26
cad
122,12
cad
490,84
cad
99,00
cad
26,28
cad
6,35
cad
7,62
cad
11,34
cad
14,85
cad
21,24
cad
27,54
cad
53,46
ml
5,62
Pozzetto di ispezione a sezione rettangolare da 1200x1400
mm, h 1400 mm, spessore parete 130 mm con fondo a ...
005 ...
05.P75.I10
Prova idraulica di impianto antincendio o suoi componenti
alla massima pressione di collaudo per il tempo e la ...
005 ...
05.P75.F60
Collaudo di impianto antincendio secondo norma UNI 9490 e
10779. Collaudo di impianto antincendio con esecuzione ...
005 per ogni idrante UNI 45, UNI 70 o naspo, attacco per
motopompa,
idrante
sottosuolo,
colonnina
idrante
soprasuolo, ...
01.P22.C88
Valvole a flusso avviato in bronzo con anello, (tipo Yenkis)
serie pn 10, attacchi a manicotto, per intercettazione
005 da 1/2“
01.P22.C88
Valvole a flusso avviato in bronzo con anello, (tipo Yenkis)
serie pn 10, attacchi a manicotto, per intercettazione
010 da 3/4“
01.P22.C88
Valvole a flusso avviato in bronzo con anello, (tipo Yenkis)
serie pn 10, attacchi a manicotto, per intercettazione
015 da 1“
01.P22.C88
Valvole a flusso avviato in bronzo con anello, (tipo Yenkis)
serie pn 10, attacchi a manicotto, per intercettazione
020 da 1“1/4
01.P22.C88
Valvole a flusso avviato in bronzo con anello, (tipo Yenkis)
serie pn 10, attacchi a manicotto, per intercettazione
025 da 1“1/2
01.P22.C88
Valvole a flusso avviato in bronzo con anello, (tipo Yenkis)
serie pn 10, attacchi a manicotto, per intercettazione
030 da 2“
05.P76.D70
Formazione di fori qualunque diametro e dimensioni per
passaggio tubazioni con conseguente ripristino di
005 solette di qualsiasi tipo e spessore
01.P08.G00
Tubi in polietilene duro tipo geberit-PE
040 diametro mm 125 - spessore mm 4,9
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INDICAZIONE DELLE PRESTAZIONI
01.A19.E14
Posa in opera di tubazioni, raccordi e pezzi
condotte di fognatura, tubi pluviali, etc, per ...
PREZZO
EURO
speciali, per
020 del diametro di mm 125 e 160
08.P03.H 01
ml
14,40
ml
8,81
ml
10,31
ml
13,69
cad
17,62
cad
32,01
cad
45,02
cad
71,06
cad
254,77
cad
1.869,45
cad
53,46
Provvista e posa in opera di tubi in PVC rigido per fognature
serie UNI EN 1329 tipo 302, compreso il carico e lo ...
010 del diametro esterno di cm 12,5
08.P03.H 01
Provvista e posa in opera di tubi in PVC rigido per fognature
serie UNI EN 1329 tipo 302, compreso il carico e lo ...
020 del diametro esterno di cm 16
08.P03.H 01
Provvista e posa in opera di tubi in PVC rigido per fognature
serie UNI EN 1329 tipo 302, compreso il carico e lo ...
025 del diametro esterno di cm 20
08.P03.H 09
Provvista e posa in opera di ispezioni in PVC rigido per
fognature serie UNI EN 1401. Giunto a bicchiere con ...
010 del diametro esterno di cm 12.5
08.P03.H 09
Provvista e posa in opera di ispezioni in PVC rigido per
fognature serie UNI EN 1401. Giunto a bicchiere con ...
015 del diametro esterno di cm 16
08.P03.H 09
Provvista e posa in opera di ispezioni in PVC rigido per
fognature serie UNI EN 1401. Giunto a bicchiere con ...
020 del diametro esterno di cm 20
08.P03.H 10
Provvista e posa in opera di sifoni in PVC rigido per
fognature serie UNI EN 1401. Giunto a bicchiere con ...
020 del diametro esterno di cm 20
08.P03.G 13
Fornitura e posa di pozzetti di ispezione, di raccordo o di
caduta per fogne tubolari cilindriche, delle sezioni ...
005 dell'altezza fino a m 2,00 (misurata dal piano di appoggio
della platea fino al filo superiore del chiusino)
08.P03.I 19
Fornitura e posa in opera di pozzetto di ispezione in
polietilene o polipropilene, autoportante, composto da base
...
200 di salto, altezza variabile (PEAD strutturato.-corrugato);
diametro 1200, diam. 500
05.P76.D70
Formazione di fori qualunque diametro e dimensioni per
passaggio tubazioni con conseguente ripristino di
005 solette di qualsiasi tipo e spessore
01.P10.F20
Telo impermeabile sintetico, flessibile alle
basse
temperature, costituito da un elastomero
termoplastico
armato ...
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misura
INDICAZIONE DELLE PRESTAZIONI
PREZZO
EURO
005 dello spessore di mm 3
01.A09.B22
mq
6,22
mq
7,47
mq
81,09
ml
15,57
mq
37,26
mq
29,70
mq
158,40
mq
26,64
mc
60,75
mc
60,75
mc
60,75
mc
60,75
Posa a secco di manti sintetici in PVC, comprendente
l'ispezione e preparazione della superficie da ...
005 per impermeabilizzazione di coperture, fondazioni, opere
interrate, bacini, vasche, piscine, parcheggi, viadotti, ...
01.A21.B10
Posa in opera di masselli, rotaie o cordolo marginale alla
pavimentazione comprendente: -la provvista e lo ...
005 in sienite o diorite dello spessore di cm 14-16
01.P18.N40
Guide rette e curve (raggio esterno non inferiore a m 5) di
pietra tipo luserna, dello spessore di cm 6, altezza ...
005 ...
01.A09.A70
Tetto in lastre di lamiera di alluminio, con nervature grecate
longitudinali, posate su correnti di larice rosso ...
005 lamiera tipo allusic, esclusa la grossa orditura
01.A12.B50
Pavimenti in lastre di pietra o marmo, esclusa la sola
provvista delle lastre, compresa ogni lavorazione ...
015 esclusa la lucidatura a piombo
01.P18.P70
Lastroni per balconi in pietra di Luserna di spessore cm 8-9
lato lungo risvoltato e rifilato
005 fino a m 2
01.A17.C80
Posa in opera di gelosie scorrevoli od a gangheri, comprese
le opere accessorie
005 in legname di qualsiasi natura
01.A04.B42
Calcestruzzo per uso strutturale preconfezionato in centrale
di betonaggio con cemento tipo 32,5 R a resistenza ...
010 resistenza caratteristica 15 N/mm²
01.A04.B42
Calcestruzzo per uso strutturale preconfezionato in centrale
di betonaggio con cemento tipo 32,5 R a resistenza ...
010 resistenza caratteristica 15 N/mm²
01.A04.B42
Calcestruzzo per uso strutturale preconfezionato in centrale
di betonaggio con cemento tipo 32,5 R a resistenza ...
010 resistenza caratteristica 15 N/mm²
01.A04.B42
Calcestruzzo per uso strutturale preconfezionato in centrale
di betonaggio con cemento tipo 32,5 R a resistenza ...
010 resistenza caratteristica 15 N/mm²
01.A04.B42
Calcestruzzo per uso strutturale preconfezionato in centrale
di betonaggio con cemento tipo 32,5 R a resistenza ...
Settore Tecnico Ristrutturazioni e Nuove Opere per il Sociale
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Pagina 249 di 256
Capitolato Speciale d’Appalto
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Unità di
misura
INDICAZIONE DELLE PRESTAZIONI
PREZZO
EURO
010 resistenza caratteristica 15 N/mm²
01.A04.B42
mc
60,75
mc
60,75
mc
60,75
mc
60,75
mc
60,75
cad
2,47
mq
34,02
mq
2,41
cad
76,35
cad
71,97
cad
92,48
ml
6,93
Calcestruzzo per uso strutturale preconfezionato in centrale
di betonaggio con cemento tipo 32,5 R a resistenza ...
010 resistenza caratteristica 15 N/mm²
01.A04.B42
Calcestruzzo per uso strutturale preconfezionato in centrale
di betonaggio con cemento tipo 32,5 R a resistenza ...
010 resistenza caratteristica 15 N/mm²
01.A04.B42
Calcestruzzo per uso strutturale preconfezionato in centrale
di betonaggio con cemento tipo 32,5 R a resistenza ...
010 resistenza caratteristica 15 N/mm²
01.A04.B42
Calcestruzzo per uso strutturale preconfezionato in centrale
di betonaggio con cemento tipo 32,5 R a resistenza ...
010 resistenza caratteristica 15 N/mm²
01.A09.A39
Fornitura e posa in opera di gancio fermaneve da applicarsi a
tetto a tegole curve con listellatura orizzontale
005 in rame
01.A17.A80
Falso telaio per il fissaggio dei serramenti alla muratura, dato
in opera, misurato sullo sviluppo effettivo
005 in legno di abete
01.P09.E30
Isolamento acustico fono-impedente al calpestio a strati
differenziati costituito da uno strato di agglomerato di ...
015 in tre strati, con sughero spessore mm 2
01.A19.H15
Formazione di punto di adduzione acqua calda o fredda
realizzato in batteria con allacciamento diretto e senza ...
005 ...
01.A19.H30
Formazione di rete di scarico per apparecchi igienico sanitari
tipo lavelli, lavandini, lavabo, pilozzi, lavatoi, ...
005 ...
01.A19.H40
Formazione di rete di scarico per vasi a sedile o alla turca,
realizzato in batteria con allacciamento diretto e ...
005 ...
02.P02.A16.020
Posa in opera di zoccolino in ceramica, cotto, klinker o
similari di altezza cm 8-10
010 ...
01.P22.T25
Specchio reclinabile per disabili in tubo di alluminio rivestito in
nylon, sistema di inclinazione frizionato e ...
005 colore bianco
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Unità di
misura
INDICAZIONE DELLE PRESTAZIONI
01.A19.G10
PREZZO
EURO
cad
264,60
cad
26,19
cad
487,80
mq
10,53
ml
109,80
ml
22,50
ml
730,80
%
15%
dmq
6,41
kg
1,53
mq
2,53
mq
2,53
Posa in opera di apparecchi igienico-sanitari completi di
accessori, compreso l'allacciamento alle tubazioni di ...
230 specchio reclinabile per disabili
01.P22.T15
Box a due lati per piatto doccia a filo pavimento, con profili in
alluminio verniciato e pannelli in vetro ...
005 altezza cm 100 larghezza cm 90
01.P09.G00
Pannelli
tipo
autoestinguente
bitumato ...
sandwich
rigidi con
in
poliuretano
espanso
rivestimento in cartonfeltro
030 spessore mm 60, densita' 35 kg/m³
01.P05.E00
Canna fumaria formata da elementi autoportanti composti da
camicia esterna in calcestruzzo leggero vibrocompresso ...
040 Diametro interno del refrattario cm 40
01.A08.B16
Posa in opera di canna fumaria formata da elementi
autoportanti composti da camicia esterna in conglomerato
...
010 per sezioni interne da cm² 1201 a cm² 3000
05.P63.B30
Canna fumaria completamente in acciaio inox a sezione
circolare a doppia parete con intercapedine di 75 mm di lana
...
075 condotto con pezzi speciali diam. int. mm 406
05.P76.A10
Posa in opera di canne fumarie di cui agli articoli 63B20,
63B30, 63B40, (ponteggio da conteggiare a parte)
005 aumento sui prezzi di detti articoli
05.P73.F50
Provvista e posa in opera di bocchette di transito in alluminio
con cornice perimetrale o controtelaio
005 ..........
01.A02.B85
Demolizione e rimozione di strutture metalliche di qualsiasi
natura, di tubazioni metalliche, di componenti ...
005 con carico e trasporto alle pubbliche discariche
01.P09.F10
Lastre piene
fonoisolanti
in
gesso
protetto
per
controsoffittature
005 dello spessore di mm 10
01.P09.F10
Lastre piene
fonoisolanti
in
gesso
protetto
per
controsoffittature
005 dello spessore di mm 10
01.P09.F10
Lastre piene
fonoisolanti
in
gesso
protetto
per
controsoffittature
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Unità di
misura
INDICAZIONE DELLE PRESTAZIONI
PREZZO
EURO
005 dello spessore di mm 10
01.P09.F10
Lastre piene
fonoisolanti
in
gesso
protetto
per
mq
2,53
mq
2,53
cad
77,99
ml
243,06
cad
33,90
cad
16,78
cad
203,83
controsoffittature
005 dello spessore di mm 10
08.P03.N 03
Costruzione di cameretta per la raccolta delle acque stradali
eseguita in conglomerato cementizio, compreso lo ...
005 delle dimensioni interne di cm 40x40 ed esterne di cm
80x90x75 (media altezza)
08.P03.N 05
Pozzo d'ispezione inserito su fognature di qualunque
profondita' compresi i gradini in acciaio inox antiscivolo ...
005 ...
08.P03.N 12
Posa in opera di bocchette a griglie o a gola di lupo per
scarico delle acque piovane alle quote della ...
005 ..
08.P03.N 16
Posa in opera di chiusini tipo“a pie' di gronda“ o simili, delle
dimensioni max di cm 40x40, su marciapiedi, in ...
005 ...
08.P03.F 04
Fornitura e posa di chiusino di ispezione in ghisa sferoidale
rispondente alle norme UNI EN 124, classe D 400 per ...
010 peso ca kg 100: telaio quadrato lato mm 850-passo d'uomo
mm 600 minimi
08.P01.I 26
Ghisa sferoidale in getti (normativa UNI EN 124) per griglie e
chiusini classe d 400 - c 250 - b 125
005 ...
08.P03.H 11
kg
1,90
ml
46,49
ml
60,54
mq
72,45
cad
885,60
Fornitura e posa in opera di tubazioni in PVC ø 200 mm tipo
SN 8 kN/m² conformi alla norma UNI EN 1401 per ...
005 diametro esterno 200 mm
08.P03.H 12
Fornitura e posa in opera di tubazioni in PVC ø 200 mm tipo
SN 8 kN/m² conformi alla norma UNI EN 1401 per ...
005 diametro esterno 250 mm
01.P20.B00
Vetrate isolanti termoacustiche tipo vetrocamera formate da
due lastre di cristallo, normale o antisfondamento, e ...
090 due lastre di cristallo antisf. mm 3+0.38+3
06.P49.B.03.B
Torrini di estrazione trifasi alimentazione 380/220 V, 50 Hz
030 torrino di estrazione 3f 2 vel. 3750/5000 m³/ora
06.P49.B.03.C
Accessori per torrini di estrazione
045 commutatore di velocita' trifase
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Unità di
misura
INDICAZIONE DELLE PRESTAZIONI
06.P49.B.01.B
PREZZO
EURO
cad
66,96
cad
15,12
cad
3,63
cad
790,20
cad
5,92
cad
5,92
cad
7,89
cad
72,63
cad
19,80
mq
0,81
mq
1,25
mc
56,07
ml
16,47
mq
8,74
cad
28,17
Accessori per estrattori elettrici serie civile
010 timer elettronico programmabile 3-20 minuti
020 griglia fissa
06.A49.B.03.A
Posa in opera di torrini di estrazione
020 p.o. torrini di estrazione fino 5000 m³/ora
06.A49.B.03.B
Posa in opera di accessori per torrini di estrazione
030 p.o. commutatore di velocita'
06.A49.B.01.B
Posa in opera di accessori per estrattori elettrici
010 p.o. timer elettronico programmabile
020 p.o. griglia fissa o a gravita'
06.P49.B.01.A
Estrattori elettrici serie civile
040 estrattore da muro chius. autom. 300 m³/ora 45 W
06.A49.B.01.A
Posa in opera di estrattori elettrici
010 p.o. estrattori elettrici da muro
01.P27.L45
Telo per pacciamatura permeabile all'acqua, in polipropilene
stabilizzato U.V.
005 in rotoli con larg. compresa tra cm 165 e cm 315
20.A27.A45
Posa telo pacciamante su aiuole gia' preparate per il
piantamento, compresa la sagomatura, l'ancoraggio al suolo
...
005 in pvc drenante
01.P27.G45
Lapillo vulcanico alveolare a cellule aperte per pacciamatura,
substrati di coltivazione, colture in vaso, pH = 7, ...
010 in sacchi da l 33
20.A27.A50
Formazione di siepe, compreso lo scavo, il carico e trasporto
in discarica dei materiali di risulta, il concime a ...
005 fossa delle dimensioni di cm 40x50
20.A27.A10
Formazione di prato, compresa la regolarizzazione del piano
di semina con livellamento sminuzzamento e ...
035 compreso, inoltre, lo scavo del cassonetto di cm 40, la
fornitura e stesa di terra agraria
01.P27.A10
Fornitura compreso il trasporto e lo scarico sul luogo del
piantamento delle sottoelencate specie arboree. Cfr = ...
285 dyospiros lotus cfr=10 - 12 ha=2.20 z
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INDICAZIONE DELLE PRESTAZIONI
01.P27.A10
Unità di
misura
PREZZO
EURO
Fornitura compreso il trasporto e lo scarico sul luogo del
piantamento delle sottoelencate specie arboree. Cfr = ...
425 morus alba; m.a. pend; m. platan. cfr=18 - 20 z
01.P27.A10
cad
127,80
cad
182,70
cad
36,18
cad
88,65
cad
39,15
cad
39,15
cad
6,26
cad
65,16
cad
2,66
cad
5,25
mq
22,95
mq
19,17
Fornitura compreso il trasporto e lo scarico sul luogo del
piantamento delle sottoelencate specie arboree. Cfr = ...
480 prunus avium; serr.; subhirt. cfr=20 - 25 ha=2.20 z
20.A27.A60
Messa a dimora di alberi comprendente: scavo della buca,
carico e trasporto in discarica del materiale di risulta, ...
005 buca di m 1x1x0,70
01.P27.A30
Fornitura compreso il trasporto e lo scarico sul luogo di
piantamento delle sottoelencate specie arbustive ...
130 camellia japonica in varieta' h=1.25 - 1.50 z/v
01.P27.A30
Fornitura compreso il trasporto e lo scarico sul luogo di
piantamento delle sottoelencate specie arbustive ...
135 camellia sasanqua h=0.80 - 1.00 z/v
01.P27.A30
Fornitura compreso il trasporto e lo scarico sul luogo di
piantamento delle sottoelencate specie arbustive ...
180 clerodendron trichotomum h=2.00 - 2.50 z
01.P27.A30
Fornitura compreso il trasporto e lo scarico sul luogo di
piantamento delle sottoelencate specie arbustive ...
300 hydrangea hortensis in var. h=0.6 - 0.8 r=5 z/v
01.P27.A30
Fornitura compreso il trasporto e lo scarico sul luogo di
piantamento delle sottoelencate specie arbustive ...
470 malus floribunda - m. alden. cfr=10 - 12 alb z
01.P27.A50
Fornitura compreso il trasporto e lo scarico sul luogo del
piantamento delle sottoelencate specie perenni e/o ...
210 lavandula vera, l. angust. v=18
01.P27.A60
Fornitura di rosai, esenti da malattie, ben ramificati, forniti
secondo le indicazioni della Direzione Lavori
025 rosai coprisuolo da talea in var. r=3 - 4 v=10
20.A27.A70
Messa a dimora di specie tappezzanti arbustive compresa la
provvista di terra vegetale, la miscela di terriccio ...
010 compreso lo scavo di sbancamento della profondita' di cm
40, il carico ed il trasporto in discarica
20.A27.A75
Messa a dimora di specie tappezzanti erbacee compresa la
provvista di terra vegetale, la miscela di terriccio ...
010 compreso lo scavo di sbancamento della profondita' di cm
30, il carico e il trasporto in discarica
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Unità di
misura
INDICAZIONE DELLE PRESTAZIONI
20.A27.A68
PREZZO
EURO
Messa a dimora di arbusti comprendente scavo della buca,
carico e trasporto in discarica del materiale di ...
010 buca di cm 50x50x50
01.P12.E60
cad
11,07
kg
0,91
kg
2,93
mq
13,32
mq
8,03
mq
11,34
cad
5.114,83
mq
7,36
mq
1,32
mq
4,13
mq
0,55
cad
20,07
mq
13,32
Profilati a freddo in ferro
010 a struttura tubolare chiusa e saldata
01.A18.A70
Posa in opera di piccoli profilati
005 in ferro, in leghe leggere al cromo, alluminio o in ottone
01.A20.C05
Sabbiatura eseguita su manufatti esterni
010 tipo industriale per la pulizia di superfici metalliche
01.A20.F50
Coloritura con una ripresa di antiruggine a basedi olestenolici
ai fosfati di zinco, su superfici metalliche
005 di manufatti esterni
01.A20.G00
Verniciatura con pittura a freddo di tipo epossidico a base di
zinco
005 di manufatti esterni, a una ripresa
03.P13.F 04
IN PIETRA OLLARE
005 Sistema di riscaldamento per irraggiamento, costituito da
stufe in steatite o pietra ollare (in magnesite e ...
01.P25.A60
Nolo di ponteggio tubolare esterno eseguito con tubo - giunto,
compreso trasporto, montaggio, smontaggio e piano ...
005 per i primi 30 giorni
010 per ogni mese oltre al primo
01.P25.C20
Nolo di piano di lavoro, in legno, regolamentare compreso la
struttura di sostegno, l'approntamento e il disarmo ...
005 ...
01.P25.C25
Nolo di piano di lavoro, in legno, regolamentare per ogni
mese oltre il primo, misurato in proiezione orizzontale
005 ...
16.P03.A 01
OPERE FINITE
125 Rifacimento di basamento per transennatura.
Rifacimento di basamento per transennatura di qualsiasi tipo
a ...
01.P09.N00
Pannelli autoportanti a geometria variabile in polistirene
espanso
005 ...
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INDICAZIONE DELLE PRESTAZIONI
01.P09.N00
Unità di
misura
PREZZO
EURO
Pannelli autoportanti a geometria variabile in polistirene
espanso
005 ...
01.P09.N00
mq
13,32
mq
13,32
mq
13,32
mq
13,32
mq
13,32
mq
13,32
mq
60,21
Pannelli autoportanti a geometria variabile in polistirene
espanso
005 ...
01.P09.N00
Pannelli autoportanti a geometria variabile in polistirene
espanso
005 ...
01.P09.N00
Pannelli autoportanti a geometria variabile in polistirene
espanso
005 ...
01.P09.N00
Pannelli autoportanti a geometria variabile in polistirene
espanso
005 ...
01.P09.N00
Pannelli autoportanti a geometria variabile in polistirene
espanso
005 ...
01.A23.C20
Acciottolato per strade, cortili, cunettoni, etc, formato da
ciottoli di forma ovale di circa cm 12x8, fissato su ...
005 con ciottoli forniti dalla ditta
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