Download Visualizza/apri
Transcript
più bassa. Questa decorazione viene realizzata sopra smalto 366 o vernice già cotti, e i colori usati si vetrificano in cottura perché opportunamente preparati con fondenti adatti. La decorazione viene eseguita con colori speciali (quelli vetrificabili in muffola) e la cottura si realizza in forni a gas muffolati o elettrici a 650-700 °C: per evitare difetti causati dalla cottura, è necessari che vi sia una differenza di 250°C tra la seconda cottura (già effettuata) ed il terzo fuoco367. Il terzo fuoco era molto diffuso in passato; dalle fabbriche di ceramica (specialmente di porcellana) gli oggetti uscivano pronti per essere solo decorati e ricotti in forni a basso fuoco. Tale tecnica, oggi, rappresenta un nuovo campo aperto ai ceramisti (soprattutto quelli più affermati) che, sempre più numerosi, la applicano alle ceramiche da loro stessi prodotte potendo così svincolarsi dalle forme standardizzate creandone di nuove. Le cotture a terzo fuoco riguardano la decorazione a lustro e quella a decalcomanie: queste cotture speciali (lustri metallici, decalcomanie e pietra lavica) non rappresentano produzioni tipiche della tradizione calatina ma vengono, comunque, praticate da alcuni ceramisti locali. 5.5.9.1 Lustri metallici La decorazione a lustro si applica su una superficie ceramica che abbia già sopportato due cotture (quella di biscottatura e quella del rivestimento): l’effetto che si ottiene è un riflesso lucido a terza cottura avvenuta. I lustri più diffusi in ceramica sono: oro, argento e lustri colorati368. Oro: esistono molti tipi di ori per ceramica più o meno ricchi (aventi titoli dal 10% in su) e vari riflessi (giallastri, rossastri, verdastri). L’oro per ceramica è, comunemente, un liquido bruno e denso (ma ne esistono in commercio anche di pasta o polvere); può anche essere brillante o mat (detto anche oro zecchino; più ricco del primo). Per ottenere l’effetto lucido dei lustri, il mat, a differenza dell’oro brillante che esce dal forno già lucido, deve essere strofinato (brunito) con della sabbia finissima bagnata o con paglia di vetro. L’oggetto da decorare non deve essere troppo caldo o troppo freddo, né umido e completamente privo di polvere; il rischio è che l’oro non si applichi bene. I ceramisti che utilizzano questa tecnica riescono ad influire sulla tipica colorazione dell’oro, allungandolo con acqua raggia o con del fondente liquido, rendendola più sbiadita o leggermente rosea o violacea. Con altri espedienti si ottengono ulteriori effetti differenti. 366 Nel caso di vernice si usa il termine “sopravetrina”, nel caso di smalto “soprasmalto”. Il biscotto prima cottura), smaltato e cotto (seconda cottura), viene decorato e cotto per la terza volta. 367 N. CARUSO, Ceramica …, op. cit., pp. 314 368 Esistono anche i lustri cavillati, marmorizzati e gocciolanti. Questi però sono poco diffusi. 255