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4.1- Introduzione Gli obiettivi da conseguire negli interventi di riparazione e manutenzione sono il ripristino delle caratteristiche di regolarità, aderenza e portanza, l’eliminazione di eventuali difetti di esecuzione o progettazione evidenziati durante l’esercizio dell’infrastruttura, e l’eliminazione con piccole riparazioni di quei difetti che, se trascurati, porterebbero a danneggiamenti ben più gravi richiedendo quindi risanamenti profondi e costi maggiori. Ad esempio risulta necessario impedire o almeno limitare la penetrazione delle acque attraverso fessure e giunti non impermeabilizzati o drenaggi non correttamente funzionanti in quanto questo fenomeno provocherebbe il degrado degli strati legati, la riduzione della capacità portante degli strati non legati, la conseguente accelerazione della perdita di portanza o accentuazione degli effetti di gelo e disgelo. La determinazione degli interventi più idonei in presenza di un certo tipo di degrado ha sempre una certa libertà di scelta che deve essere supportata dall’esperienza e da precisi procedimenti. Questa è inoltre influenzata dal grado di urgenza e dalla durata dell’intervento, dai mezzi disponibili ed infine da disposizioni di carattere politico economici che indirizzano gli obiettivi primari della manutenzione. Essenzialmente la scelta tra le varie strategie va fatta tra metodi di intervento preventivo, cioè quelli applicati prima che si evidenzino danni importanti, e quelli di intervento curativo, che mirano a risanare situazioni con evidenti danni per i quali non è più conveniente l’adozione di tecniche manutentive “superficiali”. Naturalmente i risanamenti superficiali non potranno garantire una durata equivalente rispetti agli interventi profondi, ma comportano un minor impegno economico e temporale, sia in ambito progettuale che per la durata delle lavorazioni stesse. Le operazioni di intervento sono da dimensionare in base all’entità e le caratteristiche del traffico presente, all’età della pavimentazione e al tipo di pacchetto caratteristico dell’infrastruttura in oggetto. La catalogazione delle tipologie di intervento trattata in questo paragrafo è valida per pavimentazioni flessibili e semi-rigide e può essere divisa in due macro-categorie. Gli interventi di manutenzione trovano applicazione in presenza di modesti o trascurabili degradi della sovrastruttura (strati legati con conglomerato bituminoso: base, binder, manto d’usura), gli interventi di riabilitazione invece trovano applicazione in situazioni di degrado con alto livello di severità che interessa tutta la struttura, fondazione e sottofondo compresi. Manto d’usura Strati legati con conglomerato bituminoso Strati non legati con conglomerato bituminoso Binder o Strato di Collegamento Strato di base Fondazione (misto granulare o misto cementato) Sottofondo 77