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Per esempio, quella sera non si recava da alcuna donna fatale, ma dal vecchissimo
amico e compagno di studi Sergio, attuale collega, che ogni tanto lo invitava a cena più
che altro per compassione, visto come Ivano appariva sempre più abbattuto, distratto, in
preda ad una pena inconfessata ma cocente. Awiò la macchina sulla rampa di uscita.
Sergio (beato lui!) aveva un tranquillo amoroso rapporto coniugale con una simpatica ed
intelligente brunetta di nome Clara.
Fu proprio Clara, al termine della cena, mentre centellinavano un ottimo brandy spagnolo
invecchiatissimo, a gettar lì l'idert di nspolverare il baracchino ormai disusato da tanti mesi
per vedere se qualcuno tra i vecchi CB fosse rimasto in frequenza. La proposta fu subito
accolta con entusiasmo; Sergio temeva certi silenzi di Ivano post-prandiali, certe imbarazzate
allusioni, certi sguardi lont8ni e tristi, una certa qual noia che ogni tanto iniziava a serpeggiare
in quelle serate. L'apparecchio fu prontamente estratto dalla scatola in cui giaceva, collegato,
provato. FunZionava benissimo. r:ra un mercoledì e moltissimi amici della frequenza certa­
mente seguivano il film alla 1V e si preparavano per gustare il campionato europeo dei pesi
medi seguente, quindi si udivano poche voci.
Diversi canali erano liberi, e solo sul 10 si svolgeva un QSO piuttosto animàto; Ivano
udì con sorpresa e nello stesso tempo con una strana fitta la voce della sorella della moglie
Paola che ne faceva parte. La sorella, nubile, viveva ancora con i genitori ed era una cara
ragazza: dolce, riservata, tanto tanto ingenua. Voleva mutar subito canale, Ivano, ma prima
che potesse suggerirlo, Sergio che era al microfono aveva breccato e si apprestava ad en­
trare in ruota. Infatti poco dopo gli fu passato il microfono da un vecchio CB che l'aveva
salutato con gran calore. Fu allora che accadde il fatto determinante, Sergio, tutto giulivo,
annunciò che modulava in tandem con uno dei migliori CB dei vecchi tempi che certo tutti
ricordavano, Carrera, alias Ivano! Costui era esterefatto, allibito; se la sorella della moglie
avesse r::1ccontato che lui non era per nulla con la voluttuosa Liliana, ma borghesemente a
cena con dei saggi e tranquilli amici, la Paola chissà come si sarebbe divertita!
Il castello di menzogne eretto orgogliosamente sarebbe andato in pezzi, e la moglie
mentre era tra le braccia del suo Federico, quali risate perfide avrebbe potuto fare al pensiero
che Ivano, malinconico e solitario, era costretto per far passare il tempo a modulare un poco
in CB! Comunque, le apparenze dovevano essere salvate, E;d Ivano brandì il microfono per
salutare "circolarmente" tutti gli amici. La voce gli tremava alquanto, era il sottotono, si com­
prendeva che faceva sforzi tremendi per sembrare allegro, disinvolto. Passò il microfono
all'unica persona che nel suo imbarazzo ricordasse, alla sorella della moglie. Questa, garrula
e ridanciana, sparò la propria bomba: "ma guarda che combinazione!"
Annunciò, "ma che bella sorpresaaa! Anch'io, anch'io ho il mio asso nella manica
amici ed amiche; sapete con chi modulo in tandem? Nientemeno che con la più nota CB
del quartiere, con mia sorella Pao.." Click!
L'emissione si interruppe. "Qualcuno" aveva tolto l'alimentazione al radiotelefono della
ragazza precipitosamente. "Qualcuno" che era ben facile immaginare chi si fosse!
Il QSO andò avanti-con alterne vicende, snodandosi in modo consueto. "Misteriosa­
mente" la sorella di Paola non rientrò nella ruota anche se richiamata più volte: tutti convennero
nel pensare che il suo baracco avesse subito un guasto improwiso; tutti meno Ivano. Questi,
si congedò dagli ospiti con insolita gaiezza, tanto da far pensare che avesse bevuto un
t;:mtinello in più di quel che poteva sopportare. Abbracciò Sergio ed anche Clara, scese le
scale ::1 saltelli, fischiettando, piroettando, senza prendere 1'::1scensore, ma lasciandosi sci­
volare ::1 tratti sul corrimano.
Più tqrdi, Ivano e Paola si ritrovarono nel salotto di casa. Ambedue avevano i visi
tirati, ma sotto sotto faceva capolino una espressione ironica ed un pò tenera. Si studiavano.
Ivano infine chiese: "non era di buon umore Federico, stasera?"
"Beh, più o meno come Liliana" rispose Paola maliziosa.
Improvvisamente ad Ivano tremò 1'::1ngolo della bocca, sempre più forte, dovette sorri­
dere e poi esplose in unq risat::1 gr::1nde, gioiosa, liber::1toria, Paola fece eco e i due si abbrac­
ciarono, si strinsero, si baciarono dopo tanto tempo "come una volta". Erano felici.
Il giorno dopo, ciascuno tornò a casa con uno scatolone sotto il braccio; avevano
acquistSlto, reciprocamente qll'insaput::1, due barqcchi nuovi.
GIANNI BRAZIOLI
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