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In serie al ramo troviamo JAF2 "smor­
zata" da R2 , vi è poi un passante , C2.
Tutto qui ; massima semplicità , massi­
ma efficienza, un tutto che è imposto
alla massima essenzialità senza scader
nel rudimentale. Le prestazioni le abbia­
mo anticipate , ma comunque le ripetiamo
più in dettaglio qui ; con 1 3 ,8 V di alimen­
tazione ricavati da un alimentatore sta­
bilizzato per amplificatori RF-CB, si
hanno i seguenti rapporti di potenza :
CHI USURA
I N FERIORE
INGRESSO
2
3
3 ,5
4
5
C I RCUITO
STAM PATO
J
C HASS I S
RADIATORE
Hg. 4
A ssemblaggio del/'amplificatore lineare. Le viti autofilettanti che stringono la basetta
stampata si fissano nel radiatore metallico, permettendo in tal modo un montaggio semplice
ed ifficace.
-
mento. L'avvolgimento L2 (in pratica
una spira aperta, ad "U") compensa l'
ingresso dello stadio di potenza. TR I
naturalmente è connesso ad emettitore
comune, e JAFI "chiude" il circuito
per l'autopolarizzazione in classe B-C.
Il resistore R 1 evita qualunque risonanza
nell'elemento induttivo , annullandone il
"Q".
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L'accordo dell'uscita impiega L4 ; CP2
e CP3 consentono di raggiungere il mas­
s imo guadagno ed il miglior adattamento
all'antenna impiegata, che deve avere
una impedenza di 50 Q. Per l'alimenta­
zione del collettore del TRl , è presente
una linea abbondantemente filtrata ; si
nota il gruppetto di ingresso che com­
prende C3, C4 e C5.
W
W
W
W
W
USCIT A
20
28
32
35
W
W
W
W (valore d'impiego
contino)
38 W (valore per impiego intermittente)
Sino a 35 W, l 'amplificatore se è posto
in un luogo ventilato (si deve evitare in
ogni caso di racchiuderlo) funziona a
tempo indeterminato senza entrare nel
sovraccarico termico ; oltrepassato que­
sto valore però il surriscaldamento avvie­
ne abbastanza in fretta, quindi l'ampli­
ficatore può essere spinto oltre solo se
si installa nelle vicinanze un comune
ventilatore da tavolo puntato sul radiato­
re o si arricchisce il tutto con una ventola
fissa, che comporta una spesa di circa
10.000 lire in più.
Vediamo o ra il montaggio.
L'amplificatore, come abbiamo detto
impiega una meccanica razionale ed
elementare. Lo "chassis" è una semplice
lamiera i n ferro anodizzata e p iegata ad
"U" in modo da poter essere chiusa con
un "fondo" dello stesso materiale. Le
dimensioni della scatola che così si forma,
sono 1 30 mm in lunghezza, 80 mm in
profondità, 35 mm in altezza, Sopra allo
chassis è montato un radiatore grande
quanto il piano , come area, e munito di
otto alette alte 20 mm (si vedano le foto­
grafie e la figura 4).
Sul "fronte" dello chassis è montato
un connettore coassiale SO-239, che ser­
ve per ricevere i segnali d'ingresso ,
mentre il connettore di uscita è sul retro.
La basetta a circuito stampato che
sorregge ogni parte è doppia ramata :
misura 1 1 5 mm per 75 mm. Il lato è
posto a contatto con la scatola-conteni­
tore, è un piano di massa continuo, che
reca solamente un foro per il passaggio
del "vitone" del TR l . L'altro lato reca
le p iste, mostrate in scala 1 : 1 nella fig. 2.
È importante notare che il p iano di mas­
sa è unito al negativo generale con otto
ribattini in ottone. Tali rivettini sono
indispensabili; ignorandoli , l'amplifica­
tore potrebbe autooscillare , ed in tutti
i casi si manifesterebbe instabile; talvol­
ta, come si vede, piccoli accorgimenti
hanno grande impo rtanza ai fini del
risultato.