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A2 - La variante Nietzsche, il "terzo Dioniso". C'è un pessimismo della forza? Nietzsche, Tentativo di autocritica Confessiamo che affrontare la variante nicciana della Persuasione ci mette un po' a disagio. Nietzsche è un autore che attrae inevitabilmente nel vortice del suo pensiero e della sua "follia" ogni tentativo di accostamento; anche il nostro, per quanto contingente e irrisorio, cioè votato a tracciare esclusivamente eventuali affinità o meno col dettato michelstaedteriano. Proprio il fatto che quest'accostamento nostro malgrado "ci si imponga" pur parlando di Michelstaedter (che è per noi, negli esiti, un altro mondo rispetto al filosofo tedesco) testimonia, nel suo piccolo, di come la potenza e il fascino "ambiguo" di Nietzsche faccia valere tutta la sua autorità; ossia di come si sia iniettato a livello genetico nell'orizzonte pensante della sua posterità al punto che, a tutt'oggi, ogni nuova ricerca filosofica, ogni nuova proposta etica, insomma ogni "progresso" della speculazione deve fare innanzitutto i conti col suo nichilismo, eletto all'unanimità a spartiacque, e deve innanzitutto difendersi dall'accusa terribile di essere un valore, la più immediata che le viene rivolta contro, al pari di un'offesa. Ribaltando la prospettiva (ma il senso permane identico), ogni affermazione di forza genuina, ogni progetto di nuova umanità, ogni rinnovato accenno "persuasivo" viene inteso come partorito, per germinazione più o meno consapevole, in seno alla transvalutazione, come se nella debacle di cui siamo gli omertosi testimoni Nietzsche fosse l'unico garante di sincerità, l'unico punto di riferimento, l'unico abbrivo di pensiero che prometta onestà. Così, anche la Persuasione michelstaedteriana è passata al vaglio del "pensiero danzante", e a tal proposito il travaglio ermeneutico dei suoi esegeti filonicciani è stato alacre: si è visto, cioè, nel vir un figlioccio o un fratellastro minore dell'Übermensch, nella sua aspirazione "autarchica" (ovvero, autonoma) una volontà di potenza più ingenua ma non meno violenta: una sorta di carbonio impoverito. Michelstaedter sarebbe la traduzione provinciale del nichilismo cosmico-europeo: egli starebbe a Nietzsche come il grimaldello al martello. Ci viene voglia di liquidare il discorso con due battute: [1] la Persuasione è effettivamente e fieramente un valore; [2] definire nicciano Michelstaedter sarebbe come chiamare nicciano Socrate (è Socrate, infatti, il riferimento dichiarato del Goriziano), il che paleserebbe la vanità e la risibilità dell'accostamento. Tuttavia, per non prestare il fianco ad inevitabili contrappelli, preferiamo - come sempre parlare di Michelstaedter (e qui della sua presunta filiazione da Nietzsche) attraverso le sue stesse parole. Innanzitutto, è da dire che chi cercasse riferimenti espliciti al filosofo tedesco nelle opere del Goriziano, come nel caso di Schopenhauer, rimarrebbe deluso. Si contano a stento sulle dita di una mano, e Nietzsche risulta praticamente ignorato ne La persuasione e la 157