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Come influisce l’alimentazione
nello sviluppo dentale?
a cura di
L’aumento delle malocclusioni dentali è strettamente legato
al modo in cui oggi alleviamo i nostri figli
Grande rilevanza ha l’alimentazione dei nostri figli. Intorno al 6°–7°
mese spuntano i primi denti, di solito ad uscire sono gli incisivi inferiori
e successivamente quelli superiori,
si instaura così il primo rapporto
occlusale. Nel secondo anno di vita
tale rapporto va a coinvolgere gli incisivi, i canini e i primi molari. Questi importanti cambiamenti anatomici determinano una limitazione
della mobilità della mandibola e ci
dicono che la funzione masticatoria
è matura per accettare alimenti più
consistenti.
Ben vengano, quindi, cibi difficili,
che necessitano di una masticazione
lunga e molto efficace, obbligando
ad un buon lavoro l’apparato orale,
allenando anche l’attività linguale.
Se è vero che la grandezza dei denti
viene ereditata dai genitori, le dimensioni della mandibola dipendono
anche dall’esercizio. Una masticazione vigorosa stimola uno sviluppo
adeguato di mascella e mandibola
ed evita l’affollamento dei denti, che
è il problema più comune di fronte
al quale si trova l’ortodonzista. Anche l’aumento delle malocclusioni,
quindi, è legato fatalmente a come
alleviamo i nostri figli. Oggi molti
bambini sviluppano quadri critici di
carie sin sui denti da latte, preziosi
per la crescita armonica delle arcate
e per l’alimentazione e la crescita del
bambino stesso. I motivi sono differenti, ma le componenti primarie
sono la scorretta alimentazione con
abbondanza di dolciumi o bevande
zuccherate. Il discorso si complica per lo sviluppo delle arcate. Infatti noi sappiamo che le
malocclusioni possono derivare
da diversi fattori, innanzitutto
la genetica, poi i traumi, la
presenza di carie sui denti decidui e le abitudini
viziate, ma anche alimentazioni scorrette o non proprie,
che non consento-
no un corretto “lavoro” dell’apparato
masticatorio.
Noi sappiamo che la funzione può influenzare anche la forma. Ad esempio il braccio destro di un tennista
diventa ben più muscoloso del sinistro (o viceversa). Questo si applica
anche alla masticazione: la malocclusione, a parte i casi prettamente
genetici, può derivare da una sorta
di “atrofia da non uso”. Avete presenti i muscoli di un arto dopo quaranta giorni di gesso? La stessa cosa!
Le arcate possono non svilupparsi
adeguatamente, se non stimolate
dall’intensa attività muscolare. Lo
stesso accade per il frenulo linguale, che può essere corto per motivi
costituzionali, ma anche per questo
sistema, che vede un uso minimale
delle strutture orali, tutte, compresa
la lingua, che rimane pigra, bassa ed
il frenulo non si allunga. Questo, poi,
man mano che si cresce, determina
una postura errata della lingua od
un non completo sviluppo delle attività.
Un bambino deve essere allevato
con più equilibrio, a partire dall’alimentazione, seguendo i vari momenti della crescita e dello sviluppo,
assecondando le necessità che tale
sviluppo comporta e rispettando i bisogni della crescita.
Potete inviare le vostre domande a:
[email protected]
L’ODONTOIATRA RISPONDE