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simpatico Yanez De Gomera (5:432/347.2) scriveva al suo
caro amico Sandokan (5:432/347.1) le parole che sotto
riporto, sull'argomento "Guarda che c'entra l'acqua!"
Ovviamente il giochino, per quanto divertente sulle prime, è
futile ed inutile se si considera che la macro verrà ripetuta
automaticamente in tutti i messaggi. Farà ridere una volta, dopo
di che sarà solo rumore.
Ho accennato all'origin: si tratta dell'ultima riga di ogni
messaggio echo, in cui c'è un campo fisso che è l'indirizzo di
rete del mittente ed un campo libero che contiene, in una
cinquantina di caratteri, il motto caratteristico del mittente
stesso. Può essere una massima, una battuta di spirito, il nome
di un personaggio che si ammira, un nonsense, una semplice
presentazione o qualunque altra cosa si desideri. In genere la
gente fa a gara per avere l'origin più... originale (mi si passi
il pietoso gioco di parole) e leggendo le origin dei vari
messaggi si possono ammirare diversi esemplari divertenti.
Purtroppo è invalsa anche l'americanata di corredare gli editor
di un pacco di origin preconfezionate, quindi a volte la
creatività ne risente. Esistono utenti che conservano la stessa
origin per tutti i propri messaggi, utilizzandola come una sorta
di "marchio di fabbrica", altri che ne adottano una diversa per
ogni area echo che frequentano, altri ancora che cambiano origin
ogni volta, magari intonandola al messaggio come una cravatta.
Infine
esistono
editor
che
permettono
di
inserire
automaticamente una origin presa a caso da una lista e persino
editor che permettono di "rubare" l'origin spiritosa di un
messaggio che stiamo leggendo per aggiungerla nella propria
lista. Scrivere un'origin simpatica è un interessante esercizio
di creatività in quanto costringe ad essere
pregnanti e
spiritosi in uno spazio molto limitato. Per poter scrivere
un'origin bisogna però essere point (o sysop): gli utenti
interattivi infatti avranno come origin quella della BBS che li
ospita.
Un ulteriore dettaglio, stavolta di natura tecnica, che le
policy di area non mancano di ricordare, è che si fa espresso
divieto di utilizzare i caratteri al di fuori del set ASCII a 7
bit (v. appendice B, pag. 70). Questo perché i caratteri "alti"
(128 - 255) non sono standardizzati fra le varie macchine e
dunque renderebbero illeggibili i messaggi nel passaggio da
Amiga a Mac a IBM eccetera. Nella pratica, per la nostra lingua,
ciò significa che non si possono utilizzare le vocali accentate
e che bisogna convertirle in antiestetiche "apostrofate". Questa
costrizione non sarebbe eccessivamente preoccupante se non fosse
per il fatto che essa obbliga a "riprogrammarsi le dita" in modo
perverso. In chi ha imparato a scrivere guardando il video
invece della tastiera, le dita vanno da sole sui tasti giusti
comandate, come riflessi condizionati, dalla corteccia cerebrale
e non dal pensiero cosciente, raggiungendo dunque alte velocità
di digitazione; ebbene, disimparare, a livello corticale, che la
"o accentata" sta sotto il mignolo è una duplice frustrazione: