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Storie
C’era una volta un bambino nato in mondo strano, fatto di luci abbaglianti, suoni
assordanti e odori nauseanti. Non capiva come mai quella che poi avrebbe imparato
a chiamare “mamma” lo costringesse a indossare abiti che pungevano tanto da farlo
impazzire e perché ci tenesse a riempirlo di baci che gli lasciavano le guance così
appiccicose da non dormirci la notte. Col passare degli anni questi ed altri fastidi
andarono diminuendo e così l’interesse verso l’ambiente circostante lo spinse a
cercare di comunicare le proprie esigenze agli alieni che gli stavano attorno.
Più cercava di esprimersi, però, più riceveva ulteriori punizioni.
Un giorno, per esempio, decise di uscire di casa con mamma senza protestare perché
con lui era cresciuta anche la curiosità di vedere cosa ci fosse là fuori. Purtroppo si
ritrovò ingabbiato in una specie di sedia a quattro ruote che si muoveva producendo
un insopportabile rumore metallico. Le vibrazioni delle ruote gli creavano un
fastidioso prurito lungo tutta la colonna vertebrale e le luci al neon lo rendevano
incapace di vedere altro. Poteva però sentire le mani, che immaginava essere della
madre, accarezzargli i capelli ed aveva la sensazione che ad ogni gesto gli venissero
strappate intere ciocche.
Fu difficile per questo bambino insegnare alla mamma quanto il mondo da cui
sentiva di provenire fosse diverso da quello in cui si ritrovava, ma col tempo le cose
migliorarono. Lui fu in grado di spiegarle le sue difficoltà e lei trovò il modo di
aiutarlo ad adattarsi alla sua strana realtà e da quel giorno impararono a volersi
davvero bene ed anche ad andare insieme al supermercato… senza carrello però.
IN & AUT.
Percezioni sensoriali e comunicazione nell’autismo
Secondo convegno internazionale
Crema, 22-23-24 marzo 2012
VII