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FRATELLI CANIL SPA
IL VENTO
DELL’EST
Puntando fin dal 1980 sui collegamenti con i Paesi
dell’Est europeo, la Canil ha costruito il suo futuro
e quest’anno festeggia il trentesimo anniversario
di attività
l pensiero non può che correre a Virginio
Canil. È stato lui nel 1980 per primo a
cominciare a percorrere con il suo
camion le rotte verso l‘Europa dell’Est. Ai
tempi il processo di democratizzazione
di quei Paesi stava muovendo i primi
passi, le infrastrutture stradali erano pessime e certamente a molti la scelta di Canil
sarà sembrata un azzardo. I fatti invece gli
hanno dato ragione ed è purtroppo triste che
alla vigilia del traguardo dei trent’anni di attività
l’imprenditore trevigiano sia venuto a mancare.
I
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LA SECONDA GENERAZIONE
A raccogliere il testimone con rinnovato vigore,
la medesima determinazione e una situazione
socio-politica certamente più aperta al business
sono stati i figli. Da tempo a fianco del padre in
azienda ed entrambi nel Consiglio di amministrazione, ma anche quotidianamente e operativamente in azienda. Franco si occupa di tutti gli
aspetti commerciali e operativi, mentre la sorella
Katty segue l’amministrazione e le risorse umane,
con grande attenzione alla formazione.
«È da sei anni che entrambi abbiamo un ruolo
operativo in azienda – spiega Franco Canil –
e abbiamo seguito in prima persona i più
recenti sviluppi dell’attività. Per la verità l’indirizzo dato da mio padre Virginio non ha mai
avuto in questi anni sostanziali modifiche,
siamo nati con il trasporto di prodotti chimici
liquidi, in ADR e normali, e abbiamo sviluppato questa nostra specializzazione. Nel tempo
abbiamo affiancato al trasporto su gomma
l’intermodalità ferroviaria, tenendo fede tuttavia alla scelta che ci aveva caratterizzato fin
dall’inizio: una netta prevalenza di rotte verso
i Paesi dell’Est europeo, che ancora oggi
costituiscono circa il 75% dei nostri traffici.
Nel corso di questi trent’anni abbiamo consolidato rapporti con i più importanti gruppi chimici, tra cui molte multinazionali, e non abbiamo mai sentito la necessità di allargare la
tipologia dei trasporti: la chimica industriale è
il nostro unico ambito di intervento».
Inevitabile un accenno alla recente crisi, per la
Canil meno pesante che per tanti altri autotrasportatori. «Nella nostra storia aziendale non
abbiamo mai avuto brucianti accelerazioni,
anni boom – spiega Franco Canil -, siamo cresciuti anno dopo anno consolidando i traguardi raggiunti e gettando le basi per nuove
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espansioni. Certo alla fine del 2008 abbiamo
registrato un rallentamento, ma già a metà del
2009 si sono avuti i primi segnali di ripresa e
oggi i nostri volumi sono tornati sui livelli precrisi. Possiamo affermare che il peggio è passato e puntiamo di nuovo a crescere.
Sicuramente concentrarci sul settore chimico è
stata una scelta vincente, premiata anche per la
cura che abbiamo sempre riposto nel servizio al
cliente. Non poteva essere altrimenti, avendo
scelto di trasportare prodotti molto delicati in
aree altrettanto complesse per tutti i problemi
che hanno caratterizzato il percorso verso
un’economia di tipo Occidentale da parte delle
tante repubbliche ex-comuniste. Vorrei ricordare come siamo stati dei pionieri nell’utilizzo dei
sistemi satellitari, grazie a loro abbiamo potuto
monitorare fin dagli anni Novanta il viaggio dei
nostri carichi e dare quindi delle garanzie anche
ai committenti. Così, più recentemente, abbiamo inaugurato l’impiego dell’intermodalità ferroviaria su varie linee, la principale è la
Piacenza-Bucarest: carichiamo i tank-container
in Italia e nostri veicoli li scaricano nei luoghi di
arrivo. Il servizio è curato direttamente da noi;
abbiamo una serie di piattaforme logistiche in
vari Paesi dell’Est con una consociata interamente controllata, la Fratelli Canil Sro, con sede
a Bratislava, nella Repubblica Slovacca».
FEDELI A IVECO
La storia della Fratelli Canil è indissolubilmente
legata anche al marchio Iveco. Iveco era il camion
con cui Virginio Canil ha iniziato i primi viaggi
all’Est e tutti i veicoli della flotta attuale sono Iveco.
«Il legame con Iveco ha scandito tutta la nostra
storia - conferma Franco Canil -. Camion dopo
camion è con loro che siamo cresciuti ed è con
loro che abbiamo condiviso tutte le scelte sulle
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soluzioni migliori per
le nostre esigenze.
Oggi abbiamo una
flotta di 100 trattori,
tutti Stralis, e di circa
200
semirimorchi
con i quali effettuiamo
oltre 13 mila trasporti
all’anno.
Proprio recentemente abbiamo ordinato
altri 20 nuovi Stralis
AT440S45T/P con
cambio automatizzato ZF Eurotronic 2. È il modello che abbiamo
individuato come ottimale per le nostre esigenze: infatti la tara ridotta ci consente di sfruttare
meglio le potenzialità di carico delle nostre
cisterne, inoltre il motore Cursor 10 da 450 CV
è ben dimensionato per le rotte che percorriamo. Il rapporto con la Rete Iveco è fondamentale anche per l’attenzione nell’assistenza che noi
richiediamo dato il nostro business internazionale. All’estero, in particolare nei Paesi in cui operiamo maggiormente, è molto capillare e ci
garantisce un servizio efficiente e di qualità».
«La voglia di cercare nuovi mercati è comunque
sempre viva, per il futuro pensiamo a nuove
destinazioni - conclude Franco Canil -. Già adesso in Russia ci spingiamo molti chilometri oltre
Mosca e amplieremo queste tratte e poi puntiamo sulla Turchia che rappresenta un mercato in
grande espansione e ci apre le porte al Medio
Oriente, senza però dimenticare il Nord Africa
che comincia a offrire interessanti opportunità. I
progetti non mancano e la determinazione che
ha caratterizzato i primi trent’anni della Fratelli
Canil è sempre la stessa, guardo quindi al futuro con molto ottimismo».
Nella pagina a fianco,
a sinistra: Katty e Franco
Canil, Amministratori
Delegati della
Fratelli Canil Spa,
con lo Stralis che celebra
i 30 anni dell’azienda.
In alto, un’immagine
della flotta e, sotto,
il primo camion Iveco
di Virginio Canil
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