Download Centrale a Microprocessore mod. ALFA16

Transcript
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Percorso d’uscita
Specificare le zone, anche
appartenenti a gruppi diversi, che
durante la fase di inserimento del/i
gruppo/i di appartenenza devono
risultare temporaneamente escluse,
ovvero non devono provvisoriamente
generare allarme pur essendo aperte
(in stato di allarme).
Definire una generica zona come
“porta d’uscita”.
Funzione Porta
Definizione di Zone AND
Percorso d’ingresso
Associare due zone tra di loro, in
modo che l’allarme venga generato
solo se entrambe vanno in allarme
contemporaneamente o comunque
entro 30 secondi l’una dall’altra.
Specificare le zone, anche
appartenenti a gruppi diversi, che
vengono a far parte del percorso
d’ingresso. Tali zone, una volta
aperte, attivano un relè Preallarme ed
un cicalino interno della centrale, per
un tempo programmabile dall’utente.
Se entro il termine di questo periodo
l’impianto/il gruppo non viene
disinserito, tali zone generano il
normale ciclo di Allarme Intrusione.
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Permettere all’utente, che ha appena
inserito l’impianto, l’abbandono dei
locali, protetti dai rivelatori connessi
alle zone appartenenti al percorso
d’uscita, senza generare allarme. Allo
scadere di un certo tempo, le zone del
percorso che permangono in allarme,
generano un normale ciclo d’allarme.
Se entro il tempo d’uscita, durante il
quale la zona è inserita ma risulta
temporaneamente esclusa, si verifica
una transizione riposo-allarme-riposo
di questa zona, avviene l’azzeramento
del tempo d’uscita residuo e
l’attivazione immediata di tutte le zone
del percorso d’uscita, compresa la
“porta”.
Consentire di ridurre i falsi allarmi (il
segnale proveniente da una zona
conferma la segnalazione d’allarme
originata da un’altra, che riceve i
segnali generati da un rivelatore reso
molto sensibile) e di garantire la
protezione di un ambiente troppo
disturbato per consentire l’impiego di
un determinato tipo di rivelatore, che
pertanto viene impiegato in
associazione AND con un diverso
rivelatore, sensibile a fenomeni
complementari a quelli rilevati dal
primo.
Fornire all’utente il tempo di introdursi
nei locali protetti per disinserire
l’impianto, senza generare allarme.
Le possibilità di utilizzo della centrale mod. ALFA16, come di tutti gli impianti di sicurezza El.Mo., possono essere ulteriormente sviluppate con l’impiego combinato di ausili computerizzati, progettati da El.Mo., quali i programmi WINASSIST ed
ALLARMI. Tali programmi sono strumenti dedicati alla gestione a distanza rispettivamente dell’impianto e delle segnalazioni d’allarme da esso generate. Per avvalersi delle funzioni di teleassistenza e di telegestione, è necessario collegare
la centrale mod. ALFA16 col modulo del comunicatore telefonico multifunzionale mod. COMMPLUS o MINICOMM.
I principali vantaggi forniti dall’integrazione, proposta da El.Mo., del sistema di sicurezza locale con queste risorse di chiara interpretazione e facile utilizzo, sono presentati nella tabella seguente.
Tabella riassuntiva dei principali vantaggi derivanti dall’integrazione del sistema di sicurezza locale con gli ausili computerizzati WINASSIST ed ALLARMI.
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WINASSIST-teleassistenza
Realizza l’insieme di operazioni di assistenza (programmazione, verifica, archiviazione) sull’impianto, a distanza da
questo, tramite la trasmissione di dati ed informazioni attraverso la linea telefonica commutata.
WINASSIST-telecontrollo
Realizza l’insieme di azioni di verifica a distanza dello stato
dell’impianto (lettura della configurazione, dei valori dei parametri e delle attività d’uscita), tramite la richiesta di informazioni ricevibili attraverso la linea telefonica commutata.
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Effettuare la programmazione del sistema di sicurezza non
necessariamente sul campo, eliminando la necessità di
trasferte in loco.
Gestire semplicemente un numero elevato di parametri.
Programmare l’impianto impiegando i parametri di una
configurazione precedentemente archiviata.
Fornire la documentazione necessaria a realizzare
successivi interventi di manutenzione da parte del
personale addetto.
Interpretare situazioni anomale (sintomi) verificatesi
nell’impianto, senza dover interrogare l’utilizzatore (in
genere non in grado di fornire informazioni utili alla
diagnostica), per restringere il campo delle possibilità ad
alcuni tipi di guasto, se non addirittura di individuarne
esattamente la causa.
Disporre facilmente della documentazione necessaria a
comprovare il corretto funzionamento dell’impianto.
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