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Transcript
I moduli non rinforzati sono arrivati fino alla run 4a (anche se erano già molto danneggiati
al quarto stadio del test), hanno mostrato il comportamento tipico delle case in Adobe
tradizionali sottoposte a terremoti violenti: si sono formate fratture verticali agli angoli,
isolando i muri, e la struttura è collassata (Figura 7.23). Questo valore di resistenza (1,09g) è
già molto alto, anche a confronto con le altre sperimentazioni. Si presuppone che ciò sia
dovuto a una normale dispersione dei risultati, quindi a semplice probabilità. Ma non si
trascura il fatto che una muratura realizzata con tutti i crismi, quindi in maniera
ineccepibile, resista molto di più delle strutture reali, caratterizzate da: scarso
ammorsamento dei muri, cattiva qualità della malta, tecnica costruttiva imperfetta.
Totalmente diversa è stata la condotta dei moduli rinforzati: la corona e le armature hanno
mantenuto i muri insieme, l’integrità della struttura è stata conservata anche sotto
accelerazioni maggiori (fino alla quinta run senza collasso). La maggior parte del danno si è
concentrato sui muri paralleli allo spostamento imposto, quelli che lavorano per taglio, con
fessure diagonali tipiche a partire dalle finestre. M3, anche se ha esibito una qualità della
muratura scadente, ha mostrato un comportamento nettamente migliore, dopo la
formazione delle fessure, rispetto ai moduli non rinforzati. M8, senza rinforzi orizzontali, è
comunque collassato nella quinta run.
Figura 7.23 Modulo non rinforzato (a sinistra) e rinforzato con canne interne (a destra) dopo test sismici
compiuti dalla PUCP (1989).
Figura 7.24 A sinistra il modulo M1 dopo la quarta run, a destra il provino M4 dopo la quinta run.
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