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E’ stato testato un prototipo rappresentante una camera singola, a pianta quadrata di lato 3,25 metri e altezza del muro frontale 2 metri e del muro del retro 2,25 metri. I mattoni usati erano di 250 x 250 x 70 mm, seccati al sole e con una miscela si terra, sabbia e paglia di 5/1/1. La malta era costituita dagli stessi ingredienti ma con proporzioni 3/1/1. I materiali erano di ottima qualità e le murature sono state costruite con massima attenzione e accortezza. Non è stata inserita la corona in legno, le travi del tetto poggiano direttamente sui muri (200 x 100 x 25 mm), ma la copertura non funge da diaframma rigido. Le strisce di pneumatico sono state disposte come descritto in precedenza; dopo averle messe in posizione sono state lievemente pretensionate con un crick rudimentale. Il modulo è stato sottoposto ad una registrazione unidirezionale ricavata dal terremoto di Lima del 1970. Le ampiezze di picco sono state di 50, 90 e 130 mm. Queste tre fasi sono corrisposte a PGA di 0.4, 0.7 e 1.2g. Durante il primo test il provino è rimasto nella fase elastica. Questo comportamento è dovuto all’alta qualità di prodotti e manodopera impiegata, i rinforzi di pneumatico non hanno contribuito alla performance. Durante il secondo stadio, si è formata una fessura verticale nel muro del retro a causa delle forza fuori piano. Piccole fessure sono comparse anche nei muri nel piano della sollecitazione e nella parete frontale l’architrave si è spostata, causando fessurazioni e caduta di frammenti all’interno. I rinforzi orizzontali hanno salvaguardato dal collasso il muro del retro, soprattutto nella parte centrale e superiore. Durante la terza fase il danno si è intensificato: la cima del muro del retro oscillava vigorosamente, la parete si è spezzata in grandi blocchi tenuti insieme solo dai rinforzi di pneumatico (Figura 7.54). Anche nei muri laterali le strisce orizzontali hanno cucito le ampie fessure verticali che hanno diviso i suddetti muri da quelli fuori piano. Stessa argomentazione si può riproporre per le fessure diagonali dei muri sollecitati nel loro piano. Figura 7.54 A sinistra il danno del muro del retro dopo la fase 3, a destra il pilastro più danneggiato. La casa di Adobe non rinforzata (della stessa geometria) che fu testata dalla PUCP in precedenza, nella terza fase subì un rovinoso collasso. Questo prototipo è stato sottoposto nuovamente al terzo stadio di sollecitazione: il danno è incrementato ancora di più, alcuni blocchi di adobe sono caduti all’interno della casa attraverso le bande di rinforzo, ma in 150