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tradizionali coltivazioni del territorio, cui i contadini parmensi, come visto in
numerose occasioni erano particolarmente affezionati. Del resto Delporte da tempo
stava pressando i sindaci per far adottare ai proprietari locali la fabbricazione dello
sciroppo d’uva.
Appena insediatosi aveva mandato lettere in merito a tutti i livelli istituzionali
inferiori e già l’11 dicembre 1810 da Borgo San Donnino il locale sottoprefetto
Ducard (173) rispondeva al suo diretto superiore sostenendo i risultati confortanti
ottenuti in via sperimentale dalla produzione di sciroppo d’uva, favorito dal clima e
dal tipo di terreno della zona, destinata sempre più con il passare degli anni a
diventare la capitale della produzione dipartimentale di zucchero, grazie alla presenza
del Deposito di mendicità, che aveva aperto i battenti nel 1809, e al successo delle
sperimentazioni delle colture saccarifere nel circondario. Il successo di queste
produzioni non era isolato, ma si accompagnava agli ottimi risultati della coltura del
cotone, che facevano ben sperare alle autorità francesi circa la prosperità complessiva
dell’agricoltura della zona, anche per ciò che concerneva le colture innovative volute
da Parigi.
La capitale francese non dava in tal senso respiro a Delporte: in una delle tante
comunicazioni giunte dal ministro delle manifatture e del Commercio al prefetto
(174) si inviano altri 50 chili di semi di barbabietola, si avverte il prefetto che la
produzione va incrementata, viste le spese sostenute per impiantare lo zuccherificio
nel Deposito di mendicità, e si chiede di fare un rapporto preciso sulla distribuzione
dei semi ai coltivatori, sulla quantità e sul peso dei prodotti ottenuti (tra i quali anche
gli acini d’uva da lavorare per ricavarne sciroppo), sui commerci effettuati dai
proprietari con questi generi di prima necessità e su tutta una serie di questioni legate
alla produzione diretta o indiretta dello zucchero.
Qualche mese prima (175) lo scatenato ministro delle manifatture tracciava un quadro
nel complesso positivo di quanto era stato fatto in tutto l’Impero per incentivare nel
173: Vedi supra nota 76
174: Ibidem, lettera del ministro delle manifatture del 12 agosto 1812 a Delporte
175: Ibidem, lettera del ministro delle manifatture del 12 febbraio 1812 a Delporte
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