Download Visualizza/apri
Transcript
franco al giorno ed in grado di produrre lino grezzo per un valore complessivo di 300 franchi. A ciò si affiancano i 20 artigiani che producono in proprio le tele di lino per un valore complessivo abbastanza modesto. In tutto vengono prodotte tele per cui si impiegano 1.500 chili di lino, tutto di provenienza indigena o delle zone d’Italia circostanti. Come si può vedere, non è possibile attribuire a questa produzione un carattere industriale, caratterizzato già all’epoca da una concentrazione di forze produttive e d’operai ben maggiore di quella che abbiamo visto. Tuttavia si può notare l’esistenza di un’attività diffusa, in cui le forme dell’artigianato puro (quello in cui il singolo lavoratore detiene in proprio il mezzo di produzione) vengono affiancate da forme di organizzazione produttiva in cui è presente il lavoro salariato, per quanto limitato nel numero e compresso dall’esiguità delle capacità produttive delle aziende del settore, comunque presenti in misura considerevole, se si tiene conto dei trentamila abitanti che la città di Parma contava all’epoca. A Colorno ad esempio la cultura del lino (86) è praticata su circa 12 ettari di terreno ed è stata introdotta più o meno verso il 1805, avendo avuto successo nei comuni rivieraschi, cui fa da contraltare lo scarso esito del lino nei comuni interni, anche in questo caso per ragioni prevalentemente climatiche. L’aratura e la semina avvengono tra luglio e settembre, ne vengono prodotte due qualità differenti, in seguito all’adattamento dei semi di questa pianta dalle regioni originarie dell’alto Po a quelle del parmense. In media si ottengono tre quintali di lino per ettaro seminato, da cui si ricava un filo utile per la costruzione di tele e tessuti, avente un prezzo di mercato oscillante a seconda della qualità tra i 100 e i 200 franchi al quintale, poi lavorato dalle aziende prima citate. A Sorbolo invece gli ettari destinati alla coltura del lino sono solo due, da cui, dopo i processi di lavorazione, si ottengono circa 300 chili di lino lavorato, al costo di circa 0,30 franchi al chilo, utile per fare abiti o tele per sacchi, molto funzionali nell’ordinaria attività agricola. Anche a Sorbolo non esiste un circuito di commercializzazione del lino, la cui vendita viene 86: ASP, Fondo Governatorato di Parma, busta 95 60