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6. LA DONNA NEL CINEMA DEL NUOVO MILLENNIO
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professionale, contro degli uomini che la trovano troppo fuori posto. Peggy Olsen
è l’alter ego di Donald Draper, il personaggio che, per quanto distante, le somiglia
di più. Altra protagonista è Betty Draper, moglie di Donald che incarna la perfetta
e classica casalinga depressa, priva di una vita propria. La sua infelicità è palpabile, al punto che Betty seguirà delle sedute psichiatriche nelle quali esternerà le
emozioni comuni delle donne anni Cinquanta.
La bellissima fanciulla esprime la sua voglia di tornare a lavorare come modella;
scelta come testimonial per la campagna della Coca Cola, la produzione si sposta
in Inghilterra lasciando Betty di nuovo disoccupata. Raccontare al marito l’insuccesso sarebbe troppo duro ed è così che mente dicendogli che ha lasciato il lavoro
perché preferisce stare a casa a cucinare piatti prelibati piuttosto che mettere insieme gli avanzi della sera precedente. Per l’intera durata della prima stagione il
pubblico crede che la donna non sia a conoscenza dell’infedeltà del marito poiché
arriva al punto di confessargli come tutto il giorno non faccia altro che pensare ai
loro momenti intimi. Ma nel discorso finale che Betty fa allo psichiatra, si comprende come sia perfettamente al corrente dei tradimenti del consorte: il profumo
(se non peggio) che si impregna nei suoi vestiti, il fatto che a letto faccia quello
che piace ad altre. Sono indizi di una palese infedeltà alla quale Betty si è rassegnata. La rassegnazione, d’altra parte, era un atteggiamento ben noto alle signore
dell’epoca.
Betty Draper incarna alla perfezione il concetto di mistica della femminilità ed è
un personaggio che sta particolarmente a cuore a Weiner come rivela lui stesso in
un’intervista: tutti siamo stati cresciuti da madri così, persone facili da odiare per
il loro carattere infantile e impulsivo, ma spesso viene sottovalutata la loro straordinaria capacità di crescere i figli.
Chi si contrappone all’inettezza della signora Draper è l’avvenente Joan Halloway, le cui curve fanno girare la testa a tutti gli uomini dell’agenzia. Capelli rosso
fuoco, Joan è l’office manager dell’azienda pubblicitaria Sterling Cooper, il cui
compito è quello di gestire le segretarie. Dalla personalità forte e carismatica,
Joan, spirito libero in termini di amore, intrattiene una segreta relazione con Roger
Cooper, il capo dell’agenzia. Il suo impegno nella storia non vuole però spingersi
oltre le scappatelle nelle pause-pranzo le quali verranno interrotte dopo l’infarto di
lui. Prima amante di Roger Sterling, poi moglie insoddisfatta (ma non lo può dare
a vedere) del dottor Harris; prima segretaria inappuntabile, poi casalinga frustrata,
quindi commessa di magazzini di alta moda, infine donna della rinascita. È questa
la Joan Halloway per cui tutto il pubblico di Mad Men fa il tifo. Con un’ambientazione nella Manhattan degli anni Sessanta guidata dalla prorompente pubblicità,
Matthew Weiner non poteva non analizzare la condizione femminile dell’epoca.
Nella prima stagione uno scambio di battute tra Don e Roger, che non può che far
sorridere per quanto sia veritiero ancora oggi, riporta: «Cosa vogliono le donne?»,
chiede il primo. «A chi interessa?», risponde spavaldamente il secondo.