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13- IL PRIMO SOCCORSO Nello svolgimento delle attività lavorative, possono verificarsi incidenti di varia natura. In molti casi un intervento tempestivo e mirato può salvare la vita dell’infortunato. Chi presta i primi soccorsi non può certo sostituire il medico, ma può sicuramente aiutare il ferito in attesa dell’arrivo dell’ambulanza o prima del trasporto in ospedale. Le regole di base da seguire in caso di infortunio sono: - mantenere la calma ed analizzare la gravità della situazione; - valutare lo stato di coscienza dell’infortunato; - in caso di incoscienza, accertarsi che respiri e che ci sia attività cardiaca; - praticare immediatamente, se necessario, la respirazione artificiale e/o il massaggio cardiaco. Respirazione artificiale: La respirazione artificiale serve per ossigenare artificialmente un infortunato che ha subito un arresto respiratorio, tipico per esempio nei casi di asfissia, annegamento ed avvelenamento da farmaci. In questi casi i muscoli involontari che dilatano la gabbia toracica sono bloccati e l’infortunato non può ossigenare il sangue. In queste condizioni, dopo pochi minuti, anche l’attività del cuore si blocca. Per ossigenare tempestivamente il sangue in modo artificiale, bisogna praticare la respirazione bocca a bocca: - distendere l’infortunato a pancia in su; - in assenza di traumi, stendere la testa appoggiando una mano sotto la nuca e spingendo verso l’alto mentre contemporaneamente con l’altra mano si esercita una pressione sulla fronte verso il basso; - chiudere con due dita il naso dell'infortunato per evitare che l'aria insufflata fuoriesca; - inspirare profondamente, far aderire le proprie labbra con quelle dell'infortunato (meglio dopo aver apposto un fazzoletto) e immettere aria con forza; - sollevare la testa e controllare che il torace si sollevi per poi abbassarsi immediatamente dopo; 69