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F L O R O V I V A I S M O : L’ A C Q U A
Nelle colture in serra si dovranno operare, invece, delle scelte con riferimento alla tipologia di
bancali da realizzare, legata alla diversità di tecnologie a ciclo chiuso disponibili.
I costi di realizzazione dell’impianto hanno l’incidenza maggiore rispetto al totale dei costi e vanno
imputati in base a una quota di ammortamento.
Tali quote vengono di solito calcolate linearmente,
ovvero dividendo il costo totale dell’impianto,
detratto il probabile valore di recupero finale, per il
numero di anni di durata dello stesso ovvero:
Qamm = (V0 -Vr)/n
dove Qamm è la quota di ammortamento V0 il costo
di acquisto, Vr valore di recupero finale dell’impianto e n la vita utile dell’impianto in anni.
L’utilizzo di un impianto a ciclo chiuso comporta anche il sostenimento di costi di funzionamento (manodopera, elettricità, riscaldamento,
ecc.) e costi di manutenzione.
Come si argomenterà di seguito, proprio la
diminuzione dei costi di funzionamento risulta
uno dei benefici individuati dagli utilizzatori degli
impianti a ciclo chiuso, mentre i costi di manutenzione sono di solito imputati in bilancio attraverso
delle quote di manutenzione stimate in percentuale sul costo totale dell’impianto per un valore
variabile tra lo 0,5% e l’1% annuo.
I benefici di un impianto
d’irrigazione a ciclo chiuso
I benefici di un investimento sono generalmente rappresentati dall’incremento dei ricavi di vendita dei beni prodotti attraverso l’investimento
(Bruni e Franco, 2003).
Nel caso di un impianto di irrigazione a ciclo
chiuso, in base alla letteratura disponibile (Molitor,
1990; Uva, Weiler e Milligan, 1998 e 2001) e
all’indagine diretta effettuata si possono evidenziare diverse tipologie di benefici: benefici con effetti
diretti o indiretti sui redditi aziendali, e benefici
che pur non essendo monetizzabili costituiscono
una variabile significativa nel condizionare le scelte
dell’imprenditore (tab. 3).
Tra i benefici diretti individuati nell’ambito dell’indagine diretta vi è l’incremento del valore della
produzione grazie al premio di prezzo conseguito
sul mercato per il miglioramento della qualità del
prodotto finale2 (soprattutto in presenza di impianti di fertirrigazione).
Un altro beneficio evidenziato si ha nella diminuzione dei costi di produzione in termini di risparmio di lavoro (per le operazioni di irrigazione e fertilizzazione), di fertilizzanti (grazie alla esatta ponderazione e al ricircolo) e ovviamente di acqua.
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Tab. 3 - I “benefici” di un sistema a ciclo chiuso
• Miglioramento della qualità del prodotto
(uniformità, sanità)
• Diminuzione dei costi di produzione
(lavoro, acqua, nutrienti)
• Miglioramento della efficienza produttiva
• Riduzione dell’impatto dei rischi ambientali
(siccità, salinizzazione)
• Controllo sulle operazioni colturali
• Tutela dell’ambiente
• “Rispetto sociale” dell’imprenditore
Fonte: Uva et al., (1998) e indagine diretta.
Tuttavia, l’indagine diretta effettuata ha evidenziato come la variabile maggiormente significativa nell’adozione della scelta di un impianto a
ciclo chiuso è legata non solo e non tanto alla riduzione dei costi di produzione, quanto alla diminuzione del rischio di produzione conseguente alla
siccità e alla salinizzazione delle acque (Bozzoli et
al., 2003). L’insufficiente disponibilità di acqua in
termini quantitativi e qualitativi può determinare
la distruzione della produzione con evidenti riflessi negativi sui ricavi aziendali. Se si considera, inoltre, che le produzioni vivaistiche hanno solitamente un ciclo pluriennale e sono a elevato valore unitario, si comprende l’entità del danno economico
conseguente all’avversità atmosferica.
Vi sono infine alcuni “benefici intangibili” di
carattere ambientale e sociale determinati dall’adozione di un impianto a ciclo chiuso (Uva et al.,
1998). Infatti, l’impianto a ciclo chiuso determina
una riduzione delle esternalità negative provocate
nell’ecosistema dall’attingimento eccessivo dei
fiumi e delle acque sotterranee (salinizzazione,
erosione ecc.) e dalla dispersione di fertilizzanti
nelle falde. D’altro canto, il rispetto dell’ambiente
determina un altro beneficio intangibile che può
rivelarsi significativo nella scelta dell’imprenditore,
ovvero il maggior rispetto sociale da parte della
collettività dell’attività svolta dall’imprenditore e
soprattutto una migliore accettazione e integrazione all’interno del reticolo sociale di cui egli è membro (vedi Capitolo 2).
II finanziamento dell’investimento
L’effettuazione di un investimento non può
prescindere da un’analisi economica costi-benefici
dell’investimento. Anche qualora l’analisi economica fornisse un risultato positivo, essa deve essere