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CAPITOLO 1: INTRODUZIONE
Il problema della sicurezza è ormai percepito come prioritario dalla quasi totalità delle imprese
e delle organizzazioni pubbliche dei Paesi industrializzati e alla sua soluzione vengono dedicate
attenzione e risorse crescenti.
Ma cosa significa in effetti la parola “sicurezza”?
Il dizionario la definisce come “la condizione di ciò che è sicuro, di ciò che consente di prevenire o
attenuare rischi che si presentano quando una minaccia sfrutta una vulnerabilità per causare un
danno”. Eppure il concetto di sicurezza è ancora ambiguo, infatti in inglese esistono due termini
diversi che la definiscono: safety, che indica la generica prevenzione da infortuni, calamità o in
generale eventi pericolosi e security che riguarda la difesa da minacce di terzi.
Nell’usare la parola sicurezza, per quanto riguarda gli aeroporti in questo scritto, si parla di security
ma, visto che tale termine racchiude anche l’altro termine si cadrà forse anche in ciò che è più
propriamente compreso nell’ambito della safety in generale.
Le società incaricate di supervisionare la sicurezza degli aeroporti statunitensi sono il DHS,
Department of Homeland Security e il TSA, Transportation Security Administration, mentre il GAO
si occupa di monitorare il loro operato e quello del Governo degli Stati Uniti.
Per quanto riguarda l'Italia l’ENAC è un organismo istituito da un Decreto Legislativo del 1997 per
la regolamentazione delle attività di trasporto aereo in Italia ed anche attività ispettiva,
sanzionatoria, di certificazione, di autorizzazione, di coordinamento e di controllo.
L’ENAC pubblica periodicamente alcune circolari informative sul suo operato e sulle norme di
sicurezza vigenti negli aeroporti italiani.
La TSA ha pubblicato nel Maggio 2004 la Security Guidelines for General Aviation Airports in
collaborazione con GA General Aviation in cui è contenuta una lista delle caratteristiche di un
aeroporto che potenzialmente lo mettono in una situazione di maggiore pericolo.
Ad esempio, uno di questi aspetti è la localizzazione dell’aeroporto, la vicinanza di aree densamente
popolate (almeno 100,000 abitanti) o importanti infrastrutture come sedi governative, installazioni
militari, nucleari o chimiche, monumenti e porti internazionali rende l’aeroporto stesso più
rischioso.
La TSA nella stessa guida operativa ha messo in evidenza le attrezzature da rendere maggiormente
operative all'interno di un aeroporto per garantire un elevata sicurezza e tra queste vi sono:
• Aviorimesse o hangar: sono il mezzo per rendere maggiormente sicuri gli aerei. Si mette anche in
evidenza però come all’interno di alcuni aeroporti queste non offrano spazio sufficiente. Le
aviorimesse dovrebbero essere numerate e nell’area circostante installati sistemi di sicurezza e di
allarme per semplicità ed immediatezza in caso di emergenza;
• Controllo dell’area perimetrale: per proteggere adeguatamente lo spazio aeroportuale da accessi
non autorizzati, vengono considerate misure di sicurezza quali barriere fisiche, come muri,
recinzioni e barriere elettroniche come sensori ed allarmi;
• Luci: anche il sistema di illuminazione può contribuire a dare un certo livello di protezione
durante la notte;
• Sistema di identificazione: viene presa in esame l’eventualità di implementare negli aeroporti un
sistema che identifichi il personale o le persone autorizzate all’accesso di particolari aree. Le
possibilità fornite dal mercato in questo settore variano dalla semplice badge con la foto del
possessore a sofisticate carte elettroniche con dati biometrici.
Le recinzioni perimetrali costituiscono un primo efficace deterrente contro gli intrusi, tanto che le
recinzioni metalliche sono la forma più comune di barriera fisica. Tuttavia, un intruso può eludere
qualunque tipo di recinzione aprendosi un varco su essa o scavalcandola.
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