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«Preferirei non parlarne, per non rovinare una serata così tranquilla.»
Lei bevve un sorso di vino.
«Molto buono questo pinot nero» dissi. «Preferibile senz'altro al merlot,
che è più pesante e in questo momento non sopporto le cose pesanti. Hai
fatto un'ottima scelta.»
Lei capì l'allusione e si dedicò al filetto.
«A proposito, come se la passa Janet? Si occupa sempre di reati finanziari a Washington?»
Lucy spostò lo sguardo in direzione della finestra, al di là della quale
brillava la luna piena, poi si versò dell'altro vino. «Dovrei mettermi a lavorare al tuo computer.»
Mentre sparecchiavo scomparve nello studio. Per un po' preferii non disturbarla, anche perché sentivo che ce l'aveva con me. Mia nipote amava la
franchezza mentre io spesso non ne ero capace, con nessuno. Dalla cucina
parlai al telefono con Marino, poi chiamai anche mia madre. Quindi preparai del caffè decaffeinato e lo versai in due bicchieroni, portandomeli nello
studio.
Lucy, concentratissima, stava battendo sulla tastiera del computer, con
gli occhiali sulla punta del naso e un'espressione leggermente imbronciata.
Le misi accanto il caffè e, stando alle sue spalle, cercai di capire cosa stava
facendo. Ma per me, come sempre, era arabo.
«Come va?» le chiesi.
Vedevo la mia faccia riflessa nel monitor. Lei premette il tasto "Invio"
attivando un altro comando dell'UNIX.
«Bene e male» rispose, con un sospiro d'impazienza. «Il problema dei
programmi come America Online è che non puoi risalire al file se non conosci il linguaggio in cui è stato programmato. Mi sta facendo ammattire
da un po', è come seguire le molliche di pane lasciate da Pollicino in un universo che ha più strati di una cipolla.»
Presi una sedia e mi sedetti accanto a lei. «Come hanno fatto a mandarmi queste foto? Puoi spiegarmelo, un passo alla volta?»
Si interruppe, togliendosi gli occhiali e posandoli sul tavolino, poi si
prese il viso fra le mani e cominciò a massaggiarsi le tempie come se avesse mal di testa.
«Hai del Tylenol?» mi chiese.
«Niente acetaminofene con l'alcol.» Tirai fuori da un cassetto un flacone
di Motrin e glielo diedi.
«Tanto per cominciare» disse, dopo avere mandato giù due pillole, «hai