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La dottrina dei Vangeli inoltre rivela uno stadio dottrinale nettamente anteriore agli sviluppi teologici già presenti nelle lettere di Paolo e degli altri apostoli tra il 50 e il 70, dove la dottrina appare già sviluppata e sistematizzata." Nella Storia le idee più antiche sono in perizoma di pelle di capra. Solo col tempo riescono a vestirsi in abito da sera. Fin dall'inizio custodi delle sacre tradizioni Gli uomini possono dubitare di quello che un saggio dice, ma gli credono quando lo fa. Solo se raggiunge il sublime su entrambi questi versanti nasce la venerazione. E con essa la cura gelosa di conservare e trasmettere il suo ricordo, inalterato in ogni minimo particolare. Conosciamo la trasmissione e il contenuto della tradizione orale su Gesù dagli Atti degli apostoli e dalle Lettere. Già i nomi stessi con cui è designata depongono a favore della sua fedeltà: si parla di «buona notizia», di «testimonianza», di «tramandare», di «ricevere» e «trasmettere» il messaggio di Gesù. Si nota che la predicazione sulle cose di Gesù è affidata ai testimoni oculari. I ricordi su di lui non sono conservati da una collettività anonima, ma da una comunità ben strutturata, con autorità (gli apostoli) che esercita un controllo sulla dottrina che viene insegnata. Le visite alle comunità da parte di discepoli provenienti dalla Palestina fanno escludere l'invenzione di fatti nuovi su Gesù. Si nota anche che i predicatori i quali diffondono il cristianesimo nel mondo ellenistico si tengono sempre uniti coi testimoni. Ciò appare dagli Atti e dalle Lettere. Innovazioni non sarebbero state senza proteste e non lo furono (es. Gaietti 1,7). Le necessità delle comunità non hanno influito sulle parole di Gesù per deformarne il significato, perché, per gli apostoli, la prima necessità era di essere fedeli al suo insegnamento e testimoni dei fatti. Si sentì la necessità di istruire i pagani convertiti, ma l'interesse storico di narrare cose realmente accadute era l'unico che soddisfacesse alle esigenze dei convertiti: invero, solo i fatti e i detti di Gesù erano considerati portatori di salvezza. * Cf tra gli altri: J. W. DOEVE , La forrnation des Èvangiles, Bruges 1957; R. SNACKHN Die Kirche in Neuen Testameli), Friburg 1961 ; H. CONZELMANN , Le origini del Cristianesimo, Ed. Claudiana, Torino 1976; W. E OOER, Primo approccio al NT, Marietti, Torino 1980; R. FABKIS (a cura di), Problemi e prospettive di scienze bibliche, Queriniana, Brescia 1981; W. D OMMERHAUSEN , L'ambiente di Gesù, Marietti, Torino 1980. BURG, 171