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un giusto giudizio, devono essere nutriti se hanno fame e devono essere ascoltati quando parlano: ed è qui che si radica il diritto al voto che, nelle democrazie, spetta ad ogni cittadino. Quando la democrazia si pone come scopo di salvaguardare "la dignità dell'individuo", o "il valore infinito dell'essere umano", è all'amore cristiano che si rifa, magari senza saperlo: a concetti come "salvezza" e "grazia"». « Lo Stato deve trattare gli uomini a lui soggetti in modo eguale: nonostante tutte le differenze sociali, naturali e morali. Perché lo Stato dovrebbe fare ciò, se non perché — implicitamente — riconosce che il giudizio ultimo su ogni persona spetta a Dio?... Mi domando fino a che punto — medita Tinder — noi stiamo ora campando dell'eredità morale accumulata da secoli di Cristianesimo: un'eredità che "consumiamo" e che intanto non "alimentiamo" più. Fino al punto che, forse, quell'eredità è oggi ormai esaurita. Politici, pubblicitari, persuasori occulti del giornalismo e della TV ci ripetono che abbiamo il diritto di acquistare ciò che vogliamo e di vivere come ci piace: a ciò si riduce ormai l'uguaglianza dei diritti, la "parità di opportunità". Ma questa non è più la libertà fondata sul "tutti siamo uno in Cristo"... È una forma di nichilismo. Il nichilismo delle persone che vivono come detta il piacere e la convenienza. Mi chiedo se questo non porterà a cambiare le strutture della società stessa». O se non stia già cambiando — aggiunge Blondet —: l'America d'oggi (e la società occidentale che la segue, diciamo noi) non appare già troppo piena di cinismo morale, di vacuità e volgarità, di ingiustizia accettata, di disperazioni vissute nell'indifferenza dei fortunati? «Il nichilismo è evidente in regimi di tipo hitleriano, — risponde Tinder —, ma c'è un nichilismo o un nazismo banalizzato e di massa anche quando troppa gente vive semplicemente secondo quanto detta la convenienza o il piacere». « La democrazia — ha detto Arnold Toymbee — è una pagina strappata dal Vangelo». Non si aspettano pesche o prugne da un ramo staccato dal suo albero, ma solo foglie secche. 266