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Gli elementi principali (alcuni completamenti nuovi; altri complementari ai discorsi già fatti) introdotti dalle dichiarazioni sopra passate in rassegna concernono, essenzialmente: - il rudere di Nino Mangano, utilizzato per la lavorazione dell’esplosivo destinato alle stragi di Roma, Firenze, Milano; le ragioni per cui fu cambiato tipo di esplosivo nell’attentato a Contorno; la ricerca di auto con targa “non del Sud”; il tipo di rivendicazione che doveva accompagnare le stragi; le motivazioni della campagna stragista, per come note ad alcuni degli esecutori; gli “spadini” utilizzati per rubare le autovetture; gli altri attentati in programma; la “larghezza” di Giuseppe Graviano nel finanziare le stragi; il ruolo di Pietro Carra nelle stragi; la conoscenza di Scarano (“Saddam”) da parte dei “ragazzi” di Palermo; il disappunto manifestato da alcuni mafiosi per le modalità dell’arresto di Giacalone; Il biglietto trovato in possesso di Giacalone quando fu arrestato; le preoccupazioni dei mafiosi di Brancaccio per le indagini in corso a Firenze; Il foglio di Correra Angela; le preoccupazioni di Grigoli in ordine alle tracce lasciate dal cellulare di Lo Nigro; la preoccupazione Mangano Antonino di essere arrestato per le stragi. A) – Quanto al rudere di Nino Mangano, va detto che, oltre al Grigoli, ne ha parlato anche Di Filippo Pasquale. Entrambi hanno riferito che questo locale fu utilizzato, agli inizi del 1995, per curare una ferita d’arma da fuoco che Grigoli s’era procurato ad un piede. Entrambi hanno riferito, quindi, la disponibilità di questo locale al Mangano. Questo locale era effettivamente esistente e, come hanno riferito entrambi i collaboratori sopra menzionati, fu effettivamente ristrutturato nel corso del 1995. Infatti, i testi Domanico e Romeo hanno riferito che in Palermo, in una traversa di Corso dei Mille (precisamente, nel vicolo Guarnaschelli), Mangano Salvatore, padre di Antonino, aveva la proprietà e la disponibilità di un immobile composto di due stanze, corridoio e bagno. Quest’immobile fu individuato perché, il 9-7-97, Grigoli lo indicò materialmente a personale della Questura di Palermo. In questo immobile fu fatta una perquisizione e furono fatti dei rilievi fotografici il 24-7-97 dalla Polizia Scientifica. Per accedere all’immobile fu contattato, nello stesso vicolo, un nipote di Mangano Salvatore, tale Conigliaro Francesco Giuseppe. In casa del Conigliaro fu trovato anche lo stesso Mangano Salvatore. Questi disse, nel corso della perquisizione, che l’immobile era stato ristrutturato alcuni anni prima.787 Per questo motivo non è stato possibile accertare se nello stesso fossero presenti tracce di esplosivi (non furono nemmeno ricercate). Ma l’indicazione proveniente dai due collaboratori ha trovato conferma quanto all’esistenza e alla riferibilità di questo locale alla famiglia di Mangano Antonino. B) – Quanto alla ragione per cui fu cambiato tipo di esplosivo per Contorno, si è visto qual’era per Grigoli. Si vedrà che la ragione era la stessa per Brusca Giovanni: impedire che gli investigatori comprendessero l’unità della matrice mafiosa delle stragi. Che i due dicano la verità si comprende dagli echi dei discorsi di Carra e Scarano: il primo ha più volte manifestato il suo stupore per il fatto che gli fecero trasportare esplosivo a Capena, pur essendovene altro sul I testi Domanico e Romeo sono stati entrambi esaminati all’udienza del 26-11-97, fasc. n. 255. Un fascicolo fotografico di questo immobile è stato formato dal Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica di Palermo in data 24-7-97 ed è stato prodotto dal PM all’udienza dell’811-97 (faldone n. 30, prod. n. 12). 787
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