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Transcript
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spogliatoi, docce e bagni per il personale istruttore, organizzati in due zone separate per
sesso;
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sala nautica, contenente la piscina destinata alle manifestazioni agonistiche, la piscina
destinata al nuoto dei bambini e la vasca per i tuffi.
La pianta del “Livello -1” è riportata all’elaborato grafico dedicato (Tavola 29).
Le superfici, al lordo dei muri, dei tre spazi sono le seguenti:
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locale infermeria
m2 25,00
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disimpegni
m2 120,00
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depositi
m2 130,00
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spogliatoi, docce e bagni per gli sportivi
m2 480,00
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spogliatoi, docce e bagni per gli istruttori
m2 65,00
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sala nautica
m2 1900,00
Ovviamente anche per il “Livello -1” ci si è riferiti al già citato Decreto Ministeriale che non
viene qui richiamato neppure per gli elementi salienti ma al quale si rimanda per ogni verifica.
Una tavola specifica (Tavola 31) illustra la pianta della copertura e la disposizione dei lucernari
pensati per dare luce zenitale allo spazio accoglienza, al tunnel di collegamento ed alle tribune.
Le tavole dedicate illustrano prospetti e sezioni dell’edificio. (Tavola 32, Tavola 33, Tavola 34, Tavola
35, Tavola 36, Tavola 37, Tavola 38, Tavola 39).
I dati geometrici dell’edificio sono quelli qui di seguito riassunti.
Superficie lorda di piano
m2 5795,00
Volume v.p.p.
m3 37.470,00
Altezza massima
m 16,41
Altezza massima “fuori terra”
m 13,24
Ingombro (rettangolo circoscritto)
m 63,60 x m 69,70
Da un punto di vista formale si è puntato tutto sulla leggerezza e la trasparenza. L’idea portante,
come si è già avuto modo di dire, è quella di un box di cristallo coperto da un grande guscio. La
separazione tra i due elementi è rimarcata dalla soluzione adottata che prevede:
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stacco visivo tra gli archi dell’orditura primaria e la copertura vera e propria grazie
all’inserimento di “forcelle” metalliche che, pur connettendo il guscio alla struttura di
supporto, lo mantengono da questa separato;
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diversa curvatura degli archi in lamellare e del guscio (più pronunciata verso il centro
dell’edificio).
Il guscio è disegnato dalla curva che genera la superficie di copertura (assimilabile ad un cilindro a
pianta ellittica con l’asse longitudinale posto orizzontalmente e tagliato da un piano sempre
orizzontale) tagliata da due piani obliqui. Il risultato di questa ideale operazione geometrica è
particolarmente avvertibile nelle due testate terminali del tetto poste ad est ed ovest, dove la
copertura manifesta chiaramente la propria morfologia andando a scoprire parte degli archi di
testata.
Il risultato atteso è quello di un edificio comunque non molto alto (non vengono superati i 14,00
metri in altezza), particolarmente slanciato nelle forme e, soprattutto, “leggero”.
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