Download ottica01 - Galileo Galilei
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- A.29 superficie, e immaginiamo di prolungarlo al di là dello specchio; – consideriamo anche un generico raggio PO che raggiunge lo specchio in un punto O con un angolo di incidenza iˆ , e il raggio riflesso che da O si allontana dalla superficie dello specchio con un angolo di riflessione rˆ = - iˆ ; – immaginiamo di prolungare questo raggio al di là dello specchio fino a intersecare il prolungamento di PV nel punto P'. Dall’uguaglianza dell’angolo di riflessione rˆ e dell’angolo di incidenza ˆi segue che i due angoli POˆ V e P ' Oˆ V sono uguali, e quindi i due triangoli rettangoli OVP e OVP', che hanno il lato VO in comune, sono congruenti. Sono quindi uguali i due segmenti PV e VP’. Se conveniamo di utilizzare un sistema di coordinate cartesiane con l’origine nel punto V e l’asse x diretto da sinistra verso destra, e indichiamo con s l’ascissa dell’oggetto P e con s' l’ascissa del punto P', possiamo porre s' = –s (5) Poiché il raggio PO è stato scelto in modo arbitrario, la stessa relazione (5) vale per tutti i raggi emessi da P che incidono sulla superficie dello specchio: i prolungamenti dei corrispondenti raggi riflessi si intersecano nel punto P' posto, dietro lo specchio, a una distanza s' pari alla distanza s dell’oggetto P dallo specchio. È come se tutti questi raggi riflessi provenissero da una sorgente puntiforme posta nel punto P' simmetrico a P rispetto allo specchio: si dice allora che P' è l’immagine dell’oggetto P. Consideriamo ora una situazione in cui, anziché avere un oggetto puntiforme P, abbiamo davanti allo specchio una sorgente luminosa estesa, per esempio un segmento PQ illuminato (figura 30). s1 s'1 P P' Q s2 s2 Q' Figura 30. Costruzione geometrica dell’immagine di una sorgente estesa PQ prodotta da uno specchio piano. I raggi luminosi emessi dall’estremo P del segmento, posto a una distanza s1 dallo specchio, si riflettono su di esso formandone un’immagine nel punto P' simmetrico a P, di ascissa s'1 = –s1. Anche i raggi emessi