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FOTOGRAFIA

dal materiale all’immateriale, nella progressiva cultura
dell’artificio e della smaterializzazione. Sancito “il divorzio della forma dalla materia”, la separazione tra soggetto e territorio reale, la scissione tra mente e apparenza
delle cose, lo scrittore americano ci proietta in realtà del
tardo Novecento, alle radici del mito e al futuro delle
immagini sintetiche.
Veicolazione eternamente pubblicitaria, certificazione di realtà e autorizzazione al sogno, informazione, selezione, inclusione ed esclusione, voyeurismo sfrenato,
denuncia sociale, compiacimento dello sguardo e sue rivelazioni, documento e perversione, mistificazione e
identità, la fotografia attraversa il Novecento stabilendo
un dialogo con i mezzi di comunicazione generalisti,
pur essendo mezzo dirompente nell’utilizzo delle avanguardie artistiche, oggetto della sperimentazione più
avanzata in mano a dadaisti, futuristi e surrealisti. Il dialogo con giornali, cinema, televisione, la sua vita pubblicitaria, più in generale all’interno del mercato dei
consumi di massa, sono parte dello statuto fluttuante
dell’immagine fissa che si ridefinisce secondo il formato, il supporto e, di più, il contesto di esposizione, alla
maniera dei ready-made duchampiani, peraltro intensamente condizionati da un’ideologia fotografica. La fotografia assume nuova vita, circola autonomamente nelle
reti telematiche, dando spazio a un consumo produttivo
dello sguardo, ritorna all’interazione e alla fruizione, a
un tempo individuale e collettiva, di Internet rigiocando
il suo statuto ambiguo sulla frontiera digitale. Negli anni Trenta, Walter Benjamin disseminerà nei tracciati dei
suoi scritti frammenti indiziari intorno alla fotografia.
La sua Piccola storia della fotografia si attesta tra la riproducibilità tecnica e la definizione di uno spazio che
si individua come “inconscio tecnologico”. Negli stessi
anni l’intreccio tra fonti storiche e analisi sociologiche
verranno messi alla prova sul campo da Gisèle Freund
(1936) e Robert Taft (1938). Bisogna aspettare gli anni