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
LESSICO DELLA COMUNICAZIONE
le per difetto o eccesso, solo nella dimensione dell’impotenza e del limite.
È l’incarnazione del cyberspazio: anche il collezionista
di francobolli vi appartiene, così come il feticista che raccoglie mutandine usate o l’artista che si dissangua in scena
o si innesta nelle viscere protesi meccaniche. L’arte, ormai
decontestualizzata e codificata, vale qui quanto ogni altro
materiale di base. Reperti per bricolage: come la spazzatura o i detriti industriali. Le tribù sono in transito dalla
presenza del moderno alla sua possibile – eventuale – sparizione: a giudicare e tentare di controllare questo transito, vi sono solo i brandelli delle vecchie istituzioni.
Ma sono proprio questi brandelli a trattenerci: legami
ancora forti e solidali che vorrebbero ridurre la portata
dell’innovazione cibernetica alla loro stessa unità di misura: vorrebbero, anzi, che la potenza delle reti e dei linguaggi digitali li aiutasse a fare risorgere la continuità
dell’Umanesimo occidentale. Scrivendo e leggendo, noi
apparteniamo comunque a questa logica, a questa ratio.
Rifiutiamo Mefistofele per restare fedeli a Margherita.
Cacciamo il Commendatore dalla nostra tavola per continuare a pentirci senza provare finalmente le fiamme
dell’inferno.