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Rilessi quell'invito più di una volta e piansi quella notte; piansi coi denti stretti fino a farmi sanguinare le gengive e poi mi addormentai. Era un giovedì notte e il sabato successivo mi incontrai con la mia ragazza alla quale raccontai tutto. Lei sembrava mi avesse compreso un pochino e se ne andò in casa senza una parola, ma solo con un gesto: ma vaf….. Ero distrutto ma ero riuscito ad esplodere, in parte. Speravo che Lei mi avesse capito, ma niente. Il giorno dopo, la domenica, riuscii a confessare tutto alla mia famiglia. Fu uno dei giorni più terribili della mia vita. Seguirono litigi e urla che meritavo pienamente. Totalmente. Nella domenica pomeriggio mi telefonò il padre della mia ex: non riuscii a dire quasi niente. Nei due giorni successivi ebbi un messaggio dalla madre della mia ex con contenuto provocatorio. Non risposi. Dopo circa una settimana mi telefonò sempre la madre della mia ex ragazza che inveì contro di me come un'indemoniata, offendendo me e la mia famiglia (che sottolineo, non aveva mai voluto conoscere perché sapeva a priori che eravamo una famiglia con poco di buono) e pretendeva che i miei chiamassero sua figlia. Una pazza scatenata. Non sono mai riuscito a sopportarla, da com'era presuntuosa, provocatrice e maligna. Da quella domenica persi sei chili perché sudavo continuamente, svegliandomi con spasmi e tremori. Fu dura ma superai quei giorni atroci. Poi i miei mi fecero andare da uno psicologo a cui raccontai dettagliatamente tutto quanto di nuovo. Da quel momento cominciai un cammino di ripresa “verso l'alto” anche con il sostegno della sertralina, ma soprattutto con incontri con lo psicoterapeuta. Ogni volta che avevo un appuntamento col questo medico, mi sfogavo col passare delle sedute. Da allora capii tante cose: intanto l'aver trovato il coraggio (grazie allo spunto datomi dalla persona che rispose ai miei post sul forum) di “sputare il rospo” invece di “farla finita”; è stato il primo passo verso un sentiero positivo. Io, TopoGigio, mi riappropriai della mia persona e ad oggi mi congratulo pienamente con me stesso dei progressi che ho fatto; sono riuscito a superare il fantasma che si chiama ansia. Il rammarico è verso me stesso per non essermi rivolto alla persona giusta prima, invece di convincermi che sarei riuscito da solo ad uscire dal tunnel che Io stesso avevo prima creato e che ho imboccato tempo fa. Altro rammarico va verso i miei genitori a cui ho dato una grande delusione e a cui ho dimostrato sfiducia. A oggi sono riuscito a finire gli esami. In questi giorni finisco di stendere la Tesi e fra un paio di mesi la discuto. Un traguardo che sono riuscito a raggiungere (anche se fuori corso abbondantemente) e di cui avevo perso le speranze. Un piccolissimo rammarico va verso la mia ex, a cui ho fatto involontariamente del male, anche se lei mi ha abbandonato ai miei problemi. Sospettavo che stesse con me per quello che facevo e non per quello che sono. Un grandissimo grazie va ai miei genitori che col tempo mi hanno capito (anche se non totalmente, ma va bene così) e mi hanno aiutato ancora una volta. -63-