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In questo caso, il chirurgo spiega al paziente cosa “sentirà” e dunque gli
anticipa quelle che saranno le sensazioni corporee derivanti dalla propria azione.
Può tuttavia accadere che l’anestesia locale indotta non impedisca al paziente di
sentire dolore. In tal caso, le dinamiche comunicative che istruiscono subiscono
uno stravolgimento: non sono più gli operatori a spiegare al paziente cosa sentirà,
ma sarà piuttosto quest’ultimo ad indirizzare gli operatori verso la messa in atto di
una specifica pratica medica, ovvero la somministrazione di un’ulteriore dose di
anestetico.
Alle 11.20 l'OSS Dario trasporta il paziente in presala. Si tratta di un intervento di emergenza su
un paziente che ha subito la recisione dell’arteria femorale. In sala entrano la dottoressa Biondi
(anestesista) e l’infermiere di anestesia Fabrizio. Quest'ultimo accende il ventilatore e prepara i
farmaci, mentre l'anestesista raggiunge il paziente in presala e gli fa firmare il consenso per
l'anestesia, poi rientra in sala e dice a Fabrizio: “Dobbiamo fare la locale perché è fortemente
asmatico”. Dopo qualche minuto due chirurghi entrano in sala operatoria e, dopo aver raggiunto il
tavolo operatorio, disinfettano la parte da operare, posizionano i teli sul corpo e iniettano
l'anestesia. L’intervento ha così inizio, ma dopo appena qualche minuto l'uomo inizia a lamentarsi,
così l’anestesista inietta dell’altro anestetico nella flebo. Alle 12.00 il paziente riprende
nuovamente a lamentarsi per il dolore e, poiché la dottoressa Biondi è andata via dalla sala
operatoria, Fabrizio va a cercarla. Subito dopo, l’anestesista rientra in sala e inietta dell’altro
anestetico nella flebo. L’intervento procede e il paziente non smette di lamentare dolore, fino alla
chiusura del campo operatorio.
Il corpo del paziente è sì immobilizzato sul tavolo operatorio, ma in grado
di sentire dolore. Una prima riflessione riguarda ancora una volta il fatto che,
finché il paziente non manifesta di provare dolore, il corpo sul quale gli operatori
lavorano rimane limitato al campo operatorio; solamente quando l’esternazione
del dolore ha luogo, si interviene su tutto il corpo. Finché, infatti, il paziente non
lamenta dolore, gli operatori ad intervenire sul corpo del paziente sono solamente
i chirurghi e la strumentista; l’anestesista e l’infermiera di anestesia, invece,
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