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Per completare il ciclo, il fluido deve tornare alle condizioni iniziali. Il refrigerante passa attraverso una valvola di laminazione, che ne abbassa la pressione e la temperatura. A questo punto, il refrigerante può ricominciare il ciclo. Idealmente, il ciclo termodinamico di riferimento è il ciclo inverso di Carnot, il quale lavora tra temperature costanti T1 (calda) e T2 (fredda) e origina la più elevata efficienza energetica. In Figura 2.3 è rappresentato schematicamente il ciclo inverso di Carnot, evidenziando le quattro trasformazioni termodinamiche, avendo trascurato l’energia cinetica e l’energia potenziale. Trasformazione A-B: espansione adiabatica (scambio nullo di calore con l’esterno) e reversibile (entropia costante), il fluido passa da un punto sulla curva di liquido saturo a un punto nella zona a tenore costante di vapore. Si produce lavoro grazie alla variazione di entalpia originata dal abbassamento di pressione con riduzione della temperatura; trasformazione B-C: evaporazione a pressione e temperatura costante. Il fluido assorbe calore dall’esterno: trasformazione C-D: compressione adiabatica e reversibile, il fluido viene compresso grazie all’apporto di energia elettrica dall’esterno con innalzamento della pressione e temperatura: trasformazione D-A: condensazione a pressione e temperatura costante. Il fluido condensa erogando calore all’esterno: 23