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Gli accorgimenti da tenere in considerazioni sono i seguenti: è bene mantenere una distanza di almeno 10 m tra le sonde in modo da ridurre l’influenza termica reciproca; le condutture di raccordo tra ciascuna sonda ed i collettori, le quali si trovano in prossimità della superficie, sono le più soggette a possibili formazioni di ghiaccio; vanno quindi posate a profondità tali da evitare tale rischio e, se necessario, isolate termicamente. Nel caso di pompa di calore reversibile, questa rigenera il calore prelevato durante l’inverno ma è consigliabile limitare la quantità di calore prelevata annualmente il quale non dovrebbe superare, orientativamente, i 75 – 100 kWh per ogni metro di sonda. 4.3. Piloni geotermici Questo caso è ancora poco diffuso, e consiste in installare le sonde geotermiche verticali in corrispondenza dei pali di fondazione della struttura da climatizzare. Per questo motivo, è applicabile solo ad edifici ancora da realizzare che richiedono piloni di cemento interrati a grandi profondità. Questi manterranno come funzione primaria quella di garantire la statica dell’edificio. Per questo motivo, le dimensioni e l’ubicazione dei pali saranno determinate dalle caratteristiche del suolo e del edificio e possono non essere le migliori scelte per la pompa di calore sotto il profilo energetico. I piloni energetici possono essere installati con due diverse tecniche: per trivellazione o per percussione. Nel caso della trivellazione, i pali vengono realizzati in opera e le condutture dei captatori vengono fissati a una armatura che verrà riempita di calcestruzzo. Nel l’altro caso, i pali sono prefabbricati. Hanno elevati costi di realizzazione, dovuti ai materiali speciali da impiegare e al sovradimensionamento delle sonde. Questo è necessario in quanto, a differenza delle sonde verticali tradizionali, non è possibile intervenire in caso guasto dato che le sonde sono annegate nel calcestruzzo di fondazione dell’edificio. 52