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6 Degli elementi bisillabici, le differenze di ritmo e di struttura sono
queste.
Riguardo ai trisillabi, altre e più numerose sono le tipologie; il loro studio è
molto più variato.
7 Il piede composto da tutte brevi, da taluni chiamato coreo (∪ ∪ ∪), di cui un
esempio è questo,
Bromio che porti la lancia, che ami la vita, il clangore9,
è vile e privo di elevatezza, e non ne può venir nulla di nobile.
8 Quello composto solo da lunghe i metrici lo chiamano molosso (− − −)
è elevato, pieno di dignità e disteso per lungo tratto; eccone un esempio:
Figli di Giove e Leda, salvatori bellissimi10.
9 Quello composto da una lunga e da due brevi, se la lunga sta in mezzo, una
breve da una parte, una breve dall’altra, viene chiamato anfibraco (∪ − ∪), e non
appartiene assolutamente ai ritmi ben costruiti; al contrario, è senza nervo, assai
effeminato e privo di nobiltà, come questo verso:
Iacco trionfa, di questi corego11.
10 Il piede che antepone le due brevi viene chiamato anapesto (∪ ∪ −), ed è
molto elevato; e dove bisogna rivestire i fatti di grandezza o di emozione, è di
utilizzo appropriato; la forma è questa:
A me pesa sul capo la benda tenèr12.
11 Quello poi che inizia dalla lunga, e termina con le brevi, si chiama dattilo
(− ∪ ∪); è assolutamente grave e assai confacente ai fini di una bella armonia;
il metro eroico da questo piede, soprattutto, trae la sua bella forma; eccone un
esempio:
Ilio resta là giù, fino ai Cìconi Vento mi porta13.
12 Veramente, i ritmici affermano che in questo piede la lunga è più breve
della lunga perfetta, ma, non sapendo dire di quanto, la chiamano ‘irrazionale’14.
capitolo diciassettesimo
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