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NOTE AL CAPITOLO XVIII [Analisi ritmiche] 1Bebaiva ‘solida’ è lezione di P, accolta da Aujac-Lebel, mentre gli altri editori preferiscono la variante gennaiva ‘nobile’ di F, che implica una corrispondenza, banalizzante il testo, tra le proprietà dei ritmi e quelle della composizione; a sostegno della lezione di P si può invocare anche la ricorrenza nel CV di parole ed espressioni che appartengono al campo semantico della ‘stabilità’: cfr. n. 3 a CV 6.3. 2 Questa affermazione contraddice quanto espresso in CV 16.1-2, a proposito del rapporto ‘naturale’ tra parole e cose, e poggia sulla teoria opposta, di marca peripatetica, circa l’origine convenzionale del linguaggio: cfr. n. 18 a CV 3.16 e n. 6 a CV 16.4. 3 I campioni di prosa ritmica felicemente realizzata presentati in questo capitolo sono ricavati da discorsi riconducibili ad una precisa tipologia (epitafio), i cui autori Dionigi qui e altrove indica come esemplari nel loro stile. Tucidide è modello di stile austero (cfr. CV 22.34), di quello stile elevato, «insolito, ricercato, fortemente strutturato, colmo di ogni tipo di aggiunta ornamentale», che Gorgia sviluppa in direzione di una artificiosa ridondanza (cfr. Dem. 1.3); Platone e Demostene rappresentano due diverse realizzazioni dello stile ‘misto’, il secondo superiore al primo (cfr. CV 24.5; Dem. 5 e 46-7; Pomp. 2.5 e n. 7 a CV 12.12). 4 Thuc. 2.35. 5 Negli esempi riportati nel presente capitolo è chiaramente individuabile la corrispondenza tra cola ritmici e cola logico-sintattici. 6Cfr. CV 17.4 (spondeo), 17.10 (anapesto), 17.14 (cretico). Lo schema ritmico indicato da Dionigi per il primo colon è il seguente: - -, - -, - -, ∪ ∪ -, - -, - ∪ 7 Lo schema ritmico proposto per il secondo colon è il seguente: ∪ - -, ∪ - -, - ∪ -, ∪ - -, ∪ - -, ∪. 8 Lo schema metrico proposto per il terzo colon è il seguente: - ∪ -, ∪ ∪ -, - -, ∪ ∪ -, - ∪ ∪, - ∪ ∪, - -, - -, -. La sillaba finale dell’aggettivo kalovn, che dovrebbe essere considerata breve ai fini prosodici, è qui registrata come lunga, secondo i parametri indicati in CV 15.2, ma anche negli esempi sotto riportati la scansione ritmica proposta si discosta più volte dalle regole della prosodia verbale. La ‘catalessi’ è la soppressione della sillaba finale di una sequenza metrica costituente un verso o una strofe. 9 Si recepisce con beneficio d’inventario la congettura di Aujac-Lebel eujgenh;~ wJ~ kallivstou~. Essa appiana in modo accettabile la difficoltà del testo del cod. P kallivsth~ eujgenh;~ wJ~. Altri preferiscono la lezione di F kallieph;~ wJ~ eujgenei'~ (nella citazione di Lacare sofista: kallieph;~ kai; eujgenei'~), riferendo il primo aggettivo (‘di bello stile’) a Tucidide (cfr. D.H. Thuc. 27, dove kallilogiva è apprezzata qualità dello stile tucidideo), il secondo (‘nobili’) ai ritmi. 10 Cfr. Plat. Mx. 236d. È l’esordio del celebre discorso funebre per i morti della guerra di Corinto, la cui composizione Socrate attribuisce ad Aspasia, la notissima etera di Mileto che fu compagna di Pericle. Secondo Cicerone, orat. 44,151, l’orazione fu tanto apprezzata da essere declamata ogni anno in quella ricorrenza. Il passo è citato anche in D.H. Dem. 26.1 e in Longin. 28.2; un altro passo dell’epitafio, di poco successivo a questo, è riportato in CV 9.4. 11 Per la nozione di ‘periodo’ vd. supra, CV 2.4. 12 In greco rJuqmoiv: per l’intercambiabilità dei termini cfr. CV 17.2. 292