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NOTE AL CAPITOLO X
[I due fini della composizione stilistica: il bello e il piacere]
1 Sulla polarità ‘bello/piacere’ nell’estetica dionisiana cfr. Geigenmueller 1908, pp. 34,
45; Donadi 1986, pp. 42-63; Donadi 2000, pp. 39-48.
2 Secondo la tradizione Antifonte di Ramnunte (480 ca - 411 a.C.) fu il primo oratore a
comporre i propri discorsi per iscritto. La sua biografia è nota grazie ad una Vita di età imperiale,
attribuita a Plutarco, ma certamente spuria (cfr. VS 87 a 6 = Ps.-Plut. Mor. 833c), e ad un passo di
Tucidide (8.68 1-2), che fu peraltro un suo fervente ammiratore. Della sua vasta produzione si
conservano solamente quindici orazioni relative a processi per omicidio, dodici delle quali organizzate in Tetralogie (due discorsi di accusa e due di difesa) e destinate a scopi didattici, ed altri
frammenti più o meno estesi, tra cui alcuni brevi passi della difesa pronunciata dallo stesso
Antifonte davanti al tribunale che lo condannò alla pena di morte, per aver preso parte al colpo
di stato oligarchico del 411.
3Cfr. infra, CV 22.7, dove Tucidide e Antifonte sono indicati quali esempi di ‘armonia austera’.
4Ctes. FGrHist 688 T 12. Ctesia di Cnido (fine V sec. a.C.), medico ed erudito greco alla
corte di Artaserse II, fu autore di una Storia della Persia in 23 libri, di una Storia dell’India, conservate in estratti nella Biblioteca di Fozio, di un’opera geografica, Períodos, e di un scritto sui Tributi
dell’Asia, menzionato in Ath. 10.442b. Lo stile di Ctesia ebbe vari detrattori: cfr. Str. 1.2.35, 11.6.3;
Luc. Ver.Hist. 1.3. Un giudizio totalmente positivo è espresso invece da Demetrio, Eloc. 212-16, che
ne mette in risalto l’icasticità (ejnavrgeia), e da Fozio, Bibl. 72.45a.
5 Analoghe osservazioni sulla piacevolezza dello stile di Senofonte si trovano in Demetr.
Eloc. 131, 134, 137-39. Cicerone, orat. 32 e 62 s., loda l’attrattiva del suo linguaggio, ma sottilinea
anche come esso sia lontano dalla vivacità e dalla concitazione del foro; Diogene Laerzio, 2.57,
ricorda che per la dolcezza della sua prosa Senofonte era chiamato anche ‘Musa attica’, mentre
Suida, s.v. Xenofw'n, gli assegna l’appellativo di ‘ape attica’. L’autore del trattato Del sublime lo
colloca tra i ‘grandi’ della letteratura, accanto a Platone (4.1), mentre Luciano, Hist.conscr. 2, lo
menziona insieme a Erodoto e Tucidide tra i più insigni esempi della storiografia antica.
6Cfr. CV 7.4, a proposito di Thuc. 3.57.
7 Dionigi manifesta più volte la sua ammirazione per l’illustre conterraneo, esponente
dell’armonia ‘di mezzo’: cfr. e.g. CV 3.13 ss., 19.12, 24.5; Thuc. 5.5, Dem. 41.3-4, Pomp. 3.2.
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