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PSICOANALISI E NEUROSCIENZE biologico, può fare un’esperienza incompleta di se e della realtà. Il programma di maturazione viene completato fuori dall’utero man mano che cresce e diventa un essere culturale. La cultura è un complessivo modo di vivere, espresso in simboli, è trasmessa da chi si prende cura del bambino, essa diventa la seconda natura. Sono dunque i condizionamenti psichici e le aspettative sociali a cui il bambino è sottoposto, mediati dalle istituzioni negli zoo metropolitani che lo accolgono che pongono le condizioni di base per gli orientamenti della vita successiva. I modi di divenire esseri umani sono numerosi quanto le culture esistenti, non mi riferisco solo alle culture altre della Polinesia, o degli aborigeni australiani, ma alla cultura della famiglia della porta accanto, produttrice nel suo micro mondo dell’allevamento dei bambini e nella trasmissione simbolica. L’uomo si auto produce e l’autoproduzione è un’impresa sociale che a sua volta crea contenitori simbolici in cui vivere. Gli animali, diversamente dagli esseri umani, non producono ambienti e tantomeno ambienti sociali, essi possono solo vivere dentro al contenitore naturale che trovano, in cui sono stati selezionati, a cui il loro programma biologico si è adattato. L’attività umana crea ambienti e istituzioni, ed è soggetta all’abitualizzazione, questo implica che l’azione può essere eseguita in futuro in modo simile. Lo sfondo delle attività abitualizzate tiene libero il piano per l’innovazione e in questo modo si evita l’accumulo di tensione dato dal dover ripartire daccapo tutte le volte. L’istituzionalizzazione è trasmessa da gruppi esecutori, essa si realizza dove vi sono tipizzazioni di azioni da interiorizzare. L’uomo è un costruttore di storie, ed è frutto della sua psicostoria. Anche le istituzioni hanno uno sviluppo storico ed esse forniscono uno schema di condotta dando dei punti di riferimento entro cui l’individuo trova il suo orientamento. Un com62 portamento viene tramandato dopo essere stato sottoposto all’opinione della collettività e accettato, da questo momento inizia una coazione a ripetere da cui è difficile sottrarsi anche se l’evento da ripetere è doloroso. L’individuo primariamente cerca la relazione, non il piacere come ha sostenuto Freud, ed è questo il motivo della ripetizione anche se è dolorosa, esso deve salvaguardare prima di tutto la relazionalità. Tutte le esperienze ritenute nella biografia di un individuo si sedimentano, cioè, si stabiliscono nella memoria diventando entità riconoscibili da richiamare al momento opportuno. “Attraverso la legittimazione l’individuo sa perché le cose stanno come stanno, giuste o sbagliate che siano” Quando l’individuo ha una biografia comune, la sedimentazione diventa intersoggettiva e viene oggettivata in un sistema di simboli, di cui il più importante è il linguaggio parlato. Il linguaggio è il deposito culturale dell’esperienza sociale, esso si esprime nella veglia e nei sogni. Un’ istituzione è fondata sul riconoscimento collettivo perché fornisce soluzioni permanenti a problemi permanenti e si tramanda alle generazioni successive. La trasmissione di significati acquisiti implica procedimenti di controllo e di legittimazione e per questo vengono designati i trasmettitori di significati, che possono essere positivi o negativi, costruttivi o distruttivi. L’organizzazione sociale dei grandi agglomerati umani ha creato una moltiplicazione di compiti specifici e soluzioni standardizzate che apprese vengono trasmesse, dando vita alle specializzazioni. L’istituzionalizzazione come la socializzazione, è un’acquisizione storica soggetta a mutamenti, non è un processo irreversibile. Dalle legittimazioni, che hanno sempre elementi cognitivi, si formano gli universi simbolici, che producono nuovi significati che integrano quelli già attribuiti. La legittimazione trasmette valori, essa implica sempre la conoscenza e spiega perché l’individuo dovrebbe compiere un’azione, prendere una decisione e non altre. Quando l’individuo in tutte le sue fasi evolutive, in particolare in quelle primarie, non è legittimato, vive in una bolla di isolamento, separato vive una condizione di incertezza e paura in cui sorge la patologia. Attraverso la legittimazione l’individuo sa perché le cose stanno come stanno, giuste o sbagliate che siano. L’individuo legittimato trova un posto nel mondo, può prendere decisioni e criticare. Per suo tramite, avviene il processo di individuazione ed acquisizione di una identità personale e di un ruolo, che lo salvaguardano dall’isolamento patologico. La legittimazione spiega l’ordine istituzionale attribuendo validità conoscitiva ai suoi significati oggettivati e lo giustifica conferendo dignità. I sociologi americani Berger e Lukman, distinguono diversi livelli di legittimazione: pre teoretica; teoretica implicita; teoretica esplicita e simbolica. Al primo livello, pre teoretico, appartengono tutte le semplici affermazioni di tipo tradizionale, che sono le prime risposte che in genere si danno ai bambini quando iniziano a porre i loro primi perchè: gli adulti dicono ai figli “così devono essere fatte le cose”. Il primo livello si realizza tramite la trasmissione di un vocabolario linguistico come quello della parentela: mamma, papà, nonna, nonno; che sono anche le prime parole che i bambini pronunciano. È il linguaggio che legittima il grado di vicinanza e la struttura emozionale. È per