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MI RICORDO DI TE
dedicare a Mente si fossero chiuse
nel silenzio che lo ha isolato dal
mondo e dalla vita per tanti anni.
I sentimenti, che sono dentro di me,
restano chiusi nella mia coscienza,
così come lui è rimasto imprigionato in un corpo che non poteva
comunicare, né difendersi, né recuperare. Posso parlare solo delle mie
verità, che sono state anche le sue
nei tanti anni che siamo stati insieme.
Clemente ha amato la vita, la famiglia, il lavoro, il paese e gli amici.
Ha ricercato, da autodidatta, la precisione nei meccanismi elettronici
e, da appassionato, la vita serena e
semplice negli spazi aperti, nell’ambiente naturale.
Ha voluto essere onesto, indipendente, libero da ogni compromesso,
come chi, in un gioco, assegna un
posto giusto ad ogni persona e ad
ogni circostanza. Con ironia, quando rifiutava di essere manovrato da
altri. Con generosità, quando si
dedicava agli amici. Con amore,
per me, sua moglie, e per il figlio.
Dopo l’incidente, è rimasto legato
alla vita, ma la sua personalità si è
manifestata solo in quell’ostinato
legame con la vita, realizzato nel
silenzio e nell’immobilità.
In quella condizione umiliante di
infermità, ogni piccolo segnale
veniva colto solo da noi, mentre
restava impercettibile per gli altri.
Ogni segnale, per me e per mio
figlio, è stato il riconoscimento
della grande umanità della sua persona.
Mi sono chiesta: “Dov’è Dio?”
L’ho visto nei suoi occhi. Era in
quegli occhi neri. Anche se, le
pupille di Mente non vedevano i
contorni della stanza, né i corpi
delle persone.
Per questo mio pensiero, vorrei
ricordare sempre la luce di quel suo
sguardo intenso.
Vorrei che Clemente fosse ricordato e ammirato per la volontà di
comunicare anche dopo che ne era
stato privato della capacità.
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che ci sono state vicine in questi
anni di sofferenza.
Grazie.
Laila e Massimiliano
Vorrei che fosse ricordato per il suo
amore per una vita giusta e libera.
Vorrei poter impedire che altri soffrano come lui. Io e Massimiliano
siamo convinti che questo è stato il
suo grande insegnamento.
Ora Mente sei salito in cielo dove
spero tu possa camminare, urlare e
piangere. Qui hai tanto provato ma
non ci sei mai riuscito.
Ti vogliamo bene, noi e le persone
Caro Mente, sei stato un uomo
straordinario: cordiale, altruista,
laborioso. Hai amato la tua famiglia
oltre ogni cosa. Da diversi anni ti
abbiamo visto soffrire, ma sempre
circondato dall’affetto e dalla dedizione dei tuoi cari.
Nella tua continua lotta abbiamo
capito l’importanza della vita e la
tua presenza è stata una testimonianza coraggiosa.
Ora, stanco di lottare, hai intrapreso
un altro viaggio e noi ti salutiamo,
sicuri che sarai nei nostri cuori.
La cognata Clelia e famiglia
Caro zio, ti abbiamo conosciuto che
eri già in carrozzina e in braccio a te
siamo venuti tutti.
Ti ricordiamo così, seduto che ci
guardi, e preghiamo il signore perché il tuo sguardo ci accompagni
nella nostra crescita.
I nipoti Agnese, Matteo, Anna,
Emma, Francesca
Grazie a te abbiamo potuto avvicinarci a Lui
Carissima Laila, sei una donna che stimo moltissimo per la grande
dignità con la quale hai saputo affrontare la lunghissima e complessa
situazione di vita con il tuo caro marito Mente. Attraverso questo tuo
modo lucido e attivo di percorrere gli anni della sua sofferenza e della sua
limitazione causate dal grave trauma cranico che l’aveva portato al coma
e allo stato vegetativo, il tuo Mente ha potuto esprimere quello che era la
sua persona, prima dell’incidente. Grazie a te, a tuo figlio Massimiliano
e all’affetto di altri parenti e amici, lui ha continuato a esserci e anche noi,
che non lo conoscevamo prima, abbiamo potuto avvicinarci a lui con la
consapevolezza della sua persona: intelligente, attiva, generosa.
Ti ammiro veramente per la tenacia con la quale, nonostante i momenti
di scoraggiamento più che motivati, hai saputo sempre organizzare una
perfetta assistenza a Mente.
Sono felice che la nostra volontaria Oretta sia stata in grado per anni di
starti un po’ vicina, con tanto affetto e modestia.
Mi auguro che da questa vostra esperienza così impegnativa ne scaturisca una testimonianza forte, che aiuti la società a comprendere sempre
meglio le necessità delle famiglie che gestiscono a domicilio un loro caro
in stato vegetativo o di gravissima disabilità dopo il coma e a sviluppare
una rete assistenziale sempre più efficace.
Maria e Gli amici di Luca