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ESPERIENZE DI CONFINE
Molti gli esempi di percezione di sentimenti o pensieri a distanza
Telepatia e premonizione
di
Cecilia Magnanensi
Segretario Generale della Fondazione
Bozzano-De Boni
Q
ualche tempo fa Anna, una giovane donna, si è rivolta alla
Biblioteca Bozzano–De Boni per
avere una spiegazione di ciò che le è
accaduto sia nell’infanzia sia in anni
più recenti. Da bambina le capitava
di fare sogni premonitori e di “vedere” esseri che altri non riuscivano a
percepire. La madre, ignara dell’esistenza di questi fenomeni e dopo
aver udito i racconti della figlia,
ritenne giusto portarla da un medico.
Questi le prescrisse dei tranquillanti,
inducendo così Anna a credere che
nella sua testa qualcosa non funzionasse. Col tempo i ricordi sono sfumati, ma recentemente le sono ritornati alla coscienza, in quanto le capita di avere presentimenti di eventi
poco piacevoli, soprattutto riguardanti i familiari. In particolare mise
in guardia il fratello quando sognò
un suo coinvolgimento in un terribile incidente, da cui però si sarebbe
salvato. Il fatto si verificò come lei
lo aveva “sentito” ma il fratello da
allora la ritiene responsabile di ciò
che gli è accaduto e non le rivolge
più la parola. Per questo motivo
Anna sta vivendo in maniera angosciante ogni volta che le capita di
avere dei presentimenti, non aiutata
in alcun modo dai familiari.
Eppure nella letteratura delle esperienze di confine molti sono gli
esempi di telepatia e di premonizione, cioè di percezione di sentimenti
e/o pensieri a distanza, e di conoscenza di eventi futuri, entrambi
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senza l’ausilio dei cinque sensi. Per
lo più si verificano quando il legame
tra le persone è molto stretto, come
quello tra genitori e figli o tra marito
e moglie, o tra fidanzati, anche se
non mancano esempi tra estranei.
Come altre manifestazioni psi hanno
un carattere elusivo, che non permette di averne il pieno controllo.
Per comprenderne il meccanismo
sono state effettuate molte prove di
laboratorio, a cui sono stati applicati
criteri statistici, tuttavia ancora non
si è giunti ad una loro comprensione.
Questo è il motivo per il quale i critici ne hanno negato l’esistenza,
“Per lo più si verificano
quando il legame tra le
persone è molto stretto,
come quello tra genitori
e figli o tra marito e
moglie, o tra fidanzati,
anche se non mancano
esempi tra estranei”
dimenticando che, se pur dal punto
di vista scientifico non hanno carattere probatorio, moltissimi sono i
casi spontanei, la cui frequenza non
è possibile ricondurre al caso.
Per lo più fenomeni di telepatia e
premonizione si notano nel caso in
cui si riferiscono a situazioni non
banali, ma si verificano anche in
situazioni ordinarie. Non solo persone comuni, ma anche alcuni parapsicologi hanno dato la loro testimonianza in merito. Tra questi ultimi,
Berthold Eric Schwarz, uno psichiatra americano, ha riferito in diverse
pubblicazioni mediche le sue esperienze personali e quelle dei suoi
pazienti in ambito familiare. Mentre
svolgeva sedute con Jacques Romano, un paziente di 95 anni, vivace
intellettualmente, di aspetto giovanile e che possedeva notevoli doti telepatiche, Schwarz notò che erano
molto frequenti episodi telepatici e
altre manifestazioni psi nell’ambito
della sua famiglia. Questa era composta dalla moglie Ardis e dai due
figli, Lisa ed Eric, che all’inizio
delle manifestazioni, nel 1958, avevano rispettivamente poco meno di
un anno e mezzo e qualche mese di
età. Schwarz cominciò allora a
documentare ogni episodio, anche il
più banale, tenendo una specie di
diario, con descrizione e commento
per ogni fatto. Naturalmente, essendo l’età dei figli bassa, le esperienze
erano molto semplici a causa delle
loro limitate capacità di espressione
verbale, soprattutto di Lisa. Ecco
cosa lo psichiatra annotò il 13 settembre 1958, quando la bimba aveva
circa ventidue mesi: «Mentre stavo
leggendo un libro, lentamente la mia
mente vagò e pensai di telefonare ad
un amico, Floyd, e chiedergli se gli
avrebbe fatto piacere andare a pranzo al ristorante Da Luigi. Mentre
stavo esitando tra leggere soddisfacendo il mio appetito intellettuale o
gratificare il mio desiderio gastronomico con l’alzare la cornetta del
telefono e prendere i necessari
accordi, Lisa interloquì “Telefono”.
Io ero molto lontano dall’apparecchio, ma mia figlia aveva catalizzato
le necessità del padre».
Nel luglio 1959, Schwarz scrisse:
«Durante il pranzo Ardis stava pensando di portare a lavare l’automobile. Nella sua mente associò questo
pensiero all’immagine dell’abbigliamento degli addetti al lavaggio, cioè